mercoledì 30 giugno 2010

Semplicemente accade...



Non mi piacciono i "coccodrilli", non mi sono mai piaciuti. E questo non sarà uno di quelli. La morte di una persona, per quanto famosa che sia, è un evento che accade ogni santissimo giorno. E un operaio che cade dal pontile vale quanto un attore che si lancia col paracadute e colpisce terra molto più violentemente del normale. E' la vita. Ma soprattutto è la morte. Taricone era un recluso da Gf atipico, mandò leggermente a quel paese Costanzo e tutta la sua cricca di Buona Domenica per imparare un mestiere, e c'era riuscito. Ma non sto qui a parlare della sua vita, dei trascorsi e dei suoi pensieri, non lo conosco. Ho una visione solo del Taricone personaggio più che dell'uomo. La sola cosa che mi interessa è che ora c'è una ragazza ed una bambina che hanno perso un compagno e un padre. Una piccola bambina di sei anni. Che al confronto con una figlia di operaio potrà avere certamente una vita più agiata, un'esistenza più serena ma vive lo stesso dolore che vive una persona comune. Quella bambina ha perso un punto fondamentale della sua vita. Un padre non ritorna, qualcuno potrà sostituirlo ma perderà, quasi inevitabilmente, il confronto. E' un dolore che qualcuno vicino a me ha provato e che si porta dietro e si porterà dietro per decenni, è un dolore acuto, distruttivo, rovinoso. E' però la sensazione, per credenti o meno, che qualcuno da qualche parte, la proteggerà sempre.

Voglio ricordare il Taricone uomo con un video di Striscia. Ho il lieve sospetto che ha elargito fior fior di quattrini per quel posto. Anche un paio di mesi fa in un'intervista ne parlava. Chi è delle vicinanze e vuole un cane, che passi a Caserta. E' un buon modo per ricordare un individuo generoso, secondo me. Si capisce da come i cani gli passano accanto felici e cerchino il contatto con lui.

A chi può interessare, tempo fa scrissi una poesia su questo tipo di "abbandono". Basta cliccare qui.

lunedì 28 giugno 2010

Aggiungi un posto a TLALOC



"Ci sono personaggi del mondo dei fumetti che con quella faccia un pò così, quell'espressione un pò così che hanno loro che hanno visto il Messico..."

La citazione, che in realtà potrebbe ricordare vagamente una canzone di Paolo Conte, è in realtà la frase di apertura della presentazione di uno dei character più controversi nel panorama fumettistico dei personaggi esordienti.

Il resto della presentazione prosegue più o meno così: "Amato da ogni sceneggiatore che vede in lui il personaggio chiave della propria storia, odiato da ogni disegnatore che vede in lui dei gradini al posto delle orecchie e dei serpenti al posto degli occhi.."

Ricordo ancora quando feci leggere la presentazione al disegnatore in questione, un Daniele Di Nicuolo che, oltre a essere in forma come sempre, per quel giorno aveva deciso di essere in grande spolvero anche per quanto riguarda l'odio atavico verso la stirpe degli sceneggiatori. Poco importava che lo sceneggiatore in questione fossi io, quello che importava è che Daniele fosse l'uomo giusto al momento giusto. Perchè i suoi requisiti corrispondevano perfettamente a quanto richiesto nella presentazione del personaggio: "odiato da ogni disegnatore". Sapevo perfettamente che, ben presto, tutto l'odio per quel personaggio si sarebbe trasformato in amore. E poco tempo sarebbe passato dai primi studi del personaggio in cui sarebbero volati improperi a destra e a manca alle tavole in cui la matita di Daniele avrebbe convogliato tutto il suo amore inconscio per il nostro personaggio.

Perchè una cosa era sembrata subito chiara: quello non sarebbe stato un personaggio come tutti gli altri. Lui non è un uomo qualsiasi, lui è una divinità. Lui non è un dio di un pantheon qualsiasi, lui è un dio azteco. Lui non ha dei poteri banali e insignificanti, lui è il dio della fertilità e della pioggia. Lui è

TLALOC!!!

Un dio che tutti i contadini vorrebbero avere al proprio fianco. Un dio invocato da tutti i vigili del fuoco. Un dio che viene pregato in tutti i deserti e in tutte le calde e assolate giornate estive. Un dio che non è un semplice dio, ma molto di più.

Ricordo benissimo che, qualche giorno dopo aver presentato il personaggio a Daniele, Milano fu subissata da due settimane di pioggia ininterrotta. Nessuno sapeva spiegarsi il perchè. Ma io e Daniele avevamo capito subito. Si trattava di lui, di TLALOC. Il suo fascino era talmente forte da bucare le pagine del fumetto ed esplodere nella vita reale. Proprio quello che dovrebbe fare ogni fumetto.

E fu così che ebbe inizio l'avventura del nostro Tlaloc: una prima tavola di presentazione, diversi e accattivanti studi del personaggio (compreso un bellissimo "Tlaloc barbecue", in cui il nostro simpaticissimo dio organizzava un barbecue per conquistare tutte le dee del vicinato e boicottava i barbecue dei suoi rivali facendo cadere una fitta pioggia nei loro giardini) e diversi spin-off nelle serie di esordienza di maggior successo. E poi il grande passo: una mini-serie tutta sua. Solo così potremmo presentare il personaggio al pubblico e portarlo poi a rimanere scolpito nella memoria del pubblico. Seguirebbe una linea di action-figures, di magliette, una trilogia al cinema, un musical e una serie di videogiochi.

E' per questo, cari editori italiani, che io e Daniele vi offriamo la possibilità di rivolgervi a noi per l'acquisto delle nostre storie. Perchè vi vogliamo bene, e sappiamo quanto valga questo personaggio. Uno come Tlaloc non capita tutti i giorni, ed è bene che voi cogliate l'occasione al volo. Se volete avere tra le mani il personaggio che farà uscire il mondo del fumetto (e, nello specifico, la vostra casa editrice) dalla crisi, chiamate subito! Tlaloc è il dio che fa per voi! E Daniele e io, da bravi artigiani quali aspiriamo a essere, ci metteremo d'impegno per creare un fumetto genuino, fatto a mano, buono come una volta.
Parola di cercatori d'esordienza.

p.s. l'immagine è presa dal blog di Daniele, e si tratta di una vignetta dell'unica tavola esistente tuttora del nostro amato Tlaloc! Grazie Daniele per la tua dedizione al nostro personaggio!!!

L'estate enigmistica


Considerando che l'estate, oramai, è arrivata e non solo secondo il calendario, mi tocca mettere un testo estivo che inneggia al sudore, all'amore, al caldo, al sole, al cuore, e alle meravigliose giornate sulla spiaggia. Un pezzo magari non impegnato che serva solo ad entrare nella mente degli individui mentre arrostiscono al sole. Ma anche no. Il caro Bianconi mi viene in aiuto e scrive una canzoncina per un periodo dell'anno che io, stranamente, non sopporto. E credo neanche lui. Buon ascolto. Mi dispiace ma non esiste un video, indi vi dovete accontentare solo del pezzo in se per se.




Le probabili canicole
le dune e le libellule
il cancro delle cellule
l'aria immobile
la canzone memorabile

tettine delle vergini
le loro madri giovani
ed i rituali erotici
si ti svelano per un attimo

ho risolto un anagramma
anzi per meglio dire è stato lui decifrandosi da se
e mi viene da ridere
bambina voglio bere un'aranciata
perchè amara sfinge è la realtà
e io non ho più l'età per riuscire ad illudermi
no no no no

si diradano le nuvole
si affollano le tavole
si mangiano le fragole
tutto è limpido
questa è l'ora dell'eternità

i progetti di noi manager
i pezzi di noi chansonier
i rebus dell'esistere
si ti svelano per un attimo

ho risolto un anagramma
anzi per meglio dire è stato lui decifrandosi da se
e mi viene da piangere
bambina voglio bere un'aranciata
perchè tanto amara è la realtà
e io non ho più l'età per riuscire ad illudermi

tesoro l'ho risolto l'anagramma
anzi per meglio dire è stato lui decifrandosi da se
un agosto a ridere
quest'anno voglio bere un'aranciata
perchè amaro e bimba è la realtà
e io non ho più l'età per riuscire a vivere nel cielo blu

giovedì 24 giugno 2010

Non c'è trippa per gatti...



E' difficile fare l'italiano ottimista oggi, perchè c'è da essere ottimisti su ben poco. Vedere questa squadra, con quella maglia azzurra, giocare un calcio triste, senza idee e svogliato, fa passare la voglia di tifare. Non c'è scusante che tenga. Un Pirlo, un Buffon, un qualsiasi altro giocatore che manca non è una giustificazione degna di nota. Un Cassano o un Balotelli al posto di Pepe o Montolivo o chi caspito c'era non avrebbero cambiato niente, secondo me. Avevano paura, giocavano con la paura, e hanno perso con la paura. E ce ne andiamo a casa, come ultimi del girone, con due miseri punti. Una tristezza inaudita, una figura colossale orrenda che ci porteremo dietro per anni. Come la Francia nel 2002, usciti al primo turno, senza aver fatto vedere niente di buono. Però un paio di punti di discussione, concedetemeli.

Odio, ma tanto, chi dice cose del tipo "questi sono giocatori strapagati, se gli davano solo mille euro al mese vuoi vedere come corrono". Che senso ha questa frase? Ogni giocatore al mondiale è un potenziale miliardario, ma la cosa più assurda di ciò è che, per quei giocatori, quattro anni fa la gente è scesa nelle piazze e ha festeggiato tutta la notte! E non erano strapagati anche allora? Diceva bene Cannavaro prima del Mondiale quando affermava che gli italiani sono ingrata gente. Si dimenticano le cose dopo poco, qui. Purtroppo.

Siamo un popolo di cinquantasei milioni di Ct e si vede. Ognuno ha le convocazioni giuste, ed ognuno ha le soluzioni ad ogni problema. E tutti odiano il Ct. Lippi, nel 2006, ha vinto perchè aveva un ottimo gruppo,che non ha scelto lui, e ottimi giocatori,che non ha scelto lui, ma che un giorno, da Santa Claus, gli sono caduti in testa come regalo. Anche quattro anni fa ci sono stati plebisciti. Tutti volevano Cannavaro e Buffon fuori da quella squadra, tutti volevano sicuramente qualche dimenticato al mondiale e poi tutti hanno festeggiato ringraziando ogni singolo giocatore ma sempre troppo poco Lippi. Che se ne andò dopo Calciopoli e che è ritornato a gran voce due anni fa, dopo l'Europeo mezzo fallimentare di Donadoni. Il salvatore della patria l'ha affossata definitivamente. Una volta si vince, un'altra si perde. E quando vinci sei un campione e quando perdi sei scarso all'ennesima potenza. Bearzot uscì agli ottavi nell'86, Lippi manco li ha visti, ed il girone era certamente alla nostra portata. Molto. Ma l'è andata. E da qui in poi può andare solo meglio, perchè peggio non è possibile.

Piccole precisazioni: questa è stata chiamata l'Ital-Juve perchè ha ben 6 juventini in squadra. La cosa divertente è che quella del 2006 ne aveva solo uno in meno. Il problema è che quella era una signora Juve, questa è stata un'orrenda annata per i bianconeri, invece. E la ricordo molto bene.

Pepe, che individuo eccezionale. Perchè gioca a calcio? Perchè? E perchè ora è anche juventino? Perchè ogni vergognoso essere che non sa giocare viene dalle nostre parti? Porca di quella miseria.(Sfogo juventino, non ci fate caso)

Se ci fate caso con Berlusconi non abbiamo mai vinto niente. Nel 2006 c'era il finto governo Prodi. Il povero Silvio non ci riuscirà mai, con lui sempre fuori. E' un po' sfigato in questo senso, su questo lo ammetto. Ma può darsi che porti lui un po' sfiga?

