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mercoledì 30 gennaio 2013

Cinque mesi e 1316 fumetti dopo...

Non è la mia collezione, purtroppo. Un giorno avrò tutto ciò.
Un giorno ti svegli ed è Agosto. Hai invitato, senza che nessuno della tua famiglia ne sia a conoscenza, il tuo collega capellone di lavoro a dormire da te, per non fargli fare tutti i giorni spola tra il suo paese dimenticato da Dio e la gelateria dove prestate servizio. Una settimana intera. Sei giorni che poi sono stati cinque e poi non è che tanto c'è stato, dato che il pomeriggio scompariva e così via.
Non è che ci rimanevi male sul fatto che la casa era libera, vuota, tutta tua. Anzi ne eri ben contento. Ne eri così contento che fai quella cosa che fanno tutti gli "adolescenti" come te (muahahahah), quando si ritrovano da soli a casa per una settimana.
Ovviamente stiamo parlando di un censimento fumettistico.
Dite che non fanno ciò gli adolescenti quando rimangono da soli? Giusto. Chattano su Facebook con le sconosciute. O chiedono foto di piedi ai vip su Twitter. Non oserei mai fare tale richiesta a Massimo Boldi, sappiatelo, ma è una stupenda idea per il mio prossimo articolo su Lercio.
Ritorniamo al discorso.
Censimento fumettistico. Che cos'è?
Un tizio che prende tutti i fumetti che ha, ne valuta le condizioni, ne segna su un foglio excel tipologia, titolo, autori e presenza di autografi e li rimette a posto. Anzi: li mette in ordine perfetto. Si sobbarca l'idea di una giornata di lavoro pieno solo dedicata ai fumetti.
Poi le giornate sono diventate due.
Poi tre.
Poi quattro.
Poi è finito il periodo di co-abitazione forzata.
Poi si rimanda.
Poi arriva Settembre e si rompe la tastiera.
Poi arriva fine Ottobre e ritorna la tastiera.
Poi c'è Lucca.
Poi altri motivi a random.
Infine, a Gennaio 2013, il censimento finisce.
E finalmente, direi. Con qualche constatazione varia.

-) Ho tanta roba.
-) Avevo roba in stato pessimo che ho dovuto sostituire.
-) Così facendo ho regalato Dylan Dog a vanvera.
-) Ho sentito il desiderio di rileggere TUTTO.
-) Ho constatato che in futuro, quando succederà che mi trasferirò in un'altra casa per quell'idea malsana che si chiama "vita insieme", ci vorranno più scatoloni per i fumetti che per tutto il resto. Che poi, il resto, in che consiste? Vestiti? Tanto un giorno cambierò stile, divento monaco buddista, e non c'ho più sto problema di che cosa mettermi. Il resto è fuffa.
Tranne le coppe del fantacalcio, s'intende.
-) E quindi finalmente ho l'elenco completo di tutto ciò di cui dispongo nella mia dimora. Posterei volentieri le foto, ma credo di dedicarne un post a parte. Perchè ogni fumettaro è orgoglioso della sua collezione, seppur misera che sia. E la mia è bella ampia. Fa volume. Tanto volume. Così grande che finalmente tra poco la mia stanza non avrà un televisore, dato che non guardo tv, e al suo posto potrò mettere tanti altri fumetti. Tanti. Significa tanti altri dindini che se ne vanno. Per buoni motivi. Ottimi.

Comunque questo è ciò che ho. E' sempre pochino rispetto ad un Dylandogofilo medio. Ma è importante per me. E' il mio lascito in questo mondo, per ora. L'unica vera parte di me, che di me non è.

Dylan Dog
317 per la serie regolare. Divisi tra Inediti, la maggior parte, ristampe, seconde ristampe e collezione book.
17 Speciali
12 Giganti
9 Color Fest
13 Almanacchi
34 Superbook
16 Maxi
4 Fanzine Dylandogofili

Collezioni finite:
Brad Barron. (18 + 6 speciali)
Demian (18 + 4 speciali)
Jan Dix (14)
Caravan (12)
Cassidy (18)
Greystorm (11 + 1 speciale)
Napoleone (54)
John Doe (99 + 2 volumi Trapassati Inc.)
L'Insonne (17 + 10 speciali, volumini, volumetti e racconti)
Dr.Morgue (6 + 1 speciale)
Nemrod (24 + 1 speciale)
San Michele (6)
Valter Buio (12)
David Murphy (4)
Ranma 1/2 (38)
Dottor Slump (28 + 8 seconda serie)
Pk (52 prima serie + 18 seconda + 32 terza + 5 speciali)
MM (12)
Canemucco (4)

Collezioni ancora in pubblicazione, oltre Dylan s'intende:

Brendon (88 + 10 speciali)
Saguaro (9)
Le Storie (4)
Ratman (26 TuttoRatman + 43 collection)
Nirvana (6 + 2 specialini)
Ultimate Spiderman (63 + 3 volumi collection prima serie + 13 seconda + 6 terza + 9 speciali)
The Walking Dead (2 in edizione economica + 1 in versione base da rivendere)

Pubblicazioni varie e/o one shot e/o qualsiasi cosa si possa leggere.

6 RatMan Varia (Signore dei Ratti, Star Rats, i due Avarat, Ratman Enigmistico, Allen)
Speed Loup
Normalman
5 Makkox Varia (Adolescenza x2, Se muori siamo pari, Post Coitum, Full Monti)
2 Buena Vista Lab. (L'ultima battaglia, Jungle Town)
1 SpiderMan italiano (Il segreto del vetro)
6 SpiderMan ciclo di Straczynski in volumi 100% Marvel.
4 SpiderMan in volumi vari Gazzetta.
2 SpiderMan in volumi vari Supereroi.
Ultimate Six
6 MarvelZombie in volumi 100% Marvel
Agent Orange
Lost Kidz
Tutta la produzione Villain Comics (8 fumetti)
3 Latte e i suoi Derivati
Nekomajin
Darwin
5 A come Ignoranza
Gesù - Cruci Fiction Tour
3 Nick Raider
1 Jonathan Steel
1 Legs Weaver
11 Martin Mystere
L'integrale di Bone + I Racconti attorno al fuoco

E credo di aver finito qui. Qualcosa me lo sono scordato, ne sono sicuro e qualcosa è così in disparte che ho persino dimenticato di averlo.
Ho la bellezza di 1316 fumetti. Che vanno dalle canoniche 98 pagine alle 1100 di Bone. Ovviamente la maggior parte non supera le cento. In tutto ciò non sono incluse cinque anni di pubblicazioni Marvel che sono a casa altrui e che devono essere requisite, catalogate e conservate.
Un lavoro duro, ma qualcuno deve pur farlo. Quindi se conoscete qualcuno disponibile, chiedetegli di farsi avanti.

Il prossimo censimento lo si fa dopo il trasferimento. Per quando sarà. E di sicuro obbligo qualcuno ad aiutarmi. Siete stati avvisati.

venerdì 16 novembre 2012

Con chi ama la notte...


Manuela Soriani

Da un anno e mezzo il mio ritmo giornaliero è cambiato e forse è stato un bene, non so. Per lavoro tornavo a casa in estate verso le 2, o le 3, o addirittura oltre. E questo strascico, in questo periodo in cui sono fermo, me lo porto ancora dietro. Ed è difficile prendere sonno prima che si faccia una certa ora. Insomma vivo la notte ma non come si può pensare normalmente.
Vivo la notte leggendo fino a quando gli occhi non si chiudono da soli e capita che molte volte continuo a leggere nei sogni. E' capitato con Desdemona e capiterà ancora.
Chi è Desdemona? La protagonista di un fumetto, forse il più sfigato che abbia mai sentito e conosciuto. Ma andiamo con ordine.

Qualche anno fa acquistai, allo stand delle Edizioni Arcadia di Mario, uomo meraviglioso e che ringrazio sempre di avere conosciuto, il numero di de "L'Insonne" un fumetto che io non conoscevo, non avevo mai letto, non sapevo cosa fosse.
Vi ho già raccontato di come io sia, o sia stato, un fumettista sui generis fino ad un certo punto della mia carriera da lettore. Fino al 2002 conoscevo solo Dylan e basta. Tutto il resto mi sembrava incomprabile (a parte Pk, ma questo è un discorso che faremo a parte) soprattutto per un motivo molto importante: non è che avessi tutta sta disponibilità di contante.
Quindi per sottostare alle centoventi uscite di Dylan e a quelle di Pk, non compravo nient'altro. Poi entrò nella mia via John Doe, ma di questo è stato già detto abbondantemente.
Insomma grazie a JD iniziai a guardarmi intorno. Che poi camminavo sempre sulle bollicine di plastica, il pluriboll, sempre al sicuro. Non mi spostavo mai dalla Bonelli. Poi sono passato alla Star ma erano sempre "bonellidi", poi ho fatto il salto nel settore supereroi e quelli erano diversissimi da un Demian qualunque, e poi ho iniziato a comprare qualsiasi altro mi solleticasse lo sfizio di leggerlo.
Con Desdemona è accaduto così.

Nel 2008, dicevo, noto questo numero 1 de L'Insonne e scopro quasi immediatamente che non è un vero numero uno, ma la prima parte di una trilogia finale. Mi ricordo ancora oggi che, mentre attendevo un esame della mia pulzella su una panchina al freddo, avevo questo "primo non primo volume" in mano e mi stavo auto-convincendo a leggerlo. Ma non lo feci. Per due semplici motivi:
1) Il riassunto delle puntate precedenti era lungo una pagina intera di nozioni, nomi, situazioni che poi mi avrebbero rovinato la lettura appena fossi riuscito a trovarli.
2) Era come vedersi le ultime tre puntate di Lost senza aver visto null'altro prima. Ed anche se conosco qualcuno che l'ha fatto, io non sono quel qualcuno.

E quindi iniziò, quattro anni fa, una ricerca esasperata delle precedenti pubblicazioni. Tra la mia fumetteria preferita, le fiere del settore, i mercatini di Napoli, lo spazio di una libreria dedicato ai fumetti (dove trovai due numeri della prima serie) e tanti giorni in mezzo all'uno e l'altro acquisto finalmente, dopo Lucca di quest'anno, ho concluso la serie.
Per modo di dire.
Mancava qualcosa. A parte il romanzo, che prenderò in futuro, mancavano un paio di speciali, esauriti, e il numero 0 della seconda avventura editoriale. Ebbene, cosa che mi ha fatto veramente piacere quando è accaduta, Giuseppe di Bernardo, uno dei due padri fondatori delle avventure di Desdemona, me li ha inviati scansionati via email. Perchè per lui, L'Insonne, è una missione, ormai l'ho capito.

