venerdì 17 dicembre 2010

Le dieci invenzioni che ci mancano

Noi universitari(ebbene sì, ho effettuato nuova opera di accompagnamento e mi credo uno studente) siamo nevrotici, siamo sempre indaffarati, siamo tecnologici, siamo sempre al passo con l'attualità. Saremo i padroni del mondo di domani, non siamo degli Zuckemberg ma vorremmo diventarlo. L'idea di guadagnare milioni di dollari, o di euri, per una nostra idea ci sconfinfera non poco. Indi studiamo per un futuro personale migliore, protestiamo per un futuro generale migliore(se i soldi li fanno andare sempre dove già ci stanno, come facciamo noi a farli?), e ideamo un futuro ancora più innovativo e sempre più semplice. Semplice, questa è la parola giusta. Nel ventesimo e ventunesimo secolo abbiamo inventato esclusivamente per renderci la vita più semplice, più facile, meno faticosa. Prima scrivevamo con penna e calamaio, poi siamo passati alla biro, e dopo la biro alla macchina da scriviere, e dopo c'è stato il pc, fino ad arrivare ad internet che ti permette di parlare con persone a distanza di migliaia di chilometri. Ma tutto ciò che ci porta alla semplicità ci porta delle difficoltà oggettive. Ogni nuova invenzione porta "guerra e pace". Facebook, ad esempio, è un sito che permette di ritrovare e farsi dei nuovi amici. E per questo motivo, il caro Zuckemberg di prima, è diventato l'uomo dell'anno per il "Time"(rivista prestigiosa americana, qualcosa di lontanamente contraria al nostro "Panorama" che, ogni tanto, cerca di rifilarmi l'abbonamento). Comunque, il direttore del "Time", fregandosi amabilmente del sondaggio fatto sul proprio sito per scegliere l'uomo dell'anno, che ha visto vincere il caro Assange di Wikileaks scelto dai lettori, mette in copertina il già citato Zuckemberg perchè lui vede un mondo di potenziali amici, al contrario di Assange(quel debosciato) che vede nemici dappertutto. Ora, anche io se fossi ricercato in centottanta Paesi vedrei nemici dappertutto. Soprattutto dopo aver sputtanato presidenti e governi di quei Paesi, ma da qui a dire che Facebook è uno strumento di aggregazione ed amicizia ce ne passa. Si litiga ogni giorno su quel network. Dappertutto. Non passa giornata senza che trovo qualche nuovo gruppo dove tutti si insultano senza motivo, o con qualche presunzione di motivo. Ovviamente parlo del Facebook italiano dove, tra le varie cose, ci si insulta per:

-) Il calcio. Dove tutti pensano una sola cosa: la mia squadra è forte, tu tifoso avversario sei una merda. E da lì partono gli insulti a raffica. E molte volte si passa alle vie di fatto(la cronaca attuale ci potrà dire).
-) La politica. Dove chiunque odia chi dice il contrario del proprio pensiero.
-) La perfetta conoscenza della lingua italiana. Molti ormai sono membri onorari dell'Accademia della Crusca, per come si scandalizzano per un accento o un apostrofo sbagliato. Gli altri, quelli che veramente non sanno scrivere, da gennaio troveranno un motivo per continuare a non saperlo fare. Infatti inizierò un post mensile, come le ricerche, con le più belle frasi trovate su Facebook, dove si dimostra completa ignoranza verso la lingua di Dante.
-) I programmi tv. Ma vi rendete conto?
-) I tentativi di conoscenza tra giovani uomini e giovani donne. Più comunemente conosciuto come "faccio un complimento alla foto di una tipa che è mia "amica" e ottengo insulti e minaccie più o meno velate dal proprio ragazzo".
-) Cronaca nera. Con schieramenti da una parte e dall'altra che cambiano in cinque minuti.
-) Gusti musicali. Tra Tokio Hotel e Baustelle c'è di mezzo un mondo. Ma, almeno per me, ognuno può ascoltare ciò che vuole, basta che non obblighi il sottoscritto a faro. Sentitevi pure Apicella, tanto me ne cale.
-) Credente religiose. Gente convinta di avere l'unico vero Dio che mette link religiosi e poi augura la morte di tifosi avversari, atei, personaggi di cronaca nera, personaggi televisivi, protagonisti del Grande Fratello, etc. Non credenti che bestemmiano per il solo gusto di farlo, ovviamente per urtare la sensibilità dei credenti. E così via.

Ora, lo so, Facebook alla fin fine è lo specchio della nostra società. E quindi, da ciò, si capisce che siamo da queste parti così insoddisfatti da cercare, ogni giorno, un motivo in più per darci addorsso. Quasi come a sfogarci delle tristezze della nostra vita, o la rabbia repressa. Quindi altro che "amici", quello spazio è pieno di potenziali nemici. Quasi quasi c'ha più ragione Assange che vede persone cattive dappertutto. E' difficile trovare chi è veramente buono. Siamo uomini dopotutto. Per i nostri interessi saremmo capaci di fare le cose più orrende. Ma questo è un altro discorso.

In tutto ciò, io umile signorino scrivente, volevo elencare una lista di dieci possibili invenzioni che pur essendo nel 2010 ancora non siamo riusciti ad ideare. Indi studenti universari e non, datevi una mossa. E poi: voglio il trenta per cento dei vostri guadagni per avervi aiutato nell'idea.

10) Il teletrasporto. Lo so, per molti è impossibile, ma la soddisfazione di andare in un luogo in meno di un minuto(che non sia il bagno, correndo, quando hai un eccesso di svuotarti imminente) un giorno ce la dovremo togliere.
9) Un dispositivo che permetta di far vedere agli altri cosa stai pensando. Magari con immagini. Sarebbe una grande idea, sopratutto sarebbe la fine degli attori. Soprattutto quelli porno.
8) Se non ci si riesce col teletrasporto, mi piacerebbe vedere quegli enormi tubi di Futurama che ti portano in qualunque parte delle città. Matt Groening ha grande fantasia.
7) Natale vissuto come festa religiosa, per i credenti, e non come festa consumistica. Ma questo l'è proprio difficile.
6) Un siero che sconfigga gli zombie. Non ce ne sono, ma idearlo prima non fa mai male.
5) Una cura contro il cancro. Lo so, se non ve l'avessi detto io non c'avreste mai pensato.
4) Un'isola remota dove scaricare tutti i politici da rottamare. In Italia un buon novanta per cento si potrebbe già portarlo lì.
3) I dinosauri! Da portare poi sull'isola di cui sopra.
2) Autostrade solo per noi giovani. Ma questa è un'idea, piuttosto vecchia, degli Elii.
1) Qualcosa che sostituisca l'ombrello! Ma vi rendete conto che siamo nel 2010? Riusciamo a parlare con un ragazzo in Cina in pochi secondi(vabbè, proprio la Cina no) e non ideamo qualcosa che sostituisca quel pezzo di stoffa con pezzi di plastica che se tira un po' di vento si distrugge?

Dopo aver parlato di facezie e pinzillacchere con uno spunto filosofico sui network di oggi, vi propongo st'altra idiozia. Ma solo io ho notato che Assange e Neil Patrick Harris alias Barney Stinson sono la stessa persona?


La foto in apertura è per farvi capire l'importanze dell'ombrello. Mica penserete che l'ho messa per altro motivo! Malfidati.

