lunedì 29 novembre 2010

Sigla - The Naked Gun

Oggi niente canzoni, solo una colonna sonora che sono sicuro molti di voi, ovvero i nati negli anni 80 e cresciuti nei 90, conosceranno bene. Si tratta di "The Naked Gun", trittico di film con Leslie Nielsen e la sua comicità a farla da padrone, grazie anche alle idee e alla verve comica dei fratelli Zucker. Oggi, come molti di voi sapranno, il caro Leslie ci ha lasciati. E a me, codesta notizia, fa molto male. E' stato un compagno nella mia crescita come "comico", e nella mia ricerca di ciò che veramente diverte senza sfociare sempre nella volgarità. Peccato, appunto, che abbia fatto un film con Boldi e De Sica, ma ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio. Io a Leslie c'ho voluto bene, l'ho adorato e continuerò a farlo rivedendo i suoi film che, guarda caso, proprio quest'estate ho ri-ri-ri-ri-rivisionato. E mi sono sempre divertito tantissimo. Far conoscere alla squinzia la saga de "La pallottola spuntata" è stata una grande idea. Ora, son sicuro, se la godrà nell'Olimpo dei comici. Insieme a Totò, Groucho Marx e tanti altri come lui. Non oso immaginare come si divertano ovunque siano.


Di seguito vi lascio una scena, tratta dal terzo film della celebre saga, che mi ha fatto sempre ridere tantissimo. Stupenda.

domenica 28 novembre 2010

Filosofia spiccia d'ora tarda



La vita ti frega sempre quando meno te l'aspetti. E lì capisci che i rancori non servono a niente, non sono merce scambiabile, non sono realmente importanti. Chiunque può sbagliare, anche te stesso. Tutti gli insulti dati e ricevuto non fanno testo, alla fin fine. E proprio lì cambi. E cresci, soprattutto. Ti evolvi. Ripensi al passato e agli errori commessi, cerchi di convincerti che quello non eri tu, che era solo un idiota che ti assomigliava, ma sbagli. Perchè tu sbagli, sempre e comunque. Qualunque cosa fai. Sei uomo, ragazzo mio. Sei progettato per sbagliare. Ti svegli al mattino e sai che sbaglierai qualcosa. Che sia il caffè che farai fuoriuscire dalla macchinetta, che sia un parcheggio con due ruote in mezzo alla strada, che sia un semaforo preso col rosso volante. Che sia una pratica a lavoro, che sia un congiuntivo in una frase, che sia un discorso importante, che sia un piatto semplice da cucinare, che sia anche solamente trattenere il respiro mentre si beve. Anche lì sbaglierai, e tossirai. E lì capirai che non puoi pensare al passato credendo che il futuro ti darà la perfezione, perchè il giorno della perfezione non esiste. Non esiste l'uomo perfetto, non esiste la donna perfetta, non esiste il mondo perfetto, non esiste nemmeno forse la parola "perfetto". Perchè nessuno lo sarà mai, e diffida sempre da chi ti fa credere di esserlo, perchè mente. Ognuno di noi è solo su questa terra. Solo, lasciato solo a marcire pian piano fino alla naturale conclusione. E molte volte anche prima. Forse a questo serve l'amore? A far finta di avere qualcuno che ci capisce, che ci comprende, che ci sopporta e ci fa stare bene? Una sorta di assicurazione sulla solitudine che vogliamo stipulare da giovani, quando siamo forti e belli, perchè così chi ci ha vicino riesca di più a sopportare la vista di un essere debole e vecchio, perchè c'ha visto in gioventù. L'amore. Sempre quella parola. Sono minimo quattromila anni che si parla sempre dello stesso tema. Se serve o meno, o se è per sempre o meno, o se ha bisogno di un rito o di carte per essere veramente riconosciuto. O se magari l'amore è fuggevole come ogni altra santissima cosa. Magari come un paio di scarpe. Che metti sempre, ogni santo giorno, e le rimetti con il sole, con la pioggia, con la neve e il freddo e con il sole. Che ti piace indossarle, ma poi viene il giorno che hai bisogno di altre scarpe, che ti facciano provare la stessa sensazione che provavi con le tue, all'inizio. E da lì ricominciare, di nuovo, daccapo, più e più volte. Chi ci crede all'amore eterno? I religiosi? I romantici? I poeti? O, alla fin fine, veramente nessuno? Chi ci vuole credere ad un sentimento che non si conclude mai, che non si trasformi in odio o indifferenza, o, nei casi fortunati, in semplice affetto. Chi ci dà la sicurezza che la passione regga la vecchiaia, la difficoltà della vita, i piaceri della carne, la volubilità delle persone? Nessuno. Sì, nessuno. Perchè, checchè se ne dica, nessuno può prevedere il futuro. Nessuno può sapere se qualcosa che è iniziato bene si concluderà nello stesso modo o nell'esatto opposto e siamo sempre nelle mani di qualcuno più in alto di noi, secondo alcuni. Per altri siamo nelle mani di noi stessi, per altri ancora siamo nelle mani di un colpo di culo. Un giorno o l'altro a tutti ci arriva quel colpo di culo. Io penso di aver già dato. Non solo per l'indubbia felicità che una persona mi dà ogniqualvolta che la vedo, ma per un piccolo pezzo di vita vissuta da ragazzino. Una discesa con lo slittino, una caduta pericolosa faccia sulla neve, la consapevolezza di aver evitato per soli dieci centimetri una pietra immensa. E' culo? E' destino? E' Dio? Chi si deve ringraziare in queste occasioni? Chi? O cosa? Perchè sono qui, ancora, e certa gente è già andata da un'altra parte, se quella parte c'è? Per quale motivo? Non c'è un motivo. Non c'è una risposta. Siamo sempre in ricerca delle risposte, sempre, sempre sempre. E più non ne sentiamo e più facciamo domande. Chi siamo? Dove andiamo? Da dove veniamo? Domande stupide, inutili quasi, senza senso. L'unica vera domanda di questi tempi è "come faccio?". Come faccio a pagare l'università dei miei figli? Come faccio ad avere un lavoro decente? Come faccio a dire a mia madre che sono gay? Come faccio ad andare avanti pensando che chi ci governa è un completo idiota? Come faccio a pensare di stare bene se ogni volta che guardo il cielo sento un vuoto dentro che mi uccide, e mi ricorda cose che non vorrei ricordare? Come faccio ad andare avanti senza lui? Come faccio a vivere se non ho niente? E così via. Domande che non hanno una risposta precisa, ma solo consigli. Timidi consigli dati dai nostri amici, quelli che scegliamo come accompagnamento per un'avventura. Sì, sono fugaci anche loro. Speriamo siano per sempre ma se ne vanno, ci abbandonano o li abbandoniamo noi per futili motivi. Una parola detta male, un consiglio sbagliato di proposito, una giornata in cui avevamo troppo da fare per dedicargli due secondi. Un giro di pista. Questo è quanto ci facciamo con gli amici. Questo giro può durare un mese, due anni o anche trent'anni. Ma è un tempo limitato. Il secondo è roba da pochi eletti. Non ci vorrà molto che il tuo migliore amico decida di trombarsi la tua ragazza o tua moglie, tra vent'anni. E senza un perchè. Perchè è così, succederà o sarai proprio tu a farlo. E puoi cercare di fare in modo che questo non accada, certo che puoi farlo, e sono con te mentre cerchi di far andare bene un rapporto umano. Tra due esseri che insieme ci vogliono stare solo finchè ci si diverte entrambi. Solo finchè ci si guadagna in due. Non in soldi, ma in vita. Perchè è ovvio che un amico che non ti riesce più neanche a far ridere, o a far passare due minuti senza pensare ai tuoi problemi, è un amico che ormai è andato. E non ci fai niente. Lo rivedrai in futuro, e penserai che la compagnia attuale è infinitivamente migliore. E poi capirai che è la stessa cosa che hai pensato in passato, e che penserai in futuro. Ma speri che tutto andrà bene. Perchè il futuro, sì, il futuro è sempre roseo, sempre bello, sempre come lo vuoi tu. Siamo uomini, cazzo, siamo destinati a sbagliare, siamo destinati a rompere amori, amicizie, vite, lavoro, relazioni sociali solo per avidità, gelosia, cattiveria e quant'altro ma abbiamo qualcosa che nessuno mai ci toglierà: la speranza. E quella sicurezza che il futuro che ci si immagina, sia sempre il migliore per noi. Perchè nel futuro immaginato niente andrà male, tutti ci vorranno bene, e il mondo sarà un luogo perfetto. Ti viene quasi voglia di andarci ad abitare adesso, nel futuro. Ma non arriva mai, senza che lo aspetti. Vivi il presente, ricorda chi eri in passato, immagina il futuro. Goditi l'amore, ogni secondo. Cementa le amicizie, cammina piano in quel giro di pista. Abbi cura di te stesso ovvero vogliti bene(è italiano, lo giuro). Così tanto da sostenerti qualunque cosa faccia. Anche quando sbagli. Perchè sbaglierai, eccome se sbaglierai. Sei umano. Sei uguale a me. Sei diverso. Sei unico. Sei solo su questo mondo imperfetto. E ti auguro buona fortuna.

(Questo succede quando mi si mette davanti una tastiera all'una di notte o su di lì. Non so quando ho iniziato ma ho terminato all'ora vedete trascritta. Se non ci capite niente, non fa niente. Non sono qui ad elargire saggezza, io sono qui perchè sento di voler dare qualcosa a questo mondo ma si chiama divertimento. Che consiste in tutto ciò che fa divertire. Se vi divertite con gli interventi pseudo-filosofici, allora questo fa per voi. Buona notte. A me intendo.)

sabato 27 novembre 2010

Scott Pilgrim vs The World - Mini Recensione

Oh poffarbacco! Qui non si posta da ben tre giorni. E' un'indecenza, bisognerà correre ai ripari. Indi, per non far vedere che stiamo sempre a pettinare le bambole(e si precisa che le Barbie sono le mie e Diggi adora quell'asessuato di Ken), vi posto una  recensione strana, fatta dal sottoscritto, su un filmetto appena uscito nelle sale italiane e molto divertente.

Scott Pilgrim, alias Michael Cera, è un giovanotto come molti. Ha ventidue anni, è disoccupato, è un'artista(e fin qui mi ricorda qualcuno, solo che lui suona il basso e io scrivo). Ha una band, ed è un mezzo nerd. Non uno al cento per cento. Perchè non è sfigato con le donne, anche se ha un ex amore burrascoso, però acchiappa. Non legge, o almeno nel film non si vede. E non è questo tipone super-intelligente. Però gli piacciono i videogame, soprattutto Pacman e le robe di combattimento. Il che lo rende molto bravo a sferrare pugni e calci.

