mercoledì 16 marzo 2011

La fine di un'epoca


Accade. Accade sempre. E' il momento che uno forse si aspetta arrivi da un momento all'altro, quello che segna la fine di un'epoca. Sia chiaro, è un momento che può essere sia bello, sia brutto, sia strano. E' quello che spezza la routine, che ti fa capisce che è passato tanto tempo, che ti fa cambiare il modo di pensare almeno su certi aspetti della vita, che ti fa forse maturare. E accade, non puoi farci niente. Può accadere un giorno, come prestabilito, con l'inizio di una vita assieme, con un matrimonio. E può finire, in modo distruttivo, con un divorzio che non ti saresti mai aspettato. Può iniziare una mattina con una crisi di famiglia, e accadere di nuovo, un giorno, con la nascita di un figlio. La fine di un'epoca è l'evento che cambia tutto. Quello che ti sorprende o ti riprende. O ti sconvolge e ti travolge. Io ne ho avuto un enorme avvertimento ad inizio anno, ora è sicuro. E' cambiato qualcosa nella mia vita ed è cambiato forse in meglio, pur essendo circondati dal peggio. E domani accade qualcosa che forse non avrei pensato accadesse mai: la partenza di un fratello diverso da colui che parte sempre. E' la fine di un'epoca. Un cambio semplice ma epocale. Quel qualcosa che spezza il normale svolgersi delle stagioni e ti fa capire che ormai è passato un tempo e che ora accadrà qualcosa di diverso. Di molto diverso. Che sia positivo o negativo si vedrà in futuro. E' quello che accade in Friends quando Monica va a vivere con Chandler. E' quello che accade in "How I Met Your Mother" quando Marshall lascia la casa in co-abitazione con Ted e va a vivere con Lily da uomo sposato. Il cambio di casa è sempre qualcosa di inaspettato seppur già programmato. Ma non è solo in questi casi che c'è la "fine di un'epoca". C'è stata alla fine di Lost, sempre per fare esempi telefilmici, c'è stata con lo scioglimento dei Beatles, con la morte di Freddy Mercury. C'è stata e sempre ci sarà, che sia per tutti o per una semplice singola persona. E bisogna festeggiarli questi momenti, e anche intristirsi. Perchè come una giovane sposa è felice e piange di gioia all'idea di andare a vivere col proprio amato, nello stesso contempo piange di tristezza all'idea dell'allontanamento dalla propria famiglia, quella che l'ha cresciuta. E come un padre di famiglia piange di dolore all'addio della convivenza della propria piccola sotto il suo stesso tetto, nello stesso momento si emoziona di felicità, all'idea che l'uomo che la proteggerà ci metterà tutto se stesso così come ha sempre fatto lui. Tutto cambia, tutto accade, tutto migliora. Alla fine, anche tra un botto di tempo, ma tutto migliora.

Io spero, di par mio, di migliorare sempre più questo momento strano che sto vivendo. Domani sarà il momento giusto per farlo. Sperate bene per il sottoscritto, ho bisogno di tutto l'aiuto possibile, anche a distanza.

martedì 15 marzo 2011

Consigli a modici prezzi


L'idea del "un post al giorno almeno per codesta settimana" era destinata già tristemente a finire per via degli innumerevoli impegni che la vita mi mette davanti. Uno di questi è quello di rovinarmi la salute fisica da solo con corse di svariati chilometri senza un minimo di allenamento. Ma di questo vi parlerò fra poco. Per ritornare al discorso principale questo è il secondo post su due giorni in codesta settimana, indi sto ancora in tempo e sono bravo a manterenere le promesse, ma di cosa vò a parlarvi? Sinceramente non c'è il tempo materiale per un raccontino sciùè sciùè(per i non partenopei: "alla spiccia"), e neanche per un'altra puntata della saga che ho iniziato il mese scorso, oltre che per una poesiola dato che la birra che ho in corpo mi impedisce di ideare frasi smielate. Indi la soluzione è una sola: consigli. Semplici e utili consigli per voi che leggete questo Blog e anche per voi che venite qui ogni tanto anche solo per leggervi due idiozie, come questa d'altronde.

Punto 1: Non mandatemi più mail destinate a Luttazzi Daniele. Il perchè è semplice. Io ho un nick che è anche un contatto molto semplice da capire di Libero.it(il servizio mail non il giornale, non sia mai). E in tutti questi anni ho ricevuto varie email destinate al Luttazzi Daniele. E ciò mi fa pensare cose che dovrebbero pensare tutti prima di mandarre mail al sottoscritto destinate al miglior comico satirico italiano. Primo: Luttazzi non credo sia così egocentrico da chiamare la sua email "luttazzi4ever". Sarebbe ridicolo. Secondo: Io ho una faccia ben diversa da quella del Daniele che potete vedere all'inizio del post. La mia è questa che vedete sotto, dove potete ben notare le centomila differenze tra noi due. Tre: Mandarmi foto mezze zozze di gente a mare non è una cosa normale! E idiota io a cascarci. Quattro: Se volete parlare con lui chiedetemi il suo indirizzo e vi faccio il piacere di concedervelo.


Punto 2: Non fate mai una gara di dieci o undici chilometri(magari sotto la pioggia di domenica mattina) se non avete fatto almeno un buon allenamento dei mesi o almeno nelle settimane precedenti alla gara. E' un errore da principianti, o da idioti. Io faccio parte della seconda categoria. Non correvo da Dicembre e ho avuto la bizzarra idea di farmi sta corsa. L'ho finita. E anche in un tempo ragionevole. Alla mia prima volta ho pure messo dietro una ventina di personcine. Il problema si è avuto da domenica pomeriggio a ora fino a non so quando. Le mie ossa ancora non si sono riprese, i miei muscoli mandano email di protesta al cervello per la sua scarsa intelligenza. Per fortuna che ha un ottimo servizio anti-spam e nemmeno li legge.
Consiglio semplice quindi: se volete correre una gara, allenatevi. Almeno vi sentirete non tanto male alla fine.

Punto 3: Se cercate lavoro non arrendetevi mai. Un giorno o l'altro può arrivare la cosidetta botta di fortuna o come si dice da queste parti il "mazzo scassato". Forse è arrivato anche il mio momento di mazzo scassato. Speriamo bene, e lo spero anche per voi.

Punto 4: Se vi piace giocare a calcetto e avete un gruppo abituale con cui giocate passate qui. E' squallida pubblicità, lo so, ma è troppo divertente come sito per non pubblicizzarlo.

