sabato 17 dicembre 2011

Ho rotto Buddha!


Vi ricordate ciò che è accaduto domenica scorsa? Beh, ci sono degli sviluppi.

Stanotte ho fatto un sogno strano. Mi vedevo braccato dalla mafia che voleva indietro un prestito che mi aveva concesso. Io avevo pagato quasi tutto ciò che mi richiedevano, tranne la cifra spropositata di cento euri(sono spropositati, statemi a sentire). Questo debito, alla fin fine, non era solo mio ma anche di un mio amico, che chiameremo Antonio Cocchiaro(perchè si chiama così). Io, da persona buona e gentile e che ci tiene al sacro valore dell'amicizia decidevo di pagare interamente io l'ultima rata ma il mafioso, il gangster, non voleva saperne: elettroshock per entrambi. Due minuti esatti. Bagnati con acqua. Non credo che sarei riuscito a uscirne vivo indi ho fatto ciò che tutti farebbero in certe situazioni: scappare. Fuggendo fuggendo, e vantandomi con me stesso del fatto che io sono un tipo atletico dato che vado a correre(in realtà non accade più dal 30 settembre) il tizio iniziava a seguirmi e certe volte mi prendeva pure. Poi i tuoni del mondo esterno mi hanno svegliato rovinandomi l'emozione di scoprire quando e come sarei deceduto. Almeno così pensavo.

Infatti ogniqualvolta diluviava nel mondo esterno, io mi ridestavo ma ogniqualvolta ritornavo nel mondo dei sogni il tizio era lì ad attendermi per donarmi un po' di sana elettricità. Ed in tutto ciò io continuavo a chiamare la mia squinzia che non mi rispondeva. Potevo chiamare direttamente la polizia ma chi lo poteva mai sapere se non era in combutta col tizio. Il sogno, grazie alla sveglia, termina ma non so come. So solo che poi, col mafioso, ci stavo giocando a Munchkin e ciò era piuttosto strano.

Mi ridesto stavolta definitivamente e la mia lei arriva nella mia dimora tutta splendente come è di solito. Donandomi bacetti e amore mattutino e ricambiando allo stesso modo(con qualche "sgrunf" o robe del genere) lei mi rende felice ritrovandomi il mio amato Buddha. Era sempre stato(?) nella mensola nella mia cucina. Lì. Ad osservare la televisione. Una settimana di ricerche e quell'idiota stava davanti ai miei occhi, magari mi chiamava pure ogni tanto ma non sono un tipo che sente le chiamate di un essere sovrannaturale. Ora potete comprendere perchè indosso gli occhiali. Ho sei gradi mancanti di miopia, mica cotica.
Felice per quel ritorno entusiasta di un Dio nella mia esistenza da uomo senza Dio(domenica scorsa lo ero doppiamente avendolo smarrito), mi esalto facendolo saltellare nella mia mano. La mia lei mi saluta, mi regala un ultimo bacetto e va', verso un futuro migliore, verso l'ascensore.

Io faccio cadere Buddha.

Perde le bracca. Urlo di dolore. Figuratevi lui.

La mia lei, spaventata dalle mie grida, bussa violentemente alla mia porta e mi cazzea per averlo rotto. Poi se ne va' felice di avermi sgridato. Buddha intanto ora è in ospedale (sul balcone), dopo che ha subito un delicatissimo intervento (chiamatosi Super-Attack). Domani sapremo se ritornerà ad essere quel simpaticone che è sempre stato.

Son sicuro che vinco la scheda domani. Tutto ciò è un segno divino.

Cose già accadute che mi fanno ben sperare in ciò:
1) Luca non ha mai vinto oggi a Pes!
2) Ho trovato un Panda di Peluche(lo stavo cercando da un mese) per la mia lei in un supermercato che non ho mai visitato.
3) Ho finalmente capito cosa scribacchiare in questo periodo senza idee. Ottimo no?

Festeggiate per me!

giovedì 15 dicembre 2011

Pubblicato!


Se andate in edicola e comprare il Corriere della Sera e visto che ci state prendete pure il Sette(che mi sembra sia obbligatorio acquistare) potrete trovarmi in copertina e pure all'interno. Se notate bene sono in Trentino, nella cartina dell'Italia fatta con le foto dei twittaroli. Capisco che non hanno indovinato ben bene la mia origine geografica, ma possiamo passare su ciò ma non sul fatto che mi hanno tagliato la testa. So che sono brutto ma non fino a questo punto.

Il motivo di questo mio nuovo sbarco sulla carta stampata(che non supera mai le due righe) è dato dalla mia partecipazione ad un'iniziativa di Beppe Severgnini che chiedeva ai twitter di descrivere in centoquaranta caratteri il futuro dell'Italia in questo 2012 che sta arrivando. Io ho partecipato con tre-quattro proposte che, purtroppo, non mi sovvengono già più ma due di queste erano:

Torneremo ad sperare, volerci bene e sentirci più uniti. Ma solo a Giugno.


Andremo così in forte recessione che i caratteri su Twitter scenderanno a cento.

La seconda di queste due frasette è stata scelta addirittura al terzo posto dei cento migliori tweet. Corbezzoli. E questo è il motivo per cui Servergnini, tutto da solo, ha inserito la mia ideuzza tra le prime tre.

Anche il terzo classificato è ironico. Nel 2012 saremo tecnicamente in recessione - è quasi certo, purtroppo, che il Pil non crescerà - e dobbiamo tenerci su il morale, se vogliamo uscirne. L'idea di portare i caratteri di un tweet da 140 a 100 è surreale, ma efficace. Un gioco nel gioco: complimenti!

Non male, direi. Comunque per chi mi conosce e sa il mio indirizzo, la sessione di autografi sulle vostre copertine inizierà alle 18 e 50 di oggi pomeriggio. Alle 19 debbo recarmi a lavoro indi facciamo presto. Per il resto vi faccio vedere la foto della pagina interna indove trovate la mia brutta faccia, qui non censurata per eccessiva bruttezza, fattami notare da un ragazzo che in due ore mi ha aggiunto e rinnegato come follower. Grazie comunque amico, senza di te mica me ne sarei reso conto di essere stato pubblicato.


Posso dire un'ultima cosa? Ma proprio in un numero con una fondamentale intervista a Branko dovevo uscire?

mercoledì 14 dicembre 2011

Il minotauro con gli stivali [D&D]


(Il mago è interpretato ancora dal tappabuchi che ha una visione ben diversa del dare mazzate rispetto al suo predecessore. E quindi, nel gioco, abbiamo un mago con disturbo bipolare. E’ una malattia, si dovrebbe curare, ma finchè ammazza nemici a raffica non mi sembra il caso.)


Riassunto puntata precedente: il gruppo ha camminato, sconfitto una banda di coboldi, visto una carovana distrutta e perso tempo a WinterHaven indove si sono appropinquati a riposarsi prima di intraprendere una conversazione con Lord Pedring il nobiluomo del luogo. Il gruppo rimane composto da:

Ezuri: elfo con una spiccata dote di sfondare bersagli quando adirato.
Dailan: tiefling con una spiccata dote di non capire come si usa un pugnale.
Grim: minotauro con una spiccata dote di amore per la compagnia.
Tyrosh: squallido umano con una spiccata dote di dare aiuti a tutti.
NewGandolfo: eladrin con una spiccata dote di superpoteri quasi a livello di Mr.Fantastic e compagni.

