martedì 16 agosto 2011

(8)


Daniel, ancora svenuto, veniva trasportato da Rharley verso il campo. I due erano seguiti da Lohn e da Walter. Quest’ultimo aveva notato alcuni strani accorgimenti di Jocke. Infatti, durante il tragitto, si era fermato più volte a vedere alcuni alberi e qualche siepe. Walter ha osservato per tutto il tempo senza fare alcuna domanda. Il viaggio tra il punto di arrivo del portare fino al campo dei sopravvissuti è stato molto silenzioso. Fu Lohn a rompere il silenzio.
“Ti stai chiedendo perché ho fatto così tante fermate e anche chi sia questo dottore, giusto?” - chiese a Walter preso di sprovvista.
“Sinceramente, sì. Sono molto curioso.” – annuì a testa alta.
“Vedi, ho messo alcune trappole in passato in alcuni punti per assicurarci qualche provvista nuova e sostanziosa. Il cocco e le piante dell’orto di San sono buone, non c’è che dire, ma c’è bisogno di una bella scarica di proteine se si vuole sopravvivere ai pericoli che ci possono dare gli Oltre!”
“Gli “oltre”? E chi sono?” – chiese Walter ancor più incuriosito.
“Sono uomini che vivevano qui prima di noi che per qualche oscuro motivo non vogliono che ce ne andiamo da quest’isola, e non vogliono che viviamo nelle loro case. E poi: passano attraverso le varie dimensioni per prelevare da quelle parti i nostri doppi, portarli qui e confonderci e disunirci. Infatti siamo quasi sempre tutti insieme e nessuno abbandona il campo senza il benestare del dr.Tishop.” – sospirò e ricominciò – “Il dottore è una persona molto ma molto intelligente che purtroppo è stata rinchiusa venti anni in un manicomio. Non meritava quel trattamento, e il suo meraviglioso cervello ha iniziato a dare dei problemi. Passare troppo tempo in una casa di pazzi non migliora l’intelletto, caro Walter. Comunque era su quell’aereo con noi per un trasferimento in America, doveva incontrare suo figlio per non so che cosa. L’aereo è caduto e lui ha riacquistato tutta la sua intelligenza. E’ come se quest’isola portasse bene, o avesse strani poteri. Tipo dare la forza a chi non ce l’ha, o le gambe a chi non le muove più.” – disse, e si toccò la coscia destra.
“Siamo arrivati” – disse Rharley.
“Bentornati, ragazzi miei, era ben sei ore che non vi si vedeva, mi stavo preoccupando.” – Li accolse un uomo sulla cinquantina, con sguardo buono e mani spalancate per donare un abbraccio. Le mani si ritrassero quando notò le due facce nuove. – “Chi sono i nostri ospiti?”
“Membri degli Oltre!” – rispose Lohn, senza pensarci due volte.
“Cosa?” – domandò Walter leggermente sconvolto!
“Ah, Lohn, cosa farei senza di te? Portateli nella prigione, penseremo domani a cosa fare di loro!” – ordinò il dottore. Rharley eseguì a malincuore l’ordine ma fu contento di togliersi il suo pesante fardello dalle spalle.
“Ma…c’è un errore!” – disse Walter senza essere ascoltato – “Non avete prove di questa accusa!”
“Avete attraversato un portale e avete questo strano oggetto, come lo spiegate?” – chiese Lohn mostrando il telecomando che aveva precedentemente sfilato dalla tasca di Walter.
“Ecco le prove. Portateli dentro. Domani discuteremo di eventuali riscatti o scambi”. – disse il dr.Tishop.
“Non potete…non dovete…” – urlò Walter finchè non fu rinchiuso in cella. Accanto a lui Daniel era disteso a terra ancora incosciente. Passarono le ore e nessuno andò a trovarli, a tarda notte una ragazza orientale gli portò la cena con un sorriso sul viso e tanta gentilezza. Non proferì parola. Walter si addormentò quasi all’alba. Daniel si ridestò un paio d’ore dopo, quando il sole era già alto. Notò la cella, notò il suo amico addormentato, fece un rapido calcolo mentale e capì di essere nei guai. Cercò nelle tasche del suo compagno il telecomando ma non lo trovò. Ora si rese conto della gravità della situazione. Cercò di svegliare il suo amico ma prima che lo facesse una voce si sentì dall’entrata della cella.
“Coso? Coso?”
“Rharley?” – gioì Daniel.
“Sì, sono io. Ieri ho sentito che avete saltato il portale e robe del genere. Io non mi intendo di queste cose e in questo gruppo non sono il più rispettato o quello che dà ordini, ma sono certo che voi non siete parte degli Oltre. Quindi ho rubato per voi il telecomando. Partite, ora. Prima che possano capire chi sia stato e prima che possano scoprire che sono stato io. Andate, e ricordatevi di me.” – gli porse il telecomando.
“Coso, sono commosso! Se vuoi ti svelo un segreto.” – gli disse Daniel, emozionato.
“Dimmi dimmi.”
“Sicuro che non lo considereranno spoiler?”
“Non ti preoccupare, tanto nessuno ci leggerà mai. Tu…sarai…il…nuovo…Bacob!” – gli
rivelò
"Cribbio no! Volevo essere il fumo nero!" - si lamentò Rharley.
“Io ora vado e mi porto dietro questo peso morto.” – indicò Walter ancora addormentato – “Non credo ci siano problemi se saltiamo nel portale prima del tempo stabilito. St’inventori fanno sempre regole stupide per complicarsi la vita.” – premette il pulsante e un fascio di luce blu irrorò la cella buia. Gettò Walter al suo interno e poi salutò un’ultima volta Rharley che ricambiò commuovendosi, quindi si lanciò e scomparve anch’egli nel portale. Senza immaginare i danni che aveva causato.
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