martedì 21 giugno 2011

Ah, l'estate!

Buon solstizio d'estate, amici miei, oggi diamo ufficialmente inizio alla stagione più meravigliosa del mondo, per quasi l'ottanta per cento della popolazione mondiale. L'altro venti per cento adora l'inverno, il freddo, la pioggia e il piumone caldo. Io faccio parte della seconda categoria e da oggi, e per i prossimi tre mesi, mi troverete ansimante e distrutto dal calore incessante che viene dal mondo esterno. E non sia mai che accenda il condizionatore, no no, alla fin fine è solo un modo per far sembrare di stare meglio ma che in realtà porta aria calda all'esterno provocando un moto di innalzamento di calore che ti spinge ad abbassare il condizionatore che, sforzandosi, butta ancora più aria calda all'esterno e così via fino a quando il Signore non arriva sull'angelo della morte, sul macellaio, che uccise il toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò. Insieme al condizionatore.

Comunque, dato che lavoro in modo molto entusiasmante in un'ambiente che ha a che fare col freddo, l'arrivo della stagione estiva è fonte di giubilo indove mi reco abitualmente a prestare servizio. E quindi quest'anno anche io sono abbastanza contento dell'arrivo della stagione estiva. Vabbè, "contento" mò è troppo. Diciamo che mi va bene. Che manca poco a Ottobre và. Tanto che sono tre mesi e 10 giorni? Niente. Proprio niente.

E per far sentire che amo il sole, il mare, i corpi sudati, i vecchi panzoni sul bagnasciuga, le tipette truccate in spiagga, i bimbi urlanti e la meravigliosità della sabbia in ogni dove sul proprio corpo, dedico questa poesia al primo giorno d'estate.

Mi sveglio, ho caldo.
Penso a te, morendo di caldo.
Accendo il pc, è un portatile,
si surriscalda: fa caldo.
Esco, vado alla posta:
il mondo è troppo caldo.
Il direttore strepita: "Questo
non è un salotto. Qui si lavora.
Intanto lui sta al fresco, mentre
noi al caldo.
Attendo un'ora, ma il caldo
non va' via.
Esco in strada, caldo ovunque.
Arriva a casa, il sudore è cosa mia.
Caldo ancora, caldo a quantità,
caldo a profusione, caldo a palate,
ma quanto è bella l'estate.


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Viva l'estate. Viva la vita. Viva il sudore!

3 commenti:

lo scrigno di Sibilla ha detto...

Anch'io adoro l'inverno,poi le sciarpe, i camini in salotto anche se non ce l'ho ma mi piacerebbe averlo..
Non tollero il caldo eccessivo, non tollero l'ambiente della spiaggia e tutto quel che ci va dietro.. preferisco e adoro la montagna e sopporto che l'estate esista solo per questo e per qualche altro motivo tipo qualche giro in bici qualche serata con gli amici e poco altro.Si dice che le persone in generale rifioriscano in estate.. io al contrario appassisco e d'inverno mi trasformo completamente! La tua poesia è molto azzeccata per me! :)
A presto..Sibilla

Paola ha detto...

Bel post, mi hai fatto ridere un sacco!!! :D
Cmq io mi situo un pò a metà...l'estate mi mette allegria (e poi il mare del salento è una cosa meravigliosa), però dato che ormai sono finiti i tempi dei tre mesi di vacanze, dover studiare/andare al tirocinio/fare il trasloco più impegnativo della mia vita in questa afosa stagione mi mette addosso una malinconia assurda!!!!
E poi...cosa c'è di meglio che gustarsi una buona cioccolata calda davanti ad un camino scoppiettante?:P

enrico ha detto...

Elaborato e "sardonico" l'escursus branduardesco,entusiasmante.La visione estiva non collima con la realta perche troveremo su quel bagnasciuga "vibrioni alati colerici".Quindi dermatiti ecc... ecc...Del resto il mare Mediterraneo e' una fogna a cielo aperto

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