mercoledì 5 agosto 2009

Il cinema dei poveri...



Certe volte ti svegli la mattina e sai che, bene o male, quella è una giornata storta o magari la giornata perfetta. Certe volte sai che, dentro di te, cammini con una paura del mondo circostante o con una felicità, certe volte, esasperante. Certe volte succedono cose che non ti aspetti, che non metti in conto, neanche fosse il peggiore dei male o la miglior cosa ti potesse succedere. Certe volte ti ritrovi a stare male per un foglio di carta. Per un insieme di fogli di carta. Per un fumetto che, nel bene e nel male, ti ha accompagnato per sei lunghi anni della tua vita. Dall'adolescenza all'età "adulta". Sei anni che meritano. E sarebbe stato bello chiudere tutto un mese fa, come doveva succedere, ma così è ingiusto. Verso tutti gli autori, verso i disegnatori, verso i lettori che, come me, hanno seguito vizi e virtù di un uomo che da modesto impiegato è diventato la Morte e ha sconfitto il Grande Capo. Lunga vita a JD. Ci mancherai un casino. E forse anche di più.

Parlo per me ma non credo di essere l'unico.

GianLuigi Bonelli coniò l'espressione "il fumetto è il cinema di noi poveri", mai espressione fu così perfetta. Peccato che, ogni tanto, il cinema ci venga chiuso ingiustamente mentre eravamo nel bel mezzo della visione.

Ps: Per chi volesse saperne di più sulla chiusura di JD cliccate su questo link. E' il blog di Recchioni.

Ps2: Strano che, nel blog di due nerd fumettari, non esisteva ancora il tag "fumetti", ho aggiunto "nona arte" perchè di quello parliamo. Spero che al Diggi faccia piacere.

6 commenti:

Vittoria A. ha detto...

Mi dispiace, come e' potuto succedere?

DjJurgen ha detto...

Quando ho saputo la notizia della chiusura di John Doe, due giorni fa, ho dovuto combattere contro diversi pensieri che mi passavano per la testa in quel momento. Da un lato la mia antipatia per Recchioni e la delusione per una terza stagione non proprio esaltante, mi spingevano da un lato a considerare la notizia come una notizia positiva.
Ma poi mi sono messo a pensare, e ho capito che in tutto questo non c'è davvero nulla di buono. John Doe, con i suoi pregi e i suoi difetti, è diventato uno dei fumetti più amati e moderni del panorama italiano. E' uno dei pochi fumetti che ha saputo sperimentare, con coraggio e abilità; è uno dei pochi fumetti che è riuscito a strizzare l'occhio ai lettori fondendo citazioni, trovate popolari a temi importanti; è un fumetto che ci ha fatto scoprire (a noi e al mercato americano) dei grandissimi e freschissimi disegnatori (capitanati da un copertinista stratosferico qual è Massimo Carnevale). E' un fumetto che ha saputo rinnovare il mercato, cambiando in continuazione ma rimanendo sempre fedele a se stesso, in un'ottica che ha fatto del cambiamento il proprio cavallo di battaglia. E' un fumetto, e cosa non da poco, che trovava il consenso anche di chi fumetti non leggeva, di chi con i fumetti non aveva molto a che fare ma che, per un motivo o per un altro, trovava tra quelle pagine delle sensazioni e dei contenuti che pochi altri fumetti riuscivano a sprigionare in 94 tavole.
Ed è per tutti questi motivi, e per altri ancora, che la notizia della chiusura di John Doe non può che essere accolta con sorpresa e rammarico. E' una notizia che lascia senza parole, lasciando solo il tempo di alcune, importanti domande: come si può pensare che uno dei bonellidi più venduti e più apprezzati non abbia le cifre giuste per essere mantenuto in vita? Come può pensare, un editore, di voler chiudere una testata che ha riscosso da sempre un grande successo inserendosi, nonostante la sua giovane età, tra le grandi realtà del fumetto italiano?
Credo che la risposta a queste domande non sia così facile. Perchè rispondere sarebbe impossibile, se non illogico. Perchè, più di tutto, sarebbe preoccupante. Voler chiudere una testata come John Doe significa voler danneggiare il fumetto italiano, significa paragonare un mercato che ha delle logiche tutte sue ad un altro che vive di altre logiche e di altri numeri. Significa non credere nella forza del fumetto, degli autori e di tutto il mondo che si muove dietro un semplice albo di 94 tavole. Significa non credere nelle piccole produzioni (se qualcuno arriva a chiudere una produzione medio/grande come John Doe e l'Eura, non credo che per le piccole rimanga troppo spazio), non credere nei giovani e nella forza della sperimentazione che è propria di questo media.
Ed è per questo che la notizia della chiusura di John Doe, unita a quella di Trigger e, soprattutto, di Magico Vento, non può che sconfortarmi e farmi sperare che, in fondo in fondo, potrebbe essere tutta un enorme scherzo del Grande Capo per fermare finalmente il suo rivale.
Chissà se Recchioni e Bartoli ci avranno mai pensato, prima di decidere il finale della terza serie: dopo cavallette e disastri biblici di ogni forma, l'unico modo per fermare John Doe era quello di fargli affrontare un editore incompetente.

