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venerdì 19 aprile 2013

Addio, addio, lettori addio!


Ho cincischiato, lo so. Ho prima scritto una specie di "arrivederci amarognolo", poi un "teatro pseudo commovente", poi la cronaca dell'ultimo concerto recensito su questo blog, e poi ho perso tempo.
Sto da giorni a dirmi "domani scrivo ed abbandono, tanto 'na letterina di saluti è". E poi non lo faccio. Perchè mi dispiace, è ovvio, ma perchè sentivo e sento ancora di non aver niente da dire. E da dare.
Diciamocela tutta, se fosse stato un grande successo, questo blog, dall'annuncio della chiusura ad oggi ci sarebbero state frotte di fan, specialmente signorine discinte,  intente a mandarmi loro foto in topless per non permettere la chiusura di questo spazio. E invece niente, o quasi. Qualcuno, ma stiamo sotto la mezza dozzina, c'è rimasto male. E a loro va' tutto il mio ringraziamento. Sinceramente, grazie! E' quanto di più avreste potuto regalarmi.
Anche il mio amico che mi ha chiesto se avrei smesso di scrivere. Forse è stato l'unico a chiedermelo, anche se forse, in quest'anno, sul blog ci è passato solo tre volte. Ma mi ha fatto piacere sentirmelo dire.

Il blog chiude. Ma questo lo sapevano tutti. Oggi chiude definitivamente. Domani o al massimo domenica inserisco l'annuncio a caratteli cubitali che delimita i post ante-chiusura a quelli, che forse non ci saranno mai, post-chiusura. Perchè come ho già detto, questo spazio è sì chiuso e fermo ma i suoi due autori possono ritornarci quando vogliono e se vogliono. Ma sappiamo bene che questa è una speranza vana, il modo che ho di lasciare aperta una porta che altrimenti sarebbe già chiusa a chiave con tripla mandata.

Prima di lasciarvi voglio dire solo un altro paio di cosette.

Qui ho scritto, recensito, raccontato, discusso (con me stesso o con parte di me) e cercato di far ridere. A rileggere post andati, di un passato nemmeno troppo lontano, certe volte mi son chiesto chi fosse stato a scriverli. Sia nella buona che nella cattiva redazione degli stessi.
Se rileggo racconti di cinque anni fa, mi vergogno per il mio essere quasi analfabeta.
Se rileggo stupidaggini di un paio d'anni fa mi ritrovo a ridere come se non le avessi scritte io.
Se rileggo concerti, emozioni, poesie passate, mi ritrovo a rivivere momenti che forse sarebbero stati perduti senza questo spazio.
Per questo ho avuto difficoltà ad abbandonarlo. E lo faccio perchè, prima o poi, da casa te ne devi andare. Questa è "casa" metaforicamente. Il momento in cui abbandonerò quella fisica, che spero sempre si avvicini invece di allontanarsi, forse sarà meno traumatico di questo.

Ringrazio i lettori. I quattro che ci hanno seguito. E forse apprezzato.
Ringrazio i maniaci. Le risate mensili che mi facevo, da solo leggendo le ricerche, non le dimentico facilmente.
Ringrazio Francesco perchè ci ha creduto. Non so per quanto ma ci ha creduto.
Ringrazio Carmen per essere stata musa ispiratrice di tutto quello che ho scritto, o quasi, dal Luglio del 2008.

Potete continuare a seguire il sottoscritto su:

Acido Lattico. Da un mese vige anche un'edizione domenicale dove viene presentato un racconto inedito. Quindi tra poco potreste trovare anche il mio.

Lercio. Ogni settimana un articolo o due ci esce sempre.

Twitter. Perchè fa figo averlo.

Twitter di Beppe Grillo-Fake. Perchè in un modo o nell'altro ci dobbiamo pure divertire.

Forse un blog futuro. FORSE. E' un gigantesco "Forse" scritto sull'intera costa adriatica. Forse. Per ora non c'è niente. Domani, o domani ancora, o tra un mese, sei o un anno, chissà.

Ciao a tutti. Grazie per i "likes". Cercherò di cambiarli alla banca in euro.

venerdì 29 marzo 2013

This is the end?


Oh, doveva succedere. S'era capito dal Novembre del 2007 che una cosa del genere, presto o tardi, doveva succedere. E poi dobbiamo pure considerare che il sottoscritto l'aveva ampiamente previsto qualche mese fa in questo stesso luogo o lago, che dir si voglia. Il caro amico, fratello, collega, conoscente, amplificatore di insulti Francesco Savino in "arte" DjJurgen lascia questo luogo di dolore che in cinque anni gli ha regalato belle e brutte cose. E tanti momenti di silenzio.
Devo dire subito come mi sono sentito quando l'ho saputo, per fortuna, in anteprima rispetto al mondo intero? Naaaa, lo dico più tardi.
Annuncio solo che sento, pensandoci con calma nella settimana e mezzo successiva che è passata, che HA FATTO BENE. Stare in un luogo, seppure virtuale, in cui non c'è più la volontà, (o il tempo o la voglia), di rimanerci è inutile. E questo apre a qualche scenario possibile che vi vado ad elencare perchè, lo dovreste ormai sapere meglio di me miei undici lettori, io amo elencare:

-) Cambiamento ipotizzato dal Dicembre 2007: cambio del blog ne "Il Bloggo dello Sgrittore". E via così.

-) Chiusura generale ed arrivederci a tutti.

-) Prostamento ai piedi del Dj per non farmi abbandonare.

-) Convincere tizi esterni a diventare parte integrante del blog così da non dover cambiare nome, ma solo grafica e banner.

Non credo farò nessuna di queste quattro ipotesi. Cerco di spiegarmi in breve, ma se avete da cucinare andate che poi va' a finire che ci capite poco del discorso.
Il blog è stato creato da due persone. Una si chiama Davide Paolino, che all'epoca era uno sgrammaticato precursore del grillismo, e l'altro era Francesco Savino che, in cuor mio, sapevo quanto fosse esponenzialmente più bravo del sottoscritto. E forse questo non gliel'ho mai detto. Ai tempi ci divertivamo ad insultarci ed a constatare che su questo spazio non ci passava nessuno, manco i miei amici, ma alcuni suoi sì (ho ancora ricordo di una sua amica che apprezzava le mie poesie, ed io ancora dopo anni mi domando il perché).
Cercavamo di attirare pubblico in ogni modo. Ci vendevamo intellettualmente. Racconti, poesie, stronzate (che ai tempi, giovinotti, chiamavamo "stupidate"), ipotesi di dialoghi teatrali, robe romantiche per le nostre pulzelle, recensioni, considerazioni sull'attualità, saghe epiche. Tutto poteva servire. Anche creare una pagina fan su Facebook e cercare di guadagnare così visibilità. Magari togliendo parte al mio enorme tempo libero per convincere tizi a seguirci. Magari pur usando crediti omaggio per pubblicizzarci su Facebook. Cosa che è accaduta e che non mi pento di aver fatto.
C'abbiamo provato, dico ora, e non ci siamo riusciti. Almeno secondo il mio parere. Uso il plurale perchè se si sfonda lo si fa in due, e se si cade lo si fa sempre in due. Non ci siamo riusciti. Ma non è il caso di farne un dramma. Nella mia vita internettiana ho odiato bonariamente Zerocalcare e il Dr. Manatthan per vari motivi (il primo per essere così stramaledettamente bravo, il secondo per saper parlare alla stessa gente a cui dovrei parlare io), e Willwoosh per altri. Ma quest'ultimo mi sta veramente antipatico. Non nego che al posto suo, se c'avessi avuto un po' di voglia in più, ci sarei stato io. Ma non siamo qui a creare ipotesi col "senno di poi", che abbiamo visto che bella fine ha fatto fare a Bersani.


Il blog chiude. Ah...l'ho detto!


Perchè non ha senso mettere qualcuno al posto di Dj, o chiamare qualcun'altro a sostituirlo, o farlo diventare singolare. Soprattutto perchè dovrei cambiare grafica, banner e indirizzo. E la pagina Facebook non può nemmeno cambiare nome. Il blog chiude, addio, è stato bello e grazie per tutti i "mi piace". Perchè chiude? Perchè è stato creato da due persone, quelle due che ho spiegato all'inizio, e prevede ormai che senza quelle DUE persone, questo spazio non esista. Almeno secondo il mio parere.

Ma prima di chiudere vorrei dargli un degno finale, comunque. Quindi continuerò a scribacchiare su questo spazio forse per un altro mese, al massimo. O forse per una sola settimana. Intervallando la "saga finale" con qualche altro post d'attualità o non so ancora che altro. Sempre mettendo la mia immaginetta luttazziana. E non smuovendo niente dalla grafica abituale.

Il blog chiude ma rimane aperto.


Ho sempre avuto quest'idea iper-utopica dei rapporti di coppia: pur dopo la naturale conclusione di amori, il mio desiderio è sempre stato quello di avere almeno un rapporto d'amicizia con la persona ex-amata. Ecco. Mi è mai successo? Certo che no. Ma volevo, eccome se volevo.
Con il blog vorrei fosse così. Il blog è chiuso. Ci sarà un post gigante in cui si avvertirà i visitatori occasionali che questo spazio è aggiornato a "maipiù" ma può darsi, chissà, che uno dei DUE admin di questo spazio ha voglia di scriverci qualcosa. Che sia solo un saluto, una poesia, una marchetta a lavori in corso o futuri, qualsiasi cosa. Il blog è aperto per loro. Anche per un aggiornamento fugace a Dicembre 2014 sulla propria vita editoriale o materiale. Il blog c'è, pur non essendoci più.


E dico grazie, perchè lo devo dire. Se per cinque anni ho scritto, riscritto, sbagliato, cancellato, dimenticato e proposto idee è stato grazie al Bloggo che c'era sempre. E l'ossessione dentro me di aggiornarlo giornalmente, certe volte, era enorme. E sicuramente ci sono riuscito poco, ma quelle rare volte in cui è successo ne sono stato felice.
Grazie alla mia pulzella Carmen, musa ispiratrice di cose belle (poesie che piacciono solo a lei e per Lei), e di pure una saga epica. Che non era di facile comprensione per chi non è mio amico ma che ha consentito, caso unico e ancora più raro, di far si che alcuni di loro passassero su questo spazio. Incredibile.
Grazie all'idea dell'Agosto Mentecatto. In cui ha dato quasi un senso ad un mese che odio.
Grazie alle persone che hanno cliccato "mi piace" sui miei post. E anche a quelle poche che ogni tanto hanno persino commentato.
Grazie a Simone, forse uno dei pochi ad averci seguito con costanza. Insieme a Max.
Grazie a chi c'era e non si è fatto mai sentire.
Grazie a chi non voleva esserci ma si è fatto trascinare.
Grazie a Marco e Alessandro, due membri di Acido Lattico, che hanno subito proposto una futura collaborazione su altri lidi col sottoscritto. Così, al buio, per me vale tantissimo.
Grazie ai vari portatili e modem che si sono avvicendati in questo lasso di tempo.
Grazie ai 713 tizi che hanno cliccato "mi piace" sulla pagina Facebook, che purtroppo sarà inutile tra poco.
Grazie anche a chi mi seguirà, se mai lo farò, in una prossima avventura blogghesca (si dice così?).
Grazie a chi ci ha letto. Seppur in malavoglia.
Grazie a Daniele Silvestri, che ci ha citato due volte sul suo blog. E mi ha aumentato i contatti a palla.
Grazie alle ricerche divertenti che sono passate in questi lidi.
Grazie, infine, a Francesco. Perchè per merito suo sono migliorato piano piano. E seppure lo odio tanto, e seppure me l'aspettassi da sempre, e seppure un po' mi sono sentito tradito alla notizia del suo abbandono, so che tutte queste emozioni sono un segno che io, a questo Bloggo, e alla sua presenza in esso, ci tenevo tantissimo.

