domenica 17 febbraio 2008

Il ritorno del drago

Ed ecco il secondo (e ultimo) racconto per il contest di Brad Barron.Questa volta il genere scelto era il fantasy e l'argomento la "gara di velocità";i caratteri sempre 5000. Questo è quello che ho scritto, guadagnando il secondo posto a pari merito con Max Brody (onore al merito al vincitore, il grande Bedoz, anche se non degna mai il nostro blog di un saluto :P )!Buona lettura!!!

“E’ vero! Vi dico che l’ho visto! Un enorme dragone senza ali si sta dirigendo proprio qui!”.
Owel Larson e Jimmy Grunge ascoltavano preoccupati le parole del mercante. I due cavalieri sapevano che la creatura di cui parlava l’uomo era Axolot, il drago che un tempo possedeva lo spirito di Owel. Il cavaliere, infatti, era stato membro dell’ordine del drago, setta che, attraverso lo spirito di un drago, rendeva i suoi adepti dei feroci assassini. Dopo molto tempo, Owel, grazie alle tecniche di meditazione insegnategli da Jimmy, riuscì a liberarsi di Axolot, non considerando però la legge della setta: il drago, una volta abbandonato, avrebbe dovuto uccidere il corpo che gli era appartenuto. Sì, il mercante non era pazzo: Axolot si stava dirigendo verso il villaggio per uccidere Owel.
I due decisero di abbandonare il villaggio per far perdere le loro tracce, ma gli abitanti, che sapevano bene cosa sarebbe successo se l’avessero fatto, decisero di costruire una difesa contro gli attacchi del drago, in modo da proteggere la vita di Owel.
Jimmy dirigeva i lavori, spronando e incitando i manovali a terminare la muraglia il prima possibile. Sapeva benissimo che Axolot era sempre più vicino, e che ogni minuto guadagnato poteva essere prezioso. Il villaggio faceva il possibile per vincere quella corsa contro il tempo e tutti, donne comprese, davano il loro contributo. Tutti tranne Owel. Da quando era venuto a conoscenza della notizia, infatti, il cavaliere era rimasto ad osservare indifferente la febbrile eccitazione del villaggio, come se tutto quello non lo riguardasse. Jimmy poteva solo immaginare lo stato in cui si trovava il suo amico, ma non capiva il motivo del suo comportamento: in fondo il suo aiuto poteva essere prezioso, e ormai si trattava di una battaglia che riguardava le vite di tutti, non soltanto la sua. Owel però rimaneva immerso nei suoi pensieri, a fissare un orizzonte che, giorno dopo giorno, veniva sempre più oscurato dalla poderosa cinta muraria che stava quasi per essere completata. Sarebbe bastato un solo altro giorno per terminare il lavoro e limitare così gli attacchi del drago. Ma quel giorno non fu concesso, perché quella stessa notte il cielo cominciò a sputare fuoco.
Axolot era arrivato.
Il dragone, infastidito da quella difesa inaspettata, scatenò tutta la potenza delle sue fiamme contro la cinta muraria, cercando di minare la sua resistenza. Ma la cinta resistette, forte della sua solida struttura e della speranza con cui gli abitanti l’avevano costruita. La creatura sembrava impazzita: le sue fiamme si fecero sempre più potenti e i suoi ruggiti divennero così forti da far tremare la terra. Poi, il dragone placò la sua ira e cominciò a girare intorno alla cinta muraria. Furono attimi terribili: all’interno tutti sapevano che, nel momento stesso in cui la creatura avesse avvistato la falla, il villaggio sarebbe stato spacciato. Il terrore si impadronì dei suoi abitanti, mentre i passi del dragone si facevano sempre più vicini. Jimmy cercò con lo sguardo Owel, come se dai suoi occhi dipendesse la loro salvezza. Quando lo trovò, capì che, purtroppo, era proprio così. Il cavaliere era in piedi, poco distante dalla falla, fiero e maestoso. Quando si voltò verso Jimmy, in un attimo i suoi occhi divennero infuocati, e dalle scapole gli spuntarono due enormi ali. Il drago era tornato, e stava fissando il suo amico con uno sguardo che non lasciava presagire nulla di buono. Stava cercando il suo appoggio, anche se non lo sapeva. Jimmy capì subito quali fossero le intenzioni del cavaliere, e rispose allo sguardo di Owel con una smorfia di dolore. Il cavaliere, dopo qualche attimo di esitazione, sorrise al suo amico e con un potente balzo si slanciò verso Axolot. Prima che il suo avversario potesse capire cosa stava succedendo, lo colpì con violenza, ingaggiando un aspro duello contro di lui. Una luce accecante avvolse le due creature, impedendo la vista. Ma Jimmy ormai sapeva: in quei giorni, pur restando fermo, Owel aveva corso insieme a tutti loro, partecipando ad una gara di velocità tutta sua. Era la corsa di un uomo che, con lo spirito, stava gareggiando contro Axolot per recuperare qualcosa che gli era appartenuto: lo spirito di quello stesso dragone che ora era venuto per ucciderlo. Voleva tornare cavaliere dell’ordine del drago, per impedire la distruzione del villaggio. Lo sguardo lanciato a Jimmy, qualche secondo prima, era il suo saluto d’addio. Dopo qualche attimo, la luce emanata dalle due creature svanì, e Jimmy guardò in direzione dei due avversari. Davanti al villaggio, però, ne era rimasto uno solo: Axolot. Owel non c’era più.
In un attimo, Jimmy capì perché il suo amico, prima di lanciarsi contro il dragone, gli aveva sorriso: aveva cambiato idea, aveva preferito sacrificare la propria vita per permettere che fosse lo spirito del cavaliere ad entrare nel corpo del dragone, e non il contrario. Aveva vinto, perdendo al tempo stesso.
Come succede sempre a chi lotta con se stesso.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

pensa, Dj..puoi vantarti di essere arrivato pari al sottoscritto :P

Max "sempre quello ecc ecc" Brody

Anonimo ha detto...

ok non saluto mai...ma vi leggo spesso...anche perchè ormai diggey è l'unico modo per beccarti.

ciao fratè...mi manchi.

Bedo

DjJurgen ha detto...

fatemi capire, per lasciare qualche commento vi devo nominare in un post??? :P

@Bedo: fratellone, anche tu mi manchi! Spero di riuscire a risentirti presto, su msn ;)

Bertha ha detto...

Well written article.

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