lunedì 30 aprile 2012

[Pre-Comicon] L'umore della vigilia

Non so chi siano. Non sia dove sia stata scattata, ma quanto è bello l'orsacchiottone?

Mi sento stanco. Sono apatico, irrazionale, ecumenico, incontrollabile e stanco. I primi quattro termini spiegateli con calma ad un membro della Lega. L'ultimo dovrebbero capirlo. E' su tutti i cruciverba alla voce "Il trota quando gli chiedono il risultato di due più due".
Insomma: non è che mi sento tanto bene. Ed è pure saltato il concerto di Daniele Silvestri, sennò mi trovavano già sotto un ponte che venivo usato dai clochard del luogo come moneta di scambio. "Clochard". Che bel nome. Mio fratello vive in Francia e lui può chiamare "clochard" i barboni. Ma non sentite come è più bello? E' nettamente migliore del volgarissimo "barbone". Io sono un clochard. Ti rende quasi nobile, quasi etereo, quasi strettamente voluminoso come un giorno uggioso in una calda mattinata d'aprile. Ti rende figo. Spero quasi che mio fratello ormai lo sia diventato, così da potersene vantare con i disadattati italiani. D'altronde sarebbe sempre come essere il super sayan dei senzatetto. E senza aver bisogno di tingersi i capelli.

Ma non è di gente rovinata e di dormite in stazione che vi voglio parlare, oggigiorno. Ma di domani. Che è già un bel paradosso: oggi vi parlo di domani. C'è da riderne per venti minuti buoni.

(Passati i venti minuti? Ok. Potere ricominciare a leggere.)

Oggi parliamo del mirabolante evento di domani: il concerto del primo maggio...no...il Napoli Comicon-Parte II per il sottoscritto e la sua banda di damerini photobomber. L'evento in quel di Napule sto constatando essere diventato così imponente e così importante che i giovani vogliono tutti diventare cosplay e i maschi vogliono tutti farsi le fighe svestite. Ma questo sarebbe accaduto anche senza i cosplay, senza Napoli e senza Comicon. E soprattutto senza vestiti.
Domani, come vi ho già proposto ieri, farò foto a quelle bravissime ragazze che saranno riuscire a fare un cosplay degno di questo nome e quindi ad avere almeno una terza ben visibile. Molto ben visibile. Diciamo che la percentuale coperta di pelle dovrà essere, al massimo, del tre per cento del totale, fate un po' il conto voi.

E nella giornata che fra non meno di 17 ore mi vedrà lottare contro il tempo, il traffico e Trenitalia per giungere in orario accettabile la fiera, mi potrete trovare in questi importanti avvenimenti:

10.30 - Forse dovremmo riuscire ad entrare. Tanto c'ho il pass io, c'ho il pass.
11.00 - Piglio stampa di Pugliese allo stand SBE.
11.20 - Prendo latte gratis.
12.00 - Area Autografi. Paolo Bacilieri. Avrei giusto una decina di Napoleone da farmi firmare.
12.30 - Prendo yoghurt gratis.
13.00 - Dovrei pranzare con i tizi osceni che mi porto appresso. A meno che non stiano sbavando per la CatWoman di turno.
14.00 - Continuo a rovinare la vita alla mia pulzella girando per gli stand.
14.20 - La mia pulzella mi chiede gentilmente di abbassarmi e mi tira un coppino sulla nuca dato che sto alle centoventesima foto di cosplay seminuda.
15.00 - Piglio stampa di Cestaro (uno dei due) allo stand SBE.
15.25 - Prendo latte gratis con yoghurt.
15.35 - Inizio a sperare che passino alla mozzarella gratis.
15.45 - Mi accontento anche di panini iperspropositati.
16.30 - Mi presento all'Area Pro con il pass e mi picchiano tutti gli autori più affermati italiani. Sì, compreso Zerocalcare.
17.00 - Piglio stampa di Cestaro (l'altro dei due) allo stand SBE.
17.15 - Stanco per i miseri acquisti inizio compro una collezione compreta di un manga con grosse poppe in copertina scoprendo poi che tratta di politica nostrana.
17.45 - Dopo attenta lettura inizio ad apprezzare la politica nostrana.
18.15 - I miei piedi annunciano sciopero.
18.45 - Dovremmo tornare. Dico dovremmo dato che il Primo Maggio, con Trenitalia, sono attivi due treni in generale. Il doppio di Italo, però.

Ah, in tutto ciò, credo, che andrò a dormire appena toccherò il letto al mio ritorno. Spero sinceramente per la mia pulizia, e per l'olfatto dei miei familiari, di farlo dopo una misericordiosa doccia. Spero. Ma non assicuro niente.

Che poi dopo il Comicon la prossima fiera che, probabilmente, farò è Lucca. Lucca Comics. La meravigliosa Lucca. Tra nove mesi. Il tempo di un parto. Tanta tristezza.

domenica 29 aprile 2012

Standista per caso (Comicon 2012)

Tizio adoratore di Satana felice per il Pass
Parlo di una fiera che ieri ho visto da visitatore, expositore(mi piace troppo la x) e fumettaro. Una bella fiera. Cribbio. E' da qualche anno che volevo dirlo: il Comicon è una bella fiera. Me ne sono ritornato contento? Soddisfatto? Entusiasta? Sì. E no. Perchè c'è sempre un problema enorme per quanto riguarda l'organizzazione: i biglietti.

Non voglio dire che il biglietto sia dispendioso, non ci tengo affatto. Dodici euri per quattro giorni di fiera sono pochissimo. Anche una convention decisamente triste come il Cavacon pretende cinque euri giornalieri. Poi, ovviamente, ben pochi riusciranno ad andarci per tutti e quattro i dì ma l'idea dell'organizzazione, penso, sia di trasformare il Napoli Comicon in una fiera quasi allo stesso livello di Lucca Comics. Con appassionati disposti a soggiornare in città per i giorni della manifestazione, pur di esserci sempre, tutti i giorni.
Ma non è del prezzo che voglio parlare ma della possibilità, ottima, di comprare il tagliando prima dell'inizio della manifestazione quindi online, in due modi possibili: prevendita (si chiama ticket online) o pacchetto gold. Il primo è un semplice biglietto, maggiorato di due euri e venti centesimi (e su ciò non ho capito il perchè) che ti permette di evitare la fila. Il secondo è un pacchetto che comprende maglia, cappello ed altre cianfrusaglie targate Comicon, insieme al pass "Salta-fila" che vale sia per l'ingresso, sia per gli autografi. Inoltre hai anche la possibilità di avere uno sconto del cinquanta per cento per ogni acquisto al Comicon Shop. Ottime idee, ottimi vantaggi.
Peccato che le file se le siano fatte tutti.

Premetto: alle 9 e 20 scopro di avere un pass da espositore a mio nome. Gaudio e giubilo. Ringrazio Mario per questa meravigliosa notizia e mi bullo con i miei amici per tutta la durata del tragitto in metro. Arriviamo a Campi Flegrei e notiamo qualche gruppetto di ragazzi. L'entusiasmo è tanto in giro. Ci si ferma per mangiarsi un cornetto e si va' alla volta dell'ingresso. La bolgia oceanica ci attende.
Un mare di gente. Nella mia mente c'è l'edizione 2007 del Comicon dove io e il mio amico Tumbleweed (a proposito: ha una pagina facebook) entravamo in dieci minuti e senza patire caldo, sudore, cosplayer grasse e le peggiori tristezze del mondo: i tizi con cartelli da meme.

"Ma quelli erano altri tempi, Davide, erano altri tempi. Non avevi il pass". Afferma la mia coscienza che, nel mentre, si bulla con il rene e il duodeno. Io ho il pass. Vado a fare la fila accrediti mentre i miei amici cercano di farsi dare i braccialetti, essendo loro provvisti di ticket online. Beh. Se era una gara ammetto di averla vinta io. Trentacinque minuti sotto al sole cocente, contro i quarantacinque del mio gruppo. E dobbiamo esserne felici!
Coloro, sciagurati(!), che non hanno comprato ne biglietto, ne pass gol, ne avuto il deretano maestoso di avere un pass a proprio nome, hanno aspettato tre ore e mezza. Tre ore e mezza. Io non ci riesco a pensare. Tre ore e mezza. Ma perchè? Percome? Come è possibile?
Voci (non ufficiali) mi dicono che su tre biglietterie ne era aperta solo una. Solo una. Solo una. Lo ripeto così magari ridiventano tre. Solo una. Ora sono quattro.
Voci (ufficiali) mi dicono che le tizie non credono sulla vera invalidità dei visitatori afflitti, purtroppo, da problemi gravi.
Voci (non ufficiali) mi dicono che l'organizzazione non si aspettava una simile calca. Son quattro anni che non se l'aspettano, debbono essere proprio dei tizi pessimisti di natura.

Comunque oggi dovrebbe essere stata meno la ressa agli ingressi perchè chi ha fatto il biglietto ieri, entrava con assoluto entusiasmo prima dei tizi in fila. Almeno spero. Non posso dare notizie perchè non sono in fiera ma a casa, su un letto, a domandarmi perchè sono andato in fiera ieri. Ma qualche risposta me la riesco a dare.

-) Per ringraziare di persona Mario. Scaricargli la macchina era poco, anche offrigli un caffè. Per quel pass appeso al collo gli avrei anche attaccato i tabelloni su tutti gli altri stand. Mossa meravigliosa di marketing.
-) Quella mezz'oretta di "lavoro" al Comicon è stata meravigliosa. Soprattutto perchè l'ho fatta con Daw senza manco rendermene conto. Memorabile l'ultimo viaggio, lui con carrello trasportatore (a braccia) e io con pannello con cavalletto iperpesante che perdeva fogli ogni tre secondi. Quando, successivamente, ci siamo rincontrati è scattato un meraviglioso abbraccio d'amore.
-) Le stampe di Brindisi, Foderà, Filippucci, Siniscalchi. Sempre meravigliose.
-) I litri di latte e i barattoli di yoghurt aggratis. Che meravigliosa pensata.
-) La fontanella e il bagno che ho fatto, mea culpa, ad un botto di gente sconosciuta.
-) Le cosplayer degnamente (s)vestite.
-) I capannoni scelti quest'anno per la fiera: capienti e maestosi. Consiglio per il prossimo anno: condizionatori!
-) I fumetti! Ho trovato venditori di fumetti! Non accadeva dal 2009! Mi son sentito felice. Ma tanto.
-) La signorina amabile che mi aveva prima sconvolto dicendo che non avrebbe partecipato e poi si è distrutta piedi, spalle e corpo, solo per me.
-) Gli acquisti. Che mi sono trattenuto sennò...

E parlando di acquisti elenco il materiale portatomi a casa elargendo denaro non pubblico.