Michela Da Sacco

Nel 1994, data di inizio della prima serie, io avevo a malapena 7 anni e l'unica cosa che ricordo di quell'annata è il calcio di rigore di Baggio alle stelle. E non potevo certo affacciarmi in edicola e prendere un fumetto (a quei tempi non leggevo nemmeno Dylan) che parlasse di omicidi, di realtà, di crude vicende della vita di tutti i giorni. A quei tempi era mio padre il mio spacciatore di fumetti, e il massimo che mi era consentito per allontanarmi da "Topolino" erano testate quali "Paperino Mese", "Mega 2000", "I Grandi Classici", "Minnie & Co" (silenzio, prego), "Geppo", "Popeye", e al massimo "Trottolino". Capolavori d'infanzia che ancora oggi un po' mi mancano, a dirla tutta.
Quindi mi era improbabile buttarmi nella rete dei lettori abituali de L'insonne, forse sono stato fortunato. Perchè iniziare una serie e poi vederla scomparire con il numero 3, fa molto male. A chi legge e soprattutto a chi scrive.
A dirla tutta: ho letto la prima serie e mi ha lasciato perplesso. L'idea di base era ottima, ma c'era qualcosa che stonava. Mi stavo quasi chiedendo se ne è valsa la pena comprare fumetti per quattro anni e poi non leggerli attendendo il momento della lettura completa.
Poi ho iniziato a leggere la serie FreeBooks, del 2005. Che per due anni ha fatto penare i lettori sulla distribuzione ma che ha regalato bellissime storie. E qui mi è dispiaciuto non "esserci" come lettore della seconda ora. Per me aspettare ogni albo mensile, o bimestrale, è quasi un piacere. Anche se ovviamente è meglio comprare una serie tutta in blocco, risparmiarci, e poter leggere un inizio e una fine in pochissimo tempo.
Con Desdemona la parola "blocco" non esiste. Le sue avventure sono da ricercare in ogni angolo, in ogni anfratto, in ogni fiera, in ogni luogo, perchè Desdemona è lì, nascosta, che non vede l'ora che tu arrivi e ti innamori di lei.
Che un po' ti dispiace poi che lei non esista, ma un po' ne sei contento. Soprattutto considerando la sua spiccata voglia di fare sempre di testa sua ed infilarsi in problemi molto più grandi di lei. Ma è un grande personaggio. E chiedo scusa se non riesco a chiamarla "Desdy" come preferisce farsi chiamare perchè ho in mente un brutto episodio di acquisto fumettistico fatto appunto da mio padre tempo addietro e che vi metterò qui sotto in caratteri minuscoli per non rovinarvi la lettura.

Giuseppe Di Bernardo


(Quando si andava in montagna per quel week end nella casa in affitto che avevamo sul Matese, zona bellissima e deserta ai tempi, mio padre soleva comprare oltre al "Topolino" settimanale anche qualche altro fumetto per aggiungere un effetto felicità all'ulteriore felicità di andare in mini-vacanza. Un giorno, me lo ricordo ancora benissimo, comprò qualcosa che rimase negli annali della tristezza. Mio fratello mi può essere testimone. "Le avventure di Sfitty". Col sottotitolo per chi non avesse capito: "la sfitinzia più sfitinzia di tutte".
Ecco. Sarà stata l'atmosfera da paninani che circolava nella fine degli anni 90, ma non potete immaginare la pochezza di quel fumetto. E l'ambientazione da paninaro che ne conseguiva, il linguaggio, i disegni, tutto! La cosa più orrenda che abbia mai letto. Seconda solo a la "Solitudine dei numeri primi", forse!
Per questo da quel momento ho odiato quella "y" finale che accorcia i nomi. Mi viene sempre in mente Sfitty. Di cui potete vedere una simpatica foto qui)

Bruno Brindisi
Dopo aver letto la serie Freebooks al ritorno da Lucca, ho poi concluso la serie leggendo, finalmente, i tre albi delle Edizioni Arcadia. Compreso ovviamente quel numero uno che avevo lì dal 2008 e che giaceva intonso, e mai sfogliato, da quattro anni. Ad attendere me. Che per fortuna i fumetti sono sempre lì che ti aspettano se hai da fare e non ti fanno mai pesare che li hai dimenticati, o che ormai rimani sempre più tempo davanti ad uno schermo illuminato piuttosto che perderti in una bella storia stampata. E il risultato finale di tutte queste parole è che mi è piaciuto tutto.
Con qualche riserva eh, perchè sono pur sempre un essere umano e devo trovare difetti in tutto, ma mi è piaciuta principalmente la storia. Quell'intersecarsi di situazioni passate col presente, quell'indagare da esterna ogni cosa succeda in una città italiana quale sia Firenze. Quell'essere sempre vicina dalla parte di chi soffre perchè "mai nessuno ci è veramente sconosciuto".
Dopo due numeri zero, tre episodi della prima avventura editoriale, uno speciale con racconti e fumetti, dieci più un extra della seconda, uno speciale casacomix, tre numeri targati Arcadia, sette speciali insonne day, mi sento di appartenere sempre più alla schiera di fan de L'Insonne e sono sempre più desideroso di vederla di nuovo approdare in edicola. Su questa pagina è in atto una petizione per convincere qualche casa editrice a credere in questo personaggio. Che ha il suo seguito, bisogna dirlo. Se è sempre ritornata dalle sue ceneri è perchè ha dei lettori che non vedono l'ora di leggere le sue avventure. Non sono così tanti come quelli di un Tex, di un Dylan o di un Ratman, ma ci sono. Ed io ormai sono uno di loro.

Alcuni link che potranno esservi utili per farvi un'idea sul personaggio e su ciò che emana.

Il numero zero, seconda serie, aggratis su Verticalismi.

L'elenco pubblicazioni serie regolare.

L'elenco pubblicazioni speciali e fuori serie.

Federico Marchionni

giovedì 26 luglio 2012

Addio John, e grazie di tutto!


Era il 2001 quando mio fratello lavorava a Brescia. E veniva, al massimo, ogni cinque-sei mesi a trovarci portando con se qualche regalo, o piccole cose trovate lì che potevano farci piacere. A quei tempi leggevo solo Dylan Dog, credo. Forse solo Pk in più. Due testate in un mese, più gli eventuali speciali di Dylan e nient'altro. Poi sono diventato un collezionatore folle. Forse proprio per "colpa" di mio fratello.
Comprando io, in Terronia, ogni mese i Dylan Dog mio fratello si trovava costretto a non comprarli perchè, sennò, sarebbe stata una spesa inutile. E dato che le altre proposte della Bonelli non lo convincevano(poi invece è passato anche a leggere sia Brendon che Napoleone) comprò, non so perchè e non so come mai, un nuovo fumetto di un'altra casa editrice(a quei tempi non pensavo esistesse qualcosa oltre alla Bonelli e alla Disney) che si chiamava "John Doe".
Ne portò 12 un giorno, a casa. La prima mezza stagione.
Rimasero in un punto imprecisato della mia dimora credo per un anno e mezzo. Poi decisi di leggere quei fumetti strani di autori che non conoscevo e che parlavano di un tizio insopportabile che vestiva in modo cool. Si dice ancora "cool"?
Fui sorpreso, folgorato, improvvisamente innamorato del personaggio ma soprattutto del mondo construitogli addosso. E decisi di dover fare qualcosa.
Mio fratello aveva già smesso di acquistarli perchè si era trovato indietro con i numeri, per lui era già stato abbastanza strano averne comprati dodici, rimanendo costante per un anno intero. Quindi dovevo assolutamente comprarli.
Presi il numero 31. Mi mancava una bella fetta di albi in mezzo.
Poi scoprii una cosa che non avevo ancora compreso: era tutto cambiato. Nuovi personaggi, nuovo status quo, tutto più nero, tutto più cattivo. E John Doe era il cattivo per eccellenza. Come fare a riprendere gli arretrati? Incredibilmente era uscita una raccolta di quei tempi: tre albi raccolti insieme ogni tre mesi. E indovinate che trittico era in vendita in quel momento? Esatto: 13-14 e 15.
Ebbi la bizzarra idea di seguire la seconda serie pur non avendo capito minimamente come fosse finita la prima. E di continuare a leggere la prima ogni tre mesi mettendo pian piano i tasselli al proprio posto.
Mio fratello, l'altro fratello, invece attese. Un anno e messo. E si rimise in pari con la lettura con una bella pila di albi letti uno dopo l'altro. Un po' lo invidiai, per non essersi spoilerato niente. Un po' invece apprezzai la mia trovata perchè non potevo acquistare un albo nuovo e non leggerlo. Sarebbe stato un dolore troppo forte.
Per "colpa" di John Doe ho iniziato a guardarmi intorno. A parte le mini Bonelli, che ho preso quasi tutte, ho sconfinato nella Star Comics, nella Panini, in quel gran capolavoro che è Ratman e nei classici del fumetto. Forse il merito non è tutto di John ma sono sicuro sia stato la molla per uscire dalla gabbia bonelliana, cosa che lui ha sempre voluto fare.

In un Luglio in cui ho detto addio ad House e a Desperate Housewives, parti della mia esistenza per ben sette anni, devo dire addio anche a "John Doe" perchè con il numero 99 e nonostante una pausa di un anno, anche lui è finito.
E se facciamo il conto dal 2001 al 2012 sono passati undici annetti. Ne avevo 14 ora ne ho 25. Diciamo che mi è stato vicino nella parte dell'adolescenza, ma sono sicuro che da lui non ho imparato sicuramente come trattare (male) le donne. E la mia pulzella su questo credo sia felice.
John Doe, e di conseguenza i suoi autori Bartoli&Recchioni(che nell'ultima serie hanno chiesto "aiuto" ad Uzzeo), mi hanno insegnato o fatto capire o avvisato, non so, che niente è sicuro. E che tutto è imprevedibile. Lo potevo capire da solo, non c'era bisogno di un fumetto per ricordarmelo, ma l'ho capito anche grazie a JD.
Gli amici che hai affianco scompariranno.
Gli amori che hai affianco scompariranno.
Quello che ti sei costruito scomparirà.
Quello che hai raccolto ti verrà strappato.
Soprattutto se la tua via è decisa da delle Alte Sfere che ti vendono e ti comprano come se fossi merce. Cosa che in realtà sei. Merce. E ti applicano pure un bel codice a barre addosso. Perchè per loro sei solo carta, qualcosa da mettere da parte dopo averla letta e goduta, qualcosa che si può criticare o da osannare, ma pur sempre da mettere a posto o magari da regalare o lasciare lì, a chiunque altro volesse averla. Anche solo per venti minuti.

La prima stagione di JD era bella. E' stato amore dopo tre albi. Figuriamoci dopo 24. C'erano così tante cose, così tanti rimandi, così tante situazioni divertenti anche nella drammaticità che non potevi non comprarlo. Anche solo per dire a qualcuno che tu leggi JD e non la solita robaccia fritta e rifritta. E poi in un albo compaiono persino gli autori, non è una cosa nuova, ma è divertente.

La seconda stagione di JD per me è stata la migliore. Più cattiva, più cupa, gli albi che si attaccavano strenuamente uno all'altro e con la miglior conclusione. A quei tempi ero un uomo innamorato di qualcuno che non riuscivo a capire quanto fosse inadeguata per me. E di quei mesi ricordo solo una cosa: il sottoscritto seduto su una panchina, al centro di una piazza, che si gasava per il numero 48 della serie. E che poi andava a lavoro sconvolto e contento. La migliore conclusione. La migliore serie.

La terza stagione di JD mi sembrava un voluto ritorno al passato. E credo lo sia stato veramente. Alcuni numeri erano ottimi, altri si potevano facilmente eliminare. Gli ultimi sei-sette albi sono andati lentamente migliorando, per poi terminare degnamente il percorso iniziale ideato dai due autori. Che, su richiesta della casa editrice, sono andati avanti però. Una quarta e definitiva stagione avrebbe chiuso tutto. Ottimo, pensavo, ma non avevo fatto i conti con la nuova dirigenza dell'Eura.

La quarta stagione di JD si interrompe in tre numeri. La dirigenza chiude tutto, John se la prende con le Alte Sfere, petizioni su internet inutili, l'Eura dopo poco sparisce definitvamente. John è morto e la gente urla a gran voce il suo nome, ma molti di quelli che l'hanno abbandonato si sentono felici, perchè è finito il fumetto che loro non riconoscono più. Il sottoscritto ci rimane male e va' avanti, comprando altro.

