sabato 5 settembre 2009

Lunga vita a John Doe!

Questo è un bel modo per protestare contro i poteri forti. E Caravan, per inciso, piace anche a me!

giovedì 3 settembre 2009

La Carmenide - Do you remember? (Puntata Quindici)



Attenzione: la scrittura di questa puntata è stata effettuata dopo ben un mese di inattività. In questo frangente sono successe così tante cose che neanche me le ricordo. Una sicuramente. Berlusconi ha detto di essere Superman. Come vorrei vederlo spiccare il volo e ritornare al suo pianeta d’origine. Ah, i sogni son desideri. Comunque questa puntata è un ritorno alla scrittura di quest’opera epica senza capo ne coda ma con un Lucaborrasso che ha sia la testa che la coda, indi è un’opera completa. Vi autorizzo a mangiare pop corn durante la lettura ma se trovo chi è che attacca le gomme sotto le poltroncine giuro che un giorno o l’altro gliele faccio mangiare.

Motivi per leggere questa puntata: E’ il grande ritorno, e fatemi sto piacere dai. E daaaaaai. E daaaai daaaaaaaai daaaaaaai daaaaaai. Ci aggiungo anche le figurine di Totti e un Favalli del 95. Ci state? No? Che persone cattive. Non meritereste neanche di leggerla, ma sono magnanimo. Altri motivi: leggere fa figo, almeno così dicono sul sito di “Nerd Power”.

Questo particolare episodio risponde ad una domanda essenziale per il superamento dell’età adulta: si, Belen è veramente na gran topa. Con tutto il rispetto per le altre ratte.

Riassunto puntate precedenti: In realtà è successo poco o niente. Mang’isse è stato reclutato dal Master, figura ambigua di quest’opera, che, per un qualsivoglia motivo, spinge il giovane eroe con lui tra varie cittadine per recuperare qualcosa che l’autore ancora non ha pensato. Ovviamente il Mang’isse ha trovato nemici sulla sua strada, che ha miracolosamente sconfitto. Tranne il Cocco, nemesi del Master che dimostra sempre di essere una spanna sopra al suddetto attendente. I due protagonisti principali adesso si trovano in una cella dell’isola di Cos, dove il malvagio superdetective con gli occhiali che da la caccia ai criminali li ha rinchiusi per un motivo a noi oscuro(chissà quando l’autore ci penserà!). Ma grazie all’aiuto minimo del Sabbino(che si era impossessato dell’animaletto misterioso del Master ovvero il lucaborrasso) e di una persona misteriosa i due sono usciti. E ora ricominciamo proprio da quel punto.

Piccola spiegazione di alcuni personaggi, così non dite che mi scordo le cose.
Mang’isse: eroe della nostra opera. Duro, durevole, deciso, deficiente, domatore, dannato, determinato a mangiarsi tutto e tutti.
Master: spalla che ogni tanto esce fuori dal seminato. Sembra apprezzare le bellezze del mondo, anche maschili. La sua ambiguità suggerisce milioni di battute.
Sabbino: Deo del vino, del casino e delle belle squinzie.
Cocco Siffredi: nemesi del Master. Lo batte ovviamente in ogni minima tenzone. Sarebbe una così brava persona, ma ha i suoi punti oscuri. E li scopriremo.
Lucaborrasso: Animale metà boh e metà mah. Vive per quieto vivere, parla solo se viene posseduto, ha molteplici abilità ma non se ne riesce a trovare una.
Il fantasioso Mistery: personaggio vivente e deceduto di due puntate. Prigioniero nella stessa cella dei due protagonisti. Cerca di aiutarli ma viene messo in un angolo. Lo ritrovano deceduto con cinque assi nella tasca poco dopo.
Cimichele: dovrebbe essere l’antagonista ma, finora, si è visto poco e niente!

La Saggia intanto dentro le fredde celle comparve all’istante, e alla sopita immagine del bel eroe il lume perse. La giovinetta sgomenta si ritrovò con strani personaggi, decisa ormai a salvarli.