Punto 5: Se siete interessati a fare il fantacalcio non compratevi mai i giocatori di Juve e Palermo. Vi fregheranno in un modo che non vi piacerà affatto. E ti illuderanno ad inizio anno per poi rovinarti la stagione non vincendo più una partita su quattro incontri consecutivi. E la vita, il lunedì mattina dei voti, sarà molto più triste.

Punto 6: Se vi piace questo Blog e le idiozie che vi vengono presentate, pubblicizzatelo! Forse i vostri amici non saranno così felici di arrivare qui, ma almeno avrete contribuito ad aumentare la mia autostima. Doppia idea: consigliate il blog a chi vi sta antipatico!

Punto 7: Sinceramente avevo pensato a qualcosa di veramente divertente, solo che me lo sono scordato. Mi ritornerà in mente.

Punto 8: Ogni giorno è quello giusto per dire alla vostra lei, o al vostro lui, che lo amate fino a più infinito. Fatelo, e se non vi sentite di farlo, significa che non lo amate come dovreste. O forse che lui o lei non è adatto a voi.

Punto 9: Finite ogni lista con almeno dieci punti, pure se non avete niente da scrivere. Il decalogo dà una sorta di completezza che le liste con tipo solo nove punti non darebbero.

Punto 10: Se fate un lavoro che vi fa camminare molto in mezzo alle strade e che ha molti momenti di solitudine, portatevi un ipod. La musica vi aiuterà a passare il tempo e a sopportare le fatiche del mestiere. E no, non parlo di sfruttamento della prostituzione, ma di ben altro!

E con il mistero finale vi rimando a domani. Buona notte e buone botte.

lunedì 14 marzo 2011

Dipendenza - Daniele Silvestri





La nuova linea guida di questo Blog, almeno per codesta settimana, sarà "un post al giorno". Ovviamente farò tutto io dato che, tristemente, attenderò solo l'annuncio di addio del mio co-admin che ormai tanto admin non è più(e figuriamoci "co"). Indi, per riprendere il lunedì musicale, inserisco un pezzo del sempreverde Danieluccio Silvestri che proprio a breve ci regalerà un altro cd sicuramente da acquistare. Il pezzo in questione, però, è del 2002, anno di "Unò-duè", il cd che lo consacrò decisamente al grande pubblico.


Visti da qui
siamo così piccoli
coloratissimi
chiusi così
dentro quei giocattoli
rettangoli
ordinatissimi
vorrei sapere rinunciare
al campionato in corso
tenere spento il cellulare
per un bel po' di tempo
nessuna sigaretta
e niente fretta
combattere...
combattere la propria dipendenza
dipendenza dipendenza
riuscire in qualche modo a fare senza
a fare senza fare senza
capire dove sta la differenza
fra il vizio e l'esigenza
è una questione di coerenza
di coerenza
visti da qui
siamo quasi comici
convinti di
di essere unici
persi così
dentro ai nostri calcoli
colpevoli
ma inarrestabili
vorrei sapermi scollegare
dalla rete intorno
avere altro a cui pensare
che a un aggiornamento
nessun telecomando
mi raccomando
combattere...
combattere la propria dipendenza
dipendenza dipendenza
riuscire in qualche modo a fare senza
a fare senza fare senza
capire dove sta la differenza
fra il vizio e l'esigenza
è una questione di coerenza
di coerenza

ma quanto tempo è
che non ti manco un po'
vorrei poterti confessare
le mie debolezze
saperti offrire solamente
quello che ci serve
e non telefonarti
se sono triste
combattere...
combattere la propria dipendenza
dipendenza dipendenza
riuscire in qualche modo a fare senza
a fare senza fare senza
capire dove sta la differenza
fra il vizio e l'esigenza
è una questione di coerenza
di coerenza

vorrei sapere rinunciare
al campionato in corso
tenere spento il cellulare
per un bel po' di tempo
vorrei sapermi scollegare
dalla rete intorno
avere altro a cui pensare
che a un aggiornamento
nessun telecomando
nessun telecomando
nessun telecomando

venerdì 11 marzo 2011

Una semplice storia d'amore


C'era una volta Magda, vent'anni, ottimo seno rigoglioso che strabordava femminilità da tutti i pori e una grazia innata che faceva girare la testa ad ogni uomo del paesello. Magda sapeva di essere bella ma un po' si dispiaceva perchè aveva fin troppe attenzioni. Si sa, in un piccolo paese la quantità di gente è esigua. E se esce magicamente dal cilindro una bellissima ragazza come lei è ovvio che sia l'oggetto del desiderio di ogni maschio in crisi d'ormoni, ovvero nel range d'età dai 12 ai 64 anni.
Ebbene sì. Non passasse giorno che Magda non avesse offerte di amore più o meno esplicite. Che sia un appuntamento dal medico del paese, quello perennemente abbronzato e sposato, soprattutto, con due pargoli e una moglie ormai arrivata al metro e novanta per via di strane escrescenze sulla propria testa. Peccato che anche lui le avesse ma non se ne fosse mai accorto. O che sia un vecchio cinquantenne vedovo e con una pensione da militare, pronto a soddisfare ogni suo desiderio. Che sia un ragazzino di quindici anni che nel mentre della conversazione d'approccio, si blocca con lo sguardo fisso solo sulle meraviglie pettorali di lei, e inizia a salivare copiosamente. Che sia anche il belloccio universitario che le "concede" un appuntamento, anche se lei non ha la benchè minima voglia di vederlo. Insomma, Magda era richiesta, troppo richiesta, e iniziò a meditare di andarsene da quel paese pieno di bifolchi ed assatanati.

Sara, la sua migliore amica, cercò di farla desistere.
"Dappertutto gli uomini sono così. Ne troverai tanti altri che ti faranno la corte in modo spudorato. Qui in paese almeno sono minimamente gentili, fuori troverai solo un mucchio di montati di ogni età che ti salterà addosso. E non mi dire che non senti le cronache di questi tempi! E' un mondo pericoloso quello di città. Non te ne andare." - le disse, leggermente lacrimando.
"Devo farlo per capire se nel mondo c'è speranza per un vero amore, come quello dei film. Un amore basato sul piacere mentale piuttosto che fisico, sulla bellezza del proprio io piuttosto che su due tette grosse o un paio di addominali scolpiti, sul desiderio reciproco di vedersi sempre non solo per copulare selvaggemente ma anche per guardare un film assieme." - rispose Magda, sicura di sè.
"Ma non posso vederti partire da sola. Vengo anche io." - si alzò dalla sedia in un attimo e iniziò a raccogliere le proprie cose.
"No, Saretta mia, tu rimani qui e fai finta di niente. Tornerò presto, massimo in una settimana, e ti dirò cosa c'è aldilà di questo covo di buzurri." - e scoppiarono a ridere all'unisono, abbracciandosi.
"Covo di buzurri te la potevi risparmiare" - disse Sara, sorridendo.
"Devo fare scena, sennò come ci arrivo a recitare a Broadway?" - rispose lei, scherzando.
"Io un metodo lo conosco...con queste due puoi andare dappertutto!" - e indicò il suo davanzale rigoglioso.
"Ehi, ho detto Broadway, non Arcore." - e risero di nuovo, insieme, forse per l'ultima volta.

