Sabato. E' sempre difficile scrivere qualcosa di sensato al sabato. Per questo blog anche nel resto della settimana ma il sabato è pesante. Il sabato è sfiancante. Ma non più della domenica. Quella ricerca forsennata del divertimento, cosa che accade anche di sabato sera, che se poi quando lunedì torni a lavoro e non hai storie da raccontare, non sei nessuno. O forse hai capito come escluderti dalla massa prima che essa ti faccia troppi danni.
Ma fa niente. Andiamo oltre.
E' sempre difficile scrivere di sabato, ho detto, e l'ho pure ripetuto. Quindi oggi lascio che a parlare sia la musica, quella bella, ed io vedo di pigliarmela ancora di ferie.
Questo è il nuovo singolo dei Baustelle. In attesa dell'album che uscirà a fine Gennaio. Sarà un successo? Credo di sì. Li andrò a vedere dal vivo? A teatro no (più di 30 euro di biglietto si spendono solo per gli Elii). Ritorneranno a fare concerti con un pubblico di venti persone come accaduto a Macchiagòdena? Credo di no. E credo che per loro sia meglio così. Soprattutto da ora che Bianconi sembra persino essere intonato. Che progressi!
Nei tramonti dentro
gli occhi tuoi
e lungo i viali
di Parigi o di Los Angeles
ritrovo il mondo,
nei fiori di campo
e nei passeri se nevica,
li vedo campare
senza niente da mangiare
osservo Dio, lo lascio fare.
Certe notti da nevrastenia
da soffocare
apro la finestra
e volo via
si fa per dire
Come la ginestra
nata sulla pietra lavica
mi vedo lottare
come mosca nel bicchiere
eppure Dio, lo lascio fare
La morte non esiste più
non parla più
non vende più
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni
e le parole.
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano
a lasciarle stese al sole.
Stringimi le mani,
non è niente,
che la guerra passerà.
Certi inverni freddi
certi guai
mi fan paura,
prego nel restare
ancora qui
mi illudo ancora.
Poi improvvisamente
arrivi tu
sorridi e penso che
non ho più timore
lascio correre
il dolore
non c’è più
e niente muore
baby
La morte non esiste più
non parla più
non vende più
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni
e le parole.
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano a lasciarle stese al sole.
Credimi,
morire non è niente
se l’angoscia se ne va!
La morte non esiste più
non compra più
non vende più
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni
e le parole.
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano a lasciarle stese al sole.
Parlami d’amore,
nonostante la stagione che verrà.
La recente notizia della partecipazione di Elio e Le Storie Tese al prossimo Festival, quando tutti i membri della band si avvicinano alla cinquantina, è qualcosa di stupendo. I ragazzi, perchè loro sono sempre "ragazzi", sono carichi e forti e portare ben due canzoni sul luogo del delitto a sedici anni da quel tragico 1996, è qualcosa di entusiasmante per chi è fan del simpatico complessino e per chi dirà, ancora, "ma questi che fine avevano fatto?" o "ma chi sono questi".
Insieme a queste due categorie di gente che non sa non conosce ora se ne aggiunge un'altra. I "tanto sono lì sono perchè fanno i talent". Elio facendo X-Factor è diventato popolare. Se invece continuava ad andare dalla Dandini era di nicchia. Dello stesso discorso Lillo & Greg ora sono popolari e venduti perchè hanno fatto un film di Natale con De Sica (che non dovrebbe essere un cinepanettone old style, forse quest'anno "merita" più questo termine il film de I Soliti Idioti), invece di continuare a fare programmini notturni su Rai2 ogni morte di Papa.
E' così. La gente deve parlare pur non sapendo. Non sapendo che Elio e company hanno un programma radiofonico da quasi venti anni su Radio Deejay. E nessuno ha mai detto che è stato merito di ciò la loro partecipazione nel 1996.
Non sapendo che da quel Sanremo hanno prodotto altri cinque dischi di inediti e tre raccolte. Non sapendo che hanno fondato una casa discografica loro (che produce anche altri artisti). Non conoscendo i libri che quasi ogni membro del gruppo ha scritto. Non conoscendo le pubblicità che hanno fatto. E considerando solo Elio a X-Factor.
Non sapendo che poi, a X-Factor, c'era anche Paola Folli. Ormai membro ufficiale del simpatico complesso. Se dobbiamo accusare facciamo nel modo giusto.
Ma a loro non interessa niente di queste piccole polemiche da baretto. Loro hanno 'sto cavolo di cd nuovo in programma che credo ormai uscirà entro Sanremo. Hanno una canzone nuova in uscita ora che si intitola "La fine del mondo" e che io, da fava, ho già scaricato dal loro sito. E hanno fatto una canzone di Natale con Abatantuono, sotto contratto con la Vodafone, che gli ha dato quel pacco di soldi che Radio Deejay ultimamente non gli donava più.
E loro li hanno presi. Ne è uscita fuori una canzuncella orecchiabile. Ma Baffo Natale è anni luce lontana.
E senza dimenticare che ci sarà anche Daniele Silvestri a Sanremo. Già pregusto i tour di entrambi in questo stupendo 2013!
Non ho mai fatto un trasloco in vita. Mai. O perlomeno so che l'ho fatto ma avevo al massimo tre anni e non ricordo niente, non ho la minima idea di cosa sia stato e di come si pianifichi e si può notare, in questi giorni, come è facile capire che non so dove mettere le mani.
Sia chiaro, so che mi rendo utile in qualche modo, ma è difficile capire le priorità di inserimento negli scatoloni, il senso di imballaggio, il tipo di scotch necessario a non far cadere tutto, la scelta del cartone da "recuperare" per strada, il tempo soprattutto, sia quello atmosferico che quello materiale, che manca sempre. Che poi stai sicuro che o farà caldo, o pioverà, o qualcos'altro si metterà di traverso.
Perchè il trasloco, per principio, deve essere una fatica immensa. Non oso immaginare chi lavora nel ramo.
E da qualche giorno anche io ormai ci sono dentro, anche se non riguarda la mia casa (per fortuna), anche se non riguarda un mio trasferimento imminente (doppia fortuna). Tanto lo so che se un giorno, breve o lontano che sia, mi dovrò spostare sarà un'estrema fatica non per portare via i vestiti o qualsiasi altra cosa essenziale alla vita di un giovane umano, ma i fumetti. Pacchi e pacchi di fumetti. Minimo una ventina ne serviranno. Per fortuna, anche qui, non andrò tanto lontano (quindi tanti soldi risparmiati per il noleggio del furgone!).
