"Le idee sono simili a pesci.
Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se invece vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde.
Laggiù ci sono i pesci più forti, più puri. Sono enormi e astratti. Davvero stupendi.
Io cerco un tipo di pesce che per me sia importante, che si possa trasporre in un film. In quelle profondità nuotano però pesci di ogni specie. Per gli affari, per lo sport. Ci sono pesci per tutto.
E tutto, ogni singola cosa esistente proviene dal livello più profondo. La fisica moderna lo chiama "campo unificato". Più la tua coscienza - la consapevolezza - è dilatata, più scendi in profondità verso questa sorgente e più è grosso il pesce che puoi pescare."
David Lynch, In acque profonde - meditazione e creatività, Piccola biblioteca oscar Mondadori, 2008
Tyrrel, ebbene sì, ho scoperto che la metafora non è mia. Ma dato che il signor Lutty mi aveva sbugiardato dal momento che "era stato Ortolani a fare la metafora, idiota", con questa citazione (scoperta solo oggi) mi sono tolto una bella soddisfazione. Avrò copiato, ok, ma ho copiato David Lynch! :D
mercoledì 11 novembre 2009
Parole d'autore... (2)
martedì 10 novembre 2009
Tg Sgrittori


Ultim'ora dal Tg degli Sgrittori:
Emanuele Filiberto(nella foto sopra con un suo fan) ritorna in tv. Condurrà "I raccomandati" insieme a Pupo. Ecco perchè il mio digitale non funzionava.
La University of Georgia afferma che le piante in casa fanno davvero bene contro lo stess. Finalmente una bella scusa per la mia piantagione di cannabis.
Una nuova teoria sconvolge la storia: Cartesio non morì di polmonite. Fu un'emissario del Papa ad avvelenarlo. Passiamo oltre: domani nuova udienza sul diverbio Adamo-Dio.
lunedì 9 novembre 2009
Slanci di genialità!


La vita di uno scrittore è fatta di sfide continue, di lotte, di battaglie tra foglio e penna, tra razionalità e fantasia, tra blocchi vari che non intaccano il talento, puro e innato che sia. E, talvolta, capita di partecipare a concorsi per farsi notare, per entrare in quel mondo che è l'editoria e, in futuro, per far parte della letteratura contemporanea. Anche se è un enorme controsenso.
Comunque, tutto ciò, è per farvi alcune domande, oh oscuri visitatori. Sareste, voi, capaci di ambientare un horror nel villaggio dei Puffi? O, magari, di descrivere una gara di velocità in un mondo fantasy? Vi sembra una sfida non adatta alle vostre possibilità? Oppure credete che regole così assurde non entrerebbero a far parte mai e poi mai di un concorso? Ebbene, qualunque cosa pensiate, i due scenari che vi ho proposto sono stati, in passato, realizzati e hanno visto ben due vincitori nei Contest organizzati, anni fa, dal Forum di Brad Barron. E non so perchè ma ieri sera mi è venuto lo sfizio, la voglia, l'ardire, di organizzare un altro concorso. Premio? La gloria. Argomento? Se ne parlerà sul forum, penso, se riusciremo a trovare persone(e utenti storici) interessate a partecipare. Intanto, per ora, vi linko i due Contest scorsi dove, tra gli altri, troverete i racconti dei due autori di questo blog. Ma non leggete i miei. Sono orrendi e scritti in maniera oscena. E dico veramente. Ero nell'era gggiovane dei puntini di sospensione. Poi mi sono risvegliato. Almeno credo.
Primo Contest: Horror a Pufflandia
Secondo Contest: Gara di velocità in mondo fantasy
Proposta di Terzo Contest
L'immagine è di Fabio Celoni per il terzo speciale di Brad Barron. Bellissima, oserei dire.
domenica 8 novembre 2009
venerdì 6 novembre 2009
La Camenide - Permette una domanda? (Puntata ventiquattro e mezzo)


Mini-prefazione (perchè dringhete dringhete drà miezz’o mar nu scuogl c’stà!): La visione di questa opera è terminata. Questa suddetta puntata speciale è solo uno squallido mezzuccio per far divertire l’autore sparando baggianate. Siate consci del fatto che se le inizierete a leggere rovinerete tutta la vostra giornata con alcune sue battute famose come: “Guarda ci sono dei pesci giganti!” “Squali!” “Squelli!”. E così via. E non dite che non vi avevo avvertito.
Vietata la visione di questa puntata a chi non si immola all’Uomo-Uovo. A chi non dona regali all’Uomo-Uovo. E a chi non conosce minimamente chi sia questo stramaledetto Uomo-Uovo. Per chi lo sa, invece, maglietta del Bloggo degli Sgrittori in omaggio al modico prezzo di 112 euri, iva compresa. E’ bellissima per fare colpo sulle ragazze, è perfetta per uscire con gli amici, è utilissima quando si è soli, tristi e con il raffreddore e senza un qualsivoglia fazzoletto, d’altronde è stata stampata su fazzolettini Conad. Perché noi valiamo.
La visione di questa puntata risponderà ad uno dei quesiti più ridondanti che il genere umano e animale ricordino: si, il nostro bel Paese sta andando a meretrici, e pure a trans. E mi permetto di aggiungere: “e che prezzi!!!”.
Se volevate le rime spaiate,
questo è ciò che vi meritate,
quattro strofe insulse e senza ragione,
sol per dirvi che Dj è un…lampione.[1]
[1] Per la sua innata altezza. Si sa. Anche se volevo mettere un altro termine. Una maglietta del bloggo a chi capisce qual è il termine nascosto. A soli 57 euri e 99.
I nostri eroi sono stati catapultati altrove, verso un altro mondo, verso nuove avventure. Non sappiamo che fine hanno fatto, non sappiamo dove sono in questo momento e non sappiamo se il Master ci sta provando con qualsivoglia essere vivente. In questo momento noi siamo altrove. Davanti a noi non c’è Stitica, non c’è Cos, non c’è Super-Santos. Davanti a noi c’è un luogo misterioso completamente illuminato a giorno, anche se fuori è buio. E’ uno studio televisivo. La gente sugli spalti aspetta il momento giusto per iniziare ad applaudire a comando. I bambini sono impazienti, era prevista la presenza dell’Orso Bear, ma sarà una speranza vana. E’ stato rapito da alcuni cacciatori di frodo e ora è costretto a lavorare in un circo sulla ventiquattresima strada. Non so di che città, purtroppo.
Però tutti attendono l’arrivo del presentatore e del grande ospite odierno. Le luci aumentano di intensità ogni secondo che passa, la terra sembra vibrare quando l’assistente di regia inizia il countdown, lo studio sembra scoppiare quando, da un punto imprecisato, parte la musica. E sul palco arriva il notissimo presentatore.
“Dallo studio 359.629bis della Statale 54/91ter, il nostro sempre amato presentatore Aaaaaaandrea Deeeeee Iasio!!!!” – urla il regista, comodo, dietro le quinte. Il pubblico però sembra incerto sul da farsi. – “Insomma…quello della volta scorsa!!!” – precisa, sperando in una reazione positiva, che non c’è. La gente, assiepata sugli spalti, attende la pioggia dorata di biglietti da cinquanta euro. Speranza vana, stavolta. Scendono, purtroppo per loro, solo biglietti da cinquecento. Che profonda tristezza.
Il pubblico, quindi, soddisfatto non si sa perché dalla novità, inneggia al presentatore come salvatore della nazione, prossimo presidente del Consiglio e anche sponsor perfetto per la Birra Moretti. Tutto per l’uomo che li riempie di soldi. Tutto per il grandissimo presentatore Andrea De Iasio ancora sconvolto da come i bambini, dolci e carini, abbiano arraffato gran parte del denaro e siano scappati via con una Jaguar del tutto simile alle sua. E pensare che, prima nel parcheggio, di macchine così c’era solo la sua. Che casualità.
“Benvenuti, amici miei, a questa straordinaria puntata di chiusura di una delle serie che ha creato scalpore, tristezza, odio, rancore e assurde proteste animaliste: “La Carmenide”!!!! Ed ecco a voi il nostro beneamato autore, signore e signori: luttazzi4ever!!!”
L’ingresso sul palco è maestoso. Il notissimo e bellissimo, nonché stupendo, scrittore sembra estasiato dall’entusiasmo del pubblico e si esalta fornendo loro un’entrata spettacolare: cinque capriole, due giri della morte, una quindicina di flessioni e triplo salto carpiato con atterraggio in acqua con quoziente di difficoltà 5.2 e, tutto ciò, eseguito dalla pulce che ha ammaestrato l’altroieri.
“Signor Luttazzi4ever, non sapevamo di questa sua nuova attività. Non è da tutti lavorare con piccoli esserini puzzolenti.”
“Si vede che non è mai stato in Parlamento!”
“Ah ah ah ah!” – ride il conduttore.
“Ah ah ah ah!” – gli fa eco l’autore.
“Non l’ho capita!” – afferma il De Iasio, con un pizzico di sincerità.
“Neanche io!” – gli fa eco, ancora una volta, il 4ever dimostrando tutta la sua inutilità.
“Ma andiamo avanti, amici miei, per la straordinaria intervista. Mettetevi comodi, inizia lo show.”
(Ovviamente domande in grassetto, risposte in non-grassetto. Che spiegazione perfetta).
Luttazzi4ever, autore di opere epiche, poeta, sgrittore, e depresso cronico a periodi. Cosa le manca per essere veramente uno scrittore famoso?
Ci penso ogni stramaledetto giorno della mia vita. Forse aver partecipato ad uno scandalo o ad un evento mondiale famosissimo. Crede che se la berranno se dico di essere stato sul Titanic?
La sua vèrve comica non risulta, mai, diminuita. Ci spiega come fa a pensarne di così becere e, talvolta, di così geniali?
