giovedì 13 novembre 2008

Ego & Little Paul - Maria Maria e Tranqy Funky


Grande locale. Grande spettacolo. Grande esibizione. Grande duo quello formato da Ego alias Alessio e Little Paul alias Lutty alias Dylan da quattro soldi alias Idiota Colossale. Veramente un momento di grande telev...ehm karaoke. Se lasciate un commento o sul bloggo o sul tubbo mi farete mooooolto felice. Grazie in anticipo. E adesso beccateve anche l'altra esibizione.

Ma questi so troppo bravi. Troppo. Così bravi che fanno letteralmente vomit...ehm...così bravi che sono solo da amare. Si. Da amare. Grande prova del duo che si cimenta ancora con più vocalizzi. E caro Ego. Capisco come ti senti. Non è cosa di tutti i giorni cantare con un idiota a fianco che canta con voce acuta. Alla prossima...purtroppo!

lunedì 10 novembre 2008

One year of love


Ricordo tutto come fosse ieri.
Novembre sprigionava fiero e maestoso i suoi aliti di freddo e io, appena tornato da un Luccacomics passato ad essere insultato da Lutty, vivevo quegli attimi come sospeso tra incredulità e speranza. Era una di quelle giornate che si aspettano da tutta una vita, quando si capisce per la prima volta che quei brividi lungo la schiena porteranno lontano. Lei, bella come l’immagine che avevo memorizzato da quella prima cena, mi aspettava sorridente e intimorita, con quella paura negli occhi che accompagnava anche me. Una passeggiata per il corso di Chieti, poi le panchine della villa. Sguardi e sorrisi impacciati, movimenti goffi e labbra che, dolcemente, si sfiorano.
Quel pomeriggio ci mettemmo insieme, senza neanche avere avuto il bisogno di dircelo, senza neanche fermarci a pensare cosa volesse dire, senza neanche chiederci il perché. Lo facemmo e basta, con un’incoscienza che, da sola, era la risposta che da sempre cercavamo a tutte le domande con cui eravamo cresciuti.
Da quel giorno ebbe inizio il periodo più bello della mia vita, il periodo insieme a Paola. Giorno dopo giorno, insieme a lei i miei silenzi diventavano canzoni, le mie paure scomparivano nei suoi baci caldi, le mie insicurezze diventavano cenere nelle sue mani che mi accarezzavano come nessun’altra aveva mai fatto prima. Trascorrevamo le nostre giornate a conoscerci, scoprendo di saperci già a memoria; passavamo il nostro tempo ad assaporare ogni minima briciola di noi, senza mai esserne sazi. Con il passare dei mesi ci scoprimmo forti di fronte alle insidie che la vita ci preparava, costruendo lentamente le fondamenta di un castello in cui progettavamo di vivere il nostro futuro insieme. Insieme a lei, i miei sogni uscivano dai cassetti in cui li avevo nascosti, divenendo ragioni per cui vivere. Insieme a lei crescevo, diventavo uomo. Lei ammortizzava i miei insuccessi, modellava i miei piccoli trionfi sulla vita con pazienti mani da artigiano, levigava i miei spigoli con lo stesso amore di uno scultore che vuole rendere umana una sua opera, viaggiava nel tempo e nello spazio proiettandomi in un futuro dal quale non sarei mai voluto tornare indietro. Non ci importava di niente e di nessuno, eravamo semplicemente noi e la nostra vita insieme, il nostro amore e il nostro passato di sofferenze riscattato dal dono di un presente inaspettato.
E il tempo passava, regalandoci petali di primavera e brezze d’estate. Venne il periodo più brutto da quando tutto era cominciato, ma ne uscimmo indenni, consapevoli che il nostro castello da quel momento sarebbe divenuto una roccaforte.
Lentamente, dopo botte e percosse, il nostro amore diventava maturo, solido, indistruttibile. I giorni delle poesie scomparvero lentamente, lasciando il posto agli sguardi complici e alla prospettiva di una vita da passare insieme. I nostri brandelli di solitudine, fino ad allora chiusi a chiave, iniziarono a fare capolino tra noi, attaccando di sorpresa il nostro nido d’amore. Ma io e Paola rimanevamo sempre lì, a difenderci da tutto e da tutti, anche da noi stessi, sconfiggendo tenaci i fantasmi delle nostre solitudini.
E ora siamo qui, come due amanti perduti nella nebbia, spauriti e incerti sul loro cammino, ma con le mani intrecciate a renderli coscienti di essere vivi.
Viaggiamo a occhi chiusi, sospinti da immagini e profumi che ci regalano soffi caldi di novembre e frammenti di vita, rialzando i nostri corpi affaticati senza cadere mai.
Camminiamo in silenzio, senza sapere dove ci porterà la strada, con l’unica certezza delle nostre anime che viaggiano ad un solo battito, senza essere mai stanche.
Come un sogno eterno.
Come un girasole in un mattino d’estate.
Come un giunco chino al vento.
Come un anno d’amore.

mercoledì 5 novembre 2008

Brr!!!