In paese la notizia della sparizione di Magda si seppe in pochissimo tempo. Già il lunedì mattina, il giorno del suo viaggio verso la città, tutti in paese parlavano solo di lei. I vecchietti sentivano la sua mancanza, gli mancava il suo passeggiare normale eppur seducente per le calli del paese. I ragazzi, sui loro motorini, guardavano verso l'orizzone quasi ad aspettarla festanti. Le ragazze, quelle invidiose, si beavano dell'idea della sua scomparsa, ora c'era molta più speranza per loro di trovare l'amore o un suo ottimo palliativi. Le altre, invece, si domandavano se non avesse fatto bene ad andarsene così, senza dire niente, senza pensarci un attimo, ed abbandonare tutte loro lì, in quel posto dimenticato da Dio, nella loro triste quotidianità, in quel recinto che loro chiamavano "casa". La famiglia di Magda chiamò la polizia, che arrivò proprio dalla città. In quel paese l'unico tutore dell'ordine era un ex-carabiniere ormai in pensione, ma ancora perfettamente in forma, che aveva l'incarico del tutto volontario di mantere la calma in quel borgo. I poliziotti di città avvisarono la famiglia di avere le mani legate. Bisognava aspettare le fatidiche 48 ore e poi iniziare le ricerche. Così fu. Il martedì notte i solerti poliziotti erano già in strada a battere ogni ipotesi possibile. Sara era l'unica che aveva ancora la possibilità di contattarla. Si erano parlate il giorno prima, Magda l'aveva chiamata da un telefono pubblico,disse che sarebbe ritornata a breve, bastava solo aspettare un po'.

Dopo cinque giorni di ricerche, a casa di Magda i genitori già pensavano al peggio, quando lei chiamò. Disse che stava bene, molto bene. Disse che stava per portare una sorpresa che li avrebbe fatti felici. Disse che aveva trovato l'amore quello vero che cercava da tempo. Si scusò per tutto ciò che aveva fatto ma si sarebbe fatta perdonare con lo studio e i lavori di casa. Non si riusciva mai a tenerle il muso, a Magda. Era sempre stata una meravigliosa figlia che ogni padre o madre avrebbe voluto avere. Questo era stato il suo primo colpo di testa, e i suoi genitori erano pronti a perdonarla a braccia aperte. Da quella chiamata ce ne furono altre, sempre da telefono pubblico, dopo due mesi ancora Magda ritornò, ma non da sola.

Nel paese sfilò sui sanpietrini davanti alla chiesa, la domenica mattina, questa ragazza vestita di nero e dalle forme affascinanti. Da lontano si notò che era lei ed era ritornata. Camminava sottobraccio con un'altra persona e nessuno ebbe l'ardire di fermare quella passeggiata. Tutti osservarono e nessuno parlava. I ragazzi erano spaventati, i vecchietti rintronati, i bambini affascinati. Magda salutò solo la sua amica Sara con un sorriso e le fece un cenno come a seguirla. Andarono a casa, pronte per la sorpresa per i suoi genitori.

Luigi e Marta erano quel pensiero di coppia perfetta che è radicato nella nostra mente grazie alle favole. In quelle, infatti, la donna è bellissima, minacciata da qualcosa più grande di lei e proprio mentre sta per soccombere arriva il principe pronta a salvarla, a sposarla e a regarlarle una vita meravigliosa di lì al futuro. In questo caso è successa la stessa cosa. Ma al contrario.
Era Luigi quello bello e affascinante, non che Marta lo fosse tanto meno, era Luigi quello in difficoltà per colpa degli eventi, un investimento sbagliato in una libreria che in un paese con settecento anime, non era sta grande idea. Ed era stata Marta ad intervenire, salvando lui dalla bancarotta e donandogli il suo cuore. Fu un amore d'interesse? No, perchè loro già erano fidanzati da tempi e quell'atto di carità era gonfio di tutto l'amore che c'era tra loro. Da quest'unione nacque Magda, solo lei, perchè poi Marta soffrì di un piccolo problema che le pregiudicò la possibilità di ulteriori nascite future. Si accontentarono di Magda perchè lei era la sintesi della loro unione. E la amarono un po' di più perchè sarebbe sempre stata l'unica per loro.

Luigi e Marta attendevano questa grande sorpresa. Magda aveva avvisato di preparare una cena per cinque. Era intenzionata a portare Sara e l'amore che aveva trovato in città. Erano entusiasti, finalmente conoscevano l'uomo che le aveva rubato il cuore. Quando lei bussò la porta i loro cuori stavano quasi per scoppiare. Luigi aveva sempre pensato di fare la parte del padre-padrone con il futuro ragazzo di Magda, ma sapeva che non ci sarebbe mai riuscito. Marta era pronta ad amare un estraneo come un figlio, a parte che desse tutto l'amore che meritava alla sua figliola. La sorpresa era veramente una sorpresa. Aprirono la porta, Magda li abbracciò e dai suoi occhi caddero piccole lacrime. Sara era visibilmente emozionata e si capì subito il perchè. Il ragazzo di Magda in realtà era una ragazza. Si chiama Lucia. Ed era bella, oltre che molto ma molto semplice. Senza un filo di trucco si presentò ai genitori di lei, e si inchinò quasi come a scusarsi di ciò che gli aveva fatto, pur non conoscendoli. Luigi era allibito, Marta era incredula. Solo Sara capiva che era un'unione come tante, un'unione diversa ma nello stesso tempo perfettamente uguale. I genitori di Magda la osservarono insieme, per un istante, con un'aria arrabbiata. Poi, nel medesimo istante, allargarono entrambi le braccia e strinsero Lucia a loro.
"Questa è casa tua ogni volta che lo vorrai", disse Luigi.
"Questa è la tua famiglia da oggi in poi.", continuò Marta.
"Ma se fai soffrire la mia piccola giuro che non faccio sconti e ti tratto come un ragazzo eh!", aggiunse Luigi, sorridendo.
Magda perse quella paura iniziale che aveva avuto da mesi. La tensione si spezzò in un attimo. Raccontò di come si erano conosciute, di come avevano capito che entrambe desideravano ardentemente l'altra fin dal primo istante in cui si erano viste e di come abbiamo scoperto finalmente il vero amore in questo modo per alcuni insolito. Il pranzo andò bene, così come molti altri pranzi a venire.