Semplice. Penso ad una battuta, una qualsiasi, la immagino detta da Pippo Franco, Martufello, Chiambretti e DjJurgen. Se mi risulta strana detta da loro, la espongo io al mondo. Spero di essere stato chiaro.
Chiarissimo. Ogni volta che parla quel Dj, ho paura di ciò che possa dire. Rabbrividisco al sol pensiero.
Ecco. Ho una battuta che farebbe quell’autore vergognoso.
Ce la esponga.
Qual è la stella che rimugina tutta la giornata? Il sol-pensiero.
Ma è orribile.
Io non c’entro. E’ tutta farina del suo sacco. Cioè, potrebbe esserlo.
Ma, dica la verità, qual è il suo rapporto con il suo co-autore di blog. Vi volete bene, vi amate, aspettate dei bambini o magari c’è un odio viscerale dentro di voi che aspetta solo di uscire fuori?
Con il caro Dj, carissimo, ci scambiamo opinioni di vita e gentilezze. Siamo amici anche fuori dal blog. Non ci urliamo mai cose del tipo “maledetto stronzone” e “ti odio” oppure “dj da strapazzo”, “coglione” e altre tipo “è più probabile che Slavi ritorni a scrivere che pubblichino un fumetto a te” oppure gentilezze del calibro di “è più probabile che Omero torni a scrivere piuttosto che mi metta a leggere la Carmenide”. E cose così.
Insomma: un’unione perfetta con punte eccelse di amicizia.
Se la vuol vedere in questo modo. Io volevo solo precisare che lo odio.
E si sa ciò che si dice: chi disprezza compra!
Eh! Ma si dice pure “P’a via e Pavia, pav’ij!”, ma non ho mai visto nessuno offrire viaggi a Pavia, non so se sono stato chiaro.
Certo che si. Comunque passiamo un po’ alla sua opera: La Carmenide. Un’opera epica in 24 episodi per 24 capitoli così come se ne vedono nell’Odissea. E’ voluta questa citazione?
Ovviamente. Mi ero prefissato già dall’inizio di percorrere una sorta di viaggio parallelo a quello di Ulisse. Ovviamente è tutto andato a farsi benedire dall’estemporaneità della redazione delle puntate. Infatti il progetto iniziale, nel bene nel male, è stato gentilmente cassato dal sottoscritto.
Infatti, domanda importante che volevo farle: Lei aveva un’idea di base o le puntate erano pensate al momento?
Ma è sordo? Gliel’ho detto poc’anzi. Oh mio Jufka! Ho detto “poc’anzi”. Secondo lei quanti punti-scrittore potrà avvalermi ciò?
Credo sui 1200, iva inclusa.
Altri 114 milioni di punti e sono al livello Luciano de Crescenzo. Ce la farò, un giorno.
Piccola curiosità: a che livello è Bruno Vespa?
Ah, non so. I numeri negativi non li ho proprio considerati.
Questa si che è satira. Ci sorprende come il caro Luttazzi non la pubblichi da millenni. Dica la verità: ha pensato di aprire una palestra tutta sua con le sue ineffabili battute.
Eh, ovviamente. Mica faccio così pena che ormai non mi prende più in considerazione, no. Non sia mai.
Comunque, mi risponde alla domanda fatta eoni fa, ovvero: Le puntate erano pensate al momento?
Ri-rispondo solo perché sono gentile. Vi racconto che alcune mi ronzavano in testa per giorni e giorni, tanto che credevo che nidi di vespe erano sui miei capelli alla Beatles. Altre, invece, le scrivevo come venivano, e si nota. Parola dopo parola portavo a casa un altro episodio. Tra alti e bassi, certamente.
E’ conscio anche lei della crisi degli ascolti dovuta al proseguirsi dell’opera per un lungo tempo. La prima prefazione fu pubblicata a fine Maggio, l’ultima a fine Ottobre. Sono cinque mesi. Un tempo abbastanza dilazionato, non trova?
Precisando, i mesi sarebbero quattro. Agosto me l’ero preso di pausa e ho donato, facendo ciò, anche un po’ di libertà ai miei lettori. Ai miei quattro lettori. Quelli che, credo, sono arrivati fino alla fine. Anzi, da ciò che so, solo due sono arrivati fino alla fine. Sono tristissime soddisfazioni. Posso aggiungere anche me come lettore così da vantarmi di essere almeno in tre?
No.
Come è cattivo lei. Brucerà all’inferno come d’inverno una frasca.
Ah, le sue amate citazioni. La finisca una buona volta di riempire tutto ciò che fa di idee altrui. Non si vergogna?
No. C’è gente che ora scrive per Dylan Dog dopo che ha fatto, per anni, ciò. Indi ci potrei riuscire, un giorno, anche io.
(Risata generale)
Certo che potrei riuscirci!
(Il pubblico si spancia sugli spalti)
Sono un grande autore!!
(Il pubblico rotola a terra, alcuni decedono dalle risate, altri iniziano a fare testamento)
Ci scusi un po’ tutti ma queste erano veramente divertenti. Quando lei si applica il risultato, finalmente, si vede. Alleluia, direi.
Eh, me le serbo sempre per i momenti migliori. Sono un centellinatore di facezie. Modestamente.
Ma, ci dica, la Carmenide vedrà ancora la luce?
Ora come ora le risponderei con un “Manco p’a capa!”. Non sono abituato a farmi male da solo. Non ho l’istinto del masochista. Diciamo che avevo intenzione di effettuare qualche speciale per chiudere la saga di Pet Society e qualche episodio incentrato sul maestoso Turkodur, ma credo che eliminerò questo pensiero inutile e mi dedicherò ad altro.
Come è deciso, stavolta. Delusioni? Gelosie? Tradimenti? E lotte col coltello in mezzo ai denti?
Non inizi anche lei con le citazioni. E’ roba mia. Comunque, si, un po’ di delusione c’è. Ma è normale. Quando si perdono lettori la colpa è dell’autore. E pensare che codesta frase mi è stata detta da chi non ne ha letto nemmeno mezza puntata. Son cose che succedono.
Mi sembra di capire che, lei, ha qualche sassolino nella scarpa. Lo dica chiaramente: cosa la turba?
Spero che quest’intervista non diventi una seduta psicanalitica. Non ho nessun sassolino, mi sento contento di ciò che ho fatto. Un giorno, in futuro, la rileggerò e, magari, riderò ad alcune battute che ho pensato. Sarà una sorta di viaggio nel tempo. Sarà una sorta di rincontro con me stesso. E, poi, se diventerò famoso la stamperò e la venderò a minimo 20 euri a copia intitolandola: “La Carmenide e altri racconti di Davide Paolino prima che diventasse famoso.” Sottotitolo: “Qui si capisce perché ancora non lo era”.
Insomma: triste si, deluso pure ma non perde occasione per farci su una risata, noto.
Anche se un certo Dj dice che mi deprimo solo quando scrivo sul blog, le dico che tutto ciò che scrivo o che dico ha come obiettivo ultimo far ridere. Perché, diciamocela la verità, si può ridere anche sulle poesie tristi. Dipende da come le si leggono.
Con la voce di Pippo Franco?
Ecco. A ciò non ci avevo pensato.
Progetti futuri? Altra saga epica? Un ritorno alla soap opera? O un nuovo progetto strabiliante?
Un’idea che vaga per la mente di alcuni raccontini legati tra di loro, con protagonisti inventati (precisiamo). Un progetto, a lungo termine, di iniziare un romanzo decente, magari. Ma la parola decente è sinonimo di impegno, tenacia e talento. Devo riuscire a meritarmela. E, anche, le solite botte di romanticismo puro misto a poesie e tristezza cosmica che tanto fanno piacere al mio co-admin e alla di lei pulzella.
Li tormenterà a vita con le sue depressioni?
Credo solo fino alla vecchiaia. Sono gentile. E poi, il signor Diggi, può rammentare di avermi visto, almeno per una volta, visibilmente depresso e attorniato ad un’aura di mutismo. Non voglio spiegare al pubblico il perché di quel mio momento di smarrimento, soprattutto perché credo che ancora mi faccia male. E mi farà male per molto tempo.
Delusioni d’amore?
No, metaforicamente è più tipo un trapano che ti entra…
Capito capito. Non vogliamo sapere altro. Andiamo avanti: altre due domande e poi chiudiamo l’enorme canovaccio che si è portato dietro quest’opera, a tratti, meravigliosa.
Prego. Dica pure.
Lei ha scritto ben 90 pagine di Carmenide. Anche se bistrattata, umiliata e derisa è pur sempre l’opera più lunga che abbia mai scritto. Ne è felice? E cosa ricorda di positivo di questi cinque mesi?
Felice? Direi entusiasta. Per la prima volta ho portato a termine ciò che mi ero prefissato. In passato, con la soap opera, scrissi due stagioni in maniera altalenante. E in un tipo di scrittura atroce, aggiungo. Anche se, ancora adesso, alcune facezie e idiozie mi provocano risate, capisco l’importanza e la crescita letteraria che ho avuto con la soap e ora con La Carmenide. Sono contento dei piccoli risultati raggiunti. Migliorare sempre e senza preoccuparsi tanto, questo dovrebbe essere il mio stile di vita.
Ultima domanda: a Lucca ha notato il suo co-admin presentare lavori su lavori. Alcuni belli, altri interessanti altri che non le sono piaciuti o ha trovato troppo incasinati. Ci dica la verità: ha pensato anche lei di mettersi sotto e portare qualcosa alle case editrici?