Scott Pilgrim era un fumetto americano, una graphic novel, ora si dice. E ora è un film. Con un ottimo personaggio principale e meravigliosi co-protagonisti. Ma non è che ha venduto così tanto in America e io mi domando il perchè.
D'altronde di nerd, perchè questo film è soprattutto diretto a loro, ne è pieno il mondo. Basti pensare al grande successo di serial come "The Big Bang Theory", un telefilm nerd fatto per i nerd per ridere dei nerd. Ma Scott Pilgrim non ha avuto equal successo, pur essendo un buon film soprattutto divertente. E se ha venduto poco oltreoceano, ho paura che qui venderà meno della metà della metà del quarto del film di De Sica.

Comunque Scott è qualcuno che ci assomiglia tantissimo. Si blocca quando vede la "donna della vita" e da lì in poi non capisce più niente, si intristisce pensando ai suoi ex amori che gli hanno spezzato il cuore, passa il suo tempo a giocare a dei videogame in una salagiochi, suona uno strumento, sogna di sfondare con la sua rock band, è un buono, ma non riesce a capire quando fa male alle persone e, nel tempo libero, combatte contro i sette malvagi ex della sua futura donna, per poterla avere.

Dite la verità,  chi non l'ha mai fatto? Cosa sono sette ragazzi(e ragazze) tremendamente cattivi che cercano di fermarti dal vivere la tua felice esistenza con Ramona Flowers(bella ragazza), se non una metafora di ciò che la vita ci chiede prima di conquistare ciò che veramente vogliamo. Scott deve capire che per avere Ramona deve eliminare tutti i suoi ex, come un videogame, come un enorme realtà virtuale, come in un fumetto di supereroi. E questo diverte. Aggiungendoci poi le straordinarie gag del coinquilino di Scott, tale Wallace e del cantante della sua band, ovvero Knives, il film decolla. Ma di brutto(che in una recensione non va mai scritto, mi raccomando).

E che dire dei sette malvagi ex? Beh, che alcuni sono molto caratteristici. Vedere Brandon Routh(ex Superman, futuro, sigh, Dylan Dog) nei panni di un bassista con i poteri della veganità, è una trovata esplosiva. Vedere Chris Evans(Uomo torcia) nei panni dello skater-attore supermontato, è strabiliante. Peccato solo per il cattivo finale, non mi ha ispirato così tanto. Ma il resto diverte, eccome se diverte. I combattimenti che i nerd, diciamocelo, adorano sono ben fatti. La vita, ben raccontata, dell'americano medio c'è tutta. Aggiungendoci un po' di fantastico e surreale si ha Scott Pilgrim. Che regge l'ora e quaranta minuti totale senza un attimo di noia. Anzi, si ha la voglia di continuare a vederlo, di farlo diventare una serie o, perlomeno, di rivederlo per la seconda volta. Peccato che molti, da codeste parti, abbiano trovato da ridire sul doppiaggio italiano. Non dico che in Italia, molte volte, la visione di telefilm viene rovinata appunto da traduzioni errate(vedere Big Bang Theory, di nuovo), ma in questo caso credo che i problemi, o le riscritture, non siano state così esagerate. Dietro di me, al cinema, c'era un ragazzo(con la propria combriccola di nerd) che ha letto il fumetto(in inglese) ed era quello che rideva di più tra la sua banda. Segno che è stato apprezzato, e non poco. Poi ognuno si fa le proprie opinioni.

Io dico solo questo: se c'è ancora dalle vostre parti, se avete dai quindici ai quarant'anni, se siete rimasti ancora degli sfigati dentro di voi, se siete nerd, se vi piacciono i videogame, se volete ridere per quasi due ore, se volete vedervi un film divertente senza volgarità, se avete tempo da perdere passate al cinema. Vedetevi Scott Pilgrim Vs The World. E poi fatemi sapere. Per me è stato un'ottimo prodotto. Uno dei film migliori, visti al cinema, in codest'anno.

E poi ditemi pure chi è il vostro personaggio preferito. Io stravedo per Brandon Routh, purtroppo. La mia squinzia dice "l'altro" Neill. Di chi sto parlando? Ecco un motivo in più per andarlo a vedere.

mercoledì 24 novembre 2010

X-factor 4



Stanotte ho sognato che la quarta edizione di X-Factor era stata vinta da Mara Carfagna. Non chiedetemi cosa voglia dire, so solo che nel sogno io e la Mara nazionale stavamo compiendo un'esercitazione militare insieme ad altri due tizi anonimi. L'esercitazione era una gara di X-Factor. E la vincitrice era proprio lei. La Mara nazionale.
Di nuovo, non chiedetemi cosa voglia dire, so soltanto che questa quarta edizione di X-factor è stata vinta dall'unica persona per cui valesse la pena guardarla: Nathalie.
Ho fatto il tifo per lei dalla primissima puntata, da quando ha cantato "America" della Nannini ed è addirittura finita in ballottaggio. Ricordo che quella sera dissi la seguente frase: "Se Nathalie esce, io smetto di vedere X-Factor". Da quel momento, Nathalie ha compiuto un percorso eccezionale, tra i consueti alti e bassi di chi in quello che fa ci crede veramente e ci mette dentro l'anima. E' arrivata in finale, con uno dei singoli più belli che abbia sentito ultimamente, con una carica erotica che non aveva mai mostrato finora e che ha scosso gli animi del sottoscritto, della sua gentil pulzella e del caro Alessio.
E' arrivata in finalissima, lasciandosi alle spalle il suo compagno di squadra Nevruz (che, al contrario di Nathalie, non ho mai sopportato dall'inizio) e sfidando Davide.
Ha vinto il premio della critica. Ha vinto la quarta edizione di X-Factor.
E, cosa ancora più importante, è riuscita a farmi televotare per ben due volte. Una cosa che non ho mai fatto in quattro edizioni e che non avrei mai immaginato di fare.
Forse Nathalie ha vinto per due voti in più, o forse sono solo uno scemo di proporzioni epiche che ha regalato due euro a una macchina tritasoldi dove tutto è già deciso.
Pazienza. So solo che ha vinto Nathalie, e che è una vittoria meritatissima.
Su X-Factor non mi dilungo molto, a dire tutto quello che c'è da dire bastano le mitiche recensioni di Diego Cajelli sul suo Blog.
Posso solo dire che la Maionchi ha confermato di essere la gran donna che è. La Tatangelo ha confermato di essere l'inutile moglie di Gigi D'Alessio che è. Ruggeri mi è piaciuto, non tanto quanto la zia Mara (mi riferisco alla Maionchi, adesso :P ) ma andandoci vicino. Elio è stato la delusione di questa edizione. Mi dispiace, ma se per dimostrare di essere competente bisogna passare per la fase di arroganza, presunzione e maleducazione la cosa non mi piace. Se bisogna incensare i propri cantanti a tutti i costi, denigrando quelli degli altri giudici a prescindere, la cosa non mi piace. Non basta essere "Elio di Elio e le storie tese", non basta indossare un costume diverso ogni volta per essere simpatici e poter dire tutto quello che si vuole e fare leva sul consenso pubblico (che per Elio era sicuramente più forte che per tutti gli altri giudici). Ho trovato molto più adeguato Morgan, che nell'unica puntata in cui è stato invitato è riuscito a dire poche cose ma giuste. Facendo rimpiangere i tempi in cui sulla sedia più a sinistra dello schermo era seduto lui.

martedì 23 novembre 2010

Buon Compleanno, Bloggo!

E' di norma, quando c'è una ricorrenza, sedersi tutti attorno ad un tavolo e mangiare. Questo è il modo in cui si festeggiano le varie festività comandate dalle mie parti. Ma questo tipo di festa, purtroppo, è difficile da organizzare, in quest'occasione. Perchè oggi, 23 Novembre 2010, si festeggia il nostro meraviglioso compleanno. Nostro. Del Bloggo ovviamente. Era un pomeriggio del 2007 quando io, tenero virgulto appena tornato dal Lucca Comics(mentalmente, perchè fisicamente ero tornato ben tre settimane prima), decisi di creare uno spazio personale che servisse da raccoglitore per le mie "opere". Le mie facezie, il mio humour orrendo, i miei racconti. Racconti poi. A quei tempi, purtroppo o per fortuna, scrivevo sceneggiature che non erano tali. Bastava fare robe del tipo:

A: Ho bisogno di dirti una cosa!
B: Cosa?
A: Ma devi prima sederti.
B: Mi stai facendo preoccupare
A: Massimo Boldi fa un cinepanettone!
B: E me lo dici così?
A: Anche De Sica. Un'altro. Diverso. E con quella del Mondo di Patty.
B viene portato in rianimazione. A è affranto.
A: E non gli ho detto di Aldo Giovanni e Giacomo...

Cose così insomma. Senza senso e senza descrizioni della scena o dei personaggi. Robe minime, con punteggiatura assente e orrendi puntini sospensivi. Oh mio Dio, come scrivevo! Questa è l'esclamazione tipica quando vedo in che condizioni versava il mio italiano soltanto un milletto di giorni fa. Non è che adesso sia così migliorato, ma credo che almeno si possa leggere. Comunque, dicevo per diramare un po' di storia, questo Blog nacque come mio spazio virtuale dove inserire ciò che mi passava per la capa, come ogni blog deve fare. Ma grazie all'estro e all'arguzia del signor Diggi, si è trasformato nel Bloggo degli Sgrittori, dopo solo quattro giorni. Quello che vedete ora, quello che leggete ogni giorno. Quello che, purtroppo, vi tocca sopportare. Dalla collaborazione tra due menti argute è nato e ora compie tre anni.

Per questo il merito  del mio miglioramento da scribacchino è mio ma anche vostro, cari miei lettori. E di codesto Blog. E' mio perchè, almeno un pochettino, ho deciso di evolvermi. E' vostro perchè molti di voi, sicuramente più di quanti mi aspettassi, hanno deciso di commentare, di parlare con il sottoscritto e di consigliare o osannare o criticare. E ogni cosa ha dato buoni frutti. E' merito del Bloggo, infine, perchè qui ho potuto far vedere chi ero, senza nascondermi. E qui ho sperimentato cose che neanche sognavo di fare, tre annetti fa.

Ho scritto 408 post. Niente di che, considerando la quantità di giorni a disposizione. Sicuramente ancora troppo pochi, secondo me. Ma sono meglio di niente. La maggior parte di questi post parla di idiozie, poi ci sono i racconti, che sono sempre opere prime che cercano consensi. Pochi, ma li cercano. E continueranno a cercare come topolini in mezzo alla monnezza(è la seconda volta che fò questa metafora, il problema immondizia mi colpisce molto!).

Ho scritto poesie, e chi se l'aspettava. Non pensavo di esserne in grado, e ancora ora non mi sento sto gran Petrarca. Ma ad alcuni piacciono. Sopprattutto ad una certa tipa. E questo, per me, è già tanto.