Magda andò a vivere in città, con Lucia. Sara divenne loro coinquilina per qualche periodo poi conobbe Claudio e si sposarono in chiesa. Magda e Luca non poterono mai, nemmeno in comune. Eppure sentivano che l'amore che avevano tra loro era lo stesso che aveva Sara con suo marito. Invecchiarono insieme e decisero, in tarda età, di spostarsi in paese. Nessuno aveva mai visto due vecchiette così belle come loro due. Che camminavano felici tenedosi sottobraccio per le calli del paese. E riuscivano ancora, così come quarant'anni prima, a far voltare verso di loro gli uomini di tutte le età segno che la loro bellezza non era mai sfiorita. Che avessero venti o sessant'anni poco conta, l'amore rende tutti incredibilmente più belli.

martedì 8 marzo 2011

Averti è tutto


Sinceramente, e so che questo non piacerà a tutti sentirselo dire, le donne non sono migliori degli uomini. Anzi: sono come gli uomini, ma allo stesso modo totalmente diverse. Loro, come noi, sono cattive, subdole e menefreghiste. Noi, come loro, siamo avidi, idioti e doppiogiochisti. Siamo uguali perchè siamo esseri viventi che hanno questa forma strada da umanoidi e che vivono sulla stessa parte di pianeta anche se alcune volte sembra di venire, entrambi, da universi opposti. E mi piace questa teoria: due razze diverse che si sono ritrovare in questa Terra solo per amarsi e nello stesso contempo odiarsi. Ma aldilà di ogni loro e nostro difetto, le donne sono esseri meravigliosi. Perchè pur essendo come noi uomini, loro e solo loro sono incredibilmente più belle(e per bellezza intendo tutto il corredo che parte dal semplice aspetto fisico fino a quello mentale, così non mi si accusa di pensarla come un certo tipo). E credo che la penserebbe così anche uno strafigo come Raul Bova. Poesia abituale dedicata alla Giornata della Donna. Non Festa, oggi non si festeggia niente, oggi si ricorda, il che è ben diverso. Non è come negli scorsi anni, ovvero un pensiero alla donna in generale ma è più un'ode di un uomo alla sua donna, che ama sempre ogni giorno di più.

Poesie del 2009 e 2010, a chi interessano.

Un percorso insieme si prospetta,
io e te su una linea retta,
senza badar alle strade laterali
vivere per il bene dei giorni uguali.


Donna tu sei in ogni tuo aspetto
leggera nel trucco, senza mai un difetto,
cocciuta e a tratti disperata bambina,
per una sera insieme quasi ragazzina
ma diventi adulta in un solo istante con
quel senso di mamma a tratti latente.


E in pochi secondi sei tu la più forte,
mi sorreggi nella cattiva sorte
mi ami di più se tutto va male
mi consoli aldilà del semplice amore.


Vivo felice perchè ho te.
Non ho bisogno di aggiungere altro.


Vivrò felice finchè ho te.
Tu sarai il mio sogno realizzato.


Personalmente, comunque, ritengo che essendo appunto le donne nostre simili, bisognerebbe rispettarle come si rispetta un uomo. Perchè dico ciò? Perchè se ancora oggi nel 2011 dobbiamo organizzare marce e manifestazione per affermare dignità e rispetto nei loro confronti(quasi come se fossimo in paesi medievali), significa che la strada per l'uguaglianza è ancora bella lunga. Molto lunga lunga. Che assomiglia, guarda caso, ad un'altra cosa...

lunedì 7 marzo 2011

Dolore


Buongiorno a tutti. Mi chiamo Tommaso, sì, sono sempre il solito. Sinceramente oggi non avevo voglia di scrivere e parlare di me ma mi hanno ordinato di farlo ad intervalli brevi, e l'ultima volta che l'ho fatto era un bel po' di tempo fa. Siamo al quinto passaggio. Dopo di questo ne mancheranno altri sette. Nemmeno a metà sono arriviato indi è giunto il momento di riprendere la via, la scia che mi hanno tracciato prima della conclusione. Vi dirò esattamente cos'è tutto questo percorso alla fine. D'altronde si dice sempre che l'importante non è la destinazione ma il viaggio. Per questo non inventano il teletrasporto, si perderebbe il gusto del viaggio. E soprattutto ogni volta che ti teletrasporti è come se uccidessi te stesso per ricomporti altrove. Ma ad ogni viaggio saresti un nuovo te stesso. Son cose che ti fanno pensare, se non hai niente da fare.

Comunque devo scavare nei ricordi ancora una volta e non mi costa sta' grande fatica. D'altronde con i ricordi ci si vive e fanno parte di noi sempre e comunque. E' dalle vecchie esperienze che si diventa ciò che si è. Io sono diventato ciò che sono adesso, un venditore di hamburger, perchè ho fatto scelte in passato che mi hanno portato qui. Potevo fare scelte differenti? Eccome. La mia vita è stata costellata di ottime e pessime scelte, ma se iniziamo a pensare alla miriade di futuri alternativi si passa notte e non arriviamo a niente. Il mio pensiero è che ad ogni nostra scelta epocale si vive uno dei futuri possibili, e in un'altro posto, un altro me, starà vivendo il futuro alternativo. E' una bell'ipotesi affascinante. Un giorno di questi la propongo a Stoccolma per il Nobel. Non sia mai che vinco. E la cosa bella è che la potrei anche dimostrare. Basta che vado là e dico "in questo futuro non mi avete accettato, ma in un altro state dicendo di sì". Come io non posso dimostrare di avere ragione, loro non possono dimostrare che io abbia torto e il Nobel è nelle mie mani in mezza giornata. Con tutto il cospicuo assegno che ne deriva. Ovvio.

Le scelte ci fanno diventare ciò che siamo. Io ho scelto di avere una ragazza, lei ha scelto di rovinarsi la vita, io ho scelto un lavoro alternativo, gli eventi hanno portato a farmi scegliere la vendetta, e così via. Tutto gira come una ruota o un serpente che si morde la coda. Ma oggi devo parlarvi di altre scelte. Di quelle che possono fare male psicologicamente e mentalmente.

Purtroppo non posso dirvi dove risiedo adesso e dove risiedevo prima. E' segreto, mi dicono. Non si deve rivelare, aggiungono. Indi non posso parlarvi di luoghi specifici, ma raccontare sempre per sommi capi tutti i miei avvenimenti. O dare nomi fittizi a posti e personaggi, come ho sempre fatto fino ad ora. Che è un modo per tutelarmi, dicono, ed è meglio starli a sentire.

