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venerdì 19 aprile 2013

Addio, addio, lettori addio!


Ho cincischiato, lo so. Ho prima scritto una specie di "arrivederci amarognolo", poi un "teatro pseudo commovente", poi la cronaca dell'ultimo concerto recensito su questo blog, e poi ho perso tempo.
Sto da giorni a dirmi "domani scrivo ed abbandono, tanto 'na letterina di saluti è". E poi non lo faccio. Perchè mi dispiace, è ovvio, ma perchè sentivo e sento ancora di non aver niente da dire. E da dare.
Diciamocela tutta, se fosse stato un grande successo, questo blog, dall'annuncio della chiusura ad oggi ci sarebbero state frotte di fan, specialmente signorine discinte,  intente a mandarmi loro foto in topless per non permettere la chiusura di questo spazio. E invece niente, o quasi. Qualcuno, ma stiamo sotto la mezza dozzina, c'è rimasto male. E a loro va' tutto il mio ringraziamento. Sinceramente, grazie! E' quanto di più avreste potuto regalarmi.
Anche il mio amico che mi ha chiesto se avrei smesso di scrivere. Forse è stato l'unico a chiedermelo, anche se forse, in quest'anno, sul blog ci è passato solo tre volte. Ma mi ha fatto piacere sentirmelo dire.

Il blog chiude. Ma questo lo sapevano tutti. Oggi chiude definitivamente. Domani o al massimo domenica inserisco l'annuncio a caratteli cubitali che delimita i post ante-chiusura a quelli, che forse non ci saranno mai, post-chiusura. Perchè come ho già detto, questo spazio è sì chiuso e fermo ma i suoi due autori possono ritornarci quando vogliono e se vogliono. Ma sappiamo bene che questa è una speranza vana, il modo che ho di lasciare aperta una porta che altrimenti sarebbe già chiusa a chiave con tripla mandata.

Prima di lasciarvi voglio dire solo un altro paio di cosette.

Qui ho scritto, recensito, raccontato, discusso (con me stesso o con parte di me) e cercato di far ridere. A rileggere post andati, di un passato nemmeno troppo lontano, certe volte mi son chiesto chi fosse stato a scriverli. Sia nella buona che nella cattiva redazione degli stessi.
Se rileggo racconti di cinque anni fa, mi vergogno per il mio essere quasi analfabeta.
Se rileggo stupidaggini di un paio d'anni fa mi ritrovo a ridere come se non le avessi scritte io.
Se rileggo concerti, emozioni, poesie passate, mi ritrovo a rivivere momenti che forse sarebbero stati perduti senza questo spazio.
Per questo ho avuto difficoltà ad abbandonarlo. E lo faccio perchè, prima o poi, da casa te ne devi andare. Questa è "casa" metaforicamente. Il momento in cui abbandonerò quella fisica, che spero sempre si avvicini invece di allontanarsi, forse sarà meno traumatico di questo.

Ringrazio i lettori. I quattro che ci hanno seguito. E forse apprezzato.
Ringrazio i maniaci. Le risate mensili che mi facevo, da solo leggendo le ricerche, non le dimentico facilmente.
Ringrazio Francesco perchè ci ha creduto. Non so per quanto ma ci ha creduto.
Ringrazio Carmen per essere stata musa ispiratrice di tutto quello che ho scritto, o quasi, dal Luglio del 2008.

Potete continuare a seguire il sottoscritto su:

Acido Lattico. Da un mese vige anche un'edizione domenicale dove viene presentato un racconto inedito. Quindi tra poco potreste trovare anche il mio.

Lercio. Ogni settimana un articolo o due ci esce sempre.

Twitter. Perchè fa figo averlo.

Twitter di Beppe Grillo-Fake. Perchè in un modo o nell'altro ci dobbiamo pure divertire.

Forse un blog futuro. FORSE. E' un gigantesco "Forse" scritto sull'intera costa adriatica. Forse. Per ora non c'è niente. Domani, o domani ancora, o tra un mese, sei o un anno, chissà.

Ciao a tutti. Grazie per i "likes". Cercherò di cambiarli alla banca in euro.

mercoledì 3 aprile 2013

Addio, e grazie di tutti i pomodori.


