venerdì 30 novembre 2012

Ricordi futuri



(Interno. Il teatro è lo stesso di qualche giorno fa. L'aria che si respira dalla volta precedente sembra però migliorata. D saltella amabilmente da un punto all'altro della struttura cercando di evitare calcinacci, le poche poltroncine rimaste, intonaco e pezzi di scenografia. Raggiunge il palco con un abile salto che gli causa solo un dolore orrendo al ginocchio destro. Si siede verso l'esterno con i piedi penzoloni e si massaggia delicatamente la zona dolorante, mentre biascia parole d'odio. Dopo qualche minuto entra anche F)

D: "Ci vediamo domani eh? Dobbiamo salvare il teatro eh? Tu sei Kermit e io sono Foggy, uaka uaka?"
F: "Perchè te la stai prendendo? Normalmente aspetti prima una decina di minuti e poi inizi a scaricare tutto l'odio possibile!"
D: "Hai detto "domani", l'altra volta!"
F: "Certo!"
D: "Sono passati tre giorni!"
F: "Ahhh. E io che mi pensavo!"
D: "Sono venuto qui per tre giorni di fila e tu non ti sei fatto vedere. Perchè mi dici "domani" se non ci sei?"
F: "Ma non hai capito che il mio era un domandi a livello "blogghesco"."
D: "Eh?"
F: "In passato, quando avevamo il blog, tu venivi constantemente a chiedermi quando volessi scrivere, no? Ricordi?"
D: "Ho cercato di dimenticarlo senza riuscirci."
F: "Ecco. Bravo! Solo che io ti rispondevo "domani" e poi scrivevo un post dopo qualche mese!"
D: "Quindi tu vuoi dirmi che se per caso una donna viene da te, facciamo finta che sia la topa più grande di questo mondo, e ti chiede quando la vuoi incontrare e tu gli dici "domani", all'appuntamento non ti presenti per qualche mese?"
F: "No. Lo utilizzo solo con te. Le altre occasioni vanno prese al volo!"
(D gli lancia qualcosa trovato sul palco. F vede arrivarsi contro uno strano oggetto non identificato. Un attimo prima che questo lo colpisca, lui si scansa e comprende che era un topo)
F: "Mi hai lanciato un ratto???"
D: "Era la prima cosa che ho trovato!"
F: "E tu tra milioni di detriti ed intonaco e cazzatelle varie, mi lanci un topo?"
D: "Preferivi un criceto?"
F: "Preferivo un pezzo di legno, diosanto!"
D: "Ok!"
(D prende un pezzo di legno e glielo lancia, stavolta F non fa a tempo a scansarsi e viene colpito perfettamente sulla fronte)
F: "Ahia! Ma sei completamente scemo?"
D: "Non mi hai detto "domani" quindi te l'ho tirato oggi."
F: "..."
D: "Il topo ti ha morso la lingua?"
F: "..."
D: "Dai scusa...non fare così. Non volevo..."
F: "Eh vabbè. Ti scuso."
D: "Non volevo colpirti in fronte. Io avevo mirato alla testa, tanto con quei miseri capelli  che hai avrei toccato direttamente il cervello modificandolo per una buona volta."
F: "Il mio cervello non ha niente che non va'!"
D: "Giusto. Perchè l'hai dimenticato una sera quando eri giovane sul comodino, e poi non l'hai più ritrovato. E al suo posto hai messo due pesci rossi con la loro boccia di vetro."
F: "Ma le battute continui a scrivertele tu o hai trovato un ghost writer?"
D: "Che ne sai tu? Come ti è arrivata questa notizia?"
F: "Io so tutto, amico mio."
D: "E' venuto da me perchè gli serviva un lavoro nell'anonimato. E io gli ho dato questa opportunità. Era la sua unica occasione per redimersi!"
F: "Tu offri ospitalità a Christian De Sica? Dopo tutto quello che ha fatto a questo Paese?"
D: "Ora è cambiato! Ha ripudiato quei tempi lontani in cui era solo una marionetta al servizio di tappi di champagne, cadute vistore, belle poppe e esclamazioni regionali!"
F: "Non oso immaginare la sua battuta migliore di quel periodo. Forse sì...doveva essere: "Limortacci tua"."
D: "E de tu nonno!" (Dopo aver pronunciato la frase si porta la mano alla bocca con fare colpevole)
F: "A-AH!"
D: "Cosa vorresti dire?"
F: "Che ti ha plagiato! Dentro di te ormai c'è il geme del "cinepanettone", e non potrai più guarire!"
D: "Non dire quella parola! Non è più possibile pronunciarla in Italia da quello che accadde alla Mostra di Venezia del 2017."
F: "Vorresti dire da quando il tuo ghost writer e il suo amico si sono riappacificati ed hanno fatto il film più brutto degli ultimi seimila anni? Un film che venne presentato alla Mostra senza che nessuno degli addetti ai lavori l'avesse mai visto? Un film di due ore che comprendeva solo due attori che interpretavano ogni ruolo? Tutti quelli che assistettero alla prima ed unica visione di quell'obbrobbrio sono rinchiusi in manicomio o hanno giurato "vendetta" a chiunque abbia collaborato a quel film. C'è gente che ancora oggi non si è ripresa. C'è gente che ancora oggi sussulta quando qualcuno intona un "Besthia che dolore". C'è l'Italia intera che da quel momento ha perso la Mostra di Venerzia (trasferitasi a Parigi, che inondano ogni anno per creare l'effetto acqua alta) e la possibilità di esportare i suoi film all'estero. E tu, concedi asilo politico ad uno dei due?
D: "E' perchè...mi dà soldi per scrivere."
F: "Non è una spiegazione valida!"
D: "Mi ha fatto conoscere la Ferilli!"
F: "Un'altra complice in passato del degrado culturale dell'Italia."
D: "Che mi ha fatto anche l'autografo sul calendario".
F: "Tempi in cui tutte le robe erano al suo posto e niente cadeva."
D: "In effetti poi s'è messa a piangere. Valla a capire."
F: "Eh, queste donne che non pensano mai di invecchiare. Mica come noi che siamo fighi se ci avviciniamo ai quaranta."
D: "Noi ci stiamo avvicinando ai quaranta!"
F: "PERCHE' DESTINO CRUDELE? PERCHE' PROPRIO A ME?"
D: "Mi piace il tuo modo di prendere le brutte notizie di petto!"
F: "Sempre meglio di quello che fece Biscardi quando istituirono veramente la moviola in campo."
D: "Oh...giusto. La battaglia di una vita. Un uomo che non sapeva accettare le vittorie."
F: "Dopo trentadue giornate di serie A senza errori arbitrali, il suo programma era costituito da gente che si rispettava, si concedeva la parola, si abbracciava, si dava pacche sulle spalle e si voleva bene. I moviolisti persero il lavoro in ogni studio televisivo, ed una parte di Aldo se ne andò con loro."
D: "La sua idea di inventare uno sport molto simile al calcio con l'unica differenza che non ci fosse la moviola in campo, non ebbe grande successo."
F: "Forse in qualche tribù scomparsa dove la civilizzazione non è mai arrivata."
D: "Eh, mi piace immaginare che sia anche lui da quelle parti. Invece che sotto l'erbetta di San Siro."
F: "Quella è una leggenda dai!"
D: "Intanto ogni volta che c'è un elemento dubbio durante una partita si ode una voce lontana che urla "abbasso la moviola in campo", una voce ritmata ma carica di fatica."
F: "Povero Aldo. Che pena mi fà."
D: "Senti... ma perchè mi hai riportato qua? Cos'è sta storia di salvare il teatro, salvare il bloggo e visto che ci siamo anche la cheerleader e il mondo?"
F: "E' un progetto lungo da spiegare. E sinceramente devo cambiare l'acqua a Pete e Alleluia, i pesciolini rossi nella mia testa, dato che il colpo alla fronte non è che mi sento tanto bene. Ci si rivede domani o quando sarà e ti spiegherò dettagliatamente il tutto."
D: "Ma è un domani tuo o un domani reale?"
F: "Chi può dire cosa è reale oppure no?"
D: "Una rondine fa primavera?"
F: "Eh?"
D: "Frasi fatte, come le tue!"
F: "Senti...facciamo che ti chiamo io...non tenerti troppo impegnato."
D: "Giusto. Chi ha bisogno di lavorare?  Devo aspettare una chiamata da F, dirò al mio capo che sono in ferie fino a quel momento!"
F: "Questa è tua o di Christian?"
D: "Mia, ma è venuta da un'idea sua. Gli ho solo tolo i "marremma bucaiola", i "ma se la vada a piglià der culo" e i "era uno scherzo, una burla"."
F: "Hai tolto le parti migliori. Ciao D. Alla prossima."
D: "Guarderemo insieme le stelle da posti diversi ma nello stesso tempo ci sentiremo vicini?"
F: "Eh?"
D: "Scusami...sermbrava quasi l'inizio di una poesia...eppure...non scrivo poesie da quando il Bloggo è scomparso... ma come è possibile?"
(F è svanito nel nulla)
D: "F, amico mio? Dove sei? Come faccio a trovarti? Perchè mi vengono in mente mielosità del passato? Aiutami idiota!"

(La voce di D risuona nel teatro come se fosse l'unica cosa realmente udibile a questo mondo. Dopo averlo cercato in ogni anfratto D decide di tornare a casa, ancora sconvolto. Sa che rivedrà ancora il suo amico, sente che è vicino, ma non immagina quanto)

martedì 27 novembre 2012

Frammenti futuri


(Interno. Il teatro è ormai diventato un posto fatiscente e pieno di ragnatele. Del pubblico pagante neanche l'ombra lontana. Sul palco attrezzi di scena giacciono al suolo da tempo immemore. La scenografia è pericolante e la maggior parte delle sedie in platea è stata divelta, spazzata via forse da un'onda distruttrice che a questo luogo non aveva più niente da chiedere. Qualche rumore si ode in lontananza, come di un incedere stentato, dopo qualche attimo D sale sul palco. Ha con sè un bastone per aiutarsi nel cammino, indossa una camicia blu con una giacca nera a coprire. I jeans gli arrivano perfettamente sulle scarpe da ginnastica. Il viso è malandato: frotte di peli crescono sulle guancie, segno di una noncuranza nemmeno tanto malcelata. Guarda l'orologio e impreca al cielo. Qualcosa sembra essere rimasto immutato.)