La mattina arriva presto e il gruppetto scende dalle proprie rispettive stanze della locanda per ritrovarsi dinanzi al salone. Qui vi trovano Salvana intenta a pulire, la maggior parte del gruppo decide di mangiucchiare le proprie razioni, Grim se ne fa fare una dalla procace locandiera con pane raffermo e topi morti(mi sono permesso di esagerare in questa descrizione n.d.r.). Sono le sei e mezza, l’appuntamento è tra tre ore con Lord Pedring, non si sa cosa fare. Indi Grim e Dailan perdono tempo giocando a dadi con Tyrosh spettatore che beve acquavite ogni tre per due. Quest’ultimo, però, approfitta anche del tempo libero per chiedere chiarimenti alla locandiera la quale lo avvisa di non accettare mai nessun incarico che riguardi la fortezza. Il prete fa tesoro di questo avvertimento e si siede al tavolo dando, di tanto in tanto, qualche occhiolino alla procace donna.
NewGandolfo e Ezuri, il potente capo, attendono l’apertura dell’emporio e della fucina e vi ci si recano felici. Dopo alcuni giri del paesello infruttuosi finalmente il sole è abbastanza alto e i due negozi stanno riaprendo. Nell’emporio trovano una graziosa elfa che gli spiega ciò che lei vende: pozioni, amuleti e anche qualche oggetto un po’ più sofisticato. Nella fucina, invece, si ritrovano a ciarlare con un nano lievemente adirato che, dopo contrattazione sul prezzo, gli rifila 15 monete d’oro per le armi dei coboldi che il gruppo aveva trovato dopo il combattimento.
I due salutano il simpatico lavorato e si recano, di nuovo, alla locanda per ricongiungersi con gli altri. Qui assistono all’entusiasmo di Dailan perché, in tre ore di partita, è riuscito a vincere al minotauro ben otto monete d’oro. Tyrosh, alla vista dell’ingresso dei suoi compari, si avvicina a NewGandolfo.
“Tu…io e te…avevamo un bel feeling” – gli ripete come nella volta scorsa.
“…” – il mago non risponde, lievemente preoccupato.
“Cosa hai fatto ieri sera?” – gli chiede come una moglie isterica.
“Siamo andati in giro io e Ezuri, abbiamo visto cose, cercato negozi, niente di che…” – prova a discolparsi il marito fedifrago.
“Ezuri eh? Noi avevamo feeling…” – continua a biasciare il chierico ormai intristitosi.
“Sì, ma è sempre un rapporto di amicizia, niente di più.” – mette le mani avanti NewGandolfo quando il capo della compagnia decide di interrompere questo orrendo dialogo e portare il gruppo nella residenza di Lord Pedring.

I cinque fanno una fugace apparizione dall’armaiolo per riparare la balestra del Dailan e per fare due chiacchiere. Il nano, appena sente Grim ciarlare, inizia a lavorare senza dargli conto. Poi tutti insieme si dirigono verso il palazzo del nobile. All’ingresso due guardie li fanno passare, e poco più avanti altre due controllano gli appuntamenti della giornata. Dopo aver verificato che la compagnia diceva il giusto, viene concesso loro di entrare ma del nobiluomo non c’è nessuna traccia. Sui tavoli mappe accatastate segnano i confini tra i possedimenti umani e le zone invase dai coboldi, prima che Tyrosh potesse iniziare a copiarla Lord Pedring fa il suo ingresso in sala.
“Buongiorno”
“Buongiorno a lei, risponde Tyrosh” – autoproclamandosi capo del gruppo.
“Ragazzi, vi ho chiamato per risolvere questo importante problema che purtroppo ci affligge. Se siete interessati ci saranno ricompense per voi e forse potrete aiutarmi con quell’altra difficoltà che ci preoccupa.”
“La fortezza?” – chiede Tyrosh con una musica di sottofondo di inchiesta. A solo sentir quel nome il nobile si porta le mani al volto. Un sommesso “sì”, conferma l’ipotesi del chierico.
“Non è più vostra?” – butta a indovinare Ezuri perché dopotutto è lui il capo.
“Giusto. E sto spendendo le mie forze, e le mie guardie, solo per questo scopo.” – afferma.
“Per riconquistarla?” – chiede il prete.
“Per distruggerla!” – urla il nobile con sguardo satanico.
“Ma possiamo sapere cosa dovremmo fare in futuro?” – prova a domandare Ezuri.
“Ne parleremo successivamente, ora debbo andare. Se avete bisogno di armi o razioni o qualsiasi altro per la vostra missione, passate dal capo delle guardie e vi sarà dato. Intanto vi prego di prendere questa mappa della zona dove ci sono segnati i vari accampamenti dei coboldi. Arrivederci.” – saluta dirigendosi nelle sue stanze.

Il gruppo, unitosi più che mai, passa dal capo delle guardie per risparmiare qualcosa di denaro e si mette in cammino per la loro seconda missione, senza dimenticare che debbono ancora cercare Dowen. Dailan decide di rimanere Turkodur nella stalla per non fargli correre rischi e tutti insieme si mettono in marcia con una lieve pioggia che li accompagna.

La marcia scorre lieta per le prime due ore quando un gruppo di famigerati coboldi non si manifesta a loro. Sette nemici, di diverse altezze e classi. Tyrosh prova a riconoscerli mettendoli a fuoco.
“Sono dei gatti” – urla impaurito. Il gruppo capisce che è il solito vaneggiamento da alcool e si prepara alla battaglia.
Uno degli avversari, più anziano e decisamente meglio vestito, sembra essere un mago o uno sciamano. Il gruppo, forte della loro meraviglia in combattimento, capisce che è d’uopo distruggerli in quattro e quattr’otto.
Grim si dimostra ancora essenziale nelle battaglie, rotea la sua ascia a destra e a manca e divide in due i piccoli nemici che affronta. NewGandolfo, nella sua nuova veste di uomo coraggioso e pregno di forza, non si fa mancare qualche sincera uccisione. Ezuri da il suo contributo lanciando frecce ogni due secondi, Tyrosh anch’esso dimostra di essere utile alla compagnia donando morale alla truppa e guarendo chi si trova in difficoltà e Dailan, in disparte, contro uno dei più infimi avversari dimostra di non saper combattere e non riuscire a colpire.
Dopo tre minuti di indecisioni, il ladro capisce finalmente come impugnare il pugnale ed uccide il suo unico avversario. Nel mentre i quattro cavalieri dell’apocalisse si avvicinano al mago coboldo che gli stava decisamente rompendo i cosiddetti. Tutti e quattro contro un unico nemico si dimostra essere un combattimento impari indi lo sciamano decide di tirare fuori il suo coniglio dal cilindro: un’onda di propagazione colpisce i quattro dell’Avemaria mandandone a tappeto tre, morenti. Solo Ezuri rimane in piedi, coadiuvato da Dailan che, in quell’istante, era dietro i boschi. Insieme, i due, e visibilmente adirati si scagliano contro mister sciamano e lo ammazzano in poco tempo. Nel frattempo i loro amici sono tra la vita e la morte.

Tyrosh e Grim, però, improvvisamente si alzano come Lazzari risorti e si ritrovano in forse. Solo NewGandolfo rimane a terra morente. Tyrosh, di par suo, capisce che sarebbe meglio guarirlo e dopo una ventina di secondi buoni si ricorda di essere un chierico e di poterlo fare senza alcun problema. Il mago ringrazia, e il gruppo, dopo aver trovato monete, armi e un talismano fatto di ossidiana, che Tyrosh afferma essere legato ai non-morti, fa un leggero riposo e ritorna in marcia.

(Successivamente Grim, o meglio il suo interprete, noterà che non era affatto morente. Infatti per un buon periodo invece di far conto dei suoi punti ferita aveva considerato le sue monete d’oro. Il suo commento è stato: “sono un cazzone”, il gruppo ha acconsentito n.d.r.)

Proprio mentre il sole sembra rifugiarsi dietro le montagne, i cinque arrivano alla cascata segnata dalla mappa come accampamento importante dei coboldi. Dailan prova a infilarsi tra gli alberi della foresta e controllare la situazione. Dopo qualche attimo ritorna dagli amici per confidargli di aver visto un buon insieme di nemici e qualche strano cerchio a terra, sicuramente opera degli sciamani. Prima ancora che potessero pensare di effettuare un attacco a sorpresa una sentinella li vede e chiama gli altri. Inutile dire che il suo gesto di coraggio verrà prontamente decorato con la morte.

La compagnia è di nuovo circondata dagli stessi nemici visti in precedenza più due frombolieri, ovvero i simpatici tiratori di pietre magiche visti il giorno prima. Grim, visibilmente infastidito dalla vista dello sciamano così simile al precedente, carica immantinente contro di lui buttandolo a terra in un istante. Dailan, che era sanguinante dopo manco cinque secondi, approfitta della situazione e decide di aiutare l’amico nello sconfiggere sicuramente il nemico più difficile del gruppo di avversari. Intanto NewGandolfo colpisce qualcuno rovinandogli decisamente la giornata: Grim. Un tiro sbagliato può sempre accadere se lavori con la magia.
Ezuri si dimostra ancora di più un’arma da guerra e distrugge nemici a raffica. Il mago lo aiuta facendosi largo tra i frombolieri a suon di dardi incantati e il prete, di par suo, da ai suoi compari ancora più morale e uccide piccoli omuncoli. Improvvisamente la compagnia si dimostra essere quasi degna. Il combattimento dura abbastanza poco e con nessun morente. Il gruppo esplode di gioia.

Passeggiando poi tra gli alberi arrivano al cerchio magico visto da Dailan poco prima, qui notato un paio di stivali che NewGandolfo prova prontamente. Improvvisamente sente in se una voglia atroce di combattere. E prima di iniziare a menarsi col suo compare Grim decide di toglierseli. Poi si accende una discussione pacifica che porta all’urlarsi a vicenda sul cosa farne. Il mago vuole venderli, assicurando il gran valore della merce, Grim vuole tenerseli diventando il primo Minotauro con gli stivali, Ezuri accoglie l’idea del mago, Tyrosh è dalla parte del guerriero e Dailan osserva tutto senza fiatare.

