martedì 9 dicembre 2008

Vivere e morire...



Ballare al cielo,
questo stasera chiedo,
che sia per un secondo
o per un tempo indefinito.

Gridare alla luna,
questo or mi auguro,
che sia per un dolore
o per la scomparsa di un colore.

Vedere il mare,
anche solo per un attimo,
io che l'ho sempre odiato
per quel sapore salato.

Sentire l'amore,
quello vero e doloroso,
forte e meraviglioso,
fuggevole e rovinoso.

Toccare il tuo viso,
fermarmi a elaborare,
con cura, il tuo sorriso.
Sempre così preciso.

Assaporare il tuo essere,
abbracciare i tuoi limiti,
sfiorare i tuoi abiti,
amare i tuoi animi.

sabato 6 dicembre 2008

Sonetto n°1

La poesia è del Signor Andrea De Iasio, componente importante di pezzi storici di vera ilarità che mi hanno portato, ogni tanto, a reputarlo un vero genio. Qui ci dedica una poesia toccante con un pizzico di divertimento che la esaltano fino al culmine del vero essere. Insomma, na poesia molto bella. Prego.



Vive un germoglio per morte del fiore.
Muore la notte, ché viva il mattino.
Vivrà il sole ché, nel suo splendore,
Non si rimpianga il ieri in declino.

Muore una bestia e vive la fiera,
Sì la natura governa il mondo:
Cessa un respiro, ma in ogni maniera
quello che muore sa render fecondo.

Implicito inizio nella nuova fine
Porta già in grembo destino affine,
E perde senso finanche l'addio.

Eppur sconvolge l'amor la coerenza.
E quindi ammetto in piena coscienza
Che se muori tu, morirò anch'io.

(da una quindicenne al suo Tamagotchi)

venerdì 5 dicembre 2008

Meraviglioso



E' vero, credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardavo l'acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù.


"Mi ricordo la mia prima volta. Ero in macchina. Era buio. Ero solo." Strano. Strano che in questo momento, che dovrebbe essere drammatico, mi venga questa battuta in testa. Strano. Però sorrido. Manco mi ricordo di chi era. Ma adesso non è importante. Sono su un ponte. Sotto di me c'è il fiume. Sono sul parapetto, o cornicione? Non ho mai capito come si chiami precisamente. E vedo l'acqua. Ho una voglia matta di saltare. E' tardi. Molto tardi. Quasi presto. Ma è inverno. Fa freddo. A nessuno verrebbe voglia di uscire a quest'ora e con questo vento. Quasi mi spinge verso il baratro. O qualcuno mi sta mettendo alla prova o mi incita senza dubbio a lanciarmi nel vuoto. Rido. Di nuovo. Non per una battuta stavolta. Ma per quanto sia patetico e banale quello che sto per fare. Suicidarmi per la fine di una storia d'amore. Banale. Banalissimo. E se ci aggiungo anche la fine di una grande amicizia sembra ancora più banale. Quasi mi vergogno a dirlo. Il mio migliore amico con la mia ragazza. E li ho sorpresi assieme quando io sono tornato nel mio appartamento senza avvertire. Per forza. E' il MIO appartamento. Chi devo avvertire? Avevo lasciato lei a dormire dentro al mio letto. Ieri sera mi aveva anche fatto i complimenti per la mia prova d'amatore. Str...
Manco ci riesco a dirlo. Banale. Tutto troppo banale. Ed io adesso medito il suicidio dopo che le ho viste assieme. Le. No, non ho sbagliato. Questo non è banale. No, no. E' roba da fantasie erotiche maschili fin dall'alba dei tempi. Il mio migliore amico in realtà è una ragazza: Giulia. Abbiamo diviso molte cose io e lei. Scuole, università, dolori, gioie, lavoro. Non mi sarei mai aspettato di dividerci anche la ragazza però. E le ho trovate assieme, nel letto, che si divertivano di gusto. Qualsiasi trama di film porno prevederebbe questa scena. Ma a me non piaceva. Mi hanno visto. E hanno provato a spiegarmi. A dirmi che Giulia cercava me perchè era triste dalla fine della sua storia d'amore e voleva parlarmi. Ma non mi ha trovata perchè, ma tu guarda, ero a lavoro e lei se n'era dimenticata. Ed in casa chi c'era? Anto. Il mio amore. Banalissimo.
E le due anime pie hanno iniziato a chiacchierare e pam, frittata è fatta. In un gesto si sono innamorate e subito a letto assieme. Evvai. Che pacchia per il tipico maschio. Due ragazze per me. Rocco Siffredi sarebbe fiero di me. Balle. A loro non servivo. Ne prima, ne adesso. Colpito, rovinato e affondato in due secondi. Dalle due persone che più amavo a questa vita. Ed ora sono qui. Pronto a lanciarmi. Se consideriamo il fatto che non so assolutamente nuotare, banale, mettiamo ancora più pepe alla cosa.
Vedo il luccichio dell'acqua che mi tenta. Sento Nettuno, il dio dei mari a quello che so, credo anche dei fiumi o ce ne sta uno diverso? Bah. Comunque lo sento, lui o chi per lui, che mi spinge a buttarmi. E ci penso. Al mio dieci mi butto. Tanto lo so che Giulia e Anto mi verranno a salvare. Banale. Molto banale. Magari allo scoccare del dieci. Banalissimo. Così banale che adesso faccio prima a dico direttamente:
"Dieci" (silenzio)
"Dieci!!!" (silenzio)
"Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, Dieci!!"
Niente. Avranno trovato traffico. D'altronde alle cinque del mattino non si riesce mai a trovare parcheggio in questa città. Si, si. Deve essere proprio così.
"Fermo!" - Lo sapevo. Sono arrivate.

D'un tratto qualcuno alle mie spalle
forse un angelo vestito da passante
mi portò via dicendomi così.


