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sabato 19 gennaio 2013

La morte (non esiste più)



Sabato. E' sempre difficile scrivere qualcosa di sensato al sabato. Per questo blog anche nel resto della settimana ma il sabato è pesante. Il sabato è sfiancante. Ma non più della domenica. Quella ricerca forsennata del divertimento, cosa che accade anche di sabato sera, che se poi quando lunedì torni a lavoro e non hai storie da raccontare, non sei nessuno. O forse hai capito come escluderti dalla massa prima che essa ti faccia troppi danni.
Ma fa niente. Andiamo oltre.
E' sempre difficile scrivere di sabato, ho detto, e l'ho pure ripetuto. Quindi oggi lascio che a parlare sia la musica, quella bella, ed io vedo di pigliarmela ancora di ferie.

Questo è il nuovo singolo dei Baustelle. In attesa dell'album che uscirà a fine Gennaio. Sarà un successo? Credo di sì. Li andrò a vedere dal vivo? A teatro no (più di 30 euro di biglietto si spendono solo per gli Elii). Ritorneranno a fare concerti con un pubblico di venti persone come accaduto a Macchiagòdena? Credo di no. E credo che per loro sia meglio così. Soprattutto da ora che Bianconi sembra persino essere intonato. Che progressi!

Nei tramonti dentro
gli occhi tuoi
e lungo i viali
di Parigi o di Los Angeles
ritrovo il mondo,
nei fiori di campo
e nei passeri se nevica,
li vedo campare
senza niente da mangiare
osservo Dio, lo lascio fare.
Certe notti da nevrastenia
da soffocare
apro la finestra
e volo via
si fa per dire
Come la ginestra
nata sulla pietra lavica
mi vedo lottare
come mosca nel bicchiere
eppure Dio, lo lascio fare
La morte non esiste più
non parla più
non vende più
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni
e le parole.
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano
a lasciarle stese al sole.
Stringimi le mani,
non è niente,
che la guerra passerà.
Certi inverni freddi
certi guai
mi fan paura,
prego nel restare
ancora qui
mi illudo ancora.
Poi improvvisamente
arrivi tu
sorridi e penso che
non ho più timore
lascio correre
il dolore
non c’è più
e niente muore
baby
La morte non esiste più
non parla più
non vende più
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni
e le parole.
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano a lasciarle stese al sole.
Credimi,
morire non è niente
se l’angoscia se ne va!
La morte non esiste più
non compra più
non vende più
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni
e le parole.
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano a lasciarle stese al sole.
Parlami d’amore,
nonostante la stagione che verrà.

domenica 9 settembre 2012

Beatles, Rolling Stones e Bob Dylan



I simpatici problemi tecnici di cui parlavo in codesto post non sono ancora stati risolti, ma inserisco almeno qualcosa sul blog che mi fa male non vederlo aggiornato per così tanto tempo. Ovviamente sto parlando di una canzoncina e per l'esattezza di una di quelle del simpatico complessino che ben pochi conoscono, o fanno finta di non conoscere. Per il resto, per aumentare un po' il brodo, posso elencarvi il contenuto della mia agenda per la prossima settimana:

Venerdì: Forse vado a Taranto per gli Elii.
Sabato: Se ritorno da Taranto vado dritto dritto in clinica per ricovero.

Sì. E' molto impegnata, come ogni santissima settimana da quando è caduto quel meteorite sul pianeta Namek. Ma so che voi non ne sapete niente perchè questi assurdi telegiornali italiani comandati dalla Casta falsano le notizie. Per fortuna un comico che non sa niente di politica ci salverà.
Anche se io avrei preferito Iron-Man.

Dieci baronetti come te si trovarono un giorno convocati da Bob Dylan, il quale disse loro: "Che ne dite di formare un complesso e di chiamarci Bob Dylan?". Prese la parola John, disse: "Non ti seguirò. Presto, Ringo, Paul e George, costituiamo i Beatles. Presto, Ringo, Paul e George, cantiamo Yesterday". Charlie, Bill, Ron, Keith, Mick, Mick e Brian accettaron di buon grado di suonare nei Bob Dylan: "Presto, accompagniamo il cantautore che farà molto scalpore con canzoni impegnate!". Era già il '63, John cantava Penny Lane e sei ricchissimi incapaci abbandonarono Bob Dylan, che compose per ripicca "Like a Rolling Stones". Lallallà, lallallà, lalà, Beatles e Rolling Stones, quanta felicità. Lallallà, lallallà, lalà, Beatles e Rolling Stones, quanta rivalità. Dopo questi fatti, Mick si comprò una penna bic. "Evvedi che successo che stanno riscuotendo questi Beatles! Evvedi che vado a farmi una puntura e scrivo Lady Jane". Lallallà, lallallà, lalà, Beatles e Rolling Stones, quanta felicità. Lallallà, lallallà, lalà, Beatles e Rolling Stones, grandi rivali. Ticket to Ride, Jumpin'Jack Flash, From Me to You, Satisfaction, poi un giorno pam, e let it be non più.

domenica 1 luglio 2012

Uno più uno fa tre e mezzo


Ed eccoci qua. Tre anni e mezzo di felice amore con una donna che da più di quella fatidica data mi ha sconvolto la vita e mi ha fatto desiderare, ardentemente, di essere il suo uomo. Quello che ha il compito di farla ridere, di farla divertire, di farla sentire amata, di farla essere felice.
E' un compito che mi sono ripromesso di rispettare in ogni giorno che passa, in ogni ora che posso stare a contatto con quella morbida pelle, con quel visetto carino, con quegli occhi gentili.
E passano i giorni, sembrano non passare ma passano, veloci certe volte, lenti altre.
Passa l'inverno amato in un secondo, come se non fossimo mai stati vicini, per scaldarci, come se la scuola, i corsi, gli impegni, avessero ordito trame per distruggerci, piegarci e allontanarci.
Passa la primavera già soffrendo, perchè il caldo è vicino, e il dolore è eterno per due persone nate nel freddo e desiderose di ritornarci in ogni istante, in ogni momento.
Arriva l'estate col suo calore e gli impegni lavorativi. Ma qualcosa sta cambiando, sembra strano ma riusciamo ad essere più vicini. Che sia anche solo per un'ora più del "normale". Ritornare sdraiati, uno affianco all'altro, a vedere telefilm è qualcosa di speciale. Perchè siamo insieme, ora, siamo insieme, domani, siamo insieme per sempre. E attendiamo intanto Novembre. Perchè arriverà, un giorno o l'altro, arriverà. Si porterà dietro gelati, cambiamenti, visite e ritorni. Si porterà insieme due cuori felici di un viaggio solitario, uniti. Si porterà insieme l'inizio di qualcosa di stupendo che dovrà ancora arrivare.
Perchè sono tre anni e mezzo ma è ancora l'inizio. Tre anni in mezzo in cui cresciamo ogni giorno, non in centimetri per fortuna, ma in amore. Perchè l'amore può aumentare, così come diminuire e alfin scomparire.
E se è vero che l'amore quello autentico, quello forte, quello che accade una sola volta nell'intera esistenza dura al massimo 1 anno. Io sono contento di essermi innamorato ben quattro volte di te.
Tra sei mesi inizierà il mio quinto, personale, innamoramento.