L'anno dopo JD ritorna. In grande stile. L'Eura è diventata Aurea e la prima cosa che ha fatto è stato riconfermare quei fumetto che ha fatto molto parlare di sè, in Italia, pur non essendo un prodotto Bonelli. JD torna ma torna in modo strano. Sembra quasi che i tre albi prodotti un anno prima siano stati dimenticati, c'è un nuovo inizio, c'è la stessa idea di base, ma sembra tutto molto diverso. I rimandi alle tre serie precedenti ci sono ma JD ora è un fumetto "nuovo" anche per chi non l'ha mai conosciuto. E il metafumetto è l'elemento costante di una serie che continua a citare e a citarsi in ogni albo. Per poi virare bruscamente al giro di boa e terminare in un modo che farà arrabbiare molti.
Che poi, sinceramente, il personaggio di John Doe non è che ci rende tutti felici, sia chiaro.
Quindi il finale da incazzatura è perfetto sia per il personaggio che per come l'hanno ideato gli autori. Jd è sempre stato un fumetto sempre in contraddizione con se stesso. E sempre lo sarà.

E seppure non ci sarà mai più nessun albo con John, posso dire che sono stati undici bei anni. E sono molto contento che abbia fatto parte della mia vita.
(Finale commovente)

E seppure non ci sarà mai più nessun albo con John, posso dire che quei bastardi degli autori mi sentiranno. Io voglio che John ritorni. E SUBITO!
(Finale incazzato)

E seppure non ci sarà mai più nessun albo con John, posso dire che...AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
(Finale con attacco di zombie)

E seppure non ci sarà mai più nessun albo con John posso dire che è stato il mio primo grande amore dopo Dylan.
(Finale romantico)

E seppure non ci sarà mai più nessun albo con John posso dire che saranno pur sempre tre euri risparmiati.
(Finale finto-disinteressato)

E seppure non ci sarà mai più nessun albo con John posso dire che...NO...NON E' POSSIBILE!
(Finale?)

(Leggi le mie due megarecensioni della prima e della seconda stagione di John Doe su Glamazonia. A breve anche le altre due)

lunedì 30 gennaio 2012

La fedina


L'amore è ciò che muove il mondo no? Ci possono essere differenti tipi di amore e li conosciamo tutti. C'è l'amore per un uomo o per una donna, l'amore per i bambini, l'amore per il denaro(che colpisce gran parte della popolazione mondiale) e l'amore per le proprie passioni. E per amore, si sa, si fa tutto, anche troppo alcune volte e accade che, sempre per amore, si finisce per riempire di regali, di presenti, di ciarpame la persona amata, o anche se stessi in alcuni casi. Invece se amate il vil denaro questo problema per voi non sussiste, il che potrebbe essere positivo.

Dicevo che amare vuol dire anche "donare" in alcune occasioni. Conoscete bene, se avete mai avuto una ragazza o un ragazzo, cosa vogliono significare i tanti anniversari, mesiversari, compleanni, ricorrenze, feste comandate, feste improvvisate, sorprese ed altro. Sapete anche che, in quelle certe occasioni, rimpiangete il povero contante che passa di mano in mano e se ne va dalla vostra lasciandovi lievemente triste. Poi notate lo sguardo di entusiasmo della vostra lei o lui alla vista del vostro presente e siete felici. Ma certe volte, sinceramente, non volete farli 'sti cavolo di regali. Per quale assurdo motivo devo fare, io persona con un mio pensiero, un regalo che non voglio assolutamente fare a Natale? Perchè? Me l'ha detto la Coca-Cola Corporations? Preferisco di più farne uno il 2 di Giugno, così, per patriottismo! E se non trovate una persona con cui stare che ha il vostro stesso pensiero a riguardo capirete che spendere soldi e tempo e fatica quando non si ha la minima voglia di farlo, non migliora il rapporto anzi, lo ammazza. Sinceramente non sono il tipo che ha avuto miliardi di relazioni ma ho capito la differenza tra regalo sentito e dovuto. Ci passa un treno in mezzo ed è il treno dei rimpianti.

Ora. Ogni coppia, coppietta, coppiettina ed affini si deve necessariamente fare una fedina. L'ha deciso il mondo del commercio. Un anellino dove incidere i propri nomi al traguardo, magari, del primo anno insieme, o del primo mese o magari del primo giorno(questo è per i più facoltosi). Io non l'ho fatto. E sono già tre anni che condivido una meravigliosa relazione con una ragazza splendida che non mi ha mai fatto pesare ciò. Ma da qualche tempo sono crollato. Una fedina ci vuole. E che sia anche costosa, pesante, ingombrante, ma stupenda da guardare e soprattutto che ci faccia ridere ogniqualvolta la leggiamo. Che fedina è?

Ma la collezione completa dei Peanuts! Ovvio! Chi ha bisogno di un anello di duecento euro quando ne posso spendere 625(credo che sia questo il prezzo finale di tutta la raccolta) pagandoli in 25 comode rate per 25 comodi volumi? Cosa posso trovare meglio di ciò? Quale augurio migliore posso trovare se non avere la nostra prima raccolta insieme? Che è anche un impegno a stare uniti fino a quando non si completerà. E ce ne vorrà di tempo.
Infatti la raccolta esce ogni anno con due soli volumi. Fino ad ora ne sono usciti 13 che la mia fumetteria di fiducia mi ha messo da parte. Ogni due mesi ne acquistiamo uno. Siamo a 4 già comprati, per arrivare a tredici bisogna aspettare fino a Marzo 2014 per recuperare solamente quelli. Poi, con le uscite annuali ci saranno altri 5 volumi che mi aspetteranno. Indi si rimanderà ancora sino a Gennaio 2015. Arrivati a quel punto(e con un altro volume o forse due già in vendita), per finire la raccolta dovremo sicuramente aspettare altri sei volumi. Che escono ogni sei mesi. Quindi: tre anni. Una fedina che è partita nel 2011 e molto probabilmente terminerà nel 2018! Sette anni di fedina, sette anni di promesse che si spera si manterranno insieme. Sette anni. Altro che anellino. Questa è una promessa bella e buona, altro che l'anellino di diamanti e brillocchi. Ovviamente non è una cosa fattibile per tutti ma pensateci bene se siete nerd, avete una ragazza meravigliosa e lettrice, e siete tutti e due molto ma molto intelligenti da pensare che i Peanuts sono il miglior fumetto(o striscia, che dir si voglia) che sia mai stato pubblicato.

Avere una libreria in casa con ogni volume sarà una cosa bellissima. E se avete il numero 1 e me lo volete regalare(o vendere a prezzo ragionevole) fatemi sapere che ne sono sprovvisto, grazie!

domenica 23 ottobre 2011

Sono le Brendon meno un quarto.


Mettiamo un po' da parte la saga, chiamiamola così va', che sto scribacchiando da due settimane e che al mio meraviglioso pubblico composto da due personcine(e su ciò ci devo ritornare, un giorno) sicuramente dispiacerà non poco. Il tutto per rendere pubblico un mio concetto che finalmente ho constatato dopo millenni.

I fumetti (e le serie tv) decidono la mia vita e mi rendono partecipi dello scorrere inesorabile del tempo.

Ora. Chi è dell'86, come me, sa che il signor Dylan Dog è uscito, appunto, per la prima volta nel Settembre 1986. Lui ha venticinque anni di attività, io ne ho di vita(quasi). Quando lui arriverà ai cinquanta anni, io arriverò ai miei cinquanta anni. E' meraviglioso! Per questo spero non lo chiudano mai, andrebbe a finire che poi chiuderei anche io la mia attività chiamata esistenza e non sarebbe bello.

Che poi c'ho sempre pensato, pure, sul fatto che anche la mia vita potrebbe essere scritta e disegnata da autori differenti. Ovviamente c'è una linea guida che da coesione al testo ma alcuni eventi tragici o meravigliosi magari sono dipesi dalle idee dei miei autori. Che ce ne fosse uno che avesse la brillante idea di farmi vincere alla lotteria no? Nessuno proprio? Sicuri? Come siete cattivi.

E ieri, tenendo tra le mani il numero 4 di Dr.Morgue(grande serie, compratela!), mi son reso conto che tra quattro mesi, ovvero altri due numeri, finirà. Ho fatto i conti e significa Marzo. Un mese prima del Comicon quando era iniziato. Ed ho constata che con sei numeri di un fumetto bimestrale è passato un anno nella vita normale. E a me non sembra vero! E da lì ho visto che i mesi che passano sono solo un'agenda mentale che passa nel mio cervello. E che recitava così in codest'anno.

Gennaio:Cassidy, RatMan, John Doe, Dylan Dog.
Febbraio: Cassidy, Brendon, John Doe,Maxi Dylan Dog, Dylan Dog.
Marzo: Cassidy, Ratman, John Doe, Almanacco Dylan, Dylan Dog.
Aprile: Cassidy, Brendon, Dr. Morgue, John Doe, Color Fest Dylan Dog, Dylan Dog.
Maggio: Cassidy, Speciale Demian, Ratman, John Doe, Dylan Dog.
Giugno: Cassidy, Brendon Dr. Morgue, John Doe, Maxi Dylan Dog, Dylan Dog.
Luglio: Cassidy, Ratman, Speciale Brendon, John Doe, Dylan Dog.
Agosto: Cassidy, Brendon, Dr.Morgue, John Doe, Color Fest Dylan Dog, Dylan Dog.
Settembre: Cassidy, Ratman, John Doe, Speciale Dylan Dog, Dylan Dog.
Ottobre: Cassidy, Brendon, Dr.Morgue, John Doe, Dylan Dog.
Novembre: Albo gigante Dylan Dog, Ratman, John Doe, Dylan Dog, Speciale Brad Barron.
Dicembre: Brendon, Dr. morgue, John Doe, Dylan Dog.

E in tutta questa lista ho omesso la botta mensile di fumetti Marvel che corrisponde a due Spiderman, un Devil&Hulk(comprato fino al mese scorso), Deadpool, i vari cross-over che durano cinque-sei mesi, Cap. America e gli abi, che non si sa quando escono, di Punisher e Thunderbolts.

Da cosa di evince guardando tutta questa lista? A ben dieci cose.
1) Compro un botto di fumetti, ma sono sempre un novizio. C'è gente che compra molto più di me.
2) Di Dylan Dog escono un mucchio di cose, e non sono un tipo che si lamenta, anzi.
3) Ci dovrebbe essere anche "Julia" lì in mezzo, ma la compra la mia amata.
4) Mi piacciono i fumetti italiani.
5) Odio la Dc, senza un reale motivo.
6) Comprerei il triplo se avessi la possibilità.
7) Se compro due Brendon significa che sono passati quattro mesi!
8) Il tempo passa ma non me ne rendo conto.
9) Ormai conto il tempo con i fumetti! Tra poco uscirò alle ore "Jan Dix" e tornerò a casa alle "Peter Parker".
10) In tutto ciò non ho inserito gli acquisti one-shot che faccio alle fiere. Per fortuna.

E quindi, miei cari telespettatori, tutto ciò serve solo a ricordarMI che il tempo passa. E che se ieri, n'altro po', era Gennaio e navigavo in cattive acque, ora è Ottobre e continuo a navigarci ma vedo un po', e dico un po', un minimo direi, di sole all'orizzonte. Sperando di non affogare a breve, di nuovo. E pensate che da gennaio a ottobre son passati dieci mesi!

Son sedici Dylan Dog! Cribbio! Come passa il tempo.