(Buio. Molto buio. Una persona, con evidente difficoltà, cerca di entrare in scena ma non riesce a capire dove si trova. Accende un cellulare per farsi luce, lo posiziona davanti a se come una torcia, inizia a camminare con difficoltà. Improvvisamente il teatro si illumina.)

F: "Bravo. Non avrei mai pensato di dirtelo ma bravo!"
D: "Perchè a differenza tua so premere un interruttore?"
F: "Perchè dentro di te c'è questo gene che ti spinge ad insultarmi? Spiegami: cosa ti ho fatto di male."
D: "Durerebbe molto meno ciò che mi hai fatto di bene".
F: "E perchè tu? Ti conosco da sette anni, hai fatto mai qualcosa per me? Per il mio sostentamento? Per il mio futuro?"
D: "Non sono tua madre".
F: "Curioso. E' la stessa frase che ha sempre ripetuto lei".
D: "E tuo padre?"
F: "Ne diceva una simile, ma sostituendo la parola "madre" con la parola "padre".
D: "Che strano eh?"
F: "Son cose che ti segnano. Soprattutto se iniziano a dirtelo dall'età di sei giorni".
D: "Vabbè. Comunque siamo qui per altro.
F: "Eh già".
D: "Ma allora...è sicuro?"
F: "Eh sì!"
D: "Non è più uno scherzo come quello che ti feci anni fa, o come quando me ne andai a fare un blog con un altro e ti incazzasti come una belva?".
F: "Eh no."
D: "Sei diventato il nuovo paroliere di Vasco Rossi?"
F: "Non la perdi mai questa voglia di fare battute quando sei nervoso eh?"
D: "Da cosa dici che sono nervoso?"
F: "Dal post che hai fatto per salutare. E' carico di livore che manco Giuliano Ferrara quando vede donne che possono abortire e lui non può."
D: "Bel paragone. Passibile di denuncia."
F: "Ecco! Una volta che mi fai un complimento vedo la possibilità della galera per diffamazione."
D: "Esagerato! Manco avessi un account fake di Beppe Grillo".
F: "Perchè tu...?"
D: "Shhh. Anche i muri sono grillini, qui intorno."
F: "Comunque stai incazzato. Ammettilo."
D: "Te lo devo dire chiaramente? M'hai svuotato, bastardo! Non riesco più a scrivere per colpa tua. E non perchè il blog ormai è andato, ma perchè mi sono sentito abbandonato".
F: "Oh, poverino. Già vedo gli slogan estivi: "Non abbandonare un D sull'autostrada".
D: "Ridi tu."
F: "E certo. Ti rendi conto che ogni volta che entravo qui mi sentivo distrutto dall'enorme quantità di post che scrivevi? Ed io non avevo una idea una per farne uno?"
D: "Uno vale uno!"
F: "La vuoi finire di sparare minchiate? E' una roba seria questa. Lo so che siamo stato co-admin per cinque anni e qualche mese, ma è pure ovvio che c'erano attriti dai...però ci odiamo come al primo giorno. Da quando esistevano i forum!"
D: "E le chat erano viste come la tecnologia assoluta".
F: "Ed i modem a 56k emettevano dolci rumori di connessione".
D: "Vecchi tempi."
F: "Eh, anche io ero vecchio. Dentro. Un po' meno di adesso forse."
D: "Ma guardati: sei uno sceneggiatore. Anche se nel 2013 non uscirà alcunchè scritto da te..."
F: "Bello che lo fai notare".
D: "E poi lavori in una casa editrice di fumetti. Il sogno! Ancora non ho capito cosa fai ma complimenti!"
F: "Grazie grazie".
D: "Poi me lo spieghi esattamente cosa fai? No, perchè sai che ho capito che tu leggi i fumetti, controlli se ci sono errori e bon. Finito lì."
F: "Ehm...è così."
D: "Paghi tu, giusto?"
F: "Preferisco non rispondere. Ma basta parlare di me! Anche tu sei diventato un...gelataio giusto?"
D: "Manco sai che faccio..."
F: "Sei un barista? Un contorsionista? Un eroe? Supergiovane?"
D: "In questo momento sono un disperato disoccupato!"
F: "Eh, diamine! Un po' di fantasia su! Lo fanno quasi tutti ultimamente, differenziati!"