Non sono un tipo che ha mai sopportato le gerarchie ma, ai tempi in cui lavoravo nell'ambito degli assassinii, calavo la testa, chiudevo la bocca e lavoravo. Ed ero bravo, ve lo giuro, ero fottutamente bravo. C'è chi nasce per suonare, chi nasce per scrivere, chi per giocare a calcio o tagliare legna. Io ero nato per uccidere e non dico che mi piacesse ma sapevo fare abbastanza bene il mio lavoro da esserne soddisfatto. I miei "datori di lavoro" erano tipi dai modi spicci. Dicevano cose semplici del tipo "vai lì e accoppa questi", oppure, "vai in quell'albergo e impicca il tipo come se fosse un suicidio", oppure ancora: "questo devi farlo soffrire e filmare il tutto", e robe del genere. Sinceramente in quest'ultimo caso non andavo talmente fiero di ciò che facevo ma è lavoro, diamine, c'è chi inganna piccoli risparmiatori per decine di anni e poi li riduce sul lastrico e non si sporca mai le mani di sangue, io uccidevo solo gente che, secondo me, se l'era andata a cercare. Almeno così pensavo, fino ad un certo punto. Poi è facile cambiare idea quando ti trovi di fronte a qualcosa che non ti saresti mai aspettato.

Era inverno, non so perchè ma le cose importanti della mia vita sono accadute sempre nei periodi freddi, era buio e la città era deserta. Il mio contatto mi aveva semplicemente detto di andare in un certo condominio ad un certo numero civico e accoppare il padre di famiglia. Il piano era semplice, troppo semplice. La sua famiglia non era in casa, così non dovevo preoccuparmi per eventuali bambini in giro, così da chiudere il lavoro in una mezz'oretta scarsa. Entrai dalla finestra al secondo piano dopo aver scassinato la porta dell'appartamento vicino. Caso voleva che fosse un'abitazione sfitta e, da ciò che vidi, molto apprezzata dalle coppiette occasionali del palazzo. Il pavimento era gremito di preservativi. Uno spettacolo decisamente schifoso pure per il sottoscritto, abituato a ben altro. Comunque vado sul balcone e pian piano entro nell'appartamento della futura vittima. Lo trovo intento a parlare a telefono con non so chi, in camera da letto, è visibilmente agitato.

Farfugliava parole come "lo so che sono il prossimo", "ho dei princìpi pure io, però", "quando arriverà secondo te?", "dici che ho il tempo di andarmene via?", "i ragazzi sono fuori città e ci rimarranno". E cose del genere. Normalmente me ne sarei fregato dei vaneggiamenti di un futuro deceduto, ma in quella particolare serata sentivo che c'era qualcosa che non andava. Entrai, mi presentai arma in pugno e gli chiesi chi fosse e perchè si aspettasse la mia visita, dato che era palese che aveva paura, tanta paura. La sua semplice risposta fu: "io ero te".

Si chiamava Luigi, o meglio:questo è il nome che mi sono inventato per lui, e aveva fatto fino a poco tempo prima ciò che avevo fatto io. Mi disse che aveva sbagliato, una volta, perchè aveva deciso di non uccidere la famiglia di un pentito. Aveva dei valori, il ragazzo. Pensava che ognuno doveva pagare per le proprie scelte, non che un altro pagasse al posto suo. Uccidere i parenti di una persona che ha tradito è una cattiveria più del tradimento. Troppi valori, aveva Luigi. Mi disse che gli avevano già ammazzato i genitori, per quella scelta. Avevano anche tentato di sfregiare con l'acido il viso di sua moglie, ma una pattuglia di carabinieri, per sua fortuna, passava nel luogo dell'aggressione e l'ha salvata. Hanno rapito suo fratello e l'hanno rilasciato con due gambe in meno. L'hanno distrutto emotivamente e fisicamente, a Luigi. Solo che non mi spiego come sia possibile tutto quest'accanimento nei suoi confronti. Mi dice, poi, che è più felice se ammazzo lui e lascio stare tutta la sua famiglia, da ora in poi. Mi dispiace, sinceramente, e glielo dico. Ognuno prova ammirazione o invidia per i propri colleghi, io per lui provavo tristezza. Volevo salvarlo ma non potevo, la mia reputazione sarebbe crollata e avrei fatto la sua stessa fine. Mi scusai, lo uccisi, e mi adoperai di conseguenza. Mandai soldi alla sua famiglia, Luigi mi diede le chiavi delle sue cassette di sicurezza alla stazione, si fidava di me. I soldi erano così tanti che non dovettero più tornare da quelle parti. Il fratello di Luigi riuscì ad impiantarsi delle gambe artificiali e sposò la cognata. Rimasero in famiglia, se così si può dire. Io decisi di cautelarmi in caso di problemi futuri. Pagai ai miei una vacanza in giro per il mondo per cinque anni. Mia madre mi chiese molte volte dove avessi preso il denaro, io glissai ogni volta sulle sue domande. A malincuore partì. Ma dalle cartoline che mi mandarono ogni settimana, capii che stavano bene. Vissero una seconda luna di miele dopo anni e anni, e morirono insieme. Un giorno mi chiamarono dalla nave, avevano il mio numero per i casi di emergenza, mi dissero che li avevano trovati abbracciati, nel loro letto, senza vita. Cause naturali. Erano così uniti che non hanno resistito neanche un secondo lontani. C'è una sorta di poesia in tutto ciò, alla fin fine.

Comunque volevo dirvi che ieri ho rivisto Katia. Non so come ne perchè ma sono sicuro che fosse lei. Appena uscito dal fast-food l'ho incrociata. Credo si sia anche girata per un attimo verso di me ma credo non mi abbia riconsciuto. Ho intenzione domani, visto che è la giornata della donna, di offrirle una mimosa dato che ho capito dove abita. Vi farò sapere per gli eventuali sviluppi ben sapendo che sono passati anni e anni e lei potrebbe avere una famiglia, dei figli, e un marito alto due metri e mezzo. Io comunque spero. Anche solo di baciarla un'ultima volta. Vi farò sapere. Voi sperate per me.

sabato 5 marzo 2011

Mi pongo un quesito


Semplici quesiti che mi pongo ormai da giorni. Non voglio tediarvi con pensieri personali ma in codesto momento è questo che passa in convento. Prossimamente metto roba seria, sicuramente. Non vi preoccupate. Vi state preoccupando? Fate male. Dovete sempre credere alla potenza delle promesse! Infatti vi prometto che vi donerò un milione di posti di lavoro. Ci credete? No? Figuratevi che ci hanno creduto in passato. Visto che potenza che hanno le promesse?

