sabato 18 febbraio 2012

Re-re-respirare


Sono un cantante da venticinque anni. Mi sbatto, mi sono sempre sbattuto per far sentire a tutti la mia musica, ciò di cui vado fiero. Ho fatto tanta gavetta, un giorno incontro il mio mentore, si chiama Mario. Mi prende sotto la sua ala protettrice e mi porta via, verso la fama che non avrei mai pensato di avere. Sia chiaro, io prima facevo matrimoni, comunioni e altre bagatelle. Forse avrò pure cantato in qualche cerimonia dove era meglio non creare casini, che poteva finire male, ma chi sono io per rifiutare ingaggi quando mi servono per mangiare?
Comunque Mario è un santo. Mi presentò quasi agli occhi dell'Italia come suo figlio, e mi sembra pure che suo figlio facesse il cantante ma con me sembrava avesse più voglia di darmi una mano. Non ho mai capito perchè, forse gli piaceva la mia musica, gli ricordava la gioventù.
Mario mi da il "la" quando ho bisogno di uscire dai dintorni della mia regione. Diventai qualcuno piano piano. Feci un cd che suonarono anche a Milano, mi sentì felice, mi sentì al settimo cielo, mi sentì veramente qualcuno. Mia moglie fu entusiasta, i miei figli furono orgogliosi di avere un padre così. Dicono che dovrei imparare a parlare italiano più decentemente, dannato dialetto, non riesco a non farlo sentire. Ci provo.
Niente. Passano gli anni e una frangia di italiani mi disprezza, qualsiasi cosa io faccia. Nino mi capirebbe, anche lui ha iniziato così. Andava in giro con un caschetto biondo e faceva film in cui la ragazza più bella del paese si innamorava di lui. Erano fantascienza, ma sfondava. Ora è diventato più anziano e riempie i teatri. E' diventato un cantautore. Io lo sono ma non mi rispettano. Non ne capisco la differenza.
Forse sono i capelli, non ne ho mai avuti tanti. Forse mi manca l'aspetto giovanile. O forse è che non ho mai fatto duetti con nessuno tranne che con Anna. Anna. La mia ragazza. Si lo so, avevo una moglie, ma succede che un'altra donna ti faccia andare via di testa. E che colpa ne ha Anna se ha vent'anni di meno di lei, mi sarei innamorato lo stesso pure se avesse avuto vent'anni di più. Giuro.
Devo farmi amare. Devo farmi capire, devo convincere il pubblico italiano che sono un autore completo. Tralasciando i due film che ho fatto, dove la miglior guest star oltre Mario è Giorgio Mastrota(che non ho mai capito perchè sia famoso), devo lanciarmi sul palco di Sanremo con qualcun'altro. Non da solo col pianoforte come faccio sempre. Perchè lo so suonare il pianoforte, ma non lo dicono mai. Sarà perchè sono terrone, forse. Sarà una sorta di antimeridionalità eccessiva. Ma non so perchè non funziona mai con Nino.
E sì. Andiamo di nuovo a Sanremo. Non è la prima volta che ci vado, dicono tutti che Sanremo è morto e poi la gente sta sempre davanti alla tv a vederlo, quindi è il panorama giusto. Mi scelgo una persona forte e sfondiamo. Ne sono sicuro.
Loredana, scelgo te.
E per la serata con gli ospiti italiani divento giovane, come Nino con il caschetto, mi metto una giacca di pelle e faccio finta di essere un discotecaro. Quest'anno sfondiamo, me lo sento.

PS: Anna, ma tra tutti i vestiti che c'avevi, proprio quello che ti mette le coscie da fuori dovevi metterti?

Giggi

(Liberamente tradotto dal napoletano)

2 commenti:

Sara ha detto...

G E N I A L E !!!!

luttazzi4ever ha detto...

Troppo gentile!

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