“Ma…siamo in onda!” – Festeggiò il Master redivivo.
“Sembrerebbe anche a me.” – annuì l’eroe.
“Certo che ne è passato di tempo eh?” – Chiese il Master.
“Eh si. Un mese è un mese. Chissà quante cose sono successe nella vita reale quando qui non è passato un solo secondo. Ah, la bellezza del cinema, le oscure vicissitudini delle fiction, le trame ben rispettate dei libri, la tristezza di non voler scrivere perché fa troppo caldo del Luttero…[1]” – sentenziò Mang’isse dando un’occhiata in alto.
“Miei cavalieri, se avete finito di sparare idiozie noi dovremmo andare, le guardie saranno qui tra poco.” – disse La Saggia.
“Ma non è vero, ho visto che andavano a farsi uno spumantino.” – precisò il deviante eroe.
“Idiota! Era per aumentare la suspance, lo fanno tutti.” – rispose la nobile ragazza mollando un ceffone al Mang’isse – “ E ora marsch, tutti di corsa!” – E la seguirono senza fiatare.

Camminarono nelle segrete per un lungo tratto. Scesero nelle fogne, mandarono avanti il lucaborrasso per avvertirli in caso di pericolo, ma stranamente, non ce ne furono. La ragazza ne era fortemente stupita.
“Ma… tutto ciò è strano. Mi ricordo che queste fogne erano completamente infestate dai topi.” – al termine della frase lo strano animale ruttò e fu tutto molto chiaro – “Dovreste usarlo per disinfestare solai e cantine, diventereste ricchi.”
“Tutto ciò che vuole lei, mia signora!” – si inchinò nella melma Mang’isse.
“Cosa fai oh eroe mezzo decaduto?” – gli chiese il sempiterno amico Master.
“Qualunque cosa dica c’ha ragione, quella mena di brutto. C’ho paura io.” – rivelò il Mang’isse – “E poi mi ha detto che se faccio il bravo c’è un altro pollo pronto per me!” – e rise completamente soddisfatto.
“Oh Saggia, dimmi dove stiamo andando. Dimmi il perché siamo stati rinchiusi nelle segrete, dimmi anche la combinazione esatta del SuperEnalotto, e magari dimmela prima che estraggano i numeri.” – chiese, tutt’insieme, il Master.
“Una domanda per volta oh gringo vergognoso. Qui siamo nei miei possedimenti, cioè sopra non qui qui, cioè non dico che le fogne sono mie, non potrei vantarmene così tanto, diciamo che dovremmo salire per quella scala e saremmo nei miei possedimenti e lì potremmo parlare calmi e senza paura di attacchi dal re di Cos.” – replicò l’oscura pulzella. – “Manca poco poi, mica possiamo perdere mezza puntata nelle fogne[2].”
“Giusto!” – approvò il dimenticato eroe, ormai nelle mani della ragazza.
“Burp” – acconsentì il lucaborrasso stanco di mangiare topi.
“Prima le signore.” – disse Master facendo salire la signorina dalla scala ricavandone un calcio nelle gengive dalla leggiadra ragazza. – “Cosa ho detto di male?”
“Signorina, prego!” – precisò salendo man mano.