Così, tanto per farmi perdonare il fatto che con l'altro post mi sono aggiudicato per soli 5 minuti la "prima pagina"...

- E' vero che se in Italia dicono "mal comune mezzo gaudio", in Spagna dicono "mal comune mezzo Gaudì" ?

- E' vero che il regista più cercato su internet è David Link?

- Lo sapete che hanno messo un ristorante anche all'interno dell'ospedale? Solo che sul menù, invece della scritta "prezzi modici", c'era scritto "prezzi medici"!!!


che ci volete fare, ultimamente mi vengono così, senza un perchè...purtroppo per voi! :P

martedì 4 novembre 2008

Le pungenti meraviglie di Pisa



Pisa, una stupenda città nel cuore della Toscana famosa per la stupenda torre di Piazza dei Miracoli e per le sue...zanzare. Veri e propri animali domestici, dalle dimensioni che variano da quelle delle zanzare classiche a veri e propri aerei da combattimento, le zanzare di Pisa costituiscono un divertente intrattenimento per tutti quei turisti che, spiazzati dai locali chiusi e dal buio che già dopo le 20.00 di sera regna sovrano persino sulla torre, potranno godere di un’ottima compagnia a prezzi modici. Guide infaticabili e coscienziose, le zanzare di Pisa accompagneranno ogni vostra cena e ogni vostro pernottamento in albergo, assicurandosi di svolgere a pieno il loro compito. Ma qual è il segreto di questi insetti? Da secoli i pisani, intuendo il potenziale di queste simpatiche bestiuole, hanno accuratamente addomesticato le loro zanzare, andando addirittura a formare un vero e proprio apparato militare a titolo governativo denominato Z.A.F. – Zanzar Air Force. Attraverso i vari secoli, le zanzare di Pisa hanno sempre costituito un punto di forza per la città: determinante è stato infatti il loro ruolo nell’annosa diatriba tra guelfi e ghibellini, terminata con la vittoria di questi ultimi grazie ad un attacco rovinoso ai danni dei guelfi da parte di un gigantesco sciame di questi insetti che, da quello che dicono le cronache, assunsero le forme di Federico Barbarossa. Altre testimonianze ci dimostrano invece come, a causa della migrazione degli insetti verso l’Asia minore per una missione di pace con le zanzare tigri, la Zaf non riuscì ad impedire al comune di Genova di infliggere alla cittadina pisana una pesante sconfitta, che sarà poi causa del declino della città. Da qui in poi, per la Z.A.F comincia un lungo periodo di crisi e allontanamento dalle scene mondiali. Oltre alla piccola apparizione accanto alla R.A.F. - la celebre royal air force inglese – durante la prima guerra mondiale, nessuno infatti ha più sentito parlare di questo celebre apparato fino a quando, dopo anni di isolamento e riflessioni, la Z.A.F. ha annunciato al mondo il ritiro dalle attività belliche per dedicarsi a tempo pieno a quelle di guide turistiche. Così, in pochissimo tempo, l’apparato della Z.A.F. è stato completamente ristrutturato, divenendo in pochissimo tempo uno dei nomi più affermati tra le agenzie di turismo zanzarifere sparse in tutta Italia. Entrare a far parte della Z.A.F. non è semplice, e richiede requisiti ben specifici: bisogna possedere dimensioni sopra la norma senza mai scendere sotto i dieci centimetri, svolazzare tra i tavoli dei ristoranti (è sufficiente saperlo fare all’aperto, ma se si è in grado di farlo al chiuso è anche meglio), nascondersi nelle camere d’albergo per uscire allo scoperto non appena arrivano i clienti, eludere le sorveglianze dei Raid e di altri strumenti che possano rendere innocua una zanzara. Insomma, far parte della Z.A.F. richiede impegno, costanza e sacrificio da parte delle zanzare che avessero voglia di farne parte ma, una volta passate le selezioni, il prestigio che conferirà questo importante apparato non ha eguali in tutto il mondo. Ed è proprio per questo motivo che le zanzare di Pisa costituiscono un patrimonio nazionale che ha suscitato gli interessi persino dell’Unicef e dell’Unesco e di cui, ve l’assicuriamo, sarà difficile privarcene.