Ho iniziato, continuato e finito un'opera epica. La cosa più lunga che ho scritto fino ad ora. Novanta e passa pagine di "Carmenide". Lo so, era un'opera "chiusa". Nel senso che molte gag, molte situazioni divertenti, erano soprattutto motivo di sfottò verso il personaggio, o meglio, verso chi interpretava quei personaggi specifici. Che, essendo essi nella mia schiera di amici, voi persone "estere" non potevate conoscere. Spero che quei quattro che l'hanno finita ne siano rimasti, poi, soddisfatti. Io un po' ci rimasi male, alla fine. Perchè se neanche i personaggi principali la leggono, la tristezza arriva. Comunque è stata una bella esperienza. Da ripetere, ma in meglio.

Ho partecipato, grazie a questo spazio virtuale, a vari concorsi di scrittura e continuo a partecipare. Meglio di niente. Si vince poco, anzi si vince niente, ma si partecipa. Perchè la ruota gira, e se ho talento ce la posso fare.

Questo Bloggo ha dato i Natali al nuovo miglior sceneggiatore italiano di fumetti e non solo: Francesco Savino. Sì, lo piglio per i fondelli, ma intanto lui sta andando verso dove voleva andare. E ne sono felice. Grazie anche al Bloggo ha scritto un "Nemrod", almeno così voglio pensare. E grazie anche al sottoscritto, ogni tanto, proprio quando non ha niente da fare, sente meno la mancanza della sua amata leggendo le mie stronzate.

Questo spazio virtuale è servito a frustrati della vita moderna per farsi due risate, per insultarci, per dirci che ci volevano bene, per piangere di commozione, per piangere per scritti orrendi, per cambiare blog instantaneamente. E' stato un punto di attracco per ricercatori di porno finiti male, per ricercatori di significati nascosti nelle canzoni e di accordi. E' stato un punto, importante, per chi voleva perdere tempo. E', e sarà credo per un bel po', il Bloggo anche di Carmen e Paola. Quelle due che ci sopportano, ancora e non so perchè, ogni dì.

Questo Blog ringrazia te, e te e te e te. Tutti quelli che vengono qui, magari ogni giorno, solo per vedere se c'è qualcosa che gli interessa. Quelli che seguono ogni post e magari non commentano, quelli che vengono solo perchè attratti da qualche foto o video particolare. Quelli capitati per sbaglio, e magari che hanno deciso di rimanere. Mi piacerebbe sapere chi leggerà questo post, basta anche solo un "presente". Per gentilezza.

Intanto eccovi un elenco di novità che vi preannunciamo da qui ad un anno.

1) Il cambio di sesso di uno dei due autori. Indovinate di chi.
2) L'ingresso nel PD come Leader di Francesco Savino, primo transgender a ricoprire quel ruolo. Ma questa è roba top secret.
3) Una nuova saga a puntate, stavolta su un certo capolavoro di Dante e con protagonisti i due admin di sto' blog. Chissà di che cosa si parla.
4) Poesie lacrimevoli e tanta gnocca. Magari insieme.
5) Sceneggiature incomplete e incostanti.
6) Canzoni di cantanti sconosciuti  neomelodici tipo Angelino Junior.
7) Un giorno di pioggia con Andrea e Giuliano.
8) Un impegno concreto: un milione di posti di lavoro.
9) Una striscia a fumetti. Sempre se si trova il disegnatore.
10) Un post di Diggi ogni settimana, minimo!!!!
11) No, quella di sopra è impossibile.
12) L'apertura dell'angolo dell'ammore dove dichiarare il vostro amore per questo o quel tizio che vi piace. Dientro modico compenso di 15 euri a dichiarazione.
13) Un concorso di poesia o racconti tra i vari blogger. Con questo blog come organizzatore.
14) Sette serpenti sibilavano strisciando sotto il sofà.
15) Sconvolgenti notizie sul caso Luttazzi: ha copiato anche il cognome!
16) Mara Carfagna e la sua rubrica di pari opportunità, ogni mercoledì. In lingeriè.
17) Videopost per chi non vuole leggere.
18) Meno idiozie e più idee concrete.
19) Più idiozie e meno idee concrete.
20) Tanto ma tanto divertimento. E qualche cosa più sofisticata ogni tanto.

A voi capire quali di queste sono le affermazioni veritiere. Comunque ora, prima di concludere, bisogna dare qualche numeretto.

40.035 le visite da Aprile 2008(prima l'Analytics non l'avevo ancora inserito)
57.106 le visualizzazione di pagina, sempre da Aprile 2008.
52.862 visite segna il contatore sulla home. Se solo mi ricordassi da quanto tempo è lì.
10.246 sono le chiavi di ricerca usate per trovarci. Anche non volendolo.
570 post totali. Divisi in maniera strana.
609 le visite in una sola giornata. Record del 22 Maggio 2009. I tempi del pervertitismo di Billy Ballo. Manco Luttazzi è riuscito a superarlo.
326 i fan sulla pagina di Feisbuc. Che possono sempre aumentare. Basta cliccare sul riquadrino sulla destra.
161 i followers su Blogger.
22, come gli anni che festeggia proprio oggi Vincenzo, mio amico e futuro amante di Paola.
3, come gli anni che siamo qui, con voi e per noi. E che stiamo festeggiando.
2, come i banner che abbiamo avuto. Stanlio ed Ollio, poi Jack e Locke e di nuovo i due comici. Si attende ancora il terzo, ma ad aspettare Diggi si fa Natale.
2, come le magliette realizzate col banner in bianco e nero e con l'indirizzo del blog, create ad hoc per fare pubblicità alle fiere.
2 come gli autori di questo Blog. Dj Jurgen(quello invisibile e che fa un post ogni mese) e luttazzi4ever(quello che scrive sempre e solo minchiate o cose struggenti). Che vorrebbero festeggiare questo anniversario seduti alla stessa tavola ma non potranno, perchè sono troppo lontani. Per Francesco e Davide che, in questi tre anni, si sono visti due sole volte. Per più giorni, è vero. Una settimana complessivamente, se facciamo il conto. In cui hanno anche dormito assieme(ma non vi preoccupate, erano single entrambi a quei tempi), e mangiato assieme, e si sono fatti odiare dai fumettari assieme. E punteranno a farlo ancora, in futuro, assieme.

Grazie al Blog questo è un mondo migliore e per far sì che, da domani, non esistino più la miseria, la fame, le malattie e la morte, basta votare il partito "Il Bloggo". Candidato alle prossime elezione Politiche del 2011 come partito di maggioranza. Un impegno concreto: guadagnare alle spalle dei cittadini. Almeno noi, diciamo la verità.


(Mò voglio proprio vedere quando Diggi fa un post di festeggiamento, quel debosciato!)

lunedì 22 novembre 2010

Elio e le storie tese - Gargaroz


E' ovvio e scontato che ogni tanto, durante il lunedì musicale, dovrò inserire qualche canzone degli Elii. I miei Elii. Perchè Elio, ovvero Stefano Belisari, non è solo il giudice di X-Factor, quello che Gianni Morandi e la Tatangelo conoscono solo per "Italia sì, italia no". Che poi manco così si chiama quella canzone. Elio, con tutto il gruppo, è uno che è sul pezzo da venti e passa anni. E' uno che ha scritto canzoni, libri e fatto cose meravigliose. E io, da fan sfegatato, devo farvene presente. E' una sorta di missione. Indi si parla di Studentessi. Album del 2008, ultimo cd di inediti fino ad ora. Sperando si sveglino e ne faccino un altro a breve. Buon ascolto.



In panciolle me ne sto
Visiono un film magnifico
Quello dove c’è la ragazzina posseduta dal demonio
Con il prete che alla fine va giù
La sua mamma è preoccupata
Perché dice parolacce e manda tutti a fancù
Poi c’è quella scena che il prete si avvicina
E lei gli spara del vomito verde che aveva nel

Gargaroz

Hai sentito la novità?
Lo Squalo bianco si estinguerà
Si però lo squalo, quello di Spielberg
Mi ha rovinato il piacere del bagno in mare
Eh per forza, mangiava motoscafi, barche,
Pontili e bomboloni del gas
E con questa dieta, ricca di legname
Prima o poi ti si incastra qualcosa nel

Gargaroz

Mi ritorna in mente quando alla tv c’era Belfagor
Che paura! Si aggirava col mantello per le sale del Louvre
Chissà poi perché tanta paura…
Che io sappia non è mai morto nessuno
Boh? Comunque quell’anno mi han tolto le tonsille dal

Gargaroz
Così piccolo, così fragile
Mentre la tua mamma ti portava in ospedale
Ti diceva sorridendo
“Lì c’è un dottore, sai , simpaticissimo”
Si, però alla fine m’ha narcotizzato
E le tonsille s’è fregato

Pensa che tutto sommato
le tonsille sono un filtro anti-particolato, omologato
che protegge tutto l’apparato (non me l’hanno detto mai)
maledetta chirurgia (maledetta!)
che asportavi le tonsille
ai bambini preoccupati
con il vecchio trucco del gelato al limone

Placche in gola, mal di gola
Bruciore di gola che non passa mai
Colpa delle polveri sottili, o colpa di un colpo d’aria.
Provo propoli, sciroppo propoli, pasticche
Provo provo provo propoli spray
Ma nemmeno la potenza delle api può far
Nulla nulla nulla di nulla

Gargaroz
Giù nel gargaroz sento il diavoloz
Datemi un rimedio per le mie tonsille rosse
Caramelle p’ ‘a tosse
Quali tonsille poi,
Quelle che non ho più
Me le han tolte che ero ancora piccolino
E son finite nel cestino
Forse alimentano un traffico di organi
Vai su google e digita “tonsille tolte”
Che io cerco su e-Bay
Ora accendo il Mac, navigo un po’ sul web
Ho scoperto un sito di tonsille asportate
Con il trucco del gelato

Oh-oh-internet, dannata internet
Col motore di ricerca puoi arrivare dappertutto
Anche dove non volevi
W-w-w-w-w dannato www
Se sapevo prima che facevi questi danni
Non nascevo proprio adesso

Gelato, gelato, gelato, come anestetico sei negato.