Uscirono dal liquame senza problemi. Erano abbastanza lontani dalle segrete, d’altronde avevano camminato per una buona decina di minuti, minuto più minuto meno. Il porto a cui erano attraccati si scorgeva in lontananza. Master aveva paura di pensare che il suo equipaggio fosse scappato senza tentare di salvarli, Mang’isse aveva paura di immaginare che in quel momento stessero mangiando cinghiale senza di lui, il lucaborrasso aveva paura di non trovare più topi nella stiva.[3]
“Lì, quella è casa mia. Venite, vi laverete e potremmo finalmente parlare, senza pericolo.” – indicò una modesta depandancè di 400 metri quadrati con salone accessoriato e 3 camere, doppi servizi, doppio ingresso molto luminoso e recinto acquatico infestata da alligatori con sette armigeri pronti a scatenare l’inferno[4]. Abbassarono il ponte levatoio e la combriccola entrò.
I due eroi si lavarono. Era da tempo che non godevano della vista di una tinozza e di acqua calda. Ovviamente erano in stanze differenti. Mang’isse iniziava a pensare a cosa stesse succedendo nella sua bellissima Stitica mentre si divertiva, al caldo, durante il bagno. Il Master continuava a domandarsi il perché quella donna per loro era così importante, e soprattutto perché il suo amico ne aveva così paura. Il lucaborrasso osservò il proprio padrone mentre si deliziava nella vasca di legno circolare senza fiatare. Master si domandò il perché lo fissasse così e, inoltre, si domandò il perché in questi tempi si domandava troppe cose.
Il bagno finì. Erano pronti per loro dei vestiti nuovi, puliti. Mang’isse si vesti in fretta e giunse nella sala grande dove ad attenderli c’era la ragazza che li ha salvati. Il Master uscì dalla propria stanza, mentre il lucaborrasso, appena la porta si chiuse, si diresse verso la tinozza e ne ingurgitò completamente il contenuto.
Notò tutte le armature disposte per il modesto castello, i simboli, le effigi, gli armigeri muscolosi, notò tutto tranne l’ultimo scalino mentre scendeva le scale. E ruzzolò nell’entusiasmo generale.
“Eccoti, hai vinto 20 scudi. Come facevi a sapere che sarebbe caduto?” – domandò la donna a Mang’isse.
“Conosco bene i miei polli. A proposito…quando si mangia?” – chiese dopo aver messo da parte il maltolto.
“Ehm…mi scusi signorina. Ero emozionato dalla sua visione.” – si giustificò il Master ancora inebetito dalla caduta. Il ginocchio gli doleva ma voleva far notare la sua tempra d’acciaio. La ragazza gli diede un ceffone quando lui si avvicinò. – “Ma perché? Cosa ho fatto di male?”
“In stanza ti domandavi mentalmente perché io ero così importante!” – rivelò la squinzia più impettita che mai.
“Ma come fa a saperlo? E’ per caso una maga?”
“No, sono la ragazza dell’autore dell’opera[5]. E io meno forte. Indi stai attento.” – confessò la siffatta pulzella. – “E ora che non puzzate più di fogna, uova marce, mascara, ricchi premi e cotillons, è giunto il momento di rivelarvi il perché voi siete stati tenuti prigionieri e anche il perché sono un personaggio modestamente troppo importante.”
“Non mi dica che è nella prossima puntata!” – chiese il Master distrutto.
“Ebbene si.” – annuì la Saggia.
“Uff, hai vinto 20 scudi, Mang’isse del cavolo!” – e diede il denaro al suo compagno[6] – “almeno però dimmi come ti chiami.”
“Io? Io sono Carmenide!”

Zazan zatazannnnnnnnn![7]

“Mi sembra di averlo già sentito da qualche parte, sto nome.”

FINE QUINDICESIMA PUNTATA

[1] Queste sono menzogne belle e buone.
[2] Lei si che conosce i tempi giusti!
[3] Con quelli grossi, ovviamente morti, che non mangia li usa tipo costruzioni. La Torre Eiffel Topesca è meravigliosa.
[4] Per contatti, se volete acquistarla, rivolgetevi al sommo Luttero.
[5] Non è nell’opera perché se la fa con lo scrittore. Nono. Ci sarebbe stata lo stesso. Ma dato che se la fa con lo scrittore a lo scrittore piace questo elemento.
[6] Compagno d’avventura! Precisiamo.
[7] Soliti archi di sottofondo! Provocano enorme suspance. Giusto? Se dite no mando la signorina Carmenide a picchiarvi!

Finalmente uno sbocco nella trama. Dopo quindici puntate c’è una personcina importante nell’opera e se dico che non lo è credo che vengo picchiato per tutte le puntate a venire. Indi tutti a scrivere che questa puntata è un capolavoro. Sennò attenti alle vostre gengive, io non vi assicuro niente.

Niente sondaggio. Non me ne tiene. Ho cose più importanti da fare. Tipo creare la Kryptonite per uccidere SuperSilvio.

Prossima puntata Lunedì 7 Settembre. Settesettembre. Bellissimo. Settesettembre. Lo direi per ore!

mercoledì 2 settembre 2009

Ultime angurie!



Angurie caro Diggi. Ancora una volta ho finto di dimenticarmi del tuo compleanno per poterti dedicare un post tutto per te sul bloggo. Si. Lo so. Non mi ringraziare. Ah, non lo fai? E perchè? Perchè non ti penso mai? Ma non è vero! Io vivo per il tuo bene. Io penso al tuo bene, io ti strangolerei per il tuo bene. Faccio tutto per il tuo bene. Infatti un giorno o l'altro verrò a casa tua e ti ruberò tutti i tuoi beni, a cominciare dalla collezione di Pk.