Comunque, in tutto ciò, ci devono pur sempre essere dei punti positivi che io, da ottimista di professione, li devo pur trovare. E, per fortuna, qualche cosa c'è. Il prossimo Ct, il signor Prandelli, dovrà ripartire da un gruppo con elementi buoni che potranno dare molto a questa maglia. Bisogna ricominciare dai Quagliarella, dai Chiellini, dai Criscito e dai Maggio, dai Marchisio(che se lo si fa giocare nel suo ruolo non è secondo a nessuno) e da un secondo portiere che riesca a rimpiazzare degnamente il caro Gigi. Che, a dirla tutta, un po' mi è mancato ma la sfiga c'è. Quattro anni fa c'avevamo un fattore c disumano, invece.

La Francia è peggio di noi! Almeno questo l'è sicuro. Loro avevano un gruppo stellare che doveva fare sfraceli e manco si allenano per protesta, si odiano tra di loro e hanno avuto un ct che era molto più orrendo del nostro. E noi abbiamo fatto pure il doppio dei loro punti! Ollè!

Per il resto di punti a favore, a questa Italia, ce ne sono ben pochi. Un girone modesto, un gruppo decente, non può uscire fuori contro squadra ovviamente non al nostro livello. Questa volta hanno vinto i pessimisti, e non so perchè esultano su ciò. L'altra volta vinsero gli ottimisti, come me, che si sentirono gratificati come non mai. Speriamo di non dover aspettare altri 8 anni per un'altra squadra decente. Vedremo alla prossima occasione come andrà, intanto come ci ricorderemo per sempre della vittoria del 2006, ci ricorderemo, per sempre, anche dell'emerita tristezza di codesto mondiale. Una nuova Italia c'è all'orizzonte. Peccato solo calcistica.

Ps: comunque dopo una sconfitta io tifo e tiferò sempre la nostra Nazionale. Non uscirà dalla mia bocca nessun "Forza Inghilterra" o robe del genere. Tifo Italia, nel bene e nel male, forse è l'ultima cosa che ci rimane che ci unisce un po'. Intanto son simpatizzante dell'ultima africana rimasta, in codesta edizione. Vai Ghana sei tutti noi!

martedì 22 giugno 2010

Cosa vogliono le donne



Perdonate l'assenza di questi giorni, ma la fuga da tutti quelli che hanno letto i monologhi e mi sono venuti a cercare per picchiarmi è stata più lunga del previsto. Ora però che sono finalmente rientrato nel mio bunker a Chieti, posso finalmente postare il terzo testo scritto da me. Piacerà? Non piacerà? La risposta a queste domande sarà sicuramente "non piacerà", ma io vado avanti indomito e indefesso. Sono un autore scomodo, ecco la verità! :P

COSA VOGLIONO LE DONNE

(entra l’attrice, rivolgendosi al pubblico con aria sognante)
Ahh…l’amore…che invenzione meravigliosa, che dolce suono pronunciato dalle labbra di una donna innamorata del proprio uomo e per di più ricambiata!!!
(cambiando tono, l’attrice si rivolge al pubblico come se stesse rivelando un pettegolezzo)
Sapete? Da quello che mi avevano detto, l’amore doveva essere una cosa piuttosto difficile da gestire! Un insieme di rapporti complessi, lotte, compromessi…(enfatica) ma per me non è affatto così!!! Io ho trovato l’uomo giusto, l’uomo che fa per me…sì, insomma, l’uomo perfetto!!!
Lui è così dolce, premuroso, mi sta sempre ad ascoltare e asseconda ogni mio più piccolo capriccio!
(con tono triste)
E’ vero, lo ammetto…sono stata piuttosto fortunata…oggi, mentre ero dal parrucchiere, una mia amica mi ha raccontato che con gli uomini le vanno sempre tutte storte! Pensate, il suo ragazzo va su tutte le furie quando lei lo porta a fare shopping e gli concede la possibilità di regalarle vestitini chic di Dolce&Gabbana, borse di Versace in pelle e l’ultimo modello di scarpe di Gucci! Pazzesco, incredibile! Ma come si fa a stare con un uomo del genere, dico io! Il mio cioccolatino, invece, quando gli chiedo di portarmi a fare shopping non batte mai ciglio! Pensate che l’ho conosciuto proprio in un negozio di vestiti! Non è incredibile? Conoscere un uomo in un negozio di vestiti! E pensate che quando mi ha vista per la prima volta non riusciva più a staccare gli occhi da me! E’ in quel preciso momento che ho capito sarebbe stato l’uomo perfetto!!!
Ma ve l’ho già detto, io sono una donna fortunata…sempre dal parrucchiere, un’altra mia amica mi ha raccontato che il suo ragazzo ha un pessimo rapporto con i suoi futuri suoceri! Ogni volta che si incontrano iniziano delle discussioni atroci sul loro futuro, sulle intenzioni che lui ha nei confronti della loro figlia, sulla politica e su come va il mondo…e non riescono mai a trovare un punto in comune, una logica d’intesa che permetta di condurre una discussione da persone civili…una roba INAUDITA!!! Come si può permettere al proprio ragazzo di mancare di rispetto alle persone che si vedranno di più in assoluto durante la vita matrimoniale??? E’ una questione di principio! Il mio pasticcino, invece, quando gli dico che i miei genitori passeranno una settimana a casa da noi non si permette mai di ribattere!!! Anzi, lui adora i miei genitori…e loro adorano lui! Mio padre lo trova così pacato nell’esprimere le sue opinioni, così educato nei modi e intelligente nei concetti! All’inizio avevo paura che i due non si sarebbero piaciuti, che le loro idee potessero essere diverse e potessero portare a delle tensioni familiari…e invece niente di tutto questo!!! Il mio pasticcino non ha mai contraddetto mio padre, e i loro punti di vista sembrano perfettamente identici! Dovreste vedere la soddisfazione di mio padre, quando il mio pasticcino segue attentamente e senza annoiarsi le sue lezioni di vita!!!
Sì, insomma…sono davvero una donna fortunata…e posso dire senza ombra di dubbio di aver trovato l’uomo che fa per me!
(suonano alla porta)
Oh, ma eccolo qui il mio tesoruccio! E’ appena tornato dal lavoro!!! Ve lo presento subito!
(l’attrice esce per un attimo di scena, per tornare con in mano un manichino/fantoccio ed esporlo soddisfatta al pubblico)
Eccolo qui!!!
(rivolgendosi a lui con tono amorevole)
Questi signori sono dei miei amici a cui stavo raccontando quanto sono felice di stare insieme a te, batuffolino mio!!! Spiegavo di come mi sai ascoltare, di come sai assecondare ogni mio più piccolo desiderio, di quanto tra noi non ci sia mai stato un litigio!!!
Ma tu piuttosto, dimmi, com’è andato a lavoro??? Tutta la mattinata in piedi in quella scomoda vetrina??? Oh, povero amore mio…piuttosto…(l’attrice si tocca i capelli)…indovina dove sono stata io?
(l’attrice aspetta in silenzio che il manichino gli risponda)
Dai, su…non è difficile!
(ancora attimi di silenzio…sul volto dell’attrice si dipinge una smorfia di dispiacere)
Ma…pasticcino…non noti niente di diverso in me?? Non c’è nessuna differenza rispetto a quando ci siamo lasciati?
(attimi di silenzio. L’attrice improvvisamente diventa furiosa con il manichino)
SONO STATA DAL PARRUCCHIERE, CAFONE!!! Non ti sei accorto che il taglio è leggermente più scalato verso destra rispetto a stamattina, quando era più scalato verso sinistra?
Tu non ti accorgi mai di niente, non fai mai caso a me!!! Sei sempre preso da te stesso, dai tuoi problemi! Ma adesso sono veramente stanca!!!
(attimi di silenzio. L’attrice è sempre più furiosa, quasi in lacrime)
E parla! Dì qualcosa! Cerca almeno di difenderti, se ne hai il coraggio!!!
Che razza di uomo sei? Non trovi neanche le parole per chiedere scusa alla donna che ti ama tanto!
(l’attrice abbandona il palco con ancora in braccio il manichino, iniziando a piangere a dirotto)
Tu non ti rendi conto del male che mi stai facendo!!!
Sei senza cuore, ecco cosa sei…

lunedì 21 giugno 2010

Wooden Chicks - Non mi chiedermi

Il lunedì musicale stavolta viene esaltato da un pezzo di Rocco Tanica e Frankie Hi Energy, cantato magistralmente dalle Wooden Chicks, che poi sarebbe Paola Cortellesi più bella e brava che mai. Oh, quanto l'è meravigliosa. E per ciò mi prenderò un bel sonoro cazziatore. Sentite e ditemi cosa ne pensate. Ne vale tanto ma tanto la pena.




Il testo è qui solo per vooooi:

Ciao, mi piacerebbe avere un telefonino che manda i messaggini con tantissimi caratteri così potrei scriverti "Ti amo" con un milione di "o" e verrebbe pressappoco così:
TI AMO-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O

Non mi chiedermi di avere un equilibrio
anche in quei giorni
Non mi chiedermi di farti
lo stufato quando torni
Non mi chiedermi il teorema di Pitagora
non ho la licenza media
in prima mi bocciarono
Non mi chiedermi di avere gambe lisce come seta
la ricrescita è una piaga e non mi basta
una "lameta"
ci vorrebbe un diserbante dedicato
io ce l'ho
spero solo che rispetti il mio pH

Rit.
(Girl band)
Quanta spontaneità nei miei modi schietti
(Wooden Chicks)
le mie movenze e i completini perfetti
(Girl band)
o quando uno è naturale è naturale
(Wooden Chicks)
tra l'altro questo motivetto niente male


Non mi chiedermi l'orgasmo che non so come si scrive
Non mi chiedermi se ho sexy più la fronte o le gengive
Non mi chiedermi di coniugarti i verbi
non li so
"se li avrei saputi mo' te l'imparavo"
Non mi chiedermi di amarti con le tecniche orientali
Non cercare di sorprendermi all'incrocio dei miei pali
Non mi chiedermi di rivelarti dove ho il punto G
con il mio alfabeto arrivo fino a F

Rit.
(Girl band)
Belle ragazze con le gambe perfette
(Wooden Chicks)
noi siamo tope dalle vedute strette
(Girl band)
sinceramente non capisco chi ci biasima
(Wooden Chicks)
nei nostri play-back ci mettiamo l'anima

(Frankie Hi in rap)
Tu tipico prototipo di donna libera
tutta acqua e sapone non ti dai
nemmeno un'aria
tu così lucida ed estera
tu che sei più semplice di un
mosaico con una tessera
tu hai più colori di una gerbera
venere berbera
tu genuina come il barbera
tu che non mi dai mai l'idea
di aver la minima idea
di quel che dai

"Se saprei" parlare senza farti diventare rosso
"Se dovrei" vestire i panni senza toglierli di dosso
"Se potrei" dir cose meno imbarazzanti le direi
ma non sarei più gradita in una Girl...

Rit.
(Girl band)
Quanta spontaneità nei miei modi schietti
(Wooden Chicks)
le mie movenze e i completini perfetti
(Girl band)
o quando uno è naturale è naturale
(Wooden Chicks)
tra l'altro questo motivetto niente male
(Girl band)
Belle ragazze con le gambe perfette
(Wooden Chicks)
gagliarde tope dalle vedute strette
(Girl band)
sinceramente non capisco chi ci biasima
(Wooden Chicks)
nei nostri play-back ci mettiamo l'anima

Non è possibile!