Grazie a tutti.

Prossimamente: un finale decente. E poi chissà.

Ps: Che, a dirla tutta, appena ho visto Francesco iscriversi a Facebook, ho capito subito che c'era qualcosa che non andava. Odio avere ragione alcune volte.

giovedì 28 marzo 2013

Vita di uno schizzo di merda


Si è vero, lo confesso. Così mi tolgo un peso enorme dalla testa, dalle spalle e soprattutto dal retto: io sono uno schizzo di merda. Pagato perdipiù, che perde le sue giornate di fronte ad un portatile solo per screditare le opere di bene di Beppe. E me ne pento. Ma me ne pento tantissimo. Giuro che sto dall'altro ieri in ginocchio ad urlare a Casaleggio di perdonarmi, ma non mi è ancora arrivato un segno della sua effettiva assoluzione. Però stranamente mi si stanno imbiancando i capelli. Ed a ventisei anni non è tanto normale.
Confesso di essere uno di quelli che commenta i meravigliosi post di Beppe in maniera negativa, pur di essere citato sulla colonnina di destra de "La Repubblica" o del "Corriere". Certe volte mi concedo anche un viaggio lontano, sul "Fatto Quotidiano", per dare manforte a quelli che non la pensano come Beppe e vedere se riesco a portarne alcuni nel mio circolo segreto della merda. Ma oggi ho deciso di smetterla. Di finire di sparare stronzate e di accettare il cambiamento. E per far constatare a tutti voi, attivisti e non, posto il resoconto completo e dettagliato della mia giornata come nemico del Movimento. Che Gianroberto possa perdonarmi.

8.20 : Mi giro a destra nel letto mentre dormo.

9.35: Mi giro a sinistra per far contento anche Bersani.

10.25: Mi sveglio. Mi alzo perfettamente dal centro. Così Casini si sente rappresentato. Vado a fare colazione perchè mi aspetta una dura giornata di lavoro.

11.00: Beppe scrive un post in cui insulta Bersani. Scrivo con dodici account contemporaneamente frasi del tipo "Lascia stare il Segretario", "Alleati Beppe", "E' l'occasione giusta per fare qualcosa di buono", "Il turpiloquio non è buona politica" e così via. Rispondo in maniera grammaticalmente perfetta ad un paio di sostenitori del Movimento sgrammaticati, continuo finchè non ricevo insulti.

12.10: Mi arriva il bonifico di Silvio. E' sempre il primo quando si tratta di pagare. Mi manda un sms in cui, per domani, propone un pagamento dilazionato: metà in contante, metà nelle mutande di una diciottenne. Ci penso.

12.22: Alfano mi chiama chiedendo di inserire qualche commento del tipo "Alfano Premier". Silvio già mi aveva preannunciato tentativi del genere, declino l'offerta con gentilezza.

12.45: Beppe insulta Silvio. Gli dice che è un nano ladro. Io rispondo, con centodue account differenti (mi ha appena pagato d'altronde), che in Dungeons And Dragons un ladro è un ottimo personaggio da interpretare e serve tantissimo al gruppo. Il fatto che sia nano è un po' strano, ma potrebbe andare bene lo stesso. Insulto a morte uno stregone elfo e spengo per cinque minuti.

12.50: Pausa caffè. Mi arriva un sms di Giannino: "Io i soldi te li ho mandati, te li ho inviati da due conti diversi. Uno di questi è in una banca cipriota". Le solite balle.

12.51: Vito Crimi scrive un post su Facebook in cui risponde alle domande degli altri attivisti. I pulsanti "n" e "o" del suo portatile sono ormai inservibili. Userà per la negazione, la dicitura "diversamente sì". Inutile dire che, nella discussione, propongo alleanze, urlo all'inettitudine dei Parlamentari a 5 stelle e litigo con tre persone che mi accusano di appartenere alla ka$tA.

12.59: Casini mi manda un sms sillabato. Ci metto dodici minuti per leggerlo. Arrivo alla fine che mi sono dimenticato l'inizio. Cancello e me ne frego.

13.17: L'operaio mi annuncia che la cucina della mia seconda casa è stata montata. Ottimo.

13.58: Beppe pubblica un soporifero articolo sulle nuove energie o sullo shampoo di Casaleggio. Alla settima riga mi addormento. Al risveglio scrivo solo ottocentotrentadue "Zzzzzzzzzz" con ottocentotrentadue account diversi.

15.10: Mi sono dimenticato di pranzare. Vado al ristorante sotto casa, col tablet, ed incontro Bersani. Mi passa un rotolo di carte che sospetto siano il mio compenso. In  realtà sono voti falsi delle primarie, mi chiede di farli sparire come so fare solo io, schizzo di merda professionista. Gli assicuro che mangerò pesante.

15.37: Durante la seconda portata, Beppe scrive un articolo in cui insulta Monti, chiamo il premier attuale chiedendogli cosa fare (vuole essere informato passo passo), mi suggerisce di scrivere con un solo account un gigantesco "SUCA". Eseguo e finisco di pranzare.

15.58: All'arrivo del caffè mi si avvicina una Parlamentare a 5 Stelle che, conoscendo il mio lavoro, mi chiede di darle una mano. Mi offre tutto il primo stipendio da deputata per invogliare sul blog di Beppe a scegliere lei come capogruppo alla Camera. Accetto. E' andata bene. Mi saluta con il braccio teso, chissà cosa voleva dire.

16.32: Beppe insulta il suo vicino, con l'accusa di stendere i panni in maniera troppo geometricamente sbagliata. Con altri trecentoquaranta account prendo le difese del signor Costanzi e di sua moglie malata di matematicatite (l'impossibilità di capire matematica, geometria ed algebra). Con la sua storia struggente forse riesco a far passare qualche elettore del M5S ad altri schieramenti.

16.44: Ingroia mi manda un sms: "Volevo venire per un caffè ma non ce l'ho fatta".

17.03: Gli occhi iniziano a bruciare. Vado sulla home de "La Repubblica" per vedere qualche donnina discinta. Almeno penso a qualcosa di bello.

17.05: Beppe pubblica un post in cui insulta i giornali e urla per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ai giornali, alle radio, alla tv e alla paghetta settimanale dei bambini del pdl. Con centottanta contatti di fake bambini, mi precipito a chiedergli di redincontare le caramelle. Non credevo mi prendesse sul serio.

17.37: A volte immagino di ritornare a fare un lavoro da servo della ka$tA come qualche tempo fa. Un lavoro statale. Che mi permetteva due case, e forse pure tre. Bei tempi.

17.52: Travaglio mi manda una email in cui avverte che pubblicherà cose oscene sul sottoscritto se non la smetto di parlare male di Beppe. Gli chiedo cosa, mi risponde "tu sai". Gli confesso che veramente non so nulla, mi confessa che la macchina del fango è già partita e non si può farla tornare indietro. Lo ringrazio gentilemente e lo saluto, ricordandogli del suo ruolo cardine nel ritorno di Silvio con quella puntata ad "Annozero", inizia a piangere ed attacca.

18.00: Beppe pubblica un post incomprensibile. Probabilmente si è addormentato sulla tastiera ed è partito per sbaglio. Sotto una miriade di attivisti elogia il significato metaforico: "è in codice la ca$tA ci controlla", "Peppe sei crantissimo!", "o capito tutto, se volete ve lo spieco ma in provato!", "uno vale uno", "lo sapevo che ci entravano le scie chimiche!1!!1". Butto lì un paio di "ti sei addormentato sulla tastiera?" che mi portano a ricevere centocinquantamila insulti diversi. Spengo il pc.

18.08: Mi arriva il bonifico di Bersani. Poi mi manda un sms: "Scusa. Ma ho un problema con la mia banca." Povero PierLuigi.

18.44: Rocco Casalino mi manda un sms: "Ho scoperto chi sei, stronzo! Arriveremo tutti per distruggerti casa". Gli controrispondo affermando che Corona divide l'appartamento con me. Risponde con un sms di scuse.

19.12: Ho bisogno di un'aspirina. Dopo ventisette commenti in MAIUSCOLO, ho spento un attimo il cervello. Beppe ha appena postato un interessantissimo video in cui spiega che modificando walkie talkie con un algoritmo bestiale possiamo chiamarci a costo zero utilizzando i bastioni di Orione come antenne. Ma questo le multinazionali della telefonia non ce lo dicono. Riprendo i walkie talkie che avevo comprato con "Topolino" quando ero piccolo. Inizio a sospettare che Beppe abbia ragione. Mi do uno schiaffo enorme e riprendo coscienza.

20.00: Silvio mi manda un altro sms: "Ciao piccola, sei già nuda? Sto arrivando". Onorato, rispondo rivelandogli il suo errore. Mi invia un altro messaggio in cui ammette di aver sbagliato. Forse per la prima volta in vita.

20.23: Beppe scrive un intervento in cui insulta chi interviene insultando. Dopo un migliaio di "Da che pulpito viene la predica..." capisco che niente può aiutarmi a vincere la mia battaglia contro il grillismo e decido di unirmi a loro.

20.54: BEPPE E CRANTE! PEPPE è BELLISSIMO! ABBASSO KA£sTA! VIVA I PAN DI STELLE!