La gelateria si sposta e va' altrove. E mettere tutto apposto sta diventando sempre più una scommessa. Figuriamoci le fasi di trasporto che, fino ad adesso, sono state abbastanza agevoli ma il peggio dovrà ancora arrivare. Per quel giorno il meteo premetterà burrasca, o un agosto improvvisato, solo per darci fastidio.
Ed io, solo ora, e dopo quasi due anni dal primo ascolto, finalmente capisco questa canzone.
Here is your picture, take it away
I might be happy some day
and just in case you come around
I'm gonna change the sound
I'm gonna change the sound
Sarà successo pure a te sicuramente di ritrovarti
affaccendata in un trasloco che era iniziato forse
superficialmente e che immancabilmente poi
si è complicato, poco a poco
Avrai raccolto qualche foto spensieratamente
assecondandone il ricordo come fosse un gioco
per ritrovarti persa disperatamente
a maledire sia la foto sia il trasloco.
Ci sono scatole che sembra si rifiutino
di contenere anche lo stretto necessario e
l'inventario che credevi facilissimo ora è un calvario
e mette in crisi sia l'umore e sia lo scopo
Quindi perdona, ancora non so, quando mi piazzo
telefonerò per adesso forse piango ancora un pò
chi parte crede che basti lo scotch ma non
chiude un granchè, no magari provo in America
In America non so, I'm gonna change my world
so here is your picture take it away, I might be
happy some day and just in case you come around
I'm gonna change the sound
I'm gonna change the sound
I simpatici problemi tecnici di cui parlavo in codesto post non sono ancora stati risolti, ma inserisco almeno qualcosa sul blog che mi fa male non vederlo aggiornato per così tanto tempo. Ovviamente sto parlando di una canzoncina e per l'esattezza di una di quelle del simpatico complessino che ben pochi conoscono, o fanno finta di non conoscere. Per il resto, per aumentare un po' il brodo, posso elencarvi il contenuto della mia agenda per la prossima settimana:
Venerdì: Forse vado a Taranto per gli Elii. Sabato: Se ritorno da Taranto vado dritto dritto in clinica per ricovero.
Sì. E' molto impegnata, come ogni santissima settimana da quando è caduto quel meteorite sul pianeta Namek. Ma so che voi non ne sapete niente perchè questi assurdi telegiornali italiani comandati dalla Casta falsano le notizie. Per fortuna un comico che non sa niente di politica ci salverà.
Anche se io avrei preferito Iron-Man.
Dieci baronetti come te si trovarono un giorno convocati da Bob Dylan, il quale disse loro: "Che ne dite di formare un complesso e di chiamarci Bob Dylan?". Prese la parola John, disse: "Non ti seguirò. Presto, Ringo, Paul e George, costituiamo i Beatles. Presto, Ringo, Paul e George, cantiamo Yesterday". Charlie, Bill, Ron, Keith, Mick, Mick e Brian accettaron di buon grado di suonare nei Bob Dylan: "Presto, accompagniamo il cantautore che farà molto scalpore con canzoni impegnate!". Era già il '63, John cantava Penny Lane e sei ricchissimi incapaci abbandonarono Bob Dylan, che compose per ripicca "Like a Rolling Stones". Lallallà, lallallà, lalà, Beatles e Rolling Stones, quanta felicità. Lallallà, lallallà, lalà, Beatles e Rolling Stones, quanta rivalità. Dopo questi fatti, Mick si comprò una penna bic. "Evvedi che successo che stanno riscuotendo questi Beatles! Evvedi che vado a farmi una puntura e scrivo Lady Jane". Lallallà, lallallà, lalà, Beatles e Rolling Stones, quanta felicità. Lallallà, lallallà, lalà, Beatles e Rolling Stones, grandi rivali. Ticket to Ride, Jumpin'Jack Flash, From Me to You, Satisfaction, poi un giorno pam, e let it be non più.
Ieri è andata bene no? Facciamo che ne parliamo poco, per scaramanzia, quest'anno. Facciamo che faccio l'ottimista in modo pacato, quasi invisibile, facciamo che la butto lì ogni tanto ma non ci faccio post su post analizzando tutto quello che è possibile analizzare in qualsiasi risultato. Soprattutto in quelli brutti.
Due anni fa è andata di schifo, tre anni fa pure, quattro anni fa così così, sei anni fa meravigliosamente. Non so come andrà ma le premesse potrebbero essere buone. E non mi sbilancio.
Lunedì musicale con canzone nuovissimisso. Buon inizio settimana. Io aspetto giovedì con trepidazione. Intervellata da un match di calciotto ed uno di calcetto. Quando si dice essere sportivi, d'altronde...
Domenica sera. Il tempo fuori è un insieme di caldo e freddo che non permette di capire cosa indossare e per quanto tempo. Tira vento, ritorna il caldo, si annuvola il cielo, scende la notte. Piano piano il sole scompare per andare altrove, a svegliare altra gente a iniziare altre giornate. Questa, da noi, sta per finire, concludersi, estinguersi. Poche ore mancano alla mezzanotte, tante ore mancano all'avvento del giorno nuovo, un lunedì diverso, almeno per il sottoscritto, spero molto bello.
I minuti passano e le dita si poggiano sui tasti nella speranza di salvare pensieri considerevoli o almeno fugaci rappresentazioni di vita vissuta in un battito di ciglia o in un applauso. Il tempo scorre ancora e penso ad un numero mentre Rufus Wainwright canta in sottofondo una canzone che mi scalda il cuore e mi provoca, sempre e dico sempre, un principio di pianto di commozione.
Il numero è il 39. Come i mesi che si festeggiano oggi in lieta compagnia della mia piccola. La poesia che segue è il solito omaggio alla sua bellezza e alla sua persona. La canzone è Halleluja che inserisco in coda al post completa di testo. Buona serata a tutti. E non vi dimenticate che la vita è bella.
La normalità. E' quello a cui ambisco quando ti guardo studiare e poi arrossisco. Notare i tuoi pensieri prendere forma nell'aria, dotarli di certezze e farli diventare reali. E mentre ti arrabbi per un risultato sbagliato un futuro immagino da uomo fortunato.