Il cognome sbagliato di Mr Facebook è voluto. Mi diverto con poco.

giovedì 16 dicembre 2010

Are you a fuc**ng idiot? - Boardwalk Empire



Istruzioni per l'uso: osservate attentamente la foto. Chiedetevi chi siano i personaggi ritratti. Leggete il post. Ne riparliamo alla fine.

Non so bene perchè da qualche giorno continuo a ripetere mentalmente questa frase ogni volta che mi va di insultare qualcuno. Nella mia testa sono vestito come Nucky Thompson, ho lo stesso accento di Steve Buscemi e sono il padrone incontrastato della città.
Credo che si tratti di uno dei tanti effetti collaterali che mi ha lasciato "Boardwalk Empire", una serie appena andata in onda sul canale americano HBO e destinata a rimanere una delle mie preferite di tutti i tempi.
La serie è scritta da Terence Winter (già creatore de "I Soprano") e prodotta da Martin Scorsese (che ha girato anche il Pilot)...va da sè che due personalità del genere, unite, non potevano non approfondire il discorso sull'America degli anni '20, tra gangsters emergenti e il proibizionismo alle porte. Non farò spoiler di nessun tipo, state tranquilli. Posso solo dirvi che è un telefilm che va assolutamente guardato.
Sarà che amo l'unione tra la storia minuscola e la Storia maiuscola, sarà che Boardwalk Empire è scritto in maniera magistrale e interpretato meglio, sarà che sentivo la necessità di una serie che mi prendesse così tanto. O forse sarà che grazie a questo telefilm sono riuscito a conoscere tutte le varie possibili declinazioni della parola "f*ck", ma mi sento di consigliare la visione di Boardwalk Empire un pò a tutti. Non solo agli appassionati di gangsters, non solo agli appassionati di tutte le declinazioni della parola "f*ck", ma a tutti quelli che vogliono guardare qualcosa di diverso dai soliti telefilm (fatta eccezione per Mad Men, che si conferma altra grande serie di questi tempi).
L'aspetto più divertente di tutta la faccenda, una volta terminata la serie, è stato quello di farmi un giro su Wikipedia e scoprire le diverse attinenze con la Storia vera di quegli anni. Ho scoperto dell'esistenza di Nucky Johnson, a cui si ispira il personaggio di Buscemi. Ho scoperto che prima di Al Capone c'era Johnny Torrio, ho scoperto che Lucky Luciano si chiamava in realtà Salvatore Lucania.
Ho imparato qualcosa, insomma, ed è un aspetto che dal mio punto di vista aggiunge sempre un valore in più a un prodotto.
Poi sarà che sono stato uno dei primi a scoprire questo telefilm (e Leo, volente o nolente, dovrà darmi atto che è così :P ), sarà che le scene con Cruz De La Paz si sono piazzate al terzo posto nella classifica delle scene più hot della stagione televisiva di quest'anno, ma non posso fare a meno di pensare che se non avessi scoperto questo telefilm durante una puntata di TvTalk adesso mi sentirei più vuoto. E non potrei insultare le persone pensando: "Are you a fuck**ng idiot???", ovviamente.

p.s. lo so, la foto è piccola. Ma non potevo esimermi dall'inserire uno scatto che ritrae Al Capone (al centro) e Nucky Johnson (a destra) che camminano insieme sul "Boardwalk" di Atlantic City. No, proprio non potevo! :D

martedì 14 dicembre 2010

I dieci modi per sviare la conversazione dopo la domanda "Come và con gli esami?"

In giornate come queste, con questa cronaca non proprio rosèa, e con questi problemucci vari di scontri e fumogeni e manganellate e tanto amore, mi sembra strano parlare d'altro. Totalmente, o quasi, d'altro. Ma si deve fare. Perchè ridere è quello che ci serve in queste occasioni. Da qualunque parti si guardi tutto ciò che è accaduto oggi è bene ridere. Ridere è essenziale. Io intanto ci provo a farvi divertire. Spero di riuscirci. Se non ci riesco, c'è pur sempre Bruno Vespa stasera.

Noi studenti universitari(sì, anche dopo una sola giornata vissuta da ospite nelle aule universitarie, anche io posso definirmi uno studente, d'altronde ci sono tipi che non ci sono mai andati e sono iscritti) odiamo una certa domanda che i nostri conoscenti, i nostri amici, i nostri parenti ci fanno ogni tanto. Stiamo parlando dell'odiosa "Come và con gli esami?". In questo preciso istante, i vostri occhi, iniziano a vagare verso un universo parallelo, cercando una scusa o un modo per sviare il discorso su altro. Noi del Bloggo, nella persona di me medesimo, vi diamo un piccolo aiuto. Una lista con dieci consigli e frasi da usare in risposta alla domanda critica. Per cercare di portare il discorso su altro e cavarvela anche questa cosa. Ovviamente queste frasi non servono se siete cervelloni come i protagonisti di Big Bang Theory, o avete semplicemente dato ogni esame possibile. A voi vanno i miei complimenti. A tutti gli altri, questa lista.

I dieci modi per sviare la conversazione dopo la domanda "Come và con gli esami"?

1) "Eh, ci sono gli scioperi per la riforma. Dannata Gelmini!" (Buttarla in politica fa sempre effetto.)
2) "Tutto regolare"!( E qui si penserà che andrete bene. Bravi. Il vostro interlocutore sarà felice. Ma in realtà, voi, avete solo detto che gli esami si svolgono, mica che li frequentate! Nessuno ve l'ha chiesto, d'altronde!)
3) (Con tono commosso) "Non ti ho mai detto quanto ti voglio bene?", con conseguente abbraccio. (Risposta che va bene con mamma, sorella, amiche e qualunque essere femminile).
4) (Con tono commosso) "Ho i biglietti per la partita. In tribuna!!!, con conseguente abbraccio. (Risposta che va bene con babbo, fratello, amici e esseri maschili.)
5) "E a te"? (Risposta essenziale se fatta a parenti e amici nel vostro stesso stato. In men che non si dica il discorso tornerà su altro. Tipo calcio, bocce o manicure.)
6) "Meglio di quanto credessi!"(Risposta fuorviante che può significare: "ne ho fatto uno ma non mi aspettavo di fare neanche quello. Sono un genio!")
7) "Esami? Si danno degli esami?", con risata di gusto dopo.(Ne guadagnerete in simpatia, scendendo dalle nuvole, ma vostro padre, pensando ai soldi spesi, vi rincorrerà con una roncola.)
8) "Domani ne ho uno."(Ecco. Mica avete detto che lo passerete o che ci andrete? Ma il vostro interlocutore ora è soddisfatto!)
9) "Del Piero è il mio tutor al Cepu"(Nessuno vi domanderà altro!)
10) "Ottimamente!!" (E ricordatevi che mentire è sempre la soluzione più giusta!)

Visto che molti dei vostri parenti, soprattutto vostra madre, non ci crederanno alle vostre menzogne e cercheranno di ottenere la verità, e dopo averla ottenuta diranno qualcosa di veramente scandaloso: "E allora che ci vai a fare all'università?" E qui vi serve n'altra lista, amici miei e amiche mie. Questa volta sono un elenco di motivi, in classifica, dalla meno importante alla più importante, per cui voi andate all'università. Divisi in categoria maschile e femminile.