Stanno ancora lì ad urlarsi contro. E meno male che tre quinti sono buoni!

martedì 13 dicembre 2011

Una bella domanda


E' passato più di un anno dall'annosa questione che ha colpito il mio autore preferito. Quel Daniele Luttazzi che molti di voi, e non solo, non apprezzano minimamente. I motivi potrebbero essere dichiarati o meno e obbiettivamente giusti. Se una persona non la si apprezza, qualunque cosa dica o esponga, è ovvio che l'opinione personale non può essere rigettata. Per Luttazzi è sempre stato così. Ha uno stuolo di fan entusiasti e un enorme mole di detrattori accaniti. L'anno scorso, per via della battaglia su "Luttazzi copia", di questi tempi si sentiva ancora parlare di ciò in lungo e in largo. Poi il silenzio. Daniele, lo chiamo così perchè è amico mio nella mia mente, rispose ad ogni questione, ad ogni accusa. La massa internettiana si divise in accusatori o difensori. Ognuno tacciava l'altro di non comprendere la situazione e di difendere/accusare senza capire i fatti. Lui continuò con la sua Palestra sul suo sito poi, a Giugno, il buio. Luttazzi chiude il sito, al suo posto compare la sua pagina Twitter che non segna nemmeno un benemerito tweet.

Un mesetto fa finalmente scrive qualcosa: annuncia ai suoi follower che è uscito il suo primo fumetto "La quarta necessità" con i disegni di Massimo Giacon. Un volume pieno di tanto sesso anale. Bello? Potrei dire di sì ma gli farò una recensione accurata prossimamente. Per il resto, ritornando alla questione principale, Luttazzi è scomparso, svanito, evanescente. Un giorno tornerà?

Se lo chiede Andrea Scalzi, penna del Fatto Quotidiano, proprio qui. E in cuor mio si presentano due possibilità e forse nessuna delle due sarebbe positiva.

In tutto ciò Daniè se proprio torni, alla fin fine, e lo fai a Servizio Pubblico, un po' mi rode. Non perchè ho qualcosa contro Santoro ma perchè io di giovedì sera, normalmente, lavoro. E un po' mi dispiacerebbe non vedermelo in diretta. Che poi sarei tanto felice se uscisse un suo libro. Quanto mi mancano.

Questo post è andato in onda in forma ridotta per rivelarvi solo quel link sul Fatto Quotidiano. Sono a corto di idee, si nota?

Ps: Per anticiparlo: debbo cambiare nick. L'immagine personale la rimango ma debbo cambiare nick. Se avete idee ditemele.

lunedì 12 dicembre 2011

Ho perso Buddha!


L'altroieri sera tornavo felice e soave a casa dopo una serata lavorativa e mi accingevo a posteggiare la mia automobile sotto la mia dimora quando, in un istante che è durato secoli, la mia vista si posava su un minuscolo e strano tizio panzuto che rideva sul portaoggetti della mia Spider ultimo modello [*]. Dopo attente analisi a quello strano souvenir di pochi centimetri, capivo che era un omaggio a Buddah ed era certamente una stauina che donava felicità. Intenzionato a usarla come portafortuna la portavo nella mia stanza pregna di privacy e la derubavo a mio padre(ben cosciente che quello non era altro che un regalo di mio fratello che lui non aveva, sicuramente, dato a ninguno). Poi, dopo abbondate cazzeggio internettiano, mi ritiravo a sogni felici.

[*] Fonti a noi sconosciute dicono che invece è una Punto scassata del 96. Dicono.

I sogni felici di cui sopra altri non erano che lunghe passeggiate in autostrada contromano che mi portavano in quel di Foggia indove vedevo, ogni tre per due, cartelli fluorescenti che mi dicevano, appunto, che ero a Foggia. Valli a capire cosa pensava il mio subconscio.
Mi risvegliavo in mattinata con assoluta calma facendo una ordinaria colazione che non comprendeva l'abbattimento di alcuno animale per saziarmi. Bevevo un latte che non sapeva di niente(forse mancanza di zucchero o voglia nel prepararlo del sottoscritto) e mi recavo, dopo aver letto abbondanti notizie di cazzeggio altrui su internet, a giocare una sontuosa scheda al punto Snai accompagnato dalla mia signorina, con il mio Buddha a portata di mano, ovviamente.

Ora, mettendo in conto che è Dicembre e che, se tutto va bene, si può arrivare alla ventina di gradi, questo tizio osceno che scrive ciò era in maniche corte. Il sole c'era, anche se un po' timido, ma con abile sprezzo del pericolo e con un raffreddore che ancora persiste inglobato nelle sue narici(chissà poi perchè), il giovane pulzello scrivente si appropinquava a recarsi alla consueta "bolletta"[*] settimanale con tanta gioia nel cuore e un portafortuna nel pugno destro. La maglia, a maniche corte, in questione altri non era che una t-shirt nera con due enormi disegni, molto ben fatti, della morte con la falce stampati sopra, fronte e retro. Da vero metal man che, con barba non fatta da più di sette giorni e capelloni peggio di John Lennon, ci azzeccava un casino.
Dopo aver subìto dolci rimbrotti dalla procace signorina, il ragazzo highlander si recava accompagnato alla sua destinazione.

[*] Il termine ancora non ha trovato il suo perchè. Forse si dice "bolletta" perchè alla fin fine è qualcosa che tu paghi per un servizio. Che è quello di sperare di prendere denaro. Ma se si iniziasse a pagare per sperare di arrivare a fine mese, c'è gente che non inizierebbe nemmeno il mese.

Arrivati in quel del Punto Snai, e osservando la mole di giocatori(prettamente maschili) che soggiornava in quel luogo, i due cercavano un foglio ed una matita per segnare le eventuali giocate. Buddha osservava tutto ciò ancora con faccia festante e tettine belle dure al contatto. Per non parlare del panzone, ovviamente.
Il deciso scrivente, in quattro e quattr'otto, scriveva le sue ipotesi di risultato, le portava dal tizio che assomiglia a Sylar[*] e che lavora in quel posto, e tronfio del suo portafortuna, si dichiarava già vincitore. Ma non aveva fatto i conti con la sua ragguardevole e becera dimenticanza.


[*] Personaggio di Heroes, nota serie televisiva chiusa per troppo cazzeggio.

Infatti aveva deciso di farsi accompagnare da un suo amico trovatosi, guarda caso, nel medesimo luogo. Indi si dirigeva alla sua macchina senza avergli mai rivelato che, in realtà, lui aveva deciso ciò. Quest'ultimo, trovatosi una coppietta felice nella sua vettura, finiva coll'acconsentire al passaggio. Mentre si fermava dalla sua amata per farsi consegnare un giuoco di carte, lo scrivente, il sottoscritto, accarezzava un gattone chiattone [*] trovatosi a passare in quella via. Il felino prima lo chiamava entusiasta e poi scappava correndo decisamente più veloce del gigante sovrappeso. Quest'ultimo, incazzato, affermava di non volerlo più rivedere ne accarezzare mai più. Fino alla prossima volta.

[*] Grasso.

Giunti a casa, l'amico scendeva con il sottoscritto e lo seguiva dentro la sua dimora: stava usando lo stesso metodo del nostro eroe. Con grande sprezzo del pericolo, ed evitando di essere linciato dal suddetto eroe, l'amico chiedeva di giocare a Pes contro il suo eterno rivale. Questi acconsentiva. Il risultato finale constatava di un match vinto a testa. Assurdo. L'amico non vinceva mai. Cosa stava accadendo?

Il pomeriggio passava lieto e l'amanuense pensava fra se e se di non ricordare indove avesse poggiato il suo meraviglioso gingillo Buddha. Infatti non l'aveva poggiato in alcun luogo: era nella macchina dell'amico. Immantinente si intristiva pensando alla scheda ormai persa, l'anno 2011 non gli ha portato fortunella, indi aspettava l'arrivo appunto del compare per chiedergli ciò. Questi arrivava, non portava lieta novella: Buddha era sparito.
La tristezza incombeva sugli occhi e sull'umore del nostro eroe che, sempre pieno di se, dichiarava che avrebbe vinto lo stesso ogni minima partita, ogni minimo gioco, e pure i tanto amati denari. Niente di più errato. Infatti la scheda contava un successo su un milione, le partite a Pes perse arrivavano a due, e pure quelle a Chez Geek non erano da meno: il mondo stava per crollare.