(Aiuto!)

lunedì 11 marzo 2013

Non è successo nulla


Ho visto la morte in faccia.
No. Era solo una frase ad effetto, in realtà è accaduto tutto alle mie spalle. Quindi non è perfettamente esatto ciò che ho affermato poco fa. Comunque è strano pensarci ora, mentre la scatola di mais viene aperta con le stesse mani immobili di qualche attimo prima, e i minuscoli pezzetti di granturco fanno compagnia alle verdi foglie d'insalata. Ed è ancora più difficile trovarci un senso come cerco, ogni santa sera, di capire il perchè ceno sempre con le stesse persone come in una spirale di normalità che la mia mente tarda a comprendere.
E "Affari tuoi".
Mentre un anziano cerca di convincermi che la tizia accetterà l'offerta di sessantamila euro perchè è disperata.
Lei.
La carne la taglio ripensando al tragitto verso casa ed a come la presunta abitudine mi stava fregando senza possibilità di ritorno. Anche se qualcosa di diverso in quella passeggiata serale stavolta c'è stata.
Eppure avevo la stessa felpa che indosso da Dicembre e lo stesso libro che mi porto dietro da due settimane. E del resto avevo persino le stesse scarpe.
Che è difficile trovare il mio numero nei negozi "normali". A questo proposito ho un brillante aneddoto che devo per forza raccontare. Lo scenario è il seguente: centro commerciale di rilevanza quasi nazionale, una decina di negozi di scarpe, sportivi e non, io e mio fratello ci dirigiamo all'interno di ognuno di essi per uscirne poi con un paio di calzature adatto ai miei lunghi piedi.
Quarantanove e mezzo. Se sono di una certa marca. Cinquanta se sono della diretta concorrente.
Dieci differenti negozi. E per dieci volte, dopo lo strabuzzare degli occhi dei commessi, mio fratello sogghignava felice e divertito dalla cosa. E per dieci volte, quando uscivo, sentivo lo sguardo di quel commesso che nel frattempo aveva chiamato i colleghi per farmi osservare i piedi da lontano, mentre sparivo per addentrarmi nel negozio successivo.
Fine aneddoto. Non avevo mica detto che era divertente.
Camminando a ritroso il percorso che avevo effettuato all'andata stavo per arrivare giusto nella mia strada, quella che mi avrebbe fatto ritornare allo stesso luogo dove passo le notti. Tanto per chiarire il senso di abitudine che impermea quest'adolescenza tardiva che sto vivendo.
I lampioni erano tutti spenti. Tutti. Una buona parte del paese, o città, era al buio. Ma non è questa gran perdita. Con la luce sei costretto a vedere lo schifo con cui ti circondi per molte ore al giorno. Senza, puoi almeno immaginare che oltre quello che riesci a vedere c'è qualcosa di meglio.
Tipo tre tizi che stavano litigando perchè quello che porta la macchina "non se la sente", parole sue, e gli altri lo incitavano insultandolo pesantemente e minacciandolo di farlo molto male. Se domani ho notizia di una rapina il banca, so chi è stato. Ma non sapendo riconoscere macchine e facce, la vedo brutta sull'enorme aiuto che potrei dare alla polizia.
Camminando deciso ed a venti metri da casa, una vettura dietro di me decide che era giunta l'ora di sbandare. Vuoi per il buio, vuoi per le buche nell'asfalto, vuoi per la scarsa comprensione che ho io dei disegni celesti, mi ci ritrovo giusto davanti. Una di quelle volte in cui dici che sì, accompagnare a fare shopping la tua ragazza non è poi così male se pensi che potresti fare cose peggiori: tipo farti prendere in pieno da una tizia che ha deciso che quello è il tuo giorno fortunato. Il giorno in cui potrai constatare se veramente il sistema medico italiano è al collasso.
Comunque niente. Cioè niente di che. In conclusione non è successo nulla. La tizia, un'avvenente milf sui quaranta, si è poi ricordata come svoltare a sinistra con rapidità. E la mia immobilità lacerante è stata pressochè inutile all'intera vicenda. Mi sono fermato su me stesso come un DylanDog qualsiasi che osserva gli zombie spuntare dal terreno, senza comprendere che è meglio prima sparare e poi urlare frasi d'ordinanza.
La tizia comunque è scappata via in un imbarazzo di secondo.
Ora taglio la carne e ripenso a come quel momento sia stato un punto focale di queste ultime ventiquattrore. Niente pensieri sconvolgenti e destabilizzanti tipo "Oddio potevo morire" e "Oddio potevo morire senza sapere chi sarebbe stato il prossimo Papa, il prossimo Presidente del Consiglio ed il prossimo Presidente della Repubblica".
Poi guardando nella cassetta delle lettere ci trovo un opuscolo dei Testimoni di Geova. In poche parole mi chiedono (LORO A ME!) come mai Gesù è così importante dopo 1980 anni dalla sua morte. La mia risposta sarebbe stata che ha una buonissima agenzia pubblicitaria, ma nessuno poteva starmi a sentire in quel frangente. Ed odio fare abitualmente la figura dell'individuo che parla da solo. Che mai ho capito perchè è strano parlare da soli e non pensare da soli.
Comunque sul foglietto poi mi rivelano che loro sanno la risposta, e me la daranno il 26 Marzo alle ore 19 presso una sede in un paese vicino al mio. Sinceramente come promo preferisco quasi quelli di Sky sulla Formula Uno. Anche loro hanno avuto la possibilità di gestire un brand altrui, strausato per decenni dalla Rai come Gesù dai cattolici, ma almeno c'hanno le telecamere in hd e magari un canale dedicato solo alle ragazze portaombrelli.
La carne intanto è finita. I peperoni mi osservano dal piatto e si offrono come compagnia indimenticabile per la notte.
Ne approfitto. Nessuno è mai stato così contento di essere divorato dal sottoscritto. Divoro, bevo e concludo la cena. Mi alzo e penso da solo.
"Domani è un giorno migliore."
"Oggi è un giorno normale. Una frenata sull'asfalto cambia poco."
Chissà. Magari è la stessa cosa che pensò un triceratopo alla caduta del primo meteorite.

lunedì 4 marzo 2013

Dialoghi post (pre) elettorali.