"Fermo. Cosa vuole fare?"
"Oh mie ragazze. Vi ho perdonate già. Ragazze?"
"Mi scusi, giovanotto. Le serve una mano? Scenda da quel cornicione!"
"Parapetto!"
"Fa lo stesso. Scenda,su, non sia sciocco."
Scendo. Voglio vedere in faccia l'ominide che si è permesso di salvarmi prima dell'arrivo delle mie due ragazze. Oh Dio santo! Un vecchietto basso ed ingobbato con la barba alla Babbo Natale. Noooo!
"E tu chi saresti? Lo spirito dei Natali Passati? Si, ci somigli al Grillo Parlante di Pinocchio." - Quando mi ci metto sono veramente simpatico.
"Giovanotto, hai molto spirito per uno che si voleva buttare giù da cinquanta metri di altezza.E' inusuale che quelli come te siano spiritosi!"
"Quelli come me? In che senso? E insomma, nonno, che ci fai in giro a quest'ora? I bar ancora non sono aperti, vuoi farti un cicchetto insieme? Ma si, dai, offro io!"
"Idiota di un suicida! Sei morto e sono San Pietro e ti porto all'inferno. Non hai capito niente!"
Oh cazzo. Non me l'aspettavo. Devo reagire con grande onore!
"Noooooooooo! Mondo crudele, cattivo, derelitto.Ma perchè mi sono buttato? Perchèèèèè? Perchè l'ho fatto? Io volevo vivere. Volevo vivere! Buaaaaaaaaaaa"
"Alzati idiota! Era uno scherzo. Vedi che sei sempre più idiota? Tu vuoi vivere. Sennò mica ti saresti messo a frignare come una femminuccia. Alzati e vieni con me."
Lo sapevo. In cuor mio sapevo che scherzava. Si che lo sapevo...mio Dio e che colpo che mi ha fatto prendere, vecchio ubriacone!
"Dove andiamo nonno? Spogliarelli? Niente lesbo che stasera non sono in vena. Bar? Un cicchetto all'osteria?"
"Niente di tutto questo, giovanotto!"
"Ma tu chi sei eh? Uno di quelli che nei film ti mostra il bello della vita e poi si scopre che non è mai esistito o è morto da un centinaio di anni?"
"Tiè! Menagramo! Tiè! Io sono vivo e vegeto. Eri tu il suicida, mica io. Ci tengo alla mia pellaccia, io!"
"Ma dove stiamo andando?"
"A casa mia, giovanotto!"
"Mi scusi, lei è un bell'uomo e un brav'uomo. Ma sa, io non sono avvezzo a quelle cose...cioè io sono dell'altra sponda...cioè della sponda cosidetta "normale"...uff è complicato!"
"Ma zitto e guida. Ti faccio vedere quanto è bello vivere. E quanto il mondo sia meraviglioso."

Meraviglioso, ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia meraviglioso
meraviglioso, perfino il tuo dolore
potrà apparire poi meraviglioso


Ecco. Da aspirante suicida tradito dalle donne che più contavano nella mia umile esistenza a autista di un vecchio pazzo che da dieci minuti non fa che cantare sta canzone di Modugno. Secondo me sono su Scherzi a Parte. Ma si. Lui l'ho già visto in televisione. Che genio che sono.
"Ti ho sgamato mascherina!" - sei in mano mia ormai.
"Cosa stai dicendo?"
"Tu! Tu! Sei Ernesto Mathieux. Ti ho visto in centinaia di film o in tv. Sei un grande. Se hanno chiamato te la produzione sta messa bene a soldi. Dove sono le telecamere? Mi stanno riprendendo il lato sinistro o il destro? No, perchè sul sinistro ho un neo non molto chic. E quindi anche l'episodio di stamattina era...
Ciaff. Mi ha mollato uno schiaffone. Mi ha dato uno schiaffote. E' piccolo ma mena. E forte. Se non fossi contro la violenza risponderei per le rime. Ma è così adorabile, nonnuccio bello.
"Scusami, ho sbagliato attore?" - Ciaff. Un altro schiaffone. Oh cazzo, bastardo, ignobile vecchiaccio da quattro soldi. Ma ti spezzo in due io. Inchiodo adesso e ti butto contro il vetro a velocità supersonica.
"Frena. Siamo arrivati." - Comanda pure. Ah, io lo ammazzo. Lo prendo a calci. Uhm...speriamo che ci sia la signora in casa. Devo dirgli un paio di cose sul suo tenero maritino. Uah Uah Uah.
"Seguimi, giovanotto." - Noooo! Ricomincia a cantare!!

ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato il mare
tu dici: "Non ho niente"
ti sembra niente il sole
la vita, l'amore.
Meraviglioso, il bene di una donna
che ama solo te. meraviglioso
la luce di un mattino
l'abbraccio di un amico
il viso dì un bambino, meraviglioso.


"Posso fare degli appunti sula canzone? Primo: una donna che ama solo me non c'è, dato che è così generosa che ama anche la mia migliore amica. Secondo: la mia migliore amica non abbraccia me ma la mia ragazza, per allacciarmi al punto primo. Terzo: Il viso di un bambino non è sempre meraviglioso, ce ne sono certi che prenderesti a ceff...
"Zitto idiota. Entra, su!"
Oh mio Dio. Sono nella tana del Bianconiglio. Ora la gang di vecchietti arzilli mi rapinerà e chiederà il riscatto ai miei...non accetteranno mai. Per mia madre le basti sapere che ho qualcosa da fare ed è contenta.
"Signor Ernesto. La ringrazio per tutto quello che ha fatto ma io me ne devo an.."
"Vieni qui, giovanotto. Mi aiuti a spostare questa tenda?"
Uhm...massì và. Cosa può esserci di strano in una tenda. Spero che non azioni qualche botola spostando i fili.
"Oh mio Dio!!"
Una stupenda visione. Una vetrata gigantesca con vista mare, o fiume, più il secondo credo. Con le case ai lati e il sole che fa capolino all'orizzonte. Uno spettacolo magnifico. Una gioia immensa sto provando e manco so il perchè.
"Allora, che ne dici?"
"Oh mio Dio! Mr Magoo dei poveri sei veramente un grande. Ma quanti aspiranti suicidi raccatti ogni sera per fargli vedere questo spettacolo?"
"Tu sei il primo che non si è buttato!"
"Su?"
"Duecentododici persone."
"E' pur sempre una buona media. Si può sempre migliorare."
"Idiota, sto scherzando!"
"Ah ah ah. L'avevo intuito!!"
"Erano duecentoventi!"
"..."
"Ah giovanotto, tu si che sei uno spasso. La tua faccia in questo momento me la stamperei per poi appendermela per ricordo. Anzi. Aspetta."
Click. E fa una foto dal suo telefonino ultimo modello. Anche tecnologico il vecchio.
"Comunque scherzavo eh. Sei il primo che abbia visto fare una cosa del genere. E ho pensato bene di darti una botta di via per farti riprendere."
"E perchè alle cinque del mattino eri in centro da solo eh?"
"Soffro d'insonnia!"
"E sua moglie?"
"Mai sposato!"
"Amici?"
"Nessuno, tranne quelli del bar."
"Pensione?"
"Eh, su quella non mi lamento. Mi basta per vivere ma riesco anche a soddisfare alcuni miei vizi."
"Uomo fortunato allora. Io non l'avrò mai."
"Giovanotto viviti il bello della vita perchè è una sola. E' qualcosa di meraviglioso, e tu devi solo..."
E bla bla bla bla bla bla bla. Ora mi fa il polpettone su quanto è bella la vita, su come sono fortunato, che ho tutta l'esistenza davanti, e patapim e patapam. Persino quella gomma da masticare sul soffitto sembra essere più interessante di questo discorso. Gomma sul soffitto? Ma che combina il vecchietto?
"Puoi abbassarti un attimo, giovanotto? Vorrei dirti una cosa nell'orecchio!" - Ecco. Sicuramente una frase mielosa come: "Sei il figlio che non ho mai avuto" o roba del genere.
Ciaff. No! Un altro schiaffone.
"Così t'impari a non darmi retta. Imbecille." - Vecchiardo malefico, ti burli di me solo perchè sono gentile e premuroso. - "E ora vai che aspetto gente."
"Devono venire per organizzare il tuo funerale dato che sei morto stasera e il tuo spirito buono mi ha salvato la vita?"
"Tiè! Tiè! Tiè! Giovanotto o te ne vai o penso che ritroverai una scarpa in faccia". Meglio starlo a sentire. Se lancia come prende a schiaffoni va a finire che devo passare all'ospedale prima di tornare a casa.
"Vabbè nonno, io vado e grazie di tutto. Ah, ma che ci fa una gomma da masticare sul soffitto?" - La curiosità mi rode dentro.
"Un giorno volevo vedere se ce la facevo a farcela arrivare al soffitto. Ci sono riuscito così bene che è rimasta là."
"Ah, che vecchietto curioso."
"Suvvia giovanotto, ricordati che stasera passerà lo spirito dei Natali Presenti. Fatti trovare pronto!"
"Lo sapevo che c'entravi qualcosa tu!" - Mi sento felice, avevo ragione per una volta.
"Uah Uah Uah" - Ride. Perchè ride?
"Tu sei una sagoma, ragazzo. Credi a tutto eh? E se ti dico che sono la Befana cosa fai? Mi chiedi i dolcetti? Vai vai e non ci riprovare a buttarti eh. Che la vita è bella. Anzi, meravigliosa."

Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato il mare
tu dici non ho niente
ti sembra niente il sole
la vita, l'amore, meraviglioso.


Scappo prima che ricominci a cantare. Uff. Che nottata movimentata. Da aspirante suicida non potevo trovare un aiuto migliore per riprendermi. Quasi assomigliava ad un folletto, il nonnetto. Si. Mò torno a chiederglielo. No, è meglio di no. E' cattivo quell'uomo lì. Mi prenderebbe a ceffoni di nuovo. O a scarpate. Meglio tornare a casa. Da oggi vita nuova. Ho perso ragazza e migliore amica in un solo colpo. E ccheffà! Andiamo avanti nel bene e nel male. La vita è lì che mi aspetta. Tocca a me renderla meravigliosa. E anche se due pezzi importanti della mia vita si sono persi per strada, non per mia volontà, io ci sono ancora. E finchè ci sarò io tutto andrà bene. Tiè. Ho fatto anche la morale, ora potete davvero andare. A fare qualunque cosa vi piaccia. C'è un ragazzo/a che vi piace e avete paura di dirglielo per non compromettere la vostra amicizia? Diteglielo, che senso ha soffrire per niente? C'è una cosa che avete dentro e non riuscite a trattenerla più? Sfogatevi. Avete un segreto da confessare? Fatelo. Avete voglia di fare all'ammore? Fatelo, in due preferibilmente per incominciare.
Avete voglia di abbracciare qualcuno? Che ne so, vostra madre, vostro padre, il vostro migliore amicio, il vostro vicino di casa, la ragazza del palazzo che vi piace da quando eravate bambini? Fatelo, un abbraccio non si nega a nessuno.
Avete voglia di urlare? Fatelo. Di gridare contro il cielo o il vostro amore per qualcuno o il vostro dispiacere verso il mondo? Fate qualunque cosa vi faccia stare bene. Non passate il tempo ad intristirvi. Cioè, lo potete fare, in certe occasioni, o anche ogni tanto senza motivo, solo per hobby, ma non sempre. La felicità è dietro l'angolo, la strada, la città. In un posto assai vicino a voi e manco la notate. La felicità è lì, basta afferrarla. Non siate tristi, sorridete, e il mondo sarà felice insieme a voi. La vita è una sola. Viviamocela.

La notte era finita
e ti sentivo ancora
sapore della vita
meraviglioso, meraviglioso...


Come è andata come morale finale? Decente? Son soddisfazioni.

giovedì 4 dicembre 2008

Era lei...



Ecco un piccolo racconto inviato per un concorso di una marca di vini. Si, avete capito bene, aboliremo L'ici...no, ho sbagliato. Si, dicevo, una marca di vini che ha ideato un concorso letterario con parametri precisi: numero di caratteri limitato(non mi ricordo a quanto, ma una pagina di Word alla fin fine) e il tema portante doveva essere il vino e il suo mondo. Io son partito da quello per creare una storia di amore e amicizia. Piccola e semplice. Ovviamente nessun premio e nessuna menzione, non sono tra i primi tre ma continuo a lottare. Ecco a voi:

