venerdì 11 gennaio 2008

Squilibri mentali - parte prima

Mi sono comprato una macchina da scrivere, bella, antica, mi servono solo dei fogli di carta per farla funzionare. E poi posso vantarmi di essere uno scrittore in erba perfetto, ho tutto quello che può servire. Si. Tutto tutto. Tranne un’idea che mi faccia svoltare. Ma partiamo dal principio.

Sono Davide, ho 21 anni e sono un autentico vergognoso non lavoratore che vive a casa dei propri genitori e ciò influisce sul budget loro, anche se dopo un anno di “lavoro” qualcosa di soldi ho da parte e almeno i miei sfizi me li curo io. Perché non lavoro?

Perché sono un idiota forse, o perché non riesco a trovare il lavoro che sia affine alle mie capacità, spiego semplicemente in pochi punti(sennò le due persone che stavano leggendo sta cosa già hanno chiuso la pagina).

Io, me medesimo, vorrei fare lo scrittore. E fin qui tutto chiaro. Tutto semplice.

Ma come si diventa scrittore? Perché ci dovrei riuscire io non altra gente?

Mentre io sono qui che non faccio niente ci sono ragazzi che studiano e studiano per arrivare al mio stesso obiettivo. Per quale assurdo motivo dovrei vincere contro di loro?

E di questo me ne pento, ho scoperto tardi la mia ambizione e ora vorrei riuscire a farla fruttare…anche a costo di fare un libro come il simpatico “Moccia” e riempirmi di soldi e trovarmi così “tre metri sopra le banconote”? No, o ni almeno credo.

Io voglio essere scrittore perché alcuni mi dicono che scrivo bene(vabbè che mi dicono pure che canto bene ma a me sembra di essere sempre na campana che canta!) e mi incitano a continuare e certe volte penso che hanno ragione.

Scrivere bene significa dare tutta una serie di emozioni a chi legge, se il caro lettore ride, piange, si arrabbia, ha paura mentre legge un mio racconto significa che ho fatto centro…trasmetto emozioni, ho le giuste capacità per farlo, d’altronde questo dovremmo fare no?

La vita è una sola e il mio pensiero è sempre: “Fai quello che più ti piace”, giusto, perfetto. Volevo dirlo come prima cosa ma mi sono venute in mente molte eccezioni…Nessuno o almeno solo pochi riescono a fare il lavoro che più gli piace e questo non è giusto, non si possono sprecare anni e anni di vita andando magari in un posto che odi ogni giorno, ogni pomeriggio, ogni notte.

Ma purtroppo è così…

Chi sono io per avere più fortuna degli altri? Io ho fortuna, ho una famiglia, ho degli amici e il lavoro arriverà…

E poi ho quella macchina da scrivere, comprata ad un mercatino per pochi euro…un affare...un vero e grande affare, lì posso scrivere tutto ciò che mi passa per la testa perché questo è il bello dello scrittore…gli puoi togliere tutto ma la sua immaginazione è sempre ben protetta.

Anche purtroppo per questo non puoi dire ad uno scrittore di smettere di scrivere, è impossibile, il cervello immagina immagina e tu non puoi far altro che scrivere fino a che non ti senti svuotato dentro ma felice di essere riuscito a bloccare tutto su carta(o su file del computer).

Ora devo pensare ad andare avanti e a continuare la mia vita seguendo sto sogno che più passa il tempo e più mi sembra lontano, non so cosa ha fatto il simpatico “Moccia” per diventare famoso e pieno de soldi, ma credo che andrò a trovarlo per farmelo spiegare.

Oppure utilizzo l’altra cosa comprata al mercatino…

Non allo stesso mercatino di prima, ad uno notturno con molta meno gente…

Un oggetto che utilizzo una sola volta e poi fine…niente più immaginazione, niente più voglia di diventare quello che non sono…

Semplice e giusto mi sembra…

Quindi un saluto a tutti…mi chiamo Davide, ho 21 anni e sono, anzi ero uno scrittore…Sayonara!

BANG

3 commenti:

Anastasia ha detto...

"Scrivere bene significa dare tutta una serie di emozioni a chi legge.."..e tu ci riesciiiiiii...quindi sei uno scrittoreeeeee...coraggiuuuuu...ci vuole pazienzaa..tanta pazienza..e poiiiii ti troverò nelle librerie!:P ..lo spero con tutto il cuore..;D ..e te lo auguro!=)
un abbracciuuuuuuuuuuuuuu..
Anas*

"La vita è una sola e il mio pensiero è sempre: “Fai quello che più ti piace”, giusto, perfetto...

DjJurgen ha detto...