Questo mondiale verrà ricordato, fino ad ora, come un mondiale atipico. Le grandi stentano, a parte Olanda e Brasile, ovviamente. E noi possiamo mai evitare di andare a far compagnia al gruppetto di europee distrutte? Il problema è che almeno la Germania una l'ha vinta. Noi manco quella. E la situazione è veramente catastrofica.
Uno ad uno contro un avversario molto ma molto al di sotto del nostro livello. E' come se la Nuova Zelanda di rugby pareggiasse contro l'Italia. Una cosa quasi impossibile. Ma noi ci siamo riusciti. Non si sa come.
La grinta c'è, la squadra soffre e gioca e controlla quasi ogni pallone, ma mancano i tiri, le occasioni, le folate offensive, manca il passaggio smarcante verso la porta e gol. Manca qualcuno o qualcosa che la butti pure dentro. Abbiamo segnato oggi su rigore, sennò la vedevo ben dura. Iaquinta ha dimostrato di esserci ma che fatica! Montolivo è l'unico aspetto positivo, fino ad ora, di codesto mondiale scarso. Un piccolo gioiello che avrebbe fatto meglio a cambiare nazionalità e diventare olandese, avrebbe sofferto molto ma molto meno. E noi arranchiamo. Avendo in campo campioni del mondo e non, arranchiamo per novanta minuti. Pur controllando il gioco, ma preoccupando molto poco gli avversari.
Qualche tiro buono ci è uscito, si è visto. Ma siamo l'Italia, cribbio. Bisogna scartare qualcuno, ogni tanto o no? Non si può puntare, sempre e comunque, sul cross alla "dovevava". Abbiamo avuto più di dieci calci d'angolo e niente, un'occasione buona non ne è uscita. Abbiamo subito un gol irregolare, certo, e pure fortunatissimo, ma l'abbiamo subito. Invece di farci coraggio e creare, ci siamo quasi spaventati. E' la Nuova Zelanda, amici miei, non il Brasile. Per fortuna!

In queste partite anche il miglior ottimista risulta preoccupato. E io lo sono. Dobbiamo vincere l'ultima, come l'Inghilterra, e andiamo avanti. Come seconda o come prima, adesso, ormai non è più importante. Siamo un piede fuori e uno dentro. Abbiamo un avversario anch'esso molto al di sotto del nostro livello e si è visto. Il Paraguay l'ha liquidato in poco e niente. Toccherebbe anche a noi passarci sopra e toglierci il pensiero. Ma così, non si va lontano. Eh no.

Concedo solo una piccola attenuante a codesta situazione: il deretano. Non ce l'abbiamo, secondo me. Capisco che il rigore non era st'esempio lampante, ma ci poteva stare e forse è una sorta di compensazione col gol in fuorigioco ma secondo me, quest'anno, manca quello che ci ha portato avanti fino alla finale: il deretano immenso. Mi spiego: il tiro di Montolivo, quattro anni fa, avrebbe girato sulla zolla, toccato il palo e si sarebbe insaccato alle spalle del portiere. Quest'anno no, succede. La fortuna che abbiamo avuto, insieme alla forza dei giocatori e alle meraviglie della difesa, difficilmente si potrà ripetere a breve. Come va va. Ma speriamo vada bene.

Ps: Ai disfattisti, a quelli del "Lippi vattene o Lippi puppù", a quelli di "Cannavaro muori" o robe del genere, dico solo di ricordare cosa dicevano a codesti tipi quattro anni fa. Capisco che non si può giocare con la sola riconoscenza ma io queste persone le ringrazierò per tutta la vita, anche se faremo tanto schifo, per le emozioni datemi anni fa. Niente è, comunque, ancora deciso. Bisogna vincere o, addirittura, pareggiare ma non ci interessa: serve una vittoria, la prima vera vittoria! Speriamo bene!

venerdì 18 giugno 2010

Il giorno da ricordare



Visto il grande successo di pubblico (???) del primo monologo, puntuale come un orologio svizzero vi posto il secondo! :P
Se avete (almeno) letto la premessa del primo monologo, saprete già che si tratta di una serie di testi che hanno come fulcro il rapporto di coppia tra uomo e donna.
Dopo aver scomodato Adamo ed Eva, qui ho deciso di far parlare un personaggio che di questi tempi risulta molto popolare!
Buona lettura!

IL GIORNO DA RICORDARE

Che il mondo ormai vada alla rovescia, non è più una novità.
Ma come fa la nostra società a pensare di poter sopravvivere a questa costante perdita di valori? Com’è possibile sperare di andare avanti senza quelle istituzioni che sono alla base della nostra cultura e del vivere civile???
IL MATRIMONIO, SIGNORE E SIGNORI! IL MATRIMONIO!!!
Ne vogliamo parlare???
Oggi sempre meno coppie decidono di unirsi in questo sacro vincolo per suggellare con un patto reciproco quello che provano l’uno per l’altro! Sì, insomma…sempre meno coppie decidono di sposarsi, convolare a giuste nozze, capitolare, adornarsi con fiori d’arancio…sì, insomma, nessuno più vuole più sentire la parola “matrimonio”!
Ma perché, dico io? Perché la nostra società vuole regredire a questo stato di barbarie che poco si confà al nostro vivere civile? Perché inaridire il significato di una delle celebrazioni più sentite e romantiche che ci siano?
No…oggi va di moda la parola CONVIVENZA!!! (come disgustata dal suono stesso della parola, la ripete sillabandola)…convivenza…ma che parola è? Non sentite la cacofonia di questo suono? Non sentite lo stridìo e il fastidio che questo misero termine arreca ai nostri timpani?
(l’attrice scimmiotta una giovane ragazza) “Sì, cioè, noi abbiamo deciso di convivere perché vogliamo capire bene se siamo fatti l’uno per l’altra…cioè, capire bene se ce la sentiamo di stare insieme, se c’è veramente, cioè, quello che si chiama sentimento” (l’attrice si rivolge al pubblico disgustata) Se siamo fatti l’uno per l’altra??? Ma dico, stai scherzando??? Il matrimonio allora a cosa serve??? Ho conosciuto persone che prima si sono sposate e poi si sono innamorate…nella maggior parte dei casi, di un’altra persona…(sminuendo) ma non è questo il punto!
E poi…e poi…(l’attrice scimmiotta un’altra ragazza) “Sì, cioè, noi abbiamo deciso di convivere perché non ce la sentiamo di far affrontare una spesa così grande ai nostri genitori!” (l’attrice si rivolge al pubblico col tono di chi la sa lunga) Ma allora i genitori che ci stanno a fare? Mamme e papà di tutto il mondo trascorrono la loro esistenza sopportando per almeno trent’anni i vizi e i capricci dei loro figli solo per sentirsi dire la fatidica frase “mamma, papà…io mi sposo!” e loro vorrebbero negargli questo piacere???
Ma non vi rendete conto che le mamme sono geneticamente predisposte per piangere ai matrimoni dei propri figli? Non avete capito che i papà sono nati pronti per pagare (tutto d’un fiato) i conti del vestito della sposa ricoperto da brillanti, la chiesa antica dove poter dire il fatidico “sì”, il ristorante extra lusso con piscina e prato inglese, bomboniere in madre perla (e padre pirla) con intagli d’oro, viaggio di nozze in località esotica che altrimenti non visitereste mai, la prima rata del monolocale 5x5 in cui andare a vivere? (Certo, viste le spese del matrimonio, di più non potevano proprio permettersi…ma si sa, per il giorno delle proprie nozze, non si bada a spese!)
E poi, parliamoci chiaro…avete la minima idea di cosa perdereste con una semplice convivenza? La lista nozze!!! Tutto quell’insieme di ciarpame che vi viene regalato e che andrà a riempire gli spazi vuoti del vostro monolocale! La lunga ed eterna amicizia con i testimoni, una coppia di amici che prima verrà odiata dal resto della vostra compagnia e poi verrà allontanata da voi stessi quando vi chiederanno di restituire la cortesia!
(con tono di rimprovero bonario) Ma quale convivenza! Il matrimonio, ci vuole! Il matrimonio!!! Perché le statistiche parlano chiaro: il giorno delle nozze è uno dei giorni più belli della vita di tutte le coppie…è uno di quei giorni che vengono ricordati con nostalgia per tutta la vita!!!
Perchè quando un giorno verrete da me, giovane avvocatessa dalla parcella salata e dal fidanzato tradito, sarà proprio con quell’unico, piacevole ricordo del vostro matrimonio che mi direte: “avvocato, vorrei dare inizio alle pratiche del divorzio!”

giovedì 17 giugno 2010

Tutto per colpa di una mela




Non contento dei risultati ottenuti l'anno scorso (leggi QUI), il regista della compagnia teatrale in cui recita la mia dolce metà quest'anno mi ha proposto di scrivere dei monologhi che potessero intervallare gli otto atti dell'opera che verrà recitata durante lo spettacolo di fine corso.
Lo spettacolo di quest'anno si intitola "Otto mele per Eva", ed è uno spettacolo di Anton Cechov riscritto e interpretato dalla compagnia degli Anti-Nati. I monologhi che avrei dovuto scrivere dovevano avere come tema il rapporto - spesso burrascoso - tra i sessi, con un occhio di riguardo nei confronti dell'amore affrontato nella vita di coppia.
Ho provato a scrivere quattro monologhi, e ne sono stati presi tre (l'ultimo, se non mi hanno detto una bugia per non farmi soffrire troppo, è stato scartato per questioni di lunghezza).
E' per questo che da oggi vi ammorberò con un monologo al giorno (esclusa la domenica, che è il giorno in cui l'italiano - Lutty - ottimista farà il punto sulla partita della nazionale).
Iniziamo con il primo, un pò più lungo degli altri, e un pochino più complicato da recitare. L'ho pensato ispirandomi al Paolo Rossi de "il mistero buffo - nella mia umile versione pop" che ero andato a vedere pochi giorni prima di scrivere questo monologo.
Si intitola, appunto, "tutto per colpa di una mela" e verrà recitato nella sua versione estesa dalla mia bravissima dolce metà!
A voi!