L'ho detto da più di un mese: la finale degli Europei è il 1° Luglio. Non può essere un caso. Le Samichlaus trovate non possono essere un caso. Il telefilm che riguarda i numeri, guardato in una settimana(come non accadeva da anni credo), non può essere un caso.

Oggi si festeggia, piccola mia. Non una, non due, ma tre volte. E mezza.

(Niente poesia che sto un po' a corto di rime e pensieri quando fa caldo. Inserisco una canzone che mi fa pensare a "Casa". Che ovviamente non è il luogo in cui dormo, ma Lei.)

Another summer day
Has come and gone away
In Paris and Rome
But I wanna go home
Mmmmmmmm

Maybe surrounded by
A million people I
Still feel all alone
I just wanna go home
Oh, I miss you, you know

And I’ve been keeping all the letters that I wrote to you
Each one a line or two
“I’m fine baby, how are you?”
Well I would send them but I know that it’s just not enough
My words were cold and flat
And you deserve more than that

Another aeroplane
Another sunny place
I’m lucky I know
But I wanna go home
Mmmm, I’ve got to go home

Let me go home
I’m just too far from where you are
I wanna come home

And I feel just like I’m living someone else’s life
It’s like I just stepped outside
When everything was going right
And I know just why you could not
Come along with me
'Cause this was not your dream
But you always believed in me

Another winter day has come
And gone away
In even Paris and Rome
And I wanna go home
Let me go home

And I’m surrounded by
A million people I
Still feel all alone
Oh, let me go home
Oh, I miss you, you know

Let me go home
I’ve had my run
Baby, I’m done
I gotta go home
Let me go home
It will all be all right
I’ll be home tonight
I’m coming back home

martedì 5 giugno 2012

Incombenze - 2


E' Giugno cribbio. E' Giugno. E mi sembra che il mondo intero abbia deciso di subissarmi di impegni, più o meno importanti, ma pur sempre impegni. E cosa c'è a Giugno di così importante per tutti gli italiani? Non rispondete gli Europei che ne abbiamo già parlato nello scorso post, indove vi esponevo anche i miei dubbi per i due FantaEuropei in programma oggi e domani.
C'è l'Imu! E ora debbo pensare anche a questo per il patronato del mio genitore. L'imu. Dannato Monti, non potevi metterla a Luglio? Dopo la fine degli Europei? Così magari da vincitori si festeggiava donando allo Stato del vil denaro. O da perdenti si malediva lo Stato e la Nazionel insieme, in un'unica soluzione. No. Tu no. Hai pensato a tutto: pagarla prima, così uno non è emotivamente incazzato per la figura barbina degli azzurri. Anche se le premesse per la "mala parata"(che non è quella del 2 Giugno) ci sono tutte.
E quindi il blog è lasciato a se stesso, a marcire, alla speranza che quel tizio con cui l'ho fondato quasi cinque anni fa decida di scriverci ogni tanto. Ma che ne parlo affare, tanto manco lo legge! E quindi, per non pensare che questo spazio muoia sotto i colpi di meravigliose balle di fieno rotolanti, inserisco qui una canzone per donare un po' di linfa, vitalità e gioia a questo posto. Che pecca in tutte e tre le cose, però voi non ditelo in giro.

Lista compiti da fare, anche se non frega a nessuno.

-) Catalogazione e aggiustamento fumetti. Tempo previsto: due giorni pregni.
-) Aste del fantacalcio. Oggi e domani. Tempo previsto: se ce la si cava in tre ore ognuna sparo i botti.
-) Calcolo Imu. Oggi, domani, dopodomani. Tempo previsto: se tutto va bene poco. Se il programma mi fa i dispettucci, tanto.
-) Aggiustamento camera. Rinviato a data da destinarsi.
-) Da Sabato: inserire voti degli Europei nel programma perchè Fantacalcio.it non aggiornerà il Fantacalcio Manager. Io li voglio bene a quei ragazzi lì per quello che fanno durante tutto l'anno calcistico, però pensare anche a me povero pimpo con due fantacalci e 16 persone da mantenere.
-) Lavoro. Tutte le sere o giù di lì. Tempo previsto: se si fa presto a mezzanotte e mezza sono a casa. Se si fa tardi pure alle 2 e mezza. E andremo aumentando.
-) Organizzare partite di calcetto settimanali.
-) Organizzare Lucca e trovare B&B accessibile. Già ora per Novembre.
-) Aggiornare il blog.
-) Leggere fumetti nei ritagli di tempo.

In tutto questo posso almeno essere lievemente contento che la mia piccola è in periodo esami. Ma che profonda tristezza.



Io so' testardo
c'ho la capoccia dura
e per natura non abbasso mai lo sguardo
è un'esigenza
perché c'ho 'na pazienza da leopardo
e so' testardo
e non mi ferma gnente
vado sempre avanti fino al mio traguardo
indifferente
e non m'importa gnente se ritardo

io so' de legno
e sembro muto e sordo
ma le tue parole, sta' tranquillo
che me le ricordo
e qualche volta me le segno

io so' de coccio
quello che dico faccio
io so' uno che, comunque vada
le promesse le mantiene
che poi nemmeno me conviene
molto

perché so' un muro
e pure se t'ascolto fondamentalmente
so' sicuro
che la tua vita è appesa a un filo
e io c'ho le forbici

però
se ancora un po' mi piaci
la colpa e dei tuoi baci
che m'hanno preso l'anima
de li mortacci tua

Io so' De Chirico
dico in senso simbolico
c'ho un controllo diabolico
quasi artistico
del mio stato psicofisico
e se hai capito, mo' traducilo

e so' tenace
perché alla gente piace
ma è evidente che con un coltello
mi puoi fa' cambia' opinione
aho, so' testardo
ma mica so' cojone

io so' de marmo
ma tu m'hai sbriciolato
perché so' testardo fino al punto
che so' sempre innamorato
pure se tu m'hai già scordato
- (e infatti l'hanno vista...)
- m'hanno informato!

però
se ancora un po' mi piaci
la colpa è dei tuoi baci
che m'hanno preso l'anima
de li mortacci tua

mercoledì 23 maggio 2012

Vent'anni fa. Oggi.