D: "Però tra un mese, si dovrebbe cambiare registro."
F: "Ottimo! Vedi che i sogni si avverano?"
D: "Non avevo mai sognato di diventare gelataio, eh. Ma non mi dispiace ciò che faccio."
F: "Giusto. Che volevi essere tu da piccolo?"
D: "Dylan Dog".
F: "Ecco. Un po' eccessivo come obbiettivo. Facciamo così: tieniti quello che hai. E non ci pensare."
D: "A cosa?"
F: "A tutto!"
D: "Al fatto che stiamo chiudendo? Abbandonando questo teatro angusto?"
F: "Eh...che ci vuoi fare."
D: "Che poi...(indica il teatro) è sempre stato vuoto...vero?
F: "Ogni tanto ci passava "S", lo vedevo seduto in disparte. Ogni tanto la tua pulzella. Qualche volta pure "MB", ma non ciarlava mai, che se parlava si rimaneva venti minuti a capire cosa volesse dire. E poi presenze vaganti che sono volate via."
D: "Ed io sentivo le risate! Ci pensi che io le sentivo?"
F: "Io ci provavo. Ma niente."
D: "Io sentivo le risate, gli applausi, i fischi, le standing ovation. Anche i pomodori che mi lanciavano quando non avevo un misero "mi piace". Ma non c'era mai nessuno. Nessuno! E poi mi domando chi è che rimpiangerà la fine di questo spazio, di questo teatro che non è riuscito nemmeno ad arrivare ai sei anni."
F: "Sono sempre i migliori che se ne vanno per primi".
D: "Chiude il blog di ZeroCalcare?"
F: "No, idiota! Intendevo noi!"
D: "F...con tutto il bene: se noi siamo i migliori, ho paura di scoprire il peggio."
F: "Ma la vuoi finire con tutto questo negativismo? Le risate c'erano, gli applausi c'erano, anche qualche visitatore estraneo, ogni tanto, c'era. Toh...guarda là...un tizio s'è appena seduto."
D: "E' uno dei ricercatori folli di google. Ha appena cliccato su "juliana moreira video porno". Come puoi notare è privo di pantaloni."
F: "Ecco. Ci mancava che UNO sceglievo come esempio e manco era buono."
D: "Non ti preoccupare, amico mio, è inutile che provi a consolarmi. E' successo. E' finita. Va' bene così. Poteva andare tutto peggio. Potevamo litigare fortemente e picchiarci a distanza. Potevamo rubarci le donne. Potevamo odiarci ed invidarci così tanto da non parlarci manco più. Invece, bene o male, noi due ci siamo ancora. Non ci sarà più un blog, ma fa niente. Forse ne nasceranno altri due. E' la vita, no? Si va' avanti..."
F: (singhiozza) io odio quando fai il melenso. Te lo devo dire: lo odio perchè mi fai commuovere. Non posso commuovermi! Io sono un robot senza sentimenti!"
D: "Se piangi vuol dire che ci tenevi. Sappi che va' tutto bene. Il sipario si chiude. Per l'ultima volta e non si aprirà più. Adios, amigos, adios. E via, verso nuove avventure."
F: "Così? Basta? Senza cazzeggiare ancora?"
D: "Che senso ha, amico mio? Volevo regalare al nostro "enorme" pubblico cinque puntate mozzafiato di noi, su questo palco, a scambiarci battute e gag. Ma che senso ha? E' finita la storia. E' finito il teatrino. Non senti? Le ruspe sono già qui. Pronte a demolirlo."
F: "E quindi è ora di andare?"
D: "Tu vai. Io non sento il bisogno di farlo, fammi godere questa vista sul pubblico ancora per una volta. Ancora per un altro po'."
F: "Allora rimango anch'io, se ti fa piacere."
D: "Grazie".
F: "Grazie a te."
D: "..."
F: "..."
D: "..."
F: "La senti?"
D: "Cosa?"
F: "L'ultima grande standing ovation per noi".
D: "Non proprio".
F: "Chiudi gli occhi".
D: "Non è solo un trucco per baciarmi, giusto?"
F: "Chiudi gli occhi!"
D: "E' vero. Li sento!"
F: "Applaudono noi. E' giunto il momento dell'inchino."
D: "Grazie a tutti. Grazie!"
F: "Grazie per averci sopportato."
D: "Alla prossima! Se mai ci sarà."