Caro Diggi, non ti preoccupare. Giuro che l'anno prossimo me lo scorderò di nuovo, così se me ne ricordo avrò detto una bugia ma a fin di bene e se me lo scordo nessuno mi potrà accusare di essere un mentitore.

Visto che ci sto, però, faccio gli auguri anche a colui che adoro, sportivamente parlando. Claudio Marchisio, 23 anni, centrocampista Juve e della Nazionale. Auguri per la sua prima paternità. E come poteva chiamare il bambino se non Davide come me? Grazie Claudio, giuro che forse forse il primo figlio sarà con il tuo nome. Spero che Luttazzi non se la prenda.

Ora so che il Diggi se la prenderà perchè ho scritto un post a mezzo servizio, che non lo voglio bene, che tutti lo odiano, che ieri abbiamo parlato e gli auguri non glieli ho fatti ma sai, il nostro amore è una camera a gas e gli effluvi colpiscono la zona della memoria del mio cervelletto. Uffa, vuoi che te lo dica? Me lo sono scordato. Scusa va bene? Anche tu te lo dimentichi ogni tanto. Da quanto tempo ci conosciamo? 4 anni? Eh? Almeno un paio di volte c'ho azzeccato! Merito rispetto!

Massì, anche tre volte. Mio zio, ti conosco da quattro anni. E ancora ti parlo. E' un record. Penso che se ci vedessimo ogni tanto saremmo la prima coppia di fatto dei blog. Ma tu sei sempre troppo occupato. Mah, non so neanche perchè sto continuando a scrivere. Tanto lo so che non leggerai tutto ciò, che ti fermerai a Marchisio e dirai che neanche nel tuo post di auguri son riuscito a trattarti bene, che questa casa non è un albergo, che alla fin fine io son fidanzato con una donna e robe del genere. Come sei petulante.

E comunque si, riprendo la Carmenide.
E comunque si, continuo a recensire, basta andare su Glamazonia per vedere che lo fò spesso.
E comunque si, Paola sta resistendo tanto con la tua presenza. Non l'avrei mai pensato. Sicuro che non sia un angelo?
E comunque si, i capelli stanno ricrescendo e in meno di due mesi sarò il capellone di un tempo.
E comunque si, i Magico Vento tuoi a casa mia si son rotti le balle di promesse fasulle.(Ogni tanto ci vado vicino e gli dico che un giorno andranno in un posto migliore in cui verranno trattati meglio, dicono che sta balla non funzionò per gli Istraeliani, figuriamoci per loro).
E comunque si, le stampe che ti ho fatto autografare ora costano sui 20 euri ciascuna. Ovviamente a te le venderò a 40.
E comunque si, ti dò una notizia in anteprima, io non sono luttazzi4ever ma diggi4ever. Si, cambiero il mio nome in tuo onore per ben 3...2...1...secondi. Almeno però ne sei stato felice.
E comunque si, adoro mangiare scorce. Anche se mi ricordo si scriveva con la z. Ma forse da quando son andato alle elementari la lingua è cambiata.
E comunque si, mi piace scrivere senza una ragione. Ah no, una ragione c'era. E' il festeggiamento della nascita del primogenito, mio omonimo, di Marchisio.

E comunque, perchè cerchi di distruggere il pc? Come sei strano ultimamente signor Diggi.

Ps: Diggi è bello. Me l'ha obbligato a scriverlo lui minacciandomi con una pistola a forma di phon. Almeno così ha detto lui.

Ps2: Ovviamente non è vero. Ma lasciamoglielo credere.

Che uomo!



Materazzi querela l'ispettore Coliandro. In una puntata una persona dichiara di aver perso al fantacalcio a causa di una sua ennesima espulsione. Esige il pagamento di un euro per ogni telespettatore che ha visto la puntata. Zidane ha commentato entusiasta alla notizia: "Allora? Chi aveva ragione?"

Materazzi è talmente pieno di se che non è Mourinho che non lo fa giocare, ma è convinto che è lui a non volerlo fare per dare spazio ai giovani.

Marco Materazzi, un uomo capace di regalarci un Mondiale e diventare di nuovo antipatico al mondo intero dopo dieci minuti al rientro in Italia. Ce lo vedo bene come Presidente del Consiglio.

martedì 1 settembre 2009

Completamente



Guardo verso il tuo volto,
osservo ciò che sei.
Navigo verso il tuo corpo,
desideroso di un attimo di te.
Accarezzo i fianchi delicati,
provocando brividi d'amore.
Bacio quelle labbra umide,
piene di aspettativa.
E sono completamente tuo.