sabato 20 novembre 2010

Born to Glee

Dal momento che l'immersione in Glee è ormai totale, non potevo esimermi dal mostrarvi uno dei video riguarda (in parte) questo telefilm. Io personalmente trovo straordinari sia Glee che questo filmato, ed entrambi riescono sempre a risollevare il mio umore grigio.
Si tratta della presentazione degli Emmy Awards del 2010, in cui il mattatore Jimmy Fallon ha coinvolto diversi attori di diverse serie americane (io personalmente ho riconosciuto, oltre quelli del cast di Glee, il mitico Jorge Garcia di Lost, John Hamm da Mad Men e Tina Fey. Se il mio fido coinquilino Lutty volesse darmi una mano nel riconoscere gli altri, farebbe cosa gradita :P ) con un risultato a dir poco esaltante.
Per la cronaca, il video l'ho scoperto dal blog del Sensei Diego Cajelli un pò di tempo fa, e da allora non ne riesco più a fare a meno! :D


giovedì 18 novembre 2010

Aggiungi un post a tavola



Eccomi qui, pronto e fresco a scrivere sul mio amatissimo bloggo dopo aver scritto proprio ieri il mio ultimo post, la lettera d'amore per Paola.
...
...
...
come dite? Non era ieri? No?
Vorreste dirmi che nel frattempo è già passato un mese, il blog è sopravvissuto grazie ai racconti di Lutty e mi sono pure beccato un post di insulti?
Sì, lo so. E' così. Ma, perdonatemi, mi è riuscito difficile accorgermene. Mi sembra ieri, e lo dico sinceramente, che io abbia scritto quella lettera. Perchè dall'essere lo sfaticato fannullone che passava il proprio tempo a perderlo (il tempo, ndr), sono stato catapultato in un vorticoso turbinio (stasera mi esprimo proprio bene, lo so) di fatti, eventi, avvenimenti, accadimenti e feliciecontenti.
Mi trovo a Milano, ma questo i più lo sapranno. Mi trovo a Milano per due ragioni principali. La prima, che è la più principale di tutte, è che voglio rimanere in contatto con il mondo del fumetto. Perchè vorrei diventare scrittore di fumetti. E so che questa è una notizia già data tempo fa, ma magari a qualcuno non è ancora arrivata. Magari qualcuno pensa che io nel mentre mi sia distratto e abbia cambiato idea, che magari la mia adolescenziale passione per i fumetti sia passata e che io ormai mi sia trasformato in un giovane aitante e con la testa sulle spalle. Mi dispiace dover dare questa cocente delusione a qualcuno, ma non ho ancora deciso di smettere. E se sono qui è anche per questo. Perchè voglio diventare uno scrittore di fumetti (e non solo, a dirla tutta), e penso che questo sia il posto migliore per poterci provare. Quindi la notizia è ufficiale: a meno che non sia io a decidere di voler smettere, non ascolterò le vostre stronzate su quanto sia difficile trovare lavoro nel mondo dei fumetti e su quanto invece avrei potuto prendere lo studio odontoiatrico di mio padre. Non vi darò retta, fatevene una ragione.
Il secondo motivo per cui sono qui, e che è indirettamente collegato al primo, è che sto frequentando la Magistrale in Psicologia. Qui a Milano, esatto. Il problema (almeno dal mio punto di vista) è che frequentare l'università a Milano non equivale proprio a frequentare l'università a Chieti, e la differenza si sta facendo sentire. Non ho più compagni di corso cazzoni che non sperano altro che la lezione non si faccia, non ho più compagni di banco seduti in ultima fila che deridono le secchione sedute in prima fila. Qui sono tutti seri, compiti, volenterosi, disciplinati, studiosi, attenti e interessati. Qui si prendono sul serio, e in parole povere è andata a finire che quello che a Chieti era considerato il meno cazzone di tutti (cioè io) a Milano è finito per essere il più cazzone di tutti (cioè io). Quindi bisogna cambiare atteggiamento. E studiare. Sì, perchè c'è anche questo. Devo studiare molto di più di quanto abbia fatto in questi tre (cinque???) anni, se voglio andare avanti.
Spero di non avervi annoiato troppo con la mia situazione generale.
Perchè ora veniamo alla situazione particolare.
Qualcosa si muove. Che detta così potrebbe sembrare una tipica frase alla Rocco Siffredi, ma in realtà non lo è.
Qualcosa si è mosso a Lucca, per esempio. Dove sono andato in giro molto più sicuro dei miei mezzi e delle mie potenzialità. Dove non ero più lo sfigatello/fan sfegatato/rompimaroni degli autori che ero fino a qualche anno fa. La mia personalissima sensazione, mi dice che quest'anno a Lucca mi sono mosso meglio di quanto abbia mai fatto. E in tutto ciò è capitato qualcosa di stupendo: il progetto Equilibrio, scritto a quattro mani da Adriana Coppe, disegnato da Giuseppe Acquaviva e colorato da Dario Marzadori ha ricevuto la prima menzione speciale al Lucca Project Contest. Non siamo vincitori, ma in sostanza verremo pubblicati con una storia breve sullo stesso albo in cui verranno pubblicati i vincitori. La soddisfazione è stata enorme, inutile dirlo. La tavola che ha pubblicato Lutty qualche post fa è la prova che i disegni di Giuseppe spaccano e che il progetto è davvero valido! :D
Qualcosa si muove, dicevamo. Si muove a livello di relazioni sociali. Sto conoscendo gente nuova, ho due coinquilini con cui me la spasso un mondo, per la prima volta inizio a muovermi nel fumetto-mondo con qualche chance in più rispetto agli anni passati.
Qualcosa si muove, anche se il futuro è come sempre incerto. Non sto qui a cantare vittoria, ma se non altro le mie sensazioni in quest'ultimo periodo sono migliori del solito.
E lo so che Lutty ha ragione a prendersela con me, perchè non posto da una vita, perchè non leggo i suoi racconti, perchè gli avevo promesso che avrei postato e non l'ho fatto, perchè dovevo fare un fotomontaggio per il banner e non l'ho fatto (ops, questo gliel'ho ricordato io!)...e so anche di non avere scuse. Perchè tutto il post scritto finora non vuole essere una maxi apologia del mio comportamento irrispettoso (orpo ma come mi esprimo bene stasera), vuole solo essere un piccolo riassunto di quello che mi è successo in questo ultimo periodo, pur sapendo che al 90% dei lettori di questo blog non importa nulla e che il restante 10% ha già scritto un post di insulti nei miei confronti.
Concludo con una piccola osservazione: sto guardando Glee. E, per come la vedo io, è una gran figata. :D

Libero & Chiara


La storia, per chi l'ha letta a puntate su questo Blog, già la dovreste conoscere bene. Ho trovato, però, questo sito che permette la lettura in un file word, completamente accessibile cliccando solo il link qui sotto. Così, chi non l'ha letta per pigrizia, per sofferenza verso le puntate distaccate o perchè mi odia e non riceverà i miei auguri per Natale, ora può farlo. Basta cliccare sopra e verrete trasportati nel magnifico mondo di Scribd. Bell'idea, non c'è che dire. Si può anche scaricare, per chi non lo vuole leggere via web. Basta cliccare su "download", appena si apre la pagina.

Se poi vi è piaciuto, commentino qui, grazias. Se non vi è piaciuto, commentino qui, grazias. Se volete insultare Dj, commentino qui, grazias. E poi non dite che non vi lasciamo scelta.

Credo che, successivamente, inserirò anche il raccontino fantascientifico, in sette puntate, dell'anno scorso. Così da recuperare, credo, una bella idea e da renderla pubblica a chi non l'ha letta. Buona lettura, comunque.

Libero e Chiara

martedì 16 novembre 2010

Perchè continuo a credergli

Voi lo sapete bene, frequentatori abituali di questo blog, voi sapete bene quanto io scriva su questo spazio virtuale. Quanto cerchi di fargli pubblicità, di aggiornarlo spesso, di riempirlo di emerite idiozie, ogni tanto, perchè so che sono quelle che più attirano. E poi, al momento giusto, infarcirlo di raccontini che magari delizieranno cinque-sei persone, o manco quelle. Ma di sicuro una personcina commenterà, tanto che ormai penso che solo lei legga questo Blog triste e derelitto. Ma comunque volevo parlare d'altro.

Voi tutti, all together, sapete che adoro questo spazio virtuale. Tanto da averci fatto anche delle magliette per pubblicizzarlo, una pagina feisbuc, un contatto feisbuc, credo che passerò anche a tuitter, per portare di qua e di là qualche traccia di noi. E voi tutti sapete bene quanto una certa persona continua a latitare. Preso da università, squinzia lontata, presentazioni di progetti per fumetti vari e menzioni speciali al Lucca Project contest.

Questa persona, che chiameremo per privacy DJ, latita ormai da ben ventisette giorni su questo Blog. Se ne è andato, quasi un mese fa, con un post struggente verso la persona che ama. Bravo. Quella santa donna fa di tutto per fargli mettere la testa apposto ed ottiene poco e niente. E poi si lamenta, quel mentecatto, se per caso mi ritrovo a parlare con quella santa donna e inizia a dire che ci provo e robe del genere. Comunque, ritornando al discorso principale, il suddetto fuggiasco continua a prendermi sistematicamente per i fondelli. Da quasi tre anni. La nostra creatura, il piccolo Bloggo, quello per cui lui, anni fa, scrisse un racconto carico di gelosia perchè avevo intrapreso l'avventura bloggheresca con un mio amico(che è tristemente naufragata), non lo vede mai. E non parlo solo di questo mese, Novembre, dove non si è fatto ancora vivo. Ma parto del racconto sui "Mentecatti", dove ha solo scritto un pezzo e poi si è dileguato. Parlo dei progetti ideati insieme, quelli idioti e quelli seri di anni fa, parlo delle puntate speciali che voleva fare della "Carmenide" ma che non sono mai esistite, parlo di tutte le volte in cui mi dice "sì, ora adesso ci faccio un post", "sì ora parlo di lucca, ci fo un resoconto" e robe del genere e poi scompare. DJ, questo è il suo nome che uso per non farlo riconoscere, mi dice una marea di stronzate. E perdonate il termine "marea".

E io continuo a crederci. "Perchè?", poi mi chiedo. "Perchè sei innamorato di lui", mi risponde il mio angelo custode un po' tendente all'altra sponda. "Perchè in fondo in fondo sai che lui è un coglionazzo", mi risponde il mio diavolo custode che ne capisce di più. O, magari, perchè ormai l'ho capito. Lui scompare e ricompare come il vento sulla spiaggia in una giornata soleggiata. O meglio, per fare un miglior paragone, come la monnezza nelle strade campane, all'avvicinarsi di ogni festa comandata. E i topi, quelli che banchettano con i sacchi abbandonati, sono il suo rimorso che, ogni dì, viene rosicchiato pian piano. Perchè lo so che lui un po' ci rimane male di questo mio corrergli dietro, ma è così, non può farci niente. DJ, ricordando che non è il suo vero nome, è così. E' sfuggevole, è indaffarato, è coglionazzo, è un emerito idiota. E lo devo sopportare. Come Dylan si sopporta Groucho, come Bonolis si sopporta Laurenti, come Corona si sopporta la Belen, anche io devo stare calmo e lasciar star. E continuare a credergli.

Credergli quando mi dice "ora lo scrivo e lo posto", credergli quando mi dice "ho letto tutti i tuoi racconti", credergli quando mi dice "sono a casa e senza niente da fare, aggiorno il blog", credergli quando mi dice "ho ricevuto la menzione speciale al Lucca Project Contest" e credergli, alfin, quando mi dice "sono etero e Tiziano Ferro non è il mio ragazzo".

Ma questa è un'altra storia.(Ho sempre desiderato chiudere qualcosa così!)