(Sipario. Fine.)

venerdì 29 marzo 2013

This is the end?


Oh, doveva succedere. S'era capito dal Novembre del 2007 che una cosa del genere, presto o tardi, doveva succedere. E poi dobbiamo pure considerare che il sottoscritto l'aveva ampiamente previsto qualche mese fa in questo stesso luogo o lago, che dir si voglia. Il caro amico, fratello, collega, conoscente, amplificatore di insulti Francesco Savino in "arte" DjJurgen lascia questo luogo di dolore che in cinque anni gli ha regalato belle e brutte cose. E tanti momenti di silenzio.
Devo dire subito come mi sono sentito quando l'ho saputo, per fortuna, in anteprima rispetto al mondo intero? Naaaa, lo dico più tardi.
Annuncio solo che sento, pensandoci con calma nella settimana e mezzo successiva che è passata, che HA FATTO BENE. Stare in un luogo, seppure virtuale, in cui non c'è più la volontà, (o il tempo o la voglia), di rimanerci è inutile. E questo apre a qualche scenario possibile che vi vado ad elencare perchè, lo dovreste ormai sapere meglio di me miei undici lettori, io amo elencare:

-) Cambiamento ipotizzato dal Dicembre 2007: cambio del blog ne "Il Bloggo dello Sgrittore". E via così.

-) Chiusura generale ed arrivederci a tutti.

-) Prostamento ai piedi del Dj per non farmi abbandonare.

-) Convincere tizi esterni a diventare parte integrante del blog così da non dover cambiare nome, ma solo grafica e banner.

Non credo farò nessuna di queste quattro ipotesi. Cerco di spiegarmi in breve, ma se avete da cucinare andate che poi va' a finire che ci capite poco del discorso.
Il blog è stato creato da due persone. Una si chiama Davide Paolino, che all'epoca era uno sgrammaticato precursore del grillismo, e l'altro era Francesco Savino che, in cuor mio, sapevo quanto fosse esponenzialmente più bravo del sottoscritto. E forse questo non gliel'ho mai detto. Ai tempi ci divertivamo ad insultarci ed a constatare che su questo spazio non ci passava nessuno, manco i miei amici, ma alcuni suoi sì (ho ancora ricordo di una sua amica che apprezzava le mie poesie, ed io ancora dopo anni mi domando il perché).
Cercavamo di attirare pubblico in ogni modo. Ci vendevamo intellettualmente. Racconti, poesie, stronzate (che ai tempi, giovinotti, chiamavamo "stupidate"), ipotesi di dialoghi teatrali, robe romantiche per le nostre pulzelle, recensioni, considerazioni sull'attualità, saghe epiche. Tutto poteva servire. Anche creare una pagina fan su Facebook e cercare di guadagnare così visibilità. Magari togliendo parte al mio enorme tempo libero per convincere tizi a seguirci. Magari pur usando crediti omaggio per pubblicizzarci su Facebook. Cosa che è accaduta e che non mi pento di aver fatto.
C'abbiamo provato, dico ora, e non ci siamo riusciti. Almeno secondo il mio parere. Uso il plurale perchè se si sfonda lo si fa in due, e se si cade lo si fa sempre in due. Non ci siamo riusciti. Ma non è il caso di farne un dramma. Nella mia vita internettiana ho odiato bonariamente Zerocalcare e il Dr. Manatthan per vari motivi (il primo per essere così stramaledettamente bravo, il secondo per saper parlare alla stessa gente a cui dovrei parlare io), e Willwoosh per altri. Ma quest'ultimo mi sta veramente antipatico. Non nego che al posto suo, se c'avessi avuto un po' di voglia in più, ci sarei stato io. Ma non siamo qui a creare ipotesi col "senno di poi", che abbiamo visto che bella fine ha fatto fare a Bersani.


Il blog chiude. Ah...l'ho detto!