Non sono bravo con le parole quando si deve discutere di cose brutte. Ma brutte davvero. Vent'anni fa io ero piccolo, ma piccolo tanto. Era il 1992 e avevo compiuto a malapena cinque anni. Non potevo certamente immaginare cosa stesse succedendo nell'Italia che, pochissimo, conoscevo. Di quegli anni ricordo solo il "Ciao", la mascotte di Italia '90 che avevamo sottoforma di peluche gigante per casa. Mi piaceva moltissimo, successivamente ne avrei viste di migliori (poche) e di peggiori (la maggior parte). Passo gran parte della vita a ricordare le annate calcistiche per rammentare cosa facessi io, a quei tempi, nella mia reale vita. Il '94 me lo ricordo: a Giugno piangevo per il mondiale perso in finale contro il Brasile. Il '90 me lo ricordo per il "Ciao", come vi ho detto poco fa. E anche per Schillaci ora che ci faccio caso. Il '92 non mi entra in testa. Niente. Nada. Dimenticato. Cancellato. Mai esistito.
Forse il mio piccolo cervellino da bambino ha preferito evitare. Forse i miei non me ne hanno mai parlato. Forse guardando la tv qualcosa, dentro di me, forse l'innocenza dell'infanzia, me l'ha fatto rimuovere.
Il 1992 è stato un anno brutto. L'anno in cui è morta l'Italia.

E ancora oggi ne paghiamo le conseguenze.

La canzone sopra è di Daniele Silvestri - La bomba.


Riflettendo sui fatti, sui modi e sui tempi
c'è da finire matti a pensare che un attimo solo bastò
adesso lo so.
E non è che rimpiangi, nemmeno una volta
e non è la coscienza che brucia, è l'assenza che il buio portò
e che un giorno riavrò.

Non c'era nemmeno un segnale o il tempo di avere terrore
soltanto l'odore bruciato di plastica e un cielo che ha sbagliato colore
è la luce che cambia, che cresce che esplode
è la rabbia che sale e col sangue corrode
e intanto intuire o persino sapere che niente e nessuno
potrà mai spiegarmi perché

Ma tornando al presente, c'è un rumore costante
una nota stridente che ancora la mente scordare non può.

E' il regalo che ho avuto, da quel giorno per me il mondo è muto
e non chiedo un aiuto, anzi evito meglio di dire di no
a chi cerca in quello che so.

Non c'era nemmeno un segnale o il tempo di avere terrore
soltanto l'odore bruciato di plastica e un cielo che ha cambiato colore
e la luce che cambia, che cresce, che esplode
e la rabbia che sale e col sangue corrode
e intanto intuire, o perfino sapere
che niente e nessuno potrà mai spiegarmi perché.

domenica 1 aprile 2012

Un numero su un blocco di ghiaccio


Domenica sera. Il tempo fuori è un insieme di caldo e freddo che non permette di capire cosa indossare e per quanto tempo. Tira vento, ritorna il caldo, si annuvola il cielo, scende la notte. Piano piano il sole scompare per andare altrove, a svegliare altra gente a iniziare altre giornate. Questa, da noi, sta per finire, concludersi, estinguersi. Poche ore mancano alla mezzanotte, tante ore mancano all'avvento del giorno nuovo, un lunedì diverso, almeno per il sottoscritto, spero molto bello.
I minuti passano e le dita si poggiano sui tasti nella speranza di salvare pensieri considerevoli o almeno fugaci rappresentazioni di vita vissuta in un battito di ciglia o in un applauso. Il tempo scorre ancora e penso ad un numero mentre Rufus Wainwright canta in sottofondo una canzone che mi scalda il cuore e mi provoca, sempre e dico sempre, un principio di pianto di commozione.
Il numero è il 39. Come i mesi che si festeggiano oggi in lieta compagnia della mia piccola. La poesia che segue è il solito omaggio alla sua bellezza e alla sua persona. La canzone è Halleluja che inserisco in coda al post completa di testo. Buona serata a tutti. E non vi dimenticate che la vita è bella.

La normalità.
E' quello a cui ambisco
quando ti guardo studiare
e poi arrossisco.
Notare i tuoi pensieri
prendere forma nell'aria,
dotarli di certezze
e farli diventare reali.
E mentre ti arrabbi
per un risultato sbagliato
un futuro immagino
da uomo fortunato.


Eppure mi sconvolgi
ogni giorno che passa,
ti guardo stupito
immaginandoti diversa
ma è un'idea fallata:
sei sempre la stessa.


Dolce in ogni tuo gesto,
forte a dispetto di ogni difetto,
timida quando basta
ritmata come mare mosso
e bella a più non posso.



I've heard there was a secret chord
That David played, and it pleased the Lord
But you don't really care for music, do you?
It goes like this, the fourth, the fifth
The minor fall, the major lift
The baffled king composing Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

Your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrew you
She tied you to a kitchen chair
She broke your throne, she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

Maybe I've been here before
I know this room, I've walked this floor
I used to live alone before I knew you
I've seen your flag on the marble arch
Love is not a victory march
It's a cold and it's a broken Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

There was a time you let me know
What's real and going on below
But now you never show it to me, do you?
And remember when I moved in you?
The holy dark was moving too
And every breath we drew was Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

Maybe there's a God above
And all I ever learned from love
Was how to shoot at someone who outdrew you
It's not a cry you can hear at night
It's not somebody who's seen the light
Its a cold and its a broken Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

lunedì 19 marzo 2012

Questo Paese


Oggi è un giorno gioioso e gli uccellini cinguettano. Giusto? Sicuri? Io non ne sarei così d'accordo. Dal buio della mia stanzetta condivido un dolore alle gambe atroce contemporaneamente al mio cane e, insieme, ci domandiamo perchè ci siamo svegliati. Io lo so: per dover necessariamente vivere e fare qualcosa di costruttivo(dato che ho un tizio che aspetta una sceneggiatura, povero illuso), ma questo non vale per la mia cagnolina che mi ha guardato con altezzosità e si è girata a ronfare dall'altra parte. Oggi è un giorno gioioso e gli uccellini cinguettano perchè è festa comandata. E si sa bene che al mondo, le feste comandate, piacciono. A me piacerebbe, invece, che non ci fossero più. Sinceramente.