- Non c'ho capito tanto.
- Nemmeno io a dirla tutta.
- Riesci un po' a spiegare la cosa?
- Ci provo ma non assicuro niente.
- Vai. Mi fido di te.
- Saresti il primo.
- Dai, senza pensarci su.
- Ti ricordi cosa è successo settimana scorsa no?
- Sì. Abbiamo avuto il primo partito che ha vinto da perdente. O ha perso da vincente. Non c'ho capito tanto, te l'ho detto.
- Il Pd aveva in mano la vittoria, l'ha buttata parlando solo di giaguari e dimenticandosi che dopo le primarie e le parlamentarie (se esiste come termine) forse era giunto il momento di scendere in piazza, e bam...Silvio è tornato sotto.
- Ma non ci credo a 'sta cosa. Alla fin fine dicono che è "tornato" perchè prima i sondaggi lo davano bassissimo. Ma in realtà ha perso milioni di voti, no?
- Giusto. Ne ha persi così tanti che questo credo sia il peggior risultato che abbia mai fatto. Ma nel Pdl sono entusiasti per la vittoria.
- Ma non hanno vinto loro!
- Per questo esultano!
- Vai avanti...
- Il Pd vince alla Camera per uno scarto minimo di un centomigliaio di voti. Ed ottiene la maggioranza del 55%. E fin qui ci siamo.
- Quindi è il primo partito?
- Certo che no!
- E chi è? Hanno vinto loro, sono loro il primo partito no?
- Loro hanno vinto da coalizione. Grazie ai voti di Vendola, SVP e Tabacci!
- Oddio! I marxisti!
- Esatto. Un 0,49 percento che ha assicurato la vittoria alla camera.
- Ma allora il primo partito è il Pdl?
- Ma no. E' Grillo!
- Grillo? Il comico?
- L'ex comico. Ora è diventato una specie di guru di un Movimento che è dato nel 2009 in tutta Italia. L'idea di base era riunire sotto lo stesso gruppo ragazzi e meno che avessero come unico pensiero quello di salvare, o modificare, l'andazzo politico italico. Cioè di creare una nuova sottospecie di politici che fossero quanto più vicini agli italiani. In modo da rappresentarli al meglio.
- E non esistono già?
- In che senso?
- Gli Scilipoti!
- Ma non quel tipo di politici. Intendo gente che governa per la gente. Non per se stessi.
- E' difficile anche solo ipotizzarlo. 
- Ma questa è l'arma in più del Movimento. A differenza di un elettore del Pd loro ci credono a ciò che fanno, e sono convinti di essere nel giusto.
- Quindi come accade nel Pdl.
- Che vorresti dire?
- Berlusconi può dire qualunque cosa che tutti i suoi elettori gli credono.
- E' un discorso a parte. Fammi finire il mio.
- Vai avanti, allora.
- Allora. Il Movimento, non Grillo che non è candidato, è il primo partito alla Camera. Ed ha avuto buonissimi risultati anche al Senato. Dato che fa parte di nessuna coalizione è rimasto un po' penalizzato dalle proporzioni.
- Che poi 'sto sistema elettorale non l'ho mica capito. E' diverso da Camera e Senato. Sembra fatto apposta per garantire l'ingovernabilità.
- Giusto. Una legge sbagliata dalla sua ideazione.
- Ma è stata votata dal Parlamento?
- Certo.
- Dimmi che non c'era...
- Berlusconi al governo. Che vuole anche lui eliminarla, adesso.
- Ma perchè accettarla in passato, mi chiedo.
- Sono domande a cui ancora oggi molti non riescono a trovare risposta. O, se la trovano, non ne sono particolarmente felici.
- A che siamo arrivati?
- A Grillo che è il primo partito alla Camera ma ce ne cale poco. Lì, il Pd, per uno 0,38 per cento ha la maggioranza e se ne può fregar di meno.
- Se i deputati del Pd sono sempre presenti quando servono, ovviamente.
- Ovviamente. Ma al Senato c'è un problema.
- Lo so. Lo so! Essendo l'assegnazione dei seggi in base regionale il Pdl vince sempre nelle regioni più importanti e si piglia i seggi migliori. Al Pd non serve quasi a niente vincere dappertutto se poi ottieni senatori in meno del Pdl.
- Comunque è finita 120 a 117 per Bersani.
- Ma grazie all'estero.
- Certo. Gli italiani all'estero, che hanno anche loro il diritto ed il dovere di scegliere i loro rappresentanti, non hanno dato un seggio che sia uno a Berlusconi (almeno per quanto riguarda al Senato).
- Questo vorrebbe far capire qualcosa?
- Quello che ci vuoi capire tu. Ma sono tue supposizioni.
- Secondo me non lo votano perchè dall'estero capiscono di più che persona sia.
- Pensiero tuo. Io non ci entro.
- Non avendo controllo della stampa estera. Non avendo un Giornale o un Libero in Germania, Inghilterra, Messico o in Papuasia, non può fare leva sulla povera gente che crede in tutto ciò che gli si dice.
- Ma non solo colpa dei giornali schierati, si suppone.
- Infatti ogni cosa che fa viene rilanciata dalle testate giornalistiche e non ogni cinque minuti.
- Vive di fama. E' quello il suo punto forte.
- L'unico peccato è che il massimo degli ascolti lo farà quando non ci sarà più. Un po' mi dispiace.
- Ma il problema non è Berlusconi, l'abbiamo detto prima: lui è calato tantissimo.
- Sì. C'è Grillo che è una specie di ago della bilancia. E' lui che può tenere in mano questo governo. Ed ho detto "mano" per non dire altro.
- Ma c'è sempre quel particolare importante.
- Quale? L'elezione del Presidente della Repubblica e l'impossibilità, secondo la Costituzione, di non poter sciogliere le camere per sei mesi?
- Oltre a quello.
- Ah già...Grillo non si è candidato!
- Giusto. Per venire incontro alle idee del suo partito ed ai paletti instaurati proprio da lui, o da Casaleggio...
- E mò chi è 'sto Casaleggio?
- Poi ci arriviamo...Comunque Grillo non è candidato. Il Movimento Cinque Stelle ha fatto il botto, ma forte, ma lui non può andare in Camera o in Senato per le abituali consultazioni in vista del nuovo governo.
- Bello. E chi ci va' per il Movimento?
- I capigruppo scelti in sondaggio pubblico giusto oggi.
- Gente quasi sconosciuta, giusto?
- Certo. Ma che crede nella forza del Movimento. E d'altronde non è che nelle precedenti legislature conoscevamo ogni eletto. La tristezza di questa legge elettorale è che, purtroppo, gli eletti li decidono le segreterie di partito. Mica noi.
- A noi c'hanno riservato il compito più facile: tracciare una X. Una. Che poi ci confondiamo troppo.
- E ora bisogna vedere se i ragazzi del Movimento, un gruppo eterogeneo composto anche da giovanissimi, danno la fiducia a Bersani.
- Ma Grillo dice di no. Questo l'ho sentito!
- Certo. Dice che non danno la fiducia a nessuno.
- Ma qualcuno s'è rivoltato su questa cosa?
- Sul blog di Beppe c'è stata quasi una mezza rivolta. Dicevano di fare un programma comune col Pd per aiutare a spazzare via Berlusconi ed i condannati dal Parlamento.
- Una causa nobile.
- Ma Grillo continua a non voler dare la fiducia a Bersani e passa agli insulti ogni giorno.
- Ma può farlo? Non dovrebbe entrare più nel linguaggio politichese?
- Non essendo stato eletto è un semplice cittadino che esprime un'opinione, anche se con toni piuttosto forti. Solo che è il "garante", così si definisce, del Movimento. Lui controlla solo. E vale uno come gli altri.
- Ah già: "uno vale uno". Lo slogan del partito.
- Non dire quella parola!
- Quale?
- Partito!
- E perchè?
- Perchè loro non sono un partito, sono un Movimento.
- E che differenza c'è?
- Non me lo chiedere a me. A me sembrano la stessa cosa. Ma loro s'offendono ed è meglio non farli incazzare, per il bene dell'Italia.
- Che mi sembra non ce la passiamo bene, giusto?
- E certo. Qui, mentre assistiamo al teatrino politico, stiamo andando a picco. La borsa, alla notizia della vittoria annunciata dagli exit polls di Bersani, con maggioranza sicura, è impennata. E lo spread è calato. C'era ottimismo.
- E poi...
- E poi tutto al contrario. Il Paese ora è ingovernabile ma ha bisogno di un governo. Che faccia le cose basilari.
- Del tipo?
- Una nuova legge elettorale. Metti che non si riesce a resistere più di sei mesi con 'sta maggioranza esigua. C'è bisogno di tornare alle urne.
- E poi?
- Legge anti-corruzione, conflitto d'interessi, norme sui costi della politica, interventi immediati su economia e diritti, riforma dei partiti. Questi sono i punti del Pd.
- Questo è un po' politichese, non dice niente poi sull'eliminazione dei rimborsi elettorali ai partiti.
- Giusto. Perchè Bersani è convinto che bisogna tenerli per non dare la politica in mano solo a chi può disporre delle risorse per pagarne i costi.
- Un po' come dire che ci potrebbe governare solo un imprenditore se eliminiamo i rimborsi. Cosa che fino ad oggi non è maaaai successa.
- Ovviamente si riferiva a quello. Come dire "se uno come lui c'è riuscito così, figuriamoci senza soldi ai partiti".
- Un po' più chiaro. Ma non ne sono convinto. Se eliminiamo i rimborsi ai partiti ci sono un sacco di soldi per la povera gente. E l'Italia non se la passa al meglio.
- Questo è un punto fondamentale per il Movimento, che vi rinuncerà.
- E come fanno a finanziarsi?
- Con l'autofinanziamento. I consiglieri regionali del Movimento, in Sicilia, si decurtano lo stipendio e lo donano al part...all'idea comune.
- Bella cosa.
- Ottima. Ma ci sono sempre punti oscuri o di dubbio entusiasmo.
- Del tipo?
- L'aria di santificazione di Grillo. Che, senza andare a scomodare elementi brutti del nostro passato, ricorda qualcosa di non eccezionale del nostro presente.
- Tieni sempre in conto che un elettore su tre vota ancora Lui.
- Certo. E sono sempre quelli più difficile da riconoscere quando cammini per strada. Rispondono con la verità solo alle telecamere di Del Debbio.
-  Ma, tornando a Grillo, mi hai comunque detto prima che c'è chi lo contraddice.
- Certo. Su internet. Con l'anonimato o attraverso un nickname. Ci vuole più coraggio a uscire fuori adesso. Con colui che ti  ha assicurato uno stipendio d'oro da parlamentare.
- Ma ho letto che si decurteranno parte dello stesso, no?
- Certo. Alcuni dicono tot, altri di meno altri di più, ma di sicuro rinunceranno a parte dello stipendio.
- Questo gli fa onore. Se facessero tutti così si potrebbe risolvere già qualche problema economico generale no?
- Condivido.
- Ma quali sono le proposte che vogliono assolutamente tramutare in legge.
- Il referendum sull'euro. E il reddito di cittadinanza.
- Un referendum sull'euro?
- Chiedere ai cittadini se andarcene e stamparci una moneta nostra. Così. Senza pensare che la lira ha subìto svalutazioni assurde nel corso degli anni.
- Certo. Ma anche un 5 euro ora non vale quanto una diecimila lire negli anni '90.
- Sicuro. Ma senza essere un economista posso affermare che una diecimilalire tra due anni non varrà un decimo di un cinque euro, se torniamo indietro. Arriveremo a pagare un pezzo di pane ottantamila lire.
- Sono cose tecniche che non capirò mai, ho fatto il classico. Non sono esperto di numeri.
- Come la maggior parte degli italiani. Che nel peggiore dei casi faranno il tuo stesso ragionamento sui 5euro-10mila lire e voteranno per il ritorno al passato.
- Ma tanto ora non si può votare su ciò, giusto?
- Non credo che il Pd proporrà mai una cosa del genere.
- E il reddito di cittadinanza?
- Soldi che lo Stato ti da se non hai un lavoro. Grillo ipotizza che sarà, per i 18 milioni di disoccupati italiani, una cifra tra gli 800 e i 1000 euro.
- Urka! Ci sono precari che quei soldi non li hanno mai visti in un mese.
- Infatti. E senza capire da dove si possano prendere quei soldi, Grillo parla di togliere le pensioni e gli stipendi statali, si aprirebbe una bellissima era di scansafatiche pagati in Italia.
- Giusto. Perchè lavorare per 500 euro se puoi averne minimo 800 stando a casa?
- Una famiglia con tre figli non lavoranti prenderebbe 2400 euro mensili. Una pacchia.
- Ma se ti offrono un lavoro devi accettarlo.
- In che senso?
- Se ti offrono di andare a fare lo spaventapasseri o il promoter non puoi rifiutarti.
- Anche se mi danno di meno o il lavoro non mi piace affatto?
- Certo.
- E' una fregatura bella e buona. E quindi questo "reddito di cittadinanza" farebbe la gioia di agenzie pubblicitarie che non vedono l'ora di avere polli da portare porta a porta, o tramite call center, per vendere contratti alle vecchiette.
- E' una visione tua. Nel Movimento lo vedono come un passo fondamentale del progetto.
- Ma quindi, in tutto ciò, siamo punto e a capo: io non c'ho capito niente.
- Neanche io. Te l'avevo detto.
- Cioè. Uno vince ma non vince. Uno perde e dicono che ha vinto perchè è ancora vivo. N'altro fa il boom e vuole comandare lui e non fare comandare gli altri, pur non essendo stato eletto. Ma che possibilità abbiamo di farci trattare bene in Europa?
- Infatti dicono che abbiamo eletto due clown...
- E ci è andata bene! Se avessero voluto dire la verità avrebbero detto che siamo un popolo intero di clown!
- Non ti scaldare!
- Hai ragione. Vabbè. Facciamo finta che ci va' bene così per adesso, va'. Può darsi che la barca regga. E magari arriviamo a cinque anni.
- Campa cavallo...
- L'hanno trovata anche in Parlamento?
- Cosa?
- La carne di cavallo.
- Forse servirebbe...
- Vabbè, ti ringrazio. E' stata una piacevole chiacchierata.
- Pure per me.
- Ma dimmi la verità...chi hai votato?
- E tu?
- Se rispondi con una domanda ad una domanda è perchè cerci di cambiare il discorso. Un po' ti vergogni.
- Te lo dico: Vendola.
- Ah. Io Ingroia. Mi dava fiducia. Una Rivoluzione che mi dava più sicurezza di quella di Grillo.
- Almeno il mio è passato.
- Non ne sarei così entusiasta.
- Alla fin fine votiamo come se stessimo guardando una partita di calcio. Vendola un gol l'ha fatto. Quello della bandiera.
- Bersani ne ha sbagliati cinque a porta vuota.
- Giannino ne ha fatti tre. Ma di autogol.
- Ingroia guardava la partita senza metterci impegno. - Grillo ne ha azzeccato uno da centrocampo nel sette.
- Berlusconi, come Totti, ha raggiunto Nordhal.
- E in porta ci siamo noi...a subire solo le reti e a prendere i palloni da dentro al sacco...

(Ps: Casaleggio è un imprenditore. Il deus ex machina del Movimento. Per chi non lo sapesse.)

sabato 23 febbraio 2013

Cercasi Lolito disperatamente!


Credo si capisca facilmente a chi il mio avatar sia dedicato. Di chi il mio "nome d'arte" o nickname sia un omaggio e a chi ogni giorno accendo un cero nella speranza torni per salvare il mondo dalla sua minaccia più grande: la comicità della tv moderna.
Ed ho preso con sincera felicità la notizia del Suo ritorno. E ieri mi sono fiondato in edicola per riassaporare il sacro fuoco della satira in questo Paese in cui è morente o quasi (poi vi spiego il quasi). *

PREMESSA: L'autore di questo articolo ha una spiccata predilezione verso Daniele Luttazzi. Lo adora al punto che se gli dicesse che ha bisogno di una mano in cucina per una cena di ventotto persone, si fionderebbe a casa sua per fargli il suo piatto forte (spaghetti con tonno, cipolle e pomodoro). Tutti i commenti quali: "luttazzi cacca", "luttazzi copia", luttazzi bilbobeggins" saranno ignorati. Per il resto: buona lettura.

Daniele torna. E questo è già un buon segno. A due anni di distanza da "La quarta necessità" ed a quattro da "La guerra civile fredda" che trovai interessante per alcuni punti e deludente per altri. Ma vabbè. Il Luttazzi è tornato in città e questo 2013 acquista un nuovo significato.

Punti a favore di questo ritorno:

-) 525 pagine di libro. O un po' di più. Il più grande che abbia mai lanciato sul mercato. "Bollito misto" ne aveva 369.
-) Torna con una parodia delle vita di B. Una visione romanzata della sua esistenza. Sarà un bel malloppo? Vedremo poi.
-) L'editore ha avuto paura di pubblicarlo e c'ha dovuto pensare Travaglio con il Fatto. Ottima cosa. Costa minimamente rispetto ad ogni altro libro di Luttazzi. Ma ci sono punti a sfavore che spiegherò tra poco.
-) Ha persino concesso un'intervista! Ora lo risentiremo minimo tra un paio d'anni.
-) Da quello che ho constatato, il libro sta andando. Bene per lui e male per me.