Perchè non ha senso mettere qualcuno al posto di Dj, o chiamare qualcun'altro a sostituirlo, o farlo diventare singolare. Soprattutto perchè dovrei cambiare grafica, banner e indirizzo. E la pagina Facebook non può nemmeno cambiare nome. Il blog chiude, addio, è stato bello e grazie per tutti i "mi piace". Perchè chiude? Perchè è stato creato da due persone, quelle due che ho spiegato all'inizio, e prevede ormai che senza quelle DUE persone, questo spazio non esista. Almeno secondo il mio parere.

Ma prima di chiudere vorrei dargli un degno finale, comunque. Quindi continuerò a scribacchiare su questo spazio forse per un altro mese, al massimo. O forse per una sola settimana. Intervallando la "saga finale" con qualche altro post d'attualità o non so ancora che altro. Sempre mettendo la mia immaginetta luttazziana. E non smuovendo niente dalla grafica abituale.

Il blog chiude ma rimane aperto.


Ho sempre avuto quest'idea iper-utopica dei rapporti di coppia: pur dopo la naturale conclusione di amori, il mio desiderio è sempre stato quello di avere almeno un rapporto d'amicizia con la persona ex-amata. Ecco. Mi è mai successo? Certo che no. Ma volevo, eccome se volevo.
Con il blog vorrei fosse così. Il blog è chiuso. Ci sarà un post gigante in cui si avvertirà i visitatori occasionali che questo spazio è aggiornato a "maipiù" ma può darsi, chissà, che uno dei DUE admin di questo spazio ha voglia di scriverci qualcosa. Che sia solo un saluto, una poesia, una marchetta a lavori in corso o futuri, qualsiasi cosa. Il blog è aperto per loro. Anche per un aggiornamento fugace a Dicembre 2014 sulla propria vita editoriale o materiale. Il blog c'è, pur non essendoci più.


E dico grazie, perchè lo devo dire. Se per cinque anni ho scritto, riscritto, sbagliato, cancellato, dimenticato e proposto idee è stato grazie al Bloggo che c'era sempre. E l'ossessione dentro me di aggiornarlo giornalmente, certe volte, era enorme. E sicuramente ci sono riuscito poco, ma quelle rare volte in cui è successo ne sono stato felice.
Grazie alla mia pulzella Carmen, musa ispiratrice di cose belle (poesie che piacciono solo a lei e per Lei), e di pure una saga epica. Che non era di facile comprensione per chi non è mio amico ma che ha consentito, caso unico e ancora più raro, di far si che alcuni di loro passassero su questo spazio. Incredibile.
Grazie all'idea dell'Agosto Mentecatto. In cui ha dato quasi un senso ad un mese che odio.
Grazie alle persone che hanno cliccato "mi piace" sui miei post. E anche a quelle poche che ogni tanto hanno persino commentato.
Grazie a Simone, forse uno dei pochi ad averci seguito con costanza. Insieme a Max.
Grazie a chi c'era e non si è fatto mai sentire.
Grazie a chi non voleva esserci ma si è fatto trascinare.
Grazie a Marco e Alessandro, due membri di Acido Lattico, che hanno subito proposto una futura collaborazione su altri lidi col sottoscritto. Così, al buio, per me vale tantissimo.
Grazie ai vari portatili e modem che si sono avvicendati in questo lasso di tempo.
Grazie ai 713 tizi che hanno cliccato "mi piace" sulla pagina Facebook, che purtroppo sarà inutile tra poco.
Grazie anche a chi mi seguirà, se mai lo farò, in una prossima avventura blogghesca (si dice così?).
Grazie a chi ci ha letto. Seppur in malavoglia.
Grazie a Daniele Silvestri, che ci ha citato due volte sul suo blog. E mi ha aumentato i contatti a palla.
Grazie alle ricerche divertenti che sono passate in questi lidi.
Grazie, infine, a Francesco. Perchè per merito suo sono migliorato piano piano. E seppure lo odio tanto, e seppure me l'aspettassi da sempre, e seppure un po' mi sono sentito tradito alla notizia del suo abbandono, so che tutte queste emozioni sono un segno che io, a questo Bloggo, e alla sua presenza in esso, ci tenevo tantissimo.

Grazie a tutti.