(La tavola esposta è di "Equilibrio". Una storia che ancora non ho avuto il piacere di leggere, ad opera del coglionazzo di cui abbiamo già parlato più Adriana Coppe e altri autori, premiata con la menzione speciale al Lucca Project Contest, ma si era capito, e che è formata da tot tavole.)

lunedì 15 novembre 2010

Legen...wait for it...DARY!

Canzone che fa da sigla ad uno dei telefilm migliori di questi ultimi anni, che sarebbe "How i met your mother", titolo facilmente traducibile in "come ho conosciuto vostra madre" ma che, stranamente, in Italia è stato tradotto in "E alla fine arriva mamma". Comunque la sit-com è divertente, romantica e molto originale. Il personaggio di Barney è il pezzo forte dell'intero cast anche se la serie, secondo logica, verterebbe sulle avventure di Ted Mosby, architetto che cerca la propria anima gemella a New York, nella grande mela. Sede già ospitante delle meravigliose avventure di Ross, Rachel, Chandler e compagnia bella. Ovvero "Friends", ovvero la sit più amata al mondo, che detiene il record per il finale di serie più visto in America.
"How i met your mother", comunque, è l'ideale erede di "Friends". Forse l'unico che si può accostare alla meraviglia di quel telefilm. Marshall, Lily, Robin e i già citati Ted e Barney sono meravigliosi sia presi singolarmente che insieme. E molti, vedendoli, proveranno un po' d'invidia per la loro amicizia. Così sincera e ben recitata, da sembrare unica e vera.

Comunque la canzone è cantata dai "The Solids"(che comprendono due sceneggiatori del telefilm) e si intitola "Hey Beautiful".


Shed a smoke, broken in
Tale of woe oh oh...
Comeserating so hard to let go
I'm on your back scratching early
and your candidate...

I hope you never know how hard it is to
Hard it is to wait...

Hey beautiful, I seen you comin'
oh no you don't walk away from me
uh oh oh, uh oh oh, uh oh oh
Hey beautiful
uh oh oh, uh oh oh, uh oh oh
Hey beautiful
Hey, hey, hey beautiful

Gotta walk, gotta list
Gotta hall of fame
I got an asterisk next to your name
Grab a cup, drink it up
Make a battle plan
Are we ever up to the task,
at to the task at hand?

Hey beautiful, I seen you comin'
oh no you don't walk away from me
uh oh oh, uh oh oh, uh oh oh
Hey beautiful
Hey, hey, hey, hey
uh oh oh, uh oh oh, uh oh oh
Hey beautiful
Hey, hey, hey beautiful

I don't know, if I go
but if I go, I go alone
I don't know, if i go
but if I go, I go alone
I don't know if I go...
I don't know if I go...
Well if I go, go now!

(Woo!)

Pa pa pa pa, pa pa pa pa...
pa pa, da da da da, da da da da da...

Pa pa pa pa, pa pa pa pa...
pa pa, da da da da, da da da da da...

Pa pa pa pa, pa pa pa pa...
pa pa, da da da da, da da da da da...

Pa pa pa pa, pa pa pa pa...
pa pa, da da da da, da da da da da...


Ps: Ovviamente non lo conosco da poco. Ma ho ri-iniziato a vederlo con la mia squinzia che dopo la fine della nostra visione di "Friends", aveva bisogno di una sit-com degna di sostituirla.

Ps2: In America stanno trasmettendo la sesta stagione. In Italia sono arrivati alla quinta.

giovedì 11 novembre 2010

Il vento soffia


La sera prima era stata un continuo di pianti e passione, dolore e amore mischiato insieme. Libero ora dorme sul letto, non saprà neanche come ha fatto ad arrivarci. Chiara si è appena ridestata e osserva il suo viso, che riposa beato. Le lacrime già iniziano ad uscire ma le ricaccia indietro con forza di volontà. Si alza e va' verso la cucina, inizia a preparare la colazione. Mette il caffè sul fuoco, infarcisce di nutella un paio di cornetti. E aggiunge molto zucchero al suo latte. Una prima colazione sicuramente dolce, ma che si prospetta amara per entrambi. Libero si sveglia più tardi, saranno state le 12 o giù di lì. Si alza di soprassalto, si riveste in fretta e furia e si acquieta solo quando la vede, ancora seduta accanto al tavolo della cucina, mentre legge una rivista che, proprio in quel momento, non le interessa affatto. Libero si avvicina, le sorride, lei ricambia, gli fa cenno di sedersi. Lui inizia a parlare.
"Ieri sera è stato bellissimo, è stato meraviglioso. Non so cosa succederà adesso ma io so di amarti. E ogni giorno che passa mi sento sempre più uomo zerbino." - dice, con l'orgoglio sotto i piedi.
"Non è vero. Non lo sei. Sono io che ti ho mentito, io che ti ho rovinato la vita, io che non ti dovevo incontrare. Ti dovevo parlare di tutto già da prima, io che non ce la faccio a vederti andare via." - risponde lei, e ricomincia a piangere.
"Ormai è successo, e sappiamo entrambi che non riusciremo a lasciarci. Questo sentimento che provi per lui è reale? E' forte come il nostro? E' come quello che provo io per te? Come quando ti vedo e il cuore mi scoppia in petto, come quando ti avvicini e il mio corpo si dimentica tutti i dolori e riacquista nuova vita, come quanto ti bacio e mi dimentico tutto. E' così, il tuo amore per lui?" - si alza, un po' arrabbiato.
"Libero, io mi sposo." - e abbassa la testa, come la sera prima, ancora più distrutta.
Libero la guarda, prova a dire qualcosa ma non riesce più a parlare. Tutto quello che era successo la sera prima è stato cancellato da tre semplici parole: "io mi sposo". Un dolore lancinante colpisce il suo petto, non è infarto, non è fisico, è psicologico. E' il rumore di un amore che si conclude, di un sentimento che si spezza. Libero prende le sue cose, controlla di non aver dimenticato alcunchè, e si dirige verso l'uscita. La guarda, per l'ultima volta si promette, e sbatte la porta. Scende le scale piano piano per paura di cadere, non è al cento per cento della forma in quell'istante, esce in strada e va' verso casa. Piangendo. Soffrendo. Con il cuore ormai distrutto.

Chiara è rimasta ancora seduta. La rivista, sotto la sua testa, è diventata un contenitore per le sue lacrime. Distrutta, decide di alzarsi, e continuare la disperazione sul letto. Proprio in quell'istante, Marco chiama.
"Piccola, dove sei?"
"A casa." - si sforza di non piangere.
"Ma che cos'hai? Sai che me ne accorgo subito quando stai male!"
"No, non ti preoccupare. E' l'emozione per ieri sera." - mente.
"E certo che voglio preoccuparmi. E' lo sport che mi sono scelto di fare finchè non muoio. Vengo subito da te, piccola. Resisti." - e stacca. Marco non sa e non dovrà mai sapere. A meno che Libero non decida di vendicarsi un giorno. Ma non è da lui, anche se nessuno può mai immaginare, cosa può fare un uomo distrutto per amore.

(Ora)

Libero si risveglia. Sono già le sette. Sa che deve prendere il treno prima che sia troppo tardi. Non deve andare lontano, questo è certo, e di convogli per la sua destinazione ne passano a decine in un'ora, ma non vuole far attendere troppo chi lo aspetta. Si veste, fa colazione, e si lava i denti in neanche dieci minuti. Inizia la sua camminata verso la stazione, zoppicando. Ha avuto qualche problema il pomeriggio prima nella partita di calcetto effettuata. Ha iniziato a giocare, Libero. E' cambiato, non si sa se in meglio o in peggio, ma qualcosa in lui si è smosso. E' sempre un accanito lettore, ma ora è meno timido, meno triste a prescindere, più aperto con la gente. Ha deciso, sotto consiglio degli amici che l'avevano sempre chiamato, di iniziare a giocare a calcetto come una sfida contro se stesso. Non sapeva di essere così bravo, o quantomeno non incredibilmente scarso. Poi ha capito che quello sport i suoi strascichi li lascia, non passa una settimana in cui non si faccia male in qualche punto del corpo, ma ciò lo aiuta a sentirsi vivo.
La stazione dista ormai solo cento metri. Libero tira fuori l'abbonamento, casomai qualche controllore decidesse di lavorare proprio quella mattina, e si dirige al binario numero 3. Appena risaliti i gradini del sottopassaggio si blocca. Si ferma. Ricorda.

(Ora)(L'evento si svolge contemporaneamente a quello di Libero)
Chiara si sveglia prima che suonasse il promemoria del suo cellulare. Lo spegne. Si dirige verso la cucina per mangiare qualcosa prima di andare via. E' bella Chiara, forse ancora più di prima. Ha qualcosa dentro di lei che sta crescendo, e lo sa bene. Sarà da un paio di mesi. Chiara dovrebbe essere felice e lo è, per la creaura che porta con se. Ma non per Marco. Lo ama, quello è certo, e lui ama alla follia lei, ma sente che lo sta tradendo. Ogni giorno. Anche se non è vero. Almeno non fisicamente.
Chiara ripensa a Libero da quando è incinta, a come sarebbe stato il mondo se il padre di quel bambino fosse stato lui. Ma niente. La vita ha deciso altrimenti, lei ha deciso altrimenti. La colpa è stata solo sua. "La colpa", questo pensa Chiara. "La colpa". E' convinta di aver sbagliato, di aver puntato sul cavallo più comodo, quello più quotato. Quello con un lavoro stabile, quello che viene a lavorare, finalmente, accanto a lei in una succursale della sua azienda newyorkese. Quello che le trova anche il posto di lavoro, come segretaria, nel suo studio. Quello, insomma, che sceglierebbero tutte quelle che vogliono al più presto accasarsi. Ma che non amano. Chiara lo ama, lo sa, ne è convinta. E sa che dietro al manager importante c'è un uomo simpatico, estroverso, amabile e irresistibile. Ed è convinta che sarà felice con lui, ma non sa perchè non lo riesce ad essere da adesso. Oggi, comunque, deve andare da sua madre. Marco non c'è e quindi il treno è l'unica soluzione. Si veste, in modo casto ma seducente, come ogni donna sa fare. Ed esce in strada.
La stazione non è così lontana, Chiara si svaga osservando qualcosa per i negozi, quando si ricorda che il primo treno è a solo due minuti. Inizia a camminare un po' più velocemente ma il tacco si incastra in una grata. Ci mette poco a liberarsi, quel tanto che basta per lasciar andar via il treno e trovare il prossimo. Binario 3.

Libero l'ha vista, e la guarda come se fosse un miraggio, un dono del cielo. Chiara, in quel medesimo istante, si gira e lo osserva. E' proprio come se lo ricordava: bello, con quel viso che potrebbe far risollevare il morale a chiunque e soprattutto vero, reale.Uguale alla copia spiccicata che tormenta i suoi pensieri. Lui le si avvicina. Non sa cosa dire. Lei, di par suo, è nella stessa medesima situazione.

"Ciao" - le dice
"Ciao" - risponde lei
"Che treno passa?" - chiede
"Il Piedimonte" - risponde.