Punti a sfavore di questo ritorno:

-) E' un romanzo! DL è un ottimo autore satirico ma con i raccontini non mi ha mai preso. Tranne quello della Divina Commedia di Dante, in treno, su "Adenoidi". E ho la paura che cinquecento e passa pagine siano troppe. Anche se a 470 il romanzo si ferma e poi c'è altro. Ma non so cosa sia "altro".
-) Rinominando la querelle "plagi" (di cui qui trovate la mia personale interpretazione della cosa), Daniele dimostra di non essersene ancora liberato mentalmente. Personalmente non l'avrei nemmeno accennata nell'intervista. Se è vero, come in effetti è così, che i blogger anonimi ci sguazzano su 'sta cosa, dargli visibilità eccessiva non giova alla sua reputazione. Già abbastanza diminuita dopo il "fattaccio".
-) LA DISTRIBUZIONE DEL FATTO FA SCHIFO. Ehm...dovevo forse dirlo in maniera più gentile. Ma è ovvio che c'è un problema se parlo di un libro che in questo momento non ho nemmeno aperto perchè non ce l'ho davanti. Perchè? Presto detto.

Venerdì scorso apprendo la lieta novella grazie a conoscenti(collaboratori, colleghi) luttazziani. Subito mi fiondo nell'edicola dove di solito mi rifornisco di fumettame per prenotare il libro e quindi farmi mettere da parte il sommo tomo.
Prima sorpresa: il Fatto non arriva.
Ok. Sto con un mio amico, è domenica mattina, e decidiamo di andare sotto la sua dimora. Lì staziona un'altro bugigattolo adibito a edicola/recivitoria/centro scommesse e qualsiasi cosa gli permetta di guadagnare denaro a pacchi. Entro, saluto e gentilmente spiego che venerdì prossimo sarebbe uscito un libro con il fatto, se potessero tenermelo da parte e poi venderlo al mio amico che prontamente si sarebbe recato da loro per acquistarlo. Ok? Ok. Si può fare.
Tralasciamo i successivi quattro giorni, inutili e senza accadimenti fondamentali nella narrazione, e passiamo a ieri, di nuovo venerdì. Giorno d'uscita.
Per un piccolo problema politico (che magari vi spiegherò nei giorni prossimi o mai) il sottoscritto è sveglio dalle 9 di mattina intento a pensare ad un'unica cosa: la colazione? No. Il libro, ovviamente.
Il mio amico si fa sentire verso le 11 e 30. Due ore e mezza dopo. E mi chiede: "Il libro è uscito ieri, che faccio, lo prendo lo stesso?"
"..."
Ci penso su un attimo e trovo le parole giuste da dire.
"Se è dello stesso autore ed ha lo stesso titolo di quello che volevo comprare io, sì".
Ma c'è una sopresa: l'edicolante è un geniaccio! Visto che il libro, SOLO DALLE MIE PARTI, è uscito un giorno prima ha ipotizzato non fosse quello il tomo che gli avevo prenotato ed ha venduto le due copie arrivategli.
Tristezza.
Dalle ore 17, quando mi libero da vari impegni, si parte con pulzella al seguito per una lista di edicole nella città accanto alla mia. Molto pdellina e quindi non intenzionata ai deliri di un autore comico odiato da tutti che scrive un romanzo sulla vita di B.
Se mi concedete l'espressione qui ci va' a pennello uno "sticazzi".
Otto edicole diverse. Tutte o quasi avevano ricevuto il libro ieri e l'avevano già venduto. Alcuni appena dicevo "libro" già sapevano di cosa stavo parlando. Insomma, se sono arrivate due copie ad edicola in tutta Italia e sono state vendute, questo romanzo balza di diritto prima di "Twilight" in tutte le classifiche nazionali.
Ma mi do per vinto io? Ma certo che no.
Dopo aver parcheggiato la vettura in un luogo ed aver fatto più di tre chilometri di stradine varie, andata e ritorno, ritorniamo alla macchina convinti che verso Caserta, il capoluogo, ci dovrà essere una qualsiasi edicola che ce l'ha 'sto cazzo di libro.
La risposta è no, come avete ben potuto immaginare.
Altre cinque edicole in otto chilometri di macchina mi rispediscono al mittente con un mezzo sorriso ed un po' di delusione. Mi sento come un falco chiuso in gabbia, direbbe Toto Cutugno.
Aggiungeteci la pioggia che aumentava il ritmo solo quando scendevo dalla macchina.
Aggiungeteci il tizio che, quando stavo sulle strisce, mi stava prendendo in pieno e mi stava facendo rischiare di essere il primo martire della Chiesa Luttazziana.
Aggiungeteci le tre ore perse per fare tutto ciò.
E potrete capire l'odio che provo per la scarsa distribuzione del fatto. E per le sole due copie, massimo, mandate per edicola dalle mie parti del libro tanto cercato.

Certo. Ci sono duecento modi differenti per trovarlo. E poi sarà in edicola per altri due venerdì di fila. E poi lo posso comprare sul sito del Fatto. Ma io lo bramavo ieri. Se per questo anche oggi. Ed ho timore di non riuscire a vederlo prima di metà settimana prossima.

Lasciatemi solo col mio dolore...

* (Il quasi è riassumibile in Acido Lattico, Lercio e nel foltito gruppo di collaboratori che ho conosciuto ed ho potuto apprezzare in questo anno e qualche cosa in cui faccio da sanguisuga al loro lavoro. Ci sono ragazzi veramente bravi che si stanno facendo largo semplicemente grazie alla forza della loro vèrve satirica. Io scrivo, male, per divertimento, loro scrivendo bene l'hanno fatto diventare un lavoro. Ed è per questo che hanno la mia stima, e la mia profonda invidia.)

lunedì 18 febbraio 2013

Il vuoto e il sorriso


Scrivere roba. Vedere gente. Vivere ogni tanto e poi sentirsi vuoto. O troppo pieno di cose che non vorresti avere dentro.
E poi proporre, provare, cercare, ideare e discutere.
Infine accantonare ogni progetto per codardia, o semplice mancanza di fiducia in se stesso.

Questo. Sono. Io.

La tastiera è vuota. Io la vedo, tocco i pulsanti ma nello stesso istante questi scompaiono. Le parole si formano con difficoltà enorme sotto gli occhi di una punteggiatura assente che fa capolino nei modi e nei tempi sbagliati, quasi sbadata, di sicuro dimenticata.

Le mani tremano come se volessero rivelare al mondo quello che si porta dentro tutto il giorno. Da quando ci si sveglia incazzati con se stessi, a quando si va' a dormire incazzati col mondo senza trovare o cercare una possibile soluzione perchè quella "NON C'E' MAI".
E si ripetono queste tre parole come un mantra, nella testa, mentre si mangia, mentre si legge, mentre si passeggia su delle assi di legno nella via principale divelta del tuo paese abbandonato, che pur essendo al centro di tutto è niente dentro di te.

Il rumore dei tasti inesistenti di uno smartphone viene raccolto dalle orecchie intente anche a non raffreddarsi troppo. D'altronde non manca niente per vivere l'estistenza normale, quella perfetta, quella decente, quella ideale, quella sicura. L'attimo di phatos, l'attesa di Godot solo che è un disperato personaggio che porta solo rabbia e dolore, è sempre lì, costante, attende. L'attesa attende, buffo no? E intanto si fa altro, perchè la mente deve tenersi occupata anche quando non c'è nulla che la possa far pensare a tutt'altro.
Il gossip, il calcio, i problemi del terzo mondo, la politica, la lettura, Sanremo, i giornali, i mensili di moto, gli annunci del supermarket più vicino, gli appartamenti di Tecnocasa.

E poi il buio...l'attimo più bello. Quando la mente abbandona e si cede al sonno sperando in un risveglio dolce.

Buio.

E quel sorriso che spero di vedere al mattino non c'è mai. Nè il mio, nè un altro. MAI. E' dura svegliarsi ventisei anni senza sorriso e sentire la mancanza di soli cinque giorni in cui quel sorriso era doppio.
Solo cinque giorni.
In quegli attimi lì capisci il senso stesso di una vita intera, passata presente o immaginaria.
Il sorriso.

Che è l'unica cosa per la quale vivo.

mercoledì 30 gennaio 2013

Cinque mesi e 1316 fumetti dopo...

Non è la mia collezione, purtroppo. Un giorno avrò tutto ciò.
Un giorno ti svegli ed è Agosto. Hai invitato, senza che nessuno della tua famiglia ne sia a conoscenza, il tuo collega capellone di lavoro a dormire da te, per non fargli fare tutti i giorni spola tra il suo paese dimenticato da Dio e la gelateria dove prestate servizio. Una settimana intera. Sei giorni che poi sono stati cinque e poi non è che tanto c'è stato, dato che il pomeriggio scompariva e così via.
Non è che ci rimanevi male sul fatto che la casa era libera, vuota, tutta tua. Anzi ne eri ben contento. Ne eri così contento che fai quella cosa che fanno tutti gli "adolescenti" come te (muahahahah), quando si ritrovano da soli a casa per una settimana.
Ovviamente stiamo parlando di un censimento fumettistico.
Dite che non fanno ciò gli adolescenti quando rimangono da soli? Giusto. Chattano su Facebook con le sconosciute. O chiedono foto di piedi ai vip su Twitter. Non oserei mai fare tale richiesta a Massimo Boldi, sappiatelo, ma è una stupenda idea per il mio prossimo articolo su Lercio.
Ritorniamo al discorso.
Censimento fumettistico. Che cos'è?
Un tizio che prende tutti i fumetti che ha, ne valuta le condizioni, ne segna su un foglio excel tipologia, titolo, autori e presenza di autografi e li rimette a posto. Anzi: li mette in ordine perfetto. Si sobbarca l'idea di una giornata di lavoro pieno solo dedicata ai fumetti.
Poi le giornate sono diventate due.
Poi tre.
Poi quattro.
Poi è finito il periodo di co-abitazione forzata.
Poi si rimanda.
Poi arriva Settembre e si rompe la tastiera.
Poi arriva fine Ottobre e ritorna la tastiera.
Poi c'è Lucca.
Poi altri motivi a random.
Infine, a Gennaio 2013, il censimento finisce.
E finalmente, direi. Con qualche constatazione varia.