Mi spiego meglio: sarei entusiasta se festeggiassimo cose inaspettate, non festività già decise dal calendario e dai luoghi comuni. Sarei felice di esultare per la "Festa della fratellanza" che sancisce la guerra tra istraeliani e palestinesi, o per la "Festa della distruzione" quando si distruggeranno tutte le testate nucleari, o una "Festa della liberazione" dalle enormi dittature che ci sono in tutto il mondo. O magari, ma questa è proprio impossibile, la "Festa dell'onestà", in questo Paese in cui vivo. Dove magari tutti pagano le tasse e non cercano di fare i furbi.
Poi ci sarebbero la "Festa dell'abbandono abusivo" indove i parcheggiatori non autorizzati capiscono finalmente che stanno praticando un'estorsione. La "Festa del pentimento", dove mafiosi e politici si recano di loro spontanea volontà in prigione per restarci per sempre. O anche la "Festa dei Fumetti", una giornata nazionale, o una settimana, in cui invitare il popolo italico a regalare un fumetto ai propri amici per cercare di attaccargli la passione.

Sono idee di un individuo che ha poco a cui pensare, sia chiaro. E dato che oggi è pur sempre una giornata gioiosa dove le palombelle cantano vi lascio anche io con una canzoncina di un autore che a me, personalmente ma l'avrete ormai capito, piace tantissimo. Buon ascolto. E pensate che quello è veramente il nostro Paese.



La grandezza di questo paese
non è più nelle piazze, non è nelle chiese
Non è Roma di marmi, fontane e potere
Né Milano tradita da chi se la beve.
Non è Genova o Taranto, signore del mare.
Non è Napoli e questo è persino più grave.
Non è più divertente tirare a campare
soprattutto non è originale.

La fortuna di questo paese
non è più degli artisti
non è delle imprese
Non c'è nei discorsi di chi vado a votare
se grandezza ce n'è non si riesce a vedere
così hai voglia a cercarla tra i mille canali
sia su quelli analogici che sui digitali
ma non serve aumentare la definizione
per vedere più grande un coglione.



Nella foto: il papà che tutti noi vorremmo avere: barbuto, puttaniere, simpatico e bevitore. Ne conosco uno molto ma molto simile. E non scherzo.

venerdì 9 marzo 2012

Anna parte - Adriano Celentano



Il signor Adriano è sempre stato un mito per il sottoscritto. Prima con le canzoni, nell'infanzia, poi con i film nell'adolescenza. Poi anche con qualche programma televisivo quando sono cresciuto. Di sicuro non sono d'accordo con tutto quello che ha da dire, ma quando canta mi sciolgo e mi spinge alla speranza. Non so come faccia ma è sempre stato così. E con il nuovo cd ho trovato molte canzoni orecchiabili, alcune bellissime, una che mi è entrata in testa e che canticchio ogni giorno (La cumbia di chi cambia) e una che è la vera Celentanesca pura. Questa canzone è un omaggio alle donne. Lo dovevo fare ieri ma io sono un tipo alternativo, tipo come quelli che bevono le lattine di coca cola senza il bicchiere ma direttamente dalla lattina.

Il video sta sopra, il testo sta sotto. Come sempre.

Anna parte al mattino dal primo binario
al solito orario
Anna dice buongiorno al padrone
per educazione,
e mentre lavora da buona impiegata
non fiata,
Anna rischia di brutto la noia
che prende alla gola
ma Anna non pensa, lavora…
e infatti nulla c’è da pensare
mai niente di nuovo da fare
mai niente che vale.
Anna torna la sera alla solita ora
lei fa tutto secondo il modello conforme, poi
dorme…
Ma non è sempre dolce dormire
è un modo di dire…
c’è il problema di un sogno
che non si decide a morire: la vita che cambia sapore
perché così si muore.

Anna non si accontenta del sabato sera
di un salto in balera,
Anna cerca la prova del nove
però non sa dove…
o forse l’amore la via d’uscita
la vita,
queste cose le ha lette nei libri di grande
successo
che sente ripetere spesso
da quelli che ti leggono la mano
che solo l’amore è sicuro…
chissà poi se è vero?

Anna mette la sveglia e riparte da zero
Altalena di andata e ritorno da un secolo
intero,
dal primo binario e senza scordare l’orario
come repliche di uno spettacolo da oratorio…
Anna cambia le scarpe il vestito… fa gesti di
rito
Anna… all’infinito…
e l’amore è già una mania
un’altra bugia…
e allora l’amore è la via d’uscita
l’amore, la vita
e Anna va su mentre il blu si avvicina
dove l’aria è più pura
e la storia cammina




domenica 4 marzo 2012

Mixed by Erry


La musica è parte di una colonna sonora della nostra esistenza che scorre in sottofondo. Una banalità degna dell'ultimo pensiero innovativo di Fabio Volo, sia chiaro, ma è ovvio che sia così. Il resto è un contenitore dove sono rinchiuse le frasi che ci sono rimaste impressi, i rumori, e certe volte anche i silenzi. Quando ero piccolo io, con la mia famiglia, andavo spesso in montagna per passare un week-end diverso. Erano viaggi che aspettavo parecchio perchè mi avrebbero fatto saltare un giorno di scuola e questa cosa, a me medesimo, piaceva non poco.
Aggiungendoci poi che la montagna, il fresco, l'aria priva di smog e i grandi spazi verdi mi hanno sempre donato emozioni indescrivibili, quel viaggio era per me qualcosa di desiderato e atteso a lungo. Minimo ci si andava una volta al mese. Poi in estate ci si rimaneva anche per un mese intero. Erano bei periodi, ho sempre pensato.
Si soleva andare tutti insieme, in cinque quindi, con la macchina migliore che avevamo. A quanto mi posso ricordare iniziammo con la 127. Un capolavoro azzurro di dubbia potenza. Poi ci fu la Tipo, già scassata dal principio. Poi una Renault Clio che ha passato i peggiori guai e una Fiat Punto che ancora vive, anche se qualche tempo fa pensai fosse deceduta per rottura del motore. Ultimamente se, e dico se, ci volessi andare sarebbe disponibile una Stilo che si mantiene ancora bene. E' strano pensare a quante macchine possono cambiare in venticinque anni.
La macchina è importante, ci trasporta(banalità Voliana numero 2) e ci accompagna nel tragitto che, nel mio caso, non era così enorme. Da casa mia al paesello sulle montagne ci volevano un'ora e mezzo, massimo due se sostavamo durante il percorso. Due ore in cui si scherzava, ci si odiava perchè eravamo troppo stretti dietro(tre figli, maschi, di modeste dimensioni) e si aveva il mal d'auto. In tutto questo tempo serviva qualcosa per coprire i momenti di silenzio, le zone d'ombra di una famiglia che non è mai stata completamente unita. E c'era quel vecchio mangianastri.