-) Tre modellini di Paperino. Non so come definirli. Un giorno ve li farò vedere.
-) Due Ken Parker Serie Oro. Ho letto solo una volta KP in un volume della Repubblica. Non so quante serie ne abbiamo fatto e quante edizioni. Li ho trovati a 50 cent e li ho presi.
-) Cinque Julia alla mia amata.
-) Blankets. Tutti dicono che è meraviglioso. Io e la mia lei l'abbiamo comprato a metà.
-) Volume secondo e terzo di A come Ignoranza. Di Daw, ovviamente.
-) Un albo speciale del 2001 de L'insonne. Un giorno leggerò tutta la serie.
-) Un Brendon. Me ne mancano solo due per terminare gli arretrati.

Poi mi sembra più niente. Ho fatto un bordello di foto, era la prima volta che mi portavo una macchina fotografica. Ne ho fatte ben poche alle cosplay ma prometto che le farò Martedì così da avere mercoledì o giovedì un post con solo foto di belle gnocche. Ve lo prometto.

In tutto ciò: bella fiera. Pessima organizzazione solo degli ingressi. Per il resto la disposizione, gli standisti, gli eventi, le mostre tutto perfetto. Peccato per gli ospiti che, nella giornata scorsa, non erano proprio nelle mie corde. Domani altre stron...ehm...commenti after prima giornata e pre-ultima giornata.

venerdì 27 aprile 2012

[Pre-Comicon] Curiosità ed incontri. Con me.

Ecco perchè esiste la pena di morte

Uomini! Donne! Cosplay! Fumettari! Simpatizzanti della caciara e tizi che non c'entrano una benemerita con le fiere di fumetto ma vogliono solo sentirsi parte di un grande evento: domani è il giorno che tutti aspettavano! Il Napoli Comicon apre i battenti.
Sinceramente deluso dalle due precedenti edizioni (che potrete leggere qui per quanto riguarda il 2010 e qui per il 2011), non per l'organizzazione(beh, sì, anche un pochino) ma per la mancanza di stand fumettofili tanto da non farla sembrare una fiera del fumetto ma solo un modo per vestirsi da personaggi dei cartoni, manga, videogames e per fare finta di essere un meraviglioso meme camminando solo con un cartello in mano. Per far capire la tristezza di ciò: l'anno scorso un baby, dodici-tredici anni, passeggiava credendosi un figo con una scritta riferita ai Soliti Idioti. Ai SOLITI IDIOTI!!! Ma vi rendete conto?

Comunque domani si va', si va' e si torna, si spera. Partenza ore 8 e 28, arrivo in Napule ore 9 e 15, arrivo in fiera ore 9 e 50 (do le indicazioni casomai ci fossero stalker modelle scandinave bionde e con gli occhi azzurri che ambiscono a conoscere i miei spostamenti) e per la prima volta da quando faccio il pendolare del Comicon, non passerò nemmeno per un attimo a Castel Sant'Elmo. Sede, oramai, abbandonata perchè troppo bella, troppo fresca, troppo stretta e inadatta a contenere il bordello di gente che la fiera attira. Da nerd ho sentimenti contrastanti su ciò.

Da un lato valuto l'incremento dei visitatori alle fiere del fumetto italiane come qualcosa di ottimo dal punto di vista delle vendite, dell'impatto sul pubblico, di tutto il settore "fumetto.

Dall'altro valuto l'incremento dei visitatore alle fiere del fumetto italiane come una palla al piede. Gente che non ha avuto mai a che fare con il settore "fumetto" e che continua a non averne a che fare. Gente che ha voglia solo di passare un paio di giornate diverse a deridere i peggiori cosplay, sbavare dietro alle Lamù, e pensare che, in fondo in fondo, 'sti fumetti li potrebbero pure togliere di mezzo, tanto non fregano a nessuno.

E ripenso alle precedenti edizioni in cui, la Domenica, giorno di massima affluenza, si camminava larghi nei corridoi, felici di bivaccare con gioia sulla terrazza alta del Castello ed ammirare Napule in tutta la sua bellezza, con il vento che ti scompigliava i capelli e con i tizi in armatura che ti facevano provare l'ebrezza di un duello con la spada(vera! che taglia! che pesa!). Bei momenti. Credo che il miglior Comicon, l'ultimo in cui sono stato veramente contento, sia stato il 2009. Ma ero un'edizione speciale: la prima con la mia pulzella. Onnubilato dall'amore (non solo io, in quei tempi nel mio gruppo Cupido si dava un gran daffare), mi sembrava tutto meraviglioso. Anche i cosplay che si facevano le foto davanti agli stand non facendoti camminare mi sembravano simpatici e pieni di amore. E poi fu l'ultima vera edizione del Castello che, nel 2011 e nel 2012, diventò un mero contentitore di mostre e si sa che ben poche persone hanno interesse a farsi un po' di cultura. Figuriamoci del fumetto.

Gnocca. Hai capito Ash?
Quindi, quest'anno, tutti alla Mostra D'Oltremare. Dall'organizzazione affermano che ci sarà più spazio, più entusiasmo, più cultura e più rock'n'roll. Per alcuni miei amici l'importante è che ci siano più cosplay con le poppe de fora, e questo è un altro fattore determinante del successo delle fiere del fumetto: gli infoiati. Se non ci fossero loro non esisterebbero tutti i grandi eventi di interesse dalla preistoria ad ora. Non ci credete? Vi enuncio alcuni casi.

-) La scoperta del fuoco. Leggenda narra che un primitivo volesse scaldarsi con la sua compagna, e magari pure con la sorella della sua compagna. Ma essendo una serata molto fredda bisognava trovare un modo per ravvivare l'ambiente. Caso fu che trovò una diavolina accendifuoco e costruì il primo falò della storia utilizzando come combustibile suo genero. E la serata si ravvivò alquanto.

-) La presa della Bastiglia non accadde come voi pensate, con una rivolta dal di fuori. Ma accadde dal di dentro dato che tutti i carcerati avevano bisogno di un po' d'amore arretrato. Non vi dico cosa accadde con tutti quei nobili e nobildonne che vi si trovarono davanti l'orda.

-) La scoperta dell'America non parla dell'avvenimento che pensate voi. Ma di una tizia, tal America, che venne scoperta da Cristoforo Colombo lievemente affamato d'amore dopo una settantina di giorni su una nave con marinai rozzi, brutti e pieni di livore nei suoi confronti. Inutile dire che non si chinava mai. Nemmeno per allacciarsi le scarpe. Comunque l'America venne scoperta e riscoperta da Colombo altre dieci volte, ma di questo nessuno ne parla.

-) La fama di Napoleone. Era basso, pelato, si credeva un Dio. Non vi ricorda qualcuno?

-) Lo sbarco sulla Luna. Il solito vergognoso pallino dei maschi che si devono vantare di essere stati i primi a giungere su una donna.

-) Vallettopoli, Arcoropoli, Paperopoli. Non dico altro.

-) Sara Tommasi. Se non foste veramente infoiati capireste che ha il quoziente intellettivo più piccolo di una doce moscata e girereste al largo. E poi, mentre già siete a tre chilometri di distanza, pensate a come potrebbe mai aver avuto la laurea e tornate indietro.

Tutto ciò serve per farvi capire che domani, e Martedì 1° Maggio, sarò al Comicon vestito da Sara Tommasi. Il mio amico Vincenzo farà Alfonso Luigi Marra e un altro mio amico Michele sarà Lele Mora in galera che sogna di ritornare con Fabrizio Corona(interpretato da un sacco da pugile, dato che hanno la stessa espressività). In tutto ciò vi enunci i luoghi in cui potete vedermi anche solo per mollarmi un ceffone.
Gnocco. Sennò dicono che sono di parte.

Sabato 29 Aprile

9.15. Bar vicino alla stazione per fare colazione. Napule.
9.30. Metro.
9.50. Napoli Campi Flegrei a smadonnare perchè quest'anno hanno avuto tutti la grande idea di fare i biglietti online e ti fa pensare perchè nessuno più si vanta delle partenze intelligenti alle 4 di mattina.
10.50. Entro e bacio il suolo.
10.55. Sono al bagno a cercare di togliere il sapore orrendo dalla mia bocca di asfalto misto a vomito e a non voglio sapere cos'altro.
11.00. Stampa di Siniscalchi alla SBE. Mi trovate in fila.
11.30. Odio i venditori di ramen, sono lì a distruggere il loro stand.
12.30 Stampa di Marco Foderà alla SBE. Mi trovate in fila.
13.30 Mangio su una panchina o stravaccato sull'erbetta al sole odiando il sole.
14.00 Mi curo per un'insolazione di terzo grado.
14.30 Tutto lampadato mi trovate in fila per la stampa di Bruno Brindisi alla SBE.
15.00 Odio i non venditori di fumetti.
16.00 Odio i non venditori di fumetti a basso costo.
16.20 (Probabile) Dato che mi fanno male i piedi potrei assistere alla conferenza dei trent'anni di Martyn Mistere.
17.00 Stravaccato sull'erbetta dietro al palco, al fresco.
17.30 Stampa di Lucio Filippucci alla SBE.
18.00 Ombrellata da parte della mia pulzella perchè la porto in giro da ore senza sosta.
18.45 Ingresso della fiera, si raduna il gruppo per tornare a casuccia.
19.27. Si parte da Napule dritti dritti per la normalità.

Vi lascio solo il programma di sabato, quello di martedì ve lo scriverò poi. Oh, mi raccomando, pochi autografi che sono anche io lì per divertimento e se fate notare al pubblico che sono presente al Comicon, poi va' a finire che non mi lasciano più stare e dovrò fare autografi e foto tutta la giornata.

Con affetto,
Brad Pitt.

giovedì 26 aprile 2012

Goooooooogle


(F sta aspettando in disparte che D finisca la sua invettiva contro il Comune di Caserta, la Regione Campania, la Campania stessa, intesa come territorio, l'Italia e il mondo intero. Dopo un post ripieno di veleno ed odio, D ritorna sudato e lievemente soddisfatto)

F: Allora, gliele hai cantate?
D: E certo!
F: E come ti senti adesso?
D: Ottimamente, grazie!
F: E che hai risolto?
D: Ti odio, bastardo.

(Buio. Sigla)

Speaker: Dallo studio 20, di Cinecittà, in Roma. Francesco Savino, Davide Paolino e Belen Rodriguez presentano "Teeeeeeeeeeeatro"!

(D e F entrano in completo nero con camicia bianca, occhiali da sola e cravatta rigorosamente nera. Belen ha un microvestito che fa chiedere perchè non sia entrata direttamente nuda. Ballano tutti e tre sotto le note dell'ultimo successo giovanile che tra un mese tutti dimenticheranno. F invita B in un romantico tango, B accetta. D, piccato, invita una ragazza del pubblico ad un romantico incontro a letto. La ragazza del pubblico gli molla un ceffone. D ritorna mesto e deluso. La musica finisce.)

F: Ma cosa le hai chiesto?
D: Se voleva far ingelosire il suo ragazzo.
F: E che ti ha risposto?
D: "Stronzo, il mio ragazzo sei tu". Era la mia fidanzata.
B: Sei sempre il solito. Ti servirebbero un paio di occhiali.
D: Ce li ho. Ma li ho dimenticati nel tuo camerino...ops...

(La ragazza del pubblico entra in scena e gli molla un altro ceffone)

D: E due. Iniziamo bene.
F: Ben ti sta.