Tutto per colpa di una mela.
Una tonda, grassa, succosa mela.
Perché lo so cosa ne pensate voi, di tutta questa situazione.
(l’attore scimmiotta il pubblico)
“Ma come, c’erano arance, pesche, mandarini, qualsiasi tipo di frutta…e loro sono andati a cogliere l’unico frutto che gli era stato proibito?”
Ebbene sì, signore e signori…tutto per colpa di una mela!
(Pausa. Poi l’attore torna serio.)
Perdonatemi se non mi sono ancora presentato, ma immagino che molti di voi mi abbiano già riconosciuto. Ebbene sì, sono Adamo…il primo uomo sulla terra, il compagno di Eva, colui il quale è stato cacciato dal giardino dell’Eden. Sono proprio io.
Ma permettetemi di dire una cosa…voi tutti pensate di conoscere la mia storia, Eva che nacque dalla mia costola, il frutto proibito, il serpente tentatore, la cacciata dall’Eden…
(mima il gesto del no verso il pubblico)
Le cose non sono andate esattamente così. Quella che vi è stata raccontata non è la verità, signori miei! E credetemi, io c’ero…e so come sono andate le cose!
Innanzitutto, chiariamo subito un punto: a tentarci non è stato un serpente…ma questo! (con gesto enfatico, estrae un telefono cellulare dalla tasca). Si, va bè, a voi hanno raccontato la storia del serpente, ma quella è solo un’invenzione! (come se avesse perso il filo del discorso e lo stesse riprendendo) Un cellulare, dicevo… all’inizio LUI (indica verso l’alto) me ne aveva dato uno per poter parlare più comodamente. Le cose andavano bene, lui ci dava le istruzioni via telefono e noi eseguivamo. Parlavamo solo e soltanto con lui…ma poi, un giorno, iniziarono ad arrivare le prime offerte telefoniche: “You and Eden”, diceva uno: “For Heaven free – la tariffa del paradiso”, e cose del genere. E fu così, che io ed Eva iniziammo a premere un po’ di numeri a casaccio.
(l’attore simula una conversazione telefonica, impersonando a turno le due parti)
“Pronto, sono Angelo”
“Ah, parlo con le Alte Sfere?”
“No, dicevo…sono Angelo Branduardi!”
“Piacere, Adamo!!!”
“Ah che bello, un collega! Sa, proprio in questo momento sto componendo una nuova canzone, le andrebbe di sentirla? (l’attore canticchia la canzone) Cogli la prima mela, cogli la prima mela, cogli la prima mela, ah!”
(l’attore sgrana gli occhi, rivolgendosi verso un’immaginaria Eva posta poco lontano da lui)
“Eva, non capisco cosa dice questo signore…dice di cogliere la mela… (dopo alcuni secondi di pausa, come se avesse ricevuto la risposta di Eva)…Angelo, mi dispiace, mia moglie dice che è meglio se lasciamo la mela lì dov’è…in ogni caso bella canzone, le faccio i miei complimenti”
(l’attore chiude la telefonata, tornando a rivolgersi al pubblico)
Dopo questa telefonata, io ed Eva iniziammo a interessarci alla mela. All’inizio non ce n’era importato un granchè, ma ora quella canzone continuava a risuonarci nella testa…ma le cose non erano ancora precipitate…fino a quando ci fu la terza telefonata…
(l’attore simula un’altra conversazione telefonica…quando impersona il suo interlocutore, lo fa con voce trionfante ed esaltata)
“Buongiorno, sono Newton!”
“Buongiorno a lei, io mi chiamo Adamo!”
“Signor Adamo, mi è appena successa una cosa incredibile, un fatto fuori dall’ordinario, un avvenimento di proporzioni epiche!!!”
(l’attore si rivolge sconsolato a Eva)
“Eva, mi sa che questo ci fa finire tutto il credito…
(l’attore torna a impersonare il suo interlocutore)
“Allora, mi trovavo in un bellissimo giardino fiorito, sotto un albero di mele…”
(l’attore interrompe, rivolgendosi a Eva)
“Come non detto, è una telefonata urbana!!!”
(l’attore torna a impersonificare il suo interlocutore)
“E ho scoperto una cosa incredibile! La gravità, Adamo! La gravità!!!”
(l’attore si rivolge a Eva)
“Questo dice che gli è successa una cosa grave…”
(l’attore torna a impersonificare il suo interlocutore)
“Capisci, Adamo? Mi è caduta una mela in testa e…PUFF! Ho scoperto la gravità!!!”
“Ehh…signor Newton, me l’avevano detto che si trattava di una cosa grave!!!”
“Adamo, lei non ha capito!!! Se non mi fosse caduta una mela in testa, io non avrei mai potuto fare questa scoperta sensazionale!!! Ha capito, ora??? Tutto merito di una mela!!!”
(Adamo sgrana gli occhi, rivolgendosi a Eva)
“Eva…questo qui dice che grazie alla mela ha fatto una scoperta sensazionale!!!”
(l’attore torna a rivolgersi al pubblico)
Iniziammo a mostrare un certo interesse, lo ammetto…magari, se avessimo preso una mela, anche noi avremmo potuto scoprire qualcosa…con il passare dei giorni, la mela ci stava attirando sempre di più…finchè, un giorno, non avvenne la tragedia…il nostro padrone di casa…LUI, insomma….ci fornì di un nuovo telefono cellulare…uno di quelli con cui è possibile vedere le persone…LUI diceva che era ancora più comodo…la verità è che, con questo nuovo telefono iniziammo a guardare i programmi in tv…compresi quelli estivi sui consigli dei dietologi…
(l’attore, con davanti a sé il cellulare, inizia a mutare tono della voce, come se fosse lo speaker di un servizio giornalistico)
“I consigli per una dieta equilibrata sono sempre gli stessi…frutta e verdura devono essere gli alimenti principe dei vostri pasti…”
(l’attore torna a impersonare Adamo)
“Eva, hai sentito? E chi ci ammazza, a noi!!!”
(l’attore riprende la voce dello speaker)
“In particolar modo, la frutta può essere mangiata a qualsiasi ora, colazione, pranzo e cena!!!”
(l’attore riprende la voce di Adamo, rispondendo divertito allo speaker)
“Guarda, qui anche a merenda! Non si mangia altro!!!”
(l’attore riprende la voce dello speaker)
“E ricordate sempre…UNA MELA AL GIORNO TOGLIE IL MEDICO DI TORNO!!!”
(Adamo, sgranando gli occhi terrorizzato e guardando verso il pubblico)
“No! Il medico no! Il medico qui non ce lo voglio!!! (rivolgendosi allarmato a Eva) Eva! Eva! Prendi subito quella mela dall’albero! Subito!!! Non ti preoccupare, mi assumo io la responsabilità! Non ti preoccupare del padrone e dello sfratto, ce ne andiamo da qui!!! La salute prima di tutto!!! (affannato, afferra velocemente il cellulare) Mi ero giusto messo in contatto per vedere degli appartamenti giù… (inizia la telefonata, mentre gesticola verso Eva facendole cenno di sbrigarsi)
“Pronto? Pronto parlo con il responsabile degli affitti di New York?”
(mentre telefona, si avvia verso l’uscita della scena, dando le spalle al pubblico. La luce diventa via via più sfumata)
“Sono ancora liberi quei bilocali nel cuore della…come si chiamava? LA GRANDE MELA? Sì? Perfetto…e quel posto di lavoro? Cos’era? Dirigente della APPLE? Bene, bene...arriviamo subito!”

martedì 15 giugno 2010

La prima è andata



Come non parlare di Mondiali anche in questa sede? Dato che ce li sorbiremo, per chi vuole e anche per chi non vuole, fino all'11 Luglio credo sia normale spendere due parole per la nostra Nazionale.

Iniziamo subito dicendo che è andata meglio di quanto ci aspettassimo. Ovviamente una vittoria era l'ideale per bloccare tutte le critiche ma, diciamo, la squadra c'è e gioca pure bene. Il problema è tirare, che sembra una cosa quasi sconosciuta. I migliori della partita, stranamente, son stati quelli che nessuno si aspettava tipo un Pepe o un Criscito o un Cannavaro. De Rossi Daniele, campione del mondo, esaltato dalla sua barba alla Olof Mellberg, segna un gol facilissimo che ci dà il pareggio contro la squadra più preoccupante del nostro girone. Cosa significa ciò? Che ora ci aspettano o due vittorie o la catastrofe. Iniziare con tre punti sarebbe stato il massimo, ma credo che non ci saranno problemi almeno contro la Nuova Zelanda. Intanto ieri sera ho esultato entusiasta al gol di De Rossi, con tutta la cricca di gente che era con me. Ora attendiamo altri squilli di tromba da parte di qualche attaccante, sarebbe gradito. Abbiamo tempo fino a Domenica per preparare una partita molto più degna dei Campioni del Mondo.

Il mio amore, Claudio Marchisio, chiaramente in quel ruolo non tira fuori il meglio di se. Non credo si sia mai visto un mediano che fa il trequartista. Ma vedi vedi che alla lunga, st'idea balzana, non possa creare qualcosa di magnifico. Speriamo. Comunque Claudietto l'è bello, questo l'è sicuro.

Devo dir la verità: quando ho visto Marchetti a porta e nessuna telecamera riusciva ad inquadrare Buffon(che era negli spogliatoi) mi è venuta una tristezza addosso e una nuvola abnorme di negatività. Per fortuna poi è andato tutto per il meglio. Se devo fare la mia parte da italiano ottimista la devo fare bene, che diamine!

Questo è Olof Mellberg, ex-difensore juventino che ho amato, un po' si somigliano. La barbona è molto simile!

domenica 13 giugno 2010

Cosa rende triste un clown? (Ricerche Maggio)



Ovviamente so rispondere alla domanda prìncipe del mio post: queste ricerche! E anche le mie risposte, le mie facezie, le mie non-esilaranti battute. E sapete perchè le faccio? Perchè odio i clown, mi fanno paura. Non ci posso fare niente. E' la colurofobia, mentre se si parla di Ron McDonald si parla di vegetarianesimo! O vegetarianismo? Vabbè, una di quelle due. Comunque questo post non contiene l'angolo dell'Hard che, ormai, se ne è andato a farsi benedire. Tutte ricerche più o meno pubblicabili, niente di che. Solo qualche cercatore, solito, di ninfomani. Eddai, mettetevi d'impegno! Voglio ricerche zozze fino al midollo! Voglio le vostre più oscure perversioni. Datemi argomenti per sghignazzare. E non cercate diggisesso! Metteteci una "g" in meno e andrete dove volete andare. Comunque, buon divertimento!


Il bloggo degli sgrittori mentecatti(10): Il nostro pubblico, sì che ci vuole bene

Ambu spoilera Lost(7): Certa gente si butta sull’attualità più sfrenata.

lady gaga ulla la la la la la titolo canzone famosa(5): Io adoro codeste ricerche. Ma perché arrivano qui?

"pipi a letto"(2): I fan della minzione sono tutti da noi! Alla faccia tua, Recchioni!

" ti amo anche io" traduzione in polacco: Questo si che è un incontro tra i popoli. O il signorino se l’è trovata all’estero! Ottima scelta, direi. Per la prossima suggerirei la Svezia! Patria di signorine che provocano effetti sbavanti.

"dammi il 5" significato: Apri la mano, allarga le dita e schiacciale contro l’altra mano(sempre aperta) del tuo amico!

avere vent anni in un posto di merda: Questo sì che è un ragazzo con un mare di ottimismo! Come ti capisco.

buonanotte msn pipi: Non oso pensare a chi ha ricevuto codesto saluto.

domande e risposte come non far suonare l' allarme per i gioci della ps2 feltrinelli: Che bello! Dei novelli ladri sul nostro Bloggo. Aiutiamo almeno le nuove generazioni a sfondare.

federico e giovanna e il pappagallo: Il nuovo capitolo di Totò, Peppino e la Malafemmina. Da Settembre nei cinema!

francesco savino facebook: Ecco, a te ti cercano almeno. A me no, tutti mi odiano!

il cane di roby abbaia furiosamente agli sconosciuti: Ne prendo atto!

il significato di lochescion: E’ location, il termine giusto. Non prendetemi sempre alla lettera.

maschi dodicenni innamorati: E si continua! Ollè! Ma perché proprio dodicenni? Più grandi non vi vanno bene?

se un dottore bacia una paziente la volta dopo andresti a farti una visita da lui: Certamente. Ma con un avvocato è meglio.

strofe brindisine sull'anguria: Le vorrei sentire tanto anche io!

Lungi da me pensare: a chi lo dici!

come si chiama quella canzone che fa "nanana"? è di un cantante neomelodico? : Non lo so, ma dal testo son sicuro che fosse un capolavoro!

E con queste poche inutili facezie, vi do l'appuntamento al mese prossimo. E ricercate, gente, ricercate!

sabato 12 giugno 2010

Luttazzi Copia (Ripreso!)



Mi sembra che ormai sia giunta l'ora di dedicare un post a cotanta roba. Sembra sia destino dei due admin di questo blog che i propri rispettivi idoli siano al centro di scandali. Non mi permetto di paragonare la perversione del signor Billy Ballo con il "plagio" del Luttazzi, ma alla fin fine tutti e due sono, e sono stati, nell'occhio del ciclone. Indi inizio a pensare che sia tutta una congiura per screditare l'immagine di questo blog. Vergogna.

Ma tralasciando le baggianate, passiamo alle cose serie: Luttazzi copia. E' da anni che gira codesta voce per la rete. Il sito di tal Ntoskrnl propone una lista di comici e di battute rilevate dai suddetti da anni, e da anni cerca soddisfazione e seguito nell'opinione pubblica, senza riuscirci. Perchè adesso tutti ne parlano? Perchè finalmente hanno pensato di fare un video! Alleluia! La gente non ha voglia di leggere, non c'è nemmeno una figura(e questa l'ho plagiata dal commento di un ragazzo su un blog) e quindi ora il video, i video, son di dominio pubblico e tutti possono capire ciò che dice l'accusa. Premetto che il supporto di immagini non è stato creato dall'autore del Blog accusatorio, così dice, e che quindi è opera di uno sconosciuto ominide che vuole rimanere anonimo.Indi il risultato ora l'è presto detto: caccia alle streghe. Luttazzi ha copiate le battute di centinaia di altri comici, compreso un certo Sigmund Freund, e si difende dal suo blog dicendo che era tutta una Caccia al Tesoro.