Ps: Ho messo la copertina del nuovo Gigante di Dylan perchè contiene forse l'ultima storia di Ambrosini col personaggio, e a me fa un male atroce 'sta cosa.

sabato 1 ottobre 2011

Uno sgabello per amico - Romics 2011


Questo è un messaggio utile, più utile di quanto avreste mai immaginato. Mettiamo caso che voi dobbiate andare a fare una gita, o un viaggio, o una semplice passeggiata in terra straniera. Sì, straniera. Ogni cosa che non si conosce bene, ogni luogo, dovrebbe essere considerato straniero. Indi Roma, per me che ci son pur andato una ventina di volte(almeno credo), è straniera. Come può essere considerata Napoli per il signor Bossi, ma non stiamo parlando di politica. 


Oggi parliamo di un amico. Un amico che noi tutti, quando usciamo, dovremmo avere sempre con noi. E non sto parlando dell'amico coltellino allo stadio, no, sto parlando dello sgabello. Lo sgabello, marca Quechua in questo caso, è utile quando uscite per evitare le lunghe battaglie per l'acquisizione di un posto o per aspettare comodamente seduti l'arrivo del pulmann se la panchina della fermata è piena di gente, è utile quando dovete mangiare in pubblico e non volete sedervi sui gradoni insozzati di chewing-gum, ed è utile quando da Roma dovete tornare a casa e il treno, minuscolo, che vi porta è completamente ingombro di gente. E con lo sgabello anche una specie di sgabuzzino diventa l'Hotel Palace, anche un semplice anfratto ridiventa una suite di lusso, anche un treno delle Ferrovie dello Stato diventa vivibile. E ce ne vuole.


Insomma, prima di parlare delle idiozie del Romics come un bimbo felice, vi invito a comprarvi uno sgabello. Funziona, è leggero e si tiene in borsa. Portatevelo sempre appresso, così quando gli altri smadonneranno per ritrovarsi in piedi, voi li guarderete e gli farete un sorrisone disumano. E, per non prendervi le botte che scaturirà quel sorrisone, portate un altro sgabello e noleggiatelo! Ma non sparate un prezzo troppo alto sia chiaro.

Resoconto Romics vero e proprio.


Allora, il sottoscritto torna dal secondo anno al Romics dove, purtroppo, si è potuto passare solo una misera giornata(son troppi 24 euri al giorno di andata e ritorno e poi c'è sempre il lavoro) ma è stata pur sempre una bella giornata. Innanzitutto premetto che ieri mattina, la sveglia alle 5, è stata una botta in testa. Sicuramente dipendeva dal fatto che ero andato a nanna alle 2 e 30, dopo aver lavorato e aver preparato tutto per il viaggio. Il treno, da prendersi alle 6 e 20, è arrivato puntuale con noi a bordo che, ovviamente essendo la seconda stazione in programma, abbiamo trovato tutto libero liberissimo. Ci siamo seduti, abbiamo cazzeggiato, giocato a "Uno", letto e chiacchierato per due ore e quarantacinque e poi siamo arrivati nella Capitale. Sinceramente Roma Termini è il luogo che ho visto e frequentato di più nelle mie scorribande romane ed è bellissima come stazione, non lo smetterò mai di dire.
Dopo aver colazionato e effettuato una piccola pausa ci dirigiamo in metro, e tutti felici prendiamo la MetroB per la fermata Piramide. Ovviamente facciamo il biglietto prima grazie ad un simpatico vecchietto che, vedendo una folla immensa presso quattro macchinette automatiche, ci rivela che ce ne stanno altre quattro giù. Molto gentile, bisogna sempre sentire gli anziani. Quelli che hanno poco da fare possono rivelarsi utili.
Si prende la metro in mezzo al caos, si esce a Piramide, si prende la Ostiense e in venti minuti siamo alla fiera. Bella e maestosa sempre la vista del complesso della "Nuova Fiera di Roma", molto sgombro di gente l'ingresso alla fiera che causa il mio primo sorriso felice della giornata.
Perchè sì, chi mi conosce lo sa, adoro le fiere del fumetto ma mi piacciono così come le ho conosciute anni fa: silenziose e con poche persone. Ovviamente se le persone ce ne sono a pacchi tanto meglio per organizzatori, standisti e per chiunque ci possa guadagnare, anche per noi semplici visitatori. Se tutti vanno alle fiere significa che si aumenterà la possibilità che ci siano ancora nuove manifestazioni dedicate al fumetto. Ottimo per tutti, direi. E ottimo il venerdì per chi desidera visitarsi una fiera senza fare slalom tra la gente. Come il sottoscritto.

Napoli Comicon vs Romics

Si entra dall'ingresso cosplay, la mia signorina aveva deciso di ripresentare Minù e io mi son vestito da Dylan per pagare di meno, e si và. Dopo due minuti avevo già comprato qualcosa, è un istinto irrefrenabile quando vedo l'ingresso del padiglione. Sempre enorme, sempre ottimamente distribuito. Ecco qualcosa che non posso dire del Comicon, nuova "gestione", troppo attaccati gli stand uno all'altro. Troppo poca la possibilità di stare davanti ad un venditore e controllare gli albi senza essere insultati. 1 a 0 per Roma.

Dieci minuti dopo e pure la mia signorina ha comprato i suoi amati Julia. Un fumetto, popolare, che a Napoli, ormai, non si trova più e se si trova si vende a prezzi ultraeccessivi. Anche all'Alastor del capoluogo(da non confondere con quella ottima di Caserta) sparano prezzi assurdi. Facendo così non solo la gente si rifornisce altrove, ma fa anche cattiva pubblicità. Come sto facendo io ora. Ragazzi, sentitemi bene, non comprate niente all'Alastor Napoli. E non sono l'unico a pensarla così. Comunque, l'acquisto dei Julia, inficia sul punteggio della sfida tra le due fiere e porta il Romics sul 2 a 0. Pur premettendo che non è colpa degli organizzatori se gli standisti non intendono vendere determinati prodotti a Napoli.

Il sottoscritto inizia a trovarsi una marea di belle pulzelle in giro per gli stand e adora, in modo particolare, un negozio di pc e la Coca Cola Zero. Ottimi veramente come formato e come sono presentati. Non ovviamente per le signorine no, ma quando mai. Le cosplay sono tante, quelle con molta carne fuori tantissime. E chi l'ha detto che le nerdesse sono brutte? Basta considerare solo la mia gentile pulzella e già il luogo comune è sfatato. Comunque percentuale di belle donne altissima, così come a Napoli, ho il lieve sospetto che se il nostro Premier capisce la bellezza delle fiere del fumetto, e la possibilità di trovare tizie giovani vestite da Lamù, Slave Leila, Catwoman, senza doverle pagare, è probabile che inizierà a produrre fiere ad Arcore. Già immagino il nome: Arcorcon 2011. Ospite d'onore: Forattini. Pubblico presente: Zero persone! (Gol, per le signorine discinte, ad entrambe le squadre: 3 a 1.)

L'anno scorso trovammo scomodo mangiare fuori dai padiglioni sul cemento, per questo il mio caro amico Vincenzo si è portato lo sgabello, quest'anno abbiamo trovato una grande novità. L'organizzazione ha affittato un terzo padiglione, ci ha piazzato dentro tutti gli stand dei games (senza azzeccarli ai fumettari, grandissima idea) e c'ha messo pure un botto di sedie e tavolini aggratis! Li si vuole bene ma tanto tanto. Al Comicon non esiste uno spazio del genere, purtroppo. E non credo esisterà mai. 4 a 1!

Punto a favore di Napoli: il prato immenso della Mostra. Così se a qualcuno gli piglia l'abbiocco, come è accaduto a me l'ultimo giorno ad Aprile, si può riposare tipo pic nic sull'erbetta. 4 a 2.

Gli stand erano più fumettari che altro. Poche cianfrusaglie rispetto al Comicon, meno pure i venditori di souvenir. Peccato che c'erano anche i venditori di Ramen instantaneo, pensavo almeno stavolta di non sentire quel puzzo nauseabondo entrare nelle mie narici. E più stand fumettari implicano più controllate di fumetti, più acquisti e più comparazione tra uno stand e l'altro. Il paradiso per per il sottoscritto. 5 a 2.

Il biglietto a 6.5 euri nei giorni feriali e a 7.5 per sabato e domenica è un po' altino, ma al Lucca comics è oscenamente il doppio. L'abbonamento quattro giorni corrisponde a 14 euri ed è ottimo! I cosplay, se intendono presentarsi sempre vestiti, spenderebbero alla fin fine 16 euri, se saltano un giorno l'abbonamento per loro non conviene. A Napoli c'è solo l'abbonamento a soli 10 euri. Ottimo ottimo, direi. Poveri i tizi che non posso andarci almeno due dì, però, che si sentono fregati. Comunque punto al Comicon che se lo merita. 5 a 3.

Punto indiscutibile al Romics per la location. Meglio tre padiglioni tutti insieme che due posti divisi come un castello e la Mostra a Napoli. Se si svolgesse tutto al Castello non troverei niente da ridire, sono sempre stato dell'avviso che la miglior location di fiere che abbia mai visto dopo Lucca è Castel Sant'Elmo a Napoli. Però, purtroppo, è un luogo ristretto che non riesce a supportare la enorme mole di individui che ormai queste manifestazioni attirano. Quindi viva il Castello ma punto a Romics. 6 a 3.

Gli autori presenti a Roma sono sempre ottimi, così come a Napoli che, però, ha dalla sua la bellezza delle mostre. L'unica pecca di Roma sono i treni che mi impediscono di assistere a più incontri con gli autori nella stessa giornata, un giorno ci andrò in auto e chi s'è visto s'è visto. Punto a Napoli. 6 a 4.

E possiamo considerare chiusa la battaglia con la vittoria di Romics sul Napoli Comicon. Non ho inserito il Cavacon perchè sarebbe stato brutto mettere uno zero perpetuo nella triplice sfida. Indi se volete inserirlo voi sappiate che è giunto sul podio ma con un bel rotondo numerino come risultato. Il Lucca Comics che amo e bramo non è incluso, anch'esso, nella mirabolante sfida perchè non ci andrò nemmeno quest'anno, purtroppo. L'acqua è poca e la papera non galleggia, direbbe un antico romano.

Gli acquisti che ho effettuato in questa fiera sono stati abbastanza e sono:
-) Nirvana 0 e DeadPool 2(visto che la Panini sono due mesi che non lo rimanda in fumetteria)
-) Il Libro di Ezekiel, ultima parte di Strajinski -Romita Jr. su Spiderman.
-) Cinque mirabolanti Julia per la mia signorina.
-) Ultimate Six. Che sono due anni che lo cercavo con i numeri degli Ultimates, ieri mi sono rotto avendolo trovato a metà prezzo e l'ho comprato.
-) Agent Orange, Insonne 3 e Speciale 2011 Insonne all'Arcadia Edizioni.
-) Altai & Johnson. Di Sclavi e Cavazzano. Due miti insieme, e il sottoscritto è colmo di gioia.

-) Il 900 visto da Topolino. Volume che volevo prendere anni e anni fa e l'ho fatto ieri.

E, volendo, avrei preso molte alte cose. Per il futuro si punta a grandi capolavori del passato, tra cui alcuni volumi di Bonvi & Cavazzano che ho visto e che ho desistito dal comprare.

Le cose che non mi sono piaciute sono state, purtroppo, lo stand Bonelli in bianco e molto triste e l'impossibilità di trovare dei Mister No con un'avventura completa. Ho notato che il signor Nolitta apprezzava molto il "continua...". Troppi numeri singoli senza conclusione, alla fine ho desistito e mi son ripromesso di cercarli in qualche bancarella. E, soprattutto, è troppo poco una singola giornata in fiera. Per l'anno prossimo, se tutto va bene e non posso andare a Lucca, cercherò ospitalità o dai miei parenti o in un ostello o quant'altro. Così da poter almeno fare un due giorni che mi farebbe molto felice. E dopo le cose tristi si passa ai bei sorrisoni felici infatti ecco per voi:

Le 10 cose che ho amato di questa fiera.