D: "Ci vediamo giorno 23 Novembre alle ore 21 sul palco del teatro. E che mi trovo? Ruderi, ragnatele, rovine e qualsiasi cosa ci sia di sbagliato a questo mondo che inizia con la lettera "r".
F: "Tipo Renzi?" (F fa il suo debutto sul palco, quello che un tempo gli aveva dato grandi successi. Ora manca il pubblico ad applaudirlo al suo arrivo. Solo spifferi salutano il suo ingresso)
D: "Non parlare male del nostro Presidente del Consiglio. Sai bene quanto ci tiene che il popolo sia dalla sua parte."
F: "Certo. E so bene pure quanti bambini brufolosi ha fatto rinchiudere negli istituti perchè gli ricordano l'annoso problema dell'acne che non è mai riuscito a debellare su se stesso!"
D: "Ti stai lamentando? Era meglio chi c'era prima?"
F: "Oh, il governo Minetti è stato fuoriero di pace e prosperità!"
D: "Soprattutto prosperità! Ti ricordi la sanatoria per la mastoplastica additiva?"
F: "E chi se la scorda! Interventi al seno a meno di un caffè al giorno per un anno. Un mare di quinte ballonzolava all'orizzonte. E per chi non voleva aggiungere, veniva effettuato una sorta di modellamento contro il tempo. Ci sono uomini che non hanno ancora smesso di sorridere da cinque anni a questa parte!".
D: "E ti ricordi quando prese il ministero degli Esteri ad interim?"
F: "Certo. Michelle Obama se lo ricorda ancora oggi."
D: "Suo marito non è più Presidente, non c'è scandalo."
F: "Giusto. Ma sono convinto che Barack si sia fatto fregare!"
D: "Intanto ora l'America ci passa un assegno mensile mica male."
F: "Non pensavo che le nazioni si potessero sposare e divorziare. Che genio quella donna!"
D: "Dicono che sia in lizza per diventare Presidente della Repubblica."
F: "Vincerà di sicuro."
D: "Ma è troppo giovane per esserlo!"
F: "Faranno una legge ad hoc giustappunto per lei. D'altronde è merito suo se abbiamo superato la crisi. Se lo merita."
D: "Comunque prima parlavo del governo precedente!"
F: "Ah, i due anni più bui che abbiamo mai avuto."
D: "Peggio di Silvio, pace all'anima sua. Che da quando è scappato e perito in Tunisia abbiamo capito che lui era solo una sorta di fantoccio nelle sue mani."
F: "L'avevo sempre detto che quel Bersani non mi convinceva. Troppo calmo, troppo gentile. Di sicuro nascondeva qualcosa!"
D: "E ha fatto nascondere a noi gli oggetti tecnologici che non capiva!"
F: "Ovvero tutti! Siamo ritornati agli abbecedari e agli abachi. Che brutto periodo!"
D: "L'aveva detto lui: "Ma siete pazzi? Mi avete votato veramente! Io non son pratico nel comandare". E la frittata è stata fatta."
F: "Un grande eroe ha sempre bisogno di un grande avversario. Scomparso Silvio c'era solo lui. Il suo corrispondente era Alfano, Lerch pelato con gli occhi a palla. Bastava evitare il suo sguardo e non sapeva più che fare per contrastarti."
D: "Comunque ha chiuso pure lui con un effetto sorpresa mica male, bisogna dirlo!"
F: "Ovvio. Appena ha capito che il Paese stava andando nel baratro ci si è gettato prima lui: è andato in Tunisia per riportare Silvio a casa. Ma chissà se ce l'ha fatta."
D: "Le ultime voci dicono che sia diventato la quattordicesima moglie di un emiro. Altri che sia caduto in un crepaccio da tre mesi e non ha ancora toccato il fondo. Altri ancora che si sia iscritto al Pdl tunisino. Di sicuro è andato a finire male."
F: "Che ci vuoi fare? E' la politica. Ti rovina dentro. E tu? Ti vedo bene! Non si nota affatto che sono passati una decina d'anni."
D: "Mi vedi bene? Cammino strano, porto un bastone e sono barboso, e mi vedi bene?"
F: "Non si dice sempre così? E poi mi sembri vestito da Dr.House piuttosto che un vero malato!"
D: "..."
F: "..."
D: "Mi vedi vestito da Dr.House?"
F: "Cioè, scusa...non volevo. Sai...forse è la lontanan..."
D: "Ma grazie! C'ho messo un mese per prepararmi al meglio. So che ormai il personaggio è un po' vecchiotto però speravo che qualcuno mi riconoscesse! Sai, ho una festa in costume tra mezz'oretta!"
F: "Brutto pezzo di escremento putriscente! Mi hai fatto quasi vergognare di me stesso!"
D: "E' quel "quasi" che rovina tutto!"
F: "Sei sempre il solito. Non cambi mai. E mi preoccupo per la tua ragazza. A proposito...è sempre la stessa?"
D: "Certo. Sto ancora con Belèn. Santa ragazza. Da quando ha perso fama è caduta in miseria. E si è trovata me sulla strada! Hai capito? Di male in peggio!"
F: "Oh, vuoi finire di parlare male della mia donna? Non è andata a finire male, è solo che ormai non poteva più ambire a qualcosa di meglio."
D: "Comunque con la mia pulzella va' tutto a gonfie vele. Mi sta aspettando alla festa. Ha deciso di vestirsi da Mostro di Frankestein. Si sta esercitando con i trampoli da settimane. Se cade possiamo pure fare la scenetta del "sono un dottore, lasciatemi passare".
F: "Da spanciarsi, direi!"
D: "Senti...ma perchè hai voluto rincontrarmi? Perchè proprio qui, poi?"
F: "Sono passati quindici anni dall'apertura del blog. Te lo ricordi?"
D: "Eh, sì. Ventitre Novembre. Il compleanno del mio amico Vincenzo."
F: "Solo che a differenza del blog lui è ancora attivo."
D: "Non è proprio il tipo che puoi definire con quel termine, alla fin fine."
F: "Ma sempre meglio della fine che ha fatto il Bloggo nei suoi ultimi anni di vita."
D: "Guarda che non è con me che devi parlare. Sei tu che l'hai abbandonato. E poi era questione di mesi. Bersani stava già ideando la sua legge contro la tecnologia. Pensa che siamo ritornati alle macchine senza frecce ed aria condizionata, per un po'. Poi qualcuno s'è deciso a spiegargli come funzionavano."
F: "Certo che però meritava una fine migliore."
D: "Un funerale con tutti i personaggi apparsi nella serie?"
F: "Stiamo parlando di un blog, non di un espediente narrativo usato da qualsivoglia sceneggiatore per aumentare gli ascolti!"
D: "E che vuoi fare ora? E' finita e lo sai anche tu. Non eravamo pronti per un blog. Non lo siamo mai stati. Ti rendi conto come ti insultavo ai tempi perchè non scrivevi?"
F: "Certo."
D: "E invece ora non ti insulto più. Vedi che quel blog creava solo problemi?"
F: "Forse hai ragione tu. Ma sai...c'è un motivo in più sul perchè ti ho chiamato."
D: "Del tipo: "io sono tuo padre". Perchè ti assicuro che non ci credo!"
F: "Io sono tuo figlio!"
D: "Sei nato prima tu."
F: "Giusto! Tuo fratello."
D: "Tre mesi di differenza."
F: "Tuo cognato."
D: "Non sto con la sorella di Belèn."
F: "Tuo zio alla lontata."
D: "Zio!"
F: "Nipote!"
(I due si abbracciano sorridendo)
D: "Dovremmo farle più spesso queste rimpatriate. Magari in luoghi migliori."
F: "Se avremo ancora il tempo."
D: "Il tempo per cosa?"
F: "Per divertirci. Da oggi abbiamo una missione."
D: "Cioè?"
F: "Far ritornare questo teatro allo splendore in cui era prima!"
D: "Da quando sei diventato un Muppet?"
F: "Cosa?"
D: "Da che mondo è mondo sono sempre stati i Muppet ad avere un teatro fatiscente o da abbattere e l'ultima recita che devono fare riesce sempre magicamente a salvarlo. Io non ho nessuno che mi manovra!"
(Suona il cellulare, D risponde premendo l'auricolare che ha nell'orecchio)
D: "Pronto. Sì. Sì, amore. Certo, amore. Come vuoi tu, amore. No. Non ti sto dando ragione a prescindere. Io sono sempre d'accordo con te, amore. Giusto, amore. Perfetto, amore. A dopo, amore. (attacca) Che stavo dicendo? Giusto! Non mi faccio manovrare da nessuno!"
F: "Si nota..."
D: "Cosa vuoi fare? Qual'è il nesso tra il blog e questo teatro, che motivo recondito hai nel risollevare qualcosa che non t'è mai fregato in tutti questi anni. C'è qualcosa sotto?"
F: "Amico mio. Siediti. Ti racconterò tutto ciò che hai da sapere sul nostro incontro. Ma dovrai aspettare..."
D: "Questi ridicoli tentativi per aumentare la suspence non serviranno! Non c'è più nessuno in platea! Nessuno!"
F: "Qualcuno c'è sempre, fidati. Ne riparliamo domani."
D: "Ed io che faccio fino a domani?"
F: "Hai la festa, no?"
D: "Giusto. Devo pure passare a prendere i trampoli a motore, sennò la mia piccola si arrabbia! Esco dal personaggio e cammino in modo normale, va'."
F: "Allora: a domani?"
D: "A domani. Così non mi rompi spero per altri dieci anni."