Ognuno dei due volge la testa in una diversa direzione del binario, come in attesa di un treno che non esiste e che arriva da entrambi i fronti. Il vento soffia su di loro e sul loro sentimento antico, e lo porta via. Dove non ritornerà più.
(6 - FINE)

(Nota dell'autore: A chi è piaciuto, che me lo dica così me la credo. A chi invece non è piaciuto, che me lo dica ancora più forte, che così mi intristisco, ma ne son felice. Perchè significa sempre che lo avete letto. Buona lettura a Diggi, invece, che son sicuro che non ha neanche iniziato a leggiucchiarlo. E grazie, in anticipo.)

(Prima Puntata)
(Seconda Puntata)
(Terza Puntata)
(Quarta Puntata)
(Quinta Puntata)

mercoledì 10 novembre 2010

Ora, la vita ha un senso


"E' solo un sorriso", mi dissero.
Ma io vedevo oltre, ogni volta
che i miei occhi osservavano
quella bocca, dolce e amara
al punto giusto, amata e cara
quando rideva di gusto.

"E' solo un bacio", ripetevano.
Ma io vedevo oltre, ogni volta
che la mia bocca toccava la sua.
Vedevo lunghe passeggiate,
giornate tormentate e giorni felici.
Vedevo la mia vita con lei,
piena di amici.

"E' solo una ragazza", mi accusavano.
Per lei facevo di tutto e l'adoravo.
Senza obblighi ne eccessive richieste
stavo con lei e ogni dì era una festa.
Non rinunciando a niente, scoprii che
senza di lei ero inesistente.

"E' solo un amore", mi dissero poi.
"Inizierà e finirà in un batter di ciglio,
e rimarrà di te solo l'ombra dell'uomo
che eri. Abbandonerai il tuo giaciglio
solo per vivere un'esistenza vuota,
solo, in un mondo che ti odia.

"E' il mio amore", risposi io,
"La amo e son riamato, e giuro su Dio,
che non lascerò gli amici, e i parenti,
che vivrò come sempre ho fatto e
i miei sentimenti non mi faranno uscir matto.
Vivrò per il suo sorriso, per i suoi denti,
per la sua bocca di fragola, e quei giorni lenti:
quelli in cui staremo sul letto abbracciati,
per ore a non fare nulla, solo innamorati,
mentre il mondo fuori, vive e muore,
noi respireremo solo il nostro amore."

Non parlarono più, quelle voci cattive,
erano solo un pezzo di me che voleva
farmi capire, che i dolori passati
sarebbero un giorno ritornati.
Ma le tranquillizzai. Io e lei,
non ci saremmo lasciati mai.

(Nota dell'autore: ogni tanto adoro tirare fuori la mia melansaggine e scrivere qualche verso d'amore puro. Ovviamente sapete tutti a chi è dedicata e perchè ho bisogno di farle capire che io sono felice. Felice di stare con lei, felice quando sto fisicamente accanto a lei, felice quando penso a lei. Felice, soprattutto, perchè amo lei. E son pur riamato, sennò mica ero felice!)

martedì 9 novembre 2010

Nient'altro che la verità

Libero si risvegliò dal suo torpore. Alzò lo sguardo sulla stanza, la televisione era spenta, anche se aveva giurato di sentire qualcuno parlare. Guardò l'orologio. Era ancora mezzanotte. Mancavano più di otto ore al suo appuntamento. Doveva dormire, doveva riposare. Non ci riuscì. Ormai l'aveva capito.
Ogni secondo, ogni minuto in cui era cosciente era dedicato a lei. La mente non riusciva a smettere di ricordare. Il primo incontro, il primo bacio, la prima volta, le prime risate, i primi litigi, le prime amare scoperte. Vedeva passare tutto davanti ai propri occhi ogni giorno, come se fosse in trance, come se fosse pazzo. Gli amici si preoccuparono. Libero era sì un ragazzo timido ed introverso ma era riuscito ad uscire dal guscio, dopo anni con loro. Ora era come se fosse regredito allo status iniziale. Per colpa di lei. Che gli ha rovinato la vita.

(Sette mesi prima)


Chiara sta ritornando al suo appartamento. E' raggiante. Ha appena passato una serata con Marco che si è prolungata ulteriormente dopo cena. Poi, alle tre di notte, l'ha salutato ed è ritornata verso la sua abitazione. Felice. Perchè Marco le ha sempre dato felicità, in cambio dei suoi sorrisi. Contenta, perchè lui è una persona solare, che le rischiara le giornate tristi. In colpa, perchè ha dovuto cancellare un appuntamento con Libero con una scusa qualsiasi. In colpa, perchè la sorpresa di Marco è stata forte e shockante.
Apre la porta di casa e nota dei cambiamenti. Non si ricordava assolutamente di quel soprabito sul divano, e nemmeno del mobile antico aperto. C'è qualcuno in casa, e lei deve scacciarlo via, senza paura. Fortuna che, anni fa, Marco le regalò l'abbonamento ad un corso di autodifesa. Utile, sicuramente. Si avvicina in punta di piedi verso la propria camera da letto. Nota dei petali di rosa a terra, che conducono verso il proprio letto. Afferra l'ombrello blu come arma, suo padre la perdonerà se lo romperà stendendo un ladro. Arriva in stanza, guarda sul letto: è Libero. Che dorme. Con una bottiglia di spumante alla sua destra. Un foglio è appoggiato sul comodino di Chiara. Sembra una poesia, Libero gliene ha dedicate tante in questi quindici mesi insieme. Chiara la legge con un groppo in gola.

"Io ti aspetto, ovunque tu vada.
Son qui mentre percorri la strada.
Se passeranno anni, mesi o semplici giorni,
ti attenderò finchè non ritorni.


Io ti aspetto e alla finestra
osservo la vita dei giorni di festa:
e piango, senza motivo.
Senza di te, son meno vivo.


Io ti aspetto, però, senza domande,
il tempo passa, ma tu non ritorni.
"Niente paura" ,il cuor mi risponde,
"per lei fai tutto, è unica e incredibile,
attendila anche una vita, seppur breve,
insieme, sarà irripetibile."

Chiara singhiozza. Si porta una mano davanti alla bocca e cerca di non far rumore. Libero si ridesta e la nota davanti al letto mente lacrime scorrono sulle sue guance. Non riesce a trattenersi.
"Sapevo di non saper scrivere, ma addirittura piangerci mi sembra eccessivo!" - dice sorridendo.
"E'...bellissima...e io non la merito." - risponde lei. Decisa, per una volta, a parlare di tutto.
"E perchè mai? Capisco che sia leggermente lesiva per la mia mascolinità, ma per te son capace anche di mettere da parte il mio essere macho."
"No, non è per quello. Anzi sì. E' anche per quello. Non so come spiegarti. Non so come dirti quello che non vorrei assolutamente dirti." - si siede sul letto.
"E non me lo dire, semplice. Fai così, ora dormiamo, ci svegliamo domani e ne riparliamo. Senza problemi e senza lacrime." - le toglie le lacrime con un bacio.
"Sì, hai ragione. No. Non posso." - si rialza. - "E' giunto il momento di parlarne. Costi quel che costi. Sennò non potrò più guardarmi allo specchio. Ho bisogno di dirti questa cosa e ti prego, ti scongiuro, non andartene poi." - e prepara la forza necessaria per parlare.
"Non mi dire che sei un uomo che non ci credo. So cosa ho visto e nessun chilurgo può fare certe cose così bene." - ride ancora. Chiara, invece, rimane impassibile.
"Libero, non voglio girarci attorno, ho un altro." - e ricomincia a piangere. Stavolta per il dolore.

Libero la osserva. Rimane pietrificato. Se ne esce balbettando qualcosa ma dal significato difficilmente distinguibile. Apre lo spumante, inizia a bere a canna, dopo mezza bottiglia riesce a formulare pensieri più coesi.
"Da quanto tempo va avanti questa storia? E' una nuova fiamma? Lo so che dopo un certo periodo l'amore tende ad assomigliarsi e si ha bisogno di nuove esperienze, ma se mi dici che con lui è finita, riuscirò a superarla questa cosa. Con difficoltà, ma ci riuscirò." - dice. Non senza sentirsi un po' zerbino.
"No, amore mio, no. Non c'è una nuova fiamma. Quella...quella sei tu." - si siede di nuovo accanto a lui - "Non sono mai riuscita a dirtelo, non sono mai riuscita a farcela. Io ho un altro, da ben quattro anni. Si chiama Marco, lavora a New York, è stato il mio primo vero ragazzo e purtroppo o per fortuna lo amo e non posso fare a meno di lui. E lo so che sembra strano, e lo so che sembra folle: io amo anche te. Lo capisci, no?"
"Anche..." - e abbassa la testa. Chiara riprende il discorso.
"Non te l'ho detto perchè avevo paura della tua reazione, neanche lui lo sa, neanche lui sospetta niente. Ci siamo incontrati, io e te, in un periodo in cui ero giù, e quello che successe quella mattina mi portò a cercare amore. No. Cosa ho detto?" - si accorge dell'errore ma ormai non c'è nulla da fare.
"Quindi, io, piccolo idiota, sono stato una specie di donatore di amore. Magari questo Marco era lontano da tanto tempo e tu avevi bisogno di qualcuno che ti donasse amore. Così dite sempre voi donne. "Donare amore". Non riuscire a dire "sesso" eh? Dovete passare sempre per le romantiche della situazione e far passare, noi uomini, come gli animali. Che pensano solo e comunque ad una cosa. Ma sai che ti dico? Ma viviti la tua vita, con Marco, e con tutti gli altri che ti vuoi scopare nei periodi in cui lui è fuori, ma non inventare balle. Non si può amare due persone nello stesso istante. Non si può. Ti sono servito come passatempo tra un passagio e l'altro di Marco. Chissà come dovrebbe sentirsi questo tipo se sapesse tutto eh? Comunque complimenti, è passato solo un anno e tre mesi e ce l'hai fatta. Ti applaudo e ti saluto. Tieniti le poesie, anzi, bruciale. Perchè sono state dedicate ad una persona che era solo frutto della mia immaginazione. E ormai è stata cancellata via." - Si alza e si dirige verso la porta. Ritorna indietro, prende il soprabito e va per uscire, apre la porta e viene fermato.
"No, non lo fare. Ti prego. Non te ne andare così. Io voglio stare con te. Io desidero averti affianco. Sempre. Io ti amo. Veramente. Desidero immensamente non perderti, ho bisogno della tua gentilezza, della tua timidezza, del tuo romanticismo enorme, ho bisogno di te." - si inginocchia, piangendo a dirotto.
Lui richiude la porta. Si inginocchia con lei. La guarda. La bacia.
"Non sai quanto ti vorrei e quando una parte di me vorrebbe che rimanessi. Ma l'orgoglio, in questo momento, mi spinge ad uscire fuori e a lasciarti andare, verso altri lidi, verso ovunque tu voglia andare. E' strano dirlo ma tu non mi meriti. Non avrei mai pensato lontanamente di dirlo ad anima viva, considerando la scarsa autostima che ho. Io me ne vado, è stato bello conoscerti, non rinnego niente, ma questo è quanto: mi hai illuso, tradito, mentito, ingannato. Mi hai usato come divertimento e come passatempo. Ti auguro una buona vita con Marco. Che tu possa essere felice più di me in questo momento. E non ci vuole tanto." - questo le avrebbe voluto e dovuto dire. Ma non le disse.