(La ragazza si sposta e colpisce anche F)

F: Ma perchè?
R: Tu lo sai! (ed esce di scena tra gli applausi generali)

D: Riprendo possesso delle mie poche facoltà mentali e vi ringrazio, amato pubblico, per essere qui per la nostra prima puntata. Ci sono voluti anni per arrivare dove siamo adesso e non potevamo essere qui senza ringraziare il nostro più grande fan: Dio.
F: Che, per fortuna, è il nostro agente.
B: Ragazzi, non vi smentite mai.
D: Manco tu ti smentisci mai nell'essere bona.
B: Ma ti ringrazio.
F: Statti attenta, Belen, quando inizia a fare complimenti vuole solo una cosa dalle donne.
B: Il mio amore?
F: No.
B: Il mio cervello?
F: Non direi.
B: Il mio corpo? (urletti dalla platea)
F: Mmmmm...no.
B: E cosa vorrebbe mai?
F: Il tuo conto in banca! (risate registrate, applausi, D cerca di svicolare)
D: Eh...è che...ho bisogno di mangiare...almeno otto volte al giorno.
B: Ah, brutto mascalzone (finge di volerlo picchiare col sorriso sulle labbra, il pubblico ride)

F: Ma ritorniamo a noi: Benvenuti a questa nuova meravigliosa inconcludente e superba puntata di "Teatro", lo show che tutti voi avete desiderato.
D: Desideratro.
F: Eh?
D: Per fare meglio la rima.
F: Ma io non volevo fare la rima.
D: La volevi fare.
F: Ma non è vero.
B: Ragazzi, ma non dovete litigare così. (smuove il balconcino, il pubblico applaude)
D: Ha ragione! Lei riesce sempre a farci stare bene pur senza fiatare.
F: Ah, Belen, l'avessi io il tuo balconcino per calmare gli animi.
D: Cosa?
B: Cosa?
Pubblico intero: Cosa?
F: No...io...ho...non ho detto...niente...no...ti...prego...no...non è vero...non è successo...non si sa niente...aiuto...

(F inizia a sudare copiosamente, farfuglia, sbatte gli occhi come in preda ad un attacco nervoso, balla il testa-spalla one two three e si accascia al suolo svenuto. Si risveglia di soprassalto e nota che è scomparso lo studio, Belen e il pubblico intero. E' di nuovo nel teatro, con D che inveisce contro il comune di Caserta. Capisce che era tutto un sogno.)

F: Corbezzoli.
D: Capezzoli, intedevi.
F: No. Corbezzoli.
D: E cosa sono?
F: E' un'esclamazione!
D: Ma pure "capperi" è un'esclamazione. Ma ha un significato.
F: Capperi! Hai ragione. Mai che abbia a portata google quando ho bisogno di lui.
D: Basta chiamarlo: Goooooooooooooooogle!

(Si presenta in scena un bassotto molto lungo.)

F: Hai chiamato un cane Google?
D: Ammettilo: è una genialata!
F: Sarà l'unico complimento che ti farò in tutta la mia vita.
D: Me ne dovrai fare un altro al tuo risveglio.
F: In che senso?
D: Perchè anche questo è tutto un sogno.
F: Nooooooooooooooooooooo.

CONTINUA...

Nota dell'Autore: La puntata di Teatro che avete appena letto fa parte di una cinquinalogia...cinquangolare...pentangolare... pentalogia (grazie Gooooogle) che terminerà settimana prossima. Domani ci sarà un post di entusiasmo per il Comicon di Sabato. Domenica ci sarà un post di entusiasmo(o di tristezza) per la prima giornata trascorsa al comicon. Forse Lunedì ci sarà teatro, e Mercoledì di sicuro un altro post post-Comicon (che stupendevolmente forse sarà il titolo del suddetto post). In tutto ciò: il sottoscritto ha un sacco di cose da fare tipo dormire. E riposare. Un giorno lo farò. Ne sono sicuro.

mercoledì 25 aprile 2012

I Vergognosi 7


Metto un attimo da parte le facezie celebrative delle ultime due puntate di Teatro e parlo di qualcosa di brutto, se non di triste, che è accaduto in questi giorni nel mio capoluogo di provincia.
Il comune di Caserta, cercando di rinnovare e dare una moto di entusiasmo alla popolazione ed una sferzata al turismo cittadino, imbastisce una manifestazione chiamata "I Magnifici 7". Una convention che si dipana dal 22 al 30 Aprile e prevede incontri, concerti, esibizioni. Tutto molto bello, diciamo.
I nomi chiamati ad esaltare queste splendide serate, diciamo i "main event" sono i seguenti:

22: Rocco Papaleo
23: Giobbe Covatta
24: Gianluca Grignani
26: Marlene Kuntz
28: Daniele Silvestri
29: Biagio Izzo
30: Marco Mengoni

Entusiasmo in ogni dove per questa splendida iniziativa. Frotte di fan mengoniane si accalcano sulle pagine ufficiali dell'evento negli spazi internettiani. Frotte di fan che domandano orario del concerto, posti indove soggiornare per più giorni, prezzo del biglietto. Ecco sì, il biglietto.
Sin dal principio l'idea era che il costo, per ogni singolo spettacolo, dovessere essere popolare. Molto contenuto. Si suppone dieci euri, massimo, ad evento. Poi credo avessero anche pensato ad un abbonamento, ma sarebbe difficile trovare chi ha interesse a tutti e sette le date. Personalmente ero entusiasta per il concerto di Daniele Silvestri dato che, sicuramente, a quello del cinque maggio non potevo esserci per lavoro. E poi vedere Covatta dal vivo non mi sarebbe proprio dispiaciuto.

Comunque si inizia a parlare di questa manifestazione, le voci girano, il sottoscritto esulta, qualche giorno dopo accade la prima simpatica novità: i concerti saranno gratis.
Yuppie! Gioia e gaudio! E' la cosa più bella mi sia capitata in provincia di Caserta dopo un altro concerto del Silvestri nella notte bianca di quattro anni fa. Ero giovane a quei tempi.
Felice e festante dono la buona novella a tutti gli interessati che iniziano a fare programmi per esserci. Perchè poi, il 28 Aprile, inizia anche il Comicon ed io, da bravo lavoratore indefesso, cerco di tenermi completamente libero per andare la mattina a Napoli ed essere a Caserta abbondantemente prima per accaparrarmi i posti migliori al concerto. Un vero concerto. Uno in piedi. Perchè così deve essere un concerto.

La manifestazione, comunque, non sembra essere stata presa con entusiasmo dal giornalismo internettiano casertano. Molti nutrono seri dubbi sull'effettivo inizio della kermesse ma saranno i soliti catastrofisti, mi dico.
Il 22 si inizia. Rocco Papaleo. La giornata è freddina, complice il semi-ritorno dell'autunno in tutta Italia, ogni tanto pioviggina: spettacolo annullato. Verrà recuperato poi. Vabbè, tanto lavoravo. Fa niente. Almeno per me.
Il 23, lunedì, c'è Giobbe Covatta. Ottimo. Giornata piovosa di mattina, pomeriggio esce il sole ma niente: spettacolo annullato. Sempre per maltempo. Verrà recuperato poi. Vabbè, fa niente, l'importante è che ci sia Daniele Silvestri. Ho fatto salti mortali per pianificare quella giornata.
Il 24, martedì, c'è Grignani. Mi sveglio e c'è il sole. Un sole forte e possente. Verso l'una si rannuvola, poi alle tre c'è un caldo piacevole. Ho anche la consueta partita di calcetto del mercoledì anticipata per il giorno di festa. Sono contento di giocare in una bella giornata. Ma il concerto non si fa, nemmeno quello di Grignani che non sarei mai andato a vedere. Perchè? Maltempo. Eh sì. Un sole che ti porta a 22-23 gradi nel mondo moderno casertano è considerato "maltempo". Ottimo. Mi dico. Ottimo. Tutto ciò mi porta a preoccuparmi che...

Ufficiale. Tutta la manifestazione è sospesa. Perchè? Perchè dato che i primi tre spettacoli sono saltati, non ha senso continuare e ora bisognerà constatare con la Regione Campania come investire il denaro che gli è stato concesso. 850mila euri. Mica cotica.
Parte l'assalto alle pagine ufficiali dell'evento. Un coro di "vergogna", "penosi" ed insulti vari colpisce gli organizzatori che non se ne fregheranno più di tanto. A loro non cambia niente. Assolutamente niente. Il sindaco di Caserta, da un anno sulla poltrona di una città in dissesto finanziario, prima si esalta per la meravigliosa idea che ha avuto, e poi chiude tutto. Rimanda a mai più. A tempi migliori.

Io, in questi giorni, mi sono soprattutto fatto una domanda importante:

"Ma era in programma questa manifestazione? O rientra nel sempre simpatico detto: l'importante è che se ne parli, nel bene o nel male?"

Perchè gli indizi che era tutto un colossale pesce d'aprile ci sono.

1) I giornali locali, già dal giorno prima dell'inizio della kermesse, annunciavano la cancellazione dell'intera manifestazione.
2) I quotidiani on line, già da due settimane prima, annunciavano dubbi sull'operato generale. E sul biglietto gratuito a pagamento.
3) La pubblicità era fiacca.
4) I social network non erano minimamente sfruttati. Due notizie al giorno, come se cercassero di fare meno clamore possibile.
5) La villetta Maria Carolina, sede dei concerti e spettacoli, già dichiarata inagibile in caso di pioggia. Perchè farli proprio lì constatando il periodo alquanto preoccupante dal punto di vista metereologico?

Ovviamente, in quest'era di condivisione globale, partono delle voci simpaticissime sui reali motivi per cui il festival non è minimamente iniziato. Almeno per quanto riguarda gli eventi più importanti.

-) Gli artisti volevano un botto di soldi.
-) I soldi non ci sono.
-) La Regione non paga.

Il discorso, dall'alba dei tempi, è sempre stato uno: il denaro. E quindi anche stavolta il motivo principale per cui tutto è stato eliminato sembrerebbe ricongiungersi a quello. Il denaro. Voci simpatiche dicono che hanno contattato prima gli ospiti e, solo ora, così per sfizio, gli hanno chiesto quanto intendevano avere come compenso per loro ed il loro staff. E' come se io andassi in un ristorante di lusso e alla seconda portata iniziassi a chiedere quanto cosa ogni singolo piatto. Una tremenda idiozia, spero. Lo spero proprio.

In tutto ciò, nell'incazzamento globale, non posso concedermi il lusso di vedere il Silvestri a Napoli, il giorno cinque Maggio per lavoro. E mi dispiace tanto. Perchè mi sono illuso che da queste parti in cui vivo qualcosa potesse cambiare. Almeno nella mentalità di alcune persone. Ma mi sbaglio. Qui non cambierà mai niente.

Arriverà un'altra festa della liberazione.