Il mangianastri ovviamente funzionava a musicasetta. Mia madre era adibita ad averlo in braccio e a cambiare le cassette che dovevano funzionare come colonna sonora durante il tragitto. Si iniziava con Nino D'angelo per far contento mio fratello più grande(successivamente arrivammo a punte ben "maggiori" come Nico Desideri, Ciro Ricci, Sal da Vinci e il primo Gigi D'Alessio) e poi si buttavano dentro i grandi classici. Sono cresciuto a Morandi, Celentano e Toto Cutugno. Che ho sempre creduto si chiamasse Cotugno. Ma questi son problemi che accadono dopo l'adolescenza.
Avevamo molte cassette dei tre e ancora oggi credo che riesco a ricordarmi un bel botto di successi del trio. Di Adriano, che amo ancora oggi, posso dire solo bene. Può essersi anche rincoglionito con l'età ma quando canta per me è ancora estasi e meraviglia. Di Cutugno ne ho perso le tracce. Morandi mi fa simpatia.

Ho tifato per lui per i due Festival che ha condotto perchè, nel bene e nel male, è stato parte della mia crescita. Da bambino ad adolescente e poi addio. E c'era sempre una canzone che capitava nelle sue cassette(rigorosamente non originali ma Mixed by Erry) che avevo dimenticato ma che l'altro giorno, per evidenti motivi, è ritornata in auge.

La ricordavo a memoria, senza immaginarlo.



Vita in te ci credo,
le nebbie si diradano
e ormai ti vedo
non è stato facile
uscire da un passato che mi ha lavato l’anima
fino quasi a renderla un po’ sdrucita


vita io ti vedo
tu così purissima
da non sapere il modo
l’arte di difendermi
e così ho vissuto quasi rotolandomi
per non dover ammettere d’aver perduto


anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite
e così cancella tutto
e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po’ feroci
sugli zigomi
forse un po’ più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore
che raggiunge chi lo vuole respirare


Vita io ti credo,
dopo aver guardato a lungo
adesso io mi siedo, non ci sono rivincite
ne dubbi ne incertezze
ora il fondo è limpido
ora ascolto immobile le tue carezze


anche gli angeli capita a volte sai
si sporcano ma la sofferenza tocca il limite
e così cancella tutto
e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po’ feroci
sugli zigomi
forse un po’ più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore
che raggiunge chi lo vuole respirare


Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite e cosi' cancella tutto
e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po’ feroci
sugli zigomi
forse un po’ più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore
che raggiunge chi lo vuole respirare


Angeli
Angeli
Angeli.

Ciao Lucio. Da uno che ne capisce ben poco di musica.

lunedì 9 gennaio 2012

L'arcobaleno


 Piccoli antefatti.

Oggi ho dormito cinque ore per accompagnare la mia lei ad un esame. Poi codesto esame non si è più svolto, almeno per lei ed un altra ventina di ragazzi, perchè la professoressa aveva altri impegni. Solo a me 'sta cosa mi sembra lievemente strana? Capisco rispettare i professori, cosa che deve sempre accadere, ma in questo caso bisognerebbe rispettare anche gli studenti. Primo: arrivando in orario quando si da una data, un luogo, un'ora precisa. Secondo: rimanendo fino alla fine del proprio compito. Siamo italiani, troppo certe volte.

Mi sono caricato di caffeina ma non è servito granchè. Alle ore 17, dopo aver concluso il primo volume de La Torre Nera, sono crollato. Ho sognato cose strane, non ricordo affatto.

Da oggi sono in "ferie" per quasi tre settimane. Ho pensato a poche cose che scaturiranno da ciò. Primo: il mio pizzetto arriverà ai fasti di un tempo. Secondo: potrei fare il censimento fumettesco che volevo sempre fare e che, per vari motivi, rimandavo. Terzo: scrivere. Quarto: capire dove mettere il blocco di fumetti Marvel che arriverà a casa mia. Molto probabilmente sarà immagazzinato altrove.

In tutto ciò oggi, mentre andavo a riscuotere la prima vincita di questo 2012(nel 2011 non ne ho vinto una), stavo rischiando, insieme alla mia pulzella, di volarmene via col vento. Ritornando poi a casa ho sentito la pioggia, mi son acceccato con il sole, ho visto un arcobaleno. Tutti e tre contemporaneamente. Una cosa così bella che dovevo per forza inserire questa canzone sul blog, che da un senso a tutto ciò sia accaduto oggi. Anche solo per un attimo.

Certe volte anche io vorrei sentirmi un tramonto di sera.



Io son partito poi così d'improvviso
che non ho avuto il tempo di salutare
istante breve ma ancora più breve
se c'è una luce che trafigge il tuo cuore
L'arcobaleno è il mio messaggio d'amore
può darsi un giorno ti riesca a toccare
con i colori si può cancellare
il più avvilente e desolante squallore

Son diventato se il tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vivrò dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso

Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti

Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire

Son diventato se il tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vivrò dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso

Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire


domenica 4 dicembre 2011

The Beatles - I am the Walrus


Domenica. Il sugo conto per ben quattro ore sta gorgogliando nel mio stomaco insieme agli gnocchi. I piccoli agglomerati di patate si incontrano con la carne e commentano le ultime novità prima di essere digeriti. La notizia che sconvolge tutti i presenti è sempre la stessa, in queste occasioni: il tizio che li ha ingurgitati sta per abbioccarsi e non deve farlo. Sono le 14 e 30, la Juventus inizierà tra tenta minuti, leggere porterebbe solo a più sonno e scrivere per il blog è qualcosa di lontanamente improbabile. Quindi che fare? Bisogna tenersi occupati. Cercare un video sul tubo(appena rimodernato, era ora), e postarlo sul luogo virtuale di cui sopra per dire che anche oggi, nonostante digestione e abbioccamento, il caro autore è riuscito a mettere qualcosa su quel luogo che lui considera casa. Unto di sugo sulla canottiera come un muratore a mezzodì.

Dopo questa prefazione potete sentire la canzone che vedete sopra nel video. Vi avverto che a quei tempi, i quattro ominidi, erano leggermente stra-fumati. Sennò non si spiega come mai abbiano partorito tutto ciò. Ed è per questo che la droga, quella buona e non pesante, fa bene alla musica.