Invece, entrambi, presi dalla passione o forse solo per interrompere quel momento tragico, finirono per fare l'amore sul divano. Più e più volte. Per tutta la notte. Avvinghiati, come se non volessero più lasciarsi andare.


(Prima puntata)
(Seconda puntata)
(Terza puntata)
(Quarta puntata)

(5- Continua)

lunedì 8 novembre 2010

Faccio spavento...

Una canzone triste volevo mettere. Perchè alcune notizie che ho ricevuto mi hanno reso più depresso di quanto sono normalmente. E ce ne vole. Se c'è gente che segue questo spazio da più di due anni, saprà che prima di essere squinziato(*) scrivevo solo poesie deprimenti. Poi finalmente, con l'amore, ho iniziato a scrivere poesie d'amore deprimenti. Indi c'è stato un grande miglioramento.

Comunque ho pensato a cosa inserire. Triste ma con stile, mi dicevo. Ma, sinceramente, all'una di notte, connettere col cervellino bacato da quasi anziano che ho, è difficile. Indi metto una canzone normale. Una che bisogna ascoltare semplicemente per svagarsi, o per cantare un po', magari urlando. Indi i Baustelle servono a questo. Oggi, per il consueto "lunedì musicale", una canzone che mi piace alquanto e che mi dà sempre tanto entusiasmo. Buon ascolto.

(*) Essere fidanzato. Dal luttazziforevese.



I barboni mi guardano mentre mastico la lucertola
anche oggi è domenica tutta d'oro la gente luccica
mentre osserva le anatre inventandosi la felicità
la sorvolo e capisco che maledice la mia diversità
ma nel parco ci abito è la vita mia esser simbolo
di paura e di morte, sono tenebre i miei abiti
i bambini sorridono "mamma guardalo, che bestiaccia è?"
gli alberi mi consolano apro le ali e resto immobile
gli studenti li evito
preferisco le ricche vedove
con gli anelli di platino
sono un ladro ma fine gentleman
Io sono il corvo Joe
faccio spavento
state attenti lasciatemi stare
solo certi poeti del male mi sanno cantare!
I borghesi si siedono e poi leggono il giornale
i ragazzi si baciano, mezzogiorno sta per scoccare
senza grazia e gracchiando mi avvicino e poi li supplico
se soltanto per oggi fossi libero di parlare
"piacere: corvo joe,c'è da mangiare?
solo sassi sapete lanciare
meritate di andare per me nell'eterno dolore"
Io sono il corvo Joe
faccio paura
state attenti lasciatemi stare
solo certi poeti del male mi sanno cantare!
Ma vi perdono
perchè in fondo portate nel cuore
sangue che è destinato a seccare
vivete a morire


Ebbene sì, vi ho fregati. Più triste di questa non ne è esistono. Ma che stile. Forse una delle loro canzoni migliori. E cantarla a cappella, ovunque si vada, ormai è d'uso nella mia cricca di amici. Alla prossima settimana.

venerdì 5 novembre 2010

Il bloggo di uomini e donne (Ricerche Ottobre)


Inizio questo post pieno di grandi, piccole e medie idiozie, rigraziando quei simpatici spammisti che, fino a poco tempo fa, si divertivano a linkarci siti porni, oppure a parlare in un italiano stentato da traduttore o a meravigliarsi per qualunque post pubblicato. Anche quello in cui ho parlato dei miei calli, vi rendete conto? Questi arrivano e scrivono "molto intiresno, grazie". Intiresno cosa? Tanto vale son meglio quelli che mettono le paroline magiche tipo "naked woman". Lì sì che c'è qualcosa di veramente intiresno!

Poi ringrazio l'uomo, o la donna, che ha avuto il coraggio di ricercare ciò che vedete come titolo e finire qui. Ora mi aspetto aumenti esagerati nel contatti. Di fansi della Maria ce n'è, purtroppo, a bizzeffe.

Comunque buona lettura, gente. E non ridete troppo. Anzi, non ridete affatto, che poi la gente vi piglia per scemi e venite additati come pazzi e poi diventate dei gattari, e così via. Facciamo così, come direbbe il vergognoso copiatore, voi quando state per ridere, comprimete la risata e eliminatela tramite gas. Poi sì che ci sarà da ridere a casa vostra.

loredana nuvoloni(2)
: con codesta ragazza, se è una cantante, concerti solo al chiuso eh? Ah ah ah. Dopo questa potete abbandonare il Blog all'istante.

poesia sul brufolo (2): Tu brutto e purulento/nato lì, proprio sul mento./Non ti riesco a sopportar/indi ti dovrò eliminar./Due dita per me potranno bastare/e poi, lo specchio del bagno, si dovrà risciacquare.

sei fortunato, non ti uccidero(2): Che culo!

viviana boccionero (2): Non faccio nessuna battuta. Mi trattengo. Son signore!

aforismi per quelli che fanno far pipi al loro cane sui motorini
: Questa non me l'aspettavo, complimenti al padrone.

blog come pronunciare la parola tungsteno per chi soffre d'ansia : O è un titolo, meraviglioso, di un blog. O i poveri ansiosi non sopportano la parola "tungsteno". Ma perchè dirgliela? In che discorso lo metti?

chi mi spiega le rane dei baustelle
: E subito dopo ci fu una lotta tra Google, Bing e Yahoo per chi doveva rispondergli.

come buttare i soldi : Dalli a me! Ci penso io, vieni dall'amico tuo.

come devo fare per trovare frasi con punto e virgola
: Oggi è una bella giornata; e mi piace usare il punto e virgola a sproposito; con ciò fò felice una persona.

come si kiama la canzone di poker coffe
: Tattaratarattara pocket coffiiiiii.

cosa sono le rane per i baustelle : Animali.

ho sognato un ciclone e una bambina : Mi dispiace.

l'amore vero non finisce mai cambia forma : Certo. Si trasforma in odio. O voglia di ammazzare l'altro.

luttazzi4jurgen e djforever : Questo o è Tyrrel o è Paola! Vergogna!

mi dite un racconto comico ? : "Il contratto con gli italiani" di S.Berlusconi.

pagliaccio che fa la pipì
: Ma tu non hai proprio niente da fare, eh?

psicologa bacia paziente
: Questa sì che è una scena da film zozzo!

racconti tristi che fanno ridere
: Inizio a pensare che sei un po' confuso.

tacchino dance
: Questo è n'altro reduce del Brad Barron Forum. Recuperiamoli.

E ora attiviamo, prima dell'angolo hard, l'angolo dello Zero. Ovvero tutte quelle ricerche che, non so perchè, l'analytics mi segna con zero visite. Indi una domanda sorge spontanea: che ci stanno affare?

daniele luttazzi copia luttazzi4ever, che copia djjurgen? : Tyrrel, smettila!

daniele luttazzi copia luttazzi4ever?: Guarda che chiamo la polizia eh!

djjurgen copia daniele luttazzi, che copia luttazzi4ever? : Sto facendo il numero!

djjurgen vs bruce lee : Non oso pensare chi sia più forte nella tacchino dance.

davide paolino msn : Ah, finalmente le belle tipe mi ricercano. E' il prezzo del successo.

sgrittori campioni del mondo campioni del mondo campioni del mondo campioni del mondo : Modestamente, so forte.

E ora, l'amato Hangolo Hard. Sì, perchè l'hacca fa sexy indi la metto un po' dappertuttho.

tette a go go (2): Questi sono gli utenti che mi danno tristezza. Perchè cercano belle cose e poi si trovano davanti la mia faccia. Amico visitatore, ti sono vicino.

festa delle ninfomani : Non ci avevo mai pensato: San Ninfomane quando è?

frasi famose porno
: Non mi ricordo che ci fossero così tante frasi famose. A meno che non si parli di "Ah", mitica citazione di Cicciolina. Oppure di "Sì, sì, così" del grande Rocco.

le grandi ninfomani della storia
: Ne hanno già parlato a Voyager?

malika ayane ninfomane
: Mi dispiace per Cremonini. Poro ragazzo.


sito delle ninfomane
: Solo il sito? E la casa dove si ritrovano non la cerchi?

tette chieti : Bravo. Si ricercano prima nelle vicinanze.

tette completamente scoperte : Così si fa, che sono questi "vedo, non vedo"? A che servono! Tu sì che sei chiaro!

tette epiche : Quest'uomo cerca l'originalità, la perfezione. La ricerca del sacro Gral boccifero. E' da ammirare.

Finito n'altro congresso di idiozie. Grazie per questa bellissima puntata, grazie davvero debosciati che non siete altro. Questo è stato il mio quattrocentesimo post in quasi tre anni. Io sì, che veramente non ho nulla da fare.

giovedì 4 novembre 2010

Basta un attimo

Libero dorme beato. Incurante del problemi fuori dalla sua stanza. E' felice, anche quando dorme, lo si vede dal sorriso perennemennte stampato sulla sua faccia da un anno a questa parte. Non ha mai avuto una storia così bella, ha sempre detto, quella con Chiara è la realizzazione di tutti i suoi propositi sull'amore. E' felice, Libero. E' innamorato, Libero. E' ignaro di tutto, Libero.
Chiara, in quel momento, ha incontrato il suo ragazzo ufficiale: Marco. E lui continua a dormire. Non sa niente di questa situazione, non potrebbe nemmeno immaginare. Si è sempre fidato di lei, ha sembra avuto tutto da lei, le ha sempre detto tutto. Libero è un ragazzo timido, romantico, introverso col mondo in generale, ce ne vuole prima di riuscire e farlo sbloccare. Chiara ci è riuscita. In mezza mattinata. Libero ancora non sa come, e dove ha trovato la forza per baciarla in strada, sotto la pioggia, dieci minuti dopo averla incontrata. Figuriamoci quello che è successo dopo. Ancora oggi si domanda come sia mai potuto accadere. Lui, così calmo e pacato, così cambiato solo per lei, gentile e premurosa. Oltre che bella. Di una bellezza stravolgente. Una che non la trovi neanche nei calendari perchè sa di essere bella sì, ma sofisticata. Una che incontri in mezzo alla strada, abitualmente, e ti giri ad osservarla anche se sei con la tua ragazza. Non puoi farne a meno. E non temi la vendetta della tua fidanzata perché anche lei è sconvolta, anche lei la osserva, anche lei è meravigliata. La bellezza è donna. Letteralmente.