Ora, la caccia al tesoro me la ricordo. Era uno dei primi post che lessi quando Lutazzi decise di far diventare il suo sito un blog, con aggiornamenti frequenti e commenti accessibili a tutti. Progetto che poi cassò dopo qualche mese, per la deriva populista che stava prendendo quello spazio. Luttazzi ha sempre detto che non potrebbe mai fare il Grillo. Comunque la caccia al tesoro è la sua più grande giustificazione in questo momento. In sintesi lui affermava di inserire nelle sue battute, sketch di altri. Ed era compito dei visitatori del Blog riuscire a capire quali non fossero le sue. In cambio avrebbero ricevuto libri o dvd sul Luttazzi medesimo. Mi ricordo, dall'animo di bambino sciocchino, che lessi questo post e mi chiesi "come faccio a capire?", "chi li conosce sti comici", e quindi appesi al chiodo la possibilità di partecipare al piccolo "concorso".

Ma questa difesa del comico romagnolo non regge secondo gli accusatori. I quali dicono che ha retrodatato i post della caccia al tesoro. Ma io li ho visti, so che sono stati inseriti dopo l'apertura del Blog, sono scemo? Ho forse alcune allucinazioni? Gli accusatori dicono che lo si può capire dato che i post in questione risultano scritti, secondo la cronologia di quel sito, almeno due anni dopo la data sul post. Non può passare neanche per la testa che ci sia stata una sorta di modifica in qualche punto. Il secondo post comprendeva una lista di autori scoperti dai visitatori, e quindi credo che quella lista sia stata aggiornata man mano. Ma niente. Accusano, gli accusatori, i fan più puri di non voler stare a sentire, mentre anche loro non vogliono sentir ragioni.

Comunque ci ho pensato, io sono un fan del signor Daniele dai tempi di Mai dire gol, se so che molte delle sue battute dette in questi anni sono di altri un po' mi dispiace, è normale. Anche se c'è una motivazione sotto. La caccia al tesoro alla fin fine consiste nel pararsi le chiappe(scusate l'eufemismo) se per caso lui venisse accusato di volgarità o cose simili. E' uno stratagemma neanche suo ma preso pari pari da Lenny Bruce che fu portato in tribunale per una battuta che era, in realtà, di Aristofane. Un genio. Ma anche Lenny Bruce ha vissuto lo stesso attacco mediatico? Credo di no, non c'era internet ai suoi tempi. Non c'era la possibilità di scandagliare le ricerche su più fronti, non c'era la tecnologia più disparata. E forse il signor Bruce era più bravo del Luttazzi. Ma non posso dirlo finchè non vedo le sue opere.

Comunque Luttazzi ha parlato, oggi, dalle righe del Fatto Quotidiano. Ne è uscita fuori un'intervista un po' forte contro coloro che lo accusano. Come è ovvio che sia. Ognuno difende il proprio orticello. Io desidererei una cosa sola, giunti a questo punto. Così la si chiude una volta per tutte. Mi piacerebbe che l'autore del blog e l'autore del video uscissero fuori, dicessero i loro veri nomi e si giungesse alle naturale conseguenze del caso. Ovvero: accusa dei due, denuncia del Luttazzi, controdenuncia dei due, e successivo confronto in tribunale. Se Luttazzi copia sicuramente sarebbe condannato, pagherebbe ciò che deve pagare, la finirebbe di fare ciò, e tutti i fan vivebbero felici e contenti. In caso contrario gli accusatori la passerebbero male. D'altronde non puoi fare di un evento la tua ragione di vita e poi si vive nell'ombra. Non puoi aggiornare, ogni settimana con otto-dieci battute, la lista delle scopiazzature e non rivelare chi sei. E' facile attaccare non avendo un nome e un cognome. Io non ci riuscirei. Qui ho messo nome, cognome e soprannome. Ho ricevuto anche io le mie belle critiche da persone che mi andavano a cercare. E ci ho messo la faccia, quello che non noto negli accusatori. E che dovrebbe uscir fuori. Senza temere niente. D'altronde, da ciò che leggo in codesti giorni su Facebook o altrove, son più gli ex-fan del Daniele che altro. Che, aggiungendosi a chi Luttazzi non l'ha mai supportato, ci si potrebbe fare un esercito. Indi, perchè aver paura?

Suggerirei, inoltre, di avvisare tutti i comici americani, citati o copiati. Tutti. Così la storia raggiunge un suo punto finale e la si smette di fare ciò. E soprattutto suggerisco a chiunque voglia farsi un'idea di tutto ciò di farsi un giro sia sul blog dell'accusa, sia sul blog del Luttazzi, ma ci troverete poco e niente, sia su 0-Nan, blog di un informatico che prima il signor Daniele ha usato a sua difesa e poi ha cancellato il link. E di ciò mi son dispiaciuto. Non si può prima trovare un punto a favore e poi pensare che non lo fosse.

Comunque eccoci giunti a delle conclusioni che per me sono d'obbligo:

-) Basta con la caccia alle streghe al più importante autore satirico italiano. Che non può neanche andare in tv, che ora fa pochissime date teatrali, purtroppo, e che però ha dalla sua sempre l'inventiva geniale che lo contraddistingue. Non dico di non accusarlo, ma che lo si faccia allo scoperto. Così l'è più divertente.

-) Che si dica tutto sull'abilità censoria del Luttazzi(che fa rimuovere i video con le sue immagini) ma è una cosa risaputa. Durante i suoi spettacoli dice chiaramente di spegnere le telecamere, perchè non si può riprendere senza il suo consenso. E' il suo lavoro. Ed ovviamente la Krassner, che è un'azienda riferita anche a lui, si mette d'impegno a far sparire quei video. E' puro copyright.

-) Aggiungo che il signor Daniele, in tanti anni dall'apertura di codesto spazio, non ha mai avuto da ridire sulle battute che ho scritto riprese dai suoi libri, sulla foto che uso per segnalare tutti i miei post o su altro, e ci è passato alcune volte, ho le mail che lo dimostrano. Forse sarà perchè non lo attacco, dirà qualcuno.

-) Se arriva qualcuno per segnalarmi i video in quesione, perde tempo. Già li ho visti e rimango ancora da questa parte della barricata. Quando un "mito" dimostra di essere solo una persona normale come tutte le altre, il fan si intristisce. Per me è ancora un mito e nello stesso contempo una persona normale. Nessuno è onnipotente e nessuno può piacere a tutti. Ci sarà sempre gente che lo andrà a seguire a teatro, io sarò uno di quelli.

-) Posso dire una cosa, sincera sincera? Non capisco il perchè una persona che è in disaccordo su un artista, un politico o un qualsiasi esponente di una categoria, debba farlo sapere ai fan del suddetto. Io sono iscritto al gruppo di Facebook "vogliamo luttazzi in Rai". Perchè la gente che non apprezza quel suddetto gruppo e quel suddetto scopo si iscrive per insultare? Son cose che non ho mai fatto e vorrei che gli altri non facessero. Non ci tengo a iscrivermi ad un gruppo sul partito delle libertà perchè aborro l'idea che qualcuno veda che il sottoscritto si iscrive a quel gruppo. Ne avrei tanta paura per la mia immagine.

-) Aggiungendo al punto di prima: non capisco neanche perchè alcuni cerchino di portare adepti all'odio verso Luttazzi. Come se ci guadagnassero qualcosa, non so.

-) Ah, tutti dicono che le battute di Hicks, Carlin e compagnia bella se dette da Luttazzi sono orrende, ma nell'originale sono eccezionali. Posso dire che non ci noto tutta questa differenza? E questo è un punto di critica sia per gli accusatori, sia per la difesa. Chi lo capisce merita 100 punti carburante.

-) Luttazzi si incazzava anni fa nello spettacolo teatrale "Adenoidi"(l'originale o una delle riprese, ma credo sia l'originale) contro coloro che gli "rubavano" le battute. Il signor Bonolis per una battutina è stato citato duecentomila volte in codesti giorni. Lui la disse a "Striscia la notizia"(quando ancora non si odiavano a vicenda lui e Antonio Ricci) e Luttazzi se la prese a teatro. Disse che non ci si rubano le battute tra comici perchè poi ci si piglia a cazzotti. Il motivo è perchè, poi, non si può più dirle in televisione, aggiunse. Anche ultimamente è ritornato su codesto fatto ma su Benigni e la Litizzetto che gli hanno "anticipato" la battuta sicuramente sua di Bindi-Bondi. Ora: Luttazzi si inalbera per il "plagio" o perchè gli rovinano un suo possibile ritorno in tv? Se è per la prima, sarebbe molto ma molto incoerente, se è per la seconda si potrebbe capire. Almeno secondo il mio parere. E allora perchè "ruba" dagli americani? Perchè magari quelle battute non arriverebbero mai qui, soprattutto perchè ci sono autori deceduti, il che rende la cosa impossibile. Indi Luttazzi fa un piacere al pubblico o lo prende per i fondelli in maniera esagerata? Tutto ci riporta sempre sulla "caccia al tesoro", e a ciò che io ricordo. Non è possibile provare, sia per gli accusatori, sia per la difesa, se il comico ne abbia mai parlato in tv, o sui giornali prima del 2005. Forse è successo o forse no, forse è ricorso alla linea difensiva solo da quell'anno in poi. Ma io continuo per la mia strada. Attendo le verità definitive. Se mai ci saranno.

-) I commenti all'intervista del Fatto Quotidiano hanno raggiunto e superato i mille. Non c'è che dire, nel bene o nel male il signor Luttazzi fa sempre notizia.

-) Infine: questo post è stato fatto da Davide Paolino, ovvero io, ovvero me medesimo. Non ci sono insulti, cattiverie o quant'altro verso chicchessia. Ho cercato di esporre i fatti per come mi ricordo, e soprattutto credo sicuramente di aver dimenticato qualcosa. Se qualcuno vuole criticare, che lo faccia. Se qualcuno vuole elogiare, che lo faccia. Se qualcuno vuole prendere una roncola e sbattermela in testa, che non lo faccia! Non ci tengo.

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Visto che ci siamo, ri-aggiorniamo un po'! Allora, ieri sera hanno trasmesso un servizio su codesto argomento a "Le Iene" su Italia Uno. In prima serata. Con un impatto mediatico e con delle conseguenze ovviamente aspettabili. La brava Elena di Cioccio, ottima iena, ha spiegato la situazione dello "scandalo dell'estate" in pochi minuti. Ha fatto notare le battute copiate, ovviamente alcune, ha presentato numeri e dati e ha provato anche ad intervistare il sor Daniele che, decisamente infastidito, è fuggito via al volante di una bici nelle strade, credo, di Santarchangelo di Romagna. Insomma, un video che ha portato altra rabbia tra gli ex fan e tanto entusiasmo e finta indignazione tra chi non l'ha mai potuto sopportare. E si ritorna sempre sul discorso principe: Luttazzi copia? D'altronde è così privo di ingegno che ha copiato anche il cognome d'arte. Indi tutti gli indizi portano ancora a quella risposta che molti si danno, ovvero sì. Categorico, senza se e senza ma. Indi altra merda su di lui, e molto son convinti che se la meriti, e altra pubblicità negativa, come se non ne avesse abbastanza. Così il massacro è fatto. Ma, badate bene, non sono uno che grida al "Iene serve del potere", dato che siccome trasmettono su una rete Berlusconiana si potrebbe pensare che siano assoggettate al potere supremo del proprio produttore. D'altronde qualche cosa contro il Silvione nazionale e i suoi discepoli, l'hanno pure fatta. Indi questo punto del dietrologismo globale si può eliminare. Passiamo oltre.

Per me bisognava linkare nel video, oltre al sito dell'accusatore, anche la difesa del Luttazzi che era sul suo Blog dal titolo "Luttazzi smascherato". Non mi ricordo se la iena l'ha detto, ma di sicuro Daniele sì mentre se ne scappava ingranando la quinta marcia.

Gentilmente e pacatamente, però, sembra veramente che il servizio sia molto accusatorio. Come è di norma fare a "Le Iene" tranne se si parla di Lucci che fa finta di volerti bene ma in realtà è così che ti fotte. Hanno tutto il diritto di farlo. Ci guadagnano in credibilità, credo, e in ascolto.