Perchè tutti dicono di guadagnare miliardi dalla rappresentanza e/o vendita di pacchetti di energia, telefono e gas, ma poi le aziende sono sempre alla ricerca di nuovo personale da inserire solo in quell'ambito?

Perchè, considerando le mie mail, mi aumentano sempre i conti sul BancoPosta, con soldi bonus, senza nemmeno possederlo?

Perchè un cinese mi manda immagini porno via mail?

Perchè questo Blog contiene ancora la faccia di uno che non si fa vedere che saranno due mesi?

Dov'è finito il tizio di cui sopra? E perchè non si fa sentire?

Il raffreddore che sento arrivare è il regalo dell'ultima partita di calcetto,  di due ore, sotto la pioggia?

Perchè non sono nato donna? E se lo fossi nata, a quest'ora sarei ad Arcore?

Progettare un'idea apparentemente forte per il Blog o per un libro? O prima l'uno e poi l'altro?

Desiderare intensamente una vittoria Juventina stasera o sperare nell'addio di un allenatore fallito domani?

Credere intensamente a qualcosa fa sì che quella si realizzi? Allora io credo che sono più figo di Raul Bova, ma non credo funzioni.

Mettere la bandiera fuori significa amare il proprio Paese? Metterla in casa significa odiarlo?

Conviene spendere due euro per il film di "Dylan Dog"? E se sì, perchè?

Quando ti dicono "un giorno, ripenserai a tutto ciò e ne riderai", è perchè a quel tempo avrò sviluppato un pessimo senso dell'umorismo?

Ed infine...ma se tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, perchè certe persone non ci finiscono mai in galera?

(Se avete domande esistenziali le inserisco senza problema.)

Mistero!

Qui si fa il futuro!



Meditate gente, meditate.

Un piccolo indizio: qui si vole guadagnare su chi guadagna su di noi! Pensateci bene.

Prossimamente su codesti schermi!

giovedì 3 marzo 2011

Canzoni Barbi gol (Ricerche Febbraio)


Rieccoci qua, dopo qualche giorno, per un nuovo post del mio "Bloggo dello Sgrittore". Ah, non lo sapevate? Purtroppo il caro Dj c'ha lasciato e mi ha rimasto in eredità tutto questo spazio. Sì, lo so cosa state pensando, anche io avrei preferito il vil denaro a sta ciofeca di blog che potrei rifarmi dappertutto, ma così va la vita. Questo è il suo ringraziamento per tutto il bene che gli ho fatto e anche per averlo sopportato per tutto questo tempo. E lui cosa fa? Niente. Quello è il punto. Niente. Possino colpirlo con una testata proprio in codest'istante.

Ma siamo qui per parlare di ricerche, le nostre amate belle ricerche. Seicentootto sono in questo mese e da queste centinaia ne ho estrapolate alcune che vi vado a presentare. Però, prima, se mi permettete vorrei utilizzare privatamente questo spazio pubblico.

"Diggi! Torna, sto Blog aspett'a a te. E visto che ci sei, fatti ben volere e mandami un assegno da 1000 euri per ogni mese che non hai scritto niente o solo un misero post. Indi mandami 50mila euri, come stanno le cose."

Grazie gente. E ora le pazze ricerche dei perverti....ehm...degli utenti del web.(La Barbie Zombie è eccezionale! Quanto la vorrei!)

modulo per un debbito (2): Mi dispiacce, non so comme aiutartti. Perrò capisco che il tuo debbito è bello grannde!

"sorry 4 berlusconi" errore : L'errore è che non mi dispiace per lui!

...che tanto se anche fosse dal mio cranio rotto non ne verrebbe fuori vino rosso ma solo il tuo pensiero su di me riflesso...sono invisibile: significato della frase : Ah, quanto adoro coloro che cercano significati dappertutto. Ma oggi sono buono e ti darò ciò che cerchi. Allora: il caro Giuliano parla ipoteticamente di una sua caduta dalle scale dove può accadere, dato che è pelato e non ha protezione dei capelli, che si rompa la testa e lì, in quel caso, non ne uscirebbe del vino ma del sangue. Indi ci vuol far capire che dentro di lui non scorre alcool. E' un astemio. O semplicemente dice che non si ubriaca così tanto da far scorrere vino dai suoi fori. Poi: dal cranio uscirà il pensiero di lei su di lui. Indi significa che al posto del vino, nella sua mente, c'è solo lei! E' una cosa romantica no? Ognuno vorrrebbe andare dalla ragazza che ci piace e sfondarsi il cranio per far notare il suo riflesso dentro la nostra testa. La parte finale "sono invisibile" si riferisce all'aneddoto in cui Giuliano, svegliandosi la mattina, notò che era così magro da considerarsi invisibile se messo di profilo. Poi si decise ad ingrassare un bel po' e a bere abbondante vino Negroamaro.

canzone pubblicità ta ta ta nananana tata tatata
: Questa è l'essenza del web: idioti che cercano canzoni scrivendone il motivetto! Se non ci fossero bisognerebbe non dico inventarli, ma cercare attori che li interpretano.

che cocè una lochescio : Che cos'è l'italiano?

culo a tarallo significato : Apri le mani in modo da vederti il palmo. Ora distanziale di un bel po'. Poi fai il segno della pistola con tutte e due le mani, chiudi le altre tre dita di ogni mano e ce l'hai fatta. Per il significato è molto semplice: botte a volontà.


dimmi il trucco per il costume nero a ultimate spiderman o ti spacco ps2 : Attenzione attenzione. Qui si passa alle minaccie! Il popolo dei videogiocatori, quando si incaglia su determinati livelli, è pronto a tutto pur di ottere ciò che vuole. Indi, in codesto caso, il nostro amico minaccia Google di svelargli il trucco senno, il povero Google, si ritroverà rotta la propria ps2! Per questo un botto di volte le ricerche si fermano e mi esce la pagina bianca: è il signor Google che sta giocando e non vuole lavorare! Che lavativo!

fotomontaggi: francesco paolino, davide savino : Sì, lo so. Ognuno è felice di avere almeno uno stalker nella sua vita. Soprattutto se è una persona che ha a che fare con l'arte(o giù di lì). Ma devo dire alla signorina Paola o al signor Tyrrel di creare ricerche più sensate, e dai. Questa non si può vedere!

fumetto di una pera e una mela : Immagino già la ressa alle edicole per comprarlo!


ho sognato che perdevo sangue da un gluteo,che numeri dovrei giocare? : Direi 1 e 18. Poi falli sul telefono e fatti prendere immediatamente.