-) Ho tanta roba.
-) Avevo roba in stato pessimo che ho dovuto sostituire.
-) Così facendo ho regalato Dylan Dog a vanvera.
-) Ho sentito il desiderio di rileggere TUTTO.
-) Ho constatato che in futuro, quando succederà che mi trasferirò in un'altra casa per quell'idea malsana che si chiama "vita insieme", ci vorranno più scatoloni per i fumetti che per tutto il resto. Che poi, il resto, in che consiste? Vestiti? Tanto un giorno cambierò stile, divento monaco buddista, e non c'ho più sto problema di che cosa mettermi. Il resto è fuffa.
Tranne le coppe del fantacalcio, s'intende.
-) E quindi finalmente ho l'elenco completo di tutto ciò di cui dispongo nella mia dimora. Posterei volentieri le foto, ma credo di dedicarne un post a parte. Perchè ogni fumettaro è orgoglioso della sua collezione, seppur misera che sia. E la mia è bella ampia. Fa volume. Tanto volume. Così grande che finalmente tra poco la mia stanza non avrà un televisore, dato che non guardo tv, e al suo posto potrò mettere tanti altri fumetti. Tanti. Significa tanti altri dindini che se ne vanno. Per buoni motivi. Ottimi.

Comunque questo è ciò che ho. E' sempre pochino rispetto ad un Dylandogofilo medio. Ma è importante per me. E' il mio lascito in questo mondo, per ora. L'unica vera parte di me, che di me non è.

Dylan Dog
317 per la serie regolare. Divisi tra Inediti, la maggior parte, ristampe, seconde ristampe e collezione book.
17 Speciali
12 Giganti
9 Color Fest
13 Almanacchi
34 Superbook
16 Maxi
4 Fanzine Dylandogofili

Collezioni finite:
Brad Barron. (18 + 6 speciali)
Demian (18 + 4 speciali)
Jan Dix (14)
Caravan (12)
Cassidy (18)
Greystorm (11 + 1 speciale)
Napoleone (54)
John Doe (99 + 2 volumi Trapassati Inc.)
L'Insonne (17 + 10 speciali, volumini, volumetti e racconti)
Dr.Morgue (6 + 1 speciale)
Nemrod (24 + 1 speciale)
San Michele (6)
Valter Buio (12)
David Murphy (4)
Ranma 1/2 (38)
Dottor Slump (28 + 8 seconda serie)
Pk (52 prima serie + 18 seconda + 32 terza + 5 speciali)
MM (12)
Canemucco (4)

Collezioni ancora in pubblicazione, oltre Dylan s'intende:

Brendon (88 + 10 speciali)
Saguaro (9)
Le Storie (4)
Ratman (26 TuttoRatman + 43 collection)
Nirvana (6 + 2 specialini)
Ultimate Spiderman (63 + 3 volumi collection prima serie + 13 seconda + 6 terza + 9 speciali)
The Walking Dead (2 in edizione economica + 1 in versione base da rivendere)

Pubblicazioni varie e/o one shot e/o qualsiasi cosa si possa leggere.

6 RatMan Varia (Signore dei Ratti, Star Rats, i due Avarat, Ratman Enigmistico, Allen)
Speed Loup
Normalman
5 Makkox Varia (Adolescenza x2, Se muori siamo pari, Post Coitum, Full Monti)
2 Buena Vista Lab. (L'ultima battaglia, Jungle Town)
1 SpiderMan italiano (Il segreto del vetro)
6 SpiderMan ciclo di Straczynski in volumi 100% Marvel.
4 SpiderMan in volumi vari Gazzetta.
2 SpiderMan in volumi vari Supereroi.
Ultimate Six
6 MarvelZombie in volumi 100% Marvel
Agent Orange
Lost Kidz
Tutta la produzione Villain Comics (8 fumetti)
3 Latte e i suoi Derivati
Nekomajin
Darwin
5 A come Ignoranza
Gesù - Cruci Fiction Tour
3 Nick Raider
1 Jonathan Steel
1 Legs Weaver
11 Martin Mystere
L'integrale di Bone + I Racconti attorno al fuoco

E credo di aver finito qui. Qualcosa me lo sono scordato, ne sono sicuro e qualcosa è così in disparte che ho persino dimenticato di averlo.
Ho la bellezza di 1316 fumetti. Che vanno dalle canoniche 98 pagine alle 1100 di Bone. Ovviamente la maggior parte non supera le cento. In tutto ciò non sono incluse cinque anni di pubblicazioni Marvel che sono a casa altrui e che devono essere requisite, catalogate e conservate.
Un lavoro duro, ma qualcuno deve pur farlo. Quindi se conoscete qualcuno disponibile, chiedetegli di farsi avanti.

Il prossimo censimento lo si fa dopo il trasferimento. Per quando sarà. E di sicuro obbligo qualcuno ad aiutarmi. Siete stati avvisati.

lunedì 3 dicembre 2012

FantaTragedie


Si inizia che è Agosto, il caldo fuori che ti fa sudare, il condizionatore a palla per cercare di far finta di essere ad Ottobre e per poter studiare in santa pace. Ti ci butti anima e corpo nei listoni, alcuni anni, invece in altri prendi i primi nomi che ti escono davanti senza badarci troppo, tanto sai che andrà bene, che la squadra già è collaudata e che seppure cinque soli nomi da confermare sono pochi te li farai bastare.
Si parte che è Agosto, di sera, i calciatori sono ancora stanchi dalle bruttissime vacanze alle Maldive che hanno avuto, dove alcuni di loro devono portarci moglie ed amante contemporaneamente e quindi ritornano stressati. E se non si ingroccano le prime due che problema c'è? Tanto dopo la pausa per la Nazionale i ragazzi si riprenderanno e via che il campionato è ormai tuo.

Si ricomincia a metà Settembre e quelli che l'anno scorso ti sembravano dei fenomeni hanno dimenticato cosa significa "giocare a pallone venendo pagati e non poco". Dalle altre formazioni si intravedono record di gol. Un tizio riesce a farsi la squadra di difensori sconosciuti goleador, uno vince tutte le partite con il minimo scarto, un altro ha puntato solo sull'attacco e due gol a partita, stai sicuro, li fa. Tu no. Tu arranchi e festeggi per una vittoria, poi due, massimo tre. In quindici giornate. E capisci che no, questo non è il tuo anno, questo non è il tuo campionato, questo non è il tuo gioco.

Ci sono dei segnali ogni annata ma tu non li capisci, amico mio, fino a quando non ci incocci con la testa e con lo spirito. E sono molteplici.

Il Bomber perennemente infortunato.
Te lo compri l'anno prima e ne sei entusiasta. Ogni settimana aspetti il suo rientro e piangi dolore ogniqualvolta è negli indisponibili. Il suo tempo di recupero  lo studiano a Voyager quasi quanto l'avvento della fine del mondo o dei Templari. Da un giorno all'altro possono mancare 20, 5, 12, una settimana, due mesi, tre bisettimane e il fatidico: TRE GIORNI. Quando vedi scritto "tre giorni" sai che non lo rivedrai per almeno un mese. "Tre giorni" significa "nemmeno Dr.House sa perchè non può giocare". E alle aste di riparazione cerchi di tenertelo stretto perchè sai che ritornerà. Ma non ritornerà. Non lo farà.

Il nemico numero uno della "Gazzetta".
Si sa, pure i giornalisti sono esseri umani (Sallusti potrebbe fare eccezione) e hanno i loro beniamini. Da anni parli con i tuoi amici della differenza di giudizio che ci può stare tra un Totti e un Gabbiadini qualsiasi. Se il primo fa sette tiri a porta e nessun gol normalmente il voto oscilla tra il 6.5 e il 7. Se il secondo fa la stessa cosa tra il 5.5 e il 6. Se il primo fa una doppietta è 8 minimo. Se il secondo lo segue è 7 e mezzo massimo. Poi dipende dalle partite, dalla confluenza astrale, dal dolore al ginocchio del Presidente e così via. E poi c'è lui: il "nemico" di ogni giornalista della "Gazzetta" o di qualsiasi giornale voi scegliate per valutare il vostro campionato. Colui che potrà fare di tutto ma se la sua squadra perde, e voi l'avete messo in campo (ATTENZIONE: QUESTA SI CHIAMA "COMBO"), non prenderà mai più di 5. Frotte di attaccanti che hanno perso partite 4 a 0 che vengono giudicati 4.5 o inferiore mentre i difensori prendono la sufficienza. Come se loro avessero dovuto difendere e non il contrario.
Frotte di difensori che mentre la squadra vince 3 a 0 prendono 5 e mezzo perchè hanno sbagliato due stop. Due. Sul tre a zero.
L'unico modo per risolvere il problema del "nemico" è vendere. E lasciare a qualcun'altro questo problema. Almeno finchè il giocatore in questione non andrà a Lourdes per una benedizione o alla sede del giornale per risolvere la questione a pugni.

La difesa dei grandi nomi (falliti).
Se per vincere c'è bisogno sempre di un buon attacco, nei fantacalcio con gli amici bisogna avere una buonissima difesa, soprattutto se dà bonus. Ed ad inizio anno tu, ogni volta, cerchi i nomi giusti in quel reparto e spendi anche un po' di più rispetto a tutti gli altri perchè sei convinto che almeno un +1 o un +3 a giornata, dalla difesa, lo riesci ad acchiappare. E metti caso che i difensori che hai scelto siano anche dei goleador inaspettati, l'annata non può che andare tutta in discesa.
Quanti fan della difesa a quattro ho visto rinnegare le loro teorie al raggiungimento della media del 5.5 per la settima giornata di fila. I meravigliosi difensori goleador scompaiono. Il nome altisonante su cui hai costruito le basi per il tuo muro difensivo non prende mai più di un 6 stentato. Il nome sconvolgente che hai preso a poco e su cui eri convinto di fondare il tuo team presente e futuro è il fratello scemo di quello che gioca nella stessa squadra, nello stesso reparto e ne fa uno a partita.

Il capitano sbagliato.
Se giochi in una lega che presenta la regola del capitano (ovvero: assegni il ruolo ad uno dei tuoi, se prende almeno 6.5 come voto base acquista un semplice +1 che ti può cambiare la partita. Ci sono leghe che mettono un paletto però: il capitano può essere solo uno dei cinque confermati, come se fosse appunto la bandiera della squadra), stai sicuro che sbaglierai su 38 giornate, almeno 20 volte a chi affidarlo. Se lo metti al difensore era meglio il portiere. Se lo metti al portiere era meglio l'attaccante. Se lo metti a quello che prende sempre più di 6.5 ti beccherai le partite in cui prende 5.5. Quando l'anno è sbagliato tutto ciò che fai è sbagliato.

giovedì 15 novembre 2012

Un post inutile


Questo Novembre mi sembra strano per tanti motivi. Primo tra tutti quella perenna atmosfera che mi porto dentro e che coincide con la fase del "sono appena tornato". Sapete tutti da dove e non intendo ripassarci più di tanto, ma non riuscire a godersi pienamente ciò che la giornata ti offre dopo quasi due settimane dal tuo ritorno vuol dire due cose: o la vacanza è stata stupenda, o non facevi una vacanza da oltre tre anni.
Entrambe verissime, devo dirlo.
Ma la colpa non credo sia solo mia, o dell'università malefica che impedisce un sano ed amorevole cazzeggio combinato con una ragazza a cui mi sento molto legato. E che mi costringe ad occupare il mio tempo con fumetti, libri, fifa2011, ed altre amorevoli cazzate.
Povero piccolo, direte voi, tutto intento a perdere tempo in ogni sua parte della giornata, povero caro, povero cucciolo, povero idiota.