Otto. Sono le otto e di lei neanche l’ombra lontana. E’ in ritardo di mezz’ora e neanche richiama. Mi lascia qui ad aspettarla affamato e impaziente, e il film inizia tra un’ora.
Ma lei non c’è. La tavola è imbandita. La pasta è quasi pronta. E il vino è lì, immerso nel ghiaccio, bianco, amaro. Come la mia vita in questi giorni.
Ma andiamo con ordine.
Lei è Paola. La mia amica. Dico “la” perché lei è quella che mi somiglia di più. Mi sopporta e mi supporta di più. Mi capisce di più. E’, forse, l’unica che cerca di farlo. E, purtroppo, condivide con me la stessa sfortuna in amore. Abitualmente ci ritroviamo a discutere dei nostri insuccessi sentimentali e, a turno, prepariamo il nostro consueto piano di fuga. Cerchiamo di consolarci con una tavola imbandita, un vino, sempre amaro per ricordare l’amarezza del rapporto finito, un filmetto strappalacrime per restare a guardare ,invidiosi, la facilità dei sentimenti dei protagonisti ed, infine, ci attenderà una lunga chiacchierata sui motivi della fine del nuovo amore con relativi pianti, sfuriate e rassegnazione. E poi tireremo dal frigo quella bottiglia di rosso, pregiato, dolce, intenso, che servirà come speranza per il futuro. Un po’ di dolcezza nella sofferenza.
E pensare che saremmo perfetti insieme. D’altronde siamo fatti l’uno per l’altra. Uguali. Perfettamente uguali. Ci piace la stessa musica, gli stessi film, gli stessi libri, ma sarebbe troppo facile. Troppo uguali. Non ci piacerebbe affatto. Purtroppo. E poi rischieremo di perderci se tutto andasse male. E quindi continuiamo a vagare cercando il vero amore e se non accadrà saremo sempre pronti a supportarci, nel bene e nel male.
Ma oggi non sarà così. Lei ha trovato il suo principe azzurro. E’ un amore che mantiene. Sette mesi. Non un gran record ma è tutto perfetto. Si amano. Stanno pensando di andare a convivere. Forse sarà la fine delle nostre cene. Dei nostri brindisi dedicati a tutti quelli che ci hanno fatto soffrire. Ma non è un problema. Sarò contento anche se tutto finirà. Perché lei avrà trovato il suo amore. E forse ,poi, arriverà anche il mio momento.
E quindi stasera festeggiamo. Perché la convivenza è nell’aria. Ma sono sempre le otto. Anzi. Le otto e un quarto. E lei non arriva. Non mi ha chiamato e neanche mandato un messaggino. Sono qui, all’oscuro, e aspetto. Intanto inizio a bermi un bicchiere di quel bianco, amaro, per iniziare a mandare giù il boccone. Si, me l’immagino. Ora lei arriverà e mi dirà che è felice, è pronta a trasferirsi a casa sua. E’ pronta a provare ad avere una famiglia. E io,forse, sarò messo alla porta. Ma fa niente. La vita è fatta di sorprese. Piacevoli e non. E butto giù il secondo bicchiere. Calmo. Mi trattengo. Non vorrei farmi trovare brillo. Oggi si festeggia. Dobbiamo farlo. Per lei è la fine di una ricerca durata trent’anni.
Otto e quarantacinque. Ho l’impressione che non venga più. Vabbè, un pò me l’aspettavo. La bottiglia è quasi finita, sintomo che non sono in grado di rispettare il benché minimo proposito. Ma si. Fa niente. Oggi si esulta. Oggi è il giorno della riscossa. Alzo il bicchiere al cielo. E urlo quasi. Per lei. Per me.
“A te, Paola. Che hai trovato ciò che cerco da un vita. Un amore vero. A te e alla nostra amicizia. Ovunque tu sia”.
“Sono qui”
E’ lì, davanti a me. Non l’avevo neanche notata. Devo essere più che brillo.
“Paola, piccola mia. Tutto bene?”.
“No, Nicola mi ha lasciata. Per questo ho fatto tardi. Ha avuto paura della convivenza.”
“Ma non l’aveva proposta lui?”
“Si, ma è fuggito. Ed è finita. Stop. Chiusa.”
E la guardo. E dire che è distrutta è dire poco. E siamo di nuovo da capo. Di nuovo insieme contro tutti. Di nuovo devo cercare di consolarla quando questo è impossibile. Mi dispiace che sia finita. Mi dispiace a tal punto che mi coglie impreparato. Non so che fare. E mi alzo. Allargo le braccia. Lei si avvicina. La stringo a me.
“Stasera niente film, prendo la bottiglia di rosso dolce e ce ne freghiamo di tutti.”
Nessuna risposta. Solo un lento pianto…

mercoledì 3 dicembre 2008

Buon Blogeanno



Il 23 Novembre scorso, se ho visto bene, si è festeggiato un anno di questo meraviglioso blog, così meraviglioso che i Negramaro ci hanno dedicato una canzone. Ah, sciocchini. Comunque non avendo festeggiato ancora degnamente questo anniversario, ho deciso, di comune accordo con il mio co-admin idiota, di fare questa poesiola di festeggiamento. Non vi preoccupate, niente di deprimente. Natale è vicino e dobbiamo tutti essere più felici. Obbligatoriamente. Se siete tristi verrete eliminati dagli sgherri di Babbo Natale. State sorridendo? Bravi...così si fa. Buona lettura.

Evviva evviva è passato un anno
e Diggi e Lutty ancora qui stanno
per il dominio incontrollato
ancora non hanno litigato
ma Natale non è ancora arrivato
e il colpo gobbo va aspettato.

E si continua felici più che mai,
Lutty scrive sempre, Diggi dove stai?
Si chiedono i mille utenti ricercatori,
che assoldan detective purchè si ritrovi,
"Questo blog è più mio che tuo"
disse il Diggi, ma il Lutty rispose:
"Da quanto accenni a Paola sembra più suo!"
e più il problema non si pose.

Ma siamo qui giunti per festeggiare
tutti a tavola siam pronti a sfornare
la torta per il nostro amato blog
e ora come trovo la rima con "og"?
Smog, Frog, sigh e sogh?
Ci dev'essere qualcosa di adatto
che con "blog" ci stia perfetto.

Di tutte le mie conoscenze verbali
questa è una delle meno usuali.
Trovare una rima maledetta
che, magari, non sia mai stata detta.
"Ancor le poesie vai dicendo,
non vedi che nessun va commentando?"

Il Diggi cattivo ha pur ragione,
con le mie rime sto intristendo una nazione
credo che sia giunto un momento di stop,
no! Mi sono ribloccato con "op"!
"Vedi non ne sei in grado!
Solo io declamerò in uno stadio,
e la folla mi acclamerà festante
come se fossi un siffatto cantante."

"No, Diggi, così non sarà,
ci scommetto casa e sto portafoglio qua,
le mie opere saranno amate
o perlomeno, magari, può darsi, insomma, apprezzate."

Ma il Diggi risponde da amico:
"Lutty, in verità, in verità, ti dico.
il club dei depressi dopo la tua poesia,
ha chiuso i battenti ed è andato via.
Perchè nessuno reggeva il tuo livello
e tutti hanno capito che vivere è bello."

"Uhm, hai ragione, e testè chiudo la singolar tenzone!
Il mio portafoglio ti cedo,
con tutto quello che possiedo,
ma se credevi in denaro sonante,
ti accorgerai che non ho un bel niente.
Uah uah uah, ti ho fregato,
come un citrullo ci sei cascato!"

"Ah poffare! Che gran lenza!
Come farei a viver senza?
Vieni qui e festeggiamo
il traguardo che aspettavamo.
Ma una domanda caro Lutty,
probabilmente se la stanno a fare tutti."

"Mi, enunci, mio amico Diggi
che la casa mi dipingi!"
(Si, è strana come rima,
ma è la prima che mi veniva.)
"Tutto sto casino e sta scommessa,
per una rima non concessa?"

"Ovvero?"-chiedo io-"cosa mi vuol dire?
in cuor mio, non riesco a capire!"
"Te lo spiego con parole chiare,
prima che questa torta mi accingo a mangiare,
per festeggiare un anno di blog,
ma l'hai trovata sta rima con "og"?"

"No!"
"E quindi?"
"La finisco qua!"
"Come "qua"?"
"Qua!"
"Proprio qua?"
"Si, qua!"
"E qui e quo?"
"Me l'aspettavo sta battuta. Che vergogna!"
"A non averci pensato tu?"
"Vabbè, ciao!"
"Ciao, ma te ne vai?"
"Ho cambiato idea, addio! E' meglio, molto meglio. Quando esci chiudi il post che fa freddo."
"Si, mamma"

E vissero tutti felici e contenti
perchè così facendo aumentarono gli utenti
che scrivevano più commenti
e conclusero la giornata felici e festanti.

martedì 2 dicembre 2008

Binario n° 4



E dopo due botte di simpatia consecutive ci voleva qualcosa per riportare l'ambiente ad intristirsi no? Indi ecco un altro "piccolo" componimento del maestro De Depressis. Grande uomo. No, maestro, non si ammazzi, no, è così bella la vita. Maestro!!!