Ci ho pensato e ripensato. Ma, si sa, col fumetto ho poco a che fare. Li leggo, li recensisco e ci passo tutta la mia vita ma non mi sento in grado, per ora, di poter divenire uno sceneggiatore. Ma il Comicon è ad Aprile, tutto potrebbe succedere. Anche che un dì mi decida di creare un personaggio tutto mio e chiamarlo Dylan Bloggo. Non sarebbe una cattiva idea. Comunque, a parte gli scherzi, il Dj è lanciato su quest’ambito molto meglio del sottoscritto. E, un giorno, mi potrò vantare con gli amici che quell’uomo lì io lo conosco e l’ho sempre supportato. Ma mai sopportato, sia chiaro.
Era l’ultima domanda. La messa è finita. Andate in pace e ci risentiamo, un giorno, sempre qui, su questi schermi. Chissà quando sarà, chissà se ci risaremo. Un saluto a tutti. La Carmenide finisce qui, definitivamente per l’entusiasmo di molti e la tristezza di pochi. Ma è un arrivederci perché niente è mai deciso nella vita. E non odiatemi per la morale insulsa.
Il pubblico si alza per una standing ovation. L’autore un po’ si commuove dell’affetto della gente, pagata, sugli spalti. Un applauso è pur sempre un bel momento per uno scrittore. Il presentatore saluta, con un filo di commozione. Tutto il pubblico si abbraccia in un’atmosfera da romanzetto rosa. Scorrono i titoli di coda.
CREDITI
“LA CARMENIDE”
Opera letteraria scritta e diretta da
Davide Paolino
Con
Vincenzo Tresca
(Mang’isse)
Carlo Carfora
(Master)
Michele Carbone
(Cimichele)
Carmen Iannotta
(Carmenide)
Antonio Cocchiaro
(Cocco Siffredi)
Luca Borrasso
(l’animale con il medesimo nome)
Tommaso Anzalone
(Tommy-Show)
Patrizia Sarogni
(RimPattule)
Alessio Cristiano
(RappAlessio – Ego 2.0)
Antonio Amato – Francesca David
(Mostr-Ami)
Aniello Tubiello
(L’Onello)
Andrea De Iasio
(Il presentatore)
E altri che, al momento, non mi sovvengono.
Grazie a tutti. A chi ha letto e a chi meno.
A chi si è fermato e a chi ha finito.
Grazie a tutti, sinceramente.
giovedì 5 novembre 2009
Luccacomics 2009 - La rivincita dell'uomo uovo!

Piccola prefazione: mi scuso in anticipo con Carmen se questo post le provocherà noia, tedio e attacchi di sonno! Però, se avrai la bontà di leggerlo, ci sono anche parecchi complimenti rivolti al tuo uomo!!! :P
Da quando mi sono fissato che voglio fare lo scrittore di fumetti, per me Lucca non è più la stessa.
La prendo molto più sul serio, trascinandomi da uno stand all’altro con la mia fida cartellina di pagine e pagine di progetti e cercando di assumere un’aria il più possibile professionale. La cosa va avanti da un paio di anni e, ogni anno, al termine dei quattro giorni più faticosi della mia vita, mi ripeto che “va bè, cavolo, però non me la sono goduta per niente, però in fondo potevo stare di più con i miei amici, potevo fare più acquisti, potevo fare più il cazzone”.
Quest’anno, però, non è andata così.
Quest’anno sono stato in giro per lavoro, è vero, ma al tempo stesso me la sono goduta come non succedeva da un po’. Merito dei miei straordinari compagni di viaggio, persone fantastiche che, in alcuni casi, riesco a incrociare solo durante questa manifestazione.
Ho girato per promuovermi, certo, insieme alla “disegnatrice” il venerdì e insieme alla leader il sabato. Ho incrociato le strade di Faraci, Cajelli (che ha ribadito il concetto di volermi fare il “culo a tarallo”, come si suole dire in napoletano), Alex Crippa (è la prima volta che lo incrocio ad una fiera, e non ho avuto né l’occasione di poterci parlare come avrei voluto, né quella di sentirlo mentre suonava sul palco di Lucca. Spero di rifarmi in seguito!), Fabio Celoni (che merita un ringraziamento a parte), Fabiano Ambù (idem come sopra, con una nota di tristezza per l'assenza della sua santa donna), l’editor della BD (un altro a cui ho rovinato il pranzo, e che ringrazio per la gentilezza e i consigli), Marco Turini, Fabio D'Auria con famiglia al seguito, Manuela Soriani (la conoscevo già, ma è stato magnifico poter approfondire la sua conoscenza e proporle, insieme ad Adriana, un progetto per cui si è detta da subito entusiasta! Sono sicuro che insieme a Manuela, che tra l’altro è una persona veramente magnifica, verrà fuori un gran bel lavoro!) e, ultimo ma non ultimo, Mario Taccolini, editor e amico di una gentilezza sempre squisita.
Ma, come dicevo sopra, quest’anno ho avuto – per fortuna mia e sfortuna loro – tempo di stare con le persone con cui più volevo stare, i miei amici.
Sto parlando di Davide – alias Luttazzi4ever – mio fido compagno di blog e di idiozie più totali per i vari stand lucchesi, amico da insultare solo per dimostrargli quanto gli voglio bene, nerd e gossipparo almeno quanto me, instancabile idiota che ha reso questi quattro giorni meno pesanti persino per la mia fanciulla (grazie soprattutto per questo…se non ci fossi stato tu penso che già al secondo giorno Paola mi avrebbe preso a vangate); sto parlando della leader – alias Colei Che, alias Adriana, alias la mia socia – un mio personalissimo punto di riferimento nel caos della fiera e nel caos del mondo editoriale, amica e confidente, socia infaticabile e geniale (è talmente infaticabile e geniale che non ho ancora capito perché si è messa in società con uno come me), persona magnifica della quale non si può fare a meno; sto parlando di Fabio Celoni, una di quelle persone che per-quanto-è-brava-se-la-potrebbe-tirare-a-morte-mentre-invece-è-la-persona-più-squisita-del-mondo; sto parlando di Fabiano Ambù, il mitico Capitano, colui che tanti anni fa mi fece un discorso ad alta dose di autostima e tenacia ( una di quelle conversazioni che non dimenticherò mai e che, a quanto pare, sta dando i suoi frutti), colui che, a pranzo, ha quasi rinunciato a mangiare pur di terminare un bellissimo Dampyr per la mia donna (donna che è rimasta talmente colpita dal gesto e dal disegno che adesso vuole appenderlo e incorniciarlo in camera – il disegno, non Fabiano!); sto parlando di Marco – al secolo Logan – una roccia insostituibile, un uomo che è sinonimo stesso di “fiera” (quando il giovedì è mancato, gli organizzatori stavano pensando di chiudere baracca e burattini e riaprire direttamente il giorno dopo, per il suo arrivo), una bussola per chi, come me, ha bisogno di costanti punti di riferimento nel caos totale dei padiglioni. Da quando non prendiamo più la stanza insieme, io e Logan non riusciamo più a beccarci come un tempo. Logan, sappi che mi dispiace un sacco e che, però, tu sei sempre nel mio cuore! :D
E poi, una menzione speciale, va a lui, l’uomo che ha riempito i nostri giorni lucchesi grazie alle sue insostituibili qualità: l’uomo uovo. Perché, diciamocelo chiaramente, senza di lui non avremmo saputo di cosa parlare, senza di lui ci saremmo annoiati a morte, senza di lui non avremmo mai scoperto che un uomo può essere al tempo stesso uomo e uovo, senza di lui Lucca non sarebbe stata la stessa. Prima che qualcuno con la coda di paglia inizi a chiederselo, dico subito che l’uomo uovo non è una persona reale. Non è un autore di fumetti, non è un cosplayer, non è una delle persone che ho incontrato durante la fiera. Semplicemente l’uomo uovo E’. Vive tra le pagine di un fumetto, ma la sua natura trascende lo spazio bidimensionale dell’albo e vive tra di noi senza che noi ce ne rendiamo conto. E’ l’uomo uovo, e quest’anno ha avuto il suo momento di gloria. E’ stato sulla bocca di tutti, un po’ alla coque un po’ al tegamino un po’ sodo, ma nessuno ne ha potuto fare a meno. E di questo lo ringrazio sentitamente, perché senza di lui nulla sarebbe stato lo stesso.
Il mio ultimo, e sentito, ringraziamento va a Paola, alla mia ragazza, alla donna che amo e che si è sobbarcata questi quattro giorni di Lucca tra la noia e un fidanzato in continuo movimento nella speranza che qualcuno si accorgesse di lui. Paola, me ne accorgo sempre di più, è una persona speciale, una di quelle disposte a sacrificarsi (sì, disposta anche a partire con la febbre) per fare felice il suo uomo. Approfitto di tutto questo per scusarmi con lei, per essere stato distante durante questi quattro giorni e per non averle dedicato tutto il tempo e le attenzioni che avrebbe meritato. Lo so che ora è tardi, ma provo a giustificarmi dicendole che svegliarmi accanto a lei è stata una delle emozioni più belle che abbia mai provato. Grazie ancora, sei unica e ti amo da morire.
(p.s. ne approfitto anche perché oggi non è un giorno come un altro: oggi io e Paola festeggiamo i nostri due anni di fidanzamento. Sono stati due anni incredibili, ma questo, come si suole dire, è un altro post).
Varie ed eventuali:
- Un grazie ad Eleonora Nanni, comunemente conosciuta (da me) come “la disegnatrice”, che si è sbattuta insieme al sottoscritto per tutto il venerdì mattina alla ricerca di un editor che ci prestasse attenzione! Mi ha fatto piacere conoscerla, e sono contento di avere una disegnatrice che è stata addirittura scelta dalla Marvel e dalla Dc! Wow :-D Un saluto a Nicola, amico di Eleonora, che ha aperto gli occhi ad un povero giovanotto ingenuo di Chieti. :P
- Un grazie al momento topico della serata di venerdì quando, chiusi nella stanza di albergo, io e Davide abbiamo fondato, davanti ad un’esterrefatta Paola, la rivista “fumettaro 2000”. Si tratta di una rivista di gossip, news, anteprime succose su tutto quello che riguarda i nostri amici fumettari. Gossip fatto da nerd, per intenderci. Qualcosa da non perdere per nessun motivo al mondo (altro che “Scuola di fumetto”, “Fumo di china” o “Animals”…tsè! :P ).