MaxBrody ha detto...

La chiusura di Magico Vento è stata voluta da Manfredi (che, in sostanza, era stufo del west), quindi è comprensibile (avrà un finale).

Trigger e John Doe, invece, sono due vergogne belle e buone. Sia per il modo molto poco "elegante" con cui gli autori sono stati trattati, sia per l'evidente incompetenza dell'Eura e per lo scarso rispetto per i lettori della StarComics (facciamo i nomi).

Sull'Eura spiega tutto Recchioni sul suo blog, e lì c'è poco da dire: è vera e propria incompetenza, nel non saper leggere i dati di vendita e non saper inquadrare nel modo giusto il settore-fumetto all'interno del mercato. Poi, per carità, tutto può essere, magari ai nuovi proprietari stava antipatico Recchioni o non capivano Carnevale e han reagito a modo loro, ma ne dubito. Entreremmo nella deficienza senile (e se non ricordo male, i nuovi proprietari sono "giovani").

Con Trigger si è scaduti nel grottesco. Si crea una miniserie, basata tutta sulla continuity e pubblicizzata come una vera e propria storia in 6 parti, e la si lascia monca delle ultime due (col n.5 già pronto). Così quelli che hanno acquistato i primi 4 numeri (poniamo:io) si trovano con una storia senza finale, per la quale hanno pure speso dei soldi.

Mah. Meno male che il fumetto italiano era in ripresa. Il prossimo che si lamenta di Bonelli si sciacqui la bocca.

Tyrrel ha detto...

Non ho mai letto John Doe (anche se l'idea alla base del fumetto m'incuriosisce, e non escludo che prima o poi, magari quando riuscirò a mettermi in pari con le mille mila cose da leggere, mi recupererò i primi albi per veder com'è), ma la notizia della sua chiusura, in questo modo, infastidisce e intristisce anche me. Sarei proprio curioso di sapere cos'è che sta passando per la testa dei tizi dell'Eura; perché qui si decide di chiudere improvvisamente e inaspettatamente una serie che non riscontrava il solo apprezzamento della critica (come avvenne al bello ma sfortunato MMMM-Mickey Mouse Mistery Magazine) ma pure del pubblico. Una roba del genere ha veramente dell'incomprensibile, e non so perché, ma ho la sensazione che presto o tardi in Eura avranno modo di pentirsi di questa scelta.

La sorte di Trigger è un'altra cosa che ha dell'assurdo; si è creata una "mini-serie" non di 12 albi (come Caravan) o addirittura di 18 (come Brad Barron, Demian, ...), ma di soli 6 albi, che, se non sto sbagliando io, consentiva quindi di rischiare davvero poco, e cosa fanno: la silurano 2 numeri prima della conclusione! Capisco che la Star non è la Bonelli, e che non ha gli stessi numeri, ma porca miseria in una serie nata fin dall'inizio per durare un certo tot. di albi un'interruzione di questo tipo è ancora più fastidiosa e inconcepibile per il lettore.

E se uniamo tutto questo con la notizia che l'"affaire scopiazzamento" delle Cronache del Mondo Emerso ha avuto come conseguenza che probabilmente in Panini ora ci andranno con i piedi di piombo prima di produrre una nuova serie italiana, sembra che veramente al peggio non ci sia fine per il fumetto italiano.
E quoto il buon Max: ci si pensi 5 volte prima di lamentarsi di Sergione Bonelli.

DjJurgen ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
DjJurgen ha detto...

Ovviamente sono d'accordo con voi nel dire che a questo punto guai a chi critica Bonelli!!! :D

p.s. ovviamente, neanche a farlo apposta, il primo numero della nuova stagione mi è piaciuto un sacco...e già stavo pregustando un ritorno in grande stile per John Doe!!! :(

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