E un'altra sera se ne và,
e io non capisco cosa sto facendo qua,
e una giornata se ne è andata,
magari sempre un pò movimentata.

E ti ho vista ancora una volta,
e la mia anima è morta,
che sfiga starti lì a guardare,
senza neanche poterti toccare.
(figuriamoci assaggiare)

E ti fai sempre più lontano,
un giorno arriveremo a camminare mano nella mano?
O è tutto ancora un sogno,
un desiderio di quello che ho bisogno?

Ma con i sogni non si va avanti,
sennò sarebbero felici tutti quanti,
e continuo a scrivere per un amore,
che, forse, non vedrà la luce del sole.

E una "Serenata Rap" te la potrei anche dire,
ma non sono in grado, ma se mi fai finire,
ti dedico una poesia per definizione,
qui al buio, nel ventre, di questa stazione.

E rimango ad aspettare
il treno della mia esistenza,
ma non vuole arrivare
e vivo ancora senza.

E rimango qui a pensare
alla mia vera esistenza,
alla tua bocca da baciare,
ma deve avere pazienza.

Pochi minuti mi separano ormai,
dall'arrivo del mio treno e sai,
che forse questo viaggio mi può aiutare,
magari la finisco di desiderare.

Qualcosa che io non dovrei mai avere,
il sogno di una storia che brucia nelle vene,
qualcosa che al mattino ti fa svegliare,
con la voglia solo di poter amare.

E questa fortuna è meglio che non l'abbia,
finirei di rovinarla come le scritte sulla sabbia,
Ma forse, in cuor mio, aspetto il momento
di rivelarti tutto quello che ho dentro.

E rimango qui ad ascoltare
il silenzio dell'essenza,
tutto quello che riesci a dare,
anche senza la tua presenza.

E rimango qui a suonare
la melodia dell'assenza,
tutto quello che riesci a fare
anche senza la tua presenza.

E alla fine tutte queste parole,
servono si, ma sono come note sole,
insieme sono dei pensieri scritti su un foglio,
e dedicati a te che sei il mio meglio.

lunedì 1 dicembre 2008

Dicembre...



Scoop incredibile del Bloggo degli Sgrittori. Nostri informatori sono riusciti ad avere il testo originale del successo di questo mese, ops, dell'altro mese. Difatti la canzone è scaduta chiamandosi "Novembre", uah uah uah, che sagomaccia. Comunque qui il testo scartato del grande Tiziano Ferro. Non si sa per quale motivo l'abbia cambiato dato che era molto meglio di quello che circola nelle radio. Mah...misteri dello show system. A voi:


Ho...ho...ho...hoooooooooo...ho...ho...

Io, ti ho fatto diventare una cantante
ora tu ti cali le mutande,
Oh, ma guardati sei così perfetta,
io ti immagginavo più sciaquetta.

Oh, un successo tira l'altro e sei contenta
la folla di fan non ti spaventa,
adessso vuoi ancora una canzone,
ma non per niente sono il tuo autore.

Infatti attendo la mia ricompensa,
niente di osceno, non ci penso,
voglio che mi ami alla follia,
ma poi buttami in mezzo ad una via.

Così ci faccio ancora un bel successo,
che, se ci pensi, è sempre lo stesso,
canto continuamente delusioni,
che, se passo davanti alle personi,(ah, che licenza poetica!)
si grattono tutti i...calzoni?

A novembre
la città si chiede in ogni istante
perchè sono sempre così deprimente
sarà la mia infanzia da cicciotto
ma credo che con sta storia ho rotto

ho...ho...ho...rotto rotto...ho...ho...rotto...

Cara Giusy,
io ti ho scritto sta canzone,
e poi tu mi inviti al tuo concertone,
all'infine c'è sempre il pagamento,
che trasforma la mia storia in tormento.

A novembre
la città si deprime in ogni istante
forse vuole un altro cantante,
che non sia sempre così triste,
che fa solo canzoni pessimiste.

Ho...ho...ho....rotto proprio io ho...ho ho ho...merito una clinica...ho...specializzata per ...depressione post-traumatica...ho...così almeno me ripiglio...e magari scrivo meglio...ho...ho...ho....

sabato 29 novembre 2008

Quando Diggy mangia pesante (leggi come: conversazione surreale per un post inutile)



Cosa succede ad uomo che ha mangiato un pacco di Loacker dieci minuti prima di mangiare un enorme vassoio di pizza? Noi di Diggyger lo sappiamo, e abbiamo riportato per voi, e soltanto per voi, la conversazione che quella notte il povero malcapitato ebbe con un uomo che con i suoi capelli tormentava la sua diggestione...