- Ah, sì, per la prima volta ho visto Lutty triste. E non triste nel senso che si è messo a scrivere poesie o a postare discorsi filosofici esistenziali sul blog. No, l'ho visto triste per davvero. Camminava mesto mesto, con la schiena piegata e la testa all'ingiù. Non strillava, non parlava, non faceva battute idiote, non aveva fame. Insomma, non l'ho mai visto così. Il motivo di cotanta tristezza? La juventus aveva perso. Contro il Napoli.
- Un grazie al nuovo programma di Enrico, "Behind Savino". Cosa succede dietro la schiena del nostro blogger? Quali oscure conversazioni avverranno alle sue spalle? Questo, e altro ancora, nella prossima puntata di "Behind Savino".
- Un grazie alla Star Comics che, non avendo portato il numero 24 di Nemrod, ha fatto cadere le mie aspettative di vivere la mia prima fiera da autore, ha fatto deprimere Paola, ha creato un ulteriore motivo di sfottò per Lutty (che ovviamente non si è fatto sfuggire l’occasione di prendermi ben bene per il sedere). Grazie ancora!!!
- Un grazie a chi ha messo i brecciolini sul marciapiede che va dalla stazione in albergo, a chi ha fatto piovere a dirotto durante il tragitto che va dall’albergo alla stazione facendomi bagnare come un pulcino (e anche di più), a chi ha fatto in modo che, proprio quella mattina, il postamat fosse fuori uso.
Un grazie a tutti, insomma, compagni e comparse straordinarie di questi quattro pazzeschi giorni! Mi sono divertito un mondo, e grazie a voi ho passato un bellissimo LuccaComics!
Mi dispiace soltanto che voi non possiate dire lo stesso! :P
piccola postfazione: Carmen, ci sei? Ce l'hai fatta? Sei arrivata fin qui o ti sei addormentata prima? Mi raccomando, ci tengo!!! :D
lunedì 2 novembre 2009
La rivincita dei Nerds!
Il tutto con un plurale inglese che fa più figo!
Qui potete trovare tutte le foto cosplay di Lucca Comics and Games 2009.E ora che abbiamo messo da parte i ricercatori di travestimenti, possiamo andare avanti.
Una fiera, migliaia di persone, centinaia di migliaia di fumetti, decine di mostre e conferenze. Migliaia di personaggi famosi. Tanti disegni, qualche faccia conosciuta e tanta ma tanta stanchezza. Questa è Lucca Comics. E lo sapevo bene fin dall'inizio.
Due anni fa ebbi l'occasione di partecipare, per la prima volta, in questa fiera. Rileggendo il mio resoconto, preciso non c'è che dire, della scorsa volta mi rendo conto che sono cambiato molto in due anni. Per fortuna direi.
L'entusiasmo era quello di un tempo, solo un po' affievolito dal viaggio stancante in treno con alcuni over 60 che riposavano beatamente dove io, per colpa dei miei due metri, non riuscivo a prendere sonno e a trovare spazio. Ma, si sa, Lucca vale qualche dispiacere. Ho avuto, quest'anno, la fortuna, l'onore, la possibilità di ospitalità gratuita. Sebastiano, questo è il suo nome, un mesetto fa mi fece la proposta. Ed io, tra mille e più ripensamenti, ho deciso di accettare. A malincuore, lo devo pur ammettere, perchè mi sembra, nel bene o nel male, di approfittare della gentilezza altrui. E ora, dopo tre giorni, mi sento di avere un debito grosso quanto una casa che, un giorno o l'altro, sicuramente proverò a ripagare. Non so ancora come ma un modo mi verrà in mente.
Lucca è bella. Come città, principalmente. Il centro storico è una mazzata sul cuore. Capace di farti innamorare di ogni minima pietra di quelle mura gigantesche che lo circondano. E poi, in questa edizione, ho notato molta più facilità nel trovare gli stand, cosa che, due anni fa, mi risultò proibitiva. Infatti dopo quattro giorni di fiera scoprii di non aver visitato due e più stand perchè non li avevo mai trovati. E la prima sicurezza è andata. Lucca è bella. E nessuno potrà mai dire il contrario, secondo me. Nota d'apprezzamento: essendo il centro storico proibito e proibitivo per le macchine, i lucchesi usano molto la mia tanto amata bici. E sono molto felice di ciò. Ecco una città adatta, sembra, per vivere.
Lucca Comics è un sogno per ogni nerd. O presunto tale. Molti lettori di fumetti, in questi giorni, notano che esistono migliaia di ragazzi che sono ancora più nerd di loro. E' quasi una gara di nerdosità, se mi passate il termine. E' quasi una lotta a chi più ne sa in quell'ambiente così vasto e smisurato quale è il fumetto. E, il sottoscritto, ci sguazza piuttosto bene. Almeno così credo.
Nomi, facce, e personalità. Questa è la rapida evoluzione di un fumettaro che inizia ad associare le generalità su carta di un autore con il suo viso e quel piccolo scambio di battute che si può avere in un attimo, in un secondo, anche solo in uno sguardo. E ci sono state, in tre giorni, piacevoli sorprese, ottime sicurezze e, purtroppo, delusioni già conosciute e alcune appena scoperte. Ma andiamo in dettaglio, precisando che le mie sono considerazioni personali. Vissute sulla mia pelle in una fiera che raccoglie migliaia di persone. Ognuno può dimostrare il contrario e sono ben felice di discutere su ciò.
Essendo fan bonelliano e acquistando, regolarmente, una grossa mole di fumetti della cara Sergio Bonelli Editore mi fa piacere, anzi onore, poter avere un autografo o una semplice conoscenza di autori che, fino ad ieri, erano solo un nome su un albo.
A Lucca ho visto, per la prima volta, Di Gregorio che, per usare un termine del caro Dj, è un "pischello". Giovane, molto esuberante e sincero, più che altro. Mi ha semplicemente detto ciò che pensa di Dylan, ciò che vorrebbe fare di Dylan e ciò che non farà mai col mio indagatore dell'incubo preferito. E, inoltre, mi ha autografato un albo disegnandomi un Groucho che, secondo le sue esatte parole, non è "Groucho" ma sembra un ritratto di Di Vincenzo. Simpatico e disponibile, bella scoperta. Il signor Celoni, invece, è la terza volta cui calchiamo le stesse strade. E ne sono ben felice. Sempre gentile, sempre disponibile. Il discorso mentre ci incamminavamo verso la sua vettura me lo tengo sempre stretto perchè è ciò che ho sempre pensato anche io. Ma sentirmelo dire da Fabio, che mi concede credo questo aspetto più amichevole, è stato bello nonchè positivo per la mia autostima. Un giorno, spero, la prima copia di una mia qualsivoglia pubblicazione sarà sua con mia dedica personale. Così come feci, eoni fa, con quel quadernetto della Soap che ormai giace da anni nella sua dimora, a ciò che so. Spero, inoltre, che il disegno che la mia devota pulzella ha fatto, riprendendo un suo soggetto di anni fa, gli sia piaciuto. Un omaggio a chi, al pubblico, ci crede. Altra sicurezza, ad ogni manifestazione, è Pasquale Ruju. Un sentito grazie a lui per ogni autografo che mi ha fatto. Ovviamente ormai ne ha paura data l'enorme molte di fumetti che mi porto ogni volta che c'è lui. Ma è sempre lì, con un sorriso, ad autografameli conscio del fatto che i fan, ogni tanto, è bello farli felici. E con me ci è sempre riuscito. Attendendo la prossima mini e promettendo, alla sua persona, un restyling del forum Demian. Accenni positivi anche ad Emiliano Mammucari, che fa discriminazioni razziste dato che tratta molto meglio le ragazze, e la di lui ragazza, credo, complice di un siparietto molto divertente vissuto nella fila delle stampe bonelli. Solo la signorina Paola ha vissuto quel momento e, credo, se lo ricorderà per un po'.
Gentilezza estrema è il signor Alessandro Poli. Colui che, al nostro secondo incontro(il primo avvenne 3 anni fa al Comicon ma è ovvio che non si ricordi alcunchè) fatto allo stand bonelli dove io arrivai senza i Demian da farmi autografare, si alza dalla sedia stupito e fà: "Tu sei luttazzi4ever? Sono tanto felice di conoscerti!". E, dopo quelle parole, si accolla per ben tre giorni un casertano felice che lo ritrova in ogni minimo stand o manifestazione e inizia a chiedergli gentilezze e favori. Quel Paperino di Donald Soffritti(molto gentile anche lui) dato a Paola non è che una manifestazione della disponibilità di quest'uomo che, in tre giorni, è passato dall'essere, per me, non solo un disegnatore bravo e efficiente ma anche un "amico" con tutto ciò che quel termine comporta. Perchè è stato veramente la mia roccia autorifera(altro termine nuovo coniato da me), in questi giorni. Bonelli lo benedica.