(E dopo un mese in cui dormo poco, sono constatemente impegnato e vivo discretamente "ancora mi racconto, che prima o poi riposerò)

Link utili per capire lo scempio del Comune Casertano:

Interno 18

I Magnifici 800mila

La "grande" campagna d'informazione

martedì 24 aprile 2012

Rivelazioni


(Riassunto della puntata precedente: D e F dovevano festeggiare allegramente i novecento post su questo spazio virtuale considerato solo da balle di fieno rotolanti. Ma, come è come non è, il post si è allungato a dismisura ed il suo autore ha deciso di dividerlo in due tronconi lasciando un interessante interrogativo in bilico, ma dato che c'era Kim Kardashian in bikini, non molti hanno colto ciò che stava dicendo.)

(D, F e Dustin Hoffman perdono copiosamente litri di bava. La signorina Kim sta per rivelare al mondo intero il doloroso segreto di F)

D: Signorina Kim, vada con calma, saltelli un altro po', faccia una giravolta e la faccia un'altra volta, dobbiamo pur allungare il brodo adesso. Mica c'è bisogno di tartassare i nostri già pochi lettori con nuove notizie "sconvolgenti" meno di una Sara Tommasi che mostra la patata.
F: Che diventerà il nuovo simbolo del Pdl.
D: Giusto. E per dimostrare che il nostro pubblico apprezza la suspance di questo momento, ecco una carrellata di foto amorevoli della signorina Kardashian.
F: Ma cosa fai? Ma ti sei completamente rincitrullito, non sono cose che si possono inserire in un blog pieno di... 



F: ...di interesse artistico...


F: ...di...


F: ...di...



F: ...POPPE!




F: Ma vedi cosa mi fai diventare? Un maniaco! Io che son sempre stato un tenero pulzello senza macchina.
D: Intendi dire "senza macchia"?
F: No. No. Senza macchina proprio. Sono constantemente a piedi, e chi li paga due euri di benzina al litro.
D: Con questi calambour mi sembri molto peggio di Lia Celi.
F: Ah, la adoro, su Twitter è una delle prime persone che ho seguito.
D: E sbagli!
F: Ma come? E' una autrice satirica fenomenale.
D: Son sei anni che ti conosco e pensi che quella sia satira? Dopo tutte le cose che ti ho spiegato su cosa sia veramente la "satira". E scommetto che su Acido Lattico nemmeno ci passi.
F: Ehm...
D: Io ti odio maledetto stronzone!
F: Ma io ci vorrei passare, solo che la connessione...il nasdaq...l'indice Nikkei...Monti e la Fornero...San Siro...Massimo Boldi...
D: Non cercare scuse, essere infimo.
F: Uè, calmo con le parole, tu a me "essere" non me lo dici. Io non sono Otello.
D: Amleto.
F: No, non ho nessun amuleto.
D: Perchè? Perchè ogni volta che parlo con te andiamo a parare in una squallida commedia degli equivoci italiana?
F: Perchè siamo squallidi ed italiani. E ci siamo conosciuti per un equivoco.
D: In effetti...però anche tu...scegliere come nickname "BellaRomantica86".
F: E tu? "FugaceApparizioneNelLagoDelCielo", me lo chiami un nick degno?
D: Almeno io qualche risultato lo portavo a casa.
F: Quali?
D: Quelli che prendevo sulle schede del campionato. Capito? Risultato-schede...
F: E poi insulta me...

(In tutto il marasma generale Dustin Hoffman è letteralmente entrato nella scollatura di Kim Kardashian e sembra soffocare. Prontamente due addetti alla sicurezza, con estintori e strane chiavi di oltre mezzo metro in tasca, cercano di afferrare l'attore americano e salvarlo dall'abbraccio mortifero e morbidoso della mora showgirl. Hoffman, dal canto suo, scrive prontamente sul petto della giovane ragazza un messaggio criptico: "Non rompetemi, se muoio, morirò felice". I due escono di scena seguiti, con andamento barcollante, da Kim e Dustin. Il foglio con la vergognosa rivelazione è stato abbandonato in scena. D lo vede e lo raccoglie, legge l'arcano segreto e indica il suo amico)

D: Tu...misero essere senza morale. Tu...che ti vanti di essere un provocante autore drammatico ed esistenziale. Tu...pezzo di sterco fluidificante. Tu...non sei uno scrittore della Bao. Tu sei..."un proofreader"??? E che roba è?
F: Eh sì, devo confessare. Il mio mestiere consiste nel visionare attentamente ogni loro produzione e considerare i fatti che ne determinano la possibilità di un sicuro successo. Devo dire che è un ruolo alquanto complicato e difficilmente rimpiazzabile.
D: Ovvero?
F: Leggo quello che producono.
D: E ti pagano pure?

(Un secondo dopo aver formulato la domanda, D nota il cane della Bao, il simpaticissimo carlino, entrare in scena. Uno sgabello è stato preparato per il suo ingresso ma lui, essendo decisamente basso, chiede con gli occhi sbrilluccicanti e guaiendo lievemente, un aiuto ai due tizi sul palco. F lo prende in braccio e lo poggia sullo sgabello. Il carlo si avvicina al microfono.)

C: Respingo le sue accuse nella forma più assoluta. (ed esce di scena)
D: E come vivi in quel di Milano?
F: Lo sai che non ci ho mai fatto caso?
D: Oh Gesù!
F: Ehi, bello mio, io non parlo con un tizio che non sa nemmeno inserire un paio di corsivi nel post precedente.
D: In effetti...l'ho fatto...ora!
F: Bastardo!
D: Sono un genio del male.
F: Ah sì? E allora mi spieghi perchè il contatore del blog segna già 901 post?
D: Perchè un idiota ne iniziò uno un migliaio di anni fa e non l'ha mai pubblicato. Dovrebbe essere in "bozze", se vuoi ti leggo il nome dell'autore: DigeiJur...
F: Lasciamo star va'. Che oggi è stata una brutta giornata.
D: E perchè, cucciolotto adorato mio?
F: Perchè ho incontrato TE!
D: In effetti...
F: Ma no...è che non riesco ad andare avanti. Cioè dietro e a destra ci vado che è un amore, pure a sinistra alcune volte ma avanti mai.
D: Ti posso aiutare io con un colpo ben preciso con il mio quarantanove e mezzo nelle tue natiche.
F: Ti ringrazio ma fai come se avessi accettato.
D: Guarda: ho deciso. Ti aiuterò!
F: Davvero? Lo farai veramente? Non è solo un ridicolo modo di aumentare il numero di puntate e di post di questa settimana dato che non hai una benchè minima idea di cosa scrivere?
D: Sì. Lo giuro.

CONTINUA...

Cosa aspetti? Manda un sms al 49837-121212(anche il trattino!) con scritto "Dj On" o "Lutty On" * e riceverai anche tu, sul tuo cellulare, un sms con il grado di affinità che hai con i suddetti tizi. Ogni giorni, poi, senza nemmeno richiederlo, riceverai delle curiosità spassose su cosa stanno facendo i tuoi autori del Bloggo Degli Sgrittori preferiti! Qualche esempio?

"Dj ha calpestato una cacca alla Scala di Milano. Pisapia lo picchia. Ah ah ah"

"Lutty legge Pk in bagno. Ma sotto la doccia."

"Dj ha constatato che la Zona a Traffico Limitato non vale per i pedoni. Pisapia lo picchia. Ah ah ah."

"Lutty gioca a FootBall Manager in aereo. Ma in bagno."

"Dj scrive un post. Pisapia non ci crede e lo picchia. Ah Ah Ah."

"Lutty controlla se Dj ha scritto un post: non lo trova. Ordina a Pisapia di picchiarlo.

Cosa aspetti? Manda subito il messaggino, così diggi è più vicino!

* Costo ad sms ricevuto: tutto il tuo credito prepagato. Fai ricariche grandi, mi raccomando. Se il tuo credito è pari a 0, preleviamo il denaro dal cellulare più vicino alla tua posizione. E' il progresso, bellezza.

domenica 22 aprile 2012

Novecento


(Palco vuoto, sulla scenografia un grande numero sembra capeggiare ma, dato il buio, non si riesce a scorgere aldilà del proprio naso. Passano cinque interminabili minuti, arriva D trafelato, con cuffiette ed Ipod. Canta qualche successo di Daniele Silvestri ammazzandolo ripetutamente. Passa da acuto a grave sette volte in dodici secondi. Il palco ogni tanto vibra eccessivamente. Poi si sistema a centro palco, spegne la musica. Mette l'Ipod nella borsa che ha a tracolla, raccoglie un block-notes e si prepara a schiarire la voce. Ci prova due volte, emette due lunghi colpi di tosse e la luce, magicamente, si palesa solo per la sua persona. E' completamente visibile. Si prepara a parlare)

D: Felicissima sera, a tutte sti signure 'ncruvattatee, a chesta cummitiva accussí allèra,d'uommene scicche e femmene pittate.

(Dal pubblico, inesistente, si leva qualche mormorìo)

D: Ehm...ho preso il foglio della rappresentazione dello Zappatore di domani sera. Visto che ci sono: vi rammento che domani sera il meraviglioso SAL DA VINCI accompagnato da ROSARIO MIRAGGIO coadiuvato da NATALE GALLETTA conosciuto da GIGI FINIZIO con amicizie nel ramo con LUCIANO CALDORE che alla fin fine è il cognato del cugino di GIGIONE che ha lavorato anche con TOMMY RICCIO e CIRO RIGIONE, saranno in questa stessa sala per una nuova rivisitazione del classico di MARIO MEROLA. Una visione moderna del successo internazionale che ha regalato al cantautore scomparso la palma di Re di Napoli. Dopo i borboni, ovviamente.

(I mormorii si fanno ancora più decisi, qualcuno sviene per la paura)

D: Ah, il biglietto che avete oggi ha, sul retro, un omaggio per assistere all'evento di domani sera. Per invogliarvi a venire.

(Qualcuno urla disperato)

D: Ma non è obbligatorio.

(Applausi a scena aperta, standing ovation e risate registrate. Il pubblico propone una ola che coinvolge anche gli altri due teatri della città, grazie ad una webcam ed a internet. Per curiosità, negli altri due teatri si svolgevano: "Storia di un elefante che amò una farfalla" di M.Zarrillo e "O te ne vai tu o ti picchio io" di AA. VV. che, badate bene, non significa "autori vari" ma è il vero nome dell'autore.)

D(girando qualche foglio del suo block-notes): "Io, nella persona di D, conosciuto come L4E, vi preparo a questo special per il festeggiamento del nostro novecentesimo post. Anche se dire "nostro" è usare un orrendo eufemismo. Il programma della serata sarà il seguente:

-) Esibizione di Dustin Hoffman che legge tutte le poesie di L4E con il suo meraviglioso accento americano.

-) Gara di lotta nel fango tra Emma Marrone e Belen Rodriguez. La vincitrice sarà declamata solo dopo che tutte e due avranno perso qualsiasi indumento che avranno addosso.

-) Un memorial per tutte le buone azioni di Fabrizio Corona. Durerà meno di due secondi. (Spoiler: "Una volta, con la macchina, ho evitato un gatto: mi aveva fregato rimanendo fermo a bordo strada")

-) Gara di lotta nel fango tra Kim Kardashian e Paris Hilton. La vincitrice avrà il meraviglioso premio "Non so perchè io sono ricca e famosa e tu no".