Intristito da ciò, il sempreverde eroe decideva allora di recarsi nella dimora della sua amata per provare a capire come funzionasse Munchkin Quest, dato che questi era un gioco di una durata media di tre ore con millemila piccoli pezzettini. Ottimo. Più di trenta minuti di lettura regole, o forse più, gli facevano capire che era meglio comprare delle carte napoletane: di sicuro avrebbe capito subito come iniziare a giocare. A meno che non si parlasse di tressette.
Il gioco iniziava alle ore 20 e 40 e finiva alle 22 e 30. Sconfiggendo mostri, aggiungendo stanze e aumentando di livello il tempo era passato con tanta gioia e semplicità, anche se forse le regole, alla fin fine, non si erano capite perfettamente tutte al cento per cento. Alle 24, dopo due attente partite a Chez Geek, il sottoscritto autore affermato salutava la sua reale signorina che il giorno dopo, ovvero oggi, aveva un esame e si dirigeva presso la sua dimora.

Nel tratto di asfalto e vie che distanzia le due case il meraviglioso ed eccellente twittatore mascherato si deliziava in giochi di abilità tirando un limone in aria e cercandolo di riafferrarlo. Il limone era spacciato. Infatti al quindicesimo tiro, dopo un volo che superava di netto la casa a due piani poco distante, il giallo agrume non si spiacciva ma iniziava a perdere liquido come un umano colpito gravemente da un colpo di pistola. Il mantenitore del limone, senza farsi prendere dalla drammaticità del momento, decideva di ingurgitare un po' di quel nettare rimanendone stupito per la bontà acida. Il giallognolo amico, poco dopo, terminava la sua corsa su questo pianeta, nel bidone posto più lontano dal camminante scrittore che festeggiava il tiro da tre con un sommesso "Yuuu-yu". Poi, constatando che l'asfalto era bagnato, il giocoso autore decideva di lasciarsi andare come se stesse pattinando o cercando di scivolare per qualche secondo. Con faccia da beota sorridente arrivava a casa. Quivi mangiava, beveva una birretta con poca gradazione alcoolica(questo passava il convento) e si recava a scrivere questo resoconto malsano che ai più poco interessa.

Buddha era scomparso. Buddha non è stato ancora ritrovato. Cerco Buddah. Se tu sai dove si trova, se tu l'hai trovato, se tu hai visto quel suo panzone simpatico ti prego di dirmi chi sei, dove abiti e se hai una buona taglia di reggiseno. Questa affermazione, l'ultima, è valida solo per donne. Esseri femminili, siamo intesi? Eh no, pulzella mia cara e luce dei miei occhi, queste affermazioni non provengono dal tuo ragazzo ma dall'autore. Devi sapere mio dolce usignolo che io e l'autore siamo due cose distinte, ci scindiamo salutariamente, ma accade giusto per pochi piccoli frangenti.
Detto ciò vi chiedo di aiutarmi a ritrovare Buddha perchè così:
1) vinco una benedetta scheda.
2) non perdo contro Luca, che è cosa che era accaduta 1 volta nel 2011! Oggi è successa due volte. Non è possibile.
3) invento scuse migliori di quella dell'autore e della scissione.
4) il gatto si fa accarezzare e il cane della mia lei, dannata cimice, la finisce di voler leccare bidoni dell'immondizia.

Detto ciò vi si saluta sperando che, almeno voi, teniate al vostro Buddah meglio di come ho fatto io. Manco ventiquatt'ore m'è durato...

venerdì 9 dicembre 2011

Le lucine - Salerno Comicon


"Uh, le lucine."

"Oh, i mercatini."


"Uh, le palle di neve sbrilluccicanti."


"Oh, l'albero." - segue faccia sognante.

In queste quattro frasi si può riassumere la giornata trascorsa a Salerno per l'edizione zero del Salerno Comicon, organizzato dagli stessi che ogni anno(da un bel po') risiedono in quel di Napoli e ci regalano una fiera con cosplay, fimo, cazzatelle varie e anche qualche fumetto giusto per gradire.
Questo Salerno Comicon gioca sull'effetto nostalgia degli ex pionieri nerd del settore fumettistico partenopeo. Ovvero quei tizi strani che andavano alla fiera sita al Castel Sant'Elmo(voci mi dicono che prima si facesse anche altrove ma io non vi ho mai partecipato), e che adoravano il sapore del tufo sulla propria bocca quando venivano sballottati contro il muro negli angusti corridoi. Io ero uno di quelli. Il muro era il mio unico amico dato che ci andavo da solo o, la domenica, male accompagnato.
Poi quel tempo è passato, quella fiera di Fumetti con F maiuscola è andata per far posto ad una fiera con fumetti con la C maiuscola. Quella dei Cosplay e dei loro accessori. Ma è così: i tempi cambiano. E noi tromboni ci dobbiamo adeguare sennò rischiamo di essere tacciati come distruttori delle novità. E si sa che con governo Monti ora la novità è di legge.

Il Salerno Comicon - Edizione Zero, lo dice il titolo, non si prefissa troppe pretese. Così si fa, d'altronde è un inizio, lo spazio piccolo del Complesso Monumentale Santa Sofia, seppur su tre piani, ti proibisce di fermarti troppo davanti agli stand che, alla fin fine, non sono altro che sedie e tavolini. Tocca all'arguzia e alla maestria degli standisti rendere quello spazio parzialmente decente. Comunque un giro di tutto il complesso, mezz'oretta buona se si andava piano, la si impiegava. Il problema era poi chiedersi: che fare? Noi, gruppetto di quattro persone che comprende me, squinzia, Bacchettone(già presente a Napoli e Roma) e Michele, abbiamo subito trovato la risposta: comprare ossessivamente così da spendere ogni danaro disponibile e tornarcene a casa piangendo miseria. Non è andata così ma quasi.

Il motivo principale del nostro viaggio in quel di Salerno era Munchkin Quest. Ricordate? Ne avevo parlato giusto qui, intristendomi del perchè dopo otto mesi un tizio se l'era comprato prima del sottoscritto. Comunque troviamo immantinente uno stand di giochi, con molte versioni di Munchkin, che ci dicono provvisto dell'articolo in oggetto. Ma in negozio. Ci vogliono cinque minuti per arrivarci, dicono. Passateci che alle cinque apre, dicono. Noi ci crediamo ma sono le 4 meno un quarto. La fiera è iniziata alle tre, dopo aver visionato con entusiasmo tavole e sceneggiature su Dyd(la mostra è bella ma purtroppo non permette di stazionare troppo a lungo dinanzi alle tavole dato che sono nel corridoio), decidiamo di giocare un po' aggratis al terzo piano, al reparto giochi da tavolo dimostrativi.

La scelta ricade su Chez Geek, gioco geniale inventato sempre da Steve Jackson(quello di Munchkin) con ovviamente le illustrazioni di Kovalic. L'idea generale del gioco è semplice: vivi in un appartamento con un botto di coinquilini, hai un lavoro che ti porta denaro, ma ciò che veramente interessa è cercare di cazzeggiare il più possibile. Spiegazione da invertebrati ma la linea principale è questa. Ora, tralasciando l'indubbia non simpatica presenza del povero cristo che ce l'ha insegnato (faceva battute a cui rideva solo lui e cercava di imbrogliare), il gioco piace e spinge il sottoscritto all'acquisto anche di quello. Ma non alla fiera. Sempre alla solita fumetteria. E nella mia mente si fa largo un pensiero: vengo qui e vado in fumetteria. Ottimo.

La partita finisce alle 17 e 20, salutiamo il tizio, e ci dirigiamo verso l'amorevole luogo pregno di doni per il sottoscritto, doni a pagamento sia chiaro, capendo per grandi linee la strada. Nel frattempo la mia amata scatta foto su ogni luce accesa che vige nelle luminarie salernitane e i due boys comprano vestiti. Tutto ciò mi fa pensare qualcosa ma lo dico alla fine.

Arriviamo verso le 18, grazie ad una superba intuizione della mia pulzella, nella fumetteria. Kaboom è il nome. Compro Munchikin Quest(mezzo regalo di Natale che io e la mia signorina ci facciamo per il nostro anniversario), Chez Geek(rinunciando all'idea di acquistare l'omnibus di Bone, ma è un acquisto solo rimandarto) e l'ultima espansione di Bang(che consta di una trentina di carte e una trentina di segnalini, si sono sprecati, per ben 17 euri, ma divisi tra tutti gli acquirenti del gioco base). Visto che ci sto poi inserisco nel carrello anche "Normalmen", fumetto di Lillo che volevo prendere solo per benevolenza nei suoi confronti e che mi ha offerto la mia delicata signorina. Pago, piango per il botto di soldi speso, mi intristisco, penso che però ora in poi posso giocare ancora di più con la mia signorina, e mi riprendo un po'.
Non è vero: piango internamente per una ventina di minuti buoni. Poi piango quasi esternamente perchè il resto della giornata ce lo passiamo  camminando per Salerno. Mercatini, luminarie, presepi, associazioni di giovani che cercano un futuro, lungomare serale, tanta gente, negozi aperti e wifi gratis. Ti vien voglia di chiederti perchè vivi in un paese che appartiene ad una provincia orrenda. Salerno è vita, cribbio. E' vita!