Sempre con te



Un giorno tanto tempo fa
mi hai detto di imparare a vivere
e così ho fatto

Un giorno tanto tempo fa
mi hai detto di crescere e
sono cresciuta come volevi tu

Un giorno tanto tempo fa
mi hai detto di pensare con la mia testa
e questo continuo a fare

Un giorno tanto tempo fa
mi hai detto di amare
chi fosse in grado di farlo
almeno quanto tu ami me.

Un giorno tanto tempo fa
non mi hai mai detto di volerti bene
ma da quel giorno, fin da che sono nata
l'ho fatto e continuato a farlo,
e mai avrò intenzione di smettere.

Questa poesia è dedicata a due persone che conosco che hanno subito un lutto gravissimo. Non importa quanto tempo fa ma è qualcosa che ti resta dentro. Per loro, poche parole, forse persino scontate. Per loro, un piccolo pensiero!

lunedì 3 novembre 2008

Cenere e polvere



Voglio una sigaretta.

Eh si. Lo so cosa state pensando: "Tu non fumi". "Non prendere quel brutto viziaccio". "Non parlare di queste cose in modo leggero che c'è gente che ci soffre per gli effetti del fumo" e cose così.
Finito? Ok. Adesso posso parlare io.
Avete mai sentito il bisogno impellente di fumarvi una bella sigaretta? Questa domanda, ovviamente, non è rivolta a chi fa del fumo la propria ragione di vita o ai fumatori abituali ma a chi non ha mai fumato o non gli è mai piaciuto.
Avete mai sentito il bisogno di prendere una sigaretta, fumarvela in santa pace(con il completo di tosse da novizio, ovviamente) e pensare come se tutto ciò risolvesse tutti i problemi che avete? Io sono nella schiera dei si. In certi periodi bramo quella sensazione. Pur odiando il fumo in tutte le sue forme, io ho questa sensazione. Pur detestando coloro che sistematicamente ogni giorno fumano nel mio ascensore, io avverto questa necessità. Ma, fino ad adesso, non ho mai ceduto.
Non perchè sia un salutista bachettone da quattro soldi eh, sia ben chiaro che mi rovino la salute anche io in migliaia di modi differenti. Comunque, dicevo, non ci riesco. Perchè ho paura e l'assoluta certezza che dopo non risolvo nulla. Di essere solo riuscito a tossire per cinque minuti per uno sfizio.
Ma è meglio così. Meglio vivere nell'illusione che quel sospiro di nicotina in realtà sia la soluzione a tutti i mali del mondo. Si, meglio pensare così ma non provare. Vivere nell'illusione che sia tutto vero, d'altronde poi sarebbe una delusione trovarsi di punto e da capo senza una soluzione ai problemi, senza una riorganizzazione dei pensieri, solo con una cicca in mano, con la cenere caduta sul pavimento.
E ritorniamo a vivere, quindi, sempre con i nostri pensieri e problemi, sperando, un giorno non lonanto, che per magia si risolvono da soli. Magari senza bisogno di rifugiarci in un gesto o in un vizio.
Ma aspettate, non sentite anche voi il bisogno di farvi un cicchetto? Magari quello aiuta veramente, altro che le sigarette! No? Sicuri? Nessuno vuole farmi compagnia? Parliamo, beviamo e ci divertiamo? No? Ah...che personcine ingrate!

Altro che certe notti...



Certe volte basta poco...
poco per pensare,
poco per amare
poco per divertirsi insieme,
poco per volere bene.

Certe volte sono solo attimi:
uno sguardo innamorato,
un gesto affettuoso,
un commento ineducato,
o, persino, un pomeriggio gioioso.

Certe volte son solo pensieri,
e magari in quelli più seri
butti fuori i sentimenti più veri,
senza ripensare alle brutture di ieri.

Certe volte son solo parole
dolci, romantiche, si sa, come il miele
o aspre, dispettose quasi come il sole
che, in un giorno d'autunno, va e viene.

Certe volte son solo giornate
che ti sembrano le migliori mai vissute
nella tua vita sempre incasinata
uno scherzo e una battuta accompagnata da una risata.

Certe volte poco serve a questo mondo malato
per dimenticare quello che è stato
guardare al domani con l'aria serena
senza piangere come un fiume in piena.