I am he as you are he
as you are me
and we are all together
See how they run like pigs from a gun
see how they fly
I'm crying
Sitting on a cornflake
Waiting for the van to come
Corporation teashirt, stupid bloody tuesday
man you been a naughty boy
you let your face grow long
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob
Mister city policeman sitting
pretty little policeman in a row
See how they fly like Lucy in the sky
see how they run
I'm crying - I'm crying, I'm crying - I'm crying
Yellow matter custard
dripping from a dead dogs eye
Crabalocker fishwife pornographic priestess
boy you been a naughty girl
you let your knickers down
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob
Sitting in an English garden waiting for the sun,
if the sun don't come you get a tan from
standing in the English rain
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob
Expert texpert choking smokers
don't you think the joker laughs at you?
Ho ho ho hi hi hi ha ha ha!
See how they smile like pigs in a sty
see how they snied
I'm crying
Semolina pilchard
climbing up the Eiffel tower
Elementry penguin singing Hare Krishna
Man you should have seen them
kicking Edgar Allen Poe
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob 


(Che poi è una delle canzoni che mi piace più cantare a Band Hero.)

domenica 27 novembre 2011

Foja - 'O sciore e 'o viento

Oggi non dovevo essere qui, davanti a questo computer, nella mia casa, a quest'ora. Non dovevo essere qui ma a tutt'altra parte, a tutt'altro luogo e a fare tutt'altre cose. Forse, in questo preciso istante, ero ancora in viaggio magari imbottigliato nel traffico ma di sicuro dovevo partecipare a qualcosa a cui non mi sarebbe dispiaciuto esserci. E domani vi dirò di che cosa parlo e del rospetto che in ho in gola da tirare fuori.

Oggi vi faccio sentire, come non accadeva da tempo, una canzone di un gruppo campano. "Foja" si chiamano. Sono gli ospiti della zeresima edizione del Salerno Comicon(gli organizzatori dicono che è tutta una prova, spero positiva) che credo non riuscirò a vedere dato che il loro concerto inizierà sicuramente ad orari notturni e noi ci si andrà molto probabilmente in treno. Buon ascolto. Sotto inserisco il testo come mio solito.



Astrigneme cchiù fforte
e dimme ca nun ce perdimmo maje
ma chesta notte no
niente bugie
'a chesta vocca mia
Si nun sacce cchiù cuntà
coccose ca nun va'
è fforse perchè 'o mare
te aspetta
e 'ncuorpe a me è tempesta

'E vvote ce cercamme pe' ssempe
e ce perdimme dint' 'a nniente
A' ciorta gira comme o' viento
e nun ce lasse maje sta quiete
comme me ne jesse aret'

Aspettame dint' 'e suonne doce
ca ce verimmo llà
Luntano pe 'na notte 'e rena
vicino e chine 'e pena
Je provo a nun pensà
ma tu staje sempe 'ccà
'Nu sciore s' è purtato 'stu viento
e a me nun resta niente

'E vvote ce cercamme pe' ssempe
e ce perdimm dint' 'a nniente
A' ciorta gira comme o' viento
e nun ce lasse maje sta quieto
I che genij e me ne ì aret
e nun ce lasse maje sta quieto
comme me ne jesse aret'


(Senza pensarci questa settimana ho fatto sette post in sette giorni. Diamo una parvenza di serietà a questo blog,  quanto vedo.)

domenica 9 ottobre 2011

Dear Prudence - Auguri John!



La giornata è fredda, e ciò non può che procurarmi piacere, e il pomeriggio si preannuncia ricco di giochi, di amici e di buona musica. Questo è il bello dell'autunno, l'ho sempre detto, rimanere in casa con chi vuoi bene e divertirti senza bisogno di nient'altro che un gioco di società, un paio di mazzetti di Magic, una Xbox e una chitarra controller. Oggi, quindi, mi sento in dovere di festeggiare questa giornata di fresco autunnale, che già da domani ri-scomparirà di nuovo, e lo faccio con una canzone e un video che sono anche un omaggio al signor John che oggi compie 71 anni. Ho detto "compie" perchè è ancora vivo, forse più di Elvis, lui non morirà mai.

E voi? Uscite fuori a giocare insieme a Prudence?


Dear Prudence, won't you come out to play?
Dear Prudence, greet the brand new day
The sun is up, the sky is blue
It's beautiful and so are you
Dear Prudence, won't you come out to play?

Dear Prudence, open up your eyes
Dear Prudence, see the sunny skies
The wind is low, the birds will sing
That you are part of everything
Dear Prudence, won't you open up your eyes?

Look around round
Look around round round
Look around

Dear Prudence, let me see you smile
Dear Prudence, like a little child
The clouds will be a daisy chain
So let me see you smile again
Dear Prudence, won't you let me see you smile?

Dear Prudence, won't you come out to play?
Dear Prudence, greet the brand new day
The sun is up, the sky is blue
It's beautiful and so are you
Dear Prudence, won't you come out to play?


Settimana prossima verterà tutto su un solo tema. Aspettate e vedrete!

lunedì 11 luglio 2011

Caponord - Un film sul panico

Qui si vuole postare ma non ho, personalmente, un pc disponibile 24 ore al giorno. Indi rimando tutto a domani il post che volevo assolutamente fare, e che mi porterà via almeno una mezz'oretta, e vi lascio solo con una canzoncina che ho sentito un po' di volte mentre lavoro. Se passa il mio co-admin ditegli che lo odio dal profondo del mio cuore. Buon ascolto.




Cambiano i tempi ma io no
resto sempre in bilico
sopra le scimmie di cliché
la giungla delle idee


Sere uno stop mi serve qui
ho perso tutti i limiti
e tu, tu sembri un cigno in un Ikea
ti soffio via la polvere


Si salveranno in tanti ma noi no
la nostra vita è un film sul panico
un giorno nuovo un giorno arriverà
ora resta tutto uguale, si congela


Prego per chi, per chi non sa
questa vita è in debito
ma i vecchi rancori non stanno qui
cammino a piedi nudi


La nostra realtà finisce qua
c'è gente a cui puoi venderla
e Dio, Dio se ne frega degli eroi
lui è una star della TV


Si salveranno in tanti ma noi no
la nostra vita è un film sul panico
un ora basterà per dirsi addio
non mi serve un'altra possibilità


Non pioverà per sempre.. passerà
l'erba qui è sempre verde
ma il mondo che vuoi lo scegli tu


Si salveranno in tanti ma noi no
la nostra vita è un film sul panico
un giorno nuovo un giorno arriverà
ora resta tutto uguale, si congela

lunedì 27 giugno 2011

Let's go to the mall - Robin Sparkles



Non posso non aggiornare il Blog oggi, dato che passerò i prossimi giorni tra matrimoni, feste di laurea, visite non per il sottoscritto dal veterinario, visite varie, festeggiamenti per il traguardo di due anni e mezzo di felice non fidanzamento ufficiale, e pure il lavoro và. Indi oggi metto una cosuccia semplice semplice prima di andare, appunto, a lavorare. Chi di voi conosce "How I Met Your Mother"? Tanti? Bene. Perchè questo è il primo video della meravigliosa Robin Sparkles, e se conoscete la serie so che siete entusiasti quanto il sottoscritto di rivederlo, se non la conoscete è arrivato il momento di visionarla. Per ore e ore. Indi si ripristina il lunedì musicale. Con una canzone eccezionale.