(I due scendono dal palco dalla scaletta al centro della scena. Risalgono verso l'entrata del teatro e si dirigono all'esterno. La luce, fioca, che resisteva sulle pareti, viene spenta in un semplice "click")

sabato 24 novembre 2012

Cinque e non più Mille


 "E' grazie a loro che sono di nuovo Presidente"
Barack Obama

"E' grazie a loro che io non sono Presidente"
Matt Romney

"Il nome del mio partito in realtà è incompleto. La denominazione giusta è "Vogliamo vivere per poterli leggere"
Emilio Fede

"Auguri, Bloggo. Ora che vi ho fatto gli auguri potreste liberare la mia famiglia?"
Tizio qualsiasi

"Un grande passo per l'umanità, se fosse stato già cancellato"
Vittorio Sgarbi

"Ha più lettori di un giornale di Forza Nuova. Ma solo perchè gli iscritti a Forza Nuova non sanno leggere."
Enzo Biagi

"Sono più famoso io di loro"
Daniele Interrante

"Uno di loro ha fatto il proofreader per me. Non so che ruolo sia e che cosa significhi."
Jeff Smith

"Saluto tutti con entusiasmo quando me ne vado dallo Stand Bao tranne Dj Jurgen."
ZeroCalcare

"Dopo Lillo&Greg, il prossimo anno nel cinepanettone ci saranno i due autori del Bloggo. Fanno gli alberi sullo sfondo."
Christian De Sica

"Chiedo scusa, stavo solo cercando Juliana Moreira nuda e mi sono trovato qua."
Anonimo avventore.

"Sono una delle cose migliori che ho letto quest'anno. A pari merito con le vignette di Forattini."
Michelangelo Tommaso

"L'unico articolo che ho letto è quando hanno messo delle belle tope a corredo dello scritto. Che poi manco ho letto. Comunque bravi."
Costantino Vitagliano.

"Rido solo con i post di Dj Jurgen. Per questo rido solo due volte all'anno."
Ken Shiro

"La sapete quella del maiale e dell'autista?"
Silvio Berlusconi

"Sono il mio libro che si scrolla preferito."
Antonio Cassano

"Vorrei esprimere il più profondo entusiasmo per questo compleanno da ricordare. Questi anni in compagnia di Francesco e Davide sono stati i migliori della mia vita. Ogni problema lavorativo o personale che ho avuto, l'ho superato grazie ai loro fulgidi insegnamenti. Io vi ringrazio, autori de "Il Bloggo degli Sgrittori", senza di voi l'Italia non ha motivo di esistere."
Giorgio Napolitano

"Never say never l'ho scritta pensando ai post di Dj!"
Justin Bieber

"Sono gli unici a sapere della mia reale esistenza e so non mi tradirebbero mai."
Batman

"MA PORCA PUPAZZA!"
Batman

"Qual'è l'indirizzo del blog?"
Francesco Savino

"Qual'è la vera ragione di questo spazio virtuale? Non l'ho ancora capita. Giusto ieri sera parlavo del futuro con Lei. E capivo con poche semplici domande che io non ho, in questo momento, un futuro. E non è per colpa della società, del mondo, della crisi, dei governi o delle Primarie del Pd, io non ho un futuro perchè non so che futuro voglio avere.
E non parlo del lavoro, quella cosa che ci serve per vivere finchè non vendi te stesso o la tua dignità a qualcun'altro e trovi un modo per non doverne per forza avere uno. Parlo di sogni e speranze. Parlo della voglia di scrivere. Parlo del far diventare una passione, quella della scrittura, qualcosa di più grande.
Il sogno di ogni scrittore in erba non è venire pubblicato e far diventare "lavoro" ciò che uno fa come se fosse una necessità, come respirare. Il sogno di ogni scrittore in erba è che qualcuno, nel mondo, consideri ciò che tu scrivi la sua "passione". Che spenda denaro e soprattutto TEMPO per leggere ciò che tu hai prodotto, pensato, elaborato, inventato. Che l'importante poi è sempre quello e non cambia mai: lo scrittore vuole avere un pubblico. Non si scrive per se stessi, quella è una balla, si scrive perchè qualcuno lo debba leggere. Che sia la propria ragazza, la propria famiglia, i propri amici o il cane sotto casa, qualcuno deve leggere ciò che lo scrittore scrive. Perchè abbiamo voglia di farci notare, pure se nessuno ci vede mai.
E la colpa è nostra, solo nostra. Non siamo "importanti" perchè noi facciamo parte della massa. Su centomila blog solo venti o trenta sono iper-visitati. Gli altri sono il resto. I cinque centesimi che ti danno alla cassa dopo un'acquisto di 99 euro e 95 di prodotti. Noi siamo parte di quei cinque centesimi. Io sono parte di quei cinque centesimi. Normalmente veniamo donati al ragazzo, alla signora, al tizio, al mendicante che staziona giusto davanti all'ipermercato. Certe volte veniamo conservati, messi da parte, con gli altri, per un tempo futuro in cui verremo cambiati con qualcosa di migliore: cartamoneta. E lì stiamo, in qualche salvadanaio dimenticato, insieme agli altri pochi cinque centesimi (e con qualche uno e due, che rappresentano i blog sepolti e dimenticati) in attesa di diventare grandi. Del tempo in cui diverremo cartamoneta.
Ecco. Forse solo ora ho capito qual'è il mio futuro: diventare almeno un cinque euro. Centuplicare il mio attuale valore. E il modo per farlo passerà anche da questo blog. Se non morirà prima."
Davide Paolino

Quanti giorni sono cinque anni? Sono tanti. Senza mettermi ad usare la calcolatrice che a farlo a mette potrei metterci forse cinque minuti, ma sarebbe tempo perso. Perchè tanto lo so che i giorni passano e questo blog sembra morto. O morente. O apparentemente deceduto. Nessuno scrive, nessuno legge, nessuno clicca, nessuno commenta. Piano piano si avvicina all'oblio e si butta nel dimenticatoio.
Ci sono persone, là fuori, che in un anno hanno scritto e pubblicato due libri. Ed avevano iniziato mettendo la propria produzione su di un blog. Ogni post consta di migliaia e migliaia di "like". Ma noi non siamo ZeroCalcare, noi non siamo Makkox, noi non siamo nessuno, per ora. O forse per sempre perchè non è mica detto che ci deve andare bene per forza. Che abbiamo fatto per meritarci il successo, la fama, la gloria?
Certamente niente di eccezionale. Forse qualche post sparso ogni tanto. Che è piaciuto a più di venti persone tanto da provocare in me entusiasmi esagerati. Che è un sempre un bel traguardo venti persone che apprezzano ciò che scrivi. Vai a trovarle venti persone che apprezzano ciò che dice Brunetta. Vai. Voglio vedere proprio. E non mi portare esponenti del Pdl o parenti del suddetto. Perchè sennò è troppo facile (ma mica tanto).
Venti persone. Quando ci va bene. Una, due, tre nella normalità. I post poi con zero "like" e meno di dieci visualizzazioni mi mettono una tristezza addosso che non vi dico. Ma non è colpa del mondo che non mi capisce o non comprende ciò di cui parlo. La colpa è mia. E lo dico senza piangermi addosso. La colpa è mia perchè non sono "the next big thing", io sono "the next normal thing". Anche se mi piacerebbe, sinceramente, essere solo "La Cosa" ma solo se posso riprendere il mio aspetto normale di tanto in tanto.

E festeggiamoli questi primi cinque anni di "successi". Ormai da quando esiste internet tutti festeggiano, a tutti va bene tutto, c'è sempre qualcosa da esaltare, osannare, perderci la testa. Festeggiamo perchè questo luogo esiste ancora, cerco di aggiornarlo quando posso ma ci sono, anche se a fasi alterne. Festeggiamo perchè Francesco è ancora vivo, è fuggevole, ha una linea adsl inesistente, ma c'è. Fa qualcosa che gli piace Francesco, che ci piace tanto a quello che ho potuto vedere. Forse è felice, o forse è solo contento, ma l'ho visto bene. Non so chi dei due abbia fatto le scelte migliori, in questi cinque anni.

Lui cinque anni fa era a Chieti, studiava, era un cazzaro ipenitente suonatore di chitarra e lettore fumettaro. Per questo ci conoscemmo.
Io cinque anni fa ero a Caserta, disoccupato, ero un cazzaro ipenitente lettore fumettaro e perennemente alla ricerca della mia dimensione, e della cosidetta ragazza giusta.

Oggi lui vive a Milano, credo con suo fratello, rimane il cazzaro che è ma lavora per la Bao Publishing. Una casa editrice che in un paio d'anni è diventata quasi un colosso. Si è pure laureato nel frattempo, ha fatto un anno di corso del fumetto. Ha scritto un numero di Nemrod, ne sta scrivendo uno di Long Wei.
Io vivo ancora in provincia di Caserta. Sono disoccupato giusto in questo momento, ma è una disoccupazione diversa da quella di cinque anni fa, perchè mi sto dando da fare e perchè so che lavorerò di nuovo a breve, per qualcosa di più grosso. Non mi sono laureato ma ho continuato a cazzeggiare. Ho incontrato la ragazza giusta, però. E mi sento così contento quando sono con lei che non ho bisogno di niente, in quei momenti.

Siamo cambiati, ed è sicuro. Ci siamo evoluti, e su questo ho dei dubbi dato che il collega continua a fare battute oscene su Twitter. Ma siamo cresciuti. E grazie anche a questo blog ora siamo più adulti. Avevamo 21 anni a testa nel 2007, dopo quella Lucca che ha fatto nascere questo sodalizio sfociato in un blog. Ora ne abbiamo 26 (anche se io devo aspettare un mese per compierli) e ne abbiamo davanti di strada da fare. Sia materiale che teorica.
Non sono sicuro che avrò questo blog allo scoccare dei miei 31 anni. Come non sono sicuro che il blog arriverà ad altri mille post. Sì, perchè qualche giorno fa abbiamo superato i mille, con il post su L'Insonne che ha fatto contento sia l'autore principale, sia un po' di gente che ci gira intorno.
Sono convinto che non ci saranno altri mille post. Forse solo cinquecento. O forse settecento. O magari un centinaio e poi via, verso altri lidi. Ma potrei anche sbagliarmi. Vedremo.