Eppure mi sconvolgi ogni giorno che passa, ti guardo stupito immaginandoti diversa ma è un'idea fallata: sei sempre la stessa.
Dolce in ogni tuo gesto, forte a dispetto di ogni difetto, timida quando basta ritmata come mare mosso e bella a più non posso.
I've heard there was a secret chord
That David played, and it pleased the Lord
But you don't really care for music, do you?
It goes like this, the fourth, the fifth
The minor fall, the major lift
The baffled king composing Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrew you
She tied you to a kitchen chair
She broke your throne, she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Maybe I've been here before
I know this room, I've walked this floor
I used to live alone before I knew you
I've seen your flag on the marble arch
Love is not a victory march
It's a cold and it's a broken Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
There was a time you let me know
What's real and going on below
But now you never show it to me, do you?
And remember when I moved in you?
The holy dark was moving too
And every breath we drew was Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Maybe there's a God above
And all I ever learned from love
Was how to shoot at someone who outdrew you
It's not a cry you can hear at night
It's not somebody who's seen the light
Its a cold and its a broken Hallelujah
Oggi è un giorno gioioso e gli uccellini cinguettano. Giusto? Sicuri? Io non ne sarei così d'accordo. Dal buio della mia stanzetta condivido un dolore alle gambe atroce contemporaneamente al mio cane e, insieme, ci domandiamo perchè ci siamo svegliati. Io lo so: per dover necessariamente vivere e fare qualcosa di costruttivo(dato che ho un tizio che aspetta una sceneggiatura, povero illuso), ma questo non vale per la mia cagnolina che mi ha guardato con altezzosità e si è girata a ronfare dall'altra parte. Oggi è un giorno gioioso e gli uccellini cinguettano perchè è festa comandata. E si sa bene che al mondo, le feste comandate, piacciono. A me piacerebbe, invece, che non ci fossero più. Sinceramente.
Mi spiego meglio: sarei entusiasta se festeggiassimo cose inaspettate, non festività già decise dal calendario e dai luoghi comuni. Sarei felice di esultare per la "Festa della fratellanza" che sancisce la guerra tra istraeliani e palestinesi, o per la "Festa della distruzione" quando si distruggeranno tutte le testate nucleari, o una "Festa della liberazione" dalle enormi dittature che ci sono in tutto il mondo. O magari, ma questa è proprio impossibile, la "Festa dell'onestà", in questo Paese in cui vivo. Dove magari tutti pagano le tasse e non cercano di fare i furbi.
Poi ci sarebbero la "Festa dell'abbandono abusivo" indove i parcheggiatori non autorizzati capiscono finalmente che stanno praticando un'estorsione. La "Festa del pentimento", dove mafiosi e politici si recano di loro spontanea volontà in prigione per restarci per sempre. O anche la "Festa dei Fumetti", una giornata nazionale, o una settimana, in cui invitare il popolo italico a regalare un fumetto ai propri amici per cercare di attaccargli la passione.
Sono idee di un individuo che ha poco a cui pensare, sia chiaro. E dato che oggi è pur sempre una giornata gioiosa dove le palombelle cantano vi lascio anche io con una canzoncina di un autore che a me, personalmente ma l'avrete ormai capito, piace tantissimo. Buon ascolto. E pensate che quello è veramente il nostro Paese.
La grandezza di questo paese
non è più nelle piazze, non è nelle chiese
Non è Roma di marmi, fontane e potere
Né Milano tradita da chi se la beve.
Non è Genova o Taranto, signore del mare.
Non è Napoli e questo è persino più grave.
Non è più divertente tirare a campare
soprattutto non è originale.
La fortuna di questo paese
non è più degli artisti
non è delle imprese
Non c'è nei discorsi di chi vado a votare
se grandezza ce n'è non si riesce a vedere
così hai voglia a cercarla tra i mille canali
sia su quelli analogici che sui digitali
ma non serve aumentare la definizione
per vedere più grande un coglione.
Nella foto: il papà che tutti noi vorremmo avere: barbuto, puttaniere, simpatico e bevitore. Ne conosco uno molto ma molto simile. E non scherzo.
Il signor Adriano è sempre stato un mito per il sottoscritto. Prima con le canzoni, nell'infanzia, poi con i film nell'adolescenza. Poi anche con qualche programma televisivo quando sono cresciuto. Di sicuro non sono d'accordo con tutto quello che ha da dire, ma quando canta mi sciolgo e mi spinge alla speranza. Non so come faccia ma è sempre stato così. E con il nuovo cd ho trovato molte canzoni orecchiabili, alcune bellissime, una che mi è entrata in testa e che canticchio ogni giorno (La cumbia di chi cambia) e una che è la vera Celentanesca pura. Questa canzone è un omaggio alle donne. Lo dovevo fare ieri ma io sono un tipo alternativo, tipo come quelli che bevono le lattine di coca cola senza il bicchiere ma direttamente dalla lattina.
Il video sta sopra, il testo sta sotto. Come sempre.
Anna parte al mattino dal primo binario
al solito orario
Anna dice buongiorno al padrone
per educazione,
e mentre lavora da buona impiegata
non fiata,
Anna rischia di brutto la noia
che prende alla gola
ma Anna non pensa, lavora…
e infatti nulla c’è da pensare
mai niente di nuovo da fare
mai niente che vale.
Anna torna la sera alla solita ora
lei fa tutto secondo il modello conforme, poi
dorme…
Ma non è sempre dolce dormire
è un modo di dire…
c’è il problema di un sogno
che non si decide a morire: la vita che cambia sapore
perché così si muore. Anna non si accontenta del sabato sera
di un salto in balera,
Anna cerca la prova del nove
però non sa dove…
o forse l’amore la via d’uscita
la vita,
queste cose le ha lette nei libri di grande
successo
che sente ripetere spesso
da quelli che ti leggono la mano
che solo l’amore è sicuro…
chissà poi se è vero? Anna mette la sveglia e riparte da zero
Altalena di andata e ritorno da un secolo
intero,
dal primo binario e senza scordare l’orario
come repliche di uno spettacolo da oratorio…
Anna cambia le scarpe il vestito… fa gesti di
rito
Anna… all’infinito…
e l’amore è già una mania
un’altra bugia…
e allora l’amore è la via d’uscita
l’amore, la vita
e Anna va su mentre il blu si avvicina
dove l’aria è più pura
e la storia cammina
Oggi ho dormito cinque ore per accompagnare la mia lei ad un esame. Poi codesto esame non si è più svolto, almeno per lei ed un altra ventina di ragazzi, perchè la professoressa aveva altri impegni. Solo a me 'sta cosa mi sembra lievemente strana? Capisco rispettare i professori, cosa che deve sempre accadere, ma in questo caso bisognerebbe rispettare anche gli studenti. Primo: arrivando in orario quando si da una data, un luogo, un'ora precisa. Secondo: rimanendo fino alla fine del proprio compito. Siamo italiani, troppo certe volte.
