martedì 9 agosto 2011

(5)


(Interno. Tipica villa super-accessoriata americana. Walter e Daniel si ritrovano in un lussuoso soggiorno completamente pregno di cristalli Swarovski)

Daniel: “Toh, lampadari di Swarovski, posacenere di Swarovski, tavolini di Swarovski, ci manca solo un cagnolino di Swarovski. Ma questa è casa tua?”
Walter: “Sembra, ma non mi ricordo di essere mai stato un miliardario.”
Vfc: “Padre!”
Daniel: “Padre?”

(Dalla stanza attigua spunta fuori una procace ragazzina di una ventina d’anni, abbraccia con entusiasmo Walter)

Ragazza: “Padre. Sono contento di avervi rivisto prima del mio matrimonio. Ora sono felice che tu abbia accettato la mia scelta di sposare il signor Erwin.
Walter: “Monica?”
Monica: “Non mi chiamavi così da tempo, chiedo scusa se ti sto parlando con questa forma così personale. Ti…vi…chiedo scusa.”
Walter: “Monica, sei mia figlia, come accidenti vuoi parlarmi?”

(Daniel approfitta dell’incontro padre-figlia per bere un bicchiere d’acqua. La bottiglia è intarsiata di Swarovski, anche il bicchiere ovviamente)

Monica: “Era pure da tempo che non mi chiamavi “figlia”. Da prima che partorii il figlio di mio cugino Thomas.”

(Daniel sputa l’acqua, la fontanella che ne fuoriesce ha lo brilluccichio dei cristalli Swarovski)

Daniel: “Brava la figliola eh?”
Walter: “Non mi sento tanto bene!”
Monica: “Non fare così, padre, non di nuovo. Mi ricordo ancora il triplo by-pass che ti hanno inserito dopo lo shock della morte di mio fratello.
Walter: “Mi sto sentendo veramente male.”
Monica: “Fortuna che poi si è scoperto che Tom era vivo e vegeto e in Australia, quello che era deceduto nell’incidente era il suo perfido gemello cattivo Alan.”

(Daniel si siede su una poltrona di Swarovski, si lamenta un po’ per il dolore causato dai cristalli e inizia a mangiarsi un enorme cesto di popcorn. Costellato di Swarovski)

Daniel: “Tutto ciò è meglio di Sentieri”.
Walter: “Ma certo. Siamo in una soap-opera. Come ho fatto a non capirlo?”
Vfc: “Sei sempre stato duro di comprendonio, mio caro ex-ex-ex-marito.”

(Tutti osservano verso l’enorme scalone situato proprio al centro della sala. Dalla sommità scendeva una donna di un trentina d’anni ma truccata come se ne avesse quindici. Indossava un vestito lungo, da gran gala, peccato che erano le tre del pomeriggio. Scese con eleganza innata e con gli occhi chiusi)

Rita: “Non posso vederti ma immagino che tu sia, come sempre, con la bocca spalancata per la mia meravigliosa bellezza.”
Walter(le si avvicina): “Rita, sei bella come quando mi sono innamorato di te. Sei lucente.”
Rita: “Sarà il mio vestito di Swarovski”.
Daniel: “Se ne avete un paio da buttare, di cristalli, sarò ben felice di portarli io verso la pattumiera”.
Monica: “Madre, non sei felice del ritorno di mio padre proprio il giorno del mio matrimonio col signor Erwin.”
Rita: “Certo. Almeno a questo matrimonio si è presentato. Non come è accaduto in passato.”
Daniel(divertito): “Cosa ha combinato questo discolaccio?”
Rita: “Ha evitato le nostre quarte nozze per passare una notte di passione con la mia più orrenda nemica: Jessica Lovejoy.”
Daniel(continuando a mangiare pop-corn): “Allora è proprio un discolaccio!”
Walter: “Quarte nozze? Ma non ne bastava una?”
Daniel: “Aggiornati con i tempi Walter, da queste parti chi si sposa solo una volta è out!”
Monica: “Io infatti sono al mio secondo matrimonio.”
Walter: “E chi è stato il primo marito?”
Monica: “Ma Alan no? Non ti ricordi?”
Walter: “Hai sposato il perfido gemello cattivo di tuo fratello. Di conseguenza hai sposato tuo fratello! Non ti sei resa conto che avevano la stessa faccia?”
Monica: “Non ti arrabbiare padre. Aveva fatto una plastica, nessuno se n’era reso conto.”
Walter: “E come avete capito che era morto lui invece di Tom se non si assomigliavano?”
Daniel: “Walter si vede proprio che non capisci niente. Dopo l’incidente, per la botta subìta, il caro Alan ha perso la faccia finta che si era fatto e tutti hanno scoperto che era il gemello di Tom!”
Walter: “Mi fa male la testa!”
Rita: “Come dicevi sempre quando stavamo a letto assieme, e poi svenivi. Ed io che pensavo sempre che mentivi, poi constatammo quel tumore al cervello!”
Walter: “Ma è mai possibile che io devo sempre sentirmi male e voi vi sposate con chiunque? E chi è questo Erwin?”
Monica: “Il dottor Erwin Costanter. Il primario di chirurgia del Saint Stefan Hospital.”
Walter: “Quanti anni ha? Non credo sia un primario a venticinque anni!”
Monica: “Settantadue. Ma se li porta bene”.