Per il resto una rapida occhiata alle statistiche annuali:

116mila le visite su questo blog da metà Aprile 2008, tempo in cui installai Analytics. In un anno abbiamo fruttato quarantamila nuovi accessi. Ovvero quanti ne fa Zero in un giorno scarso.
159mila e visualizzazioni di pagina. Cinquantaquattromila in più dal Novembre scorso.
143mila segna il contatore sulla home. Sono un incremento di cinquantamila visite dall'anno passato. Chissà se mai mi ricorderò quando l'ho installato.
23mila parole chiave per le ricerche. Ottomila in più del precedente anno. O la gente ricerca ancora più conpulsivamente o ci sono semplicemente ottomila modi diversi di ricercare un calendario, CHE NON ESISTE, di Juliana Moreira su internet.
1004 i post in questo spazio virtuale. Siamo cresciuti di poco.
609 rimane ancora il record di visite in un solo giorno. Billy Ballo è tornato in libertà(e ce l'ho come amico su Facebook) e lui  non sa che ci ha dato qualche attimo di fama, anni fa.
567 i fan sulla pagina Facebook. Sempre troppo vituperata. Centoventi in più in un anno.
201 i post scritti dallo scorso anno. 199 per il sottoscritto e due per l'altro tizio. Che forse, ricordando l'ultimo che ha fatto, capisco il perchè si tiene lontano da questo posto.
5, gli anni che si festeggiano.
2, le persone che rimangono iscritte come autori.
2, gli account twitter che postano idiozie brevi che non troveranno mai spazio qui.
1, quello che continua con i giochi di parole osceni.
2, i tizi che continuano a crederci e che entrambi ci siano rimasti male che alla scorsa Lucca abbiano avuto così poco tempo per stare insieme e cazzeggiare come hanno sempre fatto.

Lascio una foto che ho già postato a suggello di questa incredibile amicizia fatta di pochi incontri, poche chiacchierate telefoniche (ma prima ci si sentiva di più), ma tanto affetto. Perchè ho insultato veramente poca gente così tanto, e chi mi conosce bene sa che quando insulto, vuol dire che io a quello gli voglio bene. Auguri Francè. Auguri Bloggo.


Al prossimo anno.

mercoledì 21 novembre 2012

Ritmi


Ritornare a fare qualcosa che ti faceva star bene in passato è un punto d'inizio. Per la tua personale ripresa, che sia spirituale, fisica o mentale, ognuno lo decide per se. Basta solo ri-prendere. E che sia una sana abitudine, naturalmente.
Ritornare a fumare non rientra nella categoria di cui sopra. Ed anche a bucarsi, ad uscire con la propria ex, a rivedere chi ti stava sulle palle e così via. Quelle sono cose che non fanno bene. E questo spero che mi valga come "lavoro socialmente utile", così da poter ritornare a spacciare davanti alle scuole elementari (che alle medie ormai ci son certi ragazzi che sono più alti di me e non mi conviene rischiare).

Ritornare a correre è cosa buona e giusta. Quante volte in vita, da cinque anni a questa parte, ho smesso e ricominciato? Forse ne conto una decina. La vita, ma più che altro la pigrizia, i telefilm in compagnia, le sane sbirrazzate serali e le serate romantiche, fanno abbandonare la retta via. E da lunedì mi sono ripreso parte del mio passato e del mio futuro. Perchè quello sfizio lontano di una maratona in vita un giorno me lo toglierò.
Dimenticando con che cosa ho cenato stasera che sono strasicuro non sia stato mai inserito in qualunque "manuale del perfetto corridore".

Correre. E' semplice. Ce lo insegnano da piccoli e, anzi, ci rompono maledettamente su questo senso quando siamo bambini.
All'inizio ti incitano a farlo sempre più spesso poi appena si rendono conto che non ti fermi facilmente, e che non distingui tanto i pericoli, ti sgridano e ti obbligano a non farlo mai più. Ma a costo di prendere sonore legnate (educative), il bambino che è in noi e che siamo stati corre. E certe volte non vorrebbe mai fermarsi.
Poi si diventa coscienti e si capisce quando è importante quel gesto sano da ripetere due e più volte alla settimana. Che si sa, gli sport sono ottimi, sia chiaro. E' ovvio che non rinuncerei mai al sacro calcetto del mercoledì per una corsa in solitaria, ma le due cose possono e devono coesistere. Del tipo: rinunciare alla terza partita settimanale per una corsetta tonificatrice, questa è cosa buona e giusta.

Che poi  la differenza tra gli sport, qualunque essi siano, e la corsa per cazzeggio è sostanzialmente una sola: il flusso di pensieri. Quando si riesce a trovare il ritmo giusto di andatura, che sia lento o veloce poco importa, il corpo va' da se, gli occhi continuano a vedere la strada, ma la mente va' e porta via con se tutto il meglio delle favole.
Come è accaduto nel rigo sopra, d'altronde.

Buio. Pomeriggio autunnale. Dagli alberi della villetta comunale la pioggia scende lieve sull'asfalto, il cielo è nero ma è lontano: non lo si vede bene data l'illuminazione scarsa, d'altronde da qualche parte bisogna risparmiare. Sai solo che un altro temporale è nell'aria e tu non lo temi. Perchè sei abituato ed ami la pioggia quando scende su di te e tocca il tuo k-way prima delicatamente e poi con decisione, fino ad inzupparlo tutto. E neppure il più violento acquazzone ti potrà far cambiare idea, questo lo sai, la volta successiva sarai di nuovo lì, di nuovo in pantaloncini, in manica lunga e calzettoni, a sfidare te stesso più che il tempo. Che quello sai che non lo sconfiggerai mai, ma puoi tenerlo a bada, ogni tanto.
E in mezzo a tutto questo programmi serate, settimane, progetti vacanze, sorprese, ti vengono le idee più belle che tu abbia mai avuto e mai una volta che possa registrarle o scriverle su qualcosa. Ti affezioni a chi corre nel senso opposto, ed inizi una sorta di gara di velocità con uno sconosciuto. Ci puoi anche conoscere l'anima gemella, che almeno una cosa in comune di sicuro c'è. E ti ci puoi pure far male, mentre corri. Che è un problema che può accadere sempre, ma quando succede mentre giochi, ti diverti, fai qualcosa che ti fa stare bene, agli altri sembra sempre che te la sei cercata, che è colpa tua, che se stavi a casa invece di uscire a "rischiare" era meglio.
Sono stato fortunato nella mia breve esistenza. In 25 anni ho avuto molti problemi con le caviglie, alcuni con le ginocchia, altri con la schiena e ho sopportato dolori e botte su ogni parte del corpo per colpa mia, e della difficoltà che ho di camminare in maniera normale. Ma sono stato fortunato.
Perchè in centinaia e centinaia di partite di calcetto, calcio, calciotto, o basket, o corse che siano a piedi o in bici, non è mai avuto un infortunio serio. E il mio pensiero va' a chi non leggerà mai queste cose, e che mi sta intorno in un modo o nell'altro, che in questi giorni condivide lo stesso dolore (il crociato, maledetto!) pur operando in due ambiti sportivi dannatamente differenti. Ma il dolore unisce, questo bisogna dirlo. Quante volte si finisce per parlare di tutti i più orrendi problemi che si è avuti, e quando trovi chi ha almeno qualcosa in comune con te, ti senti un po' a "Casa". Come se ci fosse quasi un motivo del perchè tu ti sia fatto male, magari solo per farti due risate con quella persona.

Dal Giugno 2010 ad oggi ho saltato una sola partita settimanale di calcetto, e nemmeno perchè ero infortunato, ma solo perchè ero in ritorno da Rimini e difficilmente avrei potuto raggiungere il campo in tempo senza avere a portata di mano un jet supersonico. Sono più di due anni. E mi sento veramente fortunato. Forse è la vicinanza di Lei che mi porta a stare bene o è l'istinto di conservazione che mi impedisce di spaccarmi in due quando gioco, o corro.

In tutto ciò lunedì sono ritornato ad assaggiare la pioggia, la corsa, il duro asfalto con anche una bella maglietta adatta alla corsa d'inverno e mi ritrovo oggi, mercoledì, che ancora ho dolori alle gambe per colpa dell'inattività durata più di due mesi. Ma ne è valsa la pena. E venerdì, se tutto va bene, si ripete! Magari in compagnia

lunedì 19 novembre 2012

Lo Scotch


Non ho mai fatto un trasloco in vita. Mai. O perlomeno so che l'ho fatto ma avevo al massimo tre anni e non ricordo niente, non ho la minima idea di cosa sia stato e di come si pianifichi e si può notare, in questi giorni, come è facile capire che non so dove mettere le mani.
Sia chiaro, so che mi rendo utile in qualche modo, ma è difficile capire le priorità di inserimento negli scatoloni, il senso di imballaggio, il tipo di scotch necessario a non far cadere tutto, la scelta del cartone da "recuperare" per strada, il tempo soprattutto, sia quello atmosferico che quello materiale, che manca sempre. Che poi stai sicuro che o farà caldo, o pioverà, o qualcos'altro si metterà di traverso.
Perchè il trasloco, per principio, deve essere una fatica immensa. Non oso immaginare chi lavora nel ramo.

E da qualche giorno anche io ormai ci sono dentro, anche se non riguarda la mia casa (per fortuna), anche se non riguarda un mio trasferimento imminente (doppia fortuna). Tanto lo so che se un giorno, breve o lontano che sia, mi dovrò spostare sarà un'estrema fatica non per portare via i vestiti o qualsiasi altra cosa essenziale alla vita di un giovane umano, ma i fumetti. Pacchi e pacchi di fumetti. Minimo una ventina ne serviranno. Per fortuna, anche qui, non andrò tanto lontano (quindi tanti soldi risparmiati per il noleggio del furgone!).

La gelateria si sposta e va' altrove. E mettere tutto apposto sta diventando sempre più una scommessa. Figuriamoci le fasi di trasporto che, fino ad adesso, sono state abbastanza agevoli ma il peggio dovrà ancora arrivare. Per quel giorno il meteo premetterà burrasca, o un agosto improvvisato, solo per darci fastidio.
Ed io, solo ora, e dopo quasi due anni dal primo ascolto, finalmente capisco questa canzone.