Mi scruti insospettita,
mentre ti esamino con i miei sguardi.
Aspetti ansiosa il mio avvicinarsi,
decisa ad avermi.
Tremante rabbrividisci,
mentre percorro le tue forme.
Immobile rimani,
allo scoccare di un eterno bacio.
E sei completamente mia.

lunedì 31 agosto 2009

Tg Sgrittori



Trento. Allarme stupro ma era una bambola gonfiabile. Brutta avventura per Alba Parietti.

Da una ricerca scientifica si dimostra che le narici sono in competizione. E c'è di più. Le orecchie si odiano così tanto che non si possono vedere.

Trovata mummificata sul wc dopo 3 anni. Gli investigatori sono arrivati ad una soluzione: "Aveva promesso che non sarebbe uscita fin quando non avesse letto tutti i libri di Bruno Vespa. Dopo dieci pagine del primo è svenuta e non si è più ripresa."

giovedì 27 agosto 2009

Palestra



Ultime dal Tg degli Sgrittori: Paris Hilton in Guatemala per i bambini bisognosi. Non pensavo avessero bisogno di porno amatoriali.

Battuta del qui presente Lutty pubblicata sulla Palestra del Luttazzone originale(dove festeggio la mia decima pubblicazione) che il 4 Novembre esce con il suo nuovo libro. Vi copioincollo la presentazione dell'opera.

"Dal 4 novembre in vendita La guerra civile fredda, il nuovo libro di Daniele Luttazzi. Compratelo! E' stato stampato in tutta fretta nella speranza che lo leggiate mentre siete ancora su questo pianeta.

----------

dalla scheda di presentazione:

Daniele Luttazzi
La guerra civile fredda

Dopo aver introdotto nel dibattito pubblico il concetto di golpe al rallentatore, con cui illustrava, nel 2002, le analogie fra il piano piduista di Gelli e il programma berlusconiano, Daniele Luttazzi aggiorna spregiudicatamente il quadro con l’esame satirico della tappa successiva: la guerra civile fredda.

La “guerra civile fredda” è l’esito del progetto organico, reazionario, fatto di disuguaglianze e gerarchie, che è in atto da un ventennio nel Paese. Ne sono conseguiti, fra l’altro, un aumento del 553% della cassa integrazione, una manovra economica che beffa i ceti medi e un piano federalista che porterà alla divisione fra regioni di serie A (magari da annettere alla Carinzia) e di serie B.

Se risulta paradossale, allora, l’appoggio che col loro voto i cittadini italiani stanno dando alle politiche classiste che da anni li danneggiano, una spiegazione tuttavia c’è.

Che Berlusconi e la Lega continuino a vincere le elezioni; An si fonda col PdL; Di Pietro cresca nei sondaggi; il PD resti inconcludente; Prodi abbia battuto Berlusconi per ben due volte; la Chiesa attragga fedeli da duemila anni; e Grillo riempia i palazzetti e le piazze coi suoi Meet up; lo si deve innanzitutto al potere di una straordinaria tecnica di persuasione: la narrazione emotiva.

Circa trent’anni fa, le strategie del marketing politico USA hanno raggiunto un nuovo livello di consapevolezza con la scoperta, da parte dei think-tank di destra, che l’elettorato non vota in modo razionale, ma in base a suggestioni emotive. Il programma elettorale diventa secondario, se non sai come raccontarlo. Vinci le elezioni (è questo il grande trucco) se lo sai raccontare come una storia: una storia che crei con l’elettore un legame emotivo.

Nella nuova realtà politica, tutta emotiva, la popolarità sostituisce la legittimazione; la vittoria la credibilità; e i sondaggi l’ideologia. Una volta agganciato emotivamente, l’elettore sospende la propria capacità critica e finisce per votare anche chi, a conti fatti, non gli converrebbe.

In questo libro, stimolante e divertentissimo, la satira feroce di Daniele Luttazzi esplora in lungo e in largo i 5 elementi fondamentali della narrazione emotiva con un profluvio di casi tratti dalla cronaca più recente, mostrando come l’analisi narratologica riesca non solo a spiegare certi fatti, ma anche, soprattutto, a prevederli.