Mi sono caricato di caffeina ma non è servito granchè. Alle ore 17, dopo aver concluso il primo volume de La Torre Nera, sono crollato. Ho sognato cose strane, non ricordo affatto.
Da oggi sono in "ferie" per quasi tre settimane. Ho pensato a poche cose che scaturiranno da ciò. Primo: il mio pizzetto arriverà ai fasti di un tempo. Secondo: potrei fare il censimento fumettesco che volevo sempre fare e che, per vari motivi, rimandavo. Terzo: scrivere. Quarto: capire dove mettere il blocco di fumetti Marvel che arriverà a casa mia. Molto probabilmente sarà immagazzinato altrove.
In tutto ciò oggi, mentre andavo a riscuotere la prima vincita di questo 2012(nel 2011 non ne ho vinto una), stavo rischiando, insieme alla mia pulzella, di volarmene via col vento. Ritornando poi a casa ho sentito la pioggia, mi son acceccato con il sole, ho visto un arcobaleno. Tutti e tre contemporaneamente. Una cosa così bella che dovevo per forza inserire questa canzone sul blog, che da un senso a tutto ciò sia accaduto oggi. Anche solo per un attimo.
Certe volte anche io vorrei sentirmi un tramonto di sera.
Io son partito poi così d'improvviso
che non ho avuto il tempo di salutare
istante breve ma ancora più breve
se c'è una luce che trafigge il tuo cuore
L'arcobaleno è il mio messaggio d'amore
può darsi un giorno ti riesca a toccare
con i colori si può cancellare
il più avvilente e desolante squallore
Son diventato se il tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vivrò dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso
Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire
Son diventato se il tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vivrò dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire
Domenica. Il sugo conto per ben quattro ore sta gorgogliando nel mio stomaco insieme agli gnocchi. I piccoli agglomerati di patate si incontrano con la carne e commentano le ultime novità prima di essere digeriti. La notizia che sconvolge tutti i presenti è sempre la stessa, in queste occasioni: il tizio che li ha ingurgitati sta per abbioccarsi e non deve farlo. Sono le 14 e 30, la Juventus inizierà tra tenta minuti, leggere porterebbe solo a più sonno e scrivere per il blog è qualcosa di lontanamente improbabile. Quindi che fare? Bisogna tenersi occupati. Cercare un video sul tubo(appena rimodernato, era ora), e postarlo sul luogo virtuale di cui sopra per dire che anche oggi, nonostante digestione e abbioccamento, il caro autore è riuscito a mettere qualcosa su quel luogo che lui considera casa. Unto di sugo sulla canottiera come un muratore a mezzodì.
Dopo questa prefazione potete sentire la canzone che vedete sopra nel video. Vi avverto che a quei tempi, i quattro ominidi, erano leggermente stra-fumati. Sennò non si spiega come mai abbiano partorito tutto ciò. Ed è per questo che la droga, quella buona e non pesante, fa bene alla musica.
I am he as you are he
as you are me
and we are all together
See how they run like pigs from a gun
see how they fly
I'm crying
Sitting on a cornflake
Waiting for the van to come
Corporation teashirt, stupid bloody tuesday
man you been a naughty boy
you let your face grow long
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob
Mister city policeman sitting
pretty little policeman in a row
See how they fly like Lucy in the sky
see how they run
I'm crying - I'm crying, I'm crying - I'm crying
Yellow matter custard
dripping from a dead dogs eye
Crabalocker fishwife pornographic priestess
boy you been a naughty girl
you let your knickers down
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob
Sitting in an English garden waiting for the sun,
if the sun don't come you get a tan from
standing in the English rain
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob
Expert texpert choking smokers
don't you think the joker laughs at you?
Ho ho ho hi hi hi ha ha ha!
See how they smile like pigs in a sty
see how they snied
I'm crying
Semolina pilchard
climbing up the Eiffel tower
Elementry penguin singing Hare Krishna
Man you should have seen them
kicking Edgar Allen Poe
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob
(Che poi è una delle canzoni che mi piace più cantare a Band Hero.)
Oggi non dovevo essere qui, davanti a questo computer, nella mia casa, a quest'ora. Non dovevo essere qui ma a tutt'altra parte, a tutt'altro luogo e a fare tutt'altre cose. Forse, in questo preciso istante, ero ancora in viaggio magari imbottigliato nel traffico ma di sicuro dovevo partecipare a qualcosa a cui non mi sarebbe dispiaciuto esserci. E domani vi dirò di che cosa parlo e del rospetto che in ho in gola da tirare fuori.
Oggi vi faccio sentire, come non accadeva da tempo, una canzone di un gruppo campano. "Foja" si chiamano. Sono gli ospiti della zeresima edizione del Salerno Comicon(gli organizzatori dicono che è tutta una prova, spero positiva) che credo non riuscirò a vedere dato che il loro concerto inizierà sicuramente ad orari notturni e noi ci si andrà molto probabilmente in treno. Buon ascolto. Sotto inserisco il testo come mio solito.