Here is your picture, take it away
I might be happy some day
and just in case you come around
I'm gonna change the sound
I'm gonna change the sound
Sarà successo pure a te sicuramente di ritrovarti
affaccendata in un trasloco che era iniziato forse
superficialmente e che immancabilmente poi
si è complicato, poco a poco
Avrai raccolto qualche foto spensieratamente
assecondandone il ricordo come fosse un gioco
per ritrovarti persa disperatamente
a maledire sia la foto sia il trasloco.
Ci sono scatole che sembra si rifiutino
di contenere anche lo stretto necessario e
l'inventario che credevi facilissimo ora è un calvario
e mette in crisi sia l'umore e sia lo scopo
Quindi perdona, ancora non so, quando mi piazzo
telefonerò per adesso forse piango ancora un pò
chi parte crede che basti lo scotch ma non
chiude un granchè, no magari provo in America
In America non so, I'm gonna change my world
so here is your picture take it away, I might be
happy some day and just in case you come around
I'm gonna change the sound
I'm gonna change the sound

venerdì 16 novembre 2012

Con chi ama la notte...


Manuela Soriani

Da un anno e mezzo il mio ritmo giornaliero è cambiato e forse è stato un bene, non so. Per lavoro tornavo a casa in estate verso le 2, o le 3, o addirittura oltre. E questo strascico, in questo periodo in cui sono fermo, me lo porto ancora dietro. Ed è difficile prendere sonno prima che si faccia una certa ora. Insomma vivo la notte ma non come si può pensare normalmente.
Vivo la notte leggendo fino a quando gli occhi non si chiudono da soli e capita che molte volte continuo a leggere nei sogni. E' capitato con Desdemona e capiterà ancora.
Chi è Desdemona? La protagonista di un fumetto, forse il più sfigato che abbia mai sentito e conosciuto. Ma andiamo con ordine.

Qualche anno fa acquistai, allo stand delle Edizioni Arcadia di Mario, uomo meraviglioso e che ringrazio sempre di avere conosciuto, il numero di de "L'Insonne" un fumetto che io non conoscevo, non avevo mai letto, non sapevo cosa fosse.
Vi ho già raccontato di come io sia, o sia stato, un fumettista sui generis fino ad un certo punto della mia carriera da lettore. Fino al 2002 conoscevo solo Dylan e basta. Tutto il resto mi sembrava incomprabile (a parte Pk, ma questo è un discorso che faremo a parte) soprattutto per un motivo molto importante: non è che avessi tutta sta disponibilità di contante.
Quindi per sottostare alle centoventi uscite di Dylan e a quelle di Pk, non compravo nient'altro. Poi entrò nella mia via John Doe, ma di questo è stato già detto abbondantemente.
Insomma grazie a JD iniziai a guardarmi intorno. Che poi camminavo sempre sulle bollicine di plastica, il pluriboll, sempre al sicuro. Non mi spostavo mai dalla Bonelli. Poi sono passato alla Star ma erano sempre "bonellidi", poi ho fatto il salto nel settore supereroi e quelli erano diversissimi da un Demian qualunque, e poi ho iniziato a comprare qualsiasi altro mi solleticasse lo sfizio di leggerlo.
Con Desdemona è accaduto così.

Nel 2008, dicevo, noto questo numero 1 de L'Insonne e scopro quasi immediatamente che non è un vero numero uno, ma la prima parte di una trilogia finale. Mi ricordo ancora oggi che, mentre attendevo un esame della mia pulzella su una panchina al freddo, avevo questo "primo non primo volume" in mano e mi stavo auto-convincendo a leggerlo. Ma non lo feci. Per due semplici motivi:
1) Il riassunto delle puntate precedenti era lungo una pagina intera di nozioni, nomi, situazioni che poi mi avrebbero rovinato la lettura appena fossi riuscito a trovarli.
2) Era come vedersi le ultime tre puntate di Lost senza aver visto null'altro prima. Ed anche se conosco qualcuno che l'ha fatto, io non sono quel qualcuno.

E quindi iniziò, quattro anni fa, una ricerca esasperata delle precedenti pubblicazioni. Tra la mia fumetteria preferita, le fiere del settore, i mercatini di Napoli, lo spazio di una libreria dedicato ai fumetti (dove trovai due numeri della prima serie) e tanti giorni in mezzo all'uno e l'altro acquisto finalmente, dopo Lucca di quest'anno, ho concluso la serie.
Per modo di dire.
Mancava qualcosa. A parte il romanzo, che prenderò in futuro, mancavano un paio di speciali, esauriti, e il numero 0 della seconda avventura editoriale. Ebbene, cosa che mi ha fatto veramente piacere quando è accaduta, Giuseppe di Bernardo, uno dei due padri fondatori delle avventure di Desdemona, me li ha inviati scansionati via email. Perchè per lui, L'Insonne, è una missione, ormai l'ho capito.

Michela Da Sacco

Nel 1994, data di inizio della prima serie, io avevo a malapena 7 anni e l'unica cosa che ricordo di quell'annata è il calcio di rigore di Baggio alle stelle. E non potevo certo affacciarmi in edicola e prendere un fumetto (a quei tempi non leggevo nemmeno Dylan) che parlasse di omicidi, di realtà, di crude vicende della vita di tutti i giorni. A quei tempi era mio padre il mio spacciatore di fumetti, e il massimo che mi era consentito per allontanarmi da "Topolino" erano testate quali "Paperino Mese", "Mega 2000", "I Grandi Classici", "Minnie & Co" (silenzio, prego), "Geppo", "Popeye", e al massimo "Trottolino". Capolavori d'infanzia che ancora oggi un po' mi mancano, a dirla tutta.
Quindi mi era improbabile buttarmi nella rete dei lettori abituali de L'insonne, forse sono stato fortunato. Perchè iniziare una serie e poi vederla scomparire con il numero 3, fa molto male. A chi legge e soprattutto a chi scrive.
A dirla tutta: ho letto la prima serie e mi ha lasciato perplesso. L'idea di base era ottima, ma c'era qualcosa che stonava. Mi stavo quasi chiedendo se ne è valsa la pena comprare fumetti per quattro anni e poi non leggerli attendendo il momento della lettura completa.
Poi ho iniziato a leggere la serie FreeBooks, del 2005. Che per due anni ha fatto penare i lettori sulla distribuzione ma che ha regalato bellissime storie. E qui mi è dispiaciuto non "esserci" come lettore della seconda ora. Per me aspettare ogni albo mensile, o bimestrale, è quasi un piacere. Anche se ovviamente è meglio comprare una serie tutta in blocco, risparmiarci, e poter leggere un inizio e una fine in pochissimo tempo.
Con Desdemona la parola "blocco" non esiste. Le sue avventure sono da ricercare in ogni angolo, in ogni anfratto, in ogni fiera, in ogni luogo, perchè Desdemona è lì, nascosta, che non vede l'ora che tu arrivi e ti innamori di lei.
Che un po' ti dispiace poi che lei non esista, ma un po' ne sei contento. Soprattutto considerando la sua spiccata voglia di fare sempre di testa sua ed infilarsi in problemi molto più grandi di lei. Ma è un grande personaggio. E chiedo scusa se non riesco a chiamarla "Desdy" come preferisce farsi chiamare perchè ho in mente un brutto episodio di acquisto fumettistico fatto appunto da mio padre tempo addietro e che vi metterò qui sotto in caratteri minuscoli per non rovinarvi la lettura.

Giuseppe Di Bernardo


(Quando si andava in montagna per quel week end nella casa in affitto che avevamo sul Matese, zona bellissima e deserta ai tempi, mio padre soleva comprare oltre al "Topolino" settimanale anche qualche altro fumetto per aggiungere un effetto felicità all'ulteriore felicità di andare in mini-vacanza. Un giorno, me lo ricordo ancora benissimo, comprò qualcosa che rimase negli annali della tristezza. Mio fratello mi può essere testimone. "Le avventure di Sfitty". Col sottotitolo per chi non avesse capito: "la sfitinzia più sfitinzia di tutte".
Ecco. Sarà stata l'atmosfera da paninani che circolava nella fine degli anni 90, ma non potete immaginare la pochezza di quel fumetto. E l'ambientazione da paninaro che ne conseguiva, il linguaggio, i disegni, tutto! La cosa più orrenda che abbia mai letto. Seconda solo a la "Solitudine dei numeri primi", forse!
Per questo da quel momento ho odiato quella "y" finale che accorcia i nomi. Mi viene sempre in mente Sfitty. Di cui potete vedere una simpatica foto qui)

Bruno Brindisi
Dopo aver letto la serie Freebooks al ritorno da Lucca, ho poi concluso la serie leggendo, finalmente, i tre albi delle Edizioni Arcadia. Compreso ovviamente quel numero uno che avevo lì dal 2008 e che giaceva intonso, e mai sfogliato, da quattro anni. Ad attendere me. Che per fortuna i fumetti sono sempre lì che ti aspettano se hai da fare e non ti fanno mai pesare che li hai dimenticati, o che ormai rimani sempre più tempo davanti ad uno schermo illuminato piuttosto che perderti in una bella storia stampata. E il risultato finale di tutte queste parole è che mi è piaciuto tutto.
Con qualche riserva eh, perchè sono pur sempre un essere umano e devo trovare difetti in tutto, ma mi è piaciuta principalmente la storia. Quell'intersecarsi di situazioni passate col presente, quell'indagare da esterna ogni cosa succeda in una città italiana quale sia Firenze. Quell'essere sempre vicina dalla parte di chi soffre perchè "mai nessuno ci è veramente sconosciuto".
Dopo due numeri zero, tre episodi della prima avventura editoriale, uno speciale con racconti e fumetti, dieci più un extra della seconda, uno speciale casacomix, tre numeri targati Arcadia, sette speciali insonne day, mi sento di appartenere sempre più alla schiera di fan de L'Insonne e sono sempre più desideroso di vederla di nuovo approdare in edicola. Su questa pagina è in atto una petizione per convincere qualche casa editrice a credere in questo personaggio. Che ha il suo seguito, bisogna dirlo. Se è sempre ritornata dalle sue ceneri è perchè ha dei lettori che non vedono l'ora di leggere le sue avventure. Non sono così tanti come quelli di un Tex, di un Dylan o di un Ratman, ma ci sono. Ed io ormai sono uno di loro.