----------

p.s. per chi si è allarmato ("Cos'è, un saggio politico?") non cogliendo la parodia (troppa tv ottunde): vi sbudellerete dalle risate."

domenica 23 agosto 2009

Vivimi



Sentimi,
parlo al tuo cuore,
ascoltami,
scandisco le mie parole,
guardami,
sono ciò che vuoi,
giurami
di non dimenticarmi mai,
parlami,
dimmi ciò che hai,
capiscimi
se patisco per i miei guai,
abbracciami,
i nostri battiti all'unisono,
vivimi
fino all'ultimo istante,
sorreggimi
quando cadrò sfinito,
amami,
e sarà fino a più infinito.

E' un ritorno alla poesia come è un ritorno alla scrittura. Il caro Diggi non ha notato che sono in un periodo di zero idee, anzi zero voglia di scrivere. Questa poesia forse è la falla in quella diga di riluttanza nei confronti di ciò che ho sempre amato fare. E ovviamente queste poche righe sono dedicate a lei. Sperando di riuscire a riprendermi. Sperando di riuscire a dare a coloro (pochi ma buoni) che apprezzano ciò che faccio qualche emozione.

domenica 16 agosto 2009

Pausa di riflessione





E così, strano ma vero, anche per me è arrivato il momento di una settimana di vacanza...
Me ne vado in Puglia, terra della mia amata Paola, dei miei amati parenti e del mio amato mar Ionio...
Finalmente, tutti i detrattori della mia perenne tintarella color mozzarella Santa Lucia, dopo questa settimana non potranno più parlare.
E, se dovessi tornare carico di lividi, sarà soltanto perchè durante i miei litigi con i marocchini per la mia presunta carnagione più scura, non mi sarò fatto valere più di tanto.
Di tutto questo, ovviamente, riterrò responsabili i miei detrattori.
In ogni caso, un abbraccio e un saluto a tutti, ma proprio a tutti.
Bè, forse a Lutty no, visto che il mio odio verso di lui non fa che aumentare giorno dopo giorno. So già che non appena leggerà questo post festeggerà con cinque post di poesie, sette puntate della Carmenide racchiuse in un post solo, quattro post depressi, tre post in cui si dichiara innamorato di Carmen e due post in cui asserirà di voler fare lo scrittore.
In ogni caso, caro Lutty, se stai leggendo tutto questo, sappi che ho inserito negli spazi tra le parole dei messaggi subliminali che ti ordinano di non scrivere troppo fino al mio ritorno!!! :P
Va bè, concludo dicendo che ti odio e che invece voglio bene a tutti gli altri!
Un saluto particolare alla leader, se passa da queste parti...a lei voglio particolarmente bene, e lo sa!
Ci vediamo tra una settimana/dieci giorni!
Il blog mi mancherà tanto, mentre sono sicuro che non si potrà dire lo stesso del contrario!
Buona settimana a tutti!!!
Ciao!