"Che ci fai a fare all'università?" - Motivi Maschili

10) Per la mensa. Non me ne tiene di cucinarmi da solo.
9) Me l'ha ordinato il medico.
8) La roba, alle macchinette, costa poco.
7) Per scoprire per quale motivo, ogni giorno, i professori non vengono a dare lezione. E poi trovarli a chiacchierare alle macchinette mentre ci deridono.
6) Per non stare a casa con mia madre!(Ma questo è meglio non dirlo a vostra madre)
5) Per hobby. C'è chi va' in palestra. Io vado all'uni. Tanto di spesa stiamo là.
4) Per studiare insieme. Magari ci provo con qualcuna.
3) Per concentrarmi sulle squinzie in classe quando non capisco niente a lezione.
2) Per provarci con le assistenti bone.
1) Per l'enorme ed indiscusso mare di topa!

"E che ci vai a fare all'università?" - Motivi Femminili

10) Per studiare in santa pace. (Buuuuuu!)
9) Per seguire i prof a lezione e poi lamentarmi che non sanno spiegare.
8) Per trovare amiche che condividono le mie stesse sfighe ed odiare chi va meglio.
7) Per le macchinette di caffè e latte a prezzi modici.
6) Per scappare di casa, dove mia madre vuole aiuto nei lavori domestici.
5) Per guardare l'assistente bono.(Uno su cento, beato lui!)
4) Per trovare un fesso che mi passa tutto agli esami scritti.(E ce ne sono!)
3) Per studiare in gruppo, magari qualcuno ci prova con la sottoscritta.
2) Per fare disegnini sui quadrerni quando sono a lezione e non capisco niente
1) Per le macchinette dei dolci. Sono comode, a prezzi bassi e non parlano con nessuno, specialmente con ragazzo, nutrizionista e dietologa!

Ecco. Ora non datemi addosso dicendo che sono un maschilista. O magari un femminista. O tutte e due. Intanto, visto che ci son, vi posto anche la letterina che ho scritto a Babbo Natale e attaccato all'albero di suddetta università. Ecco cosa fa un fidanzato gentile mentre la propria squinzia fa gli esami: scrive. Ah, se non ci fosse bisognerebbe inventarmi. Anche se molti, in aula studenti, mentre leggevo fumetti mi odiavano non poco.

Letterina a Babbo Natale

Caro Papà Natale, o più semplicemente conosciuto come Babbo, io sono Davide, il tuo centomilionesimo dei tuoi figli illegittimi che hai sparso per tutto il mondo. E un po' mi rompe sto fatto che non ti fai vedere per un intero anno e poi pensi che con un regalo siamo apposto così, e amici come prima. Caro Babbo, anzi, presunto Babbo, il tribunale ha deciso che devi prima portarmi in ferie ad Agosto per due settimane e poi posso chiamarti ufficialmente Papà. Comunque questa è la mia lista di regali che ti consente di scaricarti la coscienza per un altro anno. Vergognati.

1) Berlusconi in galera. Per un bel po'. Nella stessa cella con un omone di due metri e quindici con una spiccata predilezione per i nanetti.
2) Brunetta sulle montagne russe. La fisica farà il resto.
3) Bossi bloccato con la macchina a Napoli. La monnezza lo attirerà a sè. Tra simili ci si intende.
4) Soldi ai poveri calciatori. Sennò va a finire che scioperano e salgono sugli stadi a protestare.
5) Un aumento ai nostri parlamentari, da scegliersi in assegni manganellati o bastonati.
6) Ti prego, fallo come piacere collettivo, digli a Belen di farsi De Sica, così la finiscono di tormentarci.
6 bis) Un fulmine su Corona non dispiacerebbe.
7) Assange libero, Vespa dentro. Un cambio che non dispiacerebbe a nessuno.
8) Perchè in America hanno Obama e noi Bersani? Perchè? Non si può fare qualcosa? Cioè è meglio Gargamella, ha più fascino e appeal.
9) Un futuro per i laureati e i non laureati. Ma nemmeno tu puoi fare miracoli.
10) Più tette per tutti. Che non fanno mai male.

Grazie Babbo,
attendo assegno mantenimento di Novembre e Dicembre + tredicesima
Davide

Ps: Se avete altre scuse per la prima lista o motivi per la seconda, scrivete eh!

lunedì 13 dicembre 2010

My Eyes - Karaoke


Tempo fa, credo nel 2008, il caro Joss Whedon, tanto amato dai fan fantascientifici di tutto il mondo(son suoi telefilm come "Firefly", "Buffy", "Angel"), approfittando dello sciopero degli sceneggiatori che bloccò tutti i serial e i film americani, decise di buttare sul dorato mondo internettiano "Dr.Horrible Sing'Along Blog". Un musical. Di quaranta e passa minuti. Con due attori che, sinceramente, adoro. Il primo, il protagonista, è Neil Patrick Harris, il famoso Barney di "How I Met Your Mother", uno dei migliori telefilm mondiali e unico verso indiscusso erede di "Friends". Il secondo, che sarebbe il suo antagonista, è Nathan Fillion, protagonista di "Castle - Detective tra le righe", del già citato "Firefly" e tanto ma tanto bravo. Questa meravigliosa coppia fu scelta dal signor Whedon per questa sit-com internettiana che ha riscosso notevole successo. Purtroppo non posso linkarvi i video del tubo sottotitolati, perchè l'utente che li aveva inseriti ha cancellato il suo account. Indi vi consiglio di trovarlo per muli vari e passare su Itasa e scaricare i sottotitoli. Attaccarli al file è facile, ci son riuscito persino io.

Dopo aver fatto tutta sta presentazione, vi posto un meraviglioso pezzo, con relativo karaoke su schermo. Vi dico almeno a che siamo con la storia quando accade tutto ciò: Dr Horrible(Harris) è un cattivo che non riesce a combinare mai niente di buono, neanche dichiarare il suo amore a Penny(Felicia Day), in mezzo poi si aggiunge Captain Hammer(Fillion), un supereroe molto vanesio e sicuro di se che, in realtà, cerca solo di approfittare del corpo di lei. Buona visione. E buona cantata.



Il testo è inutile che lo metto. Lo tenete sullo schermo. Mi risparmio un po' di lavoro!(Eh sì, copia incollare è difficile e occorre mooooooolta fatica!)

Se ci siete, bussate.

Non posso far rimanere, nella home di codesto blog, un post dove alla fin fine effettuo una comunicazione di servizio. Indi, ben sapendo che non posso contare su quell'ignobile persona del mio co-admin(che mi hanno riferito essere stato male stanotte, e io che pensavo che quella bambola vudù non funzionasse!), che comunque questo mese ancora non si è visto da codeste parti, ma ormai è cosa risaputa e alla lunga pure stanca trattarlo sempre male, d'altronde è un ragazzo che studia e che vive lontano dalla sua squinzia, sinceramente io non saprei come fare. E forse sarà l'aria natalizia ma, per stavolta, niente insulti. Faccio il bravo bimbo.

Comunque, alla fin della fiera, devo scrivere qualcosa. Rileggere per giorni, per i poveri malcapitati, il post sul bottoncino di Wikio non è così bello. Ma scrivere cosa? Cosa? Cosa?

Riflettiamo: è lunedì, teoricamente. Potrei mettere una bella canzoncina, la butto sul musicale e chi si è visto si è visto. Ma no, troppo facile. Che sfizio c'è. Lo metterò lo stesso ma almeno durante il pomeriggio, così faccio pure due post in un giorno. Che è un record da queste parti.

Indi potrei continuare il raccontino che ho iniziato qui, e continuato qui e qui. Ma penso che l'ora è tarda e gli occhi son vicini alla chiusura, indi mi serve qualcosa da scrivere in poco poco tempo ma che sia pieno di significato.