Astrigneme cchiù fforte
e dimme ca nun ce perdimmo maje
ma chesta notte no
niente bugie
'a chesta vocca mia
Si nun sacce cchiù cuntà
coccose ca nun va'
è fforse perchè 'o mare
te aspetta
e 'ncuorpe a me è tempesta
'E vvote ce cercamme pe' ssempe
e ce perdimme dint' 'a nniente
A' ciorta gira comme o' viento
e nun ce lasse maje sta quiete
comme me ne jesse aret'
Aspettame dint' 'e suonne doce
ca ce verimmo llà
Luntano pe 'na notte 'e rena
vicino e chine 'e pena
Je provo a nun pensà
ma tu staje sempe 'ccà
'Nu sciore s' è purtato 'stu viento
e a me nun resta niente
'E vvote ce cercamme pe' ssempe
e ce perdimm dint' 'a nniente
A' ciorta gira comme o' viento
e nun ce lasse maje sta quieto
I che genij e me ne ì aret
e nun ce lasse maje sta quieto
comme me ne jesse aret'
(Senza pensarci questa settimana ho fatto sette post in sette giorni. Diamo una parvenza di serietà a questo blog, quanto vedo.)
La giornata è fredda, e ciò non può che procurarmi piacere, e il pomeriggio si preannuncia ricco di giochi, di amici e di buona musica. Questo è il bello dell'autunno, l'ho sempre detto, rimanere in casa con chi vuoi bene e divertirti senza bisogno di nient'altro che un gioco di società, un paio di mazzetti di Magic, una Xbox e una chitarra controller. Oggi, quindi, mi sento in dovere di festeggiare questa giornata di fresco autunnale, che già da domani ri-scomparirà di nuovo, e lo faccio con una canzone e un video che sono anche un omaggio al signor John che oggi compie 71 anni. Ho detto "compie" perchè è ancora vivo, forse più di Elvis, lui non morirà mai.
E voi? Uscite fuori a giocare insieme a Prudence?
Dear Prudence, won't you come out to play?
Dear Prudence, greet the brand new day
The sun is up, the sky is blue
It's beautiful and so are you
Dear Prudence, won't you come out to play?
Dear Prudence, open up your eyes
Dear Prudence, see the sunny skies
The wind is low, the birds will sing
That you are part of everything
Dear Prudence, won't you open up your eyes?
Look around round
Look around round round
Look around
Dear Prudence, let me see you smile
Dear Prudence, like a little child
The clouds will be a daisy chain
So let me see you smile again
Dear Prudence, won't you let me see you smile?
Dear Prudence, won't you come out to play?
Dear Prudence, greet the brand new day
The sun is up, the sky is blue
It's beautiful and so are you
Dear Prudence, won't you come out to play?
Settimana prossima verterà tutto su un solo tema. Aspettate e vedrete!
E' un caso strano che il primo concerto che vedo quest'anno è a Settembre. Sono strascichi dell'inizio anno che ho avuto e del lavoro che faccio che mi prende ovviamente le sere inoltrate. E il primo concerto, forse unico non so ma voglio ben sperare da qui a fine dicembre, di questo anno 2011 è stato quello di Daniele Silvestri e Pino Marino a CasertaVecchia di ieri sera.
Due parole su CasertaVecchia, per chi non la conoscesse. E' un borgo che si trova su Caserta(ma dai?) e che è meta di coppiette tutto l'anno per chi ha voglia di passeggiare in un posto che ricorda i paeselli di montagna e permette di avere una vista panoramica su buona parte del territorio casertano e dintorni. E nei giorni di bel tempo anche il mare in lontananza. Il borgo è un luogo fresco e romantico, oltre che pieno di storia che traspare da ogni mattonella o strada che si calpesta. E dopo la pubblicità alla fantastica CasertaVecchia fatto con il patrocinio dell'Assessorato al Turismo, vi posso finalmente parlare del concerto di ieri sera.
Sinceramente? Non sapevo minimamente chi era sto' Pino Marino. E' un tizio che fa canzoni, pensavo. E ci avevo azzeccato in qualche modo. E' un cantautore romano che ha scritto canzoni per un po' di gente e ha collaborato con Niccolò Fabi, Stefano di Battista, il Danielone e così via. Ero un po' deluso alla vista del cartellone, sia chiaro. Io sono ancora, cioè mi sento ancora, un giovanottone che ha voglia di saltare e cantare a squarciagola ai concerti e sinceramente stare seduto per tutta la durata dell'esibizione nella mia sediolina scomoda, non mi piaceva così tanto. Che poi questa era una data di Silvestri sì, ma non dello "Scotch Tour" che sta girando per tutta Italia, quella diciamo "normale" c'era Sabato prossimo a Napoli ma ho preferito scegliere il giorno meno problematico per assentarmi, insieme alla mia lei, da lavoro. E quindi siamo andati, un po' emozionati e un po' intristiti, almeno io, a visionare questo "Teatro Canzone" di cui si annunciava nel cartellone.
Che dire? Mi sbagliavo. A dirla tutta mi mancava alzarmi e dimenarmi, e infatti anche al Daniele non è piaciuto il pubblico seduto, ma è stato uno spettacolo bello, ma bello, ma così bello che non si riesce a definire quanto sia effettivamente bello. E' stato uno spettacolo brioso, curioso, poetico e politico. Quattro aggettivi che chi non era presente non può capire, e non può sorriderci sopra. E' stato uno spettacolo di quasi tre ore con due ore di "prove" e un'ora di concerto vero e proprio. In sintesi: in scena c'era un tavolo dove Pino, Daniele e tutta la band ogni tanto si sedevano ed ascoltavano i messaggi in segreteria di un certo Amilcare, forse l'organizzatore fittizio della loro serata. Insomma tutta la prima parte del concerto, le canzoni varie di Daniele e Pino, con abbondanza di quelle del Silvestri a discapito del compare di scena, erano una sorta di prova di scaletta decisa sulla base delle indicazioni sempre del fantomatico Amilcare. Che proima voleva uno spettacolo poetico, e ci sono stati molti punti poetici sia cantati che recitati, poi un po' brioso per il pubblico giovanie, poi politico perchè i precari sono sempre in agguato e poi curioso. Un concerto che è stato soprattutto divertente a dirla tutta. E l'ecletticità di tutti i componenti della band è qualcosa che, a me, ha sempre stupìto.