Note negative, come sempre, ce ne sono state. Oltre a non aver visto Makkox e, ciò, mi dispiace tantissimo, ho constatato come alcuni autori e disegnatori abbiano poca voglia di fare pubbliche relazioni. Alcuni ti salutano ma se non ci fossi starebbero molto meglio. Altri non ti considerano proprio e non ti vedono. Altri ancora vivono talmente tanto sopra le nuvole che si sono costruiti, da non degnarti di un momento perchè troppo occupati. A vantarsi, ovviamente. Un giorno capiranno che un po' di gentilezza con chi apprezza e compra i loro lavori, è cosa buona e giusta. E un fumettaro è molto più invogliato a comprare qualcosa se chi ha scritto o disegnato quell'albo gli ha fatto una buona impressione. Almeno così la vedo. Saranno chiacchiere di un ragazzo del tutto estraneo a quel mondo. Ma, per fortuna, un po' di libertà di espressione è rimasta.
Senza soffermarmi su ciò che, precisamente, ho fatto in questi tre giorni provvedo, or ora, a ringraziare alcune persone che mi sono state vicine o meno.
Un grazie a Mario, sempre una persona squisita, una persona che non ho mai visto senza quel sorriso perenne che lo contraddistingue. Volevo, prima di scappare, ripassare al suo stand ma, purtroppo, la giornata di Sabato è stata un inferno vero e proprio. Ci sarà occasione per rivederlo, credo.
Un grazie a Logan e ai suoi sosia(battuta capibile per pochi). Son sempre contento di vederlo. Mi ispira sempre felicità. Ovviamente cambia nome ad ogni manifestazione ma è quel suo aspetto poliedrico e trasformista che noi tutti amiamo.
Un grazie ad Adriana sempre esuberante e impossibile da fermare. Chi dice che sono io la persona che non sta un attimo zitta e a posto non ha visto lei. Credo che ogni tanto la pillola non può che farle bene. A me però ne toccano due. Una per la mia voce squillante che, nel resto d'Italia, nessuno sembra apprezzare e un'altra per la moltitudine di cazziate che mi prendo dalla citata signorina. La Leader ha sempre ragione. Sempre.
Un grazie a Paola che mi ha additato come la sua salvezza. Dato che il vergognoso suo uomo era sempre e dico sempre e affermo sempre occupato con la presentazione dei suoi progetti con "tot tavole" in ogni dove, la signorina Paola era ben felice di lasciarlo marcire nelle sue tremende attese e girarsi la fiera con me. Ma soprattutto l'auditorium. Un regno del confort come nessuno mai. L'abbiamo amato più e più volte. Una sicurezza per le nostre schiene piene di dolore. Comunque grazie a Paola non solo perchè ha aumentato la mia autostima. Grazie a lei perchè sembra apprezzare, e non poco, la mia parlata italiana con accento napoletano(che qualcuno mi scherniva), grazie a lei perchè si preoccupava ogni volta che stavo male, grazie a lei perchè ha riempito tre giorni di Lucca con i suoi gridolini di entusiasmo come: "che romantici", "che dolcissimi" e così via. Grazie a lei per le panchine cariche di chiacchiere. Grazie a lei per i discorsi sui telefilm stranieri e su Friends, grazie a lei perchè è raro che una persona conosciuta in soli tre giorni sia capace di farti sentire così bene. Anche se si è scelta un individuo vergognoso come il Diggi al suo fianco.
Un grazie, di nuovo, a Sebastiano per l'ospitalità, la cordialità e la fiducia. Dare le chiavi di casa ad un fumettaro immerso nel suo mondo è un rischio che, per fortuna, è stato ben ripagato. Ovviamente chiedo scusa per l'incomprensione dell'ultimo giorno che, purtroppo, ha portato ad un ritardo nel suo viaggio verso Pisa. Credo sia stato ripagato dal risultato di quell'assurda partita di calcio vissuta alle 18 di Sabato che io, in cuor mio, ho vissuto con tanta ma tanta tristezza.
E un grazie, sincero, va a quell'idiota disumano che risponde al nome di Francesco Savino. L'autore del Numero 24 di Nemrod che a Lucca è andato a ruba. Tanto a ruba che le scorte son finite subito e allo stand della Star Comics dicevano che non era mai arrivato. Che lenza i venditori della Star. Loro si che trovano le parole giuste.
Comunque, a parte gli scherzi e i ragionevolissimi sfottò, grazie al Diggi perchè è un vero amico, innanzitutto. E' colui che ha fondato la rivista "Fumettaro 2000" e, ogni tanto, mi rende partecipe di tutti i gossip assurdi che circolano. E' colui che odia a morte un determinato autore e il suo unico obiettivo è sconfiggerlo. E' colui che inventa l'uomo-uovo, un mito che ha fatto parte di noi non solo per tre giorni ma continuerà a seguirci per una vita intera. E' colui che prima offende gli altri per alcuni modi beceri e poi lui diventa ancora più becero. E per questo lo ringrazio. Per tutto ciò. Perchè è la copia esatta di quest'omino dal nome di Davide Paolino. Quasi due metri tutti e due. Idioti tutti e due. Colpevoli, da quasi due anni, di aver aperto un blog che contiene non solo le nostre vite e idee ma anche la nostra essenza. Un blog che, si può dire, non è seguitissimo ma tiene botta. Grazie a tutti e due ovviamente.
Ma grazie a te, Francesco, per l'accompagnamento notturno all'autobus, grazie per i molteplici "ti odio" e "non ci provare con la mia ragazza". Grazie per le novità che solo un redattore capo di "Fumettaro 2000" può sapere. Grazie per avermi fatto fare duecento risate leggendo alcuni soggetti gonfi di errori. Grazie per avermi dato l'opportunità per parlare con la mia lei via webcam. Grazie per essere, almeno tu, l'autore che è stato pubblicato su un fumetto a rilevanza nazionale(almeno così si dice, le prove non si vedono!). Grazie, perchè la visione della tua faccia alla vista di Poli che si alza per salutarmi tutto felice, non ha prezzo. Grazie perchè ci sei, ci fai e ne sei pure ben fiero. Grazie per alcune cose che avrei preferito non sapere. Grazie per l'ospitalità di Sabato sera in camera. Grazie per gli insulti che, ovviamente, ho restituito con gli interessi. E grazie perchè sei un coglione ma un coglione così amichevole non l'avevo mai visto.
Grazie a tutti. E se me ne sono scordato qualcuno fa nada. Ho ancora tanto sonno. Domani o dopodomani posterò alcune foto vitali per la buona riuscita di questo forum.
Ps: Credevate che me ne fossi dimenticato? Ma manco per sogno. Ringrazio la mia Carmen di aver sopportato questa mia fuga verso fumettolandia. Ringrazio lei per le molteplici chiamate, per la tristezza che traspariva dalla sua voce, per le sue lacrime quando stavamo in web-cam. Tutto ciò, sempre più, mi fa capire come questa ragazza non riesca a stare senza il sottoscritto. Ti amo come non mai piccola mia. Ovviamente, come al solito, sono finito per far diventare un post di riepilogo in qualcosa dedicato sempre a lei. Come tutto ciò che faccio, d'altronde.
domenica 1 novembre 2009
Dieci


E arrivamo, con una rapida esultanza, al giorno del nostro decimo mesiversario. Ebbene si. Nelle coppie gggggiovani si festeggiano i mesi. E per noi, dato che siamo così intelligenti da fidanzarci il primo dell'anno, ogni inizio mese è una festicciola. Anche oggi che non è una così bella giornata per la cultura cattolica. Sempre molto lugubre il Primo Novembre. Indi contrappongo un po' di entusiasmo e felicità che mi sprizzano da tutti i pori. Ebbene si, c'ho i pori che scaricano emozioni. Me li dovrei far controllare.
Comunque, piccoli miei, in questo momento, ora in cui ho messo il post, sono in viaggio di ritorno. E la cosa bella è che ora che sto scrivendo non so neanche dove devo ritornare. C'è possibilità, infatti, che la mia destinazione di arrivo dovrà essere Roma e tutto ciò mi farà capire che vedrò la mia piccola ragione di vita ancora più tardi. Non sono belle cose.
Indi, in un modo o nell'altro, dobbiamo pur festeggiare codesto giorno e, non potendo portare caviale e champagne nella sua dimora come faccio ogni santissimo mese(chi afferma il contrario ha assolutamente ragione!), decido di donarle un'altra poesiola(non sbuffate là dietro) colma d'amore e di noi. Cercherò di rovinarvi ancora la lettura perchè la scriverò in un modo diverso dal solito( e se qualcuno dice: "Quindi stavolta la scriverai bene" è un gran burlone!). Anche se, una volta, già la feci e mi riuscì, credo, decente. Insomma, piccola mia, buon decimo mesiversario e non ti preoccupare, sto tornando da te.
Ogni matin me sceto cu nu sul penzier:
ogni matin aspett l'or pe te parlà,
aspett o' tiemp e t'abbraccià.
Ogni jurn accumenc a stess'a manera:
me aizz r'ò liett e aspett'a te.
Aspett'a voce toja,
aspett'a vocc'a toja,
aspett chell' che tu si p'e m'è:
l'unica ngoppa a tutt'e quante,
l'unica ca mi fa sent'ì important.
E non mi chied maj nient'e stran,
non vo' nè aniell e nè brillant.
Non vo' niente r'a m'è:
vo' sul puterme verè,
vò sul puterme tuccà,
vò sul abbracciarm
e, si foss pe ess,
nun me vulesse maj lassà.
Traduzione per i non bilingue:
Ogni mattina mi sveglio con un solo pensiero,
ogni mattina aspetto l'ora per parlarti,
il tempo per abbracciarti.
Ogni giorno inizia allo stesso modo,
mi alzo dal letto e ti aspetto.
Aspetto la tua voce,
aspetto la tua bocca,
aspetto ciò che tu sei per me:
l'unica fra tante,
l'unica che mi fa sentire importante.
E non mi chiede mai niente di strano,
non vuole ne anelli ne brillanti.