Certo. Non è bello sapere che al mondo esterno, quello che fai in tutta la giornata, non è eccessivamente utile. Ma pensiamoci bene: a chi è utile ciò che facciamo? Ma soprattutto ciò che non facciamo. Come avete potuto capire sono, e sarò, un po' di tempo a casa, come reietto della società a marcire davanti ad un pc in attesa che riapra il mio luogo di lavoro preferito (non era difficile, dato che ne ho avuti pochi). Ed in questo tempo a chi sarò utile nella mia nullafacenza?

Al settore fumetto. Dato che continuerò a comprarli. Il signor Bonelli junior, il signor Panini Comics, il signor Saldapress, la signorina Aurea, mi dovranno perlomeno mandare un cesto di tavole originali a Natale, ma per loro io non esisto. Eppure do una grossa mano alle aziende dall'Agosto del '99. Non l'altroieri, dal '99!

Al settore fieristico. Dato che, in agenda, c'è il Comicon di Salerno a Dicembre e il Cavacon a Gennaio. Due fiere che farò, prettamente, per la presenza dei Dylandogofili ad entrambe le manifestazioni, il tutto per avere qualche stampa, qualche disegno originale, che non fa mai male.
Di conseguenza sarò importante per il settore trasporti quale sia Trenitalia, le Autostrade ed i benzinai. Tutti mi ameranno pur non donandomi riconoscenza al momento.

Al sito di Glamazonia, forse. Dato che essendo libero e sicuro da ogni turbamento, potrò scrivere fior fior di recensioni. Magari anche lì riesco a dare una mano al settore fumetto, quasi dal di dentro, perchè parlarne fa aumentare le vendite. Che se poi, in tre anni di recensioni a singhiozzo, ho convinto una decina di tizi a comprare qualcosa che ho consigliato, per me è un successo. Ma di quelli grandi.

A questo blog? Ma neanche per sogno. O forse sono solo io il pessimista. Magari domani ritorna anche il coglionazzo e diventiamo di nuovo una squadra. O magari dopodomani mi viene finalmente in testa il "POST PERFETTO", quello apprezzato da ogni categoria di internettiani. Quello che poi lo linkano gli analfabeti, i bimbetti, i directioner, i belieber, gli intellettuali, i vittoriosgarbi, quelli con la puzza sotto il naso, i pdellini, i piduisti, i grillini, gli indie, i twitteristi, i facebookiani, gli youtubers e quanti altri gruppi di persone circolano sul web. ZeroCalcare vince perchè ognuna di queste categorie lo conosce. Forse solo Vittorio Sgarbi non sa chi sia, ed è meglio così.

Alla causa di Acido Lattico? Certo. Se mi venisse una sola battuta degna da un paio di mesi a questa parte. Che le battute, soprattutto la satira, le devi affinare. E' veramente come diceva Danielone, una palestra mentale. Ti alleni con battutine, poi passi a quelle più difficili, poi inizi a sollevare manubri da venti chili ciascuno perchè ti senti forte e lo sei. Conosco ragazzi, nel Collettivo, che camminano perennemente con manubri da cinquanta chili. E si meritano che AL diventi un successo globale. Io continuo con i miei pesetti da chilo. Un giorno, magari l'anno prossimo, aumento la portata.

Per il resto spero di non essere utile al settore "facciamo finta che sia Natale già da inizio Novembre". C'è gente che ha messo i festoni dal 3 di questo mese come per constatare che appena finita una festa ne inizia un'altra. Io al posto loro l'albero poi lo toglierei una settimana prima di Pasqua o al massimo due, sennò le uova santissime di cioccolato, quando le compra la povera gente per sentirsi più vicina al Cristo?

Un post inutile. A meno che non affermiate il contrario.

giovedì 30 agosto 2012

Pranzo d'affari


(Undicesima e forse terzultima parte di un racconto che è iniziato a metà mese d'Agosto e si sta per concludere ormai. La storia è quasi biografica. Racconta di tutti le fatiche che ha dovuto intraprendere Piersilvio Berlusconi prima di farsi accettare da questo mondo corrotto e nepotistico. Una storia struggente. Ah no: questa è la trama del mio romanzo, chiedo scusa. In realtà qui si parla di treni, di tratte lunghe, di donne, di amori e di incontri fugaci. Si parla in prima persona. Lo dovreste ormai sapere dopo dieci puntate)

Facendo finta che oggi sia un giorno come un altro posso dire che il destino ci ha messo la mano in questa storia ed ora ho un appuntamento con la donna più bella che esista al mondo, eliminando qualche top model, qualche soubrette, e Jennifer Aniston.
Questa ragazza è convinta di avermi incontrato per caso, per un fortuito avvenimento, per un viaggio che entrambi abbiamo fatto nello stesso giorno, verso la stessa meta, prendendo le stesse decisioni su treni, orari, e obbiettivi. Ma non è così.
Se Lei, o per meglio dire: se Samantha sapesse che sono ore che la inseguo per l'Italia solo per poterla conoscere, per farle capire che è speciale, che è la donna perfetta, come ho fatto già in passato con altre, sbagliando certo, perchè è Lei quella giusta.
O forse me la sono sempre ripetuta in testa questa scusa. Lei è l'unica. L'ho detto così tante volte a me stesso e ai miei amici che forse avevano ragione a seguirmi in qualuque storia mi lanciassi, per tirarmi fuori al momento opportuno.
Forse qualcuna l'ho fatta soffrire. E magari qualcun'altra si è pentita di avermi incontrato. Ma Lei no. Con Lei sarà diverso.
Lei è simpatica, lo so, mi ha parlato solo per qualche minuto ma so che è simpatica. Poi è intelligente, lo giuro, si vede dalle battute che ha fatto. Poi, ovviamente, è bella ma di questo me ne ero già reso conto. Ed ha due occhi che non sono nulla in confronto alla luna piena nel massimo del suo splendore.
Non è che poi il seno sia così brutto sia chiaro.
E le gambe non siano snelle e lunghe, si intendi.
E le forme non siano tutte al punto giusto, d'altronde.
Sì. La inseguo perchè è bona. Questo è il punto principale, questo è quello che ho sempre fatto. Che me ne frega se sa chi sono Battisti e Baudelaire, nemmeno io so più di cinque canzoni di uno ed ho mai letto un libro dell'altro. Voglio lei perchè è sexy, in ogni angolo la si guardi, e la sua voce mi provoca la pelle d'oca. E il sol pensiero di toccarle la mano mi fa lo stesso effetto delle droghe provate in gioventù.
Poca roba, sia chiaro.
Almeno questo è quello che mi disse l'infermiere all'ospedale durante il ricovero.
Ed ora sono con Lei, mentre ci dirigiamo in un qualsiasi ristorante per consumare un pasto che interesserà ben poco a me e forse niente anche a lei. In realtà questa è una prova: considerare se la persona che hai appena conosciuta la vuoi rivedere per tutto il resto che ti resta da vivere, ogni giorno, davanti alla tua faccia.
Io accetto, osservando la sua, mentre mi sorride.
Lei non so. Forse si sta domandando perchè non parlo da più di cinque minuti. Ed in questo momento anche io mi chiedo del perchè non parlo da più di cinque minuti.
"Scusa".
"Di che?", mi chiede.
"Del mio inaspettato mutismo".
"Ah, non preoccuparti, per me è normale. Ci passo anche io: inizio a pensare così intensamente che mi estraneo dal mondo. E certe volte faccio certe figure che non ti dico", mi confessa.
"E' una sorta di viaggio extracorporeo, non pensi anche tu?"
"Certo. Peccato che ti riporta in te quando prendi, dritto in fronte, un palo della luce", mi mostra la ferita nascosta tra i capelli, "Ecco. Due anni fa: tre punti. Non fu una bella giornata".
"Troppi pensieri indicano o un'elevata dose di fantasia o di indecisione, secondo te?".
"Entrambe le cose. Non posso dirti quante volte ci penso prima di effettuare una decisione importante, poi va' a finire pure che me la dimentico un secondo dopo aver ideato una soluzione accettabile".
"Tipo uscire a pranzo con un tizio appena conosciuto che potrebbe perfino essere un maniaco seriale da treno?".
"No. Quella è stata una scelta più instintiva. Mi sei piaciuto a pelle. Sei un bravo ragazzo, lo ti si legge in faccia".
"Sei sicura?"
"Certo. E poi sei qui con me invece che con le due ragazze del treno. Quindi: o sei un bravo ragazzo o sei un idiota. Preferisco la prima ipotesi".
"Non posso che darti ragione", in effetti un po' idiota lo sono.
"Allora mi darai ragione anche sul ristorante da scegliere, andiamo lì, dicono che sia ottimo".
"Chi lo dice?"
"Non  lo so. Qualcuno lo dirà, no? Entriamo, magari saremo noi a riferirlo ad altri", evitando due macchine che a velocità siderale ci stavano per falciare, ci dirigiamo verso il locale. Lei, instintivamente, mi allunga la mano per attraversare, io la raccolgo come se fosse la sola ancora di salvataggio nel mare di asfalto che ci circonda, forse si è imbarazzata per il momento. La vedo arrossita sulle guance, o forse è solo impressione la mia. O tiepida speranza.

Il ristorante è moderno ma presenta tocchi del passato. Foto di attrezzi antichi costellano le pareti, immagini di luoghi di vacanze e cartoline sono situate dietro al bancone del proprietario, decine di clienti mangiano in religioso silenzio, un cameriere ci viene incontro.
"Buongiorno".
"Buongiorno a lei", rispondo gentile.
"Un tavolo per due?"
"Non so", mi giro e cerco Lei, "il tuo ragazzo è al lavoro fino alle 17 giusto, riusciamo a fregarlo o dobbiamo tenere un posto anche per lui", ride tantissimo, poi si fa seria in un attimo.
"Certo caro e mi raccomando", si rivolge al cameriere, "noi non siamo mai stati qui. Sa: è il suo migliore amico", il povero ragazzo sbianca in volto e ci indica un tavolo. Di sicuro saremo nei suoi aneddoti minimo per i prossimi cinque mesi.
"Hai distrutto la vita di un povero ragazzino", mi dice.
"Ma se ha più anni di me", le correggo.
"Allora hai distrutto la vita di un povero coetaneo".
"Ora è più probabile".
"Allora...caro, cosa prendiamo?"
"Tutto il meglio della casa, sappiamo benissimo che in questo momento a nessuno dei due interessa il cibo che ingurgiteremo", forse non è il verbo adatto da usare in un primo appuntamento.
"E cosa ci interessa?", chiede maliziosa.
"Che film ci piacciono, che interessi abbiamo in comune, che rapporti abbiamo con le nostre famiglie, chi ci pensa, quanti amici veri abbiamo, i nostri peggiori incubi, le nostre aspirazioni, quello che facciamo per vivere, come ci rapportiamo alla società, perchè tutti gli altri non ci capiscono, perchè abbiamo paura di rincontrare i nostri compagni di classe delle medie e delle superiori, se abbiamo mai finito o perlomeno iniziato l'università, cosa ci aspetta dal domani, i nostri cantanti preferiti, i concerti che avremmo voluto rivivere e i libri che hanno cambiato la nostra visione della realtà. Vado avanti?", dico, senza nemmeno riprendere fiato.
"Tutti quelli di Ben Stiller, i viaggi lunghi suppongo, con la mia è ottima, i miei genitori e i miei amici che sono pochi ma ottimi, ritrovarmi viva in una bara, fuggire ma poi ritornare, faccio la hostess per eventi, cerco di dimenticarmi che esiste una società, parla per te, perchè sono stupidi o forse lo eravamo troppo noi, finita ma è stato un sacrificio inutile, di sicuro un convegno di farmacologia a cui devo sorridere senza capire nulla di quello che dirano, non ho cantanti preferiti: sono onnivora, stesso vale per i concerti, il libro che ha cambiato la mia vita è stato quello che ho scritto perchè mi ha fatto capire che non so scrivere. Altro?", mi sorprende con la sua memoria.
"Ci saranno di sicuro tanti altri argomenti, ma l'obbiettivo finale sarà sempre lo stesso, non trovi?"
"Certo. Finire in una stanza d'albergo a donarsi venti minuti di lussuria per ricordare questo momento per sempre".
"Non è una scienza esatta, si può anche raccorpare tutto in un semplice bacio casto e puro, vissuto al termine del primo appuntamento insieme".
"E perchè aspettare?", mi chiede alzandosi dalla sedia.
"In che senso?", le domando senza capire dove vuole arrivare.
"Togliamoci il dente. Ci toglieremo il dolore", e mi bacia appassionatamente. Ricambio lo slancio senza tirarmi indietro. Di sicuro non è un momento che verrà ricordato per la sua castità e purezza. Ma è un momento così bello che non mi fa venire in mente nient'altro.
Voglio solo viverlo fino in fondo.