Alcuni link che potranno esservi utili per farvi un'idea sul personaggio e su ciò che emana.

Il numero zero, seconda serie, aggratis su Verticalismi.

L'elenco pubblicazioni serie regolare.

L'elenco pubblicazioni speciali e fuori serie.

Federico Marchionni

giovedì 15 novembre 2012

Un post inutile


Questo Novembre mi sembra strano per tanti motivi. Primo tra tutti quella perenna atmosfera che mi porto dentro e che coincide con la fase del "sono appena tornato". Sapete tutti da dove e non intendo ripassarci più di tanto, ma non riuscire a godersi pienamente ciò che la giornata ti offre dopo quasi due settimane dal tuo ritorno vuol dire due cose: o la vacanza è stata stupenda, o non facevi una vacanza da oltre tre anni.
Entrambe verissime, devo dirlo.
Ma la colpa non credo sia solo mia, o dell'università malefica che impedisce un sano ed amorevole cazzeggio combinato con una ragazza a cui mi sento molto legato. E che mi costringe ad occupare il mio tempo con fumetti, libri, fifa2011, ed altre amorevoli cazzate.
Povero piccolo, direte voi, tutto intento a perdere tempo in ogni sua parte della giornata, povero caro, povero cucciolo, povero idiota.

Certo. Non è bello sapere che al mondo esterno, quello che fai in tutta la giornata, non è eccessivamente utile. Ma pensiamoci bene: a chi è utile ciò che facciamo? Ma soprattutto ciò che non facciamo. Come avete potuto capire sono, e sarò, un po' di tempo a casa, come reietto della società a marcire davanti ad un pc in attesa che riapra il mio luogo di lavoro preferito (non era difficile, dato che ne ho avuti pochi). Ed in questo tempo a chi sarò utile nella mia nullafacenza?

Al settore fumetto. Dato che continuerò a comprarli. Il signor Bonelli junior, il signor Panini Comics, il signor Saldapress, la signorina Aurea, mi dovranno perlomeno mandare un cesto di tavole originali a Natale, ma per loro io non esisto. Eppure do una grossa mano alle aziende dall'Agosto del '99. Non l'altroieri, dal '99!

Al settore fieristico. Dato che, in agenda, c'è il Comicon di Salerno a Dicembre e il Cavacon a Gennaio. Due fiere che farò, prettamente, per la presenza dei Dylandogofili ad entrambe le manifestazioni, il tutto per avere qualche stampa, qualche disegno originale, che non fa mai male.
Di conseguenza sarò importante per il settore trasporti quale sia Trenitalia, le Autostrade ed i benzinai. Tutti mi ameranno pur non donandomi riconoscenza al momento.

Al sito di Glamazonia, forse. Dato che essendo libero e sicuro da ogni turbamento, potrò scrivere fior fior di recensioni. Magari anche lì riesco a dare una mano al settore fumetto, quasi dal di dentro, perchè parlarne fa aumentare le vendite. Che se poi, in tre anni di recensioni a singhiozzo, ho convinto una decina di tizi a comprare qualcosa che ho consigliato, per me è un successo. Ma di quelli grandi.

A questo blog? Ma neanche per sogno. O forse sono solo io il pessimista. Magari domani ritorna anche il coglionazzo e diventiamo di nuovo una squadra. O magari dopodomani mi viene finalmente in testa il "POST PERFETTO", quello apprezzato da ogni categoria di internettiani. Quello che poi lo linkano gli analfabeti, i bimbetti, i directioner, i belieber, gli intellettuali, i vittoriosgarbi, quelli con la puzza sotto il naso, i pdellini, i piduisti, i grillini, gli indie, i twitteristi, i facebookiani, gli youtubers e quanti altri gruppi di persone circolano sul web. ZeroCalcare vince perchè ognuna di queste categorie lo conosce. Forse solo Vittorio Sgarbi non sa chi sia, ed è meglio così.

Alla causa di Acido Lattico? Certo. Se mi venisse una sola battuta degna da un paio di mesi a questa parte. Che le battute, soprattutto la satira, le devi affinare. E' veramente come diceva Danielone, una palestra mentale. Ti alleni con battutine, poi passi a quelle più difficili, poi inizi a sollevare manubri da venti chili ciascuno perchè ti senti forte e lo sei. Conosco ragazzi, nel Collettivo, che camminano perennemente con manubri da cinquanta chili. E si meritano che AL diventi un successo globale. Io continuo con i miei pesetti da chilo. Un giorno, magari l'anno prossimo, aumento la portata.

Per il resto spero di non essere utile al settore "facciamo finta che sia Natale già da inizio Novembre". C'è gente che ha messo i festoni dal 3 di questo mese come per constatare che appena finita una festa ne inizia un'altra. Io al posto loro l'albero poi lo toglierei una settimana prima di Pasqua o al massimo due, sennò le uova santissime di cioccolato, quando le compra la povera gente per sentirsi più vicina al Cristo?

Un post inutile. A meno che non affermiate il contrario.

martedì 13 novembre 2012

W berlusconi - Ricerche Ottobre

BB dopo aver dato un'occhiata alle ricerche.

Dopo i post monocentrici su Lucca, diciamo finalmente basta a questa vacanza novembrina e pensiamo ad altro. Tipo a ritornare indietro, al passato, ad Ottobre ed al suo carico scarso di ricerche. Perchè se non si scrive è difficile che si trovino perle degne di questo nome. Ricominciamo come se i sessanta giorni di quasi inattività non siano mai accaduti. E ci dirigiamo spediti verso il quinto compleanno che verrà festeggiato come gli altri quattro: una torta, delle candeline, e il solo sottoscritto a ringraziare il vastissimo pubblico che legge questa spazio. Ma bando alla tristezza, pensiamo alle risate. O alla tristezza. Ma di altra gente, che è sempre meglio.

Come di consueto rilasciamo la classifica dei primi tre posti del mese appena concluso. Sul gradino più alto vince finalmente (not provided) con 269 cliccate. Al secondo posto una jessica alba (266) che non muore mai , anche se perde il primato proprio quando il Pd fa quel simpaticissimo fotomontaggio dei Fantastici 4, che ci sia un nesso tra le due cose?
Al terzo posto c'è buddha che conta 66 nuovi seguaci in questo blog, memori delle mie straordinarie avventure con la statuina che ritrae il suddetto onnipotente dio panzuto.
Ed ora spazio alle ricerche vere e proprie


ascelle sudate: Ah, i feticisti. Se non ci fossero bisognerebbe inventarli. O seguire la puzza.

barbie ubriaca - barbie incazzata: C'è da dire che mettono sul mercato la dura realtà.

ciao sei carino. posso sedermi vicino a te e guardarti sorridere : No. E se non te ne vai in cinque secondi, ti denuncio per stalking.

cristiano malgioglio innamorato pazzo e non corrisposto di : TE! E non esserne troppo felice, mi raccomando.

ho visto una serie di video di sal da vinci teatro acacia su you tube : E perchè vuoi renderci partecipi del tuo masochismo?

il significato di ragazzo fortunato : Immagina di essere il fidanzato di Platinette. Ecco. Ora immagina di non esserlo. Hai capito.

immagini tomba tom bosley : Allegria!

kim kardashian naso: Ecco uno che stava per ricercare altro ma poi è entrata sua madre in camera ed ha corretto in corsa.

la più bona del mondo : Se Google fosse capace di capire chi è, sarebbe il giudice supremo di ogni concorso di bellezza.

meno male che silvio c'è accordi per chitarra : Dimmi che stavi ricercando ciò perchè stavi solo facendo il cosplay di Apicella. Ti prego!

nicoletta minetti: Si vede proprio che ormai è di famiglia, il ragazzo.

padre francesco savino : Pure prete mò? Questo ragazzo mi sorprende sempre più.

padre pio ho bisogno di te: Ma tipo Pokemon?

vanity fair in abbonamento perchè non arriva : Perchè è molto probabile che te lo freghino.

Poca roba nell'Angolo dell'Hard ma succulenta!

romics 2012 nude : Questo sì che ha trovato il senso di una fiera del fumetto.

film hard gratis da vedere subito (2) : Non da mettere da parte per occasioni speciali?

francesco savino naked : Chiunque cerca certe cose ha qualche serio problema in fatto di gusti.

E con questa bruttissima immagine nella mia mente e spero anche nella vostra, si chiude per questo mese l'appuntamento con le più orrende e vergognose ricerche che conducono dagli Sgrittori. O Sgrittore. Non riesco mai a capire se devo parlare al plurale o al singolare.

lunedì 12 novembre 2012

Lucca Comics - Gli acquisti

L'ultimo post celebrativo di questa meravigliosa esperienza che è il Lucca Comics and Games (and Cosplay, and Music, and Junior, and Japan Palace) è un ricordo e un rapido excursus su tutto ciò si è comprato, su tutti i disegni ricevuti e le stampe "sudate". Con piccole presentazioni di ogni foto, e con una lieve conclusione finale che chiude definitivamente una rassegna che, secondo logica, è terminata domenica l'altra. E io sono ancora qui a rompere la gente su questa mini-vacanza.

(Quasi) Tutti gli acquisti.
Insonne
 (Da sinistra: Insonne 0-2, Speciale Insonne Day 2012, Arcadia Presenta)

Per "L'insonne" sono in ricerca dal 2008 se non sbaglio. E' da una fiera che non ricordo quale, forse il Comicon, forse Romics, che comprai il numero 1 delle Edizioni Arcadia dedicato a questa serie, di cui sinceramente non conoscevo niente. E prima di addentrarmi nella lettura della "trilogia finale", che manco sapevo fosse tale, capii che forse stavo facendo uno sbaglio e dovevo rimediare a quell'errore.
"L'insonne" aveva avuto altre tre precedenti vite editoriali. Per recuperare tutto, tra fiere, e librerie, e fumetterie, ci ho messo quattro anni. E manco ce l'ho fatta. Ma ora posso leggere la storia principale, grazie all'acquisto del numero 0 e del numero 2 della primissima serie. Mi manca veramente poco, adesso. E quello che certo è molto difficile trovare, almeno penso.
E a chi mi chiese se valeva la pena perdere così tanto tempo per un fumetto che avrei letto solo a collezione completa, io gli rispondo che sì, ne è valsa la pena. E quel poco che ho letto mi piace tantissimo.