-) Gara di ballonzolamento mammelle. Astenersi misure sotto la terza e sopra la sesta(per non causare infarti agli ospiti maschili in studio).

-) Rappresentazione muta di tutti i posti di F con il mirabolante Arturo Brachetti. Esibizione molto corta, diciamolo.

-) Gara di lotta nel fango delle due più gnocche presenti in sala. La vincitrice otterrà un buono di una notte da spendere col sottoscritto. *

*Riguardo al punto sopra, la signorina C ha un appunto da fare. Mi sembra sia: "Ti spezzo la noce del capocollo"


-) Singolar tenzone per scegliere il nuovo capo della Lega: una gara di rutti europea. Pensate, il nuovo segretario leghista potrebbe essere anche un turco.

-) Varie ed eventuali.

-) Rilettura delle poesie di L4E da parte di Sara Tommasi contro il signoraggio bancario. Sappiamo bene che leggerà poco e farà ben altro.

-) Lettura dei tweet di Melissa Satta. Ma questa è un reading riservato ai soli maschi. Le luci in sala saranno spente.

-) Rilettura dei tweet di Melissa Satta ma da parte di K.P.Boateng, per far sollazzare anche le signorine.

-) Arrivo di F e chiusura della festa con mega torta, mortaretti, mortadella e Don Perignon, un prete di zona(sì, questa battuta è orrenda ma prendetevela con i miei autori: Bud Spencer e Rocco Siffredi).

 D: Il programma è stato deciso con voto unanime dal sottoscritto. Spero vi possa piacere. Intanto diamo il benvenuto al nostro primo ospite della serata odierna: Dustin Hoff...

(D si interrompe, sul palco si palesa F visibilmente contrariato e col fiatone)

F: Tu...bast...io...costr...tu...idio...io...ammaz...non...stoca...
D: Pubblico delle mie brame ma chi abbiamo qui: F!

(Il pubblico applaude ma senza entusiasmo)

D: E dopo ci saranno le poppe di Kim Kardashian!

(Standing ovation, alcuni uomini si tolgono la cintura e la fanno schioccare in aria. Dagli altri teatri inizia un lento coro: "Kim Kim!")

D: F, cosa ti ha spinto a venire qui, da noi, in questa serata di festeggiamenti?
F: Si da il caso che questo sia anche il MIO blog.
D: Da quando? (risate registrate)
F: Dal principio. Il nome l'ho scelto io. Io gli ho dato una connotazione cazzara ma interessante. Io ho scritto i post più significativi. Io non mi ricordo neanche più come accedervi e come si chiami.
D: Dai, non litighiamo proprio oggi. E' il novecentesimo post. Altri cento e siamo a mille.
F: Appunto. Prima di arrivarci è meglio mettere le cose in chiaro.
D: Cioè?
F: Gli altri cento, sappi bene, che tu, sappi bene, li dovrai scrivere tutti.
D: Oh ma che novità inaspettata (risate registrate)
F: Zitto, sottoposto. Li dovrai scrivere tu perchè io, ormai, ho una carriera nell'ambito fumettistico e non ho tempo da perdere con queste bazzecole. Ma solo perchè sono un amico, e ho pietà degli esseri meno fortunati di me. Che poi, sinceramente, impiego già molto tempo libero per dare ai posteri i tweet più interessanti di questo secolo. Non potrei sinceramente più scrivere su questo blog. Ormai sono tarato su 140 caratteri.
D: Ma hai parlato per minimo mille adesso.
F:Io ho detto solo la prima frase, il resto era registrato su un nastro a gruppi di centoquaranta caratteri (fa vedere il registratore, lo avvia: "...ho una carriera nell'ambito fumettistico e non ho tempo da perdere con queste bazz...", lo spegne).
D: Questa non me l'aspettavo.
F: Geniale vero?
D: Non so. "Idiozia" è sinonimo di "genialata"? (risate registrate)
F: Ma sì, continua a far divertire il tuo pubblico inesistente. Guarda come ride il tuo pubblico. Non vedi che non c'è nessuno, che non c'è mai stato nessuno? A parte C, nessuno ti legge.
D: Non è vero. C'è ancora gente che mi vuole bene. Ho cinquecentootto fan sulla pagina Facebook, significherà qualcosa.
F: Sì, che hai costretto cinquecentosei persone ad iscriversi. Gli altri due sei tu e C.
D: Allora cinquecentosette (risate registrate). Vedi? Io a differenza tua conosco l'autoironia. Mica come te che sai fare solo giochi di parole orrendi e ne ridi per giorni.
F: Ma chi? Ma cosa? Ma che dici? Io ho dei FAN. Quelli che tu non avrai MAI!
D: Tipo S che pago per farti retwittare ogni tanto?
F: Cosa? S? Lo paghi? Ma veramente? Anche io lo pago per retwittare te.
D: Quell'idiota ci ha fregati. Ma tu quanto gli dai?
F: Un'euro a retweet.
D: Anche io. Siamo stati buggerati. Vabbè, vuol dire che Dustin Hoffman stasera non verrà pagato.

(Dustin Hoffman si presenta sul palco contrariato)

DH: Maria, apri la busta.
D: Dustì, era ieri sera, e non era nemmeno C'è Posta per Te.
DH:  Maria, apri la sfida.
D: Dustì, ora ci hai azzeccato ma siamo in un altro luogo. Un altro lago.
DH: C'è un'intervista da farmi per il Festival di Sanremo? Dov'è Simona?
F: Dustì, era otto anni fa. 
DH:  Una coperta e due cuscini/abbracciati e così vicini/rimaner felici per ore/tra un bacio e parole d'amore.
F: Dustì, la vuoi finire di sparare minchia...
D: Uè, è una mia poesia!
F: Infatti volevo dire "Minchia! E che parole argute e piene di cuoricini!"
D: Non sembrava.
F: E' perchè sono autore. E io, da autore. Sono pieno di sorprese. Tu pensi che la strada stia andando in un certo verso e io la cambio, zac, all'improvviso.
D: Ma se dici "zac" la tagli, non la cambi.
F: Sei diventato anche stilista ora? Hai iniziato a seguire Dolce e Gbana su Twitter?
D: No. Non potrei mai e poi parli tu che segui quelle con le poppe.
F: Selvaggia Lucarelli è una persona piena di spirito e sagacia.
D: E come è 'sta sagacia?
F: Bella soda!
D: La battuta appena riportata è un omaggio. Non dite che siamo dei copioni.
F: Come il tuo amico Luttazzi.
D: Non mettiamo in mezzo quel discorso, oggi è il novecentesimo post, dobbiamo festeggiare, è un giorno di gioia, speranza ed amore.
F: E' il giorno del rimborso delle tasse?
D: La battuta appena riportata è nuova ed orrenda. Non dite poi che non ce ne rendiamo conto da soli.
F: Sei insopportabile.
D: E non mi hai mai visto per più di tre giorni.
F: Ah, e dopo che fai? Inizi a puzzare come il pesce?
D: No. Inizio a portarti la mattina in barca a pescare.
F: Subdolo.
D: Oh, mi fai avvossive.
F: Ma diciamo a Dustin che può smetterla di dire poesie tanto non lo paghiamo?
D: Lo faccio io.

(D si avvicina al signor Hoffman intento a declamare versi con indubbio trasporto)

D: Dustino, la messa è finita: vai in pace. Qui non ti diamo un euro.
DH: Un euro risparmiato è un euro guadagnato.
D: Quello era uno spot con Robert de Niro. Non ti confondere anche tu.
DH: Comunque io sto leggendo queste poesie per la loro carica, per il loro significato. Non ho bisogno del vil denaro, sono meravigliose!

(D rimane imbambolato con gli occhi sbrilluccicanti, F si avvicina e inizia a scuotere con forza il povero Dustin)

F: D, brutto bastardo, cosa gli hai combinato? Cosa c'era in quei versi maledetti? Un potente raggio ipnotico? Escì da questo corpo, demone in rima, esci da questo corpo, quanto prima!
D: Toh, parli anche tu in rima adesso.
F: Questo guaio tu l'hai provocato, mi sento come se fossi ammalato.
D (ride): Il grande autore è bloccato.
F: Tu ai miei livelli non arriverai mai, testè lo dico testè lo rinnegai.

(Un istante dopo entra in scena Kim Kardashian in bikini con un foglio nella mano sinistra. D, F e Dustin rimangono a bocca spalancata. Lei sobbalza per qualche attimo fino al centro della scena poi prende la parola)

KK: Non mi ricordo cosa dovevo dire. Pensavo di avere un foglio nella mano destra ma non ce l'ho.

(D, F e DH rimangono a bocca spalancata e non riescono a proferire verbo, una voce dalla sala, di donna, si ode)

Donna Sconosciuta: Signorina Kim, è nell'altra mano.

(Kim fa un gesto come per affermare "che sbadata", poi si strizza con entusiasmo le mammelle per la gioia generale)

D: Che sbadata.
F: Che sbadata.
DH: That forgetful!
KK: Secondo questo comunicato il signor F non è realmente un autore di fumetti. Sta mentendo, in realtà lui è...

CONTINUA...

F: Non sembra strano dividere la puntata celebrativa dei novecento post in due tronconi?
D: Lascia fare a me. E poi mica è sicuro che siano solo due. 
F: Che genio!

venerdì 20 aprile 2012

Convertiamo i Belieber!


Mi sento Fava. Finalmente lo sono ufficialmente ed è per me motivo di grande soddisfazione entrare in questo mondo meraviglioso che è l'elitè degli ascoltatori e fan assidui del meraviglioso complessino. Sono fava, lo sarò sicuramente per un anno, mi sentirò un privilegiato se ci saranno concerti e potrò entrare nel backstage o al soundcheck, e potrò abbracciare Rocco Tanica ogni cinque minuti, così per puro sollazzo. E che entusiasmo quando strapperà con le sue dolci manine la mia tessera da Fava. Che, sinceramente, non ho ancora capito se mi arriverà a casa o meno. Dovrò chiedere al solerte servizio clienti. Dovrebbero rispondermi in poco tempo, mica come quelli della rivista Il Male(su di loro ne parlerò in un post specifico a breve), da ciò che ho notato.

Ma la cosa più entusiasmante per me, semplice ragazzo di venticinque anni che vive da meno tempo della loro carriera musicale, è la quantità di materiale che loro concedono ai loro piccoli fans che hanno elargito alla loro associazione trenta sudati euri.

-) Tutti i dischi del complessino.
-) Tutti i cd brulè(quelli fatti al momento durante i live) e i concerti registrati da sei-sette anni a questa parte. Sto parlando di tutte le date, ovviamente.
-) Tutti i libri del complessino in formato PDF. Sconti sulle copie in formato cartaceo. Sinceramente da anni cercavo "Fiabe centimetropolitane" di Elio e finalmente leggerlo, seppur sul pc, mi fa tanto felice.
-) Soundcheck e backstage ove possibile.
-) Sconti su maglie, oggetti ed altro, qualsiasi cosa appartenga alla band o all'artista in sè Mangoni.
-) Prenotazione online dei biglietti dei loro concerti.
-) Accesso in anteprima alle nuove pubblicazioni della band(spero ardentemente in un nuovo cd in quest'anno solare, considerando che nell'ultimo tour ci sono due brani inediti).