Certe volte a letto andiamo
accompagnati in alcune occasioni
d'altronde un "compito" abbiamo
(sennò i bambini come li facciamo?)
un momento di intimità viviamo,
che sia per una notte o per il futuro
in quel momento ci sembra tutto meno oscuro.

Certe volte basta una dormita
che è normale che sia finita
e ti svegli con in faccia un'emozione:
forse è solo un sogno fuori stagione!
Ma no, è più un avvenimento,
qualcosa che ti rende sempre più contento,
assomiglia quasi ad un sentimento:
si, aggiudicato, ecco come mi sento!
Ma non sono ne triste, ne felice ne annoiato,
in cuor mio sento che mi stupisco anch'io,
ma penso, senza dubbio, di essere amato...

O tutto ciò me lo sono sognato?

domenica 2 novembre 2008

Silenzio in aula!



"Signori della corte. Amici giurati. Pubblico in sala. Siamo qui riuniti per un caso importante. Un evento che ha scombussolato le nostre vite in questi mesi. Un avvenimento che ha cambiato un pò il nostro modo di pensare.
Tutti voi siete qui per condannare il mio assistito. D'altronde siamo in un tribunale. L'imputato lo difendo io e certe cose me le devo aspettare. Ma sento che voi state sbagliando. Si, signori. Voi state sbagliando. E non è un peccato. D'altronde siamo uomini, errare è nel nostro io, nella nostra persona, persino nel nostro subconscio.
Il mio assistito, tale signor X, è qui perchè ha sbagliato anch'esso, si lo ammetto. Ma ha avuto la forza di farlo. Ne pagherà le sue conseguenze da solo, e magari, un giorno non tanto lontano, ci ripenserà su e scoprirà di aver fallito. Ma prima di andare avanti esponiamo i fatti con calma.
Il signor X ha amato, ricambiato e straricambiato, una signorina. Una ragazza che lo ha apprezzato per come era, ma poi, il mio assistito,ha chiuso la relazione. Ora, so che le persone più romantiche di voi staranno fremendo di rabbia. Vi capisco, sono anch'io un'amante dell'amore fino alla sua essenza e gente che lo butta via mi fa star male ma pensateci un attimo.
Quest'uomo adesso non è considerato nella sua "cricca" di amici,scusatemi il termine giovanilista. Ha continuato ad andare avanti per le sue scelte, ha avuto un pò di coraggio per ciò che stava facendo ma adesso è stato messo da parte. Medita di andare via per un qualsivoglia motivo. Perchè?
Perchè ha sbagliato? Perchè ha sentito dentro di se la paura di un rapporto serio? Perchè, all'improvviso, si è reso conto che aveva costruito un castello di carte? Perchè?
La risposta è unica miei gentili ascoltatori, se mi passate la facezia. Il ragazzo qui ha una vita sua, dei pensieri suoi, una coscienza sua, e fa delle scelte sue. Queste scelte si ripercuotono sulle persone a lui vicine ma sono sue. Ha sbagliato a fare quello che ha fatto. In cuor suo lo sa, o lo saprà o può darsi che non lo sappia mai. Ma non trattatelo male. Non se lo merita. Esistono persone peggiori. Gente che non merita neanche di stare in codesto mondo. Lui è solo un individuo che ha sbagliato. Sbagliato ad iniziarla quella relazione, sbagliato a crederci o a non crederci, sbagliato a chiuderla o a non chiuderla prima. E uno sbaglio si perdona anche se ci ha fatto male. Molto male. Anche se ci portiamo, ogni sera, il dolore ben visibile nei nostri occhi.
Questo dico a voi, signori della corte e giurati. Questo dico a voi sperando che il messaggio passi. Tutti noi abbiamo fatto cose di cui non andiamo fieri e questa, forse, è una di quelle. Abbiamo accusato un individuo per rabbia, incredulità, e magari per dispetto. Vi invito a ripensarci. Non è tutto male quello che non luccica."

venerdì 31 ottobre 2008

L'ipotesi di Calamandrei



Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasfornare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

(Pubblicato sulla rivista “Scuola democratica”, 20 marzo 1950).


Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.

Ps: Non essendo studente non significa che sono d'accordo con lo scempio che, sistematicamente, sta colpendo la nostra istruzione.
Ps2: Oggi ho manifestato per Caserta, un ritorno ai vecchi tempi.
Ps3: Ho copiato tutto ciò dal blog di Marinella, una mia cara amica. Grazie per avermi reso partecipe di qualcosa che non conoscevo.

mercoledì 29 ottobre 2008

Wake me up when Octomber ends...