(11-Continua)

lunedì 23 luglio 2012

Nuovi format per RealTime!


Anche voi avete una ragazza. O almeno alcuni di voi avranno una ragazza che studia, esce, si diverte con le amiche, gioca, e perde parte del suo tempo guardando la televisione. Ecco. Questo è il problema: la televisione.
Da quando il digitale è entrato nelle nostre case, anche se molti di noi non l'avevano assolutamente invitato, abbiamo assistito ad una proliferazione di canali gratuiti che manco le rane in Egitto dal cielo erano così tante.
Prima di esporvi i lati negativi posso affermare che ci sono due belle ragioni di questa ondata televisiva di nuove proposte: la prima è che Mediaset perde ascolti, e Gasparri credo che un giorno o l'altro verrà bastonato. La seconda è che la Rai perde ascolti, ma finchè sfornerà fiction con Bianca Guaccero che fa le faccette, significa che l'hanno voluto loro.
Da quando è stato dato il via libera ai canali a tema digitali, il nostro telecomando non passa solo sulla tivù generalista o sulle varie Mtv, Deejay tv, Rtl Tv (Mtv viene quasi sempre esclusa dalla numerazione dei canali perchè si corre il rischio di incontrare Biggio&Mandelli che cercano di far ridere loro stessi, senza riuscirci), ma anche ormai su canali come Cielo, la tv di Sky, Iris, di Mediaset, Rai4, Rai5, Italia2 e varie vaccate simili che servono solo per propinarci repliche. E poi c'è lui: REALTIME.

Realtime è una tv che vive sulle spalle degli americani e sulle loro bizzarre idee di trasformare qualsiasi tizio in un perfetto concorrente di un reality. Hai una malattia strana, chessò, del tipo che il tuo orecchio sibila parole latine? Oppure sei grasso? Oppure hai una casa da vendere a dei ricconi e ne vuoi comprare una ancora più grande da altri ricconi? Oppure sei grassottellissimo? Oppure hai un problema con le donne, che non ci riesci a parlare, magari perchè sei un balenottero? O un leone marino? Ecco: Realtime ha un programma giusto giusto per voi! Ma soprattutto per le vostre ragazze.
Perchè sì, loro si incantano a vedere dei ragazzi di duecento chili che in una stagione estiva perdono un quantitativo tale di peso che consiste nella mia persona. Bravi ragazzi, la vostra vita da ora sarà sicuramente migliore ma la mia no, perchè voi siete in tv.
Ma se riesco a sopportare l'obesità dilagante americana, non mi sento felice quando c'è "Malattie imbarazzanti". Capisco che esistono uomini con il seno da donna, ma per la mia corretta funzione psicologica preferirei non saperlo, ma soprattutto non vederlo.
E tralasciando i due ubriaconi di "Ma come ti vesti?", e gli innumerevoli programmi di cucina con un tizio che mi somiglia alquanto(o almeno mi somiglierà se prendo altri dieci chili), Realtime ci propina anche mirabili esempi di vita quotidiana con "Grassi contro Magri", "Quattro matrimoni" e ovviamente il meraviglioso "Abito da Sposa Cercasi XXL". Perchè non è sicuramente una rete che campa sui grassoni, sia chiaro.

E dato che io ormai odio questa rete posso assicurarvi che sono entrato in possesso di cinque nuovi programmi che, nella prossima stagione, vi faranno accapponare la pelle mentre state per cibarvi a pranzo con tutta la famiglia. Grazie a delle fonti che non posso riverlarvi sono riuscito ad avere i titoli provvisori e le idee che mancavano a questa fantasmagorica rete televisiva. Siete pronti? Avete il vostro sacchetto per il vomito a portata di mano? Andiamo.

-) "Ma come ti vesti per il tuo ultimo viaggio?": Enzo e Carla daranno consigli al deceduto del giorno per prepararlo a fare bella figura con i suoi amici al cimitero comunale. Dopo organizzeranno anche il rinfresco e proveranno a dare un tocco di classe al vedovo o alla vedova, mentre tutti i parenti e gli amici frignano in un modo così demodè. Se sopravviveranno alla prima edizione, ci sarà anche una seconda.

-) "Grassi che inventano programmi per grassi": Un viaggio all'interno dell'ideazione e della sceneggiatura di programmi con individui obesi fatti da individui obesi. Seguiremo, per sole dodici settimane, cosa accade tra la prima stesura di un nuovo format e la successiva realizzazione. Unica regola: il BMI di tutti i componenti del cast dovrà essere minimo di 30.

-) "Malattie terminali simpaticissime": Un modo per raccontare le malattie terminali con il sorriso sulle labbra: vestendo i malati con costumi carnevaleschi. Che bello sarà raccontare i vari dolori atroci che proveranno Paperino, Arlecchino, la principessa Sissi, Silvestro e un cavallo(nel caso di due malati che si conoscono) fin alla loro lenta e simpaticissima conclusione.

-) "Il Boss delle Torte - Bare Edition": Buddy deve affrontare una nuova sfida: fare delle torte a forma di bara per aiutare gli amici del deceduto ad accompagnarlo degnamente, e con gusto, nel suo ultimo party sulla terra. Grande opportunità per chi preferisce essere cremato: può diventare anche parte della torta stessa, così rimanere per sempre dentro i propri amici e parenti.

-) "Obiettivo: ingrassare": Dieci individui in perfetto pesoforma ma con voglia di popolarità, vengono messi all'ingrasso per dargli così la possibilità di partecipare ad un altro dei programmi per grassoni della rete.

Questi i primi cinque format che sono riuscito ad avere. Se riesco a procurarne altri non esiterò a condividerli con il mondo. Come i maschi che hanno il seno e che mostrano proprio nell'esatto momento in cui stai cibandoti. E la cosa più brutta è che lo fanno ballonzolare. E non solo una volta...

venerdì 20 luglio 2012

(Quasi) Tutto può cambiare


Nessuno mi aveva mai spiegato che le cose cambiano. O meglio questo lo sapevo, ma non sospettavo che i gusti personali potessero mutare così all'improvviso.
Chiariamo subito il concetto che potrebbe dar adito a facili interpretazioni: non sono gay, continuo a pensare che James Denton sia un figo da paura ma non ho fatto il salto della barricata, amo ancora la mia ragazza e le donne in generale(ma molto più in là sennò qualcuno potrebbe prendermi a bastonate).
Cambiano i gusti perchè cambi anche tu. E le "certezze" delle tue scelte di qualche anno prima sembrano un po' strane. Chi non si vergogna per alcune canzoni inserite in qualche cd, o musicassetta, "autoprodotta" in gioventù, significa che non è mai cresciuto veramente e vive ancora in un limbo di autocompiacimento. Io sto cambiando.
Lo capisco perchè due riviste che mi seguono da anni all'improvviso non mi piacciono più. O meglio: è successo gradualmente ma non me ne stavo rendendo conto.
"Xl" l'ho visto nascere in edicola come il mensile di musica, cinema, spettacolo, libri e soprattutto FUMETTI. Era Agosto del 2005 quando comprai il primo numero: ero appena diventato disoccupato. Mi ha seguito fino ad oggi, Luglio 2012, sette lunghi anni. Mi ha visto diventare da disoccupato ad occupato a disoccupato ad occupato. E mentre mi sforzavo di far notare al mondo le mie capacità lui era lì, ogni mese o quasi, perchè ad Agosto non è più uscito.
Ora lo vedo con un mensile che si occupa prettamente e solo di musica. Ok, è bello, ma non fa più per me. I fumetti sono stati relegati a poche strisce divise in 4 pagine. Le recensioni sono diminuite. Niente sembra più come prima e si stava meglio quando si stava peggio. Gli darò un'ultima chance a Settembre. Poi credo che posso iniziare a risparmiare quei tre sudati euri ogni mese.
"Max", invece, l'ho iniziato a comprare da prima. E credo si capisca benissimo perchè lo compravo. Sì, esatto, le poppe in copertina.
Poi, sconvolgentemente, ho scoperto che c'erano anche degli articoli! E mi piaceva come erano strutturati, di cosa parlavano e chi li scriveva. Era un giornale ironico che comprendeva una modesta dose di donnine in foto discinte(ma sicuramente artistiche). Era il mensile perfetto. Così perfetto che non ci pensai due volte a farlo diventare la mia prima rivista in abbonamento. Solo che, ora, dopo un'innumerevole cambio di direttori e di veste grafica e di idee per sopperire alla crisi("Max" ora è come se fosse il mensile della Gazzetta dello Sport), il mio entusiasmo per il prodotto della Rcs sta svanendo. Tra un mese scadrà l'abbonamento ed il mio pensiero è quello di donargli fiducia: un altro anno insieme. Ma forse sarà l'ultimo. Perchè sì, le donnine ci sono ancora, e sono sempre abbastanza discinte, ma sembra si sia persa l'ironia di fondo che accompagnava la lettura di ogni articolo.
O forse è solo colpa di internet che ci fa sapere tutto prima, anche di quando accade, e niente più ci sorprende.

In tutta quest'idea di cambiamento ritengo però che le passioni là devono rimanere. Se si perdono quelle si perde l'identità di noi stessi.
Facendo i dovuti scongiuri, annuncio che se un giorno non apprezzerò più i fumetti, il fantacalcio, la Juventus, Elio, e la mia amabile pulzella, quello sarà il giorno in cui potete colpirmi con una roncola. E spero vivamente lo facciate.