mercoledì 28 aprile 2010

L'amore e il sapore



C’era una volta, in un mondo lontano uno yogurt. (Non è un inizio solito per una favola ma fatemici arrivare al dunque). Comunque, dicevo, c’era una volta in un mondo lontano uno yogurt pervertito. Uno di quelli che si esaltava così tanto del suo gusto tanto da considerarsi uno stallone. Diceva cose come “fai l’amore con il sapore”, e robe del genere. Un montato ma senza panna(questa è per palati fini). Lo yogurt che chiameremo dolcemente Muller come il difensore della Juve degli anni 90, camminava spensierato, vantandosi, nei dolci territori del BancoFrigo, ma un giorno, chissà perché, decise di uscire fuori da quel mondo gelido e pieno di alimenti. Disse: “Io non son come gli altri formaggi, non mi ritengo un latte scaduto. Io me ne esco proprio oggi, voglio visitar il mondo perduto”. E così fece. Grandi pianti ci furono dal settore delle sottilette, che lo volevano così bene, ma gli altri yogurt apprezzarono questa uscita di scena e aumentarono i prezzi immantinente.
Muller uscì e conobbe un mondo nuovo.
“Ma quanta gente c’è qui fuori, non me n’ero mai accorto. Sprizzo gioia da tutti i pori, come il sole quando è sorto!” – esclamò pieno di meraviglia. Con un sorriso stampato sul cartoncino, continuò a camminar per ore e ore, finchè non incontrò un celebre signore e da lì la sua vita cambiò.
“Mi scusi l’ardore, ma io non mento, è mica un famoso scrittore, quello di Novecento?” – chiese colmo di gioia e felicità.
“Certo che sono io, e tu come ti chiami, piccolo...scatolino?” – rispose senza pensarci due volte, anche se dalla faccia altrui era sconvolto.
“Io mi chiamo Muller sono importante, nel BancoFrigo son il più imponente.” – si vantò appena ne ebbe l’occasione – “Io ti vidi tante volte nel tempo passato, ma solo lo yogurt della Marcuzzi tu hai comprato, almeno hai risolto quel problema delicato?” – chiese, senza vergogna.
“Non so cosa vuoi da me, piccolo essere, ma certo non ti parlo della mia vita privata. Ma se tu avessi la soluzione al mio problema, ti mangerei, gratis, da mattina a sera!” – iniziò l’uomo capelluto – “Voglio pubblicizzare la mia scuola, ma non trovo il modo, mi suggerisci un sistema, ti scongiuro?”.
Muller ci penso per un’ora ed un’ora ancora. Rimane, fermo nella sua posizione ad elaborare una qualsivoglia risposta. Le ore passavano ma lui rimaneva imperterrito a pensare. Lo scrittore lo guardava senza muoversi di un passo. Ad un tratto, l’urlo di gioia.
“Eureka, ho risolto, ho la soluzione: basta organizzare un concorso per giovani scrittori. Ce ne son a frotte in questa nazione, accorreranno anche da fuori!” – esclamò sorridendo beato.
“Ma tu sei un genio, ci sei riuscito. E perdigiunta prima di scadere, mi sembra che se non ti metto in frigo, perderai la tua cremosità innata!” – disse lo scrittore esaltato.
“Ah, sei entrato già nella parte, io e te, te e io, e andiamo forte. Ma serve qualcuno che si sopporti quelle bocche sciolte. Hai un nome in mente, mio collega? O chiamo qualcuno io, che ce ne frega!”
“Una persona casa ce l’ho, tanto quanti racconti arriveranno? Cento, duecento, massimo. Faremo una pubblicità soft con radio, tv, internet e stazioni. Di sicuro non parteciperanno a milioni. Vedi che mi fai fare? Ora parlo in rima, colpa tua piccola scatolina!” – e rise di gusto.
“Mi fa piacere che hai preso dal sottoscritto, mi sento onorato, ecco l’ho detto. Il concorso sarà un successo, me lo sento. Anche se andrà sicuramente a rilento.” – disse, convinto di ciò che diceva.
I due se ne andarono mano nella mano, il che era un po’ strano dato che Muller non ne aveva. Decisero di recarsi a casa dello scrittore e lì far l’amore col sapore, peccato che il nostro amico era già rancido, sarà per questo che il concorso è risultato un po’ disorganizzato? La morale della storia siete riusciti a coglierla? E’ semplice, quasi scontata. Bisogna non fidarsi mai di uno yogurt vicino alla scadenza, anche se cento ne pensa, non è mai sicuro che c’abbia ragione. Ma questo, vi prego, non ditelo allo scrittore.

4 commenti:

Fabio ha detto...

scusa, ma secondo me lo yogurt hai mangiato,
ma la scadenza non hai guardato... e tanta acidità ai sviluppato.

Per la smania che di scrivere a te mi accomuna, a tante porte ho bussato,
ma più che risposte acide non gustato.

Capita poi che yogurt, merendine e affini offrano un palco a giovani che di visibilità fame hanno.
Certo per business e per guadagno, ma almeno loro lo fanno.

Di detrattori il mondo è pieno,
ma a questo clan io mi nego.

luttazzi4ever ha detto...

Scusa, ma non hai capito il senso del mio raccontino. Non è una critica al concorso ma al modo in cui è stato sviluppato. E poi l'ironia ci salva da un sacco di cose, ed è il mio campo. Adoro canzonarmi e canzonare il mondo, è per questo che campo!

Ps: Attenzione ai verbi. E comunque la seconda frase non l'ho capita! Sarà costruita male :D

Fabio ha detto...

Ti rispondo qui perchè odio facebook e non ho nessuna intenzione di registrarmi.
Ci ho fatto un giro per vedere cosa si diceva del concorso sul famoso social network..
e cosa trovo? una marea di gente arrabbiata che scrive che il suo racconto andava pubblicato, che none è possibile questo o quello... io scrivo per passione, perchè ho provato a farlo per vivere, ma come dicevo nella frase che non hai capito, ho subito tante cocenti delusioni. Gli editori, quelli veri, sono ben più "cattivi" di questo concorso letterario... io ho provato.. se molti di quelli che scrivono su facebook avessero provato ad avere a che fare con un autore, credo che non si riterrebbero così bravi... quello che mi ha dato davvero fastidio è leggere commenti di persone che con supponenza ritengono che il loro racconto andava pubblicalo per forza.
Visti questi atteggiamenti mi ricordo perché non voglio entrare nella grande famiglia di facebook.

Ciao

luttazzi4ever ha detto...

Ti ben capisco, faccio concorsi da un bel po' di tempo e già esulto per il traguardo di una pubblicazione dell'antologia o robe del genere. Capisco che il mondo feisbuchiano è orrendo visto da fuori, ma certe volte possono uscir belle cose. Comunque dalle mie parole, dai miei commenti, non è mai uscita fuori una frase come "meritavo di vincere" o "meritavo di essere pubblicato" o "il mio racconto è migliore". Ho solo controbattuto ad un'esclusione con un po' d'ironia. Spero sia stata colta.

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