Ma tutto ciò, sinceramente, lo devo pur dire: mi lascia intristito e sofferente. Perchè sì, sono tante belle cose, bellissime. Sono entusiasta di scaricare i concerti che ho assistito e quelli che non ho potuto vedere, sono felice di poter avere l'opportunità di parlare con la band al termine di una loro data, sono enormemente contento di leggere i loro libri ma sono, nello stesso contempo, triste, intristito, tristerrimo.
Perchè ci manca una faida, a noi Fave. Ci manca un modo per monopolizzare i social network. Ogni giorno, su Twitter, si assistono a gare di Trend Topic tra i Directioner e i Belieber. Infiliamoci in questa tremenda gara al massacro, facciamo vedere anche noi che possiamo sconfiggere il Justino americano e i truzzi inglesi. Noi possiamo essere migliori. Come? Riempiendo il luogo virtuale dell'uccellino cinguettante di hashtag contenenti frasi in codice capibili sono agli esseri Eliastici. Qualche esempio?

#Uollano
#Zenzero
#StatoAStatoB
#SuperGiovane
#Mangoni
#EnlargeYourPenis
#Carambola
#ForzaPanino
#ErmesPalinsesto
#Cicciput
#GuardaComeGridaIlPeperone
#CardialmenteGigioneggiamo
#Abramo
#Elio Make Us Stronger

E fare status che riguardano solo il mondo favesco, cercando di attirare a noi anche le ragazze manipolabili fan di Bieber e dei 1D(che ancora oggi non ho capito chi siano). Come? Basta inventare aneddoti sulle vite dei nostri idoli e renderli più gggggiovanili possibili tipo:

-) Rocco Tanica ha detto che siamo tutti parte del suo cuore. Ed ogni fa perso è un enorme dolore per lui.
-) Cesareo due giorni fa ha inserito una foto in cui dava da mangiare ad un gattino randagio, che dolce.
-) Elio considera tutti gli altri cantanti dei grandi professionisti. Che persona umile.
-) Christian Mayer è l'unico svizzero che paga le tasse.
-) Mangoni in realtà è un ragazzo di diciassette anni con i brufoli.
-) I baffi di Faso sono esposti in un sacrario a Milano visitato da miliardi di turisti da tutto il mondo.
-) Elio ti vuole bene. Soprattutto se converti un Belieber.
-) Rocco Tanica potrebbe sposarti, sì, proprio te.
-) Mangoni sa cantare meglio degli 1D. Ma li apprezza lo stesso e gli insegna, nel tempo libero, come modulare perfettamente la voce.
-) Faso ha affermato che le canzoni che il gruppo scrive sono la summa delle vostre idee. Sì, dei vostri pensieri carini sulla band.

Distruggiamo Twitter. Portiamolo al livello successivo. Facciamo crollare il mondo internettiano al grido di "Forza Panino".

giovedì 19 aprile 2012

Va ora in onda


Certe mattine la vita sembra più inutile e senza senso dell'ultimo cd di Pupo, ma ti devi svegliare, fare ciò che hai promesso di fare, costruirti una giornata stanca e costruttiva per poter avere ciò che desideri realmente. Che può essere qualcosa di distruttivo come fumare, bere e andare in discoteca fino alle cinque del mattino, oppure giocare attorno ad un tavolo con i tuoi amici a poker, o divertirti semplicemente uscendo la sera verso nessuna meta specifica, in una serata primaverile tipicamente autunnale, a ricordar aneddoti passati e a programmare avvenimenti futuri. Insieme, sia chiaro. Sempre insieme.
E poi c'è quella cosa che a me piace tantissimo e che ormai vedo poco in questi tempi non per colpa di qualcuno, ma per esigenze universitarie. No, non mi sono iscritto. Non credo riuscirei mai non solo a studiare mattoni di trecento pagine scritti dai tizi stessi che mi devono fare l'esame, è solo che non riuscirei a sopportare la dittatura tipicamente fascista di quasi il novantadue per cento dei professori. Esseri attaccanti alla loro cattedra come un Calderoli qualunque alla sua poltrona. Che spostano lezioni, esami, recuperi e quant'altro senza avvisare gli studenti. Che devono sopportare stress da studio, da trasporto e soprattutto da docenti. Non ci riuscirei. Lo dico sinceramente. Al quinto giorno inizierei ad attaccare manifesti per una improbabilissima rivoluzione.
Per fortuna dei miei eventuali colleghi di corso, non mi sono mai iscritto.

Ma in questo periodo vedere telefilm, su un comodo letto di una piazza e mezza, con la mia testa sul petto della mia leggiadra fanciulla, è qualcosa di difficile da realizzare perchè lei studia, e si sta laurendo in modo spedito e, come ogni benedetto Aprile, lei ha centododici esami in trenta giorni. E questo rito, sacro e stupendo, viene rimandato a data da destinarsi. A quando lei sarà libera. Libera di essere parte di una coppia che insieme ride, piange, soffre e si emoziona davanti ad una tv con l'ultima serie americana.
Non è la prima volta che parlo di ciò, non credo sarà l'ultima. In passato ho anche suggerito alcune serie in un paio di post che potrete trovare qui e qui. Mi piacciono le serie d'oltreoceano ma mi piace, soprattutto da qualche tempo a questa parte, il vederle insieme a lei. Commentandole assieme, ridendo assieme, divertendoci assieme.

E le serie si accavallano in disparte per la pausa forzata. Però c'è qualcosa di positivo in tutto ciò: sembra di guadagnare tempo e eliminamo quella sensazione di attesa che c'è tra un episodio e l'altro. Perchè se in America le serie vanno a passo di lumaca, con un episodio settimanale alla volta, noi possiamo avere la possibilità di veder tutta una stagione quasi insieme con una full immersion di tre-quattro giorni. Grande idea no? Soprattutto per la seconda stagione di The Killing che, per come è finita la prima, si deve necessariamente vedere consecutivamente.
E poi finire Dexter, Homeland, Alcatraz. Iniziare Fringe(la quarta), Chuck (l'ultima), Person of Interest e forse pure Grimm e Awake. Troppe serie, troppe!

Quindi oggi, se il destino ci sarà amico, avrò di nuovo un assaggio di questa splendida tradizione che vige da tre anni a questa parte. Insieme, su un letto colmo d'amore, con un cane insopportabile che dorme sulle mie gambe, mano nella mano.

Divento smieloso quando ci distanziamo un po' per colpa degli esami, si nota?

(Ps: Il ricordo che è del finale di Lost, oltre a me che singhiozzo come una pulzella al quale hanno sottratto l'ultimo cd di Justin Bieber, è l'aperitivo-mesiversario fatto in casa dalla mia lei per festeggiare i due eventi. Inutile dire che vedere telefilm, invece di andare a correre o camminare, induce all'ingrassamento perpetuo. Ma è così bello, cribbio.)

mercoledì 18 aprile 2012

Due metri


Ci sono certi giorni in cui esce il sole dopo una settimana di pioggia. E capisci che forse c'è qualcuno, tipo Giuliacci, che dall'alto cambia l'umore delle tue giornate scegliendo semplicemente di non far scendere acqua ma facendo riscaldare tutto l'ambiente con un tiepido sole primaverile, anche se ormai mi sembra tipicamente autunnale.
E il giorno perfetto per far uscire il sole qual'è? Il mercoledì, ovvio. Il giorno della sacra partita settimanale, il giorno del calcetto tra amici che, immancabilmente, diventano un branco di odiosi tizi che si insultano per una buona ora rincorrendo un pallone. E' il giorno che molti aspettano, quello del calcetto settimanale, è il giorno che tutti bramano anche se poi si finisce sempre a cercare qualcuno perchè sì è in otto o in nove e la deadline è vicina.

Ma oltre al calcetto, in questo mercoledì, c'è qualche altra cosa che fa rendere questa giornata più bella, più dolce, più importante. L'ennesimo esame superato dalla mia pulzella che procede a passo spedito verso la laurea, un titolo che lei avrà e che io, di mia spontanea volontà, ho deciso in passato di non conseguire. E mi vanto, ogni giorno che passa (a maggior ragione domani dato che ne farà un'altro), di questa splendida ragazza che ogni dì si lamenta di non sapere niente e che rimane ore e ore a studiare, si sveglia alle 6 e dedica quei pochi attimi di libertà a me. Al nostro amore.
Per questa ragazza, che un giorno con il suo lavoro mi manterrà, dedico questa poesia.

(La poesiola è stata pensata mentre ascolto "We are the world" cantata da Mangoni, un'ispirazione unica)

Ore in tua compagnia
passo lontano da te.


Due metri di distanza,
nella tua testa calcoli e problemi
mentre io penso ad una dolce vacanza
che distrugga tutti i cattivi pensieri.


E leggi e ripeti, e parli.
Sottovoce elimini le incertezze
ti giri e delicata mi guardi
mentre ti dedico immaginarie carezze.

Ogni mezz'ora, poi, mi abbracci
quasi come se fosse una cura.
Quel minuto respirando insieme
e passa via qualsiasi paura.

E io ogni tanto ti osservo,
poi abbasso lo sguardo.
Mi basta solo che appartieni
al mio panorama solitario. 

Ritorno a leggere distratto:
ogni secondo un sospiro,
un altro giorno innamorato
di ogni tuo piccolo respiro.

martedì 17 aprile 2012

Insegna agli angeli


I social network sono uno spaccato della società attuale. E' facile fare proselitismo, è facile attaccare qualcuno o qualcosa senza rischiare il confronto fisico o mentale dello scambio normale di opinioni, e soprattutto è facile far finta di essere sensibili, di avere una morale, una dignità o addirittura è facilissimo mostrare di non averla affatto, di esserne completamente sprovvisti, magari per acchiappare il cesso di turno che ha riempito le sue foto con immagini di una pornostar cinese, fregandovi su tutta la linea.

Ed è facile soprattutto inserire immagini di maltrattamenti ad animali, bambini africani, poveri derelitti, membri della Chiesa(che vengono continuamente vessati dagli atei o da chi cerca di fargli pagare una decina di euri di Ici), conoscenti, omosessuali, eterossessuali e Povia. No. L'ultimo non credo abbia sostenitori, scusate.
E come spesso accade, nel mondo moderno, la gente decede. Sì, succedeva anche prima ma non c'era questo accanimento mediatico alla morte umana soprattutto se famosa. E morendo, questa gente famosa, ha bisogno del consenso popolare, ha bisogno di qualcuno che gli ricordi cosa ha fatto in vita e che potrà continuare a farlo dopo essere vissuto. Perchè, come tutti ben sapere, dopo essere deceduti ognuno continua a fare ciò che più gli piaceva fare prima. La mia domanda è: perchè la gente, allora ha paura di crepare? Non ne vedo il senso.