- Wela!! Lutty!!!
- Eh? Cosa? Chi sei? Da dove viene questa voce? Ma sto sognando?? Sogno o son desto?
- Risparmia le frasi da fumetto, non diventeremo mai sceneggiatori, io e te...e poi chi vuoi che sia? Sono io, quell’idiota del tuo co-blogger! Mi riconosci ora??
- Ah, sei tu, uomo de niente!!! E pensare che io ti avevo quasi dato per disperso! Ma da dove mi chiami?? Sento solo una voce, qui...sei morto e nessuno mi ha avvisato? Certo che se me lo dicevi prima potevo darmi da fare con Paola già da qualche giorno...non si lascia mai una vedova da sola con il suo dolore!!
- Uff....anche tramite via telepatica parli sempre troppo...no, non sono morto, sono solo una proiezione del tuo stomaco affamato. Mi dispiace per te, ma non puoi provarci con Paola...anche se effettivamente già lo fai...
- Sì, uah uah uah! Che ci vuoi fare, tu metti gli accordi di Pop-porno e mi te rubo la ragazza!
- ...
- Sto scherzando, uomo de niente! Lo sai che mi non son capace...
- Allora, innanzitutto smettila di ripetere sempre “uomo de niente” e “mi” perché mi danno fastidio...in secondo luogo lo so benissimo che sei capace e, in terzo, questa è una chiamata telepatica interurbana, quindi vedi di non farmi perdere troppo tempo che lo stomaco costa!
- Uff...sempre la stessa storia!!! Vieni qui, dici che le cose che scrivo fan cagare e te ne vai!!! Bell’amico che sei!
- Non sarei un buon amico, se non ti dicessi quello che penso davvero, no??
- E’ per questo che ti odio!!!
- Lo so...però adesso fammi parlare...ti volevo dire che il post sulla mia scomparsa mi ha fatto morire dal ridere e che sono tornato in via telepatica per farti capire una volta per tutte che la via per il dominio totale e assoluto del blog è lunga e impervia. Non ci si improvvisa così autore unico del blog, ci vuole un certo stile! Ti sei mai chiesto perché la gente passa sul nostro blog?
- Perché facciamo vedere donnine nude?
- No, non siamo mica su Studio Aperto...
- Perché elucubriamo su argomenti dall’elevato contenuto sociale, perché disquisiamo su temi fondamentali per il progredire dell’umanità, perché elargiamo dotte risposte alle classiche domande esistenziali come “chi siamo?” “dove andiamo?” e “a che ora inizia Studio Aperto?” ???
- Uhm...alla terza non ci avevo pensato...ma in ogni caso no, non vengono per questo! Vengono perché ci sono io!!!
- Eh?? Cosa???
- Ebbene sì!!! Non hai notato che tutti mi cercano??? Sulle chiavi di ricerca di Google compaio sempre io! E diggy di qua, e diggy di là e diggy di su e diggy di giù! L’hai notato o non l’hai notato??
- Veramente ho notato che cercavano l’età di Manuela Arcuri!!!
- Ah...va bè, ma avrai notato anche altro!!!
- Ehm...veramente no!!!
- Uff...non mi dai mai soddisfazione! In ogni caso non è questo il punto! Volevo spiegarti come fare per diventare amministratore unico del blog!!!
- Dimmidimmidimmidimmidimmidimmi
- Ma perché, ti interessa??
- NOOOOOOO!!! Chi, io?? Ma quando mai?? Io bramo nel voler dividere il mio spazio virtuale con te!! Senza di te sarei davvero perso!!!
- Ah, ecco...perchè mi sembrava di aver notato nella tua voce una lieve inflessione sbavante...
- Ma che sbavante, non sto mica guardando Studio Aperto! A proposito, hai visto il servizio su Belen??
- ...
- Che c’è, non l’hai visto e ti vergogni?
- ...
- L’hai visto e te lo sei pure registrato??
- ...
- Guarda che Paola non ci sente!!!
- Ahhhh!!! Certo che l’ho visto!! Sbavz! Sbavz!
- Ecco, volevo ben dire...però scusami, ti ho interrotto, stavi dicendo??
- Sbavz! Sbavz!
- Guarda che il servizio su Belen è finito!!!
- Noooo!!! Va bè, vuol dire che mi accontenterò di Vlady!!!
- Che schifo!!!! Ma non ti vergogni, essere inutile?
- Su, scherzavo!! Lo sai che amo solo Carlo Capponi!!!
- Pensavo amassi solo me!!!
- Ma infatti io ti amo!! E’ per questo che amo il Capponi, perché mi ricorda te!
- AHHHH!!!
- Senti, ma lo vuoi sapere o no come puoi diventare amministratore unico del blog??
- SI’!!! Dimmidimmidimmidimmidimmidimmi
- Uff...va bè, il segreto è far credere a tutti che io sia morto...
- Cosa??
- Sì, hai presente i Beatles? Immaginiamo che tu sia John Lennon e io Paul McCartney...hai presente??
- Uhm...John Lennon sì, soprattutto per i capelli...
- Ecco, appunto...i Beatles hanno fatto credere che Paul McCartney fosse morto...e da allora si è creato un alone di mistero intorno alla sua figura...
- Ah, credo di aver capito...devo dire che sei morto per aumentare il numero di contatti sul blog?
- Esatto!! Poi ad un certo punto rispunto dal nulla e dico a tutti che non sono l’originale, ma soltanto uno che mi somiglia tantissimo e che sa scrivere bene!!
- Cioè pura fantascienza!
- Esatto! Ovviamente nessuno sospetterà mai nulla, perché saranno fuorviati dal fatto che il nuovo me sa scrivere bene, al contrario del vecchio me!
- Oddio, mi sta venendo mal di testa...ma insomma, tu sei morto o non sei morto?
- Certo che no! Così come non è morto Paul McCartney! E’ tutta una bufala, capisci??
- Uhm...ok...ma aspetta un attimo...Paul McCartney non è morto, ma John Lennon sì!!STRONZO!!!Volevi farmi morire veramente, eh??? Altro che piano geniale!!!
- Ma è un piano geniale! Non riesci a capire la profondità di tutto questo?? Colui che aveva annunciato la morte dell'altro muore davvero, e quello che era stato dichiarato morto in realtà è vivo!! Nessuno mai era arrivato ad un punto tale!!!
- E ci dobbiamo arrivare proprio noi, eh? Ma guarda un po’ che coincidenza!! Tu vivi e io muoio!!!
- Sì, ma il nostro nome e quello del blog rimarrà per sempre nella leggenda!!
- Ma io non voglio entrare nella leggenda, io voglio conoscere qualche bella squinzia!!!
- Uff...un superficiale, ecco cosa sei...meriteresti davvero di essere lasciato al tuo triste destino...
- E magari!! Così almeno non ti dovrei sentire più!!! Tanto tu non posti più niente, e i fans sono solo miei!!!
- Vergognati...il nostro blog ha da poco compiuto un anno di vita e tu vuoi già liberarti di me!!! Come vivrà la nostra creatura senza un genitore?? Eh, come? Non pensi al suo destino? Non pensi agli assistenti sociali che lo metteranno in un riformatorio? Non pensi a tutti i blog che vorranno prendere il suo spazio, risucchiando giorno dopo giorno la sua linfa vitale, fino a ridurlo ad una lava allo stato ancestrale senza ormai ragione alcuna di essere? Eh? Non ci pensi, a tutto questo?
- Sniff, sniff...hai ragione...mi hai commosso! Tu sì che sei un poeta, non come me che scrivo poesie che fanno schif...EHI, ASPETTA UN MOMENTO! MA IO QUESTO NON DOVEVO DIRLO!! DIGGY??
- Ehm...sì???
- Tu stai approfittando del tuo potere autoriale per inserire in questo dialogo frammenti dei tuoi pensieri!!
- Nooo! Ma chi, io?? Non è vero! Come puoi pensare che io giudichi le tue poesie delle cagate pazzesche???
- Ma allora è vero!! Tu le giudichi delle cagate pazzesche! E pensare che io considero i tuoi lavori dei capolavori immortal...AHHH!!ECCO L’HAI, FATTO DI NUOVO!! VERGOGNATI!!!
- Uff, hai ragione, ti chiedo scusa! E’ che vorrei troncare questa conversazione ma non so come fare! Ho paura che se ti saluto educatamente facendoti capire che voglio troncare la conversazione tu ci rimanga male perché non sono stato diretto, e che se invece ti dica esplicitamente che voglio chiudere questa conversazione tu ci rimanga male perché sono stato troppo diretto! Capisci?
- Diggy...?
- Sì?
- STRONZO! Fottiti, maledetto stronzone!!! E quando verrai a Caserta ti farò assaggiare il famoso piatto tipico locale “mazza di scopa”! Ma te lo farò assaggiare dove dico io!
- Ehm...ecco, dai, non fare così!!!
- Sì, invece, io ti odio!!! E spero tanto che mentre scrivi le tue cagate il vicino di casa mette a tutto volume Giusy Ferreri che duetta con Tiziano Ferro!
- Noo! Giusy Ferreri con Tiziano Ferro no!!
- E invece sì!!! E anzi, ti dirò di più, il tuo vicino di casa sono io!!! E ho appena comprato il nuovo cd di Giusy!!!
- NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
- Senti: CLICK!
- Cos’era??
- Ho...ho...ho...ho...ho...ho...ho...
- No, non dirmi che è quello che penso...
- Ho...ho...ho...ho...ho...
- NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!