10) La poca gente, relativamente ad una giornata media del Comicon.
9) Le cosplay e le semplici visitatrici poco vestite.
8) Uno stand di "tutto a metà prezzo".
7) Lo stand della Coca Cola Zero.
6) Super Mario scattatore di foto.
5) Altai e Johnson a 12 euri!
4) Lamù. Apprezzata decisamente anche dalla mia signorina.
3) La mia signorina che si fa le foto felice.
2) La mia signorina che mi sorride orgogliosa.
1) La mia signorina che mi accompagna sempre disponibile.

Perchè, PeppeLaGnocca docet, alle fiere per andarci con la tua ragazza devi avere una "Carmen", che non si lamenta mai, che ti sta sempre appresso e che è felice di andarci con te e per te. La donna che ogni nerd vorrebbe avere, aggiungo io. Grazie signorina.

Prossima fiera: Napoli Comicon. A pensarci mi vien da piangere. Sette mesi devo aspettare. Sette mesi! Che ingiustizia!

Ps: Successivamente farò un post di sole foto. Sia mie, sia delle gnocche del Romics. Così aggiungo un po' di malati al blog.

martedì 27 settembre 2011

Il Diavolo è dietro di voi!

Ieri è stata una giornata triste, seppur bagnata dalla pioggia che ha sceso, lieve lieve, nella mia città e nelle vicinanze. Triste per un motivo ben conosciuto, se siete fumettari. Se non lo siete vi basti sapere che se ne è andato un uomo importante per il mondo delle nuvole parlanti. E ciò mi ha fatto molto male. E, sempre ieri, ho letto una cosa su un gruppo di Facebook, quello dell'associazione Dylandogofili, si può capire chiaramente chi è il loro personaggio preferito pure se non siete delle cime nel campo fumettistisco. Comunque ho letto uno stralcio di un libro di un certo Carlo Climati. Ed ho riso tantissimo. Ci tengo a presentarlo anche a voi. Ho grassettato le parti più sbellicanti. Le parentesi in corsivo sono miei commentucci. Al termine farò una mia piccola osservazione.



Dylan Dog è un personaggio molto particolare, che si muove negli scenari tipici dell’horror e dell'occulto. E’ conosciuto come «l'indagatore dell’incubo», una specie di investigatore privato che risolve casi legati al mondo dell'esoterismo e del paranormale.

Le storie di Dylan Dog sono ricche di riferimenti, spesso ironici, alla magia, all'esoterismo e al satanismo. Ad esempio la sua automobile è targata «666», che è il numero biblico dell'Anticristo. C'è, poi, il «Trillo del diavolo», brano musicale che Dylan Dog suona spesso, per hobby, con il suo clarinetto. Una leggenda racconta che questo brano fu ispirato direttamente dal diavolo al suo compositore, Giovanni Tartini, in una notte del 1713. (Questo è un problema bello e buono, c'ha ragione, se il diavolo compare per dettare musica mi fa pensare che sia meglio bandirla. Sia la classica che la moderna.)
Sui muri della casa di Dylan Dog, sono appese immagini e simboli tipici del satanismo e dell'occulto, come l'esagramma (una stella a sei punte racchiusa in un cerchio) e la testa di un caprone (simbolo del demonio) con una stella a cinque punte sulla fronte. (E nosferatu? Frankestein? Il poster del Rocky Horror Picture Show? Non sono degni di nota?)

Anche il campanello della casa di Dylan Dog ha caratteristiche «horror». Invece di suonare, riproduce un agghiacciante urlo umano. (Paura e raccapriccio)
Troppo spesso, nelle storie, le scene di dolcezza e di poesia si alternano a quelle di violenza. In molti casi, lo spargimento di sangue è decisamente esagerato e inutile, proprio come accade in certi film dell'orrore di genere «splatter». Questa parola inglese, che significa «schizzare», indica i prodotti cinematografici in cui la violenza e gli effetti speciali servono a mascherare un'assoluta povertà di idee. (Spero sia un giudizio personale e non una verità assoluta, secondo me le povertà di idee si trovano nei film di Boldi e De Sica senza bisogno di splatter)

Un altro aspetto discutibile di Dylan Dog è quello del «ritorno del male». Alla fine di qualche storia, il male riaffiora e riafferma la propria esistenza. Non è mai sconfitto, del tutto. E’ sempre presente. Non a caso, gli albi di Dylan Dog hanno, a volte, due finali. Il primo è quello «normale», che conclude l'avventura. E poi ce n'è un secondo, in cui il male ritorna a galla e si manifesta di nuovo. Ad esempio, nell'albo numero 24, l'assassina che colpisce nel buio ricompare nell'ultima pagina, sotto forma di mostro, nonostante sia stata uccisa da Dylan Dog (Il buio in Dylan Dog, n° 34). Questo processo di «ritorno del male» uccide l'idea della speranza. Il giovane che legge certi episodi di Dylan Dog rischia di rimanere avvolto da una sensazione di impotenza di fronte a un mondo fatto di orrori, di violenza, di sopraffazione. E quindi è facile che cada nella trappola del pessimismo. (Non è la realtà orrenda che spinge i giovani al pessimismo, giusto, è un finale aperto di un fumetto. Avevo sbagliato. La giustizia, in realtà, vince sempre. Per questo Berlusconi è in galera.)

Un altro messaggio negativo, proposto da Dylan Dog, traspare dai suoi rapporti con le donne. Dylan Dog incarna l'immagine dell'eterno «single», che non si lega mai a nessuno. C'è un'immagine classica, che si ripete in molti episodi di questo fumetto: Dylan Dog a letto, sotto le coperte, ogni volta con una ragazza diversa. Questa scena viene riproposta ossessivamente, al punto di sembrare una «fotocopia». Il meccanismo è sempre lo stesso. Dylan Dog conosce una donna, e poche ore dopo lo ritroviamo a letto con lei. Il sesso, dopo l'incontro con una ragazza, sembra dover arrivare per forza, come logica conseguenza. Non c'è via di scampo. Altrimenti non si è «veri uomini». Questo sembrerebbe essere il modello proposto da Dylan Dog. (Dimenticandosi il fattore "innamoramento", volutamente, il caro scrittore inventa concetti per partito preso. Per fortuna non si è reso conto che in realtà Dylan cerca nelle sue donne la madre. E ne è pure innamorato!)

Un altro aspetto negativo di Dylan Dog è quello rappresentato dagli « Almanacchi della Paura», che sono dei supplementi «speciali» ai normali albi della serie. Questi volumetti contengono numerosi articoli sul mondo dell’esoterismo, accompagnati da illustrazioni spesso raccapriccianti(Giuliano Ferrara nudo).

Le storie di Dylan Dog, dunque, sono soltanto un primo passo, che potrebbe spingere i ragazzi ad appassionarsi al mondo dell'occulto. La seconda tappa è rappresentata dai vari supplementi, che forniscono ulteriori dettagli e spiegazioni sugli argomenti trattati nel fumetto. Prendiamo, ad esempio, l'Almanacco della Paura del 1997. Fra i vari articoli, ce n'è uno che parla del rock satanico, citando artisti come i Christian Death (il gruppo che recita il Padre nostro rovesciato al diavolo) e Marilyn Manson, «sacerdote» della Chiesa di Satana americana. Nello stesso articolo si leggono affermazioni di questo genere: «Fra i felici ritorni dell'annata salutiamo anche quello dei W.A.S.P., al quale ha fatto seguito una tournée italiana particolarmente splatter, con tanto di video truculenti e di vergini nude sacrificate sul palco». E poi: «Per chi non avesse timore di immergersi a fondo in un rituale di disperazione e di angoscia consigliamo l'ultima fatica di Diamanda Galas... La stupefacente voce della cantante ci guida, ancora una volta, in una discesa agli Inferi da ascoltare a massimo volume (la cuffia è altamente consigliata) e nella più totale oscurità» (Musica da brivido in Dylan Dog, Almanacco della Paura 1997, a cura di Graziano Frediani). Alcune edizioni dell'Almanacco della Paura di Dylan Dog sono state curate dal giornalista Stefano Marzorati, responsabile dell'ufficio stampa della casa editrice Bonelli e direttore artistico del «Dylan Dog Horror Fest», una grande manifestazione per appassionati di film e fumetti dell'orrore. Vi hanno preso parte alcuni fra i più noti registi e attori del cinema sanguinario, come Dario Argento, Wes Craven e Robert Englund. Stefano Marzorati è anche un grande esperto di musica e autore di un famoso libro, Il Dizionario dell'Horror rock, in cui compaiono vari gruppi di rock satanico. A pagina 189 di questo volume, Marzorati arriva al punto di scrivere che al complesso Impaled Nazarene (il Nazareno Impalato) andrebbe «una nota di merito per aver scelto un nome così blasfemamente suggestivo» (S. Marzorati, Dizionario dell’Horror rock, SugarCo, Carnago (Varese) 1993, p. 189). Insomma, nel mondo di Dylan Dog c'è anche questo: un giornalista che loda apertamente la bestemmia. (E non può che essere apprezzato per il suo senso dell'umorismo che il redattore di quest'articolo sicuramente non ha)