Io non sono mai, e poi mai, riuscito ad impararmi a suonare nemmeno un singolo strumento. E mi emoziono, e un po' invidio, chi lo sa fare, figuriamoci chi ne suona più di uno. Vedere il bassista al pianoforte o il percussionista allo stesso strumento, o vedere il pianista alla batteria fa capire come a certe persone la musica è completamente insita in se stessi. L'ecletticità della band, così come di Daniele che suonava la diamonica, è stata un altro degli elementi forti della serata. E' una cosa che, sinceramente, ho già visto sempre a teatro in un concerto degli Elio e le Storie Tese dell'anno scorso. In quell'occasione il simpatico complessivo si riuniva su delle sedie al centro palco e con strumenti di "fortuna", diciamo, faceva un medley delle loro canzoni. Gli strumenti erano appunto una diamonica, un triangolo, un flauto, dei bonghi minuscoli, un rullante e un ukulele. Ero emozionato lì e sono rimasto emozionato ieri sera quando ho apprezzato di nuovo una trovata del genere. Molto ma molto azzeccata.
La serata, come si è capito, mi è piaciuta alquanto. Daniele ha sfornato i suoi cavalli di battaglia quali "Occhi da orientale", "La Paranza", "Manifesto", "Le cose che abbiamo in comune", "Salirò"(sempre in versione stringata), "Testardo"(in quel frangente sembrava di essere alla sagra della porchetta di Ariccia e come ha detto Daniele stesso "ci siamo sfogati") e la leggendaria "Cohiba" sempre come conclusione. Poi ha cantato molti pezzi del suo ultimo cd quali "Le navi"(che mi fa sempre un po' inumidire gli occhi), "L'appello", "Sornione", "Ma che discorsi", "Precario il mondo", "Questo Paese". Anche un paio di pezzi che non sapevo quali "Strade di Francia" e uno che non so il titolo. Mi sono mancati "L'uomo col megafono", "L'autrostrada", "Hold me" e mille altre ma non posso che ritenermi soddisfatto dalla serata e dalle scelte in scaletta. Invece di Pino Marino sono state eseguite le canzoni "Lo strozzino", "L'alluvione del 43'", "Non ho lavoro" e un'altra, forse la prima o la seconda, che ho apprezzato tantissimo e che cercherò sicuramente. Il merito di questa serata è che mi ha permesso di conoscere un autore di cui non sapevo assolutamente l'esistenza, e di questo sono grato sia alla rassegna, sia a chi ha pensato a quest'esperimento che, forse mi ripeto, non è stato proposto in nessuna data quest'anno. E forse rimarrà solo uno spettacolo unico per molto tempo. Sinceramente spero di no. E desidererei tanto rivederlo in futuro. Come spero di farmi un concerto di Daniele alzato e saltellando. Dove non farò certamente felici quelli dietro al sottoscritto che si subiranno un tizio di due metri capellone che si sbatte a destra e a sinistra. Ma è musica, è passione, e niente e nessuno può fermare una canzone.
Conclusioni brevi.
-) Il Presidente della Provincia si è beccato fischi. Come era prevedibile. Un evento del genere, molto forte, come tutti gli altri del cartellone non si possono limitare a soli 500 posti. Ovviamente considerando anche le prime due file che erano degli amici di... e sono state rimaste vuote ieri sera.
-) Daniele lo trovo più in forma del concerto di due anni fa che vidi a Napoli. Lì sembrava che se tirasse un filo di vento se lo sarebbe portato. Ora ha messo un po' di carne.
-) Vorrei Jose a casa mia anche solo per svegliarmi con un sorriso. E pensa questo secondo me anche la mia lei.
-) Ho fatto una foto con Pino e una con Daniele. Carmen ovviamente ha puntato su Jose, ma forse è uscita male, porcaccia.
-) Quasi tre ore di concerto. Ma come direbbe il saggio: "Daniè, una monetina per questa serata che non può finire". Ma è purtroppo terminata.
-) La voglia di andare a Napoli e poi a Firenze e poi ovunque vada il Silvestri è enormemente alta, ma proibitiva.
-) Mi devo ascoltare i cd di Pino Marino, assolutamente. Quello che ho già ascoltato su youtube mi piace tanto.
-) Voglio saltellare ad un concerto, ma questa è una ripetizione.
-) Adoro sempre vedere i ggggiovani che saltano e si battono per un proprio ideale. Anche se è solo per urlare un "li mortacci tua" o con tutto il cuore intonare un "Venceremos".
-) Daniele è uscito fuori, a fine serata, dopo una mezz'oretta per fare foto e autografi. I bodyguard(dell'organizzazione) avevano intimato di lasciarlo andare ma lui le ha volute fare. Non eravamo centinaia di persone ad aspettare, d'accordo, ma quando un cantante è sempre ben disponibile per i suoi fan fa sempre piacere non solo ammirarlo come artista ma anche come persona.
-) Per voi un regalo: "L'alluvione del 43'" di Pino Marino.
Qui si vuole postare ma non ho, personalmente, un pc disponibile 24 ore al giorno. Indi rimando tutto a domani il post che volevo assolutamente fare, e che mi porterà via almeno una mezz'oretta, e vi lascio solo con una canzoncina che ho sentito un po' di volte mentre lavoro. Se passa il mio co-admin ditegli che lo odio dal profondo del mio cuore. Buon ascolto.
Cambiano i tempi ma io no resto sempre in bilico sopra le scimmie di cliché la giungla delle idee
Sere uno stop mi serve qui ho perso tutti i limiti e tu, tu sembri un cigno in un Ikea ti soffio via la polvere
Si salveranno in tanti ma noi no la nostra vita è un film sul panico un giorno nuovo un giorno arriverà ora resta tutto uguale, si congela
Prego per chi, per chi non sa questa vita è in debito ma i vecchi rancori non stanno qui cammino a piedi nudi
La nostra realtà finisce qua c'è gente a cui puoi venderla e Dio, Dio se ne frega degli eroi lui è una star della TV
Si salveranno in tanti ma noi no la nostra vita è un film sul panico un ora basterà per dirsi addio non mi serve un'altra possibilità
Non pioverà per sempre.. passerà l'erba qui è sempre verde ma il mondo che vuoi lo scegli tu
Si salveranno in tanti ma noi no la nostra vita è un film sul panico un giorno nuovo un giorno arriverà ora resta tutto uguale, si congela
Non posso non aggiornare il Blog oggi, dato che passerò i prossimi giorni tra matrimoni, feste di laurea, visite non per il sottoscritto dal veterinario, visite varie, festeggiamenti per il traguardo di due anni e mezzo di felice non fidanzamento ufficiale, e pure il lavoro và. Indi oggi metto una cosuccia semplice semplice prima di andare, appunto, a lavorare. Chi di voi conosce "How I Met Your Mother"? Tanti? Bene. Perchè questo è il primo video della meravigliosa Robin Sparkles, e se conoscete la serie so che siete entusiasti quanto il sottoscritto di rivederlo, se non la conoscete è arrivato il momento di visionarla. Per ore e ore. Indi si ripristina il lunedì musicale. Con una canzone eccezionale.