Prossimamente: un finale decente. E poi chissà.

Ps: Che, a dirla tutta, appena ho visto Francesco iscriversi a Facebook, ho capito subito che c'era qualcosa che non andava. Odio avere ragione alcune volte.

lunedì 25 marzo 2013

Requiem for a co-admin




Un po' era nell'aria, qualcuno lo presagiva già, altri se lo chiedevano da tempo: "Lo farà? Non lo farà? Ma se non lo farà, allora perché non scrive più?"
La realtà è che, da troppo tempo a questa parte, mi sento diviso tra il senso di colpa e la gratitudine verso il mio co-admin. Quel Luttazzi4ever che, ormai più di cinque anni fa, mi volle con sé in questa avventura di due giovani wannabe con tante speranze e tante idiozie da scrivere.
Quello stesso Luttazzi4ever che non ha mai smesso di cercarmi e di insistere perché io tornassi a scrivere regolarmente. Quello stesso Luttazzi4ever con cui ho condiviso buona parte della mia adolescenza cibernetica e gioie e dolori di questo spazio virtuale.
Che però, da oggi, non sarà più mio. Definitivamente, ufficialmente.
Lascio il blog, del tutto. Non vedrete più la mia immagine nel banner, non vedrete più il faccino di Nite Owl sulla destra della pagina e, di tanto in tanto, all'inizio di un post. Non scriverò più qui, neanche quel poco che mi concedevo da troppo tempo.
Ora è tutto nelle mani di Luttazzi4ever. Che ha sempre curato e cresciuto questo spazio con amore, al contrario del sottoscritto. Questo spazio è sempre stato un po' più suo che mio, ed è giusto che ora lo diventi del tutto. Sarà lui a decidere cosa fare del bloggo degli sgrittori, sarà lui a decidere se continuare quest'avventura e portarla avanti o ricominciare daccapo. Su altri lidi, con altre storie, ma con la stessa voglia di raccontare qualcosa. Voglia di raccontare che, almeno per quanto riguarda il mondo virtuale, io ho perso da un po'.
Forse un giorno ricomincerò anche io, su altri lidi e con altre storie, ma non è questo il giorno.
Oggi spengo la mia voce, negli ultimi tempi sempre più pallida e sbiadita. La spengo seguendo da lontano le sorti del bloggo, conservando per sempre il ricordo di quello che ha significato per me. Dai primi post da innamorato ai primi tentativi di condivisione di racconti (brevi e meno brevi) che ho impresso su questa piattaforma. Dagli sfoghi alle paranoie, passando per i tentativi di far ridere e di improvvisarmi fine umorista.
Che io ci sia riuscito o meno, mi sono divertito a provarci. Mi sono divertito a leggere i commenti, a insultarmi con il mio co-admin, a tentare nuove strade e a insistere sulle vecchie. E ora è giusto che io ammetta che questo divertimento è venuto meno e che stacchi la spina. Lo devo a questo spazio e a chi lo ama davvero.
Io vi saluto, almeno da qui. Ci cercheremo su twitter, su facebook, sulla pagina di Long Wei. Da qualche parte ci troveremo, spero.
Un grazie a tutti voi, che ci avete letto e che ci avete commentato, dandoci sempre una qualche motivazione in più per continuare.
E saluto Luttazzi4ever, almeno da qui. Ricordandogli  che è sempre un emerito stronzone, e che su questi lidi è stato bello insultarci a vicenda... su facebook cercheremo di darci una controllata, ve lo promettiamo.
E un saluto al blog, a questo ultimo spazio che mi ha concesso nonostante il mio lungo silenzio. A tutte le mie parole, molte o poche, che ha imprigionato da qualche parte rendendole in qualche modo preziose.
La valigia è pronta, ora è tempo di andare. 

lunedì 4 aprile 2011

Lettera a Francesco Savino


(Chiedo scusa ai visitatori abituali e non di questo spazio. Soprattutto chiedo scusa per le promesse non mantenute e per quelle che non manterrò, ma arriva il punto in cui, certe cose, vanno dette definitivamente. Magari un giorno saranno recepite, non so. Ormai ne dubito.)