Panoramica GreyStorm e compari.
Discorso a parte merita questa foto: Greystorm è stata la prima miniserie Bonelli, dopo Demian, Caravan, Brad Barron ed altre, che non ho preso a tempo debito. Perchè l'idea di fondo non mi piaceva.
I fumetti, purtroppo, li ho sempre comprati a pelle: se mi piacciono li compro, li leggo, li colleziono e li consiglio. Mai abbandonato una serie, mai comprato qualcosa che non mi piacesse veramente. A volte però comprato a scatola chiusa (leggi sopra e vedi sotto) e ci son state sorprese bellissime e brutte occasioni. Ma su Greystorm invece devo solo sperticare lodi all'autore, ai disegnatori e a chi ha creduto in una storia così.
Comprati dieci numeri + Speciale in blocco. Speso pochissimo rispetto al prezzo originale, ri-venduto il numero uno a Simone allo stesso prezzo cui l'avevo comprato a Roma, ad Ottobre. E apprezzato tantissimo la serie. E ho capito perchè ho fatto bene ad acquistarla dopo.
Perchè è una storia che si deve leggere velocemente. Dopo il numero 4 si macinano numeri a velocità epocale. E non avrei sicuramente resistito un mese tra un capitolo e l'altro.
Più in alto si può notare il numero uno di Legs, comprato per puro sfizio, così come quello di Jonathan Steele. Occasioni più che altro. In mezzo a loro il caro Ratman, numero 51. Che conclude la mia collezione.

MM e Villain Comics
Ecco i fumetti a "busta chiusa" così come li ho chiamati pocanzi. Martin non è un fumetto che leggo, e che forse ho trovato troppo "vecchio" per il sottoscritto. Quando poi tra Dylan e lui ci sono solo quattro anni di differenza. Quindi per evitare di cadere in pregiudizi ho deciso, un giorno, di comprare tutti i MM che avessero un filo conduttore con le avventure di Dylan Dog. Proprio come farebbe un buon Dylandogofilo (quale sarei, d'altronde).
E questi 7 MM sono solo parte di una ricerca che ancora non si è conclusa. E speriamo che Martin non mi piaccia troppo sennò va' a finire che debbo iniziare a cercarne altri 300 e passa numeri per rimettermi in pari.

La Villain Comics, invece, è una etichetta nuova che vive dal Comicon di quest'anno. Presenta le sue produzioni solo nel circuito fieristico, per ora, e ha portato a questa Lucca i quattro fumetti (tutti prime e seconde parti di storie più grandi) che vedete sopra. Devo dire la verità? Ho comprato TUTTA la loro produzione (quattro + quattro fanno otto, alla fin fine) e ci sono cose fatte benissimo ed altre che mi ha deluso o lasciato con un "mah". "I randagi", idea meravigliosa sulla carta, è entrato a far parte della seconda categoria dopo averlo letto sul treno di ritorno. Speriamo si riprenda con le successive puntate.

Infine, nello spazio in alto a destra, compare il quarto volume di "A come Ignoranza" di Daw. Quel ragazzo non finisce mai di stupirmi. Ad ogni fiera prendo un volume. Me ne mancano altre 4 e collezione terminata, purtroppo. Ah, mi sono dimenticato di fotografare la spilletta di Sbranzo, che idiota!


Novità!
La cosa che odio di più è comprare fumetti nuovi, ovvero quelli da edicola o fumetteria, in fiera. Perchè tanto arriveranno. Basta solo aspettare e saranno lì. E non so perchè la Panini regolarmente porti le sue novità in fiera rovinando il circuito delle fumetterie che campano su ciò. Ed è per questo che, da grande coerente, non ho resistito dal comprare "Allen" e "TWD" edizione bonellide. Ma è la prima e l'ultima volta che lo faccio, giuro.

Julia
La mia pulzella intanto si porta a casa altri dodici Julia. Meno otto + due almanacchi al termine. E poi inizierà a ricomprare i volume singoli al posto delle Raccolte perchè "esteticamente sono brutte". Questa ragazza l'ho rovinata io, me ne rendo conto, e mi piace tantissimo così!

Julia by Marco Soldi
Lei ci ha parlato, lei gliel'ha chiesto, lui ha disegnato con la sua matita. E lei era felicissima. Figuriamoci io. Pure un po' invidioso a dirla tutta.

Makkox
Il grande Makkox e il suo dimenticarsi del mio nome. Ma a lui si perdona tutto. E pure di più. Dopo quella bellissima conferenza in libreria lo adoro a livelli che non sono quantificabili.

Yoric di Francesco Bonanno
Yoric di Paola Camorano
Due disegni del Dr.Morgue che, se rivivrà in edicola, sarà un bene per il fumetto seriale italiano. Io ci spero. E con me qualche altro migliaio di persone, che non è poco.

Et-voilà!
ZeroCalcare è rimasto quattro giorni a fare dediche, quasi tutte uguali, allo stand Bao o in altri luoghi. E' stato il botto di questa edizione di Lucca, e non solo. Zero ormai è quasi un mito. Ed avere un suo piccolo sketch sui miei volume vale tanto, per un collezionista come me.
Ma dato che ho la prima edizione della "Profezia", l'autoproduzione del Makkox di cui sopra, perchè non approfittare della gentilezza di Marco e farmi "integrare" lo sketch di Zero con il suo? Questo è quello che ne è venuto fuori. E mi piace tantissimo.


Samurai Sword
Il gioco, creato sullo stesso meccanismo di Bang!, che rovinerà le vostre serate e farà emergere l'odio profondo che si annida nei vostri amici. Consigliatissimo!

Stampe Bonelli
Le Stampe, tutte raddoppiabili per due, che sono ritornate in treno con noi. Per ognuna di queste abbiamo atteso un periodo che va' dai cinque minuti all'ora e un quarto. Un tempo speso benissimo.

Le tessere.
Con la grande idea del tagliando preventivo la Bonelli ha fatto iniziare un altro collezionismo sfrenato: quello per i tagliandini. Che già inizia ad essere potente in me.

Ultime poche considerazioni.

-) Lucca è meravigliosa. Ma questo si sapeva già.
-) Lucca ed i suoi commercianti, soprattutto quelli più vicini alla fiera, pensano di fare i furbi aumentando a dismisura il prezzo delle bevande, del cibo o di qualsiasi altra cosa. Ma c'è gente (tipo me) che a Lucca ci ha lasciato meno di cinque euro in quattro giorni. Solo il caffè. E più lontano dagli stand costava sempre meno. Perchè per fortuna non tutti i commercianti sono uguali.
-) A proposito: c'è un barista interista che era un tipo molto sportivo. Lo benedico. Ma dopo la sconfitta non ci sono ripassato per non essere schernito. Onta e disonore.
-) Siamo linkati dal blog di Diego Cajelli. Ma non credo abbia mai letto queste robe che scrivo. Che poi siamo linkati a nome "Francesco Savino". Che è un nome orrendo, se vogliamo essere precisi.
-) Il b&b nella sua piccolezza, mi manca ancora oggi. E' così bello quando ti preparano la colazione.
-) Non avevo alcuna idea di una "tassa di soggiorno". Qualcuno me le dovrebbe spiegare 'ste cose.
-) Pisa è una città fantasma.
-) Nelle foto non ho inserito i Dylan Dog comprati da sostituire.
-) E nemmeno "Maradona" di Paolo Castaldi edito dalla Beccogiallo. Regalo per mio fratello.
-) Al ritorno mi son trovato "Full Monti" e "Il libro sacro del prodigioso spaghetto volante" a casa, comprati con Amazon prima della partenza. Ho da leggere per qualche mese. E magari da finire il censimento fumettistico. Sì, credici. O credimi.

sabato 10 novembre 2012

Lei

Le occhiaie da "ritorno a casa".

Dovevo parlare ancora di Lucca. Altri due post dicevo. Questo è uno dei due.

Sono andato alla fiera due altre volte nella mia certamente poca esistenza. La prima avevo 20 anni, ero giovane, era la mia quarta volta fuori di casa per qualche giorno, ma di sicuro la prima che avevo organizzato io. Forte della mia esperienza come pseudo lavoratore durante l'anno di servizio civile, mi sentivo contento ed entusiasta di essermela meritata quella vacanza. Lavoravo pur sei ore al giorno e certe volte anche dodici pur di farmela. E fu divertente. Conobbi da vicino colui con il quale aprii questo blog. E da oggi a cinque anni ne sono accadute di cose.
La seconda volta è stata a 22 anni. Ero un disoccupato cronico che non riusciva a trovare niente per andare avanti, nemmeno un'idea giusta che gli potesse portare un po' di felicità. C'era la passione per la scrittura ma l'ispirazione, diciamocela tutta, non è che ci fosse mai stata così tanto. E poi c'era l'occasione: sì va', ospitati, e si risparmia l'albergo, la casa, la notte. Poi basta comprarsi qualche panino e si riesce a vivere. Qualche soldo per i fumetti da parte c'è, e allora via. Un mese dopo, esattamente un mese dopo, mio fratello avrebbe vinto 1000 euro che sarebbero poi stati divisi in due parti uguali. Se fosse successo un mese prima, o almeno due giorni prima del viaggio, forse quella Lucca Comics sarebbe stata migliore. Comunque, in conclusione: un mezzo disastro.
E non perchè la Juve ne prese tre dal Napoli in casa, e non perchè il viaggio d'andata e di ritorno in treno durarono ore e furono insopportabili (per la puzza, per l'orario notturno ed altro), e nemmeno perchè ho passato parte di quei tre giorni all'area Pro a dare incitamenti al co-admin, ma per il senso di fastidio, perenne, che quella fiera, quei quattro giorni, avevo addosso. Pur contento di esserci, pur volendo esserci, io non c'ero. E il malo modo con cui mi sono salutato, se così si può dire, con colui che mi ha ospitato ha fatto il resto. Che poi, a dirla tutta, dopo tre anni manco l'ho capito perchè ce l'aveva così tanto con me, l'ultimo giorno.