Come si fa a diventare scrittore?
Bella domanda, bellissima. Perché vorrei saperlo anche io. So solo che, in fondo, siamo tutti un po’ scrittori e che “lo scrittore”, in quanto figura che pubblica libri e riesce a guadagnare un botto di soldi, esiste solo perché ha due armi (anzi, facciamo tre) a sua disposizione: a) tenacia. b) fortuna. c) talento.
Metto il talento all’ultimo posto perché, come mi ha insegnato una volta un grande uomo (e non faccio il suo nome perché non ammetterò mai pubblicamente che Capitan Ambù è un grande uomo :P ), ciò che conta in questo settore non è tanto il talento. No, non il talento. Ma la tenacia. Lui l’ha chiamata così, ed io, in un primo momento incredulo, sono stato a rifletterci per un bel po’ di tempo, col risultato di ammettere che aveva proprio ragione. Perché, parliamoci chiaro, quanti di quelli che sanno scrivere davvero bene e hanno talento arrivano in fondo? Pochi. La maggior parte delle persone non sa nemmeno di avere a disposizione questo talento, tutti gli altri non hanno abbastanza forza da crederci perchè intorno a loro tutto sembra gridare: “basta, smettila, questa non è la tua strada”. E allora ha ragione Capitan Ambù, bisogna avere tenacia. Bisogna cacciare le palle, perché chi arriva fino in fondo molto spesso le ha cacciate, nonostante la sua ortografia e il suo stile narrativo siano peggiori di tanti altri che, ahinoi, non hanno raggiunto il successo.
Molto spesso, però, subentra un altro fattore fondamentale, in questo genere di cose: la fortuna. La fortuna di chi è riuscito a trovare qualcuno di importante che lo ascoltasse e leggesse le sue opere, la fortuna di essere al posto giusto al momento giusto, la fortuna di essere circondato da persone che lo incitano, giorno per giorno, a proseguire per questa strada. La fortuna di avere talento e di essere tenace, la fortuna di saper mirare dritto al proprio scopo e di inseguirlo come un proiettile preciso, infallibile e spietato.
Certo, che poi un requisito fondamentale sia anche il saper scrivere, avere sempre idee nuove e geniali, saper trasmettere emozioni e far appassionare il lettore, questo è indiscusso. Ma quanti di quelli che hanno questi requisiti non diventano scrittori affermati e quanti, viceversa, di quelli che NON hanno questi requisiti, ma soltanto tenacia e fortuna, hanno almeno la possibilità di pubblicare un libro???
Non c’è niente da fare, ci vogliono tenacia, fortuna e talento. Con il talento all’ultimo posto.
E allora sì, con queste caratteristiche si può diventare scrittori, di quelli che pubblicano libri e ci guadagnano anche un botto di soldi. La differenza tra uno scrittore professionista e un aspirante scrittore, almeno secondo me, è tutta qui.
Perché in fondo, come dicevo all’inizio, siamo tutti scrittori. Ognuno può scrivere per se stesso, per gli altri, per superare un piccolo momento difficile o per trasmettere un messaggio che ritiene importante. Lo scrittore è colui che, ancora prima di diventarlo, lo è nel profondo dell’animo; colui che non può fare a meno di scrivere, perché solo scrivendo riesce a trasmettere la sua vera essenza e a stare bene con se stesso e con gli altri; colui che scrive prima di tutto per sé, poi per l’altro.
Se poi agli altri piace quello che uno scrive, tanto di guadagnato. Ma se anche non dovesse piacere, lui continuerà a scrivere. Perché non scrive per loro, scrive per se stesso. Se poi qualcuno un giorno volesse pubblicare qualcosa scritto da lui perché pensa che il suo pensiero (e come lo esprime) è quantomeno esportabile, tanto di guadagnato. Ma se anche questo non dovesse succedere mai, lui continuerà a scrivere lo stesso. Perché, ancora una volta, scrive per se stesso. Per tutti è così. O, almeno, per tutti quelli che sono scrittori prima ancora di volerlo diventare.
Io sono con Davide, quando dice che uno deve diventare quello che vuole diventare, e che bisogna crederci sempre, fino in fondo. E allora niente pistola, niente BANG, perché significherebbe che hanno vinto loro, quelli che ci dicono di mollare, che fanno un lavoro che odiano ogni mattina, pomeriggio e sera, solo perché non hanno avuto la tenacia di volerci credere fino in fondo. Niente BANG perché siamo tutti scrittori, il problema è farlo sapere agli altri. Niente BANG, perché non si può mollare, non si deve. Niente BANG, solo macchina da scrivere. Tutto il resto è Federico Moccia!

Anonimo ha detto...

Clap Clap Clap

Il lutty una volta mi faceva ridere, ora mi fa commuovere.
E non è una critica....anzi!

Come dice giustamente Dj, la componente essenziale per un futuro scrittore (ma vale un po' per ogni cosa) è la tenacia. Non perderla, lutty: cura quella macchina da scrivere e datti da fare!

P.S.:complimenti per il blog... mi avete fatto accorgere di cose a cui non pensavo o non volevo pensare:è ora di darmi una mossa anca mi!
Max "che non capisce come si mette il nome" Brody

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