Indi, in questo caso, per unire significato e brevità(brevitudine? brevezza?) l'unica soluzione sono le poppe. Ma no. Non si può. Siamo un blog per intellettuali. Gli intellettuali non apprezzano le poppe, o perlomeno le apprezzano ma sempre con stile. Schiaffarcele avanti dimostrerebbe indelicatezza e volgarità. Dimostrebbe che questo blog è targato Mediaset. Noi dobbiamo elevarci, entrare in un livello superiore e migliore. Ci serve qualche altra soluzione.

Un post dove do lezioni di idiozie? Tipo questo e questo? Uhm...mi ci vuole sempre un po' per pensare a ste cavolate e, come ho già detto prima, l'ora è tarda e sto per addormentarmi sulla tastiera. "Perchè non vai a dormire e la pianti?", direbbe una parte di voi. "Perchè ci vuole bene e pensa sempre a noi, e i Puffi son tutti amici suoi", risponderebbe la parte intelligente di voi, che apprezza ciò che faccio. Ma allora cosa? Cosa?

Buttarla in politica? D'altronde quest'anno Natale potrebbe arrivare ben 11 giorni prima, ovvero domani, ovvero Martedì. Sarà un bel giorno? Ora ci fò una bella vignetta sopra e via che te la posto e sto apposto(che calambour!). Ma non sono Makkox, e neanche so disegnare, urge pensare ad altro. Se inizio a parlare di politica, senza vignetta, poi rischio di perdere il pubblico di una fazione e dell'altra, e delle altre centododici di mezzo. Indi meglio di no. Bisogna pensare ancora ad altro.

Parliamo di calcio? Tanto è l'argomento migliore tra i maschi italici e noi. Forza Juve. Olè olè, tu squadra avversaria e tifoso avversario cattivo e scemo, siamo i migliori, olè olè. Ti faccio un buco in testa, olè olè. Ed ecco riassunto in due secondi il pensiero comune sul calcio del novantacinque per cento dei tifosi italiani. Un giorno o l'altro faccio un bel post su come la vedo io su questo sport. E vedremo se Prandelli, finalmente, decide di chiamarmi in nazionale.

Che poi, dopo la visione di questa partita, potrebbe anche farlo. Lo so, sono vergognoso. Per una volta che l'ho vinto, me la sto credendo tanto. Ma d'altronde mercoledì gioco di nuovo e non lo vincerò sicuramente, è meglio godersela finchè dura. (Se a qualcuno può interessare: un gol di testa, davanti alla porta, abbassandomi. Un gol da vicino al centrocampo nel sette, a palombella, si dice. E un gol vergognoso segnato di pantaloncino, su tiro altrui.)

Ma dato che ora ho capito che devo fare un post sul calcio, perchè non lo faccio? Perchè è tardi, e bla bla bla e così via. Indi alla fin fine voglio solo mettermi a letto e pensare a quanto è bello dormire. Ma perchè son qui a scrivere, mi dico da solo! Qual'è il motivo che mi spinge a cercare qualcosa da scrivere per farvi divertire? Non lo so. O forse sì. Voi, quelli che leggete sempre, quelli che leggono a fasi alterne, quelli che leggono ogni tanto, siete qui a perdere del vostro tempo per leggere le cose mie. Quello che io vi dico, quello che io vi racconto, quelle poesiole che ogni tanto decanto. E per me siete importanti. Per questo voglio che abbiate sempre qualcosa di nuovo da commentare(anche se di commenti se ne vedono sempre pochi, ma sempre meglio di niente!), perchè in fondo, io, vi considero amici. E credo che la cosa non valga solo per me. E tra amici si sta così, ogni tanto, a parlare. Anche in modo sconclusionato o strano. Anche con una battuta ogni tanto. Anche giocando dalle 8 in poi ad un gioco da tavolo, in una domenica sera fredda, nella casa del tuo amore. Gli amici sono questo. Fanno senza richiedere niente. O meglio: fanno perchè rivogliono la stessa cosa che gli dai: quell'amore completo che esiste solo tra amico e amico. Io voglio che voi vi sentiate a casa, qui, e nello stesso tempo mi voglio sentire utile, invitatemi da voi. Avete un blog? Vi passo a trovare. Bussate. E vi porterò doni.

Figuràti.

Molto figuràti.

Non c'ho soldi da spendere.

Purtroppo.

Natale bastardo, la società consumistica ci porterà alla dannazione eterna.

O ad un prossimo governo Berlusconi.

Purtroppo non figuràto ma reale.

Molto reale.

Notte gente, anzi, buongiorno. Io me ne vado a nanna.

Ps: Se vi può interessare, qui, c'è un mio trattato sull'amicizia. Di eoni fa.
Ps2: Milooooooooooooos!
Ps3: Se la Belen non tira più per la Tim, diventerà la nuova sponsoressa del Bloggo. Contratto già pronto. La paghiamo in cinque euri ogni post di Diggi. Indi dieci euri al mese son più che sufficienti.
Ps4: Non riesco a non insultarlo, ma è solo perchè lo voglio bene. E perchè se non fosse stato per lui, io ora non sarei ciò che sono. Ovvero Superman.
Ps5: Nella foto iniziale: Don Edward Poppe! E poi non dite che non sono di parola.

venerdì 10 dicembre 2010

Semplice comunicazione

Abbiamo...ops...certe volte son sempre convinto che sia un blog con due autori. Rettifico: ho aggiunto un simpatico simboletto al termine dei post che, se lo premete(dove il "se" va inteso come obbligo), ci permette di ottenere più visibilità nel circuito di wikio e magari schiantare blog importanti nella classifica mensile quali Lega Nerd, quello di Recchioni, il Post, e quelli dove ci sono le tette di fuori. Cosa che si può trovare in due su tre blog di quelli che ho appena menzionato. Indi per chiunque vedrà quel simboletto(sta giù, prima di "pubblicato da Luttazzi4ever", è la "o" del logo di Wikio che vedete come immagine di apertura di codesto post), peraltro abbastanza minuscolo, cliccandolo ci farà un enorme piacere non quantificabile in denaro e non rimborsabile, da noi, in denaro. Ops, parlo sempre con sto plurale che non c'azzecca mai.

Visto che ci siamo consiglio, se vi piace ciò che avete appena letto e siete iscritti a Feisbuc, di cliccare su "mi piace" appena sotto ai post. Così facendo metterete un semplice piccolo link sulla vostra bacheca e tutti vi potranno insultare prendendovi per intellettuali che leggono solo cose da intellettuali invece dei soliti link di feisbuc sul fascio, sul calcio, sui gattini, sulle tope, sulle battute di legno, sulle frasi fatte(e queste riscuotono successo inaudito), e sugli apprezzamenti pro-mafia. Almeno fate vedere di apprezzare qualcosa di diverso. Ringrazio enormemente chi farà sia l'uno che l'altro o chi magari non farà niente e commenterà, o chi commenterà e cliccherà un solo bottoncino, o chi ne clicca due e poi ci parla male dietro e così via. Ora, visto che è ora tarda e gli occhi si chiudono, direi che è ora di andare a nanna.

Senza prima convincervi a comprare "Il visone ha la faccia enorme" di Ermes Palinsesto alias Nicola Fasani alias Faso. Sono poesie idiote e sagaci che il caro Faso declama a "Cordialmente", ogni lunedì. E' un libro che si legge in una giornata. Son dodici euri e cinquanta, andrà bene come regalo all'amico che non legge ma che spara battute sceme.