il bloggo degi sgrittorio : Anche gli analfabeti sono dei nostri!

il bloggo degli sgrittori me piace na cifra : Anche Sabrina Ferilli è dei nostri!

il bloggo dei miei sgrittori preferiti : Anche Tyrrel ci segue! E lo si odia per ciò!

meno male che silvio c'è accordi chitarra : Ammazzatelo prima che cerchi anche le canzoni di Apicella e le suoni ai compleanni dei suoi amici!

mi fai lanalisi grammaticale di questa frase il vento freddo fa volare le foglie ingiallite: No.

diventare scemeggiatore : Te lo spiegherebbe Dj. Se solo si sapesse dove sia e con chi sia, e quanti in questo momento lo stanno torturando con le canzoni di Apicella a cappella.

per fare un esclamazione si scrive "ma quanto ti amo?" o "ma quanto ti amo!"? : Questa è sconvolgente! O questa è sconvolgente?

diggy e lutty tre metri sopra il cielo(0) : Giuro che mi arrabbio eh!

elio e le ninfomani tese alle volte gli sgrittori tra lost e carmenide nell'angole della rane hard(0) : Ora ho paura, sinceramente, dello stalker professionista. Il mio primo stalker! *_*

Hangolo dell'hard! Perchè l'acca fa porno!

ninfomani all'opera : Credo che sia la malattia più amata nel mondo. O per lo meno in Italia.

ninfomani italiane : Ecco, come volevasi dimostrare.

racconti di ragazze ninfomani : Non esistono i gruppi di sostegno dove parlano delle loro avventure! E se esistono non le vengono a dire su internet!

ritrovi di donne ninfomani : Nel piano sotto casa tua. Non lo sapevi??

tette famose italiane : Viva il patriottismo!

sexy hostess scopa : Anche le pulizie primaverili ormai servono solo a dei significati ambigui.

porno amatoriale sultelefono rione sanità napoli : Per essere "sgrittore" devi immaginarti gli scenari. Io la immagino così. Sto tizio ha visto un filmino amatoriale sul telefono del suo amico, che stava al rione sanità. Indi ora cerca sul magico mondo del web, che conosce non tanto diciamo, lo stesso video. Perchè Google conosce il suo amico e sicuramente glielo troverà. Che lenza!

E dopo gli esempi per cui internet è così importante nel nostro mondo(e abbia ormai soppiantato tutti i giornaletti porno), si chiude codesta puntata e vi si rimanda al prossimo mese con le ricerche che fanno divertire grandi e piccini. E che Dj non capisce! Alla prossima.

lunedì 28 febbraio 2011

Budy Giampi - Elio e le Storie Tese



L'avevo detto settimana scorsa e io sono uno che mantiene, quasi sempre, le promesse. Indi in codesto lunedì musicale, c'è una canzone degli Elio e Le Storie Tese molto impegnata ma pur sempre divertente come nel loro stile. Buon ascolto.





Ballo una canzone che fa
Ballo una canzone che fa
Ballo una canzone che fa: amor mio
Canto una canzone che fa: ballo anch'io
So che è un po' difficile, ma ballo ancora

La pena di morte per me, non è giusta

La pena di morte per me è ingiusta
Nonostante questo però vige

[Mangoni] Noooo, non uccidetemi, la mia morte non ridarà la vita a nessunoooo


Un uomo non dovrebbe essere ucciso mai


Questo amore è una camera a gas

Questo amore è una sedie elettrica
Questo amore è una Vergine di Norimberga

Guarda che ti mettono sulla ghigliottina

Attento a non finire impiccato
Guarda che ti mettono al muro

Attento a non finire garrotato

Attento a non finire lapidato
Guarda che ti fanno la puntura velenosa

[Mangoni] Il mio avvocato non era presente all'interrogatorio preliminare, non avevo denaro


Un uomo non dovrebbe essere ucciso mai


Ballo una canzone che fa pensare

Canto un balletto che fa meditare
Rifletto mentre ballo la mia canzone

Non parlare di corda in casa dell'impiccato

Non parlare di pietre in casa del lapidato
Non parlare di gas in casa del gasato
Non parlare di muro in casa del fucilato
Non parlare di Argentina in casa del desaparecido
Non parlare di fil di ferro in casa del garrotato
Non parlare di elettricità in quello che è andato sulla sedie elettrica
Non parlare di more in casa del condannato a morte

[cori]

Se la giustizia ti giustizia
commette un'ingiustizia

Se la giustizia ti giustizia

commette un'ingiustizia.

venerdì 25 febbraio 2011

Chiacchiere da santone


Se non hai quello che ti eri prefissato di avere, se non sei felice, se non acchiappi la ragazza che ti piace tanto è colpa tua. Perchè gli altri ti diranno che "non ci credi abbastanza", come se la tua fosse una colpa bella e buona. Non ci hai messo bene il pensiero, ti potranno dire. Non hai incanalato energie positive verso il tuo reale desiderio. Non ci hai creduto. Colpa tua. Hai sperato accadesse ma non ci hai sperato fino in fondo e hai perso. Mi dispiace. Un altro è venuto al posto tuo e te l'ha rubata, un altro si vivrà la tua esistenza felice che ne sarebbe scaturita da quel giorno in poi. Un altro. Non tu. Perchè hai sbagliato.
Ma la colpa tua dov'è, esattamente? Sinceramente io, tempo fa, quando ero solo e senza un amore stabile(ma anche instabile), ci pensavo spesso alla felicità che ne sarebbe derivata nell'avere una ragazza che mi sopportava per ciò che ero e per come ero: ovvero tremendamente scemo(come sono tuttora). E ci stavo male perchè non la trovavo. Si toglievano le speranze nel constatare i continui fallimenti. E' ciò che succede a tutti noi, maschi o femmine, timidi o coraggiosi. Succede, è normale. Su sei miliardi di persone come la trovi una che ti vada bene? La possibilità di una su sei miliardi è minima. Puoi fare pure una su un milione, ma l'è sempre minima. Eppure una Lei(o un lui), alla fin fine arriva. Eccome se arriva. Per tutti, si spera. E io, quando vidi lei, instantaneamente non pensai ad una vita assieme di felicità e meraviglia perchè non mi aspettavo sinceramente che mi avrebbe mai notato. Perchè? Perchè dopo un certo punto dubiti dell'amore così come dubiti della vita. E per arrivare a ciò che vuoi devi andare a piccoli passi. E conoscendosi trasformare quel batticuore comune in un sentimento che distruggerebbe le montagne. Questo significa "crederci"? Questo significa vivere per un motivo. Che può essere l'amore, come può essere altro. Totalmente altro.