(Walter sviene. Daniel se la ride beato. Passano alcuni minuti, Walter è a terra, tutto pregno di Swarovski, si riprende con i sali)

Monica: “Padre, stai bene?”
Walter: “Figlia mia, perché vuoi dare questo dolore a tuo padre?”
Rita: “Per salvare questa famiglia. Non vedi che siamo ridotti, ormai, sul lastrico?”
Daniel: “Vendervi un posacenere no?”
Rita: “Un tempo te li sceglievi meglio, gli amici!”
Daniel: “Walter, cosa vorrebbe dire costei?
Walter: “Senti, bella mia, di sicuro questa famiglia non vive male se potete permettervi tutto questo lusso. E la mia unica figlia non sposerà mai un vecchio rimbambito. Neanche se fosse Bill Gates!”
Monica: “Non rimettere in mezzo la storia di Bill, padre, è acqua passata!”
Daniel: “Questa tua figlioletta è un cumulo di sorprese!”
Rita: “Oh, caro mio ex-ex-ex-marito. Tu non comandi più in questa casa, da tempo ormai. Ora Lester è il capofamiglia, e lui ha acconsentito al matrimonio.”
Walter: “E ora chi è questo Lester?”
Monica: “Il nuovo marito di madre. Va’ a scuola con me!”
Daniel: “La madre si trova un ventenne, la figlia un settantenne. Il mondo è strano!”
Walter: “No. Questo mondo è strano! Fortuna che il portale si sta aprendo proprio fuori casa. Andiamo Daniel, questo posto è un autentico inferno.”
Vfc: “Dove vai, nonno?”
Walter: “Nonno?”

(Walter si gira, c’è un ragazzo di due metri che spunta dietro Monica.)

Artie: “Mi dovevi insegnare a giocare a basket. Non ricordi?”
Walter: “Tu sei mio nipote?”
Artie: “Sì.”
Walter: “E sei il figlio di mia figlia?”
Artie: “Certo che sì, nonno. Hai problemi di memoria?”
Walter: “E quanti anni avresti?”
Artie: “Diciassette appena compiuti.”
Walter: “E non sembra leggermente strano che tua madre ne abbia solo tre in più? Dov’è la logica in tutto ciò?”
Artie: “Mamma, ciò che dice il nonno è vero? Tu…non sei mia madre?”
Monica(piangendo): “Non te lo volevo dir così. Artie, sei stato adottato!”
Walter(urlando): “Questa è una gabbia di matti.”

(Sbatte la porta. Daniel rimane dentro, riapre la porta, si porta la mano al volto come se fosse in un teatro di posa e stesse recitando Shakespeare)

Daniel: “Ora vado, il conte ha bisogno di me. Ho il suo anello!”

(Il portale è aperto, Walter è già entrato. Daniel saluta col posacenere Swarovski in mano e salta nella luce blu. Il passaggio si chiude.)
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