Il diavolo e Dylan Dog

E il diavolo? Ogni tanto compare sulle pagine di questo fumetto, assieme a streghe, fantasmi, morti viventi e altre immagini esoteriche. Il problema è riuscire a capire dove finisca l'ironia e dove cominci, invece, l'intenzione seria di proporre ai lettori un approccio con il mondo dell’occultismo (infatti Tiziano Sclavi, noto agitatore di folle, predica il suo credo ogni giorni in piazze e grandi città per portare giovani e meno giovani al mondo dell'occulto). Tutto appare piuttosto confuso. Però, alla fine ridendo e scherzando, il giovane lettore sembra davvero avvicinarsi a certi pericolosi argomenti(nota personale: ha ragione. Infatti dietro al mio letto ho tante statuine macabre. Sono tutte riguardanti Paperino. Ma chissà se anche lui non istighi al macabro e alla paura, d'altronde gira sempre nudo, è uno che non ha pudore.).
I fatti sembrerebbero dimostrarlo. All’interno dell'albo numero 6, intitolato «La bellezza del Demonio», sono state pubblicate queste parole: «Il più bel libro sul diavolo (a parte ovviamente la Bibbia) è stato scritto e curato da Decio Canzio (il direttore generale della casa editrice di Dylan Dog). Era pubblicato dall'Editoriale Milanese, ed è purtroppo oggi introvabile, ma ci impegniamo, in casi di provata necessità, a spedirne fotocopia a chi ne fa richiesta (un esempio di "provata necessità": se vi capita di evocare il Diavolo, il minimo che potete fare è invitarlo a cena, ed ecco che il volume informa sui cibi e sulle bevande da non offrirgli, come il pane degli angeli e il vin santo, consigliando invece il seguente menù: polpettone ripieno di sterco umano, carne putrefatta, bubbone di appestato e ramarro, e per finire cervello di gufo disseccato e impregnato di succo di cicuta)». Questo è ciò che si poteva leggere nel sesto numero di Dylan Dog, pubblicato nel 1987. L’anno successivo, fu realizzata una piccola Enciclopedia della Paura sul tema: «Il Diavolo dall'A alla Zeta», allegata in omaggio a un albo «speciale» di Dylan Dog. In copertina c'era una classica immagine del demonio. Nell'introduzione, lo sceneggiatore Tiziano Sclavi ammise che, nonostante il tono scherzoso di quanto era stato detto nel numero 6, alcuni lettori gli avevano scritto davvero per richiedergli le fotocopie del libro di Decio Canzio sul diavolo. «Non abbiamo mai saputo se anche loro scherzassero, dicendo di aver evocato il Diavolo», ha dichiarato Sclavi. (T. Sclavi, Introduzione a L’Enciclopedia della Paura. Il Diavolo dall'A alla Zeta, a cura di Ferruccio Alessandri, allegato a Dylan Dog Speciale, supplemento a Dylan Dog, numero 23, agosto 1988, p. 1).
Insomma, tra una battuta e l'altra, sembra che i ragazzi finiscano davvero per interessarsi al satanismo. Non tutti i giovani, infatti, hanno la capacità di cogliere I'ironia di certi testi di Dylan Dog (solita tiritera che girerà per millenni ovvero i ragazzi sono scemi). Molti lettori prendono tutto terribilmente sul serio. E così, dallo scherzo si rischia di passare alla pratica reale dell’esoterismo (c.v.d.). Di chi è la colpa? Forse di chi gioca, con troppa facilità, con argomenti delicati come il diavolo e la magia, senza pensare alle conseguenze che potrebbero avere su certe menti un po' fragili. Inoltre, c'è un altro aspetto da non sottovalutare. Il tono dell'introduzione di Tiziano Sclavi all'Enciclopedia della Paura sul diavolo è decisamente ironico. E’ lo stesso scrittore ad affermare che, per leggere questo saggio, è necessaria l'ironia. E infatti, alcuni testi del dizionarietto sono divertenti. Ma altri non lo sono affatto. L’ironia, purtroppo, si mischia a serissime e dettagliate spiegazioni sul satanismo, la magia nera e i rituali diabolici. Non si può escludere, quindi, che alcuni ragazzi siano rimasti affascinanti da certi argomenti.
Ecco, ad esempio, come viene descritto il rituale della «messa nera»: «Rito dei culti satanisti, equivalente cittadino del sabba. Tutta la liturgia della messa cattolica viene stravolta. I simboli sono capovolti: le candele nere, l'altare costituito dal corpo di una vergine o comunque da una ragazza che, sporca del sangue di un animale o di un bambino sacrificato, viene posseduta dall'officiante e spesso anche dai fedeli alla fine della messa» (L:Enciclopedia della Paura. Il Diavolo dall'A alla Zeta, p. 43).
E’ lo stesso Sclavi ad ammettere l'esistenza di un «fascino del diavolo», quando scrive nell'introduzíone: «Noi al diavolo non crediamo, né lo neghiamo. Non ci interessa sapere se esiste o no. E’ un tema affascinante, e tanto basta» (T. Sclavi, Introduzione a L’Enciclopedia della Paura. Il Diavolo dall'A alla Zeta, p.2). Questi sono i principali aspetti negativi di Dylan Dog. Ovviamente non si può negare che nel fumetto si trovino anche contenuti positivi. Ma, purtroppo, si confondono nel grande minestrone di sangue, violenza ed esoterismo che caratterizza le storie dell'indagatore dell'incubo.
Negli ultimi anni, il personaggio di Dylan Dog è stato utilizzato per promuovere campagne in favore dei disabili, per la sicurezza stradale, contro la droga e contro l'abbandono degli animali durante l'estate (ma gli animali non vengono abbandonati per poi sacrificarli meglio, non hai capito niente!). Tutto ciò è lodevole. Ma come si conciliano queste iniziative positive con i contenuti negativi degli Almanacchi della Paura? E perché la direzione del «Dylan Dog Horror Fest» è stata affidata a Stefano Marzorati, giornalista che loda certi complessi musicali blasfemi e anticristiani? (Al rogo! Al rogo!)

Conclusione

“Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica tutto ciò che v'è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai”. - Giosuè 1:8
“Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via de' peccatori, né si siede sul banco degli schernitori; ma il cui diletto è nella legge dell'Eterno, e su quella legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato presso a rivi d'acqua, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e la cui fronda non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà. Non così gli empi; anzi son come pula che il vento porta via. Perciò gli empi non reggeranno dinanzi al giudizio, né i peccatori nella raunanza dei giusti. Poiché l'Eterno conosce la via de' giusti, ma la via degli empi mena alla rovina”. (Salmo 1)

Past. Francesco Zenzale 
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Mia piccola considerazione personale: Il signor Climati cerca il diavolo ovunque e, in questo caso, ha deciso di trovarlo in un fumetto che di diabolico ha ben poco. Vogliamo parlare di fumetti che inneggiano all'uomo zolfato? Che ne dici di Obelix, caro Climati? Per essere così forzuto, lo sappiamo tutti, ha bevuto una pentola intera di pozione da piccolo. Ma che cos'è quella pozione se non un'invenzione di un druido sicuramente dedito alle arti oscure? E sì, da quando è uscito Asterix, ho visto migliaia e migliaia di bambini bere pozioni magiche e picchiare Galli. Poi, caro Climati, hai notato come Tex, pur combattendo Mefisto, lui non muoia mai? Ha più di sessant'anni di vita. Avrà fatto una specie di patto col diavolo per rimanere sempre così in forma. E Spider-man? Lui un patto l'ha fatto veramente (alla fine di Back in Black che ha segnato l'inizio di One moment in time) e ha cancellato il suo matrimonio (vincolo religiono!!! Per diamine!) con il salvataggio della vita della vecchiarda May! Cioè ha impedito che sua zia andasse nel regno dei cieli, è un completo adoratore del diavolo direi. Non c'è dubbio.
Infine, per finirla con questi esempi da quattro soldi, caro Climati le porgo una gentile domanda: chi ha inventato il Diavolo? Io no certamente, e di sicuro nessun autore di libri o fumetti o musica. Il Diavolo è il grande nemico del vostro Dio buono e caritatevole. Come Spiderman ha Goblin e come Dylan Dog ha Xabaras, e come Brendon ha la Luna Nera e così via. Il Diavolo è solo il personaggio cattivo di un libro, quello che lei e tanta altra gente ha letto, forse, o lo prende come esempio pur non avendolo mai sfogliato . Se il diavolo esiste, alla fin fine, è solo perchè uno ci vuole credere.
Anche io credo che Dylan, in fondo in fondo, esista veramente. Ma non vado in giro a cercare Xabaras nei libri altrui. Se mi permette, il paragone, è lo stesso.
Caro Climati, sinceramente lei mi ricorda il vecchio Abraham Simpson che vede ovunque la Morte. Si faccia un week-end di relax lontano da tutto e dal mondo e veda, che poi, si sentirà meglio. E pubblichi altri libri che son nove anni che non lo fa. E ci dispiace tantissimo.

Grazie comunque per questo paio di risate, signor Climati, e se mai leggerà queste mie parole mi inserisca pure nel suo prossimo libro che, ho notato, hanno tutti lo stesso leit motiv: i giovani sono scemi!

lunedì 26 settembre 2011

Ciao...


Non immaginavo sicuramente che dovessi scrivere un post del genere, oggi, non volevo assolutamente scriverlo d'altronde ma succede. Il lunedì, nella nostra cultura, è visto come l'inizio settimana ed è, di per se, un giorno difficile. Oggi è brutto, se non orrendo. Se ne andato colui che ha permesso a tante persone, a tantissimi bambini, perchè lo eravamo tutti non possiamo negarlo, di sognare e di passare ore su un letto, un divano, una sedia o in spiaggia mentre il vento spazza via la calura, a leggere e a vivere altrove. Sergio ha portato il fumetto nelle case degli italiani, ci è riuscito con una forza smisurata grazie anche a suo padre, che ci ha abbandonato anch'esso anni fa. Sergio, ora, se ne è andato lasciandoci soli. Perchè così ci sentiamo. Noi tutti, e per "tutti" intendo i lettori di fumetti italiani, oggi ci sentiamo soli. Pur essendo in tanti, pur essendo migliaia forse milioni. Siamo soli di fronte ad un dolore che pur sentiamo, anche se non eravamo a contatto con quel grand'uomo che è stato. Personalmente, ho visto Sergio in due occasioni. In una stavo anche per chiedergli un autografo e una foto, ma ho preferito non disturbarlo. Non perchè fossi certo di un suo rifiuto anzi, era lì a elargire sorrisi e acconsentiva a tutte le richieste possibili, ma perchè mi sentivo al cospetto di una leggenda che non potevo avvicinare. Succede, quando si è fan. E, allora, ho preferito rimandare mentalmente quella foto, quell'autografo, alla volta successiva, sicuro che ci sarebbe stata. Inutile dire che ora mi pento di non aver avuto quel briciolo di coraggio in più. Inutile dire che vorrei tornare indietro e stringergli la mano, quel che è stato è stato.
Credo di aver sempre pensato che fosse immortale, come i suoi personaggi. Che la vita gli scorresse nelle vene per sempre per la sua capacità di aver donato, al suo pubblico, la fantasia. Che è uno dei migliori regali che si potrebbe mai fare.

Un popolo intero di appassionati piange il proprio "papà". Un gruppo di innumerevoli personaggi di fantasia piange l'uomo che li ha inventati, o li ha soltanto(e non è poco) accettati e pubblicati.

Non è un "coccodrillo", è solo un omaggio ad un uomo che ci ha dato tanto. Venerdì c'è il Romics, non so perchè ma comprerò un paio di Mister No targati Nolitta, magari va a finire che mi innamoro di un personaggio ancora una volta. E, penso ancora, che se scrivo con passione e con voglia di raggiungere qualche serio obbiettivo, il merito (o la colpa, chissà) è anche un po' tua.

Grazie Sergione. Grazie veramente. E scusami se ho usato il "tu".

Davide Paolino.

(L'immagine è di Makkox apparsa su ilpost.it)

martedì 22 marzo 2011

Dylan Dog - Il film (Rece)


Da una parte, nell'angolo alto, abbiamo Davide, 24 anni, casertano, fumettaro dalla nascita e desideroso di osservare come hanno distrutto il suo mito trasportandolo sul grande schermo. Dall'altra parte, nell'angolo basso, abbiamo Dylan Dog, 30-35 anni, londinese, indagatore dell'incubo da 25 anni, cosa che doveva portarlo ad avere un'età ormai sui sessanta ma no, lui rimane sempre com'è, sennò che gusto c'è? Ha una sfilza di donne di cui è innamorato, ha un assistente di nome Groucho che spara battute alla Totò, ha un clarinetto, un amico ispettore di nome Bloch, è scettico pur avendo visto tutto dalla vita, ha un grande amore che vede una volta ogni millennio e un'altra che ha fatto una brutta fine, ha un acerrimo nemico che ora è chissà dove ed è vegetariano, astemio e anche un po' complessato. Nell'angolo alla sua sinistra troviamo Carmen, 21 anni, casertana, fumettara da quando conosce il Davide di cui sopra e anche lei desiderosa di vedere come hanno trasformato il fumetto che Davide le ha fatto conoscere, sul grande schermo. Carmen apprezza Dylan e se non lo legge per molto tempo ne sente tanta mancanza, ciò vuol far capire che è entrata nel tunnel e difficilmente ne uscirà. E nell'angolo opposto Dylan Dog - Brandon Routh, tosto, massiccio, sempre sui 30-35 anni, londinese ma trapiantato a New Orleans, ha un assistente dal nome Marcus che spara battute alla personaggio comico, ha un clarinetto, un amico lupo mannaro, non è assolutamente scettico, ha un grande amore che le hanno ucciso, non ha acerrimi nemici ma solo cattivelli ordinari nel mondo dei vampiri, lupi e zombie. Non si sa se sia vegetariano o astemio, e si concede anche lui alle bellezze dell'ammore, chissà però se ne era innamorato. Comunque questi quattro personaggi son quelli che c'erano ieri sera a vedere, o a interpretare, "Dylan Dog - Dead of Night". Risultato? Ve lo spiego subito.