E fu così che Diggy, dopo una pesante conversazione del suo stomaco con il suo lontano amico, si alzò dal letto con i vicini di casa che mettevano a palla le sfruguglianti note di A novembre...

giovedì 27 novembre 2008

Seconda stella a destra!



E’ da poco tempo che conosco la tua persona
Ma tu lo sai che mi bastò un’ora
Pochi secondi, un’occhiata furtiva
E li ho visto una stella che veniva…

Veniva verso di me senza celebrazioni
D’altronde quella sera non ci furono conversazioni
Ma nei mesi a venire abbiam recuperato
Sto male io, stai male tu e son fortunato.

Fortunato perché adesso ho qualcuno
Che capisce come mi sento come nessuno
Che forse condivide più di un segno
Che magari è solo dentro uno strano disegno.

A te che conti i giorni per ricordo
A te che, per fortuna, benedici quel giorno
A te che sorridi molto meglio delle fate,
a te che ti preoccupi se mi pigliano a pallonate.

Sono solo rime, forse un po’ sbagliate
A chi le legge fuori possono sembrare innamorate,
ma chi mi vede sa che per te è bene vero
forse in vita mia non son stato mai così sincero.

E canto questa mia a te che t’addormenti,
a te che ogni tanto non sai come ti senti,
a te, che sei molto meglio di quel che credi,
per te, che dovresti accettare ciò che vedi.

E di sfortuna tu ne hai avuta tanta,
ma il mio consiglio è solo uno: canta.
Tra testi e canzoni e negramaro,
e nomadi e modugno tra bertè e celentano.

Ma basta ora, mi fermo anche se la penna scrive ancora
Che se continuo coi complimenti ti spaventi e ti fai suora,
era solo una battuta, giuro, sei così bella
quando ridi ed io ci provo sempre perché sei la mia stella.

mercoledì 26 novembre 2008

Came-Cuoca Cercansi...



Per te che mi guardi attraverso una porta
per te che mi osservi e forse non t'importa
per te che ammiro, credo, rosso in volto
per te che ad ogni tuo sorriso sono sempre più sconvolto.

Una cuffia in testa per raccoglierti i capelli
ma se li sciogli sai che sono ancora più belli,
e la tua faccia stanca attende ormai la fine
di una giornata lunga tra pizze e patatine.

Un oblò di vetro ci divide ogni volta
se fossi meno timido mi alzerei e, a voce alta,
ti dedicherei quella canzone che cantavi ad ogni strofa,
e poi guarderei il tuo viso, felice ad ogni nota.

Ma non posso credere che tu non sia fuori mercato,
di sicuro qualche ragazzo l'hai già amato
e, forse, l'ami ancora e tutta sta canzone
è dedicata solo ad una sbagliata emozione.

E anche se così fosse, io non mi scoraggio,
di botte in vita mia ne ho avute anche peggio,
se così deve andare che vada via senza problemi.
io resto qui a guardarti illuminare i miei pensieri.

E ti guardo ancora, butto ancora un occhio,
e canto una canzone, ma senza dar nell'occhio
la dedico alla tua essenza, al tuo essere normale,
che, forse in questi tempi, non è più così banale.

E quando c'è una strofa che dedico al tuo viso,
i miei occhi dentro i tuoi ed accenni un sorriso,
ma poi distogli lo sguardo forse preoccupata,
da una situazione che non tanto hai accettata,
e pensi che è il pensiero di un sentimento folle,
di un altro spasimante da prender con le molle.

Ma sappi che mi piaci anche senza sapere nulla
la bellezza di te si capisce persino in mezzo ad una folla,
il tuo sorriso, i tuoi occhi, e forse un pò di più,
tutto quello che un ragazzo ha bisogno sei tu.

Pochi minuti e poi c'è la chiusura,
il locale è vuoto, è rimasta solo la paura.
Paura di chiederti chi sei, come stai e cosa fai,
e soprattutto il perchè sei così pura.

martedì 25 novembre 2008

Dove sta Diggì?




Benvenuti a "Chi l'ha visto", gentili ascoltatori. Come sempre Chiara Poggi è con voi. Ma iniziamo subito con il caso di oggi.(Tò...ho fatto la rima!)
Guardate questa foto. E' l'ultima immagine che abbiamo del signor Diggi. Si stava appena aggiustando il costume. Siamo alla sua ricerca da giorni e giorni. E non sappiamo dove sia. Ma andiamo con calma.
Era il 17 Novembre. Il nostro amico Lutty ha parlato con la gentile pulzella che lo sopporta. Era notte. Voci dicevano che Diggi era intento a scrivere, una cosa importante sembrava. Poi se ne è uscito con gli accordi di Pop Porno. Si. E' un idiota, lo penso anche io. Comunque, dicevo, siamo alla ricerca di quell'individuo dato che da più di una settimana non dà sue notizie. Siamo qui. Dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate, ma potrai trovarci ancora qui. Ehm...
Riprendiamo seriamente. Il signor Diggi è stato sentito più di sette giorni fa. Il signor Lutty è visibilmente scosso. Ma parliamo con lui.
"Buonasera signor Lutty"
"Buonasera a lei"
"Ci spieghi come si sono svolti i fatti"
"Beh, l'altro giorno stavo passeggiando per la città. Quando un gruppone di ragazzi ha iniziato a farsi di roba pensante e io mi sono preoccupato..."
"Ma di cosa sta parlando, di grazia?"
"No, non leggo "Grazia". Comunque parlo dei fatti. Me l'ha chiesto lei."
"Signor Lutty prima che decida di farla picchiare faccia la persona seria."
"Perchè sennò cosa mi fa?"
"C'è Arturo il picchiaduro, il capo-attrezzista di due metri e mezzo pronta ad ucciderla."
"Allora...ste domande?"
"Signor Lutty, mi spieghi, da quanto tempo non sente il Diggi. Ed è preoccupato?"
"Ma certo che si. Sono così preoccupato che aspetto sue notizie. Cioè, per gentilezza, se gli è capitato qualcosa che almeno me lo dicessero così il bloggo diventa solo mio. Ho già preparato la grafica: C'è il fotomontaggio di Rocco Siffredi con la mia faccia. E sopra la scritta: "Il Bloggo dell'Eccelso Sgrittore". Mi butto avanti io."
"Dopo aver sentito queste parole cariche d'amicizia quasi piango, gentili telespettatori. Ma ci dica...com'è il suo rapporto di amicizia con il signor Diggi? Ci racconti qualche aneddoto."
"Beh, lo odio. Dalla punta dei capelli all'ultimo dito del piede. E' incapace, idiota, analfabeta, artisticamente scarso e veramente un incompetente. Ma si sa...nella vita ci si innamora delle persone più diverse..."
"Innamora? Ho sentito quella parola?"
"Ehm...no no. Non è vero. Io lo odio. Lo odio."
"Ma ci dica...cosa sarebbe disposto a fare per riavere sue notizie?"
"Ammazzarlo! Cioè no. Sennò accusano me. Diciamo che sarei disposto anche a sopportare le sue idiozie per una nottata. A sopportare che non mi pensi di striscio mentre invii messaggi. A sopportare anche che dica che sa scrivere. Diggi...sta casa aspett'a te!"
"Dopo questo messaggio di amore e di speranza chiudiamo la trasmissione. Chiunque abbia notizie del sopracitato Diggi ci faccia sapere. Noi ci aggiorniamo alla prossima puntata."
"Posso fare un ultimo saluto ai miei ascoltatori?"
"Prego"
"Se lì fuori ci sono delle squinzie gentili, io sono triste per la scomparsa del mio amico. E quindi, se qualcuna mi vuole consolare..."
"Lei è un approfitatore squallido."
"Lo so"
"Per questo mi piace! Venga qui zozzone che non è altro."
"Ah...come sono sfortunato."