Notte gente.

giovedì 9 dicembre 2010

Pensare troppo fa male (*)



(*) oppure: "Filosofia spiccia d'ora tarda - Parte seconda".

Certe volte ce la metti tutta ma non sai neanche tu dove e quando sbagli. Ma è così, si vive per sbagliare, per imparare, per migliorare. Ma come fai a migliorare se non ti rendi conto dell'errore? E rimani fermo, a cercare di rimediare a qualcosa che non capisci, e che non capirai. E vedi che la situazione manco migliora, e stai lì, ancora più bloccato, con l'angoscia nel cuore e non sai che fare. Se chiedi puoi passare per l'idiota della situazione, o peggio: per l'insensibile. Quello che non si rende neanche conto del male che fa alla gente. E quindi stai al palo, subisci i commenti altrui, e stai zitto. Perchè questo forse è quello che devi fare in queste occasioni: stare zitto. Perchè se parli peggiori tutto. Sì. Perchè tu puoi sottostare alle accuse altrui, ma se accusi tu, sei cattivo. Perchè chi ti dice che tratti male la gente, è chi la tratta peggio. Ma lui scherza, tu no. Tu sei il cattivo, ricordatelo. Sei l'americano nei film di Bud Spencer, quello che insulta tutti ed imbroglia sempre. Sei Macchia Nera, ma non lo sai. Non te ne rendi conto. Pensi di essere una persona come le altre, con i suoi princìpi e i suoi valori, ma non è vero. Sei un mostro che attenta alle vite comuni e meravigliose degli altri. O forse la fai tragica. E' solo una critica, una semplice critica, da domani tutti amici come prima e dimentichiamoci tutto. Fino alla prossima idiozia, fino alla prossima accusa, fino al litigio definitivo. Quello che chiude amicizie o amori. Quello da cui non è possibile tornare indietro. Quello da cui uscirai distrutto, amareggiato, deluso e cambiato. E tutto ciò senza averci capito niente. Perchè tu sei ancora lì, allo status iniziale, a chiederti dove, come, quando e perchè hai sbagliato. E pur dopo aver cercato di rimediare, hai perso. Hai perso tutto. Hai perso tempo, denaro, muscoli e vita. Hai perso parte di vita dietro a gente che non ti ha mai sopportato, o che forse ha capito tardi come sei fatto. E punti altrove, ad altri amici, ad altri amori. Finchè non trovi quel tuo angolo di vita che i poeti chiamano paradiso in terra. Finchè non ti sentirai bene. La ricerca è la parte più importante del tuo tempo su questo mondo malato. Cerca. Cerca sempre. Cerca l'amore, non quello perfetto, perchè non esiste. E' una montatura, è una idiozia da film melensi. Non esistono i baci infiniti, i discorsi lunghi interi giorni e gli abbracci eterni. Ma l'amore normale, quello unico, quello proprio, c'è. I baci ripetuti, le chiacchierate divertite condite dai silenzi di due innamorati che, una volta ogni tanto, non sanno cosa dirsi, gli abbracci felici, esistono. E ci bastano. Eccome se bastano. Gli amici, non li troverai mai uguali a te. Simili in tutto e per tutto. Ma soprattutto non vorresti mai trovarli, a meno da non essere tremendamente egocentrico. Li cercherai affini ma complementari. Magari con le stesse passioni, che non fa mai male, ma in qualche modo diversi. E ti sentirai forte con loro, ti sentirai sicuro di raggiungere tutti i tuoi sogni se li avrai al tuo fianco. Peccato che un giorno ti volterai e non li vedrai più. Ognuno perso nella sua vita si dimenticherà di ciò che avete vissuto assieme, ognuno perso nei suoi amori dimenticherà i momenti di conforto infiniti. L'amicizia è a tempo, anche se vuoi che non sia così. Ma ogni tanto si rinnova, devi solo avere fiducia. E sperare che niente sia concluso, niente è veramente finito se ci tieni veramente. Niente è veramente lontano se ci credi veramente. Che sia l'amore di una vita, che sia l'amico dell'infazia, che sia il lavoro adorato, che sia qualunque cosa tu voglia: credici. E anche se non ci credi, fai finta di crederci. La vita è tua, ricordatelo sempre, sei tu che decidi velocità, compagnia e destinazione. E sbaglierai, come sempre. Ma, se sei fortunato, se hai capito bene come muoverti, un giorno ti sveglierai, guarderai il sole, la strada, la gente, l'amore nel tuo letto addormentato e beato e dirai: "Oggi sono una persona felice".

Aspetta quel giorno. Vale una vita intera.

(Secondo post filosofico in meno di due settimane. Sinceramente mi sembra ancora più sconclusionato del precendente. Se qualcuno arriverà fino in fondo, lo ringrazio tantissimo. Se qualcuno condividerà o commenterà, anche solo per insultare, lo stimo ancor di più. La vita è fatta di piccoli piaceri, io ho quello di scrivere per un pubblico, seppur minimo. E' una grande soddisfazione. Credetemi.)

martedì 7 dicembre 2010

Identità smarrita



Mi son sempre chiesto cosa provano i vicini dei serial killer quando vanno in televisione. Stupore? Meraviglia? Orgoglio? Secondo me è la terza. Vedo quelle facce spaventate ma nello stesso tempo onorate della visibilità televisiva che l'omicida gli ha concesso. E parte la solita tiritera: "era una persona così a modo", "era una persona così tranquilla", "una volta mi ha tagliato il giardino, ho visto che ci sapeva fare con le forbici ma non pensavo le usasse per squartare gente", "è così gentile, timido, riservato, generoso, pensi: una volta ha persino buttato la mia spazzatura perchè io non riuscivo a muovermi", e questo, per le pensionate, vale più di diecimila euro sul conto corrente. E mentre penso a cosa dirà la cara vedova Mastrangelo, che abita sotto il sottoscritto e ogni cinque minuti mi bussa con la scopa, anche quando vado in bagno, soprattutto quando vado in bagno. Dice che faccio troppo rumore e ci metto troppo tempo. Ormai qui in Italia non puoi neanche cagare in santa pace che qualcuno ti mette fretta. Mentre penso a queste idiozie, comunque, entro in centrale. C'è una tv accesa, schermo piatto, dovrebbe essere un centomigliaio di pollici a quanto vedo, altro che polizia disperata. Tò, in televisione c'è la vedova Mastrangelo. Ora se ne uscirà con robe del tipo "una volta al ramino del mercoledì, sentimmo tutto l'amplesso con la sua ragazza" o cose del genere. La faccia è sempre quella: da vecchia zitella, anzi no, vedova arrabbiata con il mondo. Forse ho anche capito perchè il marito ha preferito andare dall'altra parte piuttosto che rimanere qui.

