giovedì 21 ottobre 2010

Lettera alla donna che amo

Perché i 24 pesano, lo so bene.
Perché ti senti più pesante dentro, ti senti addosso qualcosa che fino a ieri non avevi. Perché ti senti sola, lontana da tutto quello di cui ti importa. Perché io sono qui, in una città che pretende di darmi poco, chiedendomi allo stesso tempo troppo. Perché stare lontano da te mi pesa, eccome. Mi pesa soprattutto oggi, che arrivano i tuoi 24. E lo so che i 24 pesano, lo so bene. Ti senti vecchia, tutto a un tratto. Ti guardi indietro e ti accorgi che non c’è niente di tutto quello che vorresti ci fosse. E al tempo stesso sei proiettata verso i giorni di un domani che non riesci a vedere, ma di cui senti addosso tutto il peso. Perché me l’hai detto tu, tra poco non ci sarà più tempo per dire “ci sarà tempo”. E hai maledettamente ragione, ecco la verità. Lo so, non è questo che ti saresti aspettata dalla lettera per la donna che amo. Perché gli innamorati si scrivono cose diverse, si mandano messaggi d’amore e si spalmano cucchiaiate di melassa ignari del mondo che li circonda. Ma noi non siamo così, e nonostante non riesca ancora a capire se sia un bene o un male, è un dato di fatto. Perché non mi viene di scriverti che ci sono, quando la realtà è che non ci sono. Sono distante da te, proprio nel giorno in cui arrivano i 24. E i 24 pesano un casino, lo sai bene. Non mi viene da scriverti che sarà tutto bello, che vivremo del nostro amore mentre tutto il mondo si distrugge intorno a noi. Perché non sarà così, perché dovremo lottare forse più di tutti gli altri, perché è tutto un gran casino e perché le nostre fottute paure che tutto quello che desideriamo non si avveri sono ogni giorno dietro la porta. E dovremo lottare, come stiamo già facendo e anche di più. Perché tenere quella porta chiusa potrebbe essere la prova più difficile che dovremo mai affrontare. E cadremo, come è già successo, e cadremo ancora. Cadremo ancora più pesanti a terra, perché avremo addosso questi maledetti 24 che adesso sono arrivati anche per te. E io dovrei scriverti “tanti auguri, cento di questi giorni”, cazzo. Ma non ci riesco. Perché sento che dirti che questi 24 pesano è la cosa più autentica che possa fare in questo momento. Avremo tempo per ridere, avremo tempo per festeggiare quello che ci sarà davvero da festeggiare. Che non è l’arrivo dei 24, ma è il nostro stare insieme, il nostro guardare Alisa insieme a Marialisa e Miriam, il nostro andare a fare la spesa a Conad, il nostro inseguire umori e malumori con la punta delle dita che si sfiorano, il nostro litigare per i motivi più insensati, il nostro sentirci parte di un mondo che non riesce a capirci del tutto. E lo faremo, te lo prometto. Lo faremo presto. Anche se non serve a niente, dirti tutto ciò. Non serve a niente in questo momento, che i 24 sono appena arrivati. E vorrei stare lì con te, a dirti “tanti auguri, amore mio”, e magari buttarmi sul letto insieme a te e toccare le tue labbra con le mie. Perché se ci tenessimo stretti tutto il giorno, tra la spesa alla Conad e le nostre dite che si sfiorano, forse tutto sarebbe diverso. Forse questa lettera non avrebbe motivo di essere scritta. Perché i 24 peserebbero di meno, e lo sappiamo bene. O forse perché troverei altri modi per dirti che ti amo, e non un’insulsa lettera in cui cerco di farti capire quanto sono innamorato di te gettandoti addosso tutto il mio pessimismo. Lo so che è il regalo più brutto che una ragazza abbia mai ricevuto, ma è forse quello più autentico. E se non sapessi che tipo sei, se non sapessi che non sei una ragazza come tutte le altre, non avrei mai scritto una lettera così brutta e malinconica. Ma ti conosco, e so che forse penserai che sono uno stronzo – e lo dirai a Miriam, ne sono sicuro – ma che alla fine dirai che in fondo è giusto così.
Che non si può sempre festeggiare quello che ci è stato imposto di festeggiare, soprattutto quando pesa così tanto.
Perché i 24 sono arrivati per tutti e due, e lo sappiamo benissimo entrambi.

2 commenti:

Paola ha detto...

Giorni fa mi hai detto: "io pensavo che fosse troppo triste e inadeguata..."
Un pò hai ragione, è una lettera molto triste, magari non sarebbe adatta ai festeggiamenti di un compleannno, però io l'ho apprezzata tantissimo, perchè sono parole vere, perchè mi hai detto tutto quello che pensavi, senza censure...
Hai detto quello che spesso non ci diciamo a voce, perchè abbiamo paura che sia troppo doloroso...sei stato sincero e per me questo vale più di mille frasi romantiche ad effetto...
Penso che questo sia il vero modo di dimostrare amore...o almeno il modo più autentico...
E se hai un pò esagerato, se ti sei buttato un pò troppo giù, se hai visto tutto un pò troppo nero, non ti preoccupare...ci sono qui io...E' bello ridimensionare le cose, è bello accorgersi che a volte la malinconia ci fa vedere tutto troppo buio...io lo so bene...:)

Tyrrel ha detto...

Ci sono parti della lettera in cui mi ci ritrovo, anche se io e la mia fidanzata non viviamo così distanti (abitiamo a quasi 30 km di distanza e non ci vediamo tutti i giorni, ma è ben diverso rispetto alla vostra situazione) e a livello di anni andiamo verso i 29.
Una lettera triste ma molto bella, mi è proprio piaciuta Diggi.

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