Tutti al centro commerciale, amici miei!
Let's go to the mall, everybody!
Come on Jessica, come on Tori,
Let's go to the mall, you won't be sorry
Put on your jelly bracelets
And your cool graffiti coat
At the mall, having fun is what it's all about
I haven't done my homework yet (That's OK!)
And you know how my parents get (Whatever!)
I don't care,'cause all my friends are gonna be there
Let's go to the mall today
There's this boy I like
Met him at the food court
He's got hair like Gretzky
And he does jumps on his skateboard
I hope he asks me out
Takes me to my favorite spot
It'll be just him and me
(But don't forget the robot)
Dad says I'm too young to date (Lame!)
But baby, I don't want to wait (Let's do it!)
That's OK, I'm going to rock your body anyway
I'm going to rock your body 'til Canada Day
Everybody come and play
Throw every last care away
Let's go to the mall today
I went to the mall with a couple of friends
I had a whole week's allowance to spend
I want hoop earrings and a Benetton shirt
We came here to shop and we came here to flirt
I turned around and who should I see
Prime Minister Brian Mulroney
He said, "Young lady, I don't approve."
So I had to get down and bust a crazy move
Hit it Fred, come on
Let's go to the mall
Let's go to the mall, everybody!
Everybody come and play
Throw every last care away
Let's go to the mall today
Everybody loves the mall!
Everybody come and play (Yeah!)
Throw every last care away (I love my hoop earrings!)
Let's go to the mall today
L'aggiornamento prolungato, sto notando, non mi è possibile. Un po' perchè lavoro di notte, e mi sento leggermente stanco la mattina successiva, un po' perchè gli orari, quelli di tempo libero, cerco di passarli più con la mia amata. Indi ogni tanto son costretto, non avendo un co-admin, a mettere qualche canzoncina come se fosse una sorta di sigla per la settimana che verrà. E dove vi prometto che posterò quasi tutti i giorni. Anzi, vi fò anche una specie di sommario settimanale così se non lo attuo potete accusarmi di essere un bugiardo, un mentitore e un orrendo paccaro. O mi chiamate, più semplicemente, "Dj Jurgen".
Martedì: Storia di Luttante Ah'Lighieri.
Mercoledì: Post mensile di ricerche.
Giovedì: "Perchè Dj non posta mai. Analisi e teorie della sua scomparsa sistematica da quasi tre anni e mezzo."
Venedì: Molto probabilmente niente, perchè sarò al Cavacon.
Sabato: Resoconto Cavacon.
Domenica: Lista di consigli utili per resistere alle domeniche senza calcio. E senza relativo Fantacalcio.
Ora mi son preso un impegno e intendo onorarlo. Almeno ci spero. Intanto vi lascio ad una canzone, sempre del Danielone Silvestri e sempre del suo ultimo cd, che a lungo andare mi ha fatto capire quanto amore c'era tra lui e la sua ex-moglie, e quanta tristezza può causare la fine di un rapporto. E' una meravigliosa ode all'essere legati a qualcuno che si preoccupa per noi, tanto da sgridarci.
Che paura che hai,
che paura che ho di te.
Tutto quello che fai
e che continui a difendere.
Sei vicino e distante,
non ti fidi di niente,
neanche di me.
Non funzionerà mai
se non funziona così com'è
e non migliorerai
se ti ostini ad attendere
come acqua stagnante
non c'è nessuna corrente
dentro di te
(e non ti puoi nascondere)
E complimenti mi hai convinto che l'amore non basta
e così non mi resta
che lasciarti stare
senza nessuno che ti giudica nessuno, intendo, che ti sgrida e si preoccupa.
Sarà senz'altro
tutto molto più leggero,
ma sei sicuro che sia meglio
per davvero?
Volevo esserti di peso,
perché dipendo da te.
E' che l'amore non basta
e tutto quello che resta di te
senza nessuno che mi giudica nessuno, intendo, che mi sgrida e si preoccupa.
sarà senz'altro
tutto molto più leggero
però non credo che sia meglio davvero.
Volevo esserti di peso.
Volevo esserti di peso.
Oggi ristabilisco il lunedì musicale perchè sinceramente non ce la faccio a scrivere. Il tempo è strano, è ritornato un pensiero che mi fa male e che riesco a dimenticare solo quando sto con lei o penso a tutt'altro, ovvero mentre lavoro. Ma si può notare quando sto male, quando mi estraneo dal discorso e quando purtroppo ora tutto ciò mi fa anche sentire male dal piano fisico. E quindi cerco constantamente di pensare ad altro. E i telefilm, i fumetti, lei, mi aiutano. E con loro anche la musica. Il nuovo cd del Danielone mi piace tanto, così tanto che vi metto una canzoncina tratta appunto da "S.c.o.t.c.h.". Buon ascolto.
Ci sono volte in cui lo so che pensi che sia matto che non apprezzo fino in fondo tutto ciò che ho e forse è vero, ma non sono mica soddisfatto anzi, scusa amore, io resto alzato ancora un po' Ho cominciato a 16 anni a non dormire molto e usare il tempo fino all'ultimo secondo che si può Persino adesso che al risveglio pago sempre il conto, ancora mi racconto che prima o poi riposerò. E' qualcosa che scorre nel sangue l'arsenale lirico dei sogni ma la notte paga in contanti il giorno si estingue è acqua che scorre è solo acqua che scorre E' tutto quello che succede quando il mondo è spento e forse è l'unico segreto che conserverò per me come la luce artificiale che mi porto dentro per congelare il tempo quando di tempo non ce n'è Ecco perchè quando mi guardi non ci sono io sto dormendo e giuro sogno anche se parlo con te Nella tua stanza il silenzio è di velluto io mi addormento, amore, e sogno anche per te E' qualcosa che scorre nel sangue l'arsenale liquido dei sogni ma la notte paga in contanti il giorno si estingue è acqua che scorre è solo acqua che scorre Se collassa questo cielo che ci veste per la festa di una strega di paese e di un cavaliere osceno è solo acqua che scorre è questa notte che corre è solo acqua che scorre è questa tempo che corre
Tutti noi ggggiovani abbiamo i nostri vizi, le nostre passioni, le nostre manìe, i nostri momenti di svago. Quelli in cui stiamo bene con il mondo, con la nostra ragazza che magari ci ha fatto arrabbiare, con il nostro capo antipatico, con il nostro ex migliore amico che ci vuole solo male, anche con quella tipa che ci ha fatto credere di voler stare con noi ma che alla fin fine si è poi scoperto essere tutto uno scherzo organizzato dal nostro peggior nemico, il tutto ciò alle elementari. Noi gggiovani abbiamo bisogno, quindi, di qualcosa con cui sfogarci, essere un po' noi stessi, o dimenticarci anche di essere noi stessi. Noi gggiovani abbiamo bisogno di Guitar Hero o Rock Band.