Ogni giorno i giornali e i siti d'informazione puntano su "scoperte scientifiche" che sconvolgono il nostro mondo. Tipo: se sei felice in amore sei felice anche nel lavoro. Oh grazie. Per fortuna ci hanno pensato gli illustri scienziati. Non oso immaginare come ci siano arrivati ad una notizia così. Non ci avrebbe mai pensato nessuno. Per fortuna che c'è chi ci toglie questi dubbi, a noi comuni mortali. A parte la dubbia ilarità, su ciò credo che noi tutti siamo d'accordo. Se tua moglie ti sta sulle scatole è ovvio che lavori di merda. O ti cerchi un'amante proprio lì. E dopo che c'hai l'amante ti inizi a sentire meglio e lavori con più entusiasmo. Ma quando tua moglie scopre tutto poi crolla tutto il castello e tu ci rimani sotto. Stare bene nei tre ambiti fondamentali della vita aiuta ad avere una vita felice. Se hai amore e salute e non hai lavoro, ci stai male ma sai con chi riprenderti. Se hai lavoro e amore e non hai la salute, stai male(letteralmente) ma hai qualcuno sempre dalla tua parte che tifa per te e stai certo che piange pure per te, se hai lavoro e salute e non hai l'amore, e lo cerchi perchè se pure fai finta che non lo vuoi, sai benissimo che non è vero. E stai male, pur stando bene, perchè non hai la parte fondamentale che regge l'intero mondo: l'amore. E poi ti convinci che non è vero.

Cazzo, ci vogliono i soldi. Ci vogliono sempre i soldi. E il potere. Quelli sono i punti fondamentali nel mondo attuale. Se hai i soldi hai salute e amore. Il lavoro non importa. Puoi avere i soldi anche senza avere un lavoro, quello poi arriverà. Guarda Paris Hilton! Che motivo ha di avere tutti quei soldi? Cosa ha fatto di positivo per averli? Semplice, è nata nel posto giusto, con i genitori giusti. E' merito suo? No. Un caso. Di sicuro non ha desiderato ciò, essendo stata un semplice embrione ma è accaduto. E Silvio? Come può stare con così tante donne? E' bello? Ma certo che no. Ha 75 anni. Pure Hugh Hefner si spupazza donne ma almeno lui aspetta la maggiore età, e recupera sulle gemelle. Ma il motivo per cui tutti e due hanno così tante donne, diciamo l' "amore", è perchè hanno il potere. Che vince su tutto, ormai. Vince anche sulla salute. Se vivi cento anni in mezzo ad una strada(cosa improbabile perchè invecchi molto prima) ma in ottima salute, preferiresti viverne cinquanta ma almeno con tanti soldi e qualsiasi cosa tu voglia. Questo è il vero desiderio attuale. Questo insegnamo ai nostri figli(ai vostri) e ai nostri nipoti. Quello che passa la tv, quello che passa al telegiornale. Quello che non riusciamo mai ad avere.

E invece dovremmo far capire a tutti che vogliamo poche cose, cribbio. Vogliamo solo una vita tranquilla. Una vita felice. Una vita serena. Quella che nessuno potrà mai avere. E non è che desiderandola intensamente quella arriva. Sarebbe troppo ma troppo facile. Ti devi spaccare la schiena, letteralmente e fisicamente, per farlo accadere. Devi soffrire, almeno un po', per arrivare a ciò che brami veramente. A quella vita felice che vedi solo nelle pubblicità delle merendine e dei biscotti. E devi ingoiare vermi, ah quanti ne devi ingoiare, prima che accada. Se giochi bene le tue carte, se fai bene le tue scelte, ci metterai relativamente poco. Troverai la donna della tua vita(o l'uomo) all'angolo della strada, intento a cambiare una gomma alla propria auto o al supermercato mentre fa la spesa. Sai già qual'è il lavoro della tua vita(sì, lo so che pensate a "multimiliardario", ma non è effettivamente un lavoro) e lo riuscirai a fare, lo sai, devi solo pensare ad altro prima di riuscirci. Perchè ce ne vuole per arrivare dove si vuole. Ci saranno persone, purtroppo, che non ci arriveranno mai. Anche noi siamo nati in un posto (quasi) decente. Abbiamo avuto tutto o quasi, avremo tutto. Basta solo crederci. Credeteci sempre. E' questo che cambia le cose. Ma sappiate che arriveranno sempre quando meno ve l'aspettate o solo dopo aver sofferto per un bel po'. Come quando cercate una cosa che eravate sicuri stesse sul comodino. La ritroverete. Dopo cinque o sei giorni. In un posto impossibile quando non la starete nemmeno cercando. Come il bello della vostra vita. Arriverà. Voi credeteci. Accadrà quando non ci penserete.

Almeno me lo auguro.

(La mia situazione, se potrà fregarvi, è la seguente. Sto bene, fisicamente. Non ho problemi eccessivi e di questo ne sono grato. Sto bene, in campo sentimentale. E adoro la mia donna. E non passi giorno in cui non mi meravigli per la sua presenza nella mia vita. Sto male lavorativamente. Semplicemente perchè qui il lavoro, purtroppo, non c'è, non si trova. E' un posto strano in cui se ti offrono lavoro, il lavoro che ti offrono non è mai quello che ti avevano originariamente predetto. Non so se a Vercelli, a Cantù, a Linate, a Bordighera o qualsiasi altro posto italico sopra la Campania, funziona così. Spero di no. Spero ardentemente di no. Comunque vivo, e spero. Troverò ciò che cerco. Quando non me l'aspetto.)

mercoledì 23 febbraio 2011

Spot per noi




La pubblicità è l'anima del commercio. E anche noi non siamo da meno in quanto a bombardamento pubblicitario, il tutto per portare qualche nuovo contatto in questa valle desolata. Infatti, da quando abbiamo aperto baracca, c'è un tipo che si butta in ogni blog per cercare di portare gente del nostro(non faccio nomi), e ce n'è un altro che avuto la bizzarra idea di stampare delle magliette, di inaugurare una pagina fan e una pagina profilo su Facebook(che qualche contatto l'ha portato), e che ha inserito sto blog su Wikio e non solo. Ma cosa fare per poter portare sempre più gente da codeste parti? C'è bisogno di Rudy? Ebbene sì.

Il sito indove si possono creare cartoni animati come questo e anche migliori di questo è Acapela.tv. Il gioco è semplice: scegliete un cartone(ci sono anche quelli dove inserire la vostra faccia che si muove e non solo come sfondo), inserite un testo, cliccate su lingua italiana e inserite una vostra foto. Semplice semplice.

Ma quanto è bello Rudy?