giovedì 13 agosto 2009

C'era una volta



C’era una volta una ragazza molto carina che aveva un grande amore. Viveva per lui, passava le giornate attendendo il suo ritorno a casa felice e festante, anche se in apprensione. Era tutto ciò che aveva desiderato perché lui era perfetto. E lei guardava in avanti con ottimismo, qualunque cosa succedesse. Qualunque sventura capitasse. Lei amava molto quella persona. Lei amava molto suo padre.
Ma purtroppo, si sa, le favole non vanno mai a lieto fine e la dura realtà a volte ci fa male, ma non sappiamo mai effettivamente quanto e come. La ragazza ebbe un duro colpo, uno di quelli che ti buttano a terra, ti sconvolgono l’esistenza e ti fanno star male per giorni, settimane, mesi, anni o forse non ti abbandonano mai. Il dolore cresce fino a diventare insostenibile alcune volte. E’, purtroppo, il dazio da pagare quando si incontrano persone perfette, quelle messe sulla terra per il solo scopo di farci stare bene. E lei un giorno di sette anni fa perse quel raggio di sole che le illuminava le giornate. Perse quel suo piccolo angolo di paradiso. Perse suo padre. Per un incidente. E questo le fece male. Molto male.
Ma non perse ciò che il suo spirito le suggeriva: l’ottimismo. E cercò, nel bene e nel male, di continuare a sognare, a capire, a crescere. Era poco più che adolescente, le forze non le mancavano, era la testa che aveva bisogno di un aiuto. Di un piccolo segno che le dicesse che tutto ciò che aveva perso l’avrebbe, ugualmente, accompagnata lo stesso nel lungo cammino della sua vita.
E un giorno accadde. Le sorprese sono il sale della vita, quell’attimo di incertezza su ciò che accadrà ci dà voglia di continuare a vivere e piccoli avvenimenti accadono. Quasi per caso, quasi per coincidenza, quasi per fede o perché così deve essere.
La ragazza e sua madre erano solite andare a ricordare la loro perdita nel luogo ove comunemente si conservano i resti dei propri defunti. Solo che loro non erano mai sole. Ad attenderle, ogni volta, c’era un cane, un incrocio, di taglia piuttosto grande che, abitualmente, si sedeva di fronte alla tomba del’uomo semplice. Così a lei piace ricordarlo.
Il cane le attendeva sempre in quel posto. Ogni volta, ogni giorno. Per un po’ di tempo. Fino a che, un giorno casualmente, il grosso quadrupede decise di sfilacciare un pezzo della borsa della madre della ragazza. Il miglior amico dell’uomo rubò quel piccolo filamento e, da quel giorno, non si fece più vedere.
Passarono più di due mesi. La ragazza e sua madre di nuovo in visita nel cimitero, inaspettatamente, lo videro. Era lì. Dopo sessanta giorni o più, che le attendeva. E nella sua bocca, stringeva ancora quel pezzo della borsa. Il cane glielo riportò, quasi come a scusarsi di averlo preso o forse per farle capire che niente è perduto. Che nessuno le ha abbandonate. Che c’è qualcuno, sempre, che le proteggerà ovunque vadano. Che non devono aver paura. Lui c’è. E le vuole sempre bene.

Quel grande cane non si fece più vedere. Scomparve e non ritornò mai più in quel cimitero. O forse cambiò orari, fatto sta che nessuno sapeva chi fosse e dove fosse. E nessuno aveva mai notato dove andasse. Fatto sta che, da quel giorno, la ragazza sentì crescere dentro di se l’amore che aveva sempre tenuto per il suo uomo. Cosa incredibile dato che era già ai massimi livelli. La ragazza capì che lui ci sarebbe sempre stato. E questo le sarebbe bastato.

Il dolore non diminuisce con gli anni, pensiamo di sentirlo svanire ma così non è. Il dolore è quella parte di noi che rimane in attesa perché, da un momento all’altro, può ritornare fuori, può farsi risentire e continuare a farci soffrire. Ma che senso ha rimanere nel dolore? Che senso ha farci conquistare da quell’attimo di solitudine, di infelicità, di nulla? La ragazza continua sempre a vivere nell’ottimismo e giura che ogni momento felice che ha vissuto è un dono. Che ripensa ai momenti trascorsi ed è contenta. Che la felicità dura per sempre. Perché in ogni ricordo di un momento felice si nasconde l’immenso, l’infinito. Quel momento è personale, e nessuno potrà rubarlo. Il dolore ci accompagnerà per tutta l’esistenza ma è con l’amore che potremo sconfiggerlo, costi quel che costi.

La ragazza è cresciuta. E’ sempre carina. E’ sempre forte. E’ sempre ottimista. La ragazza merita tutto ciò che ha e che avrà. Soprattutto l’amore di un ragazzo che pensa sempre e solo a lei…

domenica 9 agosto 2009

Inseguito...








Per il ciclo "TERRONE AD ALTA QUOTA"
un film di e con DJJURGEN

un uomo braccato da tutti...
dei questionari da consegnare...
una tesi da scrivere...
una sceneggiatura da terminare...
una fuga impossibile verso le vacanze...
un intrigo che vi farà venire voglia di andare al mare alla faccia sua...
la Diggy production è lieta di presentare:

DIGGY BY DIGGEST
l'uomo che sapeva troppo poco...

sotto il caldo sole d'agosto, nei migliori cinema...

sabato 8 agosto 2009

E poi...



E poi dicono che il povero Ferrario ha plagiato, eh? :P

La fonte è un commento preso da un post di NUVOLE ANOMALE, un divertentissimo blog che consiglio a tutti gli appassionati di fumetti.

Che dire del video? Sono rimasto a bocca aperta...