Chiedere una bella intervista esclusiva al Luttazzi non sarebbe una bella idea? Anche se credo non accetterebbe mai.

Son sicuro che codesto video si vedrà molte volte durante l'anno, sia prima che dopo la mezzanotte. La bomba sta per esplodere, così come è accaduto in estate, e Studio Aperto ha già stappato lo champagne.

Il fatto che Daniele scappi via, alla vista della Di Cioccio, la dice lunga sul suo entusiasmo su questo argomento. Non ho la possibilità di affermare con certezza che ha ragione lui o i suoi detrattori, come nessuno( e sottolineo nessuno) può affermare con certezza che esiste un essere supremo. Indi mi reputo "agnostico" anche nell'affaire Luttazzi. Finchè non si vedrà una bella sentenza definitiva, e magari anche un maxirisarcimento del Daniele ai comici defraudati, io rimango nel mio orticello e continuo a dire che Luttazzi è un gran comico e che a me fa sganasciare e che quelle battute lì io non le conoscevo indi le risate che ho fatto, in passato, non le tiro indietro. Anzi, me piacciono ancora e ancora.

Quella dello "stronzo nero" è effettivamente meravigliosa!

Infine, dulcis in fundo, grazie per i contatti che aumentano vertiginosamente ogni volta che si parla di lui. Da ieri a oggi più di 300 visite solo su questo post. Indi questo risultato ha due significati: o ho scritto veramente un gran bel post, o non frega a nessuno di questo Bloggo e venite solo per leggere ciò. Ai posteri l'ardua sentenza. Anzi ai post! Che battutone. Magari la riciclo a Daniele.

Aggiornato il 21 Settembre alle ore 18 e 45

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Visto che ci siamo ancora. Oggi 15 Ottobre, il sior Luttazzi spiega ancora tutta la questione, aggiungendo altro, sul sul Blog che trovate cliccando qui. Mi fa piacere essere nella parte dei "difensori accaniti". D'altronde da tutte e due le parti ci sono le cosidette, come si dice da queste parti, "cape toste". Ma ritengo di non essere arrivato a quel punto estremo. Ciò che so è che Luttazzi è bravo, mi fa ridere, fa satira e non vedo l'ora di trovare il suo Almanacco 2010, dove ci dovrebbero essere anche mie battute. Olè!

mercoledì 9 giugno 2010

Non aprite quella botola...

Cosa stanno guardando i nostri eroi?
Quale oscura sceneggiatura, quale arcano racconto si nasconde sotto le loro teste?
Perchè dall'oscurità si sentono echeggiare le note di "Make your own kind of music"?
E perchè, nonostante la gravità della situazione, Lutty ha sempre la faccia da scemo? :P
Solo scendendo nella botola, avremo tutte le risposte...forse...

lunedì 7 giugno 2010

Check This Out!


Dato che ho ricevuto ringraziamenti dal mio co-admin per le canzoni che vado scovando per il web, ho deciso di inaugurare una rubrica settimanale dal titolo "Il lunedì musicale". Iniziamo esaltandoci con non una, non due, non tre, non quattro ma cinque splenditi pezzi in medley stratosferico. Poi dire, spassionatamente, cosa ne pensate. Io, dopo ciò, ho amato ancor di più Enrico Silvestrin.



Gimme the Way!

Piccole comunicazioni di servizio!



Volevo fare un paio di post, uno su un argomento molto sentito, l'altro su una bella serata di sport che ho vissuto ma dato che avevo anche altre notizie da dare, ho deciso di buttare tutte gli avvisi in un unico post, così da essere sempre sul pezzo.

1)Sabato mattina volevo parlarvi della mia prima presenza al Palamaggiò di Caserta per l'incontro di basket Pepsi Caserta - Armani Jeans Milano, valido per le semifinali di Serie A. Per la prima volta nella mia triste esistenza avevo visto una partita dal vivo, e ho tifato in modo entusiastico per la squadra della mia provincia. La partita è finita 76 a 68 dopo essere stati in vantaggio per tutto l'arco della gara. Una prestazione bellissima della squadra e, lo devo pur dire, del capitano. Mi sono innamorato sportivamente di Di Bella in due microsecondi. Nota eccezionale: il pubblico. A parte un paio di sfottò offensivi per gli avversari, non per i tifosi ospiti, i seimila del Palamaggiò esaltavano i propri beniamini per tutti e quaranta i minuti. Eccezionali. Anche sugli sbagli, sulle palle perse. Applausi a non finire e fischi per gli avversari, quando avevano la palla. Una partita bella bella bella, e un'esperienza da ripetere.
Una cosa che mi ha sconvolto è stato l'intervallo e il finale. A metà tempo i figli dei giocatori di Caserta, sono stati in mezzo al campo, per tutti i quindici minuti, a giocare tra di loro. Bambini di due-tre-cinque, massimo dieci anni che si divertono durante una sfida importante di Serie A. Una cosa del genere, in un campo di calcio, sarebbe difficile da vedere. Stessa situazione dopo la fine della partita. Solo che, insieme ai piccoletti, si sono aggiunti tutti quelli del parterre. Palloni per tutti, di tutte le dimensioni e tutti felici!
Piccola nota ancor più positiva: stasera Caserta ha battuto l'Armani a Milano e si è portata, nella serie, sul 2 a 1!

2) Non ho potuto e avuto il tempo di scrivere un post più esaustivo sulla sfida di basket, che volevo intitolare "Uno sgrittore allo stadio" perchè, finalmente, ho finito il racconto breve. Lo posterò solo dopo il 12 Luglio indi, per leggerlo, qualora lo vogliate, dovete aspettare un po'.

3) E' attiva, da un po', il contatto personale del Bloggo su Facebook, oltre alla pagina fan. Se volete essere nostri "amici" basta ricercarci con un clic. Se invece volete portare nuovi visitatori sul Bloggo, siete sempre i benvenuti e aggiungiamo un "Vi vogliamo bene" smisurato.

4) Oggi, ritornando dalla Capitale, ho vissuto un'esperienza di premorte alla Ross. La nostra ruota anteriore sinistra è scoppiata mentre camminavamo in autostrada. Siamo stati enormemente fortunati per due fattori: la non elevata velocità e la presenza della stazione di servizio a due chilometri che, con grande paura, ci siamo fatti a quaranta all'ora con una ruota completamente distrutta. Un'esperienza da non ripetere. Per il resto: due ore e mezza a ottanta all'ora col ruotino per ritornare a casa son decisamente stancanti. Per fortuna Caserta ci ha allietato il cammino.

5) Domani inauguro la sezione "Lunedì canterino", poi vedrete.

6) Questo post, poi, serve per un solo vero motivo: far sì che il signor Diggi non arrivi a quattro, e dico quattro, interventi di fila! Sarebbe una cosa mai vista!

7) Grazie di tutto e arrivederci. Vi adoro miei sorcini!

8 e ultimo) Il gigantino nella foto è Jumaine Jones. Amatelo, perchè io lo voglio tanto ma tanto bene! E' capace di sbagliare 4 tiri su 5 da due e 4 tiri su 5 da 3 in una sola partita, e poi ti segna il canestro, da tre, della vittoria a otto secondi dalla fine. E' un pazzo.

sabato 5 giugno 2010

Che a confronto...



Cosa succede quando due aspiranti geni del male si ritrovano in un pomeriggio in cui bisognerebbe studiare e scrivere ma in realtà non si ha voglia di fare nulla? Cosa succede quando una futura dottoressa (qui indicata con la M di Miriam) e un probabile psicologo (qui indicato con la F di Francesco) costretto a studiare troppi argomenti di medicina decidono con un tacito accordo di prendere di mira proprio l'oggetto dei loro studi? Succede che i risultati, ottenuti tramite scambio di sms, sono piuttosto devastanti e anzichenò! Succede che si crea qualcosa di così universale da far venire l'idea folle di pubblicare il gioco sul proprio blog ed estenderlo a chiunque abbia voglia di dare il proprio contributo! Ecco cosa succede...che a confronto...


p.s. un ringraziamento particolare a Paola, la mia dolce metà...per aver trascritto tutti i nostri deliri, aver anticipato questo post nel commento del post precedente, e avermi spronato a scrivere il terzo post consecutivo (alla faccia di Lutty...tiè! :P )

F: Ho stirato così bene ste magliette che a confronto i mitocondri hanno una pelle di pesca

M: Che a confronto il reticolo endoplasmatico rugoso è uguale a quello liscio

F: Che a confronto le le ghiandole sudoripare sono come le tube di falloppio

M: Che confronto le pliche dello stomaco sono lisce

F: Che a confronto i gangli della base sembrano avere pure un’altezza

M: Che a confronto l’organo del Corti sembra avere una lunghezza considerevole

F: Che a confronto i dischi di Merkel sono ancora primi in classifica

M: Che a confronto i taglialegna utilizzano gli EEG a “denti di sega”

F: Che a confronto la mielina viene prodotta dall’apina

M: Che a confronto le cellule cupoliformi sono organismi appartenenti alla mafia

F: Che a confronto il processo di mitosi è quello da cui è nato Zeus

M: Che a confronto e quello della meiosi è quello da cui sono nata io

M: che confronto le cellule di muller secernono la yogurt

F: Che a confronto il flagello nucleoide ha fatto una decina di morti

M: Che a confronto le ciglia vibratili hanno cominciato ad usare il mascara di Eva
Longoria (lo sanno anche loro che è il migliore)

F: Che a confronto il giro cingolato può essere guidato senza patente

M: Che a confronto il sistema libico è stato descritto da dante nella divina commedia

F: Che a confronto la scissura di Silvio ha creato una rottura nella maggioranza

M: Che a confronto nella lavatrice c’è il cestello di clatrina

F: Che a confronto le terminazioni nervose diventano calme

M: Che a confronto se vai alla villa di notte vieni aggredito dalle cellule citotossiche

F: Che a confronto l’intestino crasso ha firmato un triumvirato con l’intestino Pompeo magno e l’intestino Giulio Cesare

M: ma tutto questo è partito dal fatto che stavi stirando sull’assone da stiro?

F: sono così stupido che a confronto quando si fa un intervento all’appendice, la lunghezza dei libri si dimezza

M: oggi sentivo il tenue lamentarsi perché il cieco lo urta sempre…invece del retto si parla sempre bene…

F: io invece oggi ho parlato con un produttore di vetri di murano, era scazzatissimo…non sopporto questa gente dal pessimo umor vitreo…

M: una curiosità: ma i frati indossano anche una tonaca intima?

F: non lo so, ma io ho conosciuto un gelataio che non produceva coni…solo bastoncelli…

M: oggi ho conosciuto un tizio fortunatissimo! poi ho scoperto che ha un rene a ferro di cavallo…

M: oggi parlando con un tipo mi è proprio salita la pressione! Ti consiglio di non averci mai a che fare! Si chiamo Aldo Sterone…

F: io invece ho conosciuto un matematico a cui avevano asportato un rene perché aveva fatto male i suoi calcoli…

F: cmq sai che devo far fare un vestito su misura? spero di trovare un bravo sartorio…

M: sapevi che Schumacher soffre di amnesia? i medici gli hanno consigliato di gareggiare sul circuito della memoria…

F: e tu lo sai che quando i neuroni dell’area grigia si sposano con quelli dell’area bianca finiscono nel talamo nuziale?

M: sempre se non si frappone il nucleo ambiguo…non mi è mai piaciuto…

F: per non parlare del tratto trans-corticale…riserva delle sorprese non molto gradite…

Questa notte ho sognato...