Lacrime di gioia, lacrime di inizio vita,
lacrime di una storia che è già finita,
lacrime di condanna, lacrime di capricci,
lacrime di sentimenti posticci.

Lacrime di un uomo lontano
di una donna che non amo,
lacrime di un dolore, forse, vero
di un amore assai sincero.

Gocce che cadono via, senza fermarsi
per un litigio, un taglio, o era solo commozione
si, ricordo, erano le parole di una canzone
me le ripetevi quasi senza bloccarti
perchè sapevi, oltre al piacere che avevo nel sentirti,
la voglia che ci mettevo nell'amarti.

Gocce e pianti, lacrime in serie
catalogate negli anni passati e in quelli a venire.
Lacrime per un ideale o per un semplice odore
le cipolle, si, erano il tuo atroce tormento
ma eri lo stesso bella in quel momento
e non riuscivo, neanche volendo,
a vedere le lacrime scendere copiose sul tuo mento.

Con la mano, quindi, le fermavo
bloccavo il tempo e ti guardavo,
io e te nell'universo solitario
niente lacrime, niente pianti, niente dolore
noi due insieme e basta
il resto erano solo parole...

lunedì 27 ottobre 2008

Solo per te...



Questo è il mio mese da psicanalisi ormai si è capito. E tutto ciò che ho scritto e postato in questi tempi lo dà a vedere. Anche il mio umorismo certe volte ha subito cambiamenti così come la mia testa, il mio modo di vestire e anche il mio modo di capire le cose. E' un periodo strano e bello. Intervallato da cose che non capisco o che non voglio accettare ma bello. Un periodo di dolci e amare conoscenze che continuano a succedersi continuamente. E ne sono felice. Per suggellare tutto ciò, indi, ho deciso di dedicare a tutti coloro che mi stanno cambiando l'esistenza un pensiero, una frase, un gesto affettuoso da un omone sempre triste ma sorridente.

"Grazie"

Grazie ad Antonietta e al suo "scusa", alla faccetta triste che è capace di fare in qualunque istante, grazie alla risata spontanea che c'è sempre dopo ogni mia battuta, grazie di non avermi voluto sposare d'altronde non sarei un così gran buon partito.

Grazie a Carmen e alla sua dolcezza, alla sua abilità alla guida che,forse, mi darà la voglia di riprendere quella maledetta macchina, grazie ai suoi occhi , certe volte smarriti, incanalati in pensieri lontani, grazie al suo sorriso sincero, vero, quasi perfetto, grazie per aver donato la felicità ad una persona che ho vicino. Molto vicino.

Grazie a Marina e alla sua goliardia, al suo essere sempre al centro della vicenda, al suo tenersi i segreti, alle sue canzoni da karaoke, al suo modo di palleggiare meglio del sottoscritto, al suo riuscire a metterti di buon'umore in due secondi.

Grazie a Checca per la sua voce, mai sentita una cosa del genere. E per essere vera così come si vede, grazie per aver accettato un abbraccio molto spesso rifiutato e grazie per sorridermi sempre, sempre, sempre. E grazie per quel suo sguardo certe volte assente, conosco gente che ci morirebbe per due occhi così.

Grazie a Francesca e al suo visino. Grazie alla sua mania per i completini, alla sua preveggenza per le partite, al suo studio incessante. Grazie ai suoi occhi innamorati, per i quali non poche poesie si potrebbero declamare. Grazie al suo amore sincero, ad un sentimento che è sempre più vero.

Grazie a Jo e alla sua casa. Il mio rifugio di emozioni. Grazie al fatto che c'è sempre quando ho bisogno di lei, al suo amore verso il Dylan e al suo sopportarmi sempre. Grazie perchè credi in quello che sono e in quello che sarò. Grazie perchè mi aiuti a riprendermi, come ho già detto, mentalmente, psicologicamente e fisicamente. Grazie soprattutto perchè mi capisci, e non è poco.

Grazie a Michele e Vincenzo per esserci quando devono esserci. Per le chiacchierate sulle panchine a notte fonda, per le risate in continuazione, per Vincenzo che certe volte si fissa sulle cose e diventa insopportabile, per Michele e la sua lunaticità che ti fa modificare ogni giornata sul suo umore. Grazie per i passaggi, i prestiti, le parole gentili(una ogni mille anni), grazie per quel considerarmi parte della vostra vita. E grazie anche perchè siete scemi almeno quanto lo sono io, ed è difficile trovare tre menti così affini.