Non vuole niente da me,
vuole solo potermi vedere,
vuole solo potermi toccare,
vuole solo abbracciarmi
e, se fosse per lei,
non vorrebbe mai lasciarmi.
Ps: Anguriule bella mia!
sabato 31 ottobre 2009
Uniti e amati


In molti mesi che ho conosciuto la mia modesta e tanto onesta pare ragazza, ho scritto decine e decine di post incentrati sulla sua persona. E meno male. Significa, secondo il mio modesto parere che prendo sempre in considerazione, che lei mi ha così migliorato l'esistenza che non vedo l'ora di ringraziarla con poesiole, canzoni, semplici riflessioni e tanto altro. Vivo per farla ridere, vivo per farla sentire felice. Le ho dedicato persino un'opera epica. Andatemeli a trovare fidanzati che scrivono opere epiche per la propria donna. Manco Stephen King. Manco Omero. Manco Mango, secondo me. Comunque non sono qui per vantarmi, o perlomeno voglio vantarmi poco poco.
Ho fatto di tutto e farò di tutto per quell'eccelsa signorina. Per quell'amore che lei, dal 1° Gennaio di quest'anno, ha deciso di donarmi. A me. Uomo qualunque sulla faccia della terra. Da lei. Donna meravigliosa che ispira fiducia e speranza nelle persone che le sono accanto. Per lei ho fatto tanto. Mi manca ancora una cosuccia ma credo che, se mi ci impegno, un giorno ci riuscirò. Non potrò farmi scarrozzare per sempre.
A lei, comunque, ho dato tanto. Amore, in primis, condito di fiducia, gentilezza, complimenti ad ogni ora del giorno, coraggio e, certe volte, l'ho abbracciata forte. L'ho stretta quasi a me, quando stava male. Quando piangeva e non sapeva come fare. E io non avevo argomenti con cui tirarla su. Un abbraccio e stava meglio. Un dolore che si assopiva pian piano, non pensavo che il mio torace fosse così miracoloso. Ma sono belle scoperte. Comunque questo piccolo componimento è per ringraziare quella "tipa" che mi ha cambiato la vita. Grazie piccola.
Dolori e dissapori, hanno
animato i nostri cuori.
Vita e costanza, hanno
innalzato la nostra speranza
di una storia sempre pulita
e, di un'esistenza, più unita.
Essere ciò che siamo è normale.
Contare su di noi, quasi banale.
Amarci per la vita o vivere per amarci.
Rimanere lucidi senza mai odiarci.
Migliorare un sentimento ogni giorno
e sentirci felici perchè, di
noi, abbiamo bisogno.
Ovviamente solito trucchetto laterale che, ormai, è noto a tutti.
La foto è per dire: "Io sono lì ma penso solo a ti!"
venerdì 30 ottobre 2009
Scambio


Questa è una "canzone" che scrissi per lei, la mia musa, quando ancora non ci eravamo, come dire, uniti in sacro vincolo...no, suona brutta. Ricomincio. Questa è una canzone, blablabla, che scrissi per lei quando ancora non era nell'aria l'idea di una nostra unione. Cioè nella mia aria c'era eccome, nella sua può darsi ma ancora non lo dava molto a vedere. Comunque scrissi questa specie di canzone e gliela inviai, chiedendole di musicarmela. Ebbene si, è una ragazza portata per la musica ed è pure capace di suonare il pianoforte. Anche io so farlo suonare ma credo che suonare tasti a caso non significhi necessariamente quello.
Comunque le inviai codesto testo che, lo capirebbe anche Sandro Bondi, era dedicato a lei. Non so se lei lo capii, o se abbia fatto finta di non capirlo, fatto sta che è rimasto inutilizzato per tanto tempo. Ora mi rendo conto che la canzoncina è molto giovane-style. C'è miele per tutte le carie del mondo. Moccia a me mi fà un baffo. Così mielosa che mi sono detto: "Tu quoque Davide, mi scrivi sta roba?". E mi risposi: "Ebbene si, per ammore si fa di tutto. E per fortuna che lo feci", aggiungo. Perchè ora ho ciò che più desideravo e nessuno dovrà mai portarmela via. Ah, com si deve fare. Finisco sempre per fare post melensi e pieni di zucchero a velo. Sono cotto. Si. Lo ammetto. Ve ne eravate accorti? Che perspicacia!
Ho freddo nelle ossa,
aspetto una tua mossa,
anche se non sai,
il bene che mi fai.
Attendo il mio istinto,
ho paura che sia finto,
che magari non esista,
che è solo nella mia testa.
Ti guardo da lontano,
ti osservo da vicino:
per me sei una chimera
ma forse più che vera.
E, per giunta, assai sincera.
Più sincera di chiunque altra,
migliore di ogni botta che ho avuto
di ogni dolore che ho vissuto.
Più vera di un’emozione,
di ogni felice sensazione.
E , forse per questo, io
ti scrivo una canzone
Rit: Solo rime per i tuoi occhi,
per ogni volta che mi tocchi.
Solo rime per il tuo viso,
per ogni tenero sorriso.
Una canzone per un amore.
Cosa c’è di più banale?
Una canzone per un sapore,
che non ci fa poi male.
Le parole si scrivon liete,
forse san del loro fine,
Vivono per fermare una sete,
qualcosa che vedon già finire.
Ma non voglio tormentarvi
su pensieri e atroci dilemmi.
Per te riesco persino ad intuire,
quello che finalmente ho da dire.
Rit: Solo rime…
Ed in questa vita incasinata,
ormai tu sei diventata
il centro del mio mondo,
ma aspetta ancora un secondo...
Ormai manca poco.
No, non è solo un gioco.
È un sentimento che ho dentro,
quindi attendi ancora un momento.
Solo due dolci parole
stra-usate, si sa, da sole:
È un “ti amo” che non riesco a pronunciare,
ma che tu puoi riuscire a capire
solo guardandomi negli occhi,
e, sperando, che il cielo mi sblocchi…
Rit: Solo rime…
giovedì 29 ottobre 2009
Come la neve non sa...

Saranno 3 i giorni in cui non vedrò colei che mi ha cambiato l'esistenza. E mi fa male non poterla abbracciare, baciare, stringere forte a me e parlare per ore con lei. Quindi, da romanticone che non sono altro, il blog continuerà ad aggiornarsi. Con cosa non ve lo dico ma, pur essendo lontano molti chilometri dalla mia Caserta immerso nelle atmosfere goliardiche di Lucca, questo spazio web vedrà nuovi aggiornamenti. In conclusione: li scrivo tutti insieme e li programmo giorno dopo giorno. Che lenza che sono.
Iniziamo da ciò:
Solo per te
convinco le stelle
a disegnare nel cielo infinito
qualcosa che somiglia a te
solo per te
io cambierò pelle
per non sentir le stagioni passare
senza di te
come la neve non sa
coprire tutta la città
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
come la neve non sa
coprire tutta la città
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
è per te
è per te
è per te
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
E' la canzone che cantavamo quando ancora non sapevamo che la nostra sarebbe stata una storia d'amore. In mezzo a tutta la città solo la tua voce arrivava alle mie orecchie, solo il tuo viso arrivava ai miei occhi. Ne è passato di tempo da quel momento. Più di un anno. Ne son successe di cose. Ora ho te. E non potrei sentirmi meglio.
venerdì 23 ottobre 2009
La Carmenide - "E fine fu" (Puntata Ventiquattro - Ultima!)


Mini-prefazione(perché le ultime indagini di mercato rivelano che ciò che state leggendo è molto interessante indi se lo allungo all’infinito il vostro interesse, per ciò che c’è dopo, aumenta a livelli vertiginosi quasi come quattro elefanti che dondolavano sopra il filo di una ragnatela e, visto che la cosa si faceva interessante, andarono a chiamare un altro elefante che prima erano in cinque a ballare l’hully gully adesso siamo in sei a ballare l’hully gully. Che manco so, alla fin fine, come si balla sto cavolo di hully gully. Figuriamoci in bilico su una ragnatela): La visione di quest’opera è accessibile a tutti. Vecchi, adulti e bambini. Nessuno escluso. Neanche gli animali. Nessuno nessuno. Neanche a Patty[1], pensate un po’!
La visione di quest’opera è sicuramente una delle cose migliori che potete fare in questo momento. Ovviamente a parte mangiare, bere, dormire, fare all’amore, ballare, correre, giocare a calcio, insultare la tivù come se la partita che sta facendo sullo schermo fosse davanti ai propri occhi, guardare le nuvole, guardare il cielo, guardare la pioggia, parlare, giocare, divertirsi a buttare cocomeri sulla gente, fare leggi ad personam, ruttare osservando il tramonto, saltellare insieme al proprio cane, accarezzare gatti, sparare zombie e soprattutto creare la pietra filosofale. Se, invece, quest’ultima cosa l’avete già fatta ditemi dove abitate che vi vengo a trovare con un’armatura.
La visione di quest’ultima puntata risponderà ad uno dei quesiti più stressanti degli ultimi sei mesi: si, sta baggianata finisce oggi! Alleluia.
Personaggi e mozioni:
Mang’isse: Il protagonista principale di codest’opera. Non bello come Raul Bova, non intelligente come Dario Fo, non simpatico come Daniele Luttazzi, non tenebroso come Gabriel Garko, non forte come Brad Pitt, non impegnato come George Clooney, senza giacca e cravatta come Nino D’angelo, ma con un particolare che tutti loro non hanno: conosce l’autore. Ed è per questo che è il protagonista. Sennò che motivo c’era?
Master: Lo scudiero, il nobile procacciatore di talenti. Colui che tutto vede e tutto provvede. Colui che capisce ciò che nessuno capisce. Colui che, in 23 puntate, è stato sbeffeggiato, insultato, rovinato, distrutto, svergognato, ma si è sempre rialzato. Sarà per il fatto che non è mai stato colpito alle gambe. Ecco la soluzione!