Ma tralasciando futili questioni religiose o ateiste, il nostro popolo civilizzato ha bisogno di miti. L'America ha ancora oggi un'icona come Marilyn Monroe o JFK. E noi chi abbiamo? Bombolo! Quindi, per sopperire a queste mancanze, il feisbucchiano medio scrive status pieni di pathos e di amore nei confronti del nuovo deceduto con un elemento in comune alle altri morti eccellenti del passato: gli angeli.

Gli angeli sono una categoria di lavoratori, perchè lavorano alacremente e ci tengono al riconoscimento del loro operato, che non sa, secondo il popolo dei social network, fare una BENEMERITA MAZZA. Perchè hanno sempre bisogno di qualcuno che gli insegli cosa fare, come farla e come far divertire il mondo intero facendo quella cosa come sanno fare i nuovi deceduti.
Ora, so che questo post attirerebbe le ire dei feisbuchiani(e pure twitteristi) perchè sono appena accadute tragedie in ambito sportivo e sembra strano scherzarci su così presto, se tutto ciò si può chiamare "scherzo", anche se penso si tratti di uno "spiccato ragionamento sulla società attuale". E qundi, toccandoci adeguamente i cosidetti, vi lascio con una quindicina di status futuri che vedrete nelle vostre bacheche durante le prossime tragedie. Che uno spera sempre che non ci siano, sia chiaro.

Morte di un motociclista: "Ora insegna agli angeli come impennare".
Morte di un calciatore: "Ora insegna agli angeli come si tira un rigore"
Morte di un calciatore-portiere: "Ora insegna agli angeli come si para un rigore".
Morte di un pianista: "Ora insegna agli angeli come si suonano gli accordi in si bemolle".
Morte di un bassista: "Ora insegna agli angeli come divertirsi con le sei corde".
Morte di un politico: "Ora insegna agli angeli come si ruba".
Morte di un religioso: "Ora sei insieme agli angeli, ti proteggeranno durante il cammino" (i religiosi non hanno niente da insegnare, sembra)
Morte di un attore: "Ora insegna agli angeli come recitare".
Morte di un presentatore: "Ora insegna agli angeli come mandare i consigli per gli acquisti".
Morte di un disoccupato: "Ora insegna agli angeli come farsi rifiutare curriculum".
Morte di un nuotatore: "Ora insegna agli angeli come nuotare a rana".
Morte di un baskettaro: "Ora insegna agli angeli come si fa canestro".
Morte di un palloncino: "Ora insegna agli angeli come volare in alto".
Morte di un cigno: "Ora insegna agli angeli come si possa fare un'opera teatrale su ciò".
Morte di un gnocca: "Ora insegna agli angeli come si mostrano le poppe".
Morte di una exparlamentare che vendeva prestazioni extra-odontoiatriche a trecento euro: "Ora insegna agli angeli come si respira col naso".

E mi sono trattenuto.

lunedì 16 aprile 2012

Chiacchiere Benedette


Mi rendo conto di avere una vita constantemente impegnata e piena di buchi. Il che sembra un controsenso ma è così. In questo momento sto scribacchiando da una postazione di "lavoro" e dovrò rimanere in questa posizione fino alle 13 e 30. Perchè? Non ve lo posso rivelare ma sappiate che questo post è seriamente collegato alla mia situazione lavorativa parziale. Perchè, ovviamente, la mia amata gelateria rimane.

Questi buchi si chiudono in ogni modo possibile. Normalmente, ovvero fino a settimana scorsa, sarei stato a casa a perdere tempo su internet per buona parte della mattinata(svegliandomi alle 11 o giù di lì), poi avrei cucinato con tanta passione, lavato i piatti della sera precedente e rovinato i timpani dei miei condomini urlando a squarciagola canzoni dei Baustelle, di Elio, dei Negramaro o qualsiasi altra cosa. Ora invece sono sveglio dalle 8, ho sonno, vado ad aprire un modesto ufficio, ho sonno, mi inserisco nel mondo multimediale dalle 9 e ci sto(più o meno) fino ad orario in cui me ne vò. C'è gente che pagherebbe per fare quello che faccio io. Anche io. Ma solo se poi mi dessero il doppio.

E quindi in quelle quattro ore di internetto quasi obbligatorio(sennò mi fracasserei i maroni) debbo fare necessariamente qualcosa di costruttivo tipo:

-)Scrivere sul blog.
-) Diminuire considerevolmente i miei follower scrivendo tweet che non piacciono a nessuno. O perlomeno ad uno sì ma non si decide ancora a volermi seguire, lo sciocchino.
-) Sentire le puntate arretrate di Cordialmente.
-) Ideare modi per dormire con gli occhi aperti.
-) Considerare quanti fumetti devo comprare al Comicon.
-) Gasarmi per il concerto di Daniele Silvestri gratis il 28 Aprile a Caserta.
-) Ideare un metodo per non farsi picchiare dai tizi che saranno dietro di me al suddetto concerto.
-) Ideare un metodo per far vedere il concerto decentemente alla mia piccola che tanto altuccia non è.
-) Giocare a Football Manager entusiasmandomi da solo davanti al pc.
-) Ideare il prossimo libro di Fabio Volo dato che sono il suo ghost writer.
-) Ideare il prossimo libro di Bruno Vespa dato che sono il suo ghost writer.
-) Ideare il prossimo singolo di Marco Carta dato che sono il suo autore.
-) Pensare a qualcosa che faccia aumentare i contatti di questo blog ormai patria di balle di fieno.
-) Dare il grado di admin ad una balla di fieno. Che sicuramente ha più cose da dire del signor Savinski.
-) Considerare che il lungo tavolo che ho davanti è probabilmente un ottimo giaciglio.
-) Dormici su.
-) Venire svegliato da tizi che vengono all'improvviso.
-) Avere tanta tachicardia.
-) Ricominciare tutto da capo.

E questa è solo la mattina. Non parliamo del pomeriggio e della sera. Credo che oggi andrò a dormire alle 22. Non accade da, credo, tre anni. Da quando andai a Lucca non dormendo per 36 ore e alle dieci, appunto, crollai sul letto chiedendo risultati di calcio(durante il sonno) al mio collega di piazza.

Ah oggi è il compleanno del Papa. Dieci status meravigliosi per il vostro profilo Facebook.

10) "Auguri Benedict, che l'ostia sia con te!"
9) "Ottantacinque anni e dimostrarne solo dieci. O almeno questa per te sarebbe un'ottima scusa."
8) "Cento di queste frustate ad un erede di Galileo per questo giorno beato, caro Benedetto" - Segue video.
7) "Preghiamo per te, per farti arrivare a fine mese". (La crisi colpisce tutti)
6) "Zio Jo, ti lovvo di gusto." (Molto giovanile)
5) "Heil Joseph".
4) "La forza di nostro Signore sia con te, oh Santo Padre, signore dell'Amore Universale tranne che per i Froci di Merda."
3) "L'unico modo di salvare l'Africa dall'Aids è facendo gli auguri al nostro Papa. Amici condividete <3 <3"
2) "Tanti anguri Benedetto, con l'otto per mille spero vivamente di pagare la tua torta a sorpresa. E pure la sgnacchera al suo interno".
1) "Ciao Benedetto, insegna agli angeli come dire le omelie". Ah, questa va per l'anno prossimo.

(Nella foto: Benedetto XVI si lamenta chiaramente del gol di Muntari non convalidato in Milan-Juve di quest'anno)

sabato 14 aprile 2012

Vorrei avere il becco


Tutti conoscete il titolo della canzone scaturito da Povia dopo aver tirato un quantitativo abnorme di defecazioni di piccioni dalla sua auto. Piccioni rigorosamente eterosessuali, sia chiaro. Non sia mai che quegli invertiti decidessero di rovinargli il telaio della sua vettura con escrementi di dubbio genere sessuale. Che è qualcosa che speriamo non accada mai a nessuno di noi, perchè noi siamo normali, siamo giusti, siamo un po' tutti Giovanardi, che non fa mai male.

Stavo lì a pensare, perchè ogni tanto mi succede, che il nostro mondo è circondato dalla musica. Musica quando entri nei negozi, quando leggi un giornale a casa e tua figlia si distrugge i timpani con quella roba tutta tunz tunz, quando stai per andare a dormire e quelli del piano di sopra decidono che è giunta l'ora di far baldoria. Quando cammini in strada, stai in macchina, entri al supermercato, anche quando mangi una mela, il verme al suo interno ti canta i migliori successi di Albano sperando ti passi l'appetito. E siamo lì a conoscere, interpretare, analizzare sempre più canzoni perchè diciamocelo: noi, le canzoni, non le capiamo.
Il testo, quell'oscuro testo più difficile di significato di un manoscritto del duecento in aramaico, viene poi ricercato su internet e molta gente, lo so bene, finisce a doverne cercare la spiegazione manco fosse la Divina Commedia scritta in arabo con sottotitoli in swaili. Durante la mia consueta dose di ricerche mensili trovo svariate, ormai, persone che vogliono sapere cosa cavolo intende Bianconi quando scrive i testi dei Baustelle. Molto probabilmente il significato è uno: "sono solo, sono stonato, aiutatemi". Ma nessuno lo sta mai a sentire.

Quindi, dato che mi sento di essere una persona buona, vi dono la spiegazione di una decina di canzoni del passato o del presente, fatta in pochi termini. Come si dice dalle mie parti: papale papale. Che non ho mai capito perchè dato che il Papa normalmente allunga ogni annuncio minimo a tre quarti d'ora. Buona lettura.

"L'aiuola" di G.Grignani. Racconta di un tizio, con chiaro interesse verso le minorenni, che non sopporta più che la sua vicina di casa, una ragazza tutta scuola e chiesa, non curi il suo giardino come si deve. Infatti lo stesso è infestato di erbacce e minaccia la sua proprietà. Lui, nello sfregio più totale, decide di rasarglielo tutto davanti ai suoi occhi.

"Luca era gay" di G.Povia. Una semplice storia d'amore tra un tizio che ha fatto il salto della quaglia e non ha sposato l'autore per farsi una famiglia normale. L'autore, piccato, ha deciso di spiattellare a tutti il loro segreto.

"La bambolina" dei Baustelle. La storia politica di Nicole Minetti.

"La differenza tra me e te" di T.Ferro. L'autore dopo una bella partita a calcetto, nota una generale differenziazione negli spogliatoi con un suo amico africano.

"Albachiara" di V.Rossi. Un tizio guarda dalla finesta una cara ragazza e si fa fantasie su lei che si fa fantasie.

"M'abituerò" di L.Ligabue. Un'ammissione del cantante. Il titolo esatto era: "M'abituerò a fare sempre la stessa identica musica del pezzo precedente".

"Sì o no" di R.Fiorello. Un testo pieno di significato che ha scavato dentro i cuori di ogni persona che l'abbia mai ascoltato. Queste persone, poi, si sono letteralmente cavate il cuore.

"Va' pensiero" di G.Verdi. L'autore, contattato dal sottoscritto, si dissocia per ogni significato gli abbiamo dato tutti quei tizi vestiti come il suo cognome, che rivendicano cazzate.