Caro Francesco,

era il 2005 quando ci siamo conosciuti, se non erro. E' stato su un forum dedicato ad un fumetto che leggevamo entrambi e che, a quei tempi, ci fece entrare nel magico mondo di internet e di tutto ciò che esso contiene. Abbiamo iniziato a insultarci già dai primi giorni, abbiamo iniziato a capire che insieme eravamo divertenti soprattutto perchè in fondo in fondo siamo uguali, e abbiamo iniziato a capire che un giorno ce l'avremmo fatta insieme. A fare cosa, non so, ma ce l'avremmo fatta. Ma oggi credo che quel giorno non verrà mai.
Sono tre anni che abbiamo questo spazio virtuale, tre lunghi anni. Nel 2011 faremo quattro ma è più semplice dire "farai", ormai. Sì, perchè vedi io non me la sento più. Abbiamo passato insieme molte crisi, quasi come se fossimo una coppia di fatto, abbiamo adottato questo blog come il nostro figlio comune con lo scopo di aggiornarlo spesso ma non sempre, quando avremmo avuto qualcosa da dire. E mi dispiace vedere che tu, di cose da dire, ne hai ben poche. Sono ormai tre anni che, sistematicamente, non ti trovo per periodi lunghi mesi e provo a ricercarti nella vita reale e in quella virtuale, ma senza trovarti. Puntualmente, anzi, sporadicamente spunti all'orizzonte, posti una cosuccia per toglierti gli insulti che ricevi, e ritorni nell'oblio. Ma c'è un momento in cui dico "basta".
Questo Blog è la nostra creatura comune e io vorrei che lo condividessimo insieme, non in questo modo. Non ci sei mai, non scrivi mai, non ti vedo mai. Lo so, sei constantemente impegnato da millenni. Milano, Chieti, il treno, la vita da sceneggiatore alle prime armi, lo studio, la vita solitaria e chi più ne ha più ne metta. Ma non ti chiedo tanto, non ti ho mai chiesto tanto. Volevo solo vedere un post alla settimana scritto da te, niente di così eccessivo. Ma niente, non ci sei, non ci passi, non commenti neanche per far vedere che ci tieni. Ti dimentichi di quest'indirizzo, di questo spazio virtuale, delle persone che, magari, aspettano alcuni tuoi componimenti.
Di esempi di queste tue mancanze ne posso trovare a bizeffe nel corso degli anni. Tipo: l'anno scorso, in Agosto, volevo ideare un racconto a puntate che durasse tutto il mese scritto da entrambi in modo alternato. L'ho ideato, ma ne hai scritto un misero capitolo. E sono andato avanti. Da fine estate hai detto che il logo si sarebbe dovuto cambiare, e ne hai anche ideato un altro. Ma non si vede, non si vede proprio, non si è mai visto. Questi sono piccoli esempi di una miriade di "tornerò", "domani scrivo", "non ti preoccupare", "non sono io che posto poco ma tu che scrivi tanto" e così via. Io non ti chiedo tanto, te l'ho sempre detto, solo un minimo di presenza continuativa. In questo 2011 hai scritto tre soli post. Due a Gennaio, zero a Febbraio e uno a Marzo. In tre mesi. Tre post. E' sintomo che non ci tieni a questo progetto e che forse nella tua scala dei valori, "il Bloggo degli Sgrittori" è ad un gradino fin troppo basso. E io non ci sto, mi dispiace, ma non ci sto. Da amico mi tolgo di mezzo, ti continuo a stimare e chiudo baracca e burattini. Andate a dirlo alle gente nelle strade che il Bloggo chiude. O almeno chiude il plurale, da domani ci sarà un solo Sgrittore in città e non sarò io.

Caro Francesco, queste sono le mie dimissioni irrevocabili. Ma ti voglio bene lo stesso.

"Perdere un amico
esprime dolore
senza distinzione tra
ceto e colore,
eterno dissapore.


Da domani cambierà
ambientazione la mia vita.
Perdere un amico
rimane dentro come
inserire nel core
lame d'acciaio freddo
e non rimane niente."

(Ho scritto tutto ciò su questo Blog anche per ringraziare quei cinque lettori abituali che avevo. Di cuore. Vi ringrazio enormemente.)