Tutti al centro commerciale, amici miei!

Let's go to the mall, everybody!
Come on Jessica, come on Tori,
Let's go to the mall, you won't be sorry
Put on your jelly bracelets
And your cool graffiti coat
At the mall, having fun is what it's all about

I haven't done my homework yet (That's OK!)
And you know how my parents get (Whatever!)
I don't care,'cause all my friends are gonna be there
Let's go to the mall today

There's this boy I like
Met him at the food court
He's got hair like Gretzky
And he does jumps on his skateboard
I hope he asks me out
Takes me to my favorite spot
It'll be just him and me
(But don't forget the robot)

Dad says I'm too young to date (Lame!)
But baby, I don't want to wait (Let's do it!)
That's OK, I'm going to rock your body anyway
I'm going to rock your body 'til Canada Day

Everybody come and play
Throw every last care away
Let's go to the mall today

I went to the mall with a couple of friends
I had a whole week's allowance to spend
I want hoop earrings and a Benetton shirt
We came here to shop and we came here to flirt
I turned around and who should I see
Prime Minister Brian Mulroney
He said, "Young lady, I don't approve."
So I had to get down and bust a crazy move
Hit it Fred, come on
Let's go to the mall

Let's go to the mall, everybody!
Everybody come and play
Throw every last care away
Let's go to the mall today

Everybody loves the mall!
Everybody come and play (Yeah!)
Throw every last care away (I love my hoop earrings!)
Let's go to the mall today

lunedì 30 maggio 2011

Acqua stagnante


L'aggiornamento prolungato, sto notando, non mi è possibile. Un po' perchè lavoro di notte, e mi sento leggermente stanco la mattina successiva, un po' perchè gli orari, quelli di tempo libero, cerco di passarli più con la mia amata. Indi ogni tanto son costretto, non avendo un co-admin, a mettere qualche canzoncina come se fosse una sorta di sigla per la settimana che verrà. E dove vi prometto che posterò quasi tutti i giorni. Anzi, vi fò anche una specie di sommario settimanale così se non lo attuo potete accusarmi di essere un bugiardo, un mentitore e un orrendo paccaro. O mi chiamate, più semplicemente, "Dj Jurgen".

Martedì: Storia di Luttante Ah'Lighieri.
Mercoledì: Post mensile di ricerche.
Giovedì: "Perchè Dj non posta mai. Analisi e teorie della sua scomparsa sistematica da quasi tre anni e mezzo."
Venedì: Molto probabilmente niente, perchè sarò al Cavacon.
Sabato: Resoconto Cavacon.
Domenica: Lista di consigli utili per resistere alle domeniche senza calcio. E senza relativo Fantacalcio.

Ora mi son preso un impegno e intendo onorarlo. Almeno ci spero. Intanto vi lascio ad una canzone, sempre del Danielone Silvestri e sempre del suo ultimo cd, che a lungo andare mi ha fatto capire quanto amore c'era tra lui e la sua ex-moglie, e quanta tristezza può causare la fine di un rapporto. E' una meravigliosa ode all'essere legati a qualcuno che si preoccupa per noi, tanto da sgridarci.



Che paura che hai,
che paura che ho di te.
Tutto quello che fai
e che continui a difendere.
Sei vicino e distante,
non ti fidi di niente,
neanche di me.

Non funzionerà mai
se non funziona così com'è
e non migliorerai
se ti ostini ad attendere
come acqua stagnante
non c'è nessuna corrente
dentro di te
(e non ti puoi nascondere)

E complimenti mi hai convinto che l'amore non basta
e così non mi resta
che lasciarti stare
senza nessuno che ti giudica nessuno, intendo, che ti sgrida e si preoccupa.
Sarà senz'altro
tutto molto più leggero,
ma sei sicuro che sia meglio
per davvero?

Volevo esserti di peso,
perché dipendo da te.
E' che l'amore non basta
e tutto quello che resta di te
senza nessuno che mi giudica nessuno, intendo, che mi sgrida e si preoccupa.
sarà senz'altro
tutto molto più leggero
però non credo che sia meglio davvero.
Volevo esserti di peso.
Volevo esserti di peso.

lunedì 16 maggio 2011

Acqua che scorre



Oggi ristabilisco il lunedì musicale perchè sinceramente non ce la faccio a scrivere. Il tempo è strano, è ritornato un pensiero che mi fa male e che riesco a dimenticare solo quando sto con lei o penso a tutt'altro, ovvero mentre lavoro. Ma si può notare quando sto male, quando mi estraneo dal discorso e quando purtroppo ora tutto ciò mi fa anche sentire male dal piano fisico. E quindi cerco constantamente di pensare ad altro. E i telefilm, i fumetti, lei, mi aiutano. E con loro anche la musica. Il nuovo cd del Danielone mi piace tanto, così tanto che vi metto una canzoncina tratta appunto da "S.c.o.t.c.h.". Buon ascolto.

Ci sono volte in cui lo so
che pensi che sia matto
che non apprezzo fino in fondo tutto ciò che ho
e forse è vero, ma non sono mica soddisfatto
anzi, scusa amore, io resto alzato ancora un po'
Ho cominciato a 16 anni a non dormire molto
e usare il tempo fino all'ultimo secondo che si può
Persino adesso che al risveglio pago sempre il conto,
ancora mi racconto che prima o poi riposerò.
E' qualcosa che scorre nel sangue
l'arsenale lirico dei sogni
ma la notte paga in contanti
il giorno si estingue
è acqua che scorre
è solo acqua che scorre
E' tutto quello che succede quando il mondo è spento
e forse è l'unico segreto che conserverò per me
come la luce artificiale che mi porto dentro
per congelare il tempo quando di tempo non ce n'è
Ecco perchè quando mi guardi non ci sono
io sto dormendo e giuro sogno anche se parlo con te
Nella tua stanza il silenzio è di velluto
io mi addormento, amore, e sogno anche per te
E' qualcosa che scorre nel sangue
l'arsenale liquido dei sogni
ma la notte paga in contanti
il giorno si estingue
è acqua che scorre
è solo acqua che scorre
Se collassa questo cielo che ci veste per la festa
di una strega di paese e di un cavaliere osceno
è solo acqua che scorre
è questa notte che corre
è solo acqua che scorre
è questa tempo che corre

giovedì 7 aprile 2011

Pensiero stupesce - Elio e le storie tese (colonna sonora Boris - Il film) - testo e accordi