Libero apre gli occhi. Sono le dieci e trenta di un giorno qualunque. Guarda alla destra del letto: Chiara non c'è. "Sarà andata a far qualche compera", immagina. Intanto si riveste e punta alla cucina. Apre il frigorifero e non trova niente, o quasi. Una busta di latte datata 22 ottobre. E siamo a Novembre. Novembre inoltrato. Decide di non aprire quella bomba ad orologeria e di buttarla direttamente nella spazzatura. Cerca altro. Solo fette biscottate e cibi ipocalorici. Libero ha bisogno di cornetti la mattina, sennò non ragiona. L'ha sempre detto. Indi prende la sua camicia nera, si veste e scende in strada. L'aria è frizzantina. Complice la pioggia della sera prima, via De Gasperi sembra un paradiso. Pieno di macchine ma pur sempre bella ed accogliente. Oggi è una di quelle mattinate che ti fanno amare la vita. Almeno per ora.

(Un chilometro, metro più, metro meno, più in là)

Chiara scherza al bar con Marco. Sorride, ride alle sue battute, lo bacia con affetto. E' ancora visibilmente presa da lui. Peccato che non ci sia mai. Da quando ha ottenuto quel lavoro in quell'azienda importante di software la loro relazione è stata quasi messa da parte. Da due anni non riescono a stare più di due settimane consecutive insieme. Da due anni. E da un anno lei ha trovato Libero. Che non sa, non sospetta, non potrebbe capire. Marco la osserva pensieroso.
"Cosa è successo? In un attimo ti sei rabbuiata! Ti faccio questo effetto?" - dice, ridendo.
"Certo che no. Mi è passato per la mente un brutto pensiero. Non è per te." - risponde, mostrando un sorriso finto, di circostanza.
"Eh no, tu mi devi dire che hai. Io quanto torno a casa voglio vederti felice, entusiasta, e sopratutto eccitata". - Chiara fa un'espressione tra lo stupìta e il divertito. Il momento triste viene messo da parte. Il pensiero di Libero è tolto dalla mente. Almeno per un po'.
"Riesci sempre a farmi riprendere, ci sei sempre riuscito. Non ho mai capito come fai." - dice, osservandolo con amore.
"Ci sono voluti anni e anni, piccola mia. Ho elaborato una tecnica perfetta per far crollare le donne. Basta farle ridere. D'altronde dicono così tutte le veline che stanno con i calciatori no? Loro "le fanno ridere". E certo, anche io se vedessi i loro conti in banca riderei tantissimo!" - Chiara brilla di entusiasmo. Marco la conquistò così, anni fa. Con una risata in una giornata triste. Con le sue battute, quando lei era a terra.
"Andiamo a casa tua" - dice lei, chiara e decisa. Ho bisogno di te.

Marco non se lo fa ripetere. Ha atteso tanto dall'ultima volta. Quasi tre mesi. Paga il conto con velocità inaudita. Prende la propria auto parcheggiata più avanti, apre la portiera alla sua amata come farebbe un gentleman d'altri tempi e parte, verso casa sua, verso una mattinata di fuoco. Proprio nel momento in cui svoltano in Via Settembrini passano davanti a Libero. Che, per un solo secondo, osserva quella macchina come se una parte di lui sapesse chi c'era dentro. Come se una parte di lui sapesse che doveva guardare. Non se ne rende conto, continua avanti per la sua strada. Ma nella sua mente, quell'attimo, è stato registrato. Bisognerà solo tirarlo fuori. Un giorno.

4 - Continua

mercoledì 3 novembre 2010

Interessantissimo link



Eccomi qua, di nuovo, a fare pubblicità spudorata ad un mio articolo su Glamazonia. Ovviamente si riparla di John Doe, stavolta però l'argomento si sposta sulla seconda stagione. Ora, io non ci guadagno niente con i vostri click, ma se siete interessati e ve ne tiene di perdere una decina di minuti della vostra vita(vado per eccesso eh), cliccate su questo link, e buona lettura.

Se non ve ne tiene, cliccate lo stesso così mi beo dell'enorme mole di visitatori sul mio articolo.

Se non avete voglia neanche di fare ciò, mi deludete tantissimo e domani vi voglio accompagnati dai genitori. Siete bravi, ma non vi applicate. No no.

Ps: L'altro autore di questo blog, casomai si facesse vivo, avrebbe una bella notizia da dire ai visitatori abituali e non, di questo spazio. Ma finchè non si fa vedere non so se ne posso parlare prima io. Attendiamo e vediamo.

Ps2: per chi volesse, questo è il link della prima stagione. Grazie a chi si sobbarca l'onere di leggere le mie idiozie.

martedì 2 novembre 2010

Niente è come sembra



Due persone, sotto un portone. Libero e Chiara. Seduti a terra, a gambe incrociate lei, e appoggiato sul muro lui, mentre attorno a loro piove.

"Allora, sei capace di spiccicare qualche parola?" - chiede lei, sorridendo.
"Mi chiamo Libero, piacere." - risponde lui, visibilmente emozionato.
"Chiara. Non essere così timido che non c'è motivo, mica sono una star del cinema." - ride.
"Diciamo che se non lo sei, ci assomigli molto. Se mi permetti: sei bella, lo sai?"
"Ma non tutte le attrici lo sono, eh." - sorride ancora.
"Allora diciamo che fai parte di quelle affascinanti."
"Ok. Ma basta con i complimenti eh, dopo stamattina ne ho lo schifo." - ammette lei, abbassando la testa.
"Non capisco ma la finisco. E' successo qualcosa di brutto?"
"Un porco, qua vicino, per un colloquio voleva che facessi cose che...non ci voglio neanche pensare. Gli ho dato uno schiaffo così forte che se lo ricorda, quello lì. Peccato che ho rimasto il mio ombrello da lui." - una lacrima le scorre sul viso. Forse non voluta. Forse una goccia di pioggia.
"Dai, non ti preoccupare. Dopo, appena finirà il diluvio universale, saliamo sopra e te lo riprendo io, ok?"
"G...grazie. Troppo gentile. E come farai a camminare?" - chiede, indicando la caviglia gonfia.
"Ho te no? Mi accompagni fino all'ufficio e poi ci penso io." - afferma lui, col sorriso sulle labbra.
"Sono tre piani senza ascensore" - rivela. Il sorriso di Libero è scomparso.
"Credo che avrò bisogno di aiuto, tanto aiuto, anche nella salita."
"Ma non ti preoccupare, non fa niente. E' solo un ombrello." - dice lei, mentendo.
"Scommetto che non è "solo un ombrello". Dopo ci passiamo e, visto che ci sono, dico anche un paio di parole a quell'idiota."
"No, ti prego. Non fare nessun casino, soprattutto per me, che mi conosci da poco." - e arrossisce.
"Se devo dirti la verità: è come se ti conoscessi da una vita." - e la bacia. Lei ricambia, emozionata e stupita, ma ricambia con passione. Prima che se ne rendano conto sono già uno sopra l'altro. Sarà la pioggia battente, la strada deserta, le loro vicissitudini mattutine, ma sono lì, avvinghiati l'uno a l'altro, mentre si baciano. Dimenticando la caviglia dolorante, la commessa insopportabile, il direttore odioso. Dimenticando tutto il mondo.

(Un anno dopo)

Chiara passeggia per Corso Trieste, dando un'occhiata ai negozi e alla gente. Le piace guardare le persone. Ha sempre pensato che se fosse vissuta in una grande città, avrebbe passato tutto il suo tempo nella metropolitana ad osservare la gente. Le piace vedere come sono diversi e uguali le fisionomie degli esseri umani. Si gira, di scatto, per osservare un paio di scarpe interessanti. Si inginocchia per capire meglio il prezzo, alla visione di tre cifre, scappa via. Dall'altra parte della strada qualcuno la aspetta. Alza la mano per farsi notare. Lei sorride, con sincera felicità, lui la attende e poi la abbraccia forte, fortissimo. Si chiama Marco, ha ventisette anni, un buon lavoro, dei capelli a caschetto vecchio stile, una camicia nera, jeans chiari, ed è il suo ragazzo. Chiara lo bacia, col sorriso sulle labbra, Marco ricambia.

"Finalmente ce l'hai fatta a venire." - le rimprovera lui, sorridendo - "Pensavo mi stessi tradendo con qualcun'altro."
"Ma come potrei mai?" - risponde lei - "Ho il ragazzo più bello della Campania e oltre."
"Ah, affascinante e anche bugiarda. Non potrei vivere senza di te."
"Quanto ti fermi stavolta?" - chiede lei.
"Una settimana, lo so che è poco ma è già tanto per i miei superiori. Devo tornare a New York per Sabato prossimo. Ma tra un mese prendo le ferie, e ce ne ho molte arretrate. Preparati per almeno venti giorni in mia compagnia. Non oso pensare a cosa accadrà nella tua camera da letto." - Sentendo queste parole, Chiara ripensa alla propria casa, a chi ha lasciato nella propria camera. A come si sentirebbe adesso se scoprisse la verità.

(Un'ora prima)

Libero giace sul letto, nudo sotto le coperte, con la testa sul cuscino. Chiara lo guarda dormire affascinata. Sa di esserne ormai irrimediabilmente innamorata. E questo è un guaio. E' passato un anno da quella giornata sotto la pioggia, dove ha fatto l'amore in mezzo alla strada, per la prima volta, sotto gli occhi di qualsiasi sconosciuto che poteva passare da quelle parti. Ma gli è andata bene. Nessuno ha visto, solo lei e Libero erano lì, presenti, in quel momento. Col cuore e con la mente. Poi sono ritornati nell'ufficio dove lei aveva dimenticato il suo ombrello, a fatica perchè Libero non riusciva a camminare, ma hanno completato la missione con un altro schiaffo al simpatico direttore che, proprio in quel momento, esaminava una ragazza che aveva acconsentito al colloquio speciale. In tutto ciò ci fù una sorpresa inaspettata: le dimissioni della segretaria, ormai distrutta dopo anni di sofferenze. Di sicuro quel posto non è rimasto vuoto a lungo, magari il colloquio era appunto già iniziato per l'assegnazione di quella scrivania, ma per Libero e Chiara, quello schiaffo, quel momento, era da ricordare. L'ombrello fu riportato a casa, dopo i due, si dedicarono, ancora di più, a loro. E da lì iniziò la loro storia.

Ma oggi, ancora una volta, lei deve andarsene prima, deve andare a trovare Marco, il suo ragazzo. Che Libero non conosce, non sa, non pensa neanche lontanamente esista. Chiara non gliene ha mai parlato. Ha sempre aspettato, ha sempre rimandato a data da destinarsi. E ancora una volta deve iniziare con le bugie, le scuse, i patèmi vari per combinare al meglio i momenti con i due uomini, e non far capire niente a nessuno dei due. Oggi, dopo un anno dalla loro prima volta, ritorna Marco, e lei deve andare, in questo giorno così speciale per loro, lei deve andare. Libero dorme, non immagina, continua a sognare. E forse è meglio così.

3 - Continua