...autori di fumetti, penserete voi.
Sbagliato. Non questa notte. Questa notte ho sognato attori.
Un cast di attori di eccezione, tutti insieme per una nuova, appassionante serie tv.
La migliore dei prossimi anni, sono pronto a scommetterlo.
Nel cast comparivano Terry O'Quinn (alias John Locke), Matthew Perry (alias Chandler Bing), Evangeline Lilly (alias Kate), Jennifer Aniston (alias Rachel), Courtney Cox (alias Monica) e altri che non riesco a ricordare.
Li vedevo bene, già in una scena del pilota. Terry O'Quinn impersonava Locke, si trovava su una sedia a rotelle e dirigeva un manipolo di agenti privati di un'agenzia non meglio specificata. Questi agenti, in piedi e disposti a semicerchio di fronte a lui, stavano ascoltando la nuova missione presentata dal che il comandante Locke. Il fatto che il capo di questa super-squadra fosse un uomo calvo su una sedia a rotelle, non so perchè, mi ha fatto subito pensare agli X-Men e a Charles Xavier.
A parte questo, la scena del pilota terminatava con un movimento di macchina che ruotava intorno al primo piano di Locke, come siamo stati abituati a vedere in Lost.
Dopo questa presentazione dei personaggi, nel sogno c'ero io. In un negozio di giocattoli.
Mi avvicinavo a uno scaffale, e trovavo le diverse "action figures" dei diversi protagonisti della serie. Tra queste, le migliori erano quelle di Matthew Perry e di Jennifer Aniston.
Insomma, a quel punto ne ho avuto la certezza: la serie tv era diventata talmente famosa da aver spinto un'azienda di giocattoli a produrre delle action figures con i suoi protagonisti!
Poi il sogno è finito, lasciandomi con una serie di dubbi: il primo è che, pur volendo scrivere questa serie tv, non credo troverò mai qualcuno disposto a produrla. Il secondo è che, forse, dovrei guardare più telefilm. In vista di una seconda stagione, sarebbe auspicabile infoltire il cast.

venerdì 4 giugno 2010

Fermata a richiesta



L'avevo scritto un pò di tempo fa, in quella fase che Stephen King chiamerebbe "con la porta chiusa". Poi ho provato ad aprire la porta, saltando un passaggio fondamentale: quello di una seconda stesura.
E l'ho odiato, ripudiato, eliminato dalla mia mente. Fino a quando, oggi, mi sono detto che forse potrebbe essere arrivato il giorno di metterlo sul blog.
Così, senza seconda stesura. Scritto con la porta chiusa e mostrato con la porta semi-aperta, quel tanto che basta per far entrare quello spiffero che mi costringe a ricordare di tenere sempre la pancia coperta.

FERMATA A RICHIESTA

Era tardi. Era maledettamente tardi.
Sarebbe dovuto uscire prima, staccare dal lavoro, non accettare quelle due ore di straordinari. Era tardi, tardi sul serio.
“Perché sei stato così stupido, David? Perché?” – pensò tra sé e sé.
Sì, già, per i soldi. O forse c’era anche qualcos’altro. Scacciò quest’ultimo pensiero, cercando di fare mente locale sulla sua situazione.
Aveva perso l’autobus, e sarebbe tornato a casa chissà quando. Forse loro avrebbero capito, e l’avrebbero perdonato. Forse.
Avrebbe dovuto aspettare almeno mezz’ora, prima che ne passasse un altro. Decise di aspettare sotto la pensilina dell’autobus, trafitto dalle schegge di vento che lo colpivano nonostante il suo impermeabile e i suoi pantaloni pesanti. I suoi occhi si assottigliavano sempre di più, mentre i suoi capelli a caschetto seguivano il flusso delle folate di vento. Se non fosse stato così stanco, magari poteva tornare a casa a piedi. Se la sua proverbiale pigrizia non gli avesse procurato una pancia sempre più pronunciata, magari avrebbe avuto il fiato necessario per potersi incamminare senza doversi fermare dopo qualche passo. Aveva 35 anni, ma il suo fisico ne dimostrava almeno trenta in più. Ma, del resto, per fare l’impiegato non erano richieste grandi doti atletiche. E a lui stava bene così.
Era ancora lì, sotto quell’inutile pensilina, solo nella sera della città, quando lo vide.
Non si sbagliava, stava correndo proprio nella sua direzione. Lesse ancora una volta il numero sul display, per essere sicuro. Ma non si era sbagliato.
Un autobus stava correndo verso di lui.
Ed era proprio il suo.

“Mi scusi, passa per Via Ionesco, vero?” – chiese all’autista, non appena fu a bordo. In fondo l’autista poteva aver fatto confusione, poteva aver sbagliato a scrivere il numero della linea sul pannello. In ogni caso, era meglio chiedere.
Da dietro la sua postazione, l’autista, un uomo sui cinquant’anni dal viso grassoccio e l’aria rassegnata, si voltò stancamente verso di lui. Guardò David per qualche secondo, indeciso se chiudere la porta e ripartire o far scendere l’uomo. Decise di aspettare qualche secondo, e allontanò le dita dai pulsanti. C’era qualcosa che non gli quadrava.
“Mi faccia capire, lei sa dove andare?” – gli rispose sospettoso.
“Sì, devo scendere alla fermata di Via Ionesco. L’autobus passa da lì, vero? Questo è il 57? Perché io sapevo che il 57 sarebbe arrivato tra mezz’ora, e non capisco se…”
“Sì, questo è il 57. Perciò adesso scenda subito da qui” – gli rispose l’autista, secco.
“Come, scusi? – chiese David, stupito – Io stavo cercando proprio questa linea!”
“Non ha capito. Lei non può viaggiare su questo autobus. Questa è la corsa dei pazzi, non quella degli impiegati. La corsa degli impiegati c’è stata almeno due ore fa, mi dispiace…” – rispose l’autista, indicandogli pacatamente la porta ancora aperta.
“Ma mi prende in giro? Non esiste una corsa dei pazzi, né tantomeno una corsa degli impiegati! Ognuno prende l’autobus che gli pare!” – David si stava alterando, ma cercava di non darlo a vedere.
“Oh, mi creda, esistono e come!!! Guardi, se le può essere d’aiuto esiste anche la corsa mattutina delle casalinghe e quella pomeridiana degli studenti che non vogliono studiare e preferiscono farsi un giro in centro” – rispose l’autista, senza scomporsi minimamente.
David non sapeva cosa rispondere. Avrebbe riso volentieri, complimentandosi con l’autista per lo scherzo e la fantasia. Ma lo sguardo serio dell’uomo, le porte ancora aperte, e l’autobus ancora fermo davanti alla pensilina lo stavano facendo preoccupare.
“Ok, allora – provò David,assecondando l’autista – mettiamola così: io sono pazzo, ok? Matto da legare, sul serio! Pensi che sono stato ricoverato in un ospedale psichiatrico per ben tre anni e sono uscito solo perché…”
“Mi ascolti lei, invece – La voce dell’autista era autoritaria, severa – Lei non è affatto pazzo. Le ho chiesto se sapeva dove andare, e mi ha risposto di sì. Un pazzo non sa mai dove sta andando. Quindi lei adesso scende da qui ed evita di crearmi altri problemi, d’accordo?”.
“Charlie – lo interruppe una voce dal fondo – andiamo, Charlie, metti in moto. Il ragazzo è a posto, ci parlo io con lui. Tu guida questo benedetto autobus e cerca di portarci a casa!”
L’autista, sbuffando, guardò nello specchietto retrovisore. Poi schiacciò i pulsanti delle porte e, senza più degnare di uno sguardo David, rimise l’autobus in marcia per le strade della città.
David si voltò, guardando per la prima volta i viaggiatori dietro di sè. I sedili erano tutti occupati da anziani, barboni, extracomunitari. E tutti lo stavano fissando come si fissa un alieno. O, nel suo caso, un uomo sano di mente.
David provava un senso di vergogna, come se quello che fosse successo era colpa sua. Poi venne richiamato da una voce. La stessa voce che aveva convinto l’autista a ripartire.
“Ehi, ragazzo! Vieni un po’ qui, fatti vedere bene!” – gli urlò.
Si trattava di un vecchio, occhi vitrei nascosti dalla visiera di un berretto in feltro, pantaloni in velluto, giacca logora e un bastone tra le gambe su cui poggiava entrambe le mani. Poteva avere sugli ottanta, ottantacinque anni. Guardò David con occhi profondi, scrutando i suoi vestiti da impiegati e la sua aria da borghese. Poi gli sorrise, mostrandogli l’unico dente che la sua bocca potesse permettersi.