"Posso ascoltare?" - chiedo a Bona, indicando il televisore. Mi risponde con un sì infastidito. Mi lascia, in manette, davanti al televisore acceso. Quello che sento è orrendo.
"In realtà, il mio condomino, è una persona buona, gentile, generosa. E' così protettivo nei miei confronti. E stiamo insieme da più di due anni. E' sempre stato così dolce con me, mi riempie di regalini e di attenzioni. E' sicuramente un ragazzo d'oro." - conati di vomito mi salgono su per l'esofago. Ho bisogno di un bagno. Sta vecchia racchia imputridita cerca di mettersi sulla piazza come ragazza di serial killer. Va a finire che lo divento veramente.
"Complimenti, lei ha veramente buon gusto. Ne conosco pochi che guardano più all'essenza che alla bellezza." - mi dice Bona, pigliandomi clamorosamente per il culo. Comunque chiedo di andare in bagno, trattengo a stento il cornetto con relativo cappuccino di stamattina, mi sciacquo un po' la faccia, e ritorno da lei. Senza niente da dire. Senza tante parole. Ma con le mani legate.
"Esposito, porta il sospettato nella sala interrogatori." - c'è sempre un Esposito, nelle centrali di polizia. Anche in America o in Groenlandia. Il napoletano trapiantato mi porta, con decisione, nella saletta convenuta. E' un ragazzo giovane, ha due o tre brufoli che gli spuntano dal mento, che brutto posto per farli uscire. La prossima volta che si sbarberà, tipo tra cinque settimane considerando la ricrescita lenta, sarà doloroso. Mi siedo, e attendo, convinto di non aver fatto niente. Sicuro di non aver fatto niente. Preoccupato per mia madre che vedrà chi è, per i mezzi d'informazione, la mia ragazza e mi diserederà.

Passano dieci minuti e di questi neanche l'ombra. Capisco che l'attesa fa aumentare l'audience ma qui il pubblico ha già cambiato canale. Che tristezza infinita, non sono neanche capaci di tenere su l'attenzione. Penso che dovrei dare un po' di spettacolo, che ne so, alzarmi dalla sedia e sbattere la testa contro il muro, dire l'alfabeto in una lingua morta, tipo l'italiano. O magari far fare un giro completo alla mia testa di trecentosessanta gradi. Tipo indemoniato. Oppure ora mi addormento con la testa sul tavolo e chi si è visto si è visto.

Detto, fatto. Mi risvegliano dopo non so quanto che ho la fronte pulsante e un principio di emicrania che in due minuti diventa un dolore assurdo alla testa. C'è Bona in stanza, insieme a Amico di Bona. Hanno lo sguardo incazzato. Si aspettano che dia di matto o che sia ragionevole? Non frattempo cerco di guardare meglio le bocce di Bona. Le tiene coperte, ma so che lì sotto ci sono due meloni considerevoli. La immagino nuda mentre mi imbocca a letto. Ecco, questo è un ottimo modo per far passare l'emicrania. E qualsiasi altro male. L'Amico interrompe i mie sogni.

"L'abbiamo trovata sul luogo del delitto. Intento a dormicchiare sul cadavere di un barista, ucciso brutalmente con dodici coltellate. Abbiamo trovato delle impronte sull'arma del delitto, che abbiamo ipotizzato fossero le sue. Ora ci mancano due cose: movente e una spiegazione decente per ciò che abbiamo scoperto." - lo guardo immobile e stupìto, ma più divertito che spaventato. Bona prende la parola.
"Lei si chiama Alessio Conti, abita al civico 31 di Via De Gasperi, ha una madre ancora in vita e un fratello che però è residente in America, giusto?"
"Giusto. E quella in tivù non è la mia ragazza."
"Ecco. Ora ci dice, gentilmente, lei chi è?" - mi chiede. Forse soffre di problemi di memoria a breve termine. Cerco di fare il gentile.
"Alessio Conti. Le direi di prendere più fosforo, ma capisco che il suo lavoro è un po' stancante." - perchè? Perchè cerco di mettermi contro le poliziotte sexy?
"Signor Conti tra virgolette" - e fa le virgolette con le dita, squallido! - "lei risulta deceduto da cinque anni. Ci dice gentilmente se fa parte di un programma testimoni o di che altro. E' soggetto ad ambienti mafiosi? E' un collaboratore di giustizia? E' un agente segreto? Parli!" - l'Amico sembra inziare ad inalberarsi.
"Non sono niente di tutto ciò. Fino ad ieri, anzi fino ad oggi, ero vivo. Ne sono sicuro! Potrei giurarlo su mia madre o sui figli che ho sempre evitato. Vi prego di credermi" - ad un tratto si apre la porta. Entra Brufoloso, portatore di liete novelle.
"Abbiamo trovato il cadavere di Alessio Conti. Nel lago. E' morto circa cinque ore fa." - oh cazzo. Ora sì che mi sto veramente cagando sotto.

[2-Continua]

lunedì 6 dicembre 2010

Io non lascio traccia - Negramaro

Si inizia la settimana con una canzone abbastanza nuova. Mentre nelle radio si sente il nuovo singolo della band salentina "Singhiozzo", io vi posto la prima canzone che apre il nuovo album dei Negramaro. Con relativo testo ovviamente. E poi non dite che non sono bravo.
Comunque, per aggiornarvi su progetti futuri di questo spazio, vi ricordo che da domani riprenderà il nuovo racconto noir che ho iniziato settimana scorsa. Solite sette puntate e via. Il caro Diggi, intanto, è di nuovo irreperibile. Indi chiedo a chiunque lo veda di dargli un coppino(dicesi così di schiaffo dietro la nuca) di gentilezza. Ma non con gentilezza, mi raccomando. Con forte decisione. Buon ascolto a tutti.




E' pallido il mio viso sembro quasi morto
non sento più le mani e l’odio che ti porto
è come fossi d’olio scivoli addosso
e non mi importa tanto poi di questo fosso
sul ciglio posso stare
senza dove pensare
al rischio di cadere giù

che tanto se anche fosse dal mio cranio rotto
non ne verrebbe fuori vino rosso
ma solo il tuo pensiero su di me riflesso
arrugginito dentro come un chiodo fisso
su un ciglio so restare
per questo senz’avere
paura di cadere giù giù giù

io non lascio traccia
come pioggia sulla neve
quando cado mi confondo
con quello che già c’è
si scioglie la mia faccia
e nel fango dei ricordi
quando vivo mi confondi
con quello che già c’è
sono invisibile

non ho del sal sulla lingua e non mi aspetto
che piovano parole tanto qui è il deserto
la voce che si asciuga e resta dentro al petto
e non c’è rischio che si perda per difetto
se zitto sai stare
a rischio di cadere giù giù giù

io non lascio traccia
come pioggia sulla neve
quando cado mi confondo
con quello che già c’è
si scioglie la mia faccia
e nel fango dei ricordi
quando vivo mi confondi
con quello che già c’è
sono invisibile

mi manca l’aria
e mi manca il fiato
e non ha sapore
questa mia pelle
senza odore
e ancora mi credi
fatto di niente
e non ti accorgi che son io
a scegliere di essere
pioggia sulla neve
su quella che già c’è
sono invisibile
sono invisibile, oramai
sono invisibile
io non lascio traccia
si scioglie la mia faccia
e nel fango dei ricordi
quando vivo mi confondi
con quello che già c’è
sono invisibile

sabato 4 dicembre 2010

Colpevole!