Questo è un film su un futuro Dylan Dog. Come noi dylaniati abbiamo potuto apprezzare una storia di un paio di anni fa dove Dylan viveva in un mondo di zombie nel futuro e non faceva più il suo lavoro, e non aveva più squinzie e non aveva più il carisma dei tempi antichi, possiamo anche apprezzare ciò. Con qualche riserva. I diritti di questo film sono stati acquistati nel 97, sono passati quattordici anni e esce fuori ciò. Non dico che sia un'emerita boiata, ma si poteva accontentare ancora di più i lettori italiani piuttosto che gli spettatori americani. Ora dico: dato che il film doveva uscire principalmente in Italia, e dato che forse non sarebbe neanche uscito in America, perchè stravolgere il personaggio così cambiandogli ambientazione e assistente? Perchè non c'erano i soldi. Punto a loro sfavore e a nostro sfavore, vuol dire che Dylan non ha mai preso piede in America, cosa vera, e che ora questo film potrebbe far cambiare il trend.

La sala era gremita, pur essendo lunedì sera ed essendo una multisala. Sinceramente non me l'aspettavo. Abituato a vedere film alle ore 17 e a due euri, vedere una trecentina di persone tutte assieme mi ha messo a disagio, non mi ricordavo più cosa significava avere un'altra persona al mio fianco oltre alla mia ragazza. Son cose che turbano. Così come ho turbato, anche io, la visione di buona parte dei miei vicini dato che sgranocchiavo patatine quasi per tutta la durata del film. Ma sono cose di poco conto queste, l'importante è ciò che ho visto.

Ho visto Dylan, o perlomeno uno che ci somiglia, in determinati frangenti. Ho visto Dylan urlare "giuda ballerino", l'ho visto suonare il clarinetto, ho visto una foto con Bloch e Groucho insieme(l'attore di Bloch è veramente orrendo), ho visto il galeone, la penna d'oca, ho visto il diario, ho visto la camicia rossa e i jeans chiari, ho visto craven road, ho visto un maggiolone scassato con la capòte ma di colore diverso, ho visto un Dylan contrario alla tecnologia, ho visto una pistola caricata ogni tanto(fa molta scena il momento in cui la apre, ottima idea), ho visto un Dylan incassatore(come spesso accade nei fumetti) e un Dylan che usa gli oggetti che si trova davanti per picchiare la gente. Ho visto Sclavi, ma era un po' non-morto(che considerando quanto si faccia vedere in giro, credo sia un omaggio molto azzeccato). Ho visto cose belle ma ho visto pure cose brutte.

Ho visto Marcus, che è stata un'ottima spalla ma veramente ottima, ha tenuto in piedi tutta la baracca per due ore. Ma putroppo ogni dylaniato vorrebbe Groucho. E anche io sono tra questi. Ho visto un Dylan cazzuto con tirapugni d'argento, ho visto un Dylan alla Bruce Willies entrare con pistole di ogni genere in una discoteca, ho visto un Dylan usare microscopi e lenti d'ingrandimento, ho visto un Dylan molto sicuro di sè. Ho visto un Dylan che le prende, e le prende tanto, ma si riprende in due secondi(altro che bistecca sull'occhio come nei fumetti), ho visto un Dylan vendicativo, un Dylan che abbandona Londra, un Dylan non claustrofobico, ho visto un Dylan fisicato(Carmen docet: "Se non mettevano almeno un paio di minuti con Brandon Routh senza maglietta avrei rivoluto i soldi indietro")ho visto un Dylan diverso, molto diverso. Ma con qualche rimando al personaggio che è in realtà.

Dopo quattrocento storie in venticinque anni il caro Dylan ne ha fatta di strada, ora è approdato al cinema che è un mezzo come un altro per arrivare al pubblico. Forse uno dei mezzi migliori dopo la televisione. Sicuramente ora, sia in Italia che in America, ci sarà un innalzamento delle vendite. Non so se la Bonelli ne sarà contenta, dato che non ha minimamente pubblicizzato l'evento, ma almeno si muoveranno le acque del settore fumetto, dove Dylan è sempre una colonna portante. Ma molti vorranno vedere l'ambientazione del film e ne rimarranno spiazzati. Diranno "questo del fumetto non è il Dylan che conosco", stessa cosa che dico io vedendo il film, e ne rimarranno delusi, indi le vendite riscenderanno a breve, forse solo qualcuno troverà più consona Londra a differenza di altri posti e Groucho a differenza di Marcus, e Dylan riflessivo a differenza di Dylan ipercazzuto, quelle poche persone saranno lettori in più, indi tanto di guadagnato per il signor Bonelli. In egual modo potra accadere un certo scenario ipotetico, altrove. Mettiamo caso che Dylan faccia un discreto successo in America, la gente rivuole i suoi fumetti ma li vuole ambientati come nel film. Indi qualcuno, lì, si adopererà per dare al pubblico ciò che vuole. Non oso pensare se sia possibile una cosa del genere ma si sa che ormai tutto è possibile. E' positivo? Certo per la Bonelli se vende, ma triste per i dylaniati che vedono stravolto il personaggio a cui sono affezzionati. Il futuro ci darà le risposte. Già domani ci saranno i primi dati sul week-end appena trascorso in Italia, e vedremo quanto avrà incassato il caro Dylan.

In sintesi: vedetevi il film se volete, non vedetevelo se non volete. Ma se lo vedete potrete criticare, se non lo vedete lo farete per sentito dire. Sinceramente è un film che ho apprezzato, con tutti i rimandi al personaggio reale e a quello che c'è dietro uno dei più grandi successi italiani. Indi vi consiglio di vedervelo per essere in quella piccola elitè di spettatori che si emozioneranno guardando il poster dei fratelli Marx, o il clarinetto o il nome di una strada. E' un po' poco, lo so, ma se questo film andrà bene c'è sempre l'ipotesi di una trilogia che(magari con più soldi) si sposterà in Italia o in Inghilterra. Che non sarebbe male. Se poi non volete cacciare ben 4 euri come ho fatto io, ci sono sempre le vie trasversali no?

Ps: Ho visto il film in camicia rossa e jeans ed è come se il Dylan vero fosse con me, durante la visione. E non credo abbia così tanto apprezzato. Me lo vedo ad urlare "Giuda Ballerino" quando quello sullo schermo dice "non ci servono piani ma solo pistole più grandi". Altro che bistecca sull'occhio, in quel frangente ci vorrebbe un pugno sull'occhio per pensare ad altro.

lunedì 20 dicembre 2010

Regali a raffica

Adoro il Natale. Tra tutte le feste pagane è quella che di più preferisco. Non mi guardate male: non sono un anti-religioso. Sono un anti-clericale. Che credo non significhi la stessa cosa, almeno spero. Ed è troppo tardi, ora, per andare a leggere su un vocabolario cosa significhi ciò che ho scritto. Comunque so che lo sapete tutti: il Natale è solo un remake della nascita del Dio Sole, come si usava tanterrimi anni fa. Per farvi un esempio: è come se stessimo festeggiando l'avvento di un film di King Kong che ricorda quello di settanta anni prima. Solo che cercheremo di non pensare che esisteva quello prima. E' una cosa strana, lo so, voi non ci pensate e festeggiamo. Che è quello che impone la tradizione.

Ed oltre al festeggiamento ci porta a spendere e spandere. Ah, cosa c'è di meglio a Natale per regalare qualcosa a chi vuoi bene con un sovrapprezzo di un cinquecento per cento? Orde di individui, mentre voi state leggendo, stanno dirigendosi presso i centri commerciali per comprarvi uno splendido maglioncino, una meravigliosa cravatta, un'inestimabile salvadanaio a porcellino. Tutte cose che voi sognate quando mangiate pensante, e che vorreste soprattutto al più presto dimenticarvi. E che riutilizzerete come regalo a chi vi sta veramente antipatico. E lì capirete che voi, alla fin fine, siete antipatici per le persone da cui l'avrete ricevuto. E si realizzerà una spirale di odio che vi porterà ad odiare in Natale, il pranzo in famiglia, i parenti, i regali, l'albero, il presepe, quei maledetti pastorelli, e i suonatori di cornamusa che iniziano da metà ottobre ad esercitarsi durante tutta la giornata davanti casa vostra. Questo fino a Ottobre prossimo. Sì, perchè poi ritornerete in atmosfera natalizia e vi sembrerà tutto più buono, più bello, e più sopportabile. Un circolo vizioso da cui è difficile uscirne.

E io ho la soluzione, amici miei. Ebbene sì. Da quest'anno basta con i soliti regali. Niente oggetti inutili che verranno buttati in un attimo. Quest'anno si regalano solo libri e fumetti. E chi si è visto si è visto. Ecco, solo per voi, una simpatica lista di idee credo caruccie per ogni palato. Costo massimo di 15 euri per regalo. Perchè, come si dice dalle mie parti, l'acq' è poc e a' pap'r nun galleggia.

Per l'appassionato di fantascienza: "Caravan" di Michele Medda, Sergio Bonelli Editore. Primi cinque numeri. Spesa di 13.50 euri. Perchè? Perchè c'è di tutto: misteri, vita reale, amicizia, complotti, storia. E perchè l'inizio è bello, ma bello davvero. Se apprezzerà i primi cinque numeri, il resto se lo comprerà da se(12 complessivi). Peccato per il finale.

Per l'appassionato di sparatorie ed affini: "Cassidy" di Pasquale Ruju, Sergio Bonelli Editore. Primi cinque numeri. Spesa di 13.50 euri. Perchè? Perchè c'è quello che cerca: pistole, rapine, pupe e gangster. Con un pizzico di sovrannaturale. Ma un pizzico. Sono usciti per ora otto numeri. Se apprezzerà i primi cinque, il resto se lo comperà da se. Sperando bene per il finale, atteso al diciottesimo numero.

Per l'amante dell'horror: "The Walking Dead" di R.Kirkman, Saldapress. Primo numero. Spesa di 12 euri. Perchè? Perchè chi ha visto la serie non può non prenderlo, ormai. Perchè io ancora non l'ho letto(attendo che qualcuno me lo regali dopo aver letto ciò, magari) e copioincollo un commento di un collega redattore di Glama, il signor Alessandro Neri Leoni:

"Mi piace il fatto che non sia una serie di horror "fine a sé stesso", ma semplicemente una serie che parte da un certo presupposto per analizzare come l'uomo reagisce in situazioni estreme. Davvero molto ben scritta e disegnata."

Per l'amante dell'horror e della Marvel: "Marvel Zombie" di R.Kirkman, Panini Italia. Primo numero. Prezzo massimo 10 euri. Migliore edizione: n°18 Grandi Saghe Corriere. Perchè? Perchè l'autore è lo stesso di quello sopra, e vedere i nostri supereroi preferiti cercare di sbranarsi l'un l'altro è qualcosa di meraviglioso. E pauroso. Perchè se dobbiamo preoccuparci pure di Peter Parker, il nostro mondo ormai è invivibile. Dopo il primo non potrà fare a meno di ricercare tutti gli altri.

Per chi vuole sempre e solo ridere: "Il signore dei ratti" - "Star Rats" di L.Ortolani, Panini Comics. Numeri unici. Prezzo complessivo sui 10 euri. Perchè? Perchè Ortolani è il miglior artista comico in questo Paese, e perchè le parodie che fa lui sono sempre eccelse. Ultima in ordine di tempo: "Avarat", in 3D. Ma non posso esprimermi, su ciò, se il secondo numero si fa ancora attendere in edicola.