“Ma che ha quell’autista? Mi stava prendendo in giro o…???” – esordì David, sedendosi accanto al vecchio e decidendo di sorvolare sul pessimo odore emanato dall’uomo.
Il vecchio rise divertito.
“Chi, Charlie? – rispose – Da quando sono qui non l’ho mai visto prendere in giro nessuno… è semplicemente pazzo, come tutti noi…”
“Pazzo??? Andiamo, non mi dirà che…”
“Che questa è davvero la corsa dei pazzi? Certo, ragazzo! Questa corsa è riservata a noi, siamo noi gli unici a poter viaggiare a quest’ora!!!” – rispose il vecchio, pacato.
“No, non ci credo!”, intervenne David, perdendo la pazienza. “Che cosa vuol dire? Che la sera uscite dal manicomio e vi fate il vostro bel giretto turistico? Invece di passare la vostra ora d’aria a guardare la televisione rubate un autobus e ve ne andate a spasso su un autobus tutto vostro come se niente fosse???”.
Il vecchio rise, divertito.
“Pensi davvero che per essere pazzi bisogna essere ricoverati in qualche ospedale psichiatrico come dicevi prima tu…”
“David…”
“Vedi, David – riprese il vecchio – essere pazzi non vuol dire necessariamente avere qualche rotella fuori posto…basta molto, molto meno…”
“Ah, sì? Cosa? Fammi qualche esempio! Perché non mi racconti come si fa a diventare pazzi? Si fa una domanda di ammissione a qualche specie di club e si vede se si può girare comodamente su un autobus per le strade del centro???”, rispose, alterato.
“Non è difficile, David – rispose il vecchio, ignorando la reazione del ragazzo – vedi, in fondo ognuno di noi ha dentro una parte di sé pronta a esplodere da un momento all’altro…c’è chi aveva un lavoro che poi ha perso, chi aveva un amore che l’ha lasciato…ed è in quel momento, in quel preciso momento, che si rischia di diventare passeggeri di questa corsa. Tu sei mai stato lasciato, David?”
Il ragazzo distolse lo sguardo dal vecchio.
“Io…io…in verità no…” – rispose imbarazzato.
Questa volta non fu il vecchio a rispondere, ma un uomo seduto poco distante da loro. Un barbone sui sessant’anni, avvolto in un impermeabile logoro e in un cappello che gli copriva buona parte del viso. L’uomo, che fino a quel momento era rimasto in silenzio seguendo dal finestrino il viaggio dell’autobus, si era appena voltato verso i due uomini.
“Già immagino il tipo…fidanzato al liceo con la bruttina della classe, quella che non vuole nessuno…lui sa che non può aspirare a niente di meglio, lei anche…si fidanzano, sapendo già dall’inizio come andrà a finire…saranno costretti a sposarsi, passeranno le loro stanche vite insieme, giorno dopo giorno…senza mai avere il coraggio di capire che quello che provano l’uno nei confronti dell’altra non è amore, ma una strana forma di indifferenza e pietà…un classico…”
L’uomo si era rivolto a David, e, nonostante le sue parole, il suo tono non era quello di uomo che vuole ferire.
“David, ti presento Jacob – intervenne il vecchio – lui è il più matto di tutti…ha una forma di pazzia dalla quale tutti vogliono tenersi alla larga...Jacob ha il potere di dire sempre la verità…”, disse.
David guardò l’uomo, poi abbassò la testa proprio un attimo prima che una vampata di calore lo rendesse rosso in volto. Jacob aveva detto la verità.
Il vecchio guardò David con affetto, fissandolo con un sorriso paterno.
“Bè, David, buon per te…l’amore, in fondo, non è quello che raccontano nei libri…puoi ritenerti fortunato, ragazzo mio… - disse – ma dimmi, David…l’affetto di un genitore? Quello l’hai mai perso?”
Ancora una volta, fu Jacob a intervenire.
“Evita certe domande, non è il caso di fargliele…non si tratta di averlo perso o meno…il ragazzo non l’ha mai conosciuto, l’affetto di un genitore…”, disse.
“Jacob, smettila! Penso che David sappia parlare da solo”, gli rispose il vecchio, sorridendo affabile verso David.
Il ragazzo era a testa bassa, incapace di rispondere.
L’autobus intanto proseguiva la sua corsa, permeato da uno strano silenzio che sembrava rendere ovattato perfino il frastuono Nessuno dei passeggeri, poco più che ombre sedute immobili ai loro posti, sembrava interessato alla conversazione.
“Io…no, non l’ho mai perso”, rispose con un sussurro David.
“Allora cos’hai, David? Cos’è che fa di te un uomo?”, chiese a bassa voce il vecchio.
“Ecco…io…io ho il mio lavoro…i miei sogni…”, rispose il ragazzo.
“A-ah! – urlò trionfante il vecchio – Perfetto! Ci siamo, David! I tuoi sogni! Bene bene bene! Adesso dimmi qualcosa in più!!!”
“Bè – rispose impacciato David – io sogno di fare carriera come manager, di diventare famoso, di fare soldi…magari trovare il grande amore e…”
“No, ragazzo, no…abbiamo detto di lasciare da parte l’amore…quello è un diversivo, una scusa…noi adesso parliamo di sogni, non di invenzioni…”, lo ammonì il vecchio.
“Bè, ecco…non so che dire…sogno una bella casa, come tanti altri…un…”, rispose, senza riuscire a finire la frase.
“Charlie – strillò di colpo il vecchio all’autista – Cosa ti dicevo, Charlie? Il ragazzo è a posto! Ha dei sogni! Mi hai sentito, Charlie? Il ragazzo ha dei sogni!!!”
“Sì, sì – strillò di rimando Charlie, scoccando un’occhiata dallo specchietto retrovisore – L’ho già sentita questa storia… si fa presto a dire che si hanno dei sogni!!!”
Il vecchio guardò comprensivo David.
“Charlie non ha tutti i torti, ragazzo…ciascuno di noi ha i suoi sogni…ma per essere davvero pazzo bisogna anche riuscire a tenerli in vita…”, disse.
“Ma…io ci provo, io cerco di lottare ogni giorno…”, rispose David, in difficoltà.
“Ne sei sicuro? Anche quando sembra andare tutto storto? Anche quando sembra non esserci più una sola ragione per andare avanti?”
“Ecco…io...”.
David alzò di scatto la testa contro il vecchio
“come posso fare per diventare pazzo?”, continuò.
“Vuoi davvero saperlo?”, rispose il vecchio, sorridendogli.
Intervenne Jacob, lo sguardo oltre il finestrino, la voce dura.
“Lascia perdere, è tutta fatica sprecata”, disse.
“Cosa? – proruppe David scattando verso di lui – No, ehi, perché? Che vuol dire???”
“Perché sei come tutti gli altri, ecco perché!!!”, gridò Jacob, voltandosi verso di lui.
“Vuoi che ti dica come la vedo? – continuò l’uomo, severo - Hai fatto tardi da un lavoro che detesti, solo per poter fare gli straordinari e fare bella figura col tuo capo, magari sperando che ti dia una promozione e faccia aumentare magicamente i numeretti sulla tua busta paga…vivi in una casa di merda, vivi una vita di merda e ogni giorno pensi di mollare tutto…ecco perché non vale la pena, David!”, disse.
“E’ davvero così, David?” – ancora una volta, la voce del vecchio era carica di umana comprensione.
“Lascialo stare, davvero – continuò Jacob – è solo salito sull’autobus sbagliato…non ha niente a che vedere con noi!”, disse.
“Ma io voglio diventare come voi! Io voglio far sopravvivere i miei sogni! Insegnatemi come posso fare!”, disse David, quasi in lacrime.
Come se avesse sentito la sua voce, un uomo seduto a metà corridoio, si voltò verso di lui. Era un extracomunitario sulla trentina. Pakistano, forse. Un tipo comune, come tanti.
“Ehi ragazzo! Guarda che abbiamo appena superato la tua fermata”, gli gridò.
David lo osservò per un istante, poi distolse lo sguardo.
Tornò a guardare il vecchio, supplichevole.
“Non me ne importa niente della mia fermata! Voglio diventare come voi! Insegnami come si fa… per favore…”, gli disse sottovoce, quasi supplicandolo.
Il vecchio si limitò a lanciargli l’ennesimo sorriso.
Al suo posto, rispose Jacob. Questa volta, l’uomo si rivolse ai due ruotando il busto.
“Vuoi sapere la verità, David? Scendi da questo autobus finchè sei in tempo. Perché non gliene frega niente a nessuno, di diventare come noi. Neanche a te, credimi. Ti conviene dimenticare quanto accaduto, gettare nel mare i tuoi sogni e fare la vita che fanno tutti gli altri. Niente sogni, niente aspettative, niente ideali. Vuoi sapere perché la maggior parte della gente fa così? E’ presto detto. Per un’unica, semplice ragione. Perché conviene. Perché è più facile. Perché è l’unica strada che tu possa seguire se vuoi ottenere qualcosa da questa vita di merda. Vuoi diventare come noi? Accomodati pure, David! Vuoi rinunciare al tuo lavoro, ai tuoi soldi, alla tua macchina e alla tua casa? Dai, sì, fallo pure! Ma sappi che questo non ti porterà da nessuna parte! Ti considereranno pazzo, ti guarderanno come si guarda una persona che ha qualche rotella fuori posto!!! E se qualche volta proverai a tirare fuori la parola “coscienza” e “anima”, non farai altro che farti ridere dietro! Sei sicuro di volerlo fare, David?”, disse Jacob.
David esitò un attimo. Guardò l’uomo, poi si voltò verso il vecchio. Chiuse gli occhi per un attimo, poi li riaprì deciso.
“Sì, sono sicuro”, disse.
“Molto bene – sentenziò il vecchio – “Ma sappi che questo significherà perdere tutto. La tua reputazione, il tuo status sociale…e anche il rispetto da parte delle persone normali”.
“Non mi importa – rispose sicuro David – ho preso la mia decisione”.
“Molto bene. Allora da domani comincerai il tuo percorso”, disse il vecchio.
“Eh? Cosa? Perché domani? Non possiamo iniziare adesso?”, rispose David, allarmato.
“No, ragazzo – rispose il vecchio – per stasera il nostro viaggio termina qui. Siamo arrivati al capolinea, non te ne sei accorto?”, disse.
In effetti, l’autobus si era appena fermato. Senza che David ci avesse fatto caso, Charlie aveva spento il motore ed era sceso a fumarsi una sigaretta. Gli altri passeggeri, in silenzio, stavano scendendo uno alla volta.
“Torna a casa, David…tua moglie ti starà aspettando”, concluse il vecchio, lanciandogli un’ultima occhiata.
David scese dall’autobus. Ormai era notte, e per la strada non passava quasi più nessuno. I passeggeri dell’autobus si stavano allontanando a piedi, senza neanche degnarsi di uno sguardo, ognuno per la sua strada. David fece un cenno all’autista, poi si incamminò verso casa. Per sua fortuna, la strada da percorrere era poca.

“Si può sapere che cazzo di fine hai fatto, David??? E’ da un’ora che ti stiamo aspettando! Un’ora!!! Lo sai cosa vuol dire restare anche solo un’ora da sola con lui??? Ti rendi conto di cosa significhi per me, eh???” – Sonia non l’aveva presa bene. Non aveva preso bene il suo ritardo, il fatto che avesse dovuto imboccare Thomas tutta da sola.
Già, Thomas…
“Sonia, posso spiegarti… ho fatto tardi a lavoro…”
“Vaffanculo, David! Non ho bisogno delle tue scuse di merda! Lo so che non te ne frega un cazzo di noi, non te ne frega un cazzo di nostro figlio! Esci la mattina alle otto, torni qui dopo più di dodici ore e hai il coraggio di dirmi che puoi spiegarmi??? Cosa cazzo c’è da spiegare?”
“Sonia, il capo mi ha chiesto se potevo fare gli straordinari…mi avrebbe pagato, e sarebbero stati tutti soldi in più per lui… per pagare le cure…”
“Le cure! Le cure! Non esistono solo le cure! Esistono anche i genitori, lo sai? David, nostro figlio ha bisogno di noi, ha bisogno di te… tu sei suo padre… ma è come se non esistessi!!! Che razza di uomo sei, David? Dimmelo!!!” – urlò Sonia, furiosa.
David abbassò lo sguardo, colpevole.
“Sonia, Thomas vive in un mondo tutto suo – disse a voce bassa - ho provato a entrarci, ho cercato di stabilire un contatto con lui...ma è stato tutto inutile…lui non mi vuole…ha i suoi amici immaginari, il suo mondo immaginario… non vuole un contatto con la realtà…non vuole un contatto con me…”
A quelle parole, Sonia si sciolse. Sospirò, poi abbracciò il marito a testa bassa, senza avere il coraggio di guardarlo.
“Non è vero, e lo sai… forse avete solo bisogno di trovare il modo di comunicare… in ogni caso adesso è nella sua stanza, ti sta aspettando” – gli disse piano.

“Ciao Thomas!”.
La stanza del bambino appariva ancora più piccola, all’ombra dell’abat-jour ancora accesa sulla scrivania. Dalle pareti, i disegni di Thomas, unico mezzo di comunicazione del figlio con il mondo reale, osservavano David severi. Nei disegni di Thomas, la figura del padre era completamente assente. Non c’era mai un papà, nelle raffigurazioni dei suoi amici immaginari. Ogni volta che David guardava quei fogli appesi alle pareti, sentiva una morsa stringergli il cuore. Era davvero tutta colpa della malattia di suo figlio? O era anche colpa sua, della sua assenza? In fondo, da quando aveva iniziato le cure, Thomas aveva fatto dei progressi. Aveva iniziato a parlare, era riuscito a trovare un suo modo di comunicare con il mondo esterno. Parlava con sua madre. Parlava con i suoi nonni. Parlava con il medico, ogni tanto. Ma con lui non parlava mai.
Seduto alla sua scrivania, Thomas stava disegnando. Quando sentì il padre entrare, non si voltò neppure.
David tentò un sorriso, ma non ci riusciva. Era una di quelle situazioni in cui non sapeva cosa dire, cosa fare. Era tutto troppo grande, per lui.
Ma, questa volta, fu Thomas a parlare.
“Papà…ho fatto un sogno…”
“C…cosa?!?” – David strabuzzò gli occhi, incredulo. Per la prima volta, Thomas si stava rivolgendo a lui.
“Eri su un autobus… insieme ai miei amici… io ero lì, ma tu non mi vedevi…ma io ti guardavo, e sentivo quello che dicevi, e sapevo che tu non mi volevi bene…”
David ebbe un sussulto. L’autobus…gli amici…come faceva Thomas a sapere? Mise da parte i suoi pensieri, cercando, per una volta, di concentrarsi su suo figlio.
“Ma…ma io ti voglio bene, Thomas” – provò a dirgli con tenerezza, accarezzandogli i capelli.
“Sì, alla fine del sogno sì… - rispose il bambino - tu scendevi dall’autobus e tornavi a casa, da me…e io sapevo che mi volevi bene…” – gli rispose il figlio.
Poi si voltò, tendendogli la mano.
David, in lacrime, strinse con dolcezza la piccola mano del figlio. Nessuno dei due disse più niente.

Da quel giorno, David non fece più ore di straordinari. Usciva dall’ufficio al solito orario, prendeva l’autobus al solito orario, tornava a casa al solito orario, passando la serata con Sonia e Thomas.

Thomas fece diversi progressi. Nei suoi disegni iniziarono a comparire le figure di alcuni uomini grandi e forti, che con le loro braccia proteggevano il corpo di alcuni bambini.

Della corsa dei pazzi, David non seppe più nulla.