Turkodur: Presenza non presenza. Unico vero personaggio inventato dell’opera che sia resistito. Diciamo che trascende l’intelletto dell’autore e lo incanala in una personalità non affine alle direttive dell’intera storia. Insomma: non so cosa ho detto.
Lucaborrasso: Animale mitologico di dubbia utilità. E’ risultato un abile alleato e un abilissimo ingozzatore di cadaveri. Ha così tanti fan che si potrebbe creare una serie solo su di lui.
Tommy Show: Ex reggente, ex cappellano, ex calciatore, soprattutto. Ormai è sul viale del tramonto. Ha perso un regno, una casa, un popolo, ma ha guadagnato Mang’isse, Master e Turkodur. Che brutta fine.
RimPattule: Donna( questo è sicuro). Ragazza del Mang’isse(diciamo…ma va bene pure ciò). Intelligentissima(ah ah ah). Solitamente paziente(uah uah uah). Amante dei luoghi calmi(ahr ahr ahr su le maniiiii!). Decisamente un tipino difficile da trovare(questo l’è sicuro, per fortuna!). Egocentrica(nei modi giusti). E sempre sorridente(almeno un pregio, và, per gentilezza!).
Carmenide: Essere femminile di eccellente aspetto esteriore, mirabile bellezza interiore e sconvolgenti capacità di far impazzire autori di opere epiche. Ha classe, spara battute sempre più vergognose(colpa dello squinzio), e migliora sempre più nell’arte illustrata. Ha forza, grazia e bellezza. E ogni tanto se la crede pure!
RappAlessio – Ego 2.0: Giullare o cantante di corte. La prima parte della sua persona elabora rap improvvisati di dubbia felicità. La seconda semina tristezza. Non si sa quale delle due sia meglio.
Cocco Siffredi: Ex personaggio fondamentale dell’opera. Poi è deceduto(nell’opera, ovviamente), indi nessuno se lo ricorda più. Che brutta fine.
Cimichele: Ex re di Liga-bua(poi divenuta Croccantina Prima sotto le redini del perfido gatto Figaro), ora Re di SuperSantos. Attende la sua incoronazione. E’ il cattivo dell’opera perché così mi andava.
E poi perché i Fichi d’India erano troppo brutti e avrebbero spaventato i bambini.
Cimichele intanto, per puro diletto
l'alme del Cocco estinto a sé chiamava.
Tenea il bello in man Pallone d'oro,
che i mortali(maschi) i sogni presenzia,
sempre che lo bramino, e li dissonna ancora.
Con questo conducea l'alme chiamate,
e il Cocco, disperato, lo segua.
“Chi è che mi chiama dal mio sonno eterno? Stavo, giustappunto, sognando la nuova avventura di Naruto! I miei Fansi[2] mi reclamano!” – chiese il fantasma del Cocco, richiamato in vita dal nuovo re.
“Ma tu chi sei? Io ho richiamato a me Pamela Anderson. Che me ne faccio di te? Manco un’evocazione buona mi riesce di codesti tempi…” – rimuginò affranto Cimichele.
“Sono Cocco Siffredi, ex cavaliere di ventura di questo mondo passato. E amico, anche dopo la mia dipartita, di nobili eroi che adesso vagano alla ricerca di un certo Cimichele.” – rispose l’essenza.
“Cimichele dici eh? E che vogliono sti tipi da questo vergognoso uomo?” – chiese il malvagio re, avvertendo un sottile pericolo.
“Sicuramente non giocare a carte, oh mio evocatore. A proposito, qual è il tuo nome?” – domandò lo spirito, rimbambito come era in vita.
“Il mio nome? Il mio nome? Eh…mica è facile…fammi pensare…il mio nome…non c’è un’altra domanda?” – sudò freddo mentre lo diceva, non gli sovveniva alcun particolare identità.
“Uhm vediamo…perché hai, sulla tua vestaglia, le iniziali
“Ehm…mi chiamo Carlo Conti! Sisi. Carlo conti. Questo è il mio nome. Ma ora basta parlare di me. Parliamo di te. Come mai quest’uomini bravi e coraggiosi vogliono combattere contro Cimichele?” – chiese, salvandosi in calcio d’angolo.
“Mah, in effetti non lo si è mai capito, ma vabbè, tutta quest’opera non ha senso indi un problema in più o uno in meno non gli si fa caso! Ma ora scusami che ho la fan fiction sul fuoco.” – e si congedò.
“No, aspetta. Rispondimi almeno a codesta domanda…” – lo chiamò, disperatamente e lo spirito riapparve. – “Dimmi, così per curiosità, se hanno scoperto qualcosa su un certo portale. Ma così, per sentito dire eh!” – chiese, sudando ancora di più.
“Portale? Non so di cosa tu stia parlando. Anzi, in ventitré puntate non si è fatta minima menzione su nessun portale. Lei ne sa qualcosa signor Conti? Ma poi, lei, non era abbronzatissimo?”
“Mi sarò fatto la lampada al contrario!” – si salvò, ancora una volta.
“Giusto. Non ci avevo pensato. Arrivederci e legga le mie fiction su Naruto. Mi cerchi sul pazzo web, mi chiamo Naruxhina!” – lo avvertì.
“Ma certo, è la primissima cosa che farò! – e l’anima del Cocco svanì – prima di uccidermi urlando “kawabonga” su un letto pieno di chiodi!” – e rise, felice di aver scoperto che qualcuno era sulle sue tracce, una notizia che lo poneva in netto vantaggio nei confronti dei suoi nemici, chiunque siano. E, contento e felice, si diresse verso il suo nuovo comodo giaciglio per riposare un po’ prima dell’incoronazione.
Intanto, alle porte della città, i tre eroi e mezzo stavano cercando un modo per entrare senza farsi scoprire. Tommy Show era molto conosciuto e sarebbe stato molto difficile rientrare senza un adeguato travestimento. Il Master, invece, era sicuro che tutti lo avrebbero fatto entrare data la sua immensa notorietà. Arrivarono, tutti, davanti all’ingresso principale, lì li attendeva una sola guardia. Tommy Show decise di nascondersi dietro l’enorme mole di Turkodur[3].
“Altolà!” – urlò il milite, decisamente molto basso – “Presentatevi e dichiarate il motivo del vostro ingresso nella nostra città.”
“Gentili e amici miliziani. Sono qui giunto, dopo un lungo viaggio, con i due lord qui presenti, il mio borry e un altro mio sempiterno e fraterno amico, che, per puro sollazzo, si sta nascondendo dietro alcune fronde. Sono il nobile Master della casata dei Due di Picche. Mi conoscete sicuramente no? Indi, cari amici, vi prego di concederci l’ingresso alla magione e di poter, per cortesia, rifocillarci dopo questo lungo viaggio che abbiamo fatto solo per poter salutare l’avvento del nuovo re.” – disse Master con cauta gentilezza. Peccato per lui che un’altra guardia stava arrivando con nuove notizie.
“Non è consentito l’ingresso di alcuno visitatore. Ordini di Cimichele Primo in persona.” – annunciò quasi annoiato.
“Ma come? Io sono il nobile Master. Sono conosciutissimo. Il meraviglioso Cimichele non credo blocchi l’entrata a persone di alto lignaggio come il mio. Sarebbe molto strano. Vero miei lord?”
“Giusto!” – rispose Mang’isse fissando il vuoto.
“Giustissimo!” – gli fece eco Turkodur, che aveva capito al volo la situazione – “Anzi, mi permetto di dirvi che codesto atteggiamento è sintomo di una richiesta di guerra contro il nostro regno. Indi, purtroppo, mi trovo costretto ad inviare il Borry messaggero verso l’armata che, guarda caso, mi segue ovunque vada e attaccare codesta città. Che disdicevole situazione.” – affermò il mozzo or diventato lord.
“Eh, quello che ha detto lui!” – disse Mang’isse che ancora si dannava per non conoscere il significato di “disdicevole”.
“Lord o non lord, armate o non armate da qui non si passa, belli miei. La città è off limits, chiusa, sbarrata. L’avete capito o ve lo devo far capire con la forza?” – minacciò loro il guardiano assonnato.
“Ma non avete capito chi sono io? Io sono Master!!!! Capito?? Le mie avventure vengono narrate in tutte le locande, per mari e per monti. Io sono colui che veglia sui vostri sonni, io sono il vostro unico salvatore. Io sono invincibile!” – si esaltò, dall’alto della sua magnificenza.
“Master eh? Ma certo. E’ vero. Il tuo nome è narrato in ogni taverna di tutti i regni. Tu sei quello del 3 su 2!!!! Sei un benemerito idiota lo sai? Oh mio Jufka. Faros, adesso hai capito chi è?” – fece il piccolo guardiano all’altro.
“Ma certo. E’ quello che non acchiappa una squinzia manco se piange per ore e ore. Mi ricordo un aneddoto sulla sua nemesi, il Cocco Siffredi.” – rivelò – “Tempo fa, Master disse che se il suo nemico avrebbe mai avuto una ragazza prima di lui, il qui presente idiota si sarebbe privato dei gioielli di famiglia!” – e sghignazzò felice.
“Povera tua mamma eh Master?” – disse Mang’isse, conscio di non aver capito di cosa stessero parlando.
“Eh si. Povera lei.” – gli diede corda il lord, ormai rosso di vergogna.
“Ehi, sagoma. Se racconti a tutti la storia del 3 su 2 facciamo passare tutti voi, basta solo che dite che siete qui da prima della chiusura.” – propose Faros, la guardia.