Mal di testa. Grande mal di testa. Mi sembra di aver dormito sul pavimento, cosa che temo di aver fatto. D'altronde sono ancora straiato a terra. Credo debba essere ancora nel bar di Alberto. Forse ho anche bevuto, deve essere questo il motivo del mio riposino improvvisato e poi ho un alito tremendo. Son sicuro che non riuscirei a migliorarlo neanche se mi mettessi un arbre magique ficcato giù per la gola. Qui ci serve direttamente l'idraulico liquido. Basta, devo alzarmi. Se solo riuscissi ad aprire gli occhi, una luce forte mi impedisce di capire cosa sta succedendo. Muovo le braccia per alzarmi, le uso a mò di visiera. Finalmente riesco a vedere. E lo spettacolo non è quello che speravo.
Poliziotti. Tanti poliziotti. E uno, anzi due, anzi tutti, mi guardano, mi indicano, mi tengono la pistola puntata. Che bello. Devo essere finito a Cinecittà durante un serial e neanche me ne sono reso conto. Ma col cazzo che gliela firmo la liberatoria, mi hanno fatto un provino da ubriaco. Chissà cosa avrò mai detto!

"Tu, alzati. Lentamente", mi dice una signorina dai modi bruschi. Bella, sicuramente, alta, slanciata, con tutte le cose sue al posto giusto. Forse un po' troppo magra, se devo dirlo, ma fa niente. Poi a me le divise, sulle donne, sono sempre piaciute. La mia preferita è l'infermiera. Il camice bianco, soprattutto se è in due pezzi, è un toccasana per ogni parte del corpo. Quelle sì che fanno un servizio utile alla collettività. Comunque mi osserva, la poliziotta sexy, devono pagare bene per questa serie. Hanno trovato una bellona niente male.
"Mi alzo, piccola. Non ti preoccupare" - e lo faccio. Ma cado quasi all'istante all'indietro. Non ce la faccio a mantenermi, sono sbronzo. O meglio: ero sbronzo e ora devo ancora riprendermi. Per fortuna cado sul morbido. Alberto avrà deciso di metterci qualche cuscino qui per terra, grande idea. Quell'uomo lì ha sempre avuto grandi idee nella sua vita: una volta riuscì a raddoppiare la clientela del suo locale nel giro di un'ora. E con una trovata geniale: convinse un gruppo di turiste tedesche che da queste parti era normale improvvisare lap dance quando si visitava un paese che non si conosceva. E quelle ci hanno creduto. In un'ora più di duecento maschi infoiati riempiva questo luogo di birre, superalcolici e biliardo. Che uomo. Che genio. Vabbè, mi rialzo. Ma prima riprendo il cuscino che mi ha salvato il culo. Anche se era un po' troppo duro. Mi giro e noto che non c'è alcun para-chiappe. Lì, a terra, in una pozza di sangue c'è Alberto. Stavolta mi alzo. Di scatto. E mi mantengo in piedi.
"Porca paletta" - esclamo. Poi mi rendo conto che ci sono fior fior di individui e cerco di aggiustare il tiro.
"Porco cazzo distillato all'altare!" - esclamo. Almeno mi do un tono.
"Lei vuol farmi credere che è la prima volta che vede tutto ciò?" - mi parla ancora la poliziotta sexy, che per comodità d’ora in poi chiamerò "Bona".
"Beh, forse non sono bravo nelle esclamazioni di stupore ma se vuole mi ci posso allenare. Non so, non avete un vocal coach qui? Un aiutante per le battute difficili, un mimo per le facce complicate?” – Bona mi guarda male. Forse ha appena finito una storia d’amore con uno dei tre che ho appena nominato. Anzi, a guardarla bene, direi con tutti e tre.
“Lei, alzi le mani. E si volti.” – mi dice Bona. Che è perfettamente entrata nella parte. – “Al mio tre sparo, se non si gira.” – Forte la tipa. Credo che le chiederò l’autografo. Ma il migliore qui dentro resta Alberto. Cazzo, quanto è reale. C’è da rimanerci secchi, per com’è bravo a far finta di esserci rimasto secco. Comunque le do retta. Mi mette le manette al polso. Un po’ mi eccito.
“La mia parola d’ordine è salvaguardia” – le rammento.
“Lei hai il diritto di rimanere in silenzio. Qualsiasi cosa dirà potrà essere usata contro di lei in tribunale. Ha diritto ad un avvocato. E se non può permetterselo gliene verrà dato uno d’ufficio.” – E così via. Bona sarà anche brava ma non improvvisa. Ci vorrebbe un colpo di scena. Qualcosa che nessuno si aspetta. Un diversivo entusiasmante.
“Lì, in alto: c’è qualcosa!” – urlo. E tutti si voltano a guardare verso la finestra. Qualcuno scutra verso l’orizzonte. Bona continua a vedermi di sbieco, come si addice ad una vera protagonista principale con i controcazzi.
“Cosa hai visto” – mi chiede una qualsiasi comparsa vestita da poliziotto che chiamerò comodamente “Tizio”.
“Ma come, non l’avete notato? C’era Superman”. E guardo in qualche punto indefinito in cerca di una camera. Non ne trovo nessuna. Ecco, ora che ci penso non c’è alcuna ripresa. Non c’è alcun regista. Non c’è alcun scenografo, aiutante, attrezzista, schiavetto. Non c’è nessuno. C’è solo Alberto con tanta gente che gli scatta foto attorno, Bona con i suoi occhi gonfi di rabbia, Tizio che mi guarda divertito, e un congresso di tipi che mi osservano dubbiosi.
“Ok. Era uno scherzo. Ma si può sapere cosa è successo? – chiedo. Magari qualcuno mi risponde con sincerità e me ne posso tornare a casa prima che inizi “Porta a porta”. E poi attendere che incominci e spegnere la tivù.
“Lei è accusato dell’omicidio di Alberto Dominici. Nelle sue tasche non abbiamo trovato nulla, né un documento, né qualche oggetto di riconoscimento, indi non siamo ancora certi della sua identità. Ora la porteremo in centrale per iniziare l’interrogatorio. E sarà bene per lei che la finisca di fare lo stronzo.” – afferma Bona. Che quando si arrabbia è così caruccia. Comunque mi sento svenire. Rimango in piedi. Noto che coprono Alberto con un telo. Mi incammino verso l’uscita. Esco fuori scortato da Tizio e da Amico di Tizio. Guardo la gente che mi osserva, sorrido, sono un serial killer oggi. Domani sarà un giorno migliore. Almeno spero. Bona mi dice di abbassare la testa mentre entro nel sedile posteriore della sua Fiat Polizia. Chissà che modello è, non sono mai stato ferrato con le macchine. Guardo la gente. Di nuovo. Loro mi ri-osservano. Un tizio c’ha la faccia familiare. Mi saluta da lontano. Parla senza emettere voce, solo con le labbra. Mi sembra di capire qualcosa tipo “Bye bye” o magari “Ei fu, siccome immobile dato il mortal sospiro”. Ah no. Ora sta scandendo le parole. “Il”. E questo l’ho capito. “Prossimo”. Ok. “Sei”, me l’ha fatto a numero, indi è facile. “Tu”. Il prossimo sei tu.
“Porca paletta.” – Mi sconvolgo, ma per fortuna non c’era nessuno a sentirmi. Ne va della mia immagine di serial killer macho.