"Mi vendo" di R.Zero. Uno spiccato esempio di futurismo: la storia politica di Scilipoti e di buona parte dei politici italiani.

"Londra brucia" dei Negramaro. Altro esempio di futurismo. I cinesi, ossessionati dalle numerose sconfitte, appiccheranno roghi a tutto spiano nella Londra Olimpica.

"Rotolando verso sud" dei Negrita. Uno spaccato di vita moderna, gioviale, una meravigliosa vacanza nei territori dell'America del Sud inseguendo Giuliano Ferrara che è caduto cinque giorni prima in discesa.

Vado via, mi vida così sia!

venerdì 13 aprile 2012

Risposte


Ho sempre pensato che la vita è qualcosa che devi prendere al volo. Così come le occasioni, gli amori, i successi, i frisbee. Se non salti ed afferri tutto ciò che di buono può accadere continui a sopportare un’intera esistenza di fallimenti e rimpianti. E poi ti accorgi che attorno a te il mondo è pieno di queste persone: tristi, deluse, che rinnegano il passato e costringono il futuro ad essere anche peggio del presente. E’ gente con quale non mi mischio, loro sono feccia nella mia esistenza da re. Plebe di un regno che non esiste, se non nella mia mente. Loro sono solo squallido contorno nella mia esistenza da vitello tonnato. E mi parlano. Tutto il giorno, continuamente. Mi chiedono consigli, idee, pareri, come se fossi il loro Oracolo della Sibilla, il loro unico confessore. Sono importante nelle loro inutili vite, sono il faro della loro giornata, la luce che distrugge la nebbia dei loro cervelli, sono il miglior amico, l’amante ideale, il nipote perfetto, il ragazzo sempre gentile. Sono io. E non mi vanto certamente di questo. No. Non ci tengo.
La mia vita è un susseguirsi di complimenti e ringraziamenti, non ne posso fare a meno. Anche se non capisco la lenta inerzia con cui continuano le loro esistenze, riesco a concepire il perché abbiano bisogno di una guida lungo il percorso, anche se è ormai costellato di buche e fossi. Se non ci fossi io, il sottoscritto, loro non saprebbero come andare avanti. Certo. Potrebbero trovare un altro aiuto, un altro oscuro personaggio che li condurrebbe verso strade fallate e fugaci errori dovuti all’imperizia, alla mancanza di esperienza. Io, invece, non conosco sbagli, sono qui per una ragione al mondo: donare risposte.
Perché questo la gente vuole da me e ce ne è voluto per arrivare a questo risultato. Quando ero piccolo ero un ragazzo schivo, difficile che facessi amicizia con gli altri miei simili, impossibile poi che pronunciassi parola con qualche esponente del sesso opposto. Ai tempo moderni mi avrebbero definito “nerd”, un termine che ormai si addice su chiunque. Anche sui tamarri che ascoltano canzoni neomelodiche su macchine scoperte in giro per Bagnoli. Su chiunque. E sbagliano.
Io ero diverso da quella mandria di bifolchi ignoranti con cui condividevo il mondo. Ero l’élite, la meraviglia, il non plus ultra dell’intelligenza che doveva fingere di essere inferiore, per non intristire gli altri, per non farli precipitare in un vuoto esistenziale fatto di problemi. Come se non ne avessero già per il solo fatto di essere nati, cresciuti e vissuti in questo Paese fatto di bigotti, assassini, ladri ed ipocriti. Ho iniziato a capire fin dai primi anni di vita dove mi avrebbe portato la meschinità dilagante che imperversava l’etere e le strade della mia città. Non che fuori si vivesse meglio, sia chiaro. Lo stesso schifo era ovunque, io non ne ero la cura, ero solo un semplice virus che cercava di rovinarlo. A scuola ero sempre nelle ultime file, parlavo poco. Il volgare chiacchiericcio da bambini non mi interessava alquanto. Nemmeno dividere la merenda, lo consideravo un gesto democratico solo a convenienza. Lo facevi o per far colpo sulla più carina della classe o se il tuo compagno aveva qualcosa più appetitoso di te. Io non entrato in quella schiera di falsi approfittatori come quelli che condividevano la classe con me. Ne alle elementari ne alle medie, figuriamoci alle superiori, quando l’ormone cresceva fino ad arrivare a livelli estremi e qualsiasi ragazza avesse almeno il cinque per cento di pelle scoperta, causava nel corpo di un normale maschio un innalzamento improvviso. Della pressione.
Ho avuto anche io le mie esperienze in quell’ambito, sia chiaro. Ne ho avute decine, centinaia, oserei dire migliaia di donne, se solo non sapessi che non mi credereste. E ognuna di esse mi ha cercato per giorni, settimane, mesi. Una di loro, Ester, mi cerca da tre anni ancora. Ero scappato di casa, avevo diciassette anni, avevo iniziato a non sopportare più la bassezza intellettuale dei miei genitori e di mia sorella. Quindi avevo deciso di partire, per qualsiasi luogo, qualsiasi posto basta che mi avesse dato la sensazione di essere lontano.
Sono arrivato a Firenze senza nemmeno rendermene conto. Durante il viaggio due fidanzatini focosi si spingevano ben oltre la seconda base senza nemmeno considerare la mia presenza nello scompartimento. Ho sempre creduto che lei ne fosse ben felice. Devo ammettere che quando sono sceso dal treno il mio corpo era in subbuglio, e non per i due panini con roba scaduta che avevo comprato dal tizio all’interno.
La Toscana mi aveva sempre causato pensieri lievemente positivi. E questo è il motivo per cui accettai di buon grado la destinazione del primo treno in partenza dalla stazione. Mi ritrovavo in un posto che non conoscevo, attorniato dalla solita marmaglia urlante che contraddistingueva il mondo, purtroppo. Ma mi sentivo lievemente libero.
Passeggiai amabilmente per la città senza considerare che molti anni dopo sarebbe diventata scenario di uno spettacolo rozzo americano per cui milioni di persone, in tutto il mondo, avrebbero sbavato davanti al televisore. Considerare le esperienze passate, su ricordi attuali, è qualcosa di orrendo.
Dopo tutto quel camminare stupito mi trovavo ad osservare il cielo, seduto su una panchina, quando mi si avvicinava una piacente signora. Si sedeva accanto al sottoscritto ed iniziava a disquisire su arte e pittori. Non sapevo assolutamente cosa volesse, o forse non volevo capirlo. Rispondevo garbatamente ad ogni sua domanda ed intavolavo una conversazione attenta con pause precise ad ogni sua nuova constatazione, prima di esporre il mio successivo punto di vista. Poi ho pensato che avrei dovuto offrirle parte della mia merenda e capii. Mi stava abbordando. E in quel momento ero la persona più carina della classe.
Mi ha iniziato al sesso, ma non all’amore. Per quello ho atteso altri tre anni ed innumerevoli prestazioni occasionali con ragazze che non lo erano già più da qualche anno. Mi sono specializzato in quarantenni annoiate, sembrava il sogno di ogni ragazzino. Lo era. Ma è solo un passaggio: appena si arriva ai trentacinque si iniziano ad amare le diciottenni. La mente maschile è un concetto difficile da comprendere, pure per me che ho un elevato intelletto e sono pieno di risposte. Sempre giuste. Sempre all’altezza della situazione.
Ester, la fiorentina, mi ha cercato per altri tre anni. E io l’ho accontentata fino a quando non ho perso quel brivido del proibito che ho avuto nei primi tempi. Si faceva dei lunghi viaggi solo per vedermi e potersi lasciar andare in quell’attimo eterno di lussuria. Questo pensavo. Poi compresi che la sua idea di “divertimento” dovesse comprendere una casa, qualche gatto e dei mocciosi urlanti. Con me.
L’idea, sinceramente, mi ha lusingato: capisco che i geni che porto siano eccezionali, ma non ero mai stato pronto all’idea di allargare la mia dinastia. Io che speravo che terminasse quella umana, facendo sopravvivere solo i più meritevoli, mettermi a donare nuova vita mia sembrava, onestamente, un controsenso abnorme e una notevole mancanza di coerenza. Ho desistito. Lei ha pianto e ha pianto e ha pianto ancora. Non sentivo più la voglia di donarle cibo. Aveva ormai perso quel minimo interesse in me. D’altronde dovevo pur scegliere tra lei e il mio lavoro. E quello non potrei mai abbandonarlo.
Non ho provato a intraprendere la via universitaria perché sapevo già cosa volevo fare. Perché entrare in quel completo inutile di esami, professori, sessioni per parlare con tizi che non avevano la benché minima voglia di conoscere delle risposte, dato che la loro unica ambizione, in quell’istante, era avere più persone possibile che seguissero i loro corsi solo per non perdere la loro amata e sudata cattedra. Che ci dormissero pure di notte su quel loro scranno di legno, io ho preferito altro.
L’amore poi l’ho conosciuto, lo confesso. E lo conosco tutt’ora. E’ lì che prende parte ad ogni mia giornata e mi distrugge, piano piano, ogni minima certezza costruita in venticinque anni. E’ lei, Margherita. Una spigliata conoscitrice delle più misere tristezze dell’ecosistema umano. Ex-drogata, ex-sposata, ex-galeotta. Con due figli a carico vive in una stamberga in città, a soli cinque minuti da qui. Ogni sua considerazione sulla realtà che ci circonda è oro colato che fuoriesce da una cloaca infestata di pantegane. Non riesco a parlarci, quindi mi dimostro sempre più solerte nel mio compito e cerco di far colpo su di lei, spero che mi guardi, che capisca che sono qui ad osservarla, a bramarla, come un Lancillotto qualsiasi che rincorre la sua Virginia, senza preoccuparsi delle reazioni che potrebbe scaturire. Due anni che lei è lì, a pochi metri, e io non ho il coraggio di dirle “ciao”. Io che vivo ogni istante ad aiutare il prossimo, conscio della mia potenza intellettuale e che, nello stesso momento, mi distruggo per l’inutilità della loro vita, mi ritrovo costretto ad affermare che lei, e la sua intera figura, sono reali, vive, un motivo vero per cui andare avanti. E la guardo, ancora, ore e ore. Seppur lavorando. Mentre pigia i tasti come se non fosse in questo universo, elabora un sorriso virtuale al cliente che, inorgoglito, ricambia. Poi torna a vagare nel suo spazio solitario, come se non avesse motivo o ragione, di scendere da quella sua astronave per dialogare con noi comuni mortali. O meglio. Con loro comuni mortali. E mentre immagino, forse, per la prima volta un futuro assieme alla donna della mia vita, uno di loro mi si avvicina, come spesso accade.
“Mi scusi, buonuomo, i pelati dove sono?” – il solito anziano senza senso dell’orientamento.
“Si volti, vede il banco frigorifero? Affianco, al terzo scaffale in basso. Mi raccomando, prenda quelli sulla destra che sono in promozione” – sorrido.
“La ringrazio. E’ stato gentilissimo” – mi risponde contento.
“Dovere.” – E fiero ritorno ad organizzare scaffali. Anche oggi, come ogni maledetto giorno, ho aiutato questo mondo malato.