venerdì 21 novembre 2008

Piccolo spazio pubblicità



La vita è fatta a fasi. A periodi. E solo adesso l'ho capito! E da cosa me ne sono accorto? Da una pubblicità. Mi vergogno persino ad ammetterlo ma è così. Una pubblicità di una macchina. Straniera. Che poi, a dirla tutta, gli spot più strani sono sempre quelli delle macchine e dei profumi, trenta secondi in cui, abitualmente, non ci capisco na mazza fino al marchettone finale. Ma non di questo volevo parlare.
Fasi.
La nostra vita è fatta di innumerevoli fasi. Personali, che variano da individuo ad individuo, ma molto comuni. Nell'adolescenza di ogni ragazzo ed ogni ragazza ci saranno periodi in cui molte cose saranno simili, senza neanche programmarle. Dalla scoperta dell'amore a quella del sesso, con tutti i problemi che questo comporta. E anche io nella mia vita ho vissuto parecchi periodi. E ve ne conto qualcuno, sicuramente li avrete conosciuti anche voi:
Allora, iniziamo dal periodo "Le donne non servono a niente", ero giovane dopotutto. Ero alle elementari.
Ho passato l'età del "mangia mangia che tutto fa bene" con conseguenze non proprio felici.
Sopportato il momento piuttosto ampio del "Il ragazzo è intelligente ma non si applica". Me lo dicono ancora adesso!
Vissuto con dolore interno il periodo del "Timido assoluto" che non ha amici. E che può sfociare, e l'ho fatto,nel "Odio il mondo", "Ho voglia di protestare contro tutti", "Non dò più retta ai miei" e cose simili.
Amato le vicissitudini della cosidetta fase "Bertuccia primordiale", che ho già spiegato e che continuo a portarmi dietro.
Ho urlato contro il mondo quando ho avuto l'illuminazione che "Uomo e donna non sono fatti per essere amici", per fortuna, poi, ho trovato smentite. E le trovo ancora.
Ho, o meglio avevo, messo a riposo il maledetto hobby del "Farmi insultare per la mia scarsa qualità calcistica", ma non ci riesco, è più forte di me. Devo giocare.
Attraverso, da un anno e più, il periodo "Non mi taglierò più i capelli", come se un caschetto alla Beatles e una sciarpa facciano di me un anti-conformista o un figlio dei fiori trapiantato qui quarant'anni dopo.
Vivo, da meno di un anno, con la convinzione del "Si, il pizzetto mi fa più figo", quando in infazia gioivo per non avere la barba e soprattutto sto complimento non me lo fa nessuno.
E sono passato e passo ancora in rapida successione dalla "Ho voglia di morire" alla
"La vita è meravigliosa", dalla "L'amore non esiste" alla "Vivo d'amore", dalla "L'amicizia vera è impossibile" alla "Ho i migliori amici del mondo" e così via...
Passo da fase a fase in un attimo, in un giorno, in un mese, in un anno, in un lustro. E molte fasi ancora ci saranno ad aspettarmi, la fase del "Mettere la testa a posto"(mai l'ho capita sta cosa, credo che vi sorbirete un intervento su questo argomento n.d.s.), poi la fase del "Voglio fare carriera", poi "Voglio una ragazza che diventi mia moglie", poi ancora "Voglio trombarmi la mia segretaria"(essendo uno Sgrittore, io racconto tutti gli aspetti del mondo. Non guardatemi male!), poi la fase del "Voglio un figlio" che si trasformerà poi nella fase del "Ma chi me l'ha fatto fare?", la fase del "Padre buono e accondiscendente"(o del "Padre cattivo e padrone" a seconda dei casi), la fase del "Ritorno all'adolescenza a quarant'anni suonati", la fase del "Ho tutta la vita davanti a cinquant'anni" e così via.
Centinaia sono i periodi che scandiscono la mia esistenza e centinaia sono quelli che lo faranno in futuro. Molti spero di evitarli, altri spero di raddoppiarli(doppia segretaria!! Evvai!! No, scherzo).
Ecco, senza farlo apposta e solo in un intervento bloggesco che adesso mi rendo conto di essere entrato in una nuova fase: "Come sarà il mio futuro?". Un frase che pensiamo da quando siamo piccoli fino agli ultimi istanti di vita. E una risposta ce la diamo solo per farci stare buoni e dormire tranquilli senza incubi, solo sogni belli: sarò una rockstar, uno scrittore famoso, un calciatore stra-pagato, un'astronauta, una ballerina, una coreografa importante, una soprano, o magari un contabile di banca, o un industriale famoso. E chiudiamo sempre con lo stesso pensiero: "Da grande, sarò quello che voglio. Ne sono sicuro".
E questa è la cosidetta fase del "Il futuro me lo gestisco io". Sarebbe bello crederci. Ma i pensieri sono finiti ora. E' il momento di dormire. Domani ricominciamo ad immaginare. Tutti a nanna adesso.

Domani è un altro giorno...