E dopo aver girato per un bel po', aver riposato, aver camminato ancora per tornare alla stazione, aver preso il treno un po' di corsa e aver giocato in treno, posso dire di aver passato una bella giornata. Sia per la compagnia. Sia per le lucine. Sia, anche se minimamente, per il Salerno Comicon. Seguono solite listine da bravi pampini.

Motivi di entusiasmo:

- Salerno. Il sindaco, di qualsiasi schieramento sia, credo sia uno dei più amati d'Italia. E' un genio. E questa è una città vivibilissima. Ancora mi sconvolgo dalle macchine che si fermavano quando ero sui binari e dalle enormi luminarie, di tutte le forme e dimensioni, che davano lustro e meraviglia alla città.

- La mia pulzella felice per le lucine. Dio, o chi per lui, la benedica. E' stata tutta la serata in modalità "stupore" ed era uno spettacolo guardarla così entusiasta.

- Kaboom. Molto riuscita come fumetteria. Ha anche un piano interno per giocare, ha molti fumetti(forse più di quelli che complessivamente erano in fiera) e mi ha fatto cinque euri di sconto. Segnandomeli sullo scontrino. Sono cinque euri, non tanti ma meglio di niente, ma mi sconvolge più il fatto dello scontrino, a dirla tutta.

- Il wifi gratis. Dovrebbe essere dappertutto, ma le teste malsane che ci governano territorialmente lo capiscono ben poco.

- Le mostre di Dylan, dei Paguri e le altre. Peccato per il poco spazio a disposizione.

- Un negozio di articoli sexy. In via BONOsio. Quando si dice il caso...

Motivi di tristezza:

- Abbastanza gente che non sapeva che fare e che vagava per i corridoi. Non dico che siamo al livello del Cavacon(una delle fiere più orrende dalle Alpi alle Piramidi), ma il rischio è quello. Per l'anno prossimo auguro diversa location e forse anche diverso periodo. Che tanto ben pochi sapevano della fiera, il resto era lì solo per i mercatini.

- Le firme per le stampe dei Dylandoghiani erano ieri, domani e dopodomani. Sfiga.

- La sala incontri essendo divisa nello stesso spazio con quella giochi porta solo grande confusione.

- Il tizio che spara battute non divertenti.

- I nudols ma, per fortuna, avendo raffreddore, tosse e febbre non ho mai sentito quell'odore scandaloso.

- La mia squinzia quando, piena di entusiasmo e felicità, mi ha urlato, mentre mi son seduto a riposarmi su una panchina, che ne parco dove stavamo ci sono delle oche con il laghetto. Poi ho scoperto che sono luminarie. Delusione. Tremenda delusione. 

Insomma: se l'esperimento si ripeterà auspico due cose. O lo si fa tipo a Settembre, senza puntare sui mercatini che, alla fin fine, sono stati il punto di svolta di chi ha avuto ben poco da fare al Comicon. Per questo l'orario dell'ingresso era dopo le 15, per portare poi la gente a servirsi nei negozi (e non) cittadini. Se invece lo si vuole di nuovo proporre a Dicembre, cambiare location, e aumentare lo spazio per gli stand, sarebbe una cosa buona e giusta e potrebbe portare questa fiera ad essere considerata un appuntamento irrinunciabile nelle escursioni fumettari e nerdiche.

In tutto ciò considero sempre il Romics come fiera Fumettista vera e propria. Ovviamente Lucca è il must ma non essendoci andato non posso proferire parola.
Con le fiere ci rivediamo l'anno prossimo. Prima tappa: il consueto Napoli Comicon che, da vecchio trombone quale sono, prima distruggo mentalmente e poi non veggo l'ora che arrivi.

(Frasi finali dei colleghi visitatori mentre rischiamo di non uscire dal parcheggio, sito sotto la stazione di caserta, dato che l'orario di chiusura era alle 22 e noi siamo arrivati alle 21 e 50.)

"Cosa ne pensate, allora, del Comicon di Salerno?" - me medesimo, da intervistatore.

"La città è splendida" - Michele

"Splendida, splendida" - Bacchettone

"Ah, le lucine" - Carmen

Come darle torto?

mercoledì 7 dicembre 2011

La blogosfera italiana (senza di noi)


La giornata è iniziata pessima come è finita la scorsa. Mal di gola, senso di nausea e tanta voglia di vomitare, ottimi presagi in vista della partita che ovviamente andrò a fare alle 17, sono pure sempre giovane e con tanta voglia di correre, o meglio far finta di farlo.
In tutto ciò si aggiunge la nuova lista della Blogosfera italiana realizzata da Vincos(Vincenzo Cosenzza) che potete trovare qui e che ci fa capire una cosa che già sapevo da tempo: questo blog NON ESISTE!
Non ci facciamo sentire, non ci facciamo amare, non riusciamo a farci conoscere. Questo blog non rientra nella lista dei primi 1980 blog italiani. E' una cosa brutta? Mi sento di dire di sì. Almeno per quanto mi riguarda. Considerando che ci metto impegno e voglia di fare, spero un giorno di riuscire a raccogliere quel poco che sto seminando che, purtroppo me ne rendo conto, è sempredi meno. Ci dev'essere un problema globale, in questo diario virtuale, che io non riesco ancora a capire. Quindi il 2012 sarà l'anno del contatto, o meglio, della rinascita di questo spazio virtuale. E' una promessa che faccio con i miei quattro lettori, una sorta di contratto con gli italiani. Ecco, fate finta che ci sia Vespa da qualche parte in questo blog, no, non chiudete la pagina spaventati, vi prego. Ho detto: fate finta, non c'è veramente.

Ora considerate ci sia il figlio segreto di Mussolini che mi pone una penna con cui io, da sgrittore affermato, mi impegno a cambiare questo blog in lungo e in largo per acquistare visibilità, anche al costo di andare al Grande Fratello e declamare poesie in diretta televisiva mentre la Marcuzzi fa sobbalzare il suo decolletè. Io sì che conosco i metodi per far alzare l'audience. E quindi mi impegno, amici miei, a considerare certi fattori e a modificare questo blog che avete conosciuto o meno in quattro anni.

-) Nuova veste grafica, il nero sfina ma è illegibile.
-) La Carina Commedia, da Gennaio, con minimo un episodio a settimana. Con quella facciamo il botto, ne sono sicuro. Ne parleranno anche in televisione.
-) Racconti di vita vissuta, che ho scoperto che piacciono.
-) Racconti comici, che son quelli che più si leggono.
-) Poesie solo quando mi scatta la malinconia o il momento di romanticismo estremo.
-) Il cambiamento epocale del mio nick. Non perchè non apprezzi più Danielone bello, ma per trovare una mia identità. Se solo sapessi come chiamarmi...
-) Tanto ma tanto ottimismo che, di questi tempi, è decisamente merce rara.

Il tempo sta cambiando, la crisi ci ha colpito in pieno, l'Italia deve rialzarsi e con essa anche codesto blog. Che nel 2012 sarà uno dei più letti nel Paese. Ok, mi sto allargando. Mi basta entrare nella prossima rappresentazione della Blogosfera italiana. E ci riuscirò. Purtroppo devo pur impararmi ad usare il singolare.

In settimana si attuerà il primo punto. Poi si vedrà per gli altri.

Lunga vita al Bloggo!

martedì 6 dicembre 2011

Essere sodio [D&D]


(Piccola precisazione: il personaggio del Mago Gandolfo per questa particolare puntata non sarà interpretato sempre dallo stesso omino che lo interpreta, ma da un sostituto. Per la particolare occasione il nome Gandolfo verrà tramutato in NewGandolfo. Questa situazione verrà attuata tutte le volte che un membro ufficiale non potrà esserci e verrà sostituito dal tappabuchi della compagnia. Per i resto gli idioti sono gli stessi.)