E grazie anche a Lei, che è nei miei pensieri in ogni momento. Che è la mia musa, il mio tormento, la mia gioia, la mia tristezza, la mia speranza, il mio sconforto. Colei che è il mio ottimismo e il mio pessimismo al tempo stesso. Colei per cui vivo ogni giorno ormai. E colei a cui penso ogni attimo prima di andar a dormire. Colei che purtroppo adesso non c'è, ovvero non esiste. Lei è in ogni donna che incontro, in ogni viso che amo in quel minimo secondo di visione, in ogni personcina che, in questo momento, condivide il mio cammino. Un giorno la troverò comunque. O forse già l'ho trovata e neanche me ne sono accorto...

Ps: Ho rubato il logo di Friends perchè mi sembrava l'immagine più adatta.

venerdì 24 ottobre 2008

Destino non scritto

A grande richiesta di pubblico (va bè, più o meno), pubblico (bello il gioco di parole, nevvero?) la sceneggiatura di "Destino non scritto", la storia presentata all'ultima edizione di Lanciano nel Fumetto e che mi ha consentito di classificarmi in terza posizione!!! Potete immaginare la soddisfazione nel ricevere la tanto attesa telefonata da Luca Veronesi, il bravissimo organizzatore dell'evento, e nel vedere il proprio lavoro pubblicato su un book!
Spero che possa piacervi! buona lettura!!

P.S. COME AL SOLITO TROVATE L'INTERO FILE NEL LINK IN FONDO!

Destino non scritto - Tavola 1

1/2/3/4
Cominciamo con una quadrupla d’ambiente, che ci permette di calarci meglio nell’atmosfera della nostra storia. Ci troviamo in uno dei quartieri popolari di Ho Chi Minh, odierna capitale del Vietnam, in una calda giornata d’estate durante le ore centrali del pomeriggio. Inquadrata in campo lungo, la strada brulica di cinesi e vietnamiti dalla pelle arsa dal sole e dall’abbigliamento estivo tipicamente occidentale che, con aria oziosa, si attardano sui marciapiedi chiacchierando tra loro o entrando in uno dei tanti locali che si dispiegano ai bordi della via. Immerso tra la folla, al centro della strada, notiamo uno strano personaggio, che si muove verso di noi. L’uomo è un occidentale di mezza età dal fisico asciutto e slanciato, che indossa un lungo impermeabile nero stretto in vita, guanti in pelle, occhiali da sole scuri e un cappello a larghe tese che impediscono di distinguere i suoi lineamenti. Nonostante il suo abbigliamento sia in netto contrasto con quello degli abitanti del quartiere, nessuno sembra fare attenzione a questa strana figura che, con l’aria tranquilla di chi si sente perfettamente a suo agio, sembra avere uno scopo ben preciso per cui essere lì.
In alto al centro, titolo e crediti.

[Titolo: DESTINO NON SCRITTO]

Didascalia: Il problema non è la folla.

5
Puntiamo la nostra attenzione sul misterioso protagonista, inquadrandolo a figura intera e leggermente dal basso. L’uomo si muove verso il lettore con il passo misurato e l’aria di chi mantiene un fiero atteggiamento di distacco dalla realtà. (N.B. Anche se non riusciamo a scorgere sotto il suo impermeabile, tenere presente che, sulla gamba destra, attaccata alla cinta c’è un’enorme pistola che ritroveremo in seguito. Regolarsi quindi per l’eventuale forma che la pistola lascerà da sotto l’impermeabile).

Didascalia: Per quella mi basta chiudere gli occhi qualche secondo, e la folla scompare.

6
Zoomiamo sul nostro protagonista, soffermandoci sul primo piano del volto. Il cappello a larghe tese impedisce di distinguere nettamente i lineamenti del suo volto, nonostante la vicinanza ci permetta di scorgere le sue labbra sottili serrate in una smorfia di disgusto.

Didascalia: No, non è per tutto questo. Questo, in fondo, fa parte del mio mestiere.


file intero:

http://host.xzshare.com/?d=7A0B33851

scaricare il file è un pò complicato, lo so, ma il sito che uso di solito da ieri ha deciso di non funzionare più! Per scaricare la sceneggiatura dovete scrivere le tre cifre che trovate in basso sulla pagina, e cliccare su "submit"! Poi aspettate un minuto, e il gioco è fatto!