Per il proprio ragazzo, un tormentato che rimpiange i vecchi "Dylan Dog" prima del numero cento: "Valter Buio" di A.Bilotta, Star Comics. Primi cinque numeri. Prezzo 13, 50 euri. Perchè? Perchè sembrerà di ritornare all'infanzia di dylandoghiano appena nato. La poesia e la meraviglia di ogni tavola, condita d'horror, erano qualcosa di perfetto in ogni albo e non ti abbandonavano appena voltata l'ultima pagina ma rimanevano con te, per i giorni a venire. "Valter Buio" è l'erede di Dylan. Peccato che durerà solo dodici numeri. Dieci già usciti. Se leggerà i primi cinque, non potrà fare a meno di procurarsi gli altri.

Per il filosofico, che legge ma che disdegna i fumetti: "Napoleone" di C.Ambrosini, Sergio Bonelli Editore. Cinque numeri, a caso. Prezzo vario, trovatelo nei mercatini o in fumetteria. Perchè? Perchè dietro ad un albergatore di Ginevra si nasconde un universo. Dietro a tre bizzarri personaggi, specchio della sua anima, si trova il nostro vero io. Dietro ad un cavallo parlante si nasconde il miglior filosofo di questi anni 90-2000. Droga pura.

Per l'amico appassionato di manga, aspirante mangaka: "Bakuman" di T.Ohba, Planet Manga. Tre numeri. Sui 12 euri. Perchè? Perchè spiega che fatica ci vuole, in Giappone, per diventare un disegnatore o uno sceneggiatore famoso. E del perchè quel sogno sia ambìto da milioni di persone. Un fumetto che fa conoscere un mondo che ci sembra lontano, e che effettivamente è geograficamente ma molto vicino nell'amore verso la nona arte. Anche se lì è decisamente più valutata.

Per la quindicenne che mette link a raffica su Facebook e che non scrive manco dieci parole consecutive in italiano corretto: un libro di grammatica elementare. Costo sui venti euri, forse. Ma ne vale la pena. Sennò un vocabolario, ma dato che non sa come si scrivono le parole non serve a tanto.

Per chi ha capito tutto della vita: "Peanuts" di C.Schulz. Prezzo: vario. Qualsiasi edizione trovate, prendete. Ne vale sempre la pena.

Per l'amico che spara sempre battute idiote: "Il visone ha una faccia enorme" di E.Palinsesto, Alacràn. Prezzo 12.50 euri. Perchè? Perchè Faso, il bassista degli Elio e le Storie Tese, ha inventato questo poeta maledetto che regala piccoli calambour decisamente geniali. Un esempio?

Il manager annunciò
che tutte le date del tour
erano annullate.
Il pianista commentò:
sono sconcertato.


Per l'appassionato di fantasy: "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" di G.R.R. Martin, Mondadori. Primo libro che qui in Italia è diviso in due: "Il trono di spade" - "Il grande inverno". Prezzo complessivo sui 14 euri. Perchè? Perchè racconta un mondo simil-signore degli anelli ma totalmente lontano. E' un mondo fantastico, in un medioevo quasi del tutto simile al nostro, con un accenno piccolo di magia e tanta importanza per le parole. I dialoghi sono estasianti, le battaglie scorrono che è un piacere. Da comprare assolutamente. Per ora i libri, sempre in Italia, sono nove. Tutti sulle 350/400 paginette. Curiosità: da Aprile uscirà la serie, tipo come è accaduto a "The Walking Dead".

Per la propria ragazza, se si dispone di un'autostima forte: "101 modi per riconoscere il principe azzurro(senza dover prima baciare tutti i rospi" di F.Bosco, Newton & Compton. 4.90 euri. Perchè? Perchè ci sono consigli utili sia per le donne che per i futuri principi. E alcuni sono incoraggianti per chi principe crede di esserlo. Anche se il libro inizia male per ogni maschio. Ovvero:


"Primo indizio per capire che il tuo lui non è il principe azzurro: guarda le altre. E' uno stronzo. Punto e basta."

E qui ogni timido pulzello inizia a preoccuparsi non poco. Ma se si procede nella lettura si scovano certe bassezze del maschio italico e non che ci rincuorano, a noi aspiranti principi. Consigliato anche all'amica che trova soltanto tipi inutili che la fanno soffrire.

Per il fan del signor Luttazzi in ogni sua forma: "Almanacco Luttazzi della nuova satira italiana 2010", autori vari, Feltrinelli. 18 euri, indi aspettate che scenda un po'. Perchè? Perchè l'Italia è ancora un Paese vivo e siamo ancora pieni di autori satirici che lavorano nell'ombra e che meritano la ribalta. Oltretutto fa sempre un bell'effetto trovare il nostro nome in un libro(infatti ci sono anche io).

Per il fan degli Elii: "Vite bruciacchiate", di Elio e le Storie Tese, Bompiani. Prezzo: 14 euri. Perchè? Perchè qui c'è scritto tutto ciò che bisogna sapere sugli Elii, i loro inizi, i loro ricordi, le loro emozioni di ragazzi che iniziarono a creare un gruppo destinato a durare per oltre trent'anni di attività. Raccontato da chi li conosce, con i loro interventi utili a precisare quando qualcuno racconta male o dice cose assurde. Divertente, commovente, esaltante. Il libro che non può mancare nella biblioteca di chi adora questa band.

Per il futurista: "San Michele" di F.Celoni e A.Coppe, Star Comics. Primo numero, solo quello per ora è uscito. Prezzo: 2.70 euri. Perchè? Perchè l'ambientazione italica, nel 2101, in un paesaggio innovativo ma nello stesso tempo attuale, lo rende un buon prodotto. Durerà solo sei numeri. Si può provare a vedere dove porterà. E poi io, di Celoni e della signorina Coppe, mi fido non poco.

Per l'amico che non riesce a leggere alcunchè se non la lista della spesa: "Il Canemucco" di M. "Makkox" Dambrosio. Terzo numero, quello con storia unica di cento pagine, Coniglio Editore. Prezzo: 4.50, in fumetteria, 4 euri senza spese di spedizione sul sito. Perchè? Perchè "Makkox" è il nuovo che avanza, pur non essendo giovanissimo(spero che ciò non lo legga mai). In cento pagine c'è di tutto: divertimento, azione, riflessione, satira politica e sociale. Il tutto condìto da un disegno libero, a tratti lasciato all'imaginazione del lettore, a tratti preciso in ogni sua forma. Chi non legge e si trova davanti questo piccolo capolavoro, inizierà a documentarsi non poco. Provateci e fatemi sapere.

Per chi rimane tutta la giornata su internet a cercare idiozie: "Ricerche" di D.Paolino, qui sul blog. Zero euri. Perchè? Perchè di fronte ad alcune di queste meravigliose perle di saggezza del popolo internettiano, c'è da rimanerne sbalorditi e meravigliati. E perchè c'è bisogno di ridere e di non prendersi sul serio, ogni tanto.

Per chi ha voglia di avere a casa qualcosa del "Bloggo degli Sgrittori": "Nemrod n° 24" di F.Savino, A.Coppe. Ovviamente ventiquattresimo numero della serie di misteri di F.Celoni e A.Aromatico, Star Comics. Prezzo: 2.70 euri. E' passato un annetto ma dovreste ancora trovarlo in fumetteria. Perchè? Perchè il caro Diggi ha avuto il suo debutto sul mondo fumettaro, che è il suo sogno. E ha ideato una delle migliori storie del terzo ciclo di Nemrod. Peccato che il suo speciale, sempre in co-abitazione con la signorina Coppe, non si sia ancora fatto vedere.

Per chi si lamenta sempre: "Factor V", di S.Stivaletti, Star Comics. Primi quattro numeri. Prezzo: sui 10 euri. Perchè? Perchè così avrà un motivo per lamentarsi. Uno dei fumetti peggiori mai letti dal sottoscritto. E molto apprezzato anche su Anobii.

Per chi si vuole far addentrare nel mondo del fumetto: "Dylan Dog", di T.Sclavi e autori vari, Sergio Bonelli Editore. Cinque numeri a caso, tra i primi cento, e ti innamori. Ed è poi difficile smettere. Se andate alle fiere al modico prezzo di quindici euri riuscirete anche ad acquistarne quindici se sono in seconda ristampa. Non ve ne pentirete.

Per la ragazza che si vuole concupire: "Dylan Dog" n° 74(Il lungo addio) di M.Marcheselli e n° 193(L'eterna illusione) di P.Ruju. Prezzo: a come li trovate, massimo sui sette euri. Perchè? Perchè son storie tristi e belle, veramente belle. Ci si potrebbe aggiungere anche il n°121 "Finchè morte non ci separi". E sarebbe un trittico completo. E da lì si capirebbe perchè voi amate Dylan e lei dovrebbe amare voi. Con me ha funzionato, credo funzionerà anche con voi.

Per giocare in compagnia in atmosfere da vecchio west: "Bang" di E.Sciarra, Da Vinci Games. Prezzo della "pallottola"(gioco+espansioni varie+stella di sceriffo): 35 euri. Ovviamente da dividere in quanti di voi vogliano acquistarlo. Perchè? Perchè è bello spararsi a vicenda tra amici e insultarsi quando nessuno capisce che ruolo è l'altro. Una ri-edizione del vecchio gioco dell'assassino che si faceva con le carte napoletane, almeno dalle mie parti. Giocateci una volta e sarete caduti nel tunnel.


Per giocare in compagnia tra nerd, amanti di D&D: "Munchkin" di S.Jackson, S.Jackson Games. Prezzo dell'edizione base: sui 20 euri, ma consiglio acquisto almeno di edizione base + un paio di espansioni. E si arriva sui 50. Ovviamente da dividere in quanti di voi vogliano acquistarlo. Perchè? Perchè è fatto per chi è cresciuto con D&D e immagina ancora quei dungeon pieni di mostri che il master gli piazzava davanti. Mostri strani, ma quelli che troverete qui sono ancora più strani. E con le vostre armi decisamente idiote riuscirete ad arrivare al decimo livello. Un gioco dove succederà quello che accadeva in tutti i dungeon: odio viscerale tra i componenti della compagnia, ma stavolta è concesso, anzi apprezzato. Esistono versioni per tutti i gusti: fantascienza, supereroi, arti marziali, fatine e gnometti, pirati e così via.

Per chi ama le avventure in bici: "La mia prima bicicletta", ed. ediciclo. Perchè? Per far sorridere e sognare gli affezionati della due ruote e per fare una buona azione per i bambini africani che si devono recare a scuola in bici.(suggerita da Sc)

Per vostra madre che dice che buttate i soldi su questi fumetti del cavolo: dategli ragione. Non ha prezzo, sia per voi che per lei. E poi correte a comprarvi ciò che volete.

Per vostro padre che rimpiange i tempi passati: un calendario di una qualsiasi gnocca. Non si legge, e dura tanto. Sicuramente poi lo ritroverete più felice.

Per la nonna che non capisce niente di computer: una linea wi-fi. Così almeno ora avrete un motivo per andare a casa sua. Ovviamente col portatile.

Per il buzurro che vi dice che i fumetti e i libri sono da sfigati: fateglielo credere. E poi ricordategli il conto di in banca di Stephen King.

Per il sottoscritto che si è sobbarcato questa faticaccia: un commentuccio entusiasta, non farebbe male. Chiedo scusa ma avrei voluto farlo più grande solo che or ora, non mi sovvengono altre categorie. Se avete suggerimenti e critiche varie, è giunto il momento di farle. Buona ricerca regalesca.