Riassunto puntata precedente: i cinque omini di cui abbiamo discusso nelle prime due riunioni ora si conoscono e sono diventati una compagnia, scadente, ma pur sempre una compagnia, ed ora sono in viaggio verso la loro prima missione. I tipi in questione sono:

Ezuri: elfo con una spiccata dote di autoproclamarsi capo del gruppo.
Dailan: tiefling con una spiccata dote di tirare un qualsiasi dado e far uscire sempre 1.
Grim: minotauro con una spiccata dote di pucciosità.
Tyrosh: squallido umano con una spiccata dote di rimbambimento e difficoltà nel ciarlare.
NewGandolfo: eladrin con una spiccata dote di superpoteri quasi al livello di Goku e compagni.

I cinque si sono ridestati dopo un sonno ristoratore e ora siedono ai bordi della strada, in mezzo ad una fitta boscaglia, si cibano con delle razioni da viaggio, Grim si rende conto che quando gli hanno fregato tutto gli hanno rubato anche il cibo. Ezuri, da gran capo pieno di charme, fa il generoso e non gli fa mancare un tozzo di pan secco e, dopo essersi rifocillati, i cinque ripartono per il loro viaggio decisamente lungo. Quando il vociare si fa un po’ più incessante e ognuno propone la sua su quando fermarsi successivamente, Ezuri fa la voce grossa per farsi rispettare.
“Basta, sono il capo io!”
“E cosa facciamo?” – chiede Dailan sempre all’erta.
“E che ne so!” – afferma andandosene di par suo, davanti al gruppetto. Intanto Tyrosh dimostra di non gradire il cambiamento di fattezze del NewGandolfo e non perde tempo a farglielo notare.
“Con lui c’era del feeling…” – afferma piangiucchiando in disparte. Pian piano iniziano a camminare.

Durante il viaggio accadono cose strane. Strane tracce si scorgono per tutto il cammino, il capitano Ezuri, autonominatosi la puntata prima, avverte il gruppo di tenersi all’erta perché eventuali nemici avrebbero potuto sbucare fuori all’improvviso. Grim, sconvolto dalla ferale notizia, decide quindi di osservare pietre sul selciato, NewGandolfo, di par suo, effettua un gioco di prestigio e fa diventare una pietra osservata di colore rosso. Grim non si scompone e continua a guardarle. Dopo aver discusso per venti minuti buoni sull’utilità di questo gesto, il gruppo riprende il cammino e, ad un tratto, vengono attaccati da un gruppo di coboldi.
Quattro piccoli esserini armati con lance mezze distrutte e armature scarse, seguiti da due mostri leggermente più alti e più corazzati, seguiti anch’essi da altri due coboldi, ma di altezza decisamente superiore e con armi ben più importanti, Dailan prende subito l’iniziativa e decide di distruggere il primo dei piccolini, carica il quadrello e la balestra gli si inceppa. Iniziamo bene.
I suoi compagni se la cavano meglio: Ezuri, Grim danno palate a destra e a manca mentre NewGandolfo inizia a far esplodere piccoli coboldi con estrema facilità. In quel frangente viene soprannominato “Superman” dal ladro sfigato.
La battaglia continua e i nostri se la vedono decisamente brutta. I coboldi decisamente più cresciuti si fanno avanti e lanciano pietre a più non posso. Dailan viene colpito e il suo mantello prende fuoco, ma non si cura dei danni derivanti da essi, essendo un mezzo demone. Prontamente se lo toglie e decide di ributtarsi in battaglia. Non combina niente di significativo mentre gli altri menano i piccoli esseri. Ad un tratto, Superman NewGandolfo, dopo aver eliminato ben tre nemici, uno per categoria, decide che è giunto il momento di prendersela comoda e accarezzare il mulo. Turkodur ringrazia con un piccolo verso di entusiasmo.
Ezuri, che colpiva tutti da tempo immemore, inizia a lamentarsi del fatto che lui li fa sanguinare e il mago bastardo gli da l’ultimo colpo. Una diatriba che costringe il gruppo a far sì che l’ultimo tizio ancora in vita fosse ucciso proprio dal simpatico ranger. Combattimento vinto, felicità per il gruppo alla sua prima battaglia insieme. Danni riportati: il ladro è sanguinante, quelli grandi volevano colpire solo lui, Grim è stato beccato anch’esso dal fuoco e sta bruciacchiando qua e là, tutti gli altri stanno benone. Tyrosh, di par suo, decide di fare ciò che più sa fare e regala un po’ di energia a Dailan che prontamente ringrazia.
“Allora non sai solo bere, giocare e andare a donnine” – gli dice, provocando in lui in moto di stizza.
Il gruppo, intanto, fa man bassa sui cadaveri e raccoglie ben quaranta monete d’oro che tutti dividono con entusiasmo da bravi bambini. Poi raccolgono sul carro due lance, due giavellotti e una fionda. L’altra che hanno trovato viene regalata a Dailan ormai sprovvisto di balestra. Alla fine viene stilata una classifica di nemici deceduti. NewGandolfo ne ha abbattuti tre, due per Grim e uno per i rimanenti. Tutti felici riprendono il cammino che li porta alla vista di una piccola carovana decisamente distrutta. Dentro non vi si trovano cadaveri e si vedono alcuni vestiti sbrindellati. Per non rischiare di fare la stessa medesima fine, il gruppo decide di riprendere la strada che conduce alla loro missione principale.

I cinque, dopo sei ore di viaggio, si ritrovano davanti alla cittadina di WinterHaven. Notano subito la natura prettamente paramilitare del complesso. Forti e possenti mura delimitano la cittadina e guardie la circondano in ogni dove. Il gruppo decide sia giunto il momento di fermarsi in città piuttosto che dormire, di nuovo, all’addiaccio e rischiare di essere attaccati nuovamente.
“Ho già giaciuto su giacigli una notte, preferisco un comodo letto” – afferma Tyrosh entusiasmando tutti gli altri.
Comunque il sole sta per scomparire, la giornata è stata leggermente faticosa, cosa c’è di meglio di una buona birra e un deciso riposo?
Inseguire persone, potrebbe rispondere il duo formato da NewGandolfo e Ezuri, infatti appena giunti in città i due si fanno un giro per ricercare il lord del luogo e per fargli qualche domanda sulla carovana distrutta trovata quasi fuori alle strade del borgo. Tyrosh, Grim e il sempreverde Dailan invece si recano in locanda per poter rifocillarsi e sbevazzare con tranquillità.
Qui i tre debosciati prendono una camera ciascuno per la notte e notano che il locale è decisamente vuoto, solo uno scienziato di nome Volthrun occupa uno dei tavoli con i suoi studi e i suoi calcoli, parla da solo e ogni tanto aumenta di intensità nelle sue affermazioni, poi ritorna al lavoro. Dopo qualche attimo, giusto mentre il gruppetto si siede al bancone, entra nel locale Lord Pedring, colui che loro stavano cercando. Immantinente chiede una birra alla locandiera. Grim si dimostra subito intraprendente e attacca bottone.
“Buonasera Lord Pedring” – dice, provocando uno sguardo stupito del nobile.
“Un minotauro? Cosa ci fa un minotauro da queste parti?” – chiede, bevendo di tanto in tanto.
“Sono un membro della Gilda dei Guerrieri di Velèn, sono giunto in questa città con l’aiuto dei miei compagni per effettuare una missione un poco distante da qui.”
“Bravi. Mi sorprende che siate ancora vivi, da queste parti, fuori da queste mura, i membri della Gilda non sono affatto visti di buon occhio dalle bande di coboldi che ci massacrano. Ogni mese, minimo tre volte, attaccano la città. E non riusciamo a fermarli, ho anche chiesto aiuto al duca di Velèn ma non mi ha mai risposto.”
“Infatti anche noi abbiamo visto una carovana distrutta da queste parti” – si intromette Grim.
“Saranno stati loro, ho chiesto guardie ma non sono mai arrivate. Forse hanno un accampamento nel bosco.”
“Le guardie?” – chiede Grim non capendo una mazza.
“I coboldi!” – afferma Lord Pedring dall’altro della sua gentilezza.
“Strano, io che sono il capo della Gilda dei Guerrieri non ho mai sentito niente su WinterHaven, evidentemente il Duca non ha voluto diramare la notizia.” – rivela quel gran bugiardone di Dailan.
“Tu sei il capo?” – chiede ancora il nobile.
“Certo. Sono in viaggio con i miei attendenti perché sono novizi e questa missione già ha decimato di molto i miei uomini, quindi li accompagno sulla strada.” – continua, cercando di dare una parvenza di verità alle sue parole.
“Giusto. Ben capisco. Comunque...