giovedì 2 dicembre 2010

Prologo



E' inverno. E' sera. E' Giovedì. In mezzo alle strade nella città, dopo le dieci e trenta, c'è desolazione. Tutti sono a casa. Tutti sotto le coperte. Tutti al caldo, a vedere qualsiasi cosa trasmetta quel mostro rettangolare che hanno in salotto. O a cercare chissà cosa su internet. Sarà la tecnologia che non capisco, sarà che non sono mai stato così di pari passo con la massa ma questa è una notte speciale. Questa è la tipica notte in cui la città sembra mia, quando passeggio in solitaria per le strade. Le poche macchine che mi strombazzano mentre perdo tempo ad attraversare il passaggio pedonale, non mi danno fastidio. Fanno parte dell'arredamento della mia enorme casa, sono giocattoli con enormi manichini dentro. Uomini, e donne, che cercano solo un luogo dove andare a copulare selvaggemente, senza rischiare di assiderarsi per il freddo. E pur sempre un modo per farsi caldo. Andatelo a dire agli uomini delle caverne, altro che stufa. Ogni sera rientravano dalla caccia e bum bum. Le pellicce mica ti riscaldano bene, ci vuole un po' di vero calore. Altro che donne col mal di testa a quei tempi, lì erano tutti antichi Siffredi, pronti al riscaldamento perpetuo. Ecco, appena inizio a pensare a qualcosa di serio me ne esco sempre con idee di film porno. Un giorno o l'altro mi metto e scrivo una sceneggiatura. Son certo che ricercano sempre nuovi ideatori di porcate. L'uomo ha un bagaglio di porno visti e pensati, nella sua mente, certamente vasto. Vastissimo. Si calcola che usiamo solo il 3 per cento delle potenzialità del nostro cervello. Il restante 97 per cento è diviso tra porno e calcio. In misura che cambia da maschio a maschio. Per le donne invece quello spazio è dedicato solo alle scarpe. Parlo a luoghi comuni. Un po' me ne vergogno. Ma non così tanto.
Fa freddo. Il termometro della farmacia segna 4 gradi. Non è male. Sempre meglio di zero. Fin da piccolo mi hanno insegnato ad essere una persona ottimista. Mi ricordo mia madre che mi dava certe lezioni assurde. Fin da quando ricordo, rammento che ogni piccolo infortunio veniva risolto in maniera semplice. Andavo da lei e le dicevo: "Mamma, mi sono sbucciato il ginocchio". E lei rispondeva: "Hai sempre l'altro, no?". Un ragionamento ineccepibile, e funzionava con qualsiasi dolore che avessi. Chessò, una distorsione alla caviglia, un problema all'occhio, taglio sul braccio. Che mi lamento affare. Ho sempre l'altro. Con una sola frase mi faceva capire che ero fortunato. E che non dovevo intristirmi per il dolore. O forse un po' se ne fregava. Ma le mamme hanno un codice morale e deontologico tutto loro, un giorno o l'altro faccio il cambio sesso e vedo cosa si prova ad avere gli ormoni sballonzolanti. Ma non oggi. Oggi è una bella notte per passeggiare in un ambiente tetro, buio, e solitario...
Credo che sia giunta l'ora di una bella cioccolata. In un luogo chiuso. Illuminato. Magari affollato. Così la finisco di tremare per il freddo. E per la paura. Non ho mai pensato a cosa succederebbe se fossimo attaccati dagli zombie. Sarei l'eroe sparapallottole a raffica, o la timida pastorellina che viene mangiata dopo cinque minuti? Spero di non doverlo scoprire mai. Il bar di Alberto è a soli venti passi. Si spegne la luce all'improvviso. Davanti al sottoscritto. Poi si riaccende. Poi si spegne. Saranno cali di tensione. Anche se la mia sta sicuramente aumentando. Entro, nessun rumore.
"Albè?" - Nessuna risposta - "Sono io, il tuo caro amico A..."
Dolore. Mi giro, vedo qualcuno, poi solo buio.

mercoledì 1 dicembre 2010

Marica Aiale - Ricerche Novembre

E' finito un altro mese. Indi altre ricerche inzozzano questo spazio web. Purtroppo non siamo ai livelli eccelsi del mese scorso ma qualche piccola chicca qua e là, l'ho trovata. Chiedo scusa per le innumerevoli zozzerie nell'angolo dell'hard, ma quello passava il convento, anzi sarebbe meglio dire: il bordello.


Accordi la voce delle stelle loredana errore(6): Questo è uno dei motivi per cui non volevo aprire un Blog con uno che vede solo Amici.

esempio di racconto comico (2): Caro ricercatore, devi anche specificare che tipo di racconto comico vuoi, non è che la comicità è una sola. E ti preannuncio, amico mio, che domani scriverò un post solo per te. Perchè sono una persona gentile e ti farò capire tutte le differenze che ci sono tra comicità e comicità.

"ho i crampetti al pancino" : Pora stella! :-(

"racconti di davide": Qualcuno che ne capisce.

berlusconi ama le farfalle
: E' come dire: "il cielo è blu"!

brevi storie divertenti per aprire conferenza: Dipende dal contesto. Io ne conosco una bella. Ovvero: organizzato a Roma un convegno sulla depressione, gran flusso di gente riunita, quelli che non sono riusciti ad entrare son andati via un po' depressi.

canzone che fa papapapa in studio aperto: Cioè, dopo tutto quello che ti fanno vedere, tu cerchi una canzone?

carmen & peppe ti amo facebook: Sono contentissimo per loro.

chi è lo sceneggiatore di the big bang theory?: Io, ma vorrei rimanere segreto. Grazie.

come si chiama l'orecchino di max gazzè: Orecchino.


e adesso che non sei più insieme a lui ti chiedo se vuoi provare con me, e allora stringimi stringimi dai: La regola dell'amico non sbaglia mai. Se il tuo ragazzo ti lascia, c'è il miglior amico sai, e subito ti salta addosso.


formula auguri per braccio rotto : Batti cinque, fratè!

francesco savino fumetto : Ma veramente ci avete creduto? Ma vi sembra mai possibile che codest'uomo faccia un fumetto? Ma dai!

ho sognato di essere calvo: Carlo, e finiscila na buona volta!

io e la mia ragazza festeggiamo un anno e vorrei scriverle una lettera,datemi una mano: E tutto il popolo internettiano, compresi Mandela, Obama, Marco Carta e il Dalai Lama, corse in suo aiuto.

E ora il nostro amabile e desiderabile Angolo dell'Hard che contiene certe chicche che ve le ricordate fino alla fine della vostra vita.

personalità di chi ama le farfalle: Pronto a diventare Presidente del Consiglio.


buca tette : Chi commetterebbe mai un simile scempìo? Perchè???

cleopatra ninfomane: Per la categoria "ninfomani del passato", oggi si parla di Cleopatra. E poi non dite che non facciamo informazione.

balcone + doppio senso tette : Qualunque cosa stia cercando, secondo me l'unica che gli interessa veramente è l'ultima.


donne ninfomani ritrovi: I soliti "Sabba" di fine anno. Chissà dove si ritrovano, io la butto lì: Arcore.

film porno alyssa may i pensieri delle donne: Alleluia! Un po' di sincerità. Uno che cerca senza sotterfugi. E poi chissà cosa pensano le donne, conoscendo gli ambiti direi tante belle cose.

franco si scopa giovanna napoli: E bravo a Franco!


nicolas e antonella si baciano e si spogliano nel letto facendo sesso: Magari son amici di franco e giovanna.

ninfomani cercasi napoli : Bravo, delimitare una zona è il primo passo.

odorediporno: Sarà un nuovo profumo di D&G.

paola ferrari fotomontaggi porno: No, vi prego, no. Malati!!!

giapponesina tettona sul treno: Solo sul treno, mi raccomando. Dalle altre parti fa schifo.

video tette clarabella : Malati!!! - Parte due!

più belle tette del mondo: Questo cerca il Guinnes dei Primati!

tette ddd: Questo cerca le nuove tecnologie! 3D per tutti!