“No. Non intendo farmi trattare così!” – urlò Master, poi notò tutti gli altri pronti a picchiarlo e cambio idea – “Allora…la storia iniziò così…”
Tempo fa mi trovavo nella mia cittadina: Pottera. Vivevo felice la mia esistenza da giovane pulzello pieno di soldi e fascino. E niente risate su ciò.
Comunque frequentavo la scuola degli alti consiglieri e, puntualmente, ogni giorno ci provavo con qualsiasi e qualsivoglia signorina.
Il primo giorno riconobbi la figlia della mia ex professoressa dell’istituto superiore. Ero invaghito di lei e attaccai bottone.
“Ehi ciao.” – le dissi.
“Ciao…” – mi rispose lei visibilmente stufata.
“Scusami, ti è caduto un bottone, posso attaccartelo?” – gli chiesi.
“Fai come ti pare, idiota cerebroleso.” – mi rispose lei con l’aria di chi sa che sono l’uomo giusto per la sua vita.
Comunque niente. Non riuscii a concupirla. Il giorno dopo, indi, ci provai con un’altra. Si chiamava Malene. E furono rose e fiori. Avevamo tutto in comune, tutto. Era una così dolce ragazza, così attenta e così attraente. Avevamo gli stessi interessi e gli stessi interessi fino a che non mi disse che già era promessa sposa di un omone di due metri per 120 chili.
“Ma…non c’è spazio per me nella tua vita?” – gli chiesi.
“No.” – mi rispose senza mezze misure.
“Niente niente? Neanche un buchino?” – provai ancora.
“Pervertito!!!! Hai la fortuna che il mio amore sta raccogliendo banane per la sua tribù.” – e non le chiesi più altro. Alcune volte penso ancora che stia con uno scimmione, ma andiamo avanti.
Dopo giorni tornai a scuola e notai una così delicata pulzella simile alla seconda con cui ci provai ma con alcuni particolari che la rendevano ancora più intrigante. Aveva un velo davanti agli occhi per proteggersi dal sole cocente. Era, sì, simile alla piccola Malene ma aveva un qualcosa in più. Subito mi avvicinai.
“Ciao, è la prima volta che passi per di qui?” – le domandai, gonfio di autostima.
“Cosa?” – mi rispose.
“Cioè, è la prima volta che vieni in codesta scuola. Non mi sembra di averti mai visto. O, perlomeno, sei già venuta altre volte senza velo, magari?” – provai a spiegarmi meglio.
“Master…sono Malene.” – e la sorpresa per me fu grande. Insomma, ci avevo provato per due volte con la stessa ragazza pensando che ne fosse un’altra. Da quel giorno lasciai la scuola e partii per l’avventura. Ancora oggi immagino tutte e due le ragazze con i loro scimmioni dorati a deridermi, nelle loro tende piene di indumenti gettati a terra. E mi sento terribilmente solo e idiota.
“Contenti adesso?” – chiese Master affranto.
“Contentissimi!” – dissero i due sghignazzando per ore – “ Entrate pure. Anche il vostro amico che gioca a nascondino. Prego prego! Che sagomaccia che è quest’uomo!!!” – Indi, grazie all’intervento, abbastanza strano, del Master, la truppa riuscì ad entrare in città. Per un ultima decisiva avventura.
Intanto il malvagio Cimichele era sul suo trono pronto a giurare per l’incoronazione. Il suo fidato assistente Stampella gli diede il discorso che aveva preparato con tanto amore. Il nuovo re, dopo aver osservato per l’ultima volta la foto del suo amato Figaro straiato sul dorso, iniziò a parlare.
“Oh, Figaro mio…perché mi hai tradito?” – disse sottovoce, solo in pochi lo udirono – “Eri così puccettoso…” – stavolta alcuni risero. Per fortuna, all’improvviso, Cimichele si riprese.
“Era un problema tecnico. Ora il vostro e nostro nuovo Re Cimichele Primo ci delizierà con un grande discorso!” – annunciò Stampella salito, per un attimo, sul palco.
“Violentami, violentami, violentami, miao! Oppure lasciami perdere, vattene subito, ciao!” – disse il regnante sconvolgendosi delle sue stesse parole. – “Ma che benemerita idiozia hai scritto?” – urlò al suo attendente.
“Le parole di una meravigliosa canzone che amo a tal punto da cantare in ogni attimo della mia giornata. Non è vero. In realtà volevo farti provare vergogna e farti deridere!” – gli rivelò.
“Perché? Stampella, perché?” – chiese disperato.
“Ah ah ah. Non lo intuisci? Perché sono un seguace di Figaro il Supremo e sono venuto con te solo per rovinarti la vita. Uah uah uah.” – e rise sguaiatamente per delle ore.
“Ecco, mai che si trovi una servitù come si deve. Che tempi!” – si intristì il re.
“Fermi dove siete!!!” – urlò un uomo tra il pubblico – “Quest’uomo non deve regnare! Quest’uomo è Satana in persona!”.
“E ci mancava pure questa! Dovevo leggere il mio oroscopo oggi. Sicuramente diceva: “Niente cerimonie di incoronamento, potrebbero esserci delle sorprese”. E comunque basta con le lusinghe che mi emoziono.” – si divertì, quasi, Cimichele.
“Tu, tu non meriti di essere su quel trono. Io sono il vero regnante di SuperSantos!!! Io, Tommy Show!” – e si rivelò al pubblico che subito fece una ola di bentornato.
“Vero.” – gli fece eco Master – “Solo lui merita quel trono. E tu, malvagio essere, torna da dove sei venuto e restaci. Il tuo piano diabolico verrà fermato. Ho sempre saputo ciò che tu volevi fare. Ho sempre saputo che miravi a possedere questo regno per poi combattere contro la Casa Forrester e diventare uno della loro famiglia così da spupazzarti mogli, figlie, nipoti, suocere, consuocere e chi più ne ha più ne metta! Pervertito!” – lo accusò il lord Master dei Due di Picche.
“Posso dire che non ne hai azzeccata mezza?” – gli rispose Cimichele.
“Giusto, in effetti questo è il mio piano.” – si corresse il Master. – “Ma sicuramente non sei qui per caso”.
“Ho io la soluzione”. – rivelò Mang’isse. – “In realtà, per supposizioni eh, Cimichele è qui perché ha capito l’importanza strategica del regno di SuperSantos nello scacchiere del regno. Da questo punto può udire tutto ciò che succede dalla Casa Forrester e diramare le vicissitudini e gli alterchi di quella famigliola molto strana come se fosse uno sceneggiato, dietro adeguato compenso, alla nazione. E non solo. In questo particolare territorio, qui dove noi ora perdiamo tempo amabilmente, c’è uno strano portale dimenticato da chissà chi, chissà quando anni fa. Questo strano oggetto a forma circolare e pieno di luce blu si dice che porti su altri mondi, su altri tempi, su altri dimensioni. Il perché di perché, appunto, ci sia st’oggetto è motivo a me non noto ma l’importante è che ci abbia azzeccato!” – disse, tronfio di gioia.
“Eh, lui si che ci ha preso.” – Così dicendo, il feroce Cimichele, gli alzò la mano. –“Finalmente abbiamo un campione!”.
“Modestamente il Sabbino, stanotte, mediante il Lucaborrasso mi ha detto tutto. Per fortuna che, almeno lui, sa qualcosa di codesta trama.” – affermò l’eroe vittorioso.
“Indi tutto è bene ciò che finisce bene?” – chiese Turkodur.
“Eh no.” – urlò una voce femminile dalla folla. –“Bene un corno. Te ne vai per ventiquattro episodi e non mi dici neanche “ciao” eh? Brutto essere schifoso inutile e cerebroleso. Io ti tiro cinqucient capelli!!!” – si adirò RimPattule che si ritrovò, chissà come nella piazza della città.
“Merito mio! E del mio teletrasporto.” – affermò Carmenide che spiegò la situazione.[5]
“Oh cielo, la mia squinzia! Io ne ho tanta paura. Quella mi fa lo strascino[6].” - provò a scappare ma la terra tremò.
“Cosa succede?” – gridarono tutti insieme nel medesimo istante, quindi, dopo il flic e floc gigante ritornarono ad avere paura.
“Il portale si sta aprendo, ci sta inglobando tutti. Stiamo per andare via!” – urlò Maestro Travaglio, un personaggio così importante da non essere mai stato nominato.
“Via dove?” – chiese Master.
“Via con chi?” – chiese Mang’isse?
“Via col vento?” – scherzò Turkodur.
“Via convento?” – si accodò Cimichele.
“Via in un momento.” – affermò il lucaborrasso tra lo stupore generale.
E tutti svanirono. Un’unica voce si udì nel momento in cui la luce inghiottì l’intera città:
“Nooooo! Il cliffhanger[7] nooooooo!!!!”
Ma purtroppo così fu.
[1] Ovviamente parlo della Patty protagonista della mirabile sit-com argentina: Il Mondo di Patty. Che assurda scemenza.
[2] Plurale di Fan.
[3] Ma non diteglielo di persona che è grasso. Si offenderebbe.
[4] E sta storia, anche se romanzata, è tutta vera!
[5] Tanto ormai era già stato usato una volta. Due non faceva niente.
[6] Sarebbe una “paliata” molto dolorosa.
[7] Spiegazione termine qui!
L’opera è terminata col botto. Con un bel po’ di roba in più e tanto ma tanto ma tanto divertimento. No? Fa niente. O terminava o faceva ridere. Scegliete una delle due. Ah, ora vi va bene eh?
Appuntamento a settimana prossima con la seconda intervista all’autore, quel prode Luttazzi4ever che si è sobbarcato 6 mesi di lavoro duro per arrivare a quest’assurdo finale. Indi arrivederci a breve e non preoccupatevi, il finale aperto non significa, per forza, che ci sarà un’altra serie. Dormite pure sonni tranquilli.