Indi, dato che tra poco andrò a lavoro per la quarta volta su quattro giorni, e dato che ne sono anche felice pure essendo un po' stanchino, e dato che non ho mai tempo per scrivere un bel post decente(o perlomeno contenente più di duecento parole messe in fila), ora vi beccate sta canzone che ho suonato un bel popò di volte ai giochi che vi ho sopra-indicato. E me ne vado a suonare un po' prima di andare a faticare.
Ascoltare Virgin Radio dalle 18 all'una(e passa) di notte porta a voler suonare uno strumento necessariamente. O almeno uno pseudo strumento.
Buon ascolto.
You show us everything you've got
You keep dancin' and the room gets hot
You drive us wild
We'll drive you crazy
You say you wanna go for a spin
Party's just begun, we'll let you in
You drive us wild
We'll drive you crazy
You keep on shoutin'
You keep on shoutin'
I wanna rock and roll all night
And party every day
I wanna rock and roll all night
And party every day
You keep saying you'll be mine for a while
You're lookin' fancy and I like your style
You drive us wild
We'll drive you crazy
You show us everything you've got
Baby, baby that's quite a lot
And you drive us wild
We'll drive you crazy
You keep on shoutin'
You keep on shoutin'
I wanna rock and roll all night
And party every day
I wanna rock and roll all night
And party every day
I wanna rock and roll all night
And party every day
I wanna rock and roll all night
And party every day
I wanna rock and roll all night
And party every day
I wanna rock and roll all night
And party every day
I wanna rock and roll all night
And party every day
I wanna rock and roll all night
And party every day
I wanna rock and roll all night
And party every day
I wanna rock and roll all night
And party every day
And party every day
E' lunedì, è da una settimana che si scrive ininterrottamente e gli accessi al Bloggo aumentano pian pianino, così tanto da prevedere ottime chicche per le ricerche del mese di Marzo. Comunque da domani sarà in vendita il nuovo cd di uno dei miei autori preferiti. Conto di prenderlo, perchè del signor Silvestri ci si può sempre fidare, e spero ardentemente di vederlo dal vivo in codest'anno. Per capire chi è e cosa propone, nel suo nuovo cd chiamato "S.C.O.T.C.H."(un acronimo che ogni fan sta interpretando a proprio modo, appena mi viene qualcosa ci provo anche io), vi linko due canzoni, non solo una, intitolate "Le Navi" e "Appello", prese paro paro da "Che tempo che fa", pure se Fazio me sta antipatico.
Inserisco il testo solo della prima. De "L'appello" purtroppo ancora non si trova. Appena lo troverò, lo posterò sicuramente.
Le Navi
Si salpino le navi, si levino le ancore e si gonfino le vele,
verrano giorni limpidi e dobbiamo approfittare
di questi venti gelidi
del grego e del maestrale, lasciamo che ci spingano
al di là di questo mare,
non c'è più niente per cui piangere e tornare.
Si perdano i rumori, presto si allontanino i ricordi e questi odori,
verranno giorni vergini e comunque giorni nuovi,
ci inventeremo regole e ci sceglieremo i nomi
e certo ci ritroveremo
a fare vecchi errori,
solo per scoprire di essere migliori.
Mentre tu,
intanto nel tempo che resta,
sei già qui
accanto e già molto diversa
e bellissima,
sei bellissima.
Lo so, chiedo scusa in anticipo, la promessa del "un post al giorno" è ridicola se la infarcisco di video. Ma è solo il primo di codesta settimana e sarà l'ultimo. E poi oggi sono molto occupato e questo è l'unico momento libero che avrò da ora fino a stasera(o stanotte), indi prendete ciò che vi passa il convento che in questo caso vede nella mia persona tutte e tre le figure di suora, novizia e madre superiora.
La canzone che vi posto è uno dei cavalli di battaglia di ognuno di noi, secondo me. Un pezzo che dà la carica e oggi, e nei prossimi due giorni, avrò bisogno di tutta la carica possibile. Mi sento forte ma avere un po' di musica, dalla propria parte, è sempre un fattore positivo. Se poi è questo meraviglioso pezzo dei Survivor, l'adrenalina e la voglia di fare aumentano in modo esponenziale tendente a più infinito. Buon ascolto.
Ps: Mi gaso troppo quando la suono a Rock Band.
Il testo è nel video, indi inserisco solo la traduzione.
Torno di nuovo sulla strada
Ho fatto il mio tempo, ho avuto le mie occasioni.
Sono stato lontano. Ora sono tornato sui miei passi
Solo un uomo con la sua voglia di sopravvivere.
Troppe volte succede cosi velocemente
Che tu in cambio di gloria svendi la tua passione
Non dimenticare mai i tuoi sogni del passato
Devi combattere per tenerli vivi.
E' l'occhio della tigre.
E' il fremito del combattimento
Che cresce per la sfida con il nostro rivale
E l'ultimo sopravvissuto
insegue la sua preda nella notte
E ci sta guardando tutti
con l'occhio della tigre
Faccia a faccia fuori nel caldo torrido
Tenendo duramente i morsi della fame
Loro evitano le avversità
Noi scendiamo in strada
Per uccidere abilmente per sopravvivere.
E' l'occhio della tigre.
E' il fremito del combattimento
Che cresce per la sfida con il nostro rivale
E l'ultimo sopravvissuto
insegue la sua preda nella notte
E ci sta guardando tutti
con l'occhio della tigre