Aspettando che arrivino le parole giuste per recensire il film di Boris, sono arrivati gli accordi della meravigliosa "Pensiero stupesce", colonna sonora del film scritta e cantata da Elio e le storie tese. D'altra parte, cosa potevate aspettarvi da uno che aveva già imparato la canzone a memoria ancora prima di guardare il film? :D
Che bella gente, e che buon vino! :P

PENSIERO STUPESCE - ELIO E LE STORIE TESE

Do Do4 (alterna per tutto il verso)
La TV è come la mafia: non se ne esce
se non da morti
Uno che conoscevamo ci è riuscito
però poi si è impiccato

fa
Dopo la TV c'è il cinema,
re sol fa
dopo il cinema la radio e poi la morte

Do
Alla fine l'unica cosa seria in Italia
è la ristorazione
La- fa
Che bella gente e che buon vino!
Do
Oh yeah!
La- fa Sol Fa
Recitazione, copione, intensità e faccia di merda

Do sol la-
Boris Boris Boris Boris
mi- sol fa
Boris al cinema
-"Natale con la casta"!-
do sol la-
Boris Boris Boris Boris
mi- sol fa
Boris al cinema
-Nei normali cinema!-

Sol fa
Pensiero stupesce
do do4
che nasce e perisce
sol
che cresce e decresce
fa
che rientra e fuoriesce
do do4
ma attenti alle lische!

sol fa
Pensiero stupesce
sol fa la-
che la gente rapisce nel cinematografo
Lab Sib do
con l'impepata di cozze


Do
Quando un telefilm di culto approda al grande schermo
solitamente
La- fa do
è una ciofeca tipo "Sesso and the city 2"

fa re sol
Per fare botteghino ci vuole un bel "Natale con la casta"
-"Natale con la casta"!-

Sol fa
Pensiero stupesce
do
che nasce e perisce
sol
che cresce e decresce
fa
che rientra e fuoriesce
do
ma attenti alle lische!

sol fa
Pensiero stupesce
sol fa la-
che la gente rapisce nel cinematografo
Sib Do Re
con l'impepata di cozze

Re La Si-
Boris Boris Boris Boris
Fa#- La Sol
Boris al cinema
-Con l'impepata di cozze!-
Re La Si-
Boris Boris Boris Boris
Fa#- La Sol
Boris al cinema
-In alcuni cinema!-

Re La Si- Fa#- La Sol
Boris Boris Boris Boris
-Nei cinema d'essai!-
Re La Si- Fa#- La Sol
Boris Boris Boris Boris
-Nei cinemi dell'oratorio!-

-Scaricato dai siti russi pirati!-

-In videocassetta!-

lunedì 28 marzo 2011

Le Navi - Daniele Silvestri



E' lunedì, è da una settimana che si scrive ininterrottamente e gli accessi al Bloggo aumentano pian pianino, così tanto da prevedere ottime chicche per le ricerche del mese di Marzo. Comunque da domani sarà in vendita il nuovo cd di uno dei miei autori preferiti. Conto di prenderlo, perchè del signor Silvestri ci si può sempre fidare, e spero ardentemente di vederlo dal vivo in codest'anno. Per capire chi è e cosa propone, nel suo nuovo cd chiamato "S.C.O.T.C.H."(un acronimo che ogni fan sta interpretando a proprio modo, appena mi viene qualcosa ci provo anche io), vi linko due canzoni, non solo una, intitolate "Le Navi" e "Appello", prese paro paro da "Che tempo che fa", pure se Fazio me sta antipatico.

Inserisco il testo solo della prima. De "L'appello" purtroppo ancora non si trova. Appena lo troverò, lo posterò sicuramente.

Le Navi

Si salpino le navi,
si levino le ancore e si gonfino le vele,
verrano giorni limpidi e dobbiamo approfittare
di questi venti gelidi
del grego e del maestrale, lasciamo che ci spingano
al di là di questo mare,
non c'è più niente per cui piangere e tornare.
Si perdano i rumori, presto si allontanino i ricordi e questi odori,
verranno giorni vergini e comunque giorni nuovi,
ci inventeremo regole e ci sceglieremo i nomi
e certo ci ritroveremo
a fare vecchi errori,
solo per scoprire di essere migliori.
Mentre tu,
intanto nel tempo che resta,
sei già qui
accanto e già molto diversa
e bellissima,
sei bellissima.

venerdì 25 marzo 2011

Eye of the tiger

Lo so, chiedo scusa in anticipo, la promessa del "un post al giorno" è ridicola se la infarcisco di video. Ma è solo il primo di codesta settimana e sarà l'ultimo. E poi oggi sono molto occupato e questo è l'unico momento libero che avrò da ora fino a stasera(o stanotte), indi prendete ciò che vi passa il convento che in questo caso vede nella mia persona tutte e tre le figure di suora, novizia e madre superiora.
La canzone che vi posto è uno dei cavalli di battaglia di ognuno di noi, secondo me. Un pezzo che dà la carica e oggi, e nei prossimi due giorni, avrò bisogno di tutta la carica possibile. Mi sento forte ma avere un po' di musica, dalla propria parte, è sempre un fattore positivo. Se poi è questo meraviglioso pezzo dei Survivor, l'adrenalina e la voglia di fare aumentano in modo esponenziale tendente a più infinito. Buon ascolto.

Ps: Mi gaso troppo quando la suono a Rock Band.



Il testo è nel video, indi inserisco solo la traduzione.

Torno di nuovo sulla strada
Ho fatto il mio tempo, ho avuto le mie occasioni.
Sono stato lontano. Ora sono tornato sui miei passi
Solo un uomo con la sua voglia di sopravvivere.
Troppe volte succede cosi velocemente
Che tu in cambio di gloria svendi la tua passione
Non dimenticare mai i tuoi sogni del passato
Devi combattere per tenerli vivi.

E' l'occhio della tigre.
E' il fremito del combattimento
Che cresce per la sfida con il nostro rivale
E l'ultimo sopravvissuto
insegue la sua preda nella notte
E ci sta guardando tutti
con l'occhio della tigre

Faccia a faccia fuori nel caldo torrido
Tenendo duramente i morsi della fame
Loro evitano le avversità
Noi scendiamo in strada
Per uccidere abilmente per sopravvivere.

E' l'occhio della tigre.
E' il fremito del combattimento
Che cresce per la sfida con il nostro rivale
E l'ultimo sopravvissuto
insegue la sua preda nella notte
E ci sta guardando tutti
con l'occhio della tigre

E' l'occhio della tigre
E' l'occhio della tigre