La terza volta, a 25 anni tendente ai 26, è stata bellissima. Certo, ha avuto i suoi problemi: pioggia torrenziale all'arrivo, mal di treno assurdo sull'Italo, valigie pesanti ed abnormi, treni regionali che non arrivavano mai, folla pressante negli stand e quant'altro. Tante di quelle cose che se messe insieme possono far incazzare, o perlomeno infastidire una persona. Figuriamoci una coppia alla sua prima vacanza assieme.
E invece mi viene semplicemente da dire: "sticazzi". Sticazzi alla pioggia, al mal di treno, alle valigie che al ritorno pesavano il doppio, ai treni che non arrivavano, alla folla che ci disperdeva, ai tizi che aumentavano i prezzi dei Julia, e a qualsiasi altra cosa. Io e lei siamo stati benissimo e tutto questo, e qualsiasi altro ancora, non avrebbe potuto rovinare questo nostro momento.
E' durato sei giorni. Sei giorni in cui ci siamo visti così tanto che ritornare alla dura realtà è stato bruttissimo. Vederci sempre ci ha fatto capire come abbiamo bisogno l'uno dell'altro durante la nostra vita di tutti i giorni, anche se ne eravamo già consci. In quasi quattro anni che condividiamo la stessa strada, in senso metaforico, abbiamo capito fin dal primo mese che avremmo dovuto vederci ogni giorno, per stare bene.
E capita poi che quella mezz'ora che si sta assieme, solo, ci fa star male. Vorremmo sempre di più.
Vorremmo svegliarci e trovarci vicini. Uscire e trovarci uniti. Rientrare e pranzare assieme. Riposarci e dormire abbracciati. Vorremmo essere una cosa sola pur perfettamente divisa, anche se con proporzioni diseguali.
E forse lo siamo. O lo siamo stati questi sei giorni. In cui ogni tanto capivo, pensavo, mi autoconvincevo, ridevo o sorridevo solitario.
Quando stavamo in fila per qualche disegnatore, quando lei ha chiesto a Soldi un Julia al momento, quando ci dividevamo tra gli stand, quando notava lei i fumetti da controllare, quando ad ogni mio programma mattutino non obiettava neanche un instante salvo poi dare la sua versione lievemente migliorata, quando mi preparava i panini al mattino, o il pan bauletto con la nutella, o il tramezzino, o ordinava una birra per poi lasciarmene più di metà. Quando si faceva firmare le stampe emozionata, quando ha accettato la prima volta di seguirmi al Comicon a Castel Sant'Elmo, quando ha ricambiato il mio primo bacio.

Io ho capito, e capisco tuttora, ogni volta la stessa identica cosa: sono fortunato. Se esiste l'idea della persona giusta per tutti Lei è la mia. Lei e solo Lei. Certo. A Lucca o ad altre fiere ne ho viste girare di ragazze trascinate magari dai loro rispettivi fidanzati in quel mondo fatto di nuvole parlanti o di cosplay, di disegnatori o di ramen, di gadget o di action figures. Ma Lei la vedo felice. Anche solo se fosse la felicità di farmi contento, Lei sembra anch'essa felice. Di rimando.
La passione per i fumetti è la mia, lo so. Io l'ho fatta entrare in questo mondo, dalla porta di servizio così come ci entrai io. E mi fa piacere che le piaccia. Che sia entusiasta di accompagnarmi in ogni nuova avventura (Salerno e di nuovo Cava, sono dietro l'angolo), l'importante è stare insieme.
E il punto è sempre questo.
Stare insieme.
Io e lei. Tutto il giorno. A chiacchierare, ridere, divertirci, o semplicemente aspettare. Perchè nella mia vita ho aspettato tanto. Poi un giorno Lei è arrivata, ed abbiamo iniziato ad aspettare insieme.

Questo è un post per la migliore compagnia avrei potuto avere in questi sei giorni. Mi dispiace per Francesco che ha condiviso con me due edizioni di Lucca Comics, ma Lei non la batterà mai.
Questo post ovviamente è per Carmen. Mia musa ispiratrice che, negli ultimi mesi, ha visto calare drasticamente le poesie, le frasi, i pensieri dedicati a Lei. Spero solo che seppur siano stati di meno in questo spazio virtuale, siano raddoppiati nella vita reale. Lo spero tantissimo. Perchè tutto quello che mi dà, è sempre il triplo rispetto a quello che riceve.

Ti amo. Se non l'avessi capito.

mercoledì 7 novembre 2012

Lucca Comics - Quarta tragedia

Pisa. Bella bella bella. E con degli squali nell'Arno.

L'ultimo giorno è quello con più gente. Ma alla stazione. C'era aria di partenza alla fiera, in giro, per tutta Lucca. Gente che correva per prendere il treno che li riportasse a casa, per ricordare dove aveva posizionato la macchina e ripartire, per comprare l'ultima cosa al volo e salutare la fiera per un anno intero. Noi no. O almeno così è stato deciso successivamente.
Nella marmaglia generale di gente che saluta le mura e se ne torna a casa, dovevamo esserci pure noi se non avessimo deciso, un mesetto prima, di rimanere un altro giorno. Così da poterci godere la fiera per altre dieci ore e per visionare il concerto dei Gem Boy che non ho mai potuto vedere dal vivo.
Spoiler: manco stavolta li ho visti.
Sì, perchè seppure per il tempo instabile il simpatico gruppetto è stato anticipato di due ore buone, noi alle 18 volevamo far ritorno a Pisa, sistemare le valigie, e sentirci forti e pronti per il giorno dopo, per la ripartenza.
In mezzo a tutto questo c'è stato, come ormai d'obbligo, la ressa per il treno minuscolo e l'ora e un quarto di attesa per il successivo. Sempre ringraziando Trenitalia per aver aumentato le tratte.
Fare la valigia è stato uno strazio che non vi dico. Sia per la quantità di roba comprata, sia per il dolore della ripartenza. Ma di questo si parlerà poi. O mai più che è brutto ricordare.

Ultimo giorno. Foto a random.

Ghost Rider fatto molto bene

Una bellissima vetrina

Un Paperino a 52 euro che non comprerò mai.

Un Zio Paperone a cento e passa euri.

Da-da-da-dandadà-dandadàààà.

Uno più alto di me!

Arrivo e mi dedicano vie,

Certo che "Santo" è un po' eccessivo, diciamo.

Il treno "enorme" che non abbiamo preso.

Ad andar con l'ubriacone...
All'ultima notte abbiamo visto la Torre.

E l'intera Piazza dei Miracoli


Solite considerazioni sparse:

-) Era l'ultima giornata. Non avevamo stampe importanti da raggiungere a prima mattina (ovvero per le 11) e quindi siamo andati con calma. Sveglia alle 9. Colazione in libertà (dato che i bimbi delle altre stanze già erano andati via il giorno prima) e tutti felici. Poi andiamo in stazione e per cinque minuti, cinque, riusciamo a prendere l'ultimo treno per Lucca. Il successivo sarebbe stato più di un'ora dopo.
Tanto deretano.
-) Arriviamo allo stand Bonelli dove finalmente possiamo vedere e salutare Simone, che era già in ripartenza e chi ci troviamo? Bacilieri che autografa la stampa (con copie ancora disponibili) e Serra che la co-autografa. E quindi ci si porta a casa qualcosa che non era messo in programma. E non mi è dispiaciuto.
-) Si saluta Simone, grande collega della passeggiata attorno alle mura di Venerdì, ed unico avventore che si sia fatto Lucca in nostra compagnia. Ci si spera di incontrarsi per il Comicon di Napoli. Non mi dispiacerebbe proprio.
-) Si camminava più agilmente tra gli stand e, a dirla tutta, anche per la città. La giornata grigia e la pioggia a singhiozzo un po' ha fatto desistere i visitatori. O erano tutti all'area cosplay.
-) Visitati, nell'ultimo giorno, Lucca Junior e il mercatino dei fumetti che non riuscivo a trovare nei giorni precedenti. Tanta roba ma ho portato a casa un solo misero fumettino.
-) Solo in questo momento mi sono reso conto che avrei dovuto controllare i Dylan oltre il 200. IDIOTA! Me lo scrivo grande così me lo ricordo.
-) Alle quattro e qualcosa si saluta il caro Dj, con cui ho potuto passare ben poco la mia Lucca. Con un pizzico di nostalgia per non aver potuto condividere con lui la fiera come era accaduto tre e cinque anni fa. Al suo posto è entrata una persona a me tanto cara e posso solo dire che c'ho guadagnato con il cambio, ma un po' mi è mancato non poterlo insultare almeno una volta ogni mezz'ora.

A ricordo di questo avvenimento che accade una volta ogni tre anni, l'incontro tra i due admin di questo blog.

Che persone a modo!
Non vi dico della folla che ci incitava ad abbracciarci e delle fan, persino giapponesi, che urlavano i nostri nomi con trasporto ed entusiasmo. Non ve lo dico perchè sapete già che non è vero.

-) Il tizio che vedete nella foto qui sopra è uno sceneggiatore di Long Wei (nuovo fumetto targato Aurea). Quello a destra. Non sa nemmeno lui perchè.
-) La serata si è conclusa brillantemente con la pioggia che ci ha fregati mentre eravamo diretti in un pub, senza ombrelli, dove poi siamo entrati e scappati immantinente tornando nel locale di due giorni prima. Dove alle 21 avevano già finito ogni tipo di pane possibile. Sconvolgente.

E basta. Lucca Comics è terminata, gli strascichi di quell'esperienza me li porto addosso (mal di gola e mezzo raffreddore), e si è tornati alla vita normale. Che poi tanto normale, adesso, non è. Domani post riepilogativo. Venerdì dedicativo e basta così. Lucca è finita. Pensiamo alle prossime fiere.

O a quanto manca alla prossima Lucca.