(Aspettiamo Tyrosh. Scomparso al telefono)

(Aspettiamo Tyrosh. Scomparso al telefono. Son passati dieci minuti)

(Aspettiamo Tyrosh. Scomparso al telefono. Son passati venti minuti, ritorna dopo essere stato chiamato due volte da Dailan e NewGandolfo)

“Beh, ragazzi, prima che una forza misteriosa bloccasse tutti noi in un limbo oscuro fatto di aspettativa, stavo per dire che non è l’unico problema che abbiamo in città, se potete notare la popolazione è alquanto diminuita. Ma non voglio dirlo ora per non provocare ulteriori problemi.”
“Mi dica pure, sono pure sempre il capo della Gilda” – prosegue nella sua menzogna, Dailan.
“Domani. Anzi, prima riuscirete a distruggere il covo dei coboldi che ci tartassano da mesi, e prima vi parlerò dell’altro problema. Ora vado, ci vediamo domani mattina, passate dalle mie guardie e dite che avete un appuntamento con me.
“Perfetto” – afferma Grim grattandosi la pancia e sbevazzando liquori con tutti gli altri. Un goccetto a testa non fa male a nessuno, ma ciò impensierisce di non poco Tyrosh.
“Accetto, ma mi serve essere sodio” – afferma divenendo ubriaco prima ancora di bere.

Improvvisamente, nel locale, entrano anche i due compari che non hanno trovato niente di importante in città tranne una sospetta persona con cappuccio nero che li ha fissati per tutto il tempo, in quel mentre Volthrun si alza e inizia ad urlare di felicità.
“Volerò, io volerò” – raccatta tutti i suoi fogli, esce dal locale e si dirige nella torre situata in città felice ed entusiasta. Ezuri lo segue per qualche istante, poi prova anche a bussare all’entrata della torre ma nessuno risponde. Intristito torna in locanda.
Qui i tre compari sono ormai saliti sopra a chiacchierare allegramente in stanza. NewGandolfo si è seduto al tavolo bevendo birra, poco distante della persona che prima li aveva osservati, che era entrata nel locale proprio mentre Ezuri era fuoriuscito da esso.
Dailan, dopo i complotti in camera con i suoi due amici, decide che è giunta l’ora di scendere in strada per ricercare un po’ di contante, incontra NewGandolfo che gli urla un “buona caccia” e si reca in paese. Serata infruttuosa in tutti i sensi. Solo guardie si incontrano e sinceramente, Dailan, non intende derubarle per non rischiare in altri guai futuri. Mentre passeggia nota una strana nuvola nera, che sembra artefatta, in lontananza poggiata su una collina. Immantinente chiede ad una delle guardie se sapesse qualcosa su quella sua visione. Il soldato fa finta di nulla e inventa bugie per giustificarsi, Dailan allora procede altrove e torna in stanza.
Nel frattempo NewGandolfo attende che la persona misteriosa esca dal locale per seguirla, ormai è molto sospettoso e non vuole lasciare nulla al caso. Se quella persona li fissava o ha paura di loro, o sa qualcosa che loro non sanno. Appena si alza ed esce dalla locanda, NewGandolfo si la lancia all’inseguimento. Arriva fin fuori dalle mura cittadine, nota che ha svoltato a destra e cerca di braccarla, ma stranamente non si riesce più a vedere, come se fosse svanita. Una rapida ricognizione conferma i sospetti: è scomparsa. Altro mistero sulla vicenda. Deluso torna in locanda e si reca anche lui in una delle stanze per riposare. Ezuri, di par suo, segue anch’esso i suoi colleghi e si butta tra le braccia di Morfeo che, per fare i puntigliosi, in questo mondo fantastico non esiste.

lunedì 5 dicembre 2011

Tachicardia


Abbiamo tutti bisogno di qualche certezza nella vita. C'è chi la possiede nell'amore, trovando nel viso della donna o dell'uomo amato, tutto ciò di cui ha bisogno. C'è chi la trova nel denaro e nella capacità di farsi dei regali costosi per stare bene. C'è chi la può anche raccogliere nelle donne, come accade nella casa di un ex Presidente del Consiglio Italiano. Donne giovani, mica vecchiaccie, sia chiaro. E c'è chi, e non è solo, la trova nei film di Natale. Purtroppo.
Questa lunga tradizione, nata mi sembra nel 92 con il primo "Vacanze di Natale", vede i giovani e i meno giovani avvicendarsi al cinema per visionare il nuovo capolavoro filmico di un Vanzina, di un Parenti, con i soliti quattro attori che ricicciano sistematicamente ogni anno per darci gioia e felicità. Questi ultimi due aggettivi mi sono stati imposti dalla FilmAuro, io non c'entro niente.
E dopo aver saputo della manovra del nuovo consiglio dei ministri cosa può fare l'italiano medio ben sapendo che le proprie finanze, in futuro, saranno sempre meno? Andare al cinema per trascorrere due ore di risate con grandi e dico grandi battute che i nostri eroi fanno da sempre, per sempre e rifaranno sempre e per sempre. Perchè il film di Natale, che sia un Boldi, un DeSica o entrambi, è un modo per dire "sono ancora vivo dopo un altro anno, il mondo gira ancora allo stesso modo, finchè esiste ciò tutto va bene". Ed è per questo che abbiamo bisogno di essere rassicurati quando poi si varca quella soglia del cinema che ci conduce in sala. Siamo spaventati: e se DeSica ha iniziato a capire chi era suo padre ed è passato ad una comicità più elevata? E se Boldi non finge più di avere attacchi di cuore? E se Enzo Salvi non è stato riciclato in nessuno dei due film? E se De Sica non parla più romano? E se Boldi non fa l'industriale lombardo? Son cose che ci danno a che pensare e quindi, per voi e solo per voi, ho inserito un insieme di frasucole che possiamo ritrovare in ogni film cinepanettonesco della premiata coppia o dei singoli attori medesimi. Se trovate una "B" tra parentesi stiamo parlando di Boldi, se trovati una "DS" sappiate che non stiamo parlando dei Democratici di Sinistra ma di De Sica.

"Era uno scherzo, una burla" - DS

"Se la ciula, se la ciula" - B

"Lei non sa chi sono io" - DS

"Ta-ta-ta-tachicardia" - B

"Stasera mà trombo!" -DS

"Mamma mia che me' so fumato" - ES

"Mortacci tua" - B

"Ah, commendatore, onorato! " - segue inchino - "Ma che vole questo, chi o conosce?" - DS

"E 'ta devi pijar n'der culo" - DS

Caduta di B sulla neve, sulla sabbia, sull'asfalto o altra roba: "Bestia che dolore!"

"Ma chi è sta buzzicona?" - DS

"C'ho certi cazzi" - DS

Immancabile tappo di champagne in bocca a Boldi. Scena muta. Non si poteva rovinare con delle parole.

Scena con DS nudo con qualcosa di "divertente" a coprire le pudenda.

E poi cadute, incidenti, perdite di parrucchini, parolacce varie per esprimere delicati concetti. Gnocche da paura che, guarda un po', se la fanno sempre con De Sica che ha minimo una moglie, e sicuramente un'amante. E pure se invecchia tutte le ragazzine più giovani e in vista(tipo una Belen) vogliono sempre intraprendere relazioni amorose con lui. Che novità!

Comunque, sinceramente, alla fin fine tutte queste frasi e situazioni mi hanno fatto venire voglia di vedermi il film di Natale. Il nuovissimo Vacanze di Natale a Cortina.

C'avete creduto? Era 'no scherzo, una burla!

domenica 4 dicembre 2011

The Beatles - I am the Walrus


Domenica. Il sugo conto per ben quattro ore sta gorgogliando nel mio stomaco insieme agli gnocchi. I piccoli agglomerati di patate si incontrano con la carne e commentano le ultime novità prima di essere digeriti. La notizia che sconvolge tutti i presenti è sempre la stessa, in queste occasioni: il tizio che li ha ingurgitati sta per abbioccarsi e non deve farlo. Sono le 14 e 30, la Juventus inizierà tra tenta minuti, leggere porterebbe solo a più sonno e scrivere per il blog è qualcosa di lontanamente improbabile. Quindi che fare? Bisogna tenersi occupati. Cercare un video sul tubo(appena rimodernato, era ora), e postarlo sul luogo virtuale di cui sopra per dire che anche oggi, nonostante digestione e abbioccamento, il caro autore è riuscito a mettere qualcosa su quel luogo che lui considera casa. Unto di sugo sulla canottiera come un muratore a mezzodì.

Dopo questa prefazione potete sentire la canzone che vedete sopra nel video. Vi avverto che a quei tempi, i quattro ominidi, erano leggermente stra-fumati. Sennò non si spiega come mai abbiano partorito tutto ciò. Ed è per questo che la droga, quella buona e non pesante, fa bene alla musica.

I am he as you are he
as you are me
and we are all together
See how they run like pigs from a gun
see how they fly
I'm crying
Sitting on a cornflake
Waiting for the van to come
Corporation teashirt, stupid bloody tuesday
man you been a naughty boy
you let your face grow long
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob
Mister city policeman sitting
pretty little policeman in a row
See how they fly like Lucy in the sky
see how they run
I'm crying - I'm crying, I'm crying - I'm crying
Yellow matter custard
dripping from a dead dogs eye
Crabalocker fishwife pornographic priestess
boy you been a naughty girl
you let your knickers down
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob
Sitting in an English garden waiting for the sun,
if the sun don't come you get a tan from
standing in the English rain
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob
Expert texpert choking smokers
don't you think the joker laughs at you?
Ho ho ho hi hi hi ha ha ha!
See how they smile like pigs in a sty
see how they snied
I'm crying
Semolina pilchard
climbing up the Eiffel tower
Elementry penguin singing Hare Krishna
Man you should have seen them
kicking Edgar Allen Poe
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob 


(Che poi è una delle canzoni che mi piace più cantare a Band Hero.)

venerdì 2 dicembre 2011

Piacere infinito


Ieri è stato il nostro trentacinquesimo mesiversario. Non sto parlando di me e Diggi, quella è una storia che va avanti dal 2006 se non erro, ma di me e la mia amata pulzella. Carmen si chiama e credo che ormai la si conosca. Ieri abbiamo festeggiato l'ennesimo mese passato insieme ma più che altro, l'ennesimo mese che passeremo insieme, quello che ci porterà al festeggiamento di tre anni di felice coppia. Sperando, un giorno, di festeggiare ancora il numero trentacinque, ma intesi come anni.
Quindi come posso regalare alla mia amata qualche secondo di felicità se non con parole in versi e anche in rima in certi casi? Beh, con un bel collier di diamanti o un viaggio per due(lei e il Khal Drogo) ovunque lei voglia. Ma purtroppo il contante non è elevato e l'unica cosa che posso offrirle è una mia poesia. Bella fregatura.

Calmante estasi
di un delicato inverno
è il tuo volto.


Gloriosa meraviglia
di un giorno piovoso
è il tuo sorriso.


Furiosa brezza
di un mare agitato
è un tuo bacio.


Radiosa luce
di un sole estivo
è una tua risata.


Felicità sicura
di una vita terra
è un tuo abbraccio.

(Chiedo come sempre scusa, un giorno farò di meglio, lo so, e lì potrete dire ai vostri figli di aver conosciuto il nuovo Petrarca dato che cambierò il nome all'anagrafe in Giandomenico Petrarca. O Jimmy. O Jeremy, vedrò successivamente.)

giovedì 1 dicembre 2011

Cacca di Arale - Ricerche Novembre


Un nuovo mese si affaccia all'orizzonte, l'ultimo di questo 2011 strano e che verrà sicuramente ricordato dalla mia persona per vari motivi. Ultimo mese ma penultime ricerche, visto che poi a Gennaio ci sarà il post sul mese decembrino che è appena iniziato. Quindi direi di non perdere tempo e di iniziare a declamare le tre chiavi del mese scorso fasulle che erano

ho sognato mora e fede amanti
premier danese nuda
cacca di elefante

L'ultima era veramente orrenda, lo so, ma non posso essere un donatore di facezie a gettone, ho anche io la mia vita come Oscar di Maio e si sa che un comico, pure quando c'ha i suoi guai, se li scorda, e ride insieme a te. Dopo questa mega citazione che durerà lo spazio di un fiammifero direi di passare alle tre ricerche più cliccate di questo mese.

Al primo posto c'è "sole" (177), d'altronde abbiamo avuto un periodo in cui il popolo internettiano ricercava il nero o il buio e ora che Silvio ci ha lasciati vede la luce oltre l'oscurità. Secondo posto per il sempre amabile "mini me" (111), il numero ricorda il peso di Tiziano Ferro da giovane. E new entry alla terza posizione che viene raggiunta da Chuck Bartowsky (87) che se non sapete chi è giuro che facciamo male bisticcio. Detto tutto o quasi. Ah sì: il titolo del post è un omaggio ad un fumetto che ho amato tantissimo, l'unico che abbia mai comprato mio fratello e, seconda cosa, le ricerche di codesto mese hanno superato la migliaia. Sono state, precisamente, ben 1118 chiavi differenti. Una faticaccia immane scandagliarle tutte ma se aumentano significa che il blog aumenta di visibilità e a me, ciò non dispiace neanche un po'.

mara maionchi incazzata (9): Lo so, i ricercatori di donnine non si accontentano mai, vogliono sempre il meglio. Come l'Amaro Montenegro.

uomo uovo
(3): Diggi, c'è gente che si ricorda del tuo amore segreto.

barbie ubriaca: E si sa che quando la squinzietta è sbronza il caro vecchio Ken ne approfitta per spupazzarsi Big Jim.

che differenza c'è dal mascara normale al mascara per ciglia vibratili?: Il prezzo.

come si partecipa alle prove generali del programma di fiorello? : Pagando mazzette.

d&d divertente: amico mio sei nel posto giusto, passa qui! E inizia a leggere dall'ultimo post in fondo.

io e te santanchè: Meravigliosa poesia d'orrore.

donna con vermi nella testa: Ottima se la si vuole portare a pescare senza comprare le esche.

film trama caviglia: Non sanno più cosa inventarsi. Attendo un cortometraggio sul perone sponsorizzato dalla Peroni.

femmina bona: Sempre a cercare Platinette state!

salerno comicon luttazzi4ever : Oh, miei fan, non disperate: potrete vedermi e potrò fare foto, disegni e autografi a tutti voi!

lista delle cose che si possono fare a 18 anni: Urka, che genialata. Allora credo siano
Guidare. Ma tanto già lo facevi prima di straforo.
Bere alcool. Ma tanto già ti ubriacavi prima.
Fare all'amore. Ma non con gente al di sotto della fatidica soglia d'età, sennò ti bollano come pervertito. E non dire che la tua ragazza ne ha 17 che sempre pervertito sei.
Votare. Questo non lo facevi prima ed ora odi farlo.
Essere eletto in Parlamento ma solo se tuo padre è un deputato o senatore.
Essere incriminato in modo più grave per ogni reato commesso. Yuppie!
Partecipare alla tua festa dei diciottanni che seguirà lo stesso identico canovaccio già visto nelle altre: incontro con gli amici, apertura del buffet, mezz'ora di balli tunz tunz, regali, primo piatto, musica latino americana, YMCA, torta e foto.

luca rotolante e la topa: Credo sarà il titolo del mio primo libro.

gattini puccettoni : Ho sempre detto che devo infarcire questo posto di dolci micetti. Magari faccio l'angolo del Micetto, una volta a settimana.

omicidio babbo natale: Succede, se non paghi i contributi agli elfi è il minimo che ti possa capitare.

la mia peggiore amica alissa milano: Fammela conoscere, ti tolgo io questo peso orrendo attorno.

qualcuno mi aiuta a scrivere una lettera carica di odio: Io purtroppo non posso, sono impegnato, però se ti serve ho un amico si chiama Olindo. Con sua moglie riuscirà ad aiutarti.

sognare di inghiottire oggetti: Si chiama fame. O ti chiami Galactus.

sapore della cacca : Paradisiaco.

Angolo dell'hard con tante belle cose.

valentina lodovini nuda (4) : Speranza vana, purtroppo.

il mio fidanzato vede il film porno di belen di nascosto e non cancella la cronologia (2): Evidentemente vuole rivederlo.

a natale le 3 amiche sexy: Dal titolo sembra essere un filmone meglio di quello di De Sica e soci.

alieni che fanno sesso: La pornografia non conosce più limiti o semplicemente Avatar ha rovinato le menti.

cheerleader porche: E' incredibile come quell'aggettivo può andare bene per ogni mestiere femminile.

babbo natale nudo: Anche le donne hanno le proprie perversioni.

babbo natale vestito da donna
: Anche il vecchiaccio ha le sue perversioni.

francesco savino osè : Non c'è mai limite al peggio.

poliziotte con piante di marijuana: Pensavo "porche", ormai ero entrato nel meccanismo.

valentina lodovini cosa dice sul suo seno?
: Seriamente, ci parla? Ci esce insieme? Fa dei lunghi massaggi per renderlo più soave? Queste sono domande a cui lei deve dare una risposta! Esigiamo di conoscere la verità. Non ci si può nascondere sempre dietro quell'assurda privacy!

gnocche lucca comics: Bravo. Niente discriminazioni, mica solo le cosplay possono essere fighe? Ci sono anche le ragazze normalmente svestite che hanno molto da dare.

tipe zozze porche: Ben due aggettivi! Questo ragazzo diventerà un filosofo.